sabato 24 settembre 2016

Lo sviluppo psico-mentale che fa riferimento ai lavori di Massimo Corbucci.


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Se consideriamo i quattro livelli dello sviluppo dell’uomo e della donna, nell’ordine dei Tarocchi, troviamo che:
  • i primi tre fanno riferimento alle dinamiche soggettive e possiamo parlare del mondo interiore, autoriferito e alla “terra interiore”;
  • l’ultimo, i livello “trascendente” o “spirituale”, riguarda “l’universale” che possiamo riferire alle “dinamiche gravitazionali” o “dell’universo quantistico”, nel quale anche l’uomo è immerso, partecipando attivamente alla sua formazione.
    I quattro livelli evolutivi, rappresentati iconograficamente soprattutto dagli Arcani Maggiori, permetto di arrivare a:
  • conoscere le dinamiche funzionali del corpo, del connettoma cerebrale e della mente tetradica (riferita a: emozioni, affetti, cognizioni, intuizioni);
  • comprendere il senso evolutivo delle “auto-identificazioni-multiple dell’ IO”, insite nel concetto di “individuo”;
  • approfondire il significato del “senso di Sé” che come “auto-coscienza” porta alla “ … creazione delsoggetto e delle sue potenzialità integrative, olistiche, a-finalistiche e multidimensionali, capaci di produrre il “cambiamento”;
  • scoprire la trascendenza e la spiritualità del Hubermensch, quel soggetto-olistico, vero, unitario, laico, libero e trascendente, capace di “… immettere spiritualità nel proprio ambito di vita”, con una “veraconsapevolezza”, una insostituibile saggezza, una straordinaria compiutezza e completezza dell’essere Uno.

    I primi tre livelli dello sviluppo rappresentano un continuum che si costituisce nel simbolismo della “Ruota di Fortuna” (Arcano X) e si completa nella figura del Diavolo (Arcano XV) assumendo una sorta di simbolismo che Nietzsche ha elaborato come “eterno ritorno”.
    Il quarto livello, che abbiamo riferito come “trascendente” ha in sé un principio di linearità che arriva sino a “Il Mondo” (Arcano XXI) che rappresenta il termine ultimo della consapevolezza, della saggezza e dell’illuminazione che, nell’insieme, rappresentano “l’androgino-sacro”.
    Una tale simbolica e complessa rappresentazione dell’evoluzione dell’uomo, del Homo-sapiens, dell’uomo-completo, porta a ricordare paradigmaticamente la rappresentazione che Massimo Corbucci fa dei “cicli della materia” (3+1), espressi come “3 cicli” ed una “fase lineare”).
    Corbucci sottolinea come i fisici hanno tardato a scoprire ciò che gli esoterici hanno detto da sempre, definendo anche come “materici” i cicli che ruotano e spirituale la fase-lineare.
    In questo delicatissimo equilibrio evolutivo si riesce a comprendere il significato di una trasformazione che porta dalla Materia allo Spirito, conditio sine qua non della Vita che è passaggio dalla “durezza” alla “accoglienza”, che nel Medio-evo ha assunto il simbolismo delle 3V: la via. la verità, la vita.
    Dice Massimo Corbucci: “… la natura delle cose è indipendente dalle aspirazioni dell’uomo”. Questo è tanto vero che possiamo tranquillamente parlare di “Natura-Umana” tenendola ben lontana dalla “Natura-ordinaria” (Natura-naturale” o Natura-nota), anche se i termini sono contrapposti: “… le aspirazioni dell’uomo sono indipendenti dalla natura delle cose (non ne hanno nulla a che fare).
    In altre parole:

  • mentre la natura-ordinaria è finalistica e si basa sul teorema dello stimolo-risposta (ed anche della inesorabile ripetitività, che è anche la base fondamentale del valore scientifico);
  • la Natura-Umana, che si caratterizza non nella parte anatomico-strutturale del corpo-fisico, ma per la presenza di processi evolutivi che, pur basati sul background materialistico-meccanicista del connettoma, generano e attivano processi evolutivi teleonòmici che sono appunto a-finalistici, non ripetitivi, evolutivi, a-materici e legati ad un “programma”.

venerdì 23 settembre 2016

In realtà quanti furono i "6.000.000" di ebrei morti nei lager tedeschi?


