sabato 22 febbraio 2020

Julian Assange - "O ti vendi o sei fuori!"


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Ma qui incomincia la storia di Julian Assange, e anche di Chelsea Manning e di Edward Snowden e di altri che gli anglofoni chiamano “whistleblower” (fischiatori) e noi “eroi dell’informazione”, “combattenti della verità”, “Illuminatori dell’oscuro Regno di Mordor”.

Coloro che pazientemente seguono i miei scritti sanno già che Julian Assange, australiano, 49 anni, è rimasto per 7 anni prima protetto dal presidente Correa, poi recluso dal presidente Moreno su ordine USA, in una stanza dell’ambasciata dell’Ecuador di Londra. Vi si era rifugiato perché inseguito da un’accusa di stupro mossagli in Svezia dalla polizia che aveva alterato la deposizione di una donna in cui questa negava di essere stata violentata, e per la quale nella capitale inglese era stato fermato e poi rilasciato sulla parola. Solo dopo nove anni la Procura svedese, per l’accusa ovviamente subornata dalla Cia, ha dovuto chiudere il caso. 

Per sette anni non ha visto che molto raramente un suo legale, qualche amico giornalista, un gatto. Niente luce del sole. I suoi visitatori venivano illegalmente spiati da un’agenzia spagnola che ne apriva telefoni e computer e ne rubava i dati.

Su richiesta degli Usa, che ne hanno preteso l’estradizione per 17 capi d’imputazione, eminentemente di rivelazioni di segreti di Stato, spionaggio e collusione col nemico, che prevedono 175 anni di galera, cioè la morte vivente, Scotland Yard il 19 aprile 2019 irrompe nell’ambasciata (Moreno aveva ricevuto in cambio 1,5 miliardi di aiuti statunitensi), ne estrae a forza Assange e lo sbatte per 50 settimane – poi rinnovate - in una prigione di massima sicurezza, in isolamento. Isolamento che schianta la salute fisica e mentale del detenuto, tanto da far dichiarare al Relatore Speciale dell’ONU sulla Tortura, Nils Melzer, che Assange rischia la morte da tortura fisica e psicologica. In una prima udienza, il giornalista australiano appare incapace di capire le procedure, fa fatica a ricordare il suo nome. 

Solo su richiesta firmata dai decine di altri detenuti, ad Assange viene sospeso l’isolamento. Le sue condizioni migliorano leggermente. Al padre che, indefesso, gira il mondo per sostenerne la causa, appare invecchiato di vent’anni.


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LIVE: Assange supporters and public figures hold march in London ahead of extradition hearing


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Mio commentino, così scrivevo in un mio articolo del 2010: "Wikileaks importante strumento giornalistico come il Freedom of Information Act". Affermava il Time Magazine... ma internet e soprattutto Wikileaks non piace ai potenti. Specialmente dopo l'azione selvaggia di Wikileaks che minaccia di destabilizzare il "sistema" di potere consolidato e basato sul metodo delle tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo..." (Paolo D'Arpini) - Continua: 


giovedì 20 febbraio 2020

La distruzione di Dresda come simbolo di una politica...


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Il mio “Giorno della Rimembranza”, coincide – guarda il caso! - con le 48 ore, dal 13 al 14 febbraio 1945, in cui migliaia di carnefici in volo, della RAF e dell’USAAF, spediti da Churchill, hanno cancellato dalla faccia della Terra Dresda, il più prezioso gioiello barocco d’Europa. E poi anche Lipsia e Berlino e Amburgo e Monaco. 

Forse questo mio “Giorno della Rimembranza” è balenato anche a quelli che recentemente in Germania Est, belli o brutti che fossero, non hanno votato come si converrebbe. Come sarebbe andata bene alle signore e ai signori del vero e del giusto, dei sacrosanti giorni della memoria e del ricordo, dalla Merkel alla Von der Leyen, da Macron a Mattarella, da Stoltenberg (NATO) al “manifesto”. E, dunque, senza nemmeno andare a vedere cosa dicono e cosa vogliono, e perché siano tanti e crescano, e per quali regioni detestino il governo che li ha annessi e colonizzati, questi depravati sono stati sotterrati sotto una slavina di “fascisti”, “neonazisti”, “razzisti”


Io mi riservo di studiare chi e perché stia vincendo elezioni in Germania Est, mentre ho già un’ideuzza del perché vadano scemando i voti operai e proletari di SPD e CDU, forze di un capitalismo cannibale nei confronti dei propri fratelli, anche se meno esplosivo e incendiario degli aerei alleati. Forze predatrici che di una DDR, in cui nessuno aveva troppo e nessuno troppo poco, hanno distrutto, rubato, devastato tutto e quel che restava l’hanno portato via. Proprio come certi compari dall’URSS al tempo di Eltsin...


