lunedì 1 ottobre 2012

Siria - Bugie e finta propaganda come arma psicologica




La notizia che con studiata strategia è stata fatta circolare in questi giorni, ovvero quella che Gheddafi venne intercettato e quindi assassinato dalla Intelligence francese, su delazione del presidente siriano Bashar Assad deve essere considerata per quello che è: un arma psicologica sparata dai criminali d’Occidente per sostenere la loro infame guerra in quello scacchiere mediterraneo e del medio oriente. 

Una guerra che le orde di assassini infiltrati nel territorio siriano non riescono a vincere nonostante i larghi mezzi militari e finanziamenti messi a loro disposizione.

Ecco che allora si ripiega sulla “propaganda di guerra”  visto che il presidente siriano Assad, nonostante tutte le false voci di una sua imminente fuga all’estero e altre mascalzonate del genere (altre armi psicologiche), è rimasto saldamente al suo posto.

Sconfitti quindi, almeno fino a questo momento, sul piano militare, i criminali d’occidente, come era prevedibile, anzi scontato, hanno fatto ancora ricorso alla “guerra psicologica”, facendo filtrare la “rivelazione” che furono i servizi francesi a causare la cattura di Gheddafi (notizia che lascia il tempo che trova) e fu il presidente siriano Assad colui che, praticamente vendette Gheddafy fornendo ai francesi le coordinate del satellitare del colonnello libico (la vera “bomba” psicologica), in cambio di un alleggerimento delle sanzioni  e della pressione politica sulla Siria.

Di fronte a queste “rivelazioni” per le quali si è impossibilitati a poterle verificare, si può solo applicare le considerazioni dettate dalla logica, dal ragionamento eduttivo e dall’esperienza storica, senza dimenticare il non indifferente fattore che ogni notizia che filtra dal “fronte bellico occidentale” (perché tale in effetti è) e viene divulgata tramite i mass media occidentali, strumenti di proprietà di ben identificati poteri, è falsa o artefatta: SEMPRE!

In linea di principio, la storia ci insegna che una eventualità del genere potrebbe anche verificarsi in quanto nei rapporti internazionali, alla fin fine, a prevalere sono sempre gli interessi geopolitici e la ragion di Stato. Ma questo non significa nulla è solo una enunciazione teorica.

Concretamente e nello specifico, invece, questa notizia la si può ritenere una infame menzogna e non solo perché è chiaramente una notizia facente parte di una “guerra psicologica” praticata in una guerra vera, al fine di conseguire determinati risultati, ma anche perché riteniamo che Assad ben doveva intuire che dopo Gheddafi sarebbe toccato a lui di subire l’aggressione degli occidentali che manovravano le cosiddette “primavere arabe” e quindi era interesse del governo siriano che la crisi libica perdurasse, che Gheddafy in qualche modo riuscisse ad organizzare una resistenza. Questo obiettivo era sicuramente più importante di un eventuale e teorico alleggerimento delle sanzioni  e pressioni sulla Siria da parte dell’occidente.

In caso contrario, infatti, e in conseguenza del delicato ruolo che la Siria svolge nel medio oriente, tutto il peso degli interessi occidentali e israeliani nel voler far piazza pulita in quello scacchiere, sarebbe inevitabilmente ricaduto sulla Siria. Lo avrebbe capito anche un bambino.

Del resto che questa “rivelazione” sia una vera e propria menzogna e faccia parte della propaganda di guerra, lo si evince dalle stesse parole che sono state usate per divulgarla, si legge nelle parole di un tal Rami El Obeidi, ex responsabile per i rapporti con le agenzie di informazioni straniere per conto del Consiglio Nazionale Transitorio (ovvero l’ex organismo di autogoverno dei mercenari “cosiddetti libici” armati dagli occidentali):  "Assad avrebbe ottenuto da Parigi la promessa di limitare le pressioni internazionali sulla Siria per cessare la repressione contro la popolazione in rivolta».

Come vedesi trattasi di un enunciato precostituito, tipicamente propagandistico, perché in Siria non c’era alcuna popolazione in rivolta: nella sua maggioranza il popolo siriano era dalla parte di Assad e quella che viene definita “popolazione in rivolta” erano quelle pseudo milizie mercenarie infiltrate nel territorio siriano armate di tutto punto e in collaborazione con agenti segreti che sul suolo della Siria da tempo preparavano il terreno per incendiare la Siria, avevano acceso i fuochi nella prospettiva di ottenere l’intervento Nato ripetendo il giochetto che tanto bene era riuscito in Libia.

In definitiva, non una riga di stampa, non una voce, non una notizia che proviene dal “quartier generale” dell’Occidente criminale deve essere ritenuta veritiera, ma deve considerarsi sempre e comunque propaganda di guerra!

Maurizio Barozzi

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