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Quando noi sentiamo i giornali e le televisioni parlare di 6.000.000 di Ebrei uccisi nei campi di sterminio non ci viene mai indicata la fonte di questa cifra. Ebbene la fonte è solo una ed è l'Enciclopedia Ebraica dove il totale e di 5.820.960. Adesso, io sicuramente non sono uno storico, ma mi hanno sempre insegnato che bisogna diffidare delle cifre che vengono fornite da una delle due parti coinvolte, e che per lo meno più di una fonte deve essere citata.

La cifra di 6.000.000 dopo essere stata ripetuta per milioni di volte nei giornali, televisioni e film di Hollywood è diventata ufficiale 

Questo nonostante, già alla fine della guerra, si fosse in possesso di statistiche accurate sul numero degli Ebrei prima e dopo la guerra, e dei loro movimenti migratori fuori dall'Europa, verso l'America la Palestina e la Russia.

Secondo l'Appendice N°VII, "Statistiche sull'Affiliazione Religiosa", del libro del Senato Americano "A Report of the Committee on the Judiciary of the United States Senate" del 1950, il numero di Ebrei nel mondo in quell'anno era di 15,713,638 .

La stessa fonte nel 1940 riporta il numero di Ebrei nel mondo a 15,319,359. Se lo studio statistico del governo Americano è corretto la popolazione Ebraica non diminuì durante la guerra, ma subì un piccolo incremento.
 
Non mancano oltretutto testimonianze di fonte ebraica che contraddicono la tesi ufficiale sull'argomento. Per esempio.
1938: L'Annuario Mondiale ("World Almanac") censisce 15.688.259 ebrei, in tutto il mondo.  Questo dato è fornito al "World Almanac" dall' "American
Jewish Committee" (Comitato Ebreo Americano) e, altresì, dal "Jewish Statistical Bureau of the Synagogues of America
1948: Secondo un articolo apparso nel "New York Times" del 22 febbraio 1948,firmato dal Mr. Hanson W. Baldwin, esperto di questioni demografiche del
giornale,gli ebrei esistenti in tutto il mondo sono valutati tra i 15.600.000 e i 18.700.000.  
Va detto che oltretutto il direttore e proprietario del giornale era l'ebreo Arthur Sulzberger, noto come sostenitore incondizionato del Sionismo.

Se in 3/4 anni i tedeschi avessero fatto sparire 6 milioni di ebrei, si potrebbe concludere che c'è stato un olocausto. Ma da dove proviene la cifra di 6 milioni? Questa cifra ci viene presentata come derivante da studi scientifici. In realtà è stata introdotta per la prima volta al Tribunale di Norimberga, da Höttl, che non aveva veste di testimone, presentata in una sua deposizione scritta, ma non davanti ai giudici. Höttl racconta che Eichmann avrebbe detto d'essere saltato di gioia apprendendo che 6 milioni di ebrei erano stati liquidati.
La testimonianza di Höttl fu accettata dalla corte senza che la difesa potesse esaminare il teste. Höttl nonstante fosse stato un membro delle SS che si macchio di crimini dopo la sua confessione fu rilasciato e comincio a lavorare come agente per la CIA.

Nel 2001 la CIA rese pubblica la cartella su Höttl (scritto anche Hoettl) intitolata, "Analysis of the Name File of Wilhelm Hoettl" di circa 600 pagine. Nel documento Höttl viene descritto come una fonte poco attendibile che regolarmente fabbricava informazioni per chiunque lo avrebbero pagato. Nelle parole di uno dei ricercatore della CIA: «Hoettl's name file is approximately 600 pages, one of the largest of those released to the public so far. The size of the file owes to Hoettl's postwar career as a peddler of intelligence, good and bad, to anyone who would pay him. Reports link Hoettl to twelve different intelligence services, including the U.S., Yugoslav, Austrian, Israeli, Romanian, Vatican, Swiss, French, West German, Russian, Hungarian and British.» 

Dalla cartella della CIA emerge anche l`interessante fatto che Höttl poco dopo il suo arresto nel maggio 1945 cominciò subito a lavorare per il U.S. Office of Strategic Services (OSS) predecessore della CIA e che fu allora, quando lavorava per l`OSS, che "confessò" la cifra di sei milioni. Nel profilo della CIA su Höttl dopo il suo arresto egli viene descritto:
«Upon his arrest, Hoettl played to the interests of his captors ...»