Stralcio di un articolo di Fulvio Grimaldi 

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martedì 18 febbraio 2020

Le sardine nel profondo...


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...Ma il livello più profondo di ignobile stupidità è raggiunto dalle «sardine». Si badi bene, è chiara l’azione di manovratori e manipolatori (del resto non nascosti: Prodi, Benetton, Monti, Fornero, Soros e lungo elenco di simile … “gente”), con il sostegno mediatico e piddino, però il riferimento va ai partecipanti: discorsi senza senso, dal capo-sardina a quelli che solo sono starnazzii, belati, muggiti e grugniti di intervistate e intervistati; slogan stomachevoli e untuosi come “con l’amore si costruisce, contro l’odio …” – ma amore di che? Ma odio di chi? 

Unica supposizione, è il loro inconscio: sanno di essere odiosi –; soli punti fermi, in “negativo”, «no» a Salvini-Lega (ma anche alla Meloni al centrodestra), accogliendo la fandonia dell’antifascismo in assenza di fascismo, in “positivo” l’abietta sottomissione all’Ue e l’apertura indiscriminata al flusso migratorio. 

Per il resto, «sì» al Pd (più che al centrosinistra) e al governo Conte bis, tartagliando “ma fate le cose per bene”, e “vi stimoliamo a farlo …” – e questo ritornello….lo si è già sentito e gli esiti sono davanti agli occhi – di chi li voglia vedere. Ma tale livello di stupidità non era mai stato conseguito. E già dal nome, «sardine», che si vorrebbe umile e spiritoso, e però incisivo, e invece è semplicemente da scemi indecenti – per non dire dell’insulto permanente ai nostri partigiani, che hanno combattuto contro l’invasione nazista e il collaborazionismo fascista, oltre che per un mondo socialmente, culturalmente e politicamente oltrepassante, da parte di questi cialtroni che si dicono “partigiani del XXI secolo”: partigiani dei distruttori del nostro paese…

Si, le «sardine» sono il peggio del peggio. E però, «peggio ’un è mai morto» … 

Chissà che ci si deve ancora aspettare. A questo hanno portato il fallimento del governo «giallo-verde» e l’inqualificabile costruzione del governo Conte bis, basandosi biecamente su una «rappresentanza» parlamentare del tutto pregressa, e piena e assodata minoranza nel paese. Unico auspicio è uno “scatto di reni”: la ricostruzione di un movimento che ponga i “nodi” essenziali e su questi proceda, facendo anche risollevare il contesto generale dall’intollerabile stupidità in cui affonda e affoga – e viene affondato e affogato.

Mario Monforte 

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In allegato da www.fulviogrimldicontroblog.info

lunedì 17 febbraio 2020

Appello per la costituzione di un Comitato Pro Siria e contro la guerra

Appello per aiutare insieme gli uomini e le donne siriane con la costituzione di un Comitato per la solidarietà con la Siria e l'informazione contro la guerra.

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La tragica guerra alla Siria

Da quasi dieci anni la Siria è teatro di una guerra devastante che ha causato cinquecentomila morti e milioni di sfollati, all'interno del paese e all'estero. Scopo della guerra era ed è è la sconfitta militare del legittimo governo siriano presieduto da Bashar Assad. Meno chiaro è chi, da anni, stia conducendo la guerra e cosa si proponga di sostituire all’ attuale assetto politico del paese.

Non si può descrivere un conflitto così lungo e complesso in poche righe, ma, per capire che non si tratta di una semplice guerra civile tra schieramenti siriani contrapposti, è sufficiente sapere che dall’ inizio della guerra operano nel paese decine di migliaia di combattenti non siriani e che la coalizione delle milizie armate anti governative, anche quando fino a metà 2013 ne era componente organica lo Stato islamico di Al Baghdadi, è stata sempre sostenuta ufficialmente dagli “Amici della Siria”, undici paesi appartenenti alla Nato o alle petromonarchie del Golfo Persico.

Comunque il governo e lo stato siriano, con l’ aiuto della Russia e di altri alleati regionali, hanno resistito alla violenta offensiva e territori che erano stati occupati dalla coalizione avversaria sono tornati sotto il controllo di Damasco. La vita del paese è stata però drammaticamente sconvolta, alcune città sono praticamente distrutte e l’ economia ridotta ai minimi termini.

Le sanzioni italiane e UE a Damasco

In questo difficile contesto l’ Unione Europea non trova di meglio che continuare a infliggere alla Siria pesanti sanzioni economiche che colpiscono la vita quotidiana della gente comune, come denunciato più volte anche dai religiosi cristiani operanti nel paese, mentre l’ Italia continua a non avere con Damasco relazioni diplomatiche nonostante fosse al momento dell’ inizio della guerra il suo primo partner economico europeo.

Appello per aiutare insieme gli uomini e le donne siriane

I siriani hanno bisogno di aiuto per continuare a difendersi e per ricostruire una vita migliore.

Siamo un gruppo di persone e piccole associazioni che hanno seguito e seguono le tragiche vicende siriane e vogliamo unirci per contribuire a sostenere in modo più efficace la popolazione di questo martoriato paese.

Vogliamo aiutare gli uomini e le donne siriane, dagli anziani ai bambini e alle bambine,

dando il nostro contributo alla lotta per abolire le sanzioni economiche UE alla Siria e per ristabilire le relazioni diplomatiche di Damasco con l’ Italia

diffondendo un’ informazione più veritiera sulla guerra in corso dal 2011 e sugli avvenimenti degli ultimi anni, organizzando presentazioni di libri, video, dossier e tenendo altri incontri pubblici, aiutando i siti di informazione, piccoli ma di ottima qualità, che seguono da tempo la vicenda siriana.

favorendo relazioni tra comunità siriane e italiane di ogni tipo, con particolare attenzione alle scuole e alle realtà locali.

avviando forme di "gemellaggio" per la ripresa e la resilienza, fra realtà e cittadini italiani e siriani.

aiutando le attività economiche, piccole e grandi, a ripartire nel loro lavoro, sin da subito dando un piccolo sbocco di mercato ad iniziative artigianali già operanti.

facendo conoscere in Italia la storia e la cultura di questo straordinario paese mediorientale.


Ci siamo dati appuntamento a Roma: Sabato 7 marzo 2020 alle ore 16 in via Oppio Opita 24 (fermata metro A Porta Furba), Circolo Enrico Berlinguer, per discutere come organizzarci e concretizzare il nostro proposito comune e invitiamo caldamente ad unirsi a noi tutti coloro, singole persone o associazioni, che condividono le nostre idee.

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P.S. Sappiamo che ci rivolgiamo a persone che vivono in ogni angolo d’Italia, e speriamo anche fuori dal nostro paese, e che non possono facilmente venire a Roma.

Invitiamo comunque tutti a contattarci, e a scambiare con noi opinioni, notizie e speranze, troveremo sicuramente un modo soddisfacente per operare concretamente nella direzione che auspichiamo.

Per aderire al nostro appello e mettersi in comunicazione con noi

Scrivete agli indirizzi email



telefono 3807025764

domenica 16 febbraio 2020

C'era una volta... MIlano "NoCanal"


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DATE(O) e A LORO SARA’ DATO

Larga la faglia, ristretta la via,                La dedico agli amici NOCANAL
al “bene del Comun” non v’è chi sia.      un bel ricordo per scordar il mal
Già, da tre lustri almeno, si sapea
che in DATEO passar metro dovea.

Ma … il parcheggio sotto ha raddoppiato
(uno a fianco dell’altro)
chi migliorar bramava il risultato.
Fu vana l’obiezion dei cittadini
furon dal “CAPOCCION” (*) detti “cretini”.

Celata al popol venne la parcella
pagata a biglietton da cinquecento
per celato tener rigonfiamento
ma facile è intuir:”Non fu sol quella”.

Quant’è costato “Trentotto sotto andare”?
(per passare sotto i parcheggi)
 Non si potè in altro modo rimediare.

E il conto? Ai milanesi, per vent’anni!!
Il giornalon che fa? Loda gl’inganni!
Invita a festeggiare il Plebiscito
e per la verità mai mosso ha un dito:

Schiavi legati e Santucci rinnegati
(descrissero foreste. Erano prati.)

Luigi Caroli – 14 febbraio 2020 –


(*)Consiglio ai lettor d’antica data:
legger “C’ERA UNA VOLTA” allegata.