La prima apparizione della cifra di "sei milioni di morti" avviene nel`Ottobre del 1919 sulla rivista Ebraica di New York, The American Hebrew. 
Come se non bastasse la cifra dei Sei Milioni appare incredibilmente già 25 anni prima! Nel 1919 un ex governatore dello stato di New York, Martin Glynn, pubblico un`articolo intitolato, "The Crucifixion of Jews Must Stop!," sul quotidiano ebraico americano, American Hebrew di New York, dove egli ripetutamente parla "dell`imminete morte di sei milioni di ebrei in europa" in quello che egli chiama un`"olocausto". (vedi anche: 

Nel 1983 un ricercatore, che si firma Walter Sanning, ha prodotto uno studio statistico - "The dissolution of Eastern European Jewry" (La dissoluzione dell'ebraismo est europeo) - sui trasferimenti delle popolazioni ebraiche dell'Europa Orientale, ove precisa che una parte cospicua è emigrata, durante la guerra e dopo, in Palestina, altri negli USA, in Cina, in Sud America. Ad altri ebrei, fra quelli trasferiti all'est dai tedeschi, i sovietici non consentirono di ritornare all'ovest.

In conclusione, afferma Sanning, gli ebrei che avrebbero potuto essere sterminati dai nazionalsocialisti erano 3/400.000. Tutti gli altri ebrei si sa che non sono morti, ma sopravvissuti alla guerra.
Di fronte alla serietà dello studio di Sanning, gli storici ebrei sono costretti ad ammettere che non c'è stato sterminio, ma che vi sono comunque stati massacri qua e là. Gli storici ebrei sanno che 6 milioni di morti è una cifra, in quel contesto, impossibile (ciò è quanto sono costretti ad ammettere nelle loro pubblicazioni che hanno diffusione ristretta, mentre al grande pubblico le lobbies giornalistiche e televisive seguitano a propinare la leggenda dei 6 milioni).

D'altronde in Das jüdische Paradox (Europaische Verlagsantstalt, 1976, p. 263), Nahum Goldmann, che fu per parecchi anni presidente del Congresso mondiale ebraico, scrive questo:
«Ma nel 1945 c'erano circa 600.000 ebrei sopravvissuti nei campi di concentramento che nessun paese voleva accogliere».
Se i nazisti avessero voluto sterminare gli ebrei, come mai 600.000 di essi hanno potuto sopravvivere ai campi tedeschi? Fra la conferenza di Wannsee, nella quale si dice sia stato deciso lo sterminio, e la fine della guerra, i tedeschi avevano avuto tre anni e tre mesi per compiere la loro opera.

I dati di Dominique Vidal sono contraddetti da quelli forniti da un altro autore ebreo, M. Gilbert, nell'"Atlante di storia ebraica" edito da Giuntina (casa editrice notoriamente ebraica).

Ecco i dati di fonte ebraica relativi all'incremento della popolazione ebraica in alcuni paesi dopo la seconda guerra mondiale.

USA : da 2.515.000 diventano 5.835.000
Palestina: da 90.000 diventano, tra il 1948 e il 1961, 4.100.000
Canada:  da 8.000 diventano 330.000
Inghilterra: da 71.000 diventano 300.000
Argentina: da 50.000 diventano 228.000
Brasile: da 25.000 diventano 150.000
Sudafrica: da 8.000 diventano 120.000
Messico: da 2.000 diventano 35.000

Solo in questi paesi, dunque, abbiamo un incremento totale della
popolazione ebraica pari a 8.329.000.


Ricerca a cura di Luigi  - luleonin@libero.it

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giovedì 22 settembre 2016

Dopo il No al Referendum costituzionale urge la formazione di un nuovo progetto politico


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In un recente articolo di Antonio Pileggi sul Referendum costituzionale, l’autore sosteneva che bisogna “conoscere per votare” parafrasando un detto di Einaudi “conoscere per deliberare”. Ed è proprio a proposito di queste citazioni che mi è venuto di fare chiarezza sulla situazione storica in cui fu scritta la nostra Costituzione e quella in cui ci troviamo oggi.

Il sapiente don Benedetto (Croce) ha più volte ripetuto che se vuoi capire l’essenza di un Paese devi conoscere bene la sua storia e forse noi, cari compagni di strada di questo NO al Referendum, non abbiamo fatto abbastanza attenzione alla realtà in cui viviamo, o forse è successo solo al sottoscritto che imperterrito vi annoierà con le sue osservazioni, vista l’età non posso fare molto altro e mi scuso per la prolissità.

La Costituzione del 1947 fu dibattuta e concordemente* scritta in un momento particolarissimo della nostra storia da un gruppo di personaggi che eccezionalmente rappresentavano la nostra popolazione * (in realtà ci furono delle problematiche sull’approvazione dell’articolo 7 per la opposizione di “giustizia e libertà” e di altre componenti della sinistra tra cui alcuni del PCI ai quali ultimi Togliatti lasciò libertà di coscienza ).

Il momento era particolare perché:
- avevamo combattuto e perso malamente una guerra dichiarata improvvidamente dal regime fascista.
- La guerra, oltre ai morti sui fronti delle operazioni, aveva portato morte e distruzione sul territorio nazionale  attraversato in tutta la sua lunghezza da eserciti in guerra tra di loro, bombardamenti sulle grandi città,  deportazioni ed una furiosa guerra civile soprattutto nel centro-nord del Paese.

La particolarità era anche dovuta al fatto che l’esercito vincitore (gli alleati) erano stati ricevuti, man mano che risalivano lo stivale, con acclamazioni e gioia dalla grande maggioranza della popolazione; con il chè le organizzazioni partigiane e i fuoriusciti politici che si erano opposti al regime fascista ed avevano collaborato con gli alleati risultavano anche loro i vincitori della guerra ed i naturali protagonisti dei futuri governi.

Si andava cioè accreditando come rappresentanza politica un gruppo di persone che nei precedenti venti e più anni era risultata fortemente minoritaria nella rappresentazione del Paese. La eccezionalità era dovuta alla attività del regime fascista! Era stato infatti quest’ultimo che, del tutto inconsapevolmente, aveva selezionato intellettuali, politici, scienziati, giornalisti etc che, contrari al regime furono imprigionati, si esiliarono in altri Paesi o rimasero silenti rinunciando a posizioni talvolta prestigiose o alla propria libertà in difesa irrinunciabile delle proprie idee. Questo gruppo non rappresentava dunque la media della classe dirigente italiana ma ne era una eccezione per l’alto attaccamento alle proprie idee, valore morale e, per molti ,  livello intellettuale.

Sono queste le ragioni per cui una popolazione con forti connotazioni di avversione per la struttura dello stato, familista e inserita piacevolmente nelle braccia della Chiesa Cattolica elesse un gruppo di politici, che evidentemente non la rappresentava nel suo sentire più profondo, i quali scrissero una delle più avanzate Costituzioni Democratiche del mondo!

Gli estensori della costituzione dimenticarono, molti volutamente, di raccomandare e specificare nel dettaglio al futuro governo la immediata emissioni di leggi e regolamenti per assicurare  la sussistenza della Costituzione e cioè assicurare che si praticasse l’educazione ai fini della Costituzione. Pare infatti fortemente improbabile che i costituenti non conoscessero il più importante provvedimento da prendere, a detta di Aristotele, per proteggere il più a lungo possibile una Costituzione: “le leggi più utili e approvate da tutti i membri della città non saranno di nessuna utilità se tutti i cittadini non saranno stati abituati ed educati come la Costituzione richiede (La politica – libro V°).

Poi ci fu il confronto con il Paese reale, con le ambizioni del PCI che, nella speranza di allargare l’elettorato a lui favorevole, condivise la decisione di non fare un processo al Fascismo e accettò di lasciare immutati, salvo eccezioni, gli organi di comando degli uffici pubblici. Gli interessi degli industriali, quelli della Chiesa e, cosa più importante: la guerra fredda e quindi il divieto USA di far partecipare il PCI a decisioni di governo crearono concrete difficoltà all’applicazione completa della Costituzione.

Gli italiani hanno una lunga tradizione di “abilità” politica per cui la DC ed i suoi alleati si accordarono con il PCI per consultarsi solo nel caso di eventi particolarmente importanti. Per il resto si divisero alcune aree di influenza in cui operare senza competizione ed avviarono la ricostruzione del Paese con risultati oltremodo soddisfacenti. Purtroppo la situazione, che avrebbe dovuto essere transitoria, si cristallizzò e quello che era stato un sistema intelligente per non intralciarsi divenne una gabbia in cui fiorirono i mali peggiori.  