LA TRASMETTA CHI LA RICEVE AGLI AMICI CON CUI E’ RIMASTO IN CONTATTO DOPO LA LOTTA. PUNIZION DEL REO LI RENDERA’ FELICI.

giovedì 13 febbraio 2020

L'evoluzione permane anche nell'apparente degradazione

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Mi sovviene di una discussione avuta con  alcuni fautori delle religioni tradizionali  dualistiche (giudaismo cristianesimo ed islam) sulla presunta separazione fra spirito e materia, tra Dio e la sua creazione. 
La mia obiezione è che nella spiritualità laica (o naturale) tale separazione non esiste, anzi spirito e materia sono inscindibili l'uno dall'altro essendo espressioni della stessa  energia vitale. La materia è sostanza formativa (in fase di aggregazione) e lo spirito è  la coscienza intelligenza che da essa emana. Come non c'è differenza fra la rosa ed il suo profumo, entrambi rappresentano la stessa realtà.
Ed ora una mia considerazione sugli interrogativi sollevati  dall'abbassamento generale del livello di "coscienza" nella società attuale. Con lo spaventoso aumento della popolazione mondiale e con la presenza sulla scena di milioni e milioni di anime  "giovani", ovvero incarnazioni di animali che si avvicinano per la prima volta nella sfera "umana", è inevitabile che il livello della consapevolezza generale sia passato ad una condizione "inferiore", anzi l'evoluzione stessa sembra arrestarsi. Ma questi gonfiamenti e sgonfiamenti sono necessari per una evoluzione globale. Per questa ragione anche nella filosofia evolutiva ciclica  si parla delle  quattro ere dell'uomo, una scala per dar modo alle giovani anime di evolversi. Ed in questa era, la cosiddetta Età del Ferro o Kali Yuga, il processo è massivo. Non dimentichiamo che fino al neolitico superiore, prima dello sviluppo tecnologico, del senso della proprietà, della sperequazione fra generi ecc, la coscienza di un tutto inscindibile era presente nel cuore di ognuno.
Oggi questa comprensione non è più così estensiva e per questa ragione l'umanità ha sentito il bisogno di religioni settarie e moralistiche (e anche di ideologie politiche) che in qualche modo impartiscano una legge comportamentale  e pongono l'uomo in soggezione. 
Ma fortunatamente non tutte le "anime" sul pianeta manifestano vibrazioni basse... ci sono anche anime nobili, infatti nel Buddismo si afferma che esiste un Buddha anche nell'inferno. E così deve essere. La naturale crescita che spetta ad ogni essere vivente troverà quindi il modo di svilupparsi in ognuno a tempo debito. Non è perciò il caso di preoccuparsi eccessivamente del percorso altrui meglio sviluppare le possibilità di crescita personali. Questo è il senso del Dharma (retto comportamento).. e seguendolo forniamo un esempio per i nostri compagni di viaggio che saranno anch'essi incentivati a seguirlo....
In un "discorso" analitico e discriminativo  è bene comunque riconoscere e indicare il male ove si manifesta, che sia in politica od in religione od anche in economia o nella scienza, ma questo senza "farsi prendere la mano" e cadere vittime del "giudizio" separativo. Anche in noi stessi, in fondo, c'è un misto di bene e male, per questo dobbiamo esaminare costantemente e scorgere i punti deboli in noi in modo da poterli sanare, e così facendo il nostro dovere sarà compiuto. 

Paolo D'Arpini 
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mercoledì 12 febbraio 2020

Egitto. Se a Soros fa comodo che...


Spuntano quelli di Soros

Ebbene ci risiamo. Alle celebrazioni per Regeni e agli anatemi contro il “dittatore” egiziano, ora si affianca, rilanciando quelli, una campagna altrettanto violenta per l’arresto di Patrick George Zaki, studente a Bologna, rientrato in Egitto, fermato all’aeroporto ed, entro la nottata, trasferito nella sua città natale Mansura dove gli è stato confermato un fermo di 15 giorni e dove ha potuto incontrare legali e famigliari. Vi risparmio i miei commenti. Parlano da soli i titoli che riproduco e che riproducono il solito unanimismo di regime tra giornaluccoli come i sovvenzionati “il manifesto” o il “Foglio”, in edicola in virtù di chi non li compra, alle grandi testate main stream, vanto dell’FNSI, come di Usa, UE e Nato.

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Aggiungo solo, per deontologia, un dovere da rintracciare nei meandri di incunaboli antichi, che non c’è un filo di verità nelle accuse di torture, bastonate, frustate per ore con cavi elettrici, elettrochoc, riferite ai carcerieri egiziani. I legali di Zaki, studente di questioni di genere, hanno riferito: “Zaki era molto provato, abbiamo parlato del caso giudiziario e di ciò che è successo”. Punto. Che sia “provato” è comprensibile. Il resto è fuffa. Sembra quasi un comunicato ufficiale della Questura, spedito ai giornali. Ma l’hanno detto un amico, una sorella e Mohamed Lotfy, amico di Zaki e direttore di un’associazione dei diritti umani. Tutti senza aver avuto un minuto di contatto con la “vittima”.



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