L’imperativo USA di non collaborare con i comunisti impedì ogni tentativo di sbloccare lo “status quo”; la conferma più evidente ne fu “l’affaire Moro”.  Al comando del Paese restarono a rotazione sempre gli stessi DC per una quarantina di anni quasi si trattasse di un regime.
 Nel frattempo lo sviluppo industriale aveva inurbato una gran parte della popolazione contadina in immense periferie lasciate per lo più al degrado ed all’abbandono e questo non favorì la crescita civile ed il livello di conoscenza delle masse, facilitata in questo aspetto, da una gestione delle scuole con sempre minor selezione del personale e basse retribuzioni

Poi, inaspettatamente, arrivò  MANI PULITE e niente fu come prima!

Un imprenditore di bell’aspetto, che era cresciuto via via di importanza, prima nel settore edile, con prestiti di dubbia provenienza, e poi  nelle TV con appoggi consolidati nell’ambiente craxiano che gli permisero di diventare il secondo monopolista TV del Paese, decise di “scendere in politica”.

La verità è che trovandosi in gravi difficoltà economiche per le forti esposizioni con le principali banche italiane decise di entrare in politica, su consiglio dello stesso Craxi,  per cercare di salvarsi dal certo fallimento.

La scomparsa dei maggiori avversari politici coinvolti negli scandali di mani pulite, la sua indubbia capacità di conquistare il pubblico, la forza d’urto delle sue televisioni, la sempre più alta impreparazione dell’elettorato coltivata con attenzione dalle cosiddette TV commerciali (RAI non immune da questa colpa), i contatti più o meno diretti con la criminalità organizzata, l’ottima organizzazione promozionale cui contribuirono i suoi esperti di pubblicità, favorirono una vittoria a tutto campo.

Da quel momento abbiamo avuto una popolazione sempre meno informata, prima contenta in base alle informazioni ricevute tramite i mass media e poi sempre più ..zata in conseguenza della pesante situazione economica venutasi a creare per il crollo dei prestiti ai consumatori in USA, e per una serie di errori sempre più gravi da parte dei governanti nel curare lo sviluppo del Paese; se si vuole essere più precisi: con l’assenza totale di interventi a favore dello sviluppo.  Le opposizioni, sia pure con minore responsabilità, non fecero molto meglio.

Ora,  questo Referendum potrà trovare una prevalenza del NO per la concomitanza di tutte le aree politiche che avversano Renzi e probabilmente anche la nuova legge elettorale dovrà subire delle modifiche; ma cosa faremo dopo? Atteso che la grande maggioranza degli italiani non è d’accordo sul nostro pensare e non è neanche interessata a questo Referendum? A cosa miriamo? che piano progettuale possiamo sviluppare? Con quali conseguenze prevedibili e con quale vantaggio per i cittadini?

Un progetto politico deve basarsi su una visione a media e lunga programmazione; deve concentrarsi su un ristretto gruppo di attività da portare in campo legate alla “visione”, trovare i compagni di strada e l’area di attuazione. 

Giuseppe Brizzi bbrizzi@live.it

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mercoledì 21 settembre 2016

Veda, Vedanta, Assoluto Nonduale e le maschere dell'io



Il Vedanta, letteralmente “dopo i Veda” è una scuola di pensiero laico basata sull’Assoluto non duale, detto “Brahman”  nelle Upanishad, i testi filosofici vedantici (posteriori ai Veda).

Sulla datazione dei Veda e del Vedanta le opinioni degli studiosi, storici e religiosi, divergono alquanto. La differenza di vedute è soprattutto fra ricercatori occidentali e quelli indiani. Secondo gli europei, proni al credo filo occidentale di una culla di civiltà medio-orientale e mediterranea, i Veda sono posti attorno al primo millennio a.C. e le Upanishad al periodo appena antecedente la nascita del Buddha storico (VI secolo a.C.). Ovviamente per alcuni storici indiani le date sono diverse e si allontanano moltissimo da quanto affermato dagli storici europei. Ma analizziamo i concetti espressi e lasciamo da parte le datazioni (irrilevanti ai fini della sostanza).

La peculiarità della filosofia Advaita Vedanta è che non si rifà ad alcuna divinità.  L'Assoluto non duale è  tra l'essere ed il non essere. Esso è il  Sé (Atman), ovvero la  Consapevolezza priva di attributi,  che è contenitore e contenuto di tutto ciò che si manifesta,  autoesistente, e contemporaneamente   aldilà di ogni manifestazione e pensiero.

Il Sé gode della sua stessa illusione di esistere come oggetto separato e distinto da se stesso e  secondo il Vedanta- questa commedia si rende possibile attraverso  cinque maschere o “guaine” (in sanscrito “kosha”) che nascondono il Sé al sé (l’Io assoluto all’io relativo).

Esse sono: “annamaya”, “pranamaya”, “manomaya”, “vijnanamaya” e “anadamaya”.

Annamaya è la guaina composta dal cibo, il corpo fisico. I suoi costituenti sono i cinque elementi nello stato grossolano, in vari gradienti di mistura. Dello stesso materiale sono fatte le cose del mondo oggettivo sperimentato.

Pranamaya è la guaina dell’energia vitale (nella Bibbia “soffio vitale”) è quella che denota la qualità vitale, la sua espressione è il respiro, in sanscrito “prana” e le sue cinque funzioni o “modi”: “vyana” quello che va in tutte le direzioni, “udana” quello che sale verso l’alto, “samana” quello che equipara ciò che è mangiato e bevuto, “apana” quello che scende verso il basso, “prana” quello che va in avanti (collettivamente vengono definiti con il termine “prana”). Alla guaina del “prana” appartengono anche i cinque organi di azione, ovvero: la parola, la presa, il procedere, l’escrezione e la riproduzione.

Manomaya è la guaina della coscienza, o mente individuale, le sue funzioni sono chiedere e dubitare. I suoi canali sono i cinque organi di conoscenza: udito, vista, tatto, gusto ed olfatto.

Vijnanamaya è la guaina dell’auto-coscienza, o intelletto, cioè l’agente ed il fruitore del risultato delle azioni. Questa maschera, od involucro, è considerata l’anima empirica che migra da un corpo fisico ad un altro (nella teoria della metempsicosi).

Anadamaya è la guaina della gioia, non la beatitudine originaria che è del Brahman, essa è la pseudo beatitudine (sperimentata nel sonno profondo) del cosiddetto “corpo causale”, la causa prima della trasmigrazione. Un altro suo nome è “avidya” ovvero nescienza od ignoranza del Sé.

Secondo lo studioso indiano T.M.P. Mahadevam è possibile riordinare queste cinque maschere in tre “corpi”:

1 - “annamaya”, il corpo fisico grossolano;

2 - “suksma-sarira” il corpo sottile, l’insieme delle tre guaine di prana mente ed intelletto  (”pranamaya, “manomaya” e vijnanamaya”);

3 - “karana-sarira”, il corpo causale della guaina “anandamaya”.


E’ per mezzo di questi tre corpi che noi sperimentiamo il mondo cosiddetto “esterno” nei tre stati di veglia, sonno e sonno profondo.

L’esperienza empirica si manifesta attraverso le cinque guaine, proiettate o riflesse nel concetto di “spazio” e “tempo”, senza di esse la coscienza relativa di un “mondo” non potrebbe sussistere.

Come diceva il filosofo  M. Heidegger : "Com’è che l’esistenza umana si è procurata un orologio prima che esistessero orologi da tasca o solari?…Sono io stesso l’”ora” e il mio esserci il tempo? Oppure, in fondo, è il tempo stesso che si procura in noi l’orologio? Agostino ha spinto il problema fino a domandarsi se l’animo stesso sia il tempo. E, qui, ha smesso di domandare...”

Paolo D'Arpini

martedì 20 settembre 2016

Siria. Bombe USA-vere - Roma. Vaselina paci-finta

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Il 24 settembre 2016 a Roma  si aprono i tombini

C’è un presidente Usa che, obbedendo a ordini superiori, ma divertendosi un sacco, fa il surf su un mare di sangue. Dopo l’Iraq, l’Afghanistan, la Libia, la Somalia, sta sbranando la Siria e lo Yemen. Un genocidio dopo l’altro, orrori che il mondo non aveva mai visto. E quando si accorge di qualche perplessità in giro, fa saltare per aria un po’ di cittadini suoi., a titolo di diversivo. 

I teschi che galleggiano attorno a lui, falciati dalla sua tavola affilata, sono milioni . Lo insegue, per succedergli, una psicopatica con la bava alla bocca che vuol far meglio di lui e che già ha esibito orgasmi quando Gheddafi veniva sodomizzato da una baionetta consegnata dalle sue stesse mani. Questo nostro regime di cialtroni, ladri, decerebrati e famelici, ha il 40% dei giovani fuori lavoro e i suoi vecchi alla canna del gas, non contento di vedere cadere a pezzi il paese e contribuire in tutti i modi a sfasciarlo, s’impegna a collaborare negli stermini altrui. 500 soldati a Mosul, 4000 mila in Afghanistan, 300 finte crocerossine e veri tagliagole a Tripoli, solo per citare i crimini di guerra più recenti. Chi ci ordina tutto questo se non i capobastone a Washington, Bruxelles e Tel Aviv? 

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Avete visto anche un solo sorcio uscire dai tombini a protestare che così gli si avvelena l’habitat?


Il 24 settembre 2016 a Roma  scenderà in piazza tutto il cucuzzaro che, dall’11 settembre da esso entusiasticamente accreditato, alle scuse per ogni guerra che ne è stata tratta, impesta l’ambiente con le bombe puzzolenti della "nonviolenza, del pacifismo, dei diritti umani e del femminismo". Ordigni sganciati sugli stessi obiettivi che vengono colpiti dalla Nato e dai terroristi al suo servizio. Si mettono in scena i curdi di Turchia, bene accetti da tutti per come li massacra Erdogan, per poi, nel secondo atto, far emergere il protagonista vero: i curdi di Rojava, quelli che, svaporati perché mai esistiti i “rivoluzionari democratici che manifestavano pacificamente contro il dittatore Assad”, sono diventati i vessilliferi di democrazia, socialismo, partecipazione dal basso, femminismo. 

Tutta roba praticata in Siria da decenni, più onestamente e al servizio di nessuno. Curdi che da minoranza inclusa nella nazione siriana si sono involuti in microimperialisti che uggiolano al guinzaglio dei megaimperialisti Usraeliani, si travestono da Forze Democratiche Siriane (autentiche come il precedente Esercito Libero Siriano), irrompono in territori arabi e ne espellono, all’israeliana, i titolari. Sguatteri del piano padronale di frantumare la Siria. Siria che, insieme all’Iraq, è il cuore di quella civiltà araba senza la quale non avremmo nemmeno conosciuto né Aristotele, né Eschilo e staremmo ancora lì a bruciare streghe e pagani.


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lunedì 19 settembre 2016

Negare noi stessi non ha senso! Restiamo ciò che siamo sempre stati...

 "La mente (ego) tende ad appropriarsi delle esperienze vissute. Naturalmente non è necessario, al fine di realizzare la nostra vera natura, "negare" l'identità fisiologica (nome-forma) ma dobbiamo integrarla con il Tutto, anche perché ne facciamo parte ed il Tutto è inscindibile. Vedi il concetto di “ologramma”, in cui ogni parte che compone l'immagine è costituita dalla totalità dell'immagine stessa. Illudersi di essere separati dal Tutto significa cadere nel dualismo separativo. Il nome-forma è come un'onda che sorge sul mare dell'Assoluto, il quale è appunto il substrato necessario all'esistenza dell'io. Realizzare che l'io è solo il Sé riflesso nello specchio della mente è la chiave della Conoscenza"  (Saul Arpino)

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Il  "riconoscimento" della nostra vera natura avviene come nel passaggio dal sogno alla veglia, è naturale ed  intrinseco in ognuno di noi. Quando sogniamo siamo immersi nel sogno e quella è per noi la sola realtà… Quando giunge il momento del risveglio ci sono delle avvisaglie che ci fanno percepire l’imminente cambiamento di stato. Come dire, abbiamo sentore dell’imminente uscita dall’illusione del sogno. Certo questa è semplice analogia poiché nel sogno e nella veglia, che sono condizioni mentali, non vi è vera illuminazione e realizzazione. Quel “risveglio” di cui parlo è l’intima essenza indivisibile, inavvicinabile dalla mente, ma la sua realtà è intuibile e sperimentabile nello stato di pura consapevolezza.

Nel processo di ritorno che sospinge ogni singolo essere verso quella pura consapevolezza avvengono vari miracoli e misteriosi cambiamenti. L’adattamento ai nuovi stati di coscienza coinvolge sempre e comunque tutto il corpo massa della specie, ma nella nostra dimensione umana noi siamo abituati al funzionamento a locomotiva, ovvero due passi avanti ed uno indietro, anche definito crescita per tentativi ed errori. Per questa ragione sembra che l’evoluzione manchi di linearità e continuità. Nella nostra civiltà abbiamo vissuto vari momenti che sembravano paradisiaci, che mancavano però di una comprensione olistica. Un po’ come avviene nel mondo animale in cui la spontaneità  regna sovrana ma la coscienza è carente nella auto-consapevolezza e nella ragione.

Insomma dobbiamo poter integrare l’intuizione e la ragione  nel nostro funzionamento e ciò fatto possiamo procedere a dimenticare il processo sperimentale per poter vivere integralmente l’esperienza in se stessa. Osservatore ed osservato non possono essere separati.

Per ottenere questo risultato le religioni consigliano la via “dell’amare il prossimo tuo come te stesso” mentre le filosofie gnostiche indirizzano verso l’auto-conoscenza.

Non scindiamo queste due vie, teniamole strette come due remi della nostra barca che ci aiutano ad uscir fuori dal pantano del “dualismo”.
  
In fondo, come possiamo considerare che qualcosa sia al di fuori di noi stessi? 

Paolo D’Arpini

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domenica 18 settembre 2016

Israele - 200 sarebbero le bombe atomiche detenute dallo stato sionista, secondo Colin Powell - Appena sufficienti a distruggere il pianeta


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*Israele ha 200 testate nucleari: lo scrive l’ex segretario di Stato repubblicano Colin Powell, in una delle sue migliaia di email private hackerate e diffuse nei giorni scorsi. Il numero è evocato in un messaggio in cui discute con un amico della capacità delle armi nucleari del Paese mediorientale. 

Benché si creda ampiamente che Israele abbia sviluppato testate nucleari alcune decenni fa, il Paese non si è mai dichiarato come Stato nucleare. L’esistenza del suo programma nucleare è considerato top secret dai governi israeliano e americano. Powell, attraverso un portavoce, ha tuttavia riferito all’Ap che si riferiva a stime pubbliche e che la mail è stata scritta dieci anni dopo che ha lasciato il governo, senza ricevere più briefing dell’intelligence su materiali classificati. 

Segretario di Stato dal 2001 al 2005, Powell ha giustificato l’uso di account privati di email con l’inadeguatezza del sistema informatico statale, assicurando comunque di non aver mai ricevuto materiale classificato e chiedendo di fare una distinzione tra il suo caso e quello del server domestico della Clinton dove passava gran parte delle mail legate alla sua attività istituzionale.*

*Israele non ha mai ratificato il Trattato sulle armi nucleari*

*Israele non ha mai ratificato il Trattato di non proliferazione delle armi nucleari e non è soggetto al regime di controllo dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica,
(http://www.treccani.it/enciclopedia/agenzia-internazionale-dell-energia-atomica/) pur avendo accettato volontariamente di operare in accordo con i regolamenti di sicurezza della stessa Agenzia. Nell’aprile scorso ha allarmato l’opinione pubblica internazionale la notizia che nel vetusto nucleo di alluminio del reattore nucleare di Dimona, nel sud di Israele, ci sono evidenze di 1.537
imperfezioni. Lo ha rivelato uno studio presentato ad un convegno scientifico a Tel Aviv. I timori per le condizioni del reattore “erano palpabili” durante i lavori dell’assise. Il reattore – che Israele ricevette dalla Francia agli fine degli anni ’50 ed entrato in funzione per la prima volta alla fine del 1963 – per restare in un pezzo unico dovrebbe essere operativo, secondo le stime, per 40 anni. Tuttavia il problema principale è che i reattori di quella generazione hanno il nucleo insostituibile.*


Laura Ferrari  - http://www.secoloditalia.it/author/laura-ferrari/

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