venerdì 3 luglio 2020

USA, 3 novembre 2020 - La tenzone è già iniziata...


Elezioni Stati Uniti 2020, la guida: sondaggi e regolamento della sfida tra  Trump e Biden

Il razzismo non c’entra nulla con la rivolta dei sinistri statunitensi (neri ma soprattutto bianchi) contro Trump. E non c’entra quasi nulla neanche l’uccisione di George Floyd, il nero americano vittima di un episodio di stupida brutalità da parte di un poliziotto di Minneapolis.  

Il razzismo non c’entra niente – dicevo – perché la protesta dei marciatori e dei decapitatori di statue avrebbe dovuto, semmai, essere diretta contro i metodi della polizia locale, non contro un “razzismo” che sempre più è soltanto una accusa di comodo, agitata come una clava del “politicamente corretto” contro chiunque osi dissentire dai fogli d’ordini di George Soros e dei padroni del mondo.

Oltretutto è sommamente stupido accusare di razzismo una nazione che, fino all’altro giorno, aveva un presidente di colore. E comunque, anche a voler accettare la castroneria che la brutalità della polizia equivalga a razzismo, l’aver indirizzato la protesta – per “responsabilità oggettiva” – verso il Presidente Trump è la prova provata della malafede di chi tale protesta ha promosso, gestito e lautamente finanziato. 

DOPO DALLAS RIESPLODONO LE PROTESTE CONTRO IL RAZZISMO, OLTRE 250 ARRESTI  NEGLI USA - Interris.it

E lo sapete perché? Perché – piccolo particolare di cui nessuno ha parlato – negli USA le uniche forze di polizia che dipendano dal Presidente e dal Governo sono quelle delle agenzie federali: FBI, DEA, Marshals Service, eccetera. La polizia locale (quella responsabile della morte di Floyd e di decine di casi simili) dipende dal Sindaco e in seconda istanza dal Governatore

Ne deriva che le proteste – se fossero state spontanee e non telecomandate – non avrebbero dovuto prendere di mira il Presidente degli Stati Uniti – il repubblicano Donald Trump – ma il Sindaco di Minneapolis e il Governatore del Minnesota, che sono rispettivamente i signori Jacob Frey e Tim Walz: guarda caso, entrambi democratici.

Governor Walz and Mayor Frey Talk 2040 Housing - Mpls.St.Paul Magazine

É evidente che si è trattato di una manovra organizzata dai potentati che intendono impedire con ogni mezzo la rielezione di Trump. Lo sfidante democratico che dovrebbe contrastare the Donald è un soporifero ex vice di Barak Obama, tale Joe Biden, assolutamente privo di fascino e di mordente, incapace di coinvolgere la gente e di suscitare un minimo di entusiasmo.

I sondaggisti si affannano a sostenere che Biden è in vantaggio. Ma sono gli stessi sondaggisti che avevano vaticinato la vittoria della Clinton con 15 punti di distacco. E i giornali e le catene televisive che fanno da grancassa ai sondaggi di oggi sono gli stessi che giuravano sulla limpidezza dei sondaggi di ieri. In ogni caso, si voterà il 3 novembre 2020 (pandemie varie permettendo), e Joe Biden avrà perciò tutto il tempo per mostrare agli elettori di che pasta è fatto.

Ma c’è un secondo motivo, più immediato, che sta dietro alle proteste anti-Trump. É lo Spygate che il Presidente USA si apprestava a far deflagrare quando – provvidenzialmente per qualcuno – è arrivata l’uccisione dell’afroamericano di Minneapolis. Lo Spygate – se ne è parlato su “Social” del 29 maggio – potrebbe trasformarsi da un momento all’altro in un Obamagate; con la possibilità, addirittura, di vedere tradotto in giudizio l’ex Presidente USA, con l’accusa di essere a capo di un complotto (con ramificazioni italiane) per “fabbricare” le false accuse contro Trump dell’ormai defunto Russiagate.

OBAMAGATE : NON E' PIU' “TEORIA DELLA COSPIRAZIONE”... - MITTDOLCINO.COM

Se lo Spygate/Obamagate fosse esploso – e probabilmente esploderà comunque – sarebbe crollato il castello di carte della manovra che i democratici stavano (e stanno) preparando per evitare la rielezione di Trump: e cioè – è la mia personale opinione – la candidatura della moglie di Obama come vicepresidente, in ticket con Joe Biden.

Perseverare è dem: twitter vuole Michelle Obama candidata nel 2020. La  lezione non è servita, #Michelle2020, elezioni Usa 2016, presidenziali 2020,  Obama, Clinton

La discesa in campo della bella Michelle avrebbe un duplice obiettivo: un’iniezione di carisma ad un candidato presidenziale che ne é del tutto privo, ed una mobilitazione dell’elettorato nero. Infatti i sondaggi – quelli che non trovano spazio sul “New York Time” o sulla CNN – dicono che una fetta non trascurabile dell’elettorato afroamericano sarebbe orientata a votare Trump, per garantire la prosecuzione di una politica economica che ha creato milioni di posti di lavoro. E – attenzione – questa tendenza potrebbe essere rilanciata proprio nei mesi a ridosso delle presidenziali di novembre: quando – attenuatisi gli effetti della pandemia – Donald Trump metterà in campo tutta una serie di nuove misure “sovraniste” che determineranno un rilancio dell’economia reale americana ed una rapida riduzione della disoccupazione, tornata a mordere nei mesi del Lockdown.

Ecco il perché dello scatenamento di una protesta violenta oltre ogni immaginazione, con interi quartieri mesi a ferro e fuoco, con distruzione di beni pubblici e privati, e addirittura con un “talebanismo” democratico che si é dato alla decapitazione delle statue degli americani illustri. Talebanismo violento, cui è seguito il talebanismo “moderato” dei potentati economici globalisti, con appendici ridicole come quella del ritiro delle copie di “Via col vento”.

Perché Via col Vento è considerato un film che giustifica il razzismo e la  schiavitù

Personalmente non me ne sono meravigliato. Così come non mi sarei meravigliato se Donald Trump fosse stato tolto di mezzo con una provvidenziale fucilata. Come alcuni decenni or sono accadde a John Kennedy, all’indomani del suo tentativo di togliere alle banche private il monopolio dell’emissione del denaro pubblico [vedi «L’ordine esecutivo no 11.110: forse Kennedy aveva visto giusto» su “Social” dell’8 novembre 2013].

La posta in gioco a novembre sarà altissima, mille volte maggiore rispetto a quella di una elezione presidenziale “normale”. Il popolo americano dovrà decidere se interrompere definitivamente il processo di globalizzazione economica e di mondializzazione politica, o se rassegnarsi alla resa ai poteri fortissimi che vogliono distruggere gli Stati Nazionali e assoggettare tutti i popoli del mondo al potere ricattatorio dell’alta finanza internazionale.

La lotta è solamente agli inizi e sarà durissima, senza esclusione di colpi. Prepariamoci ad altri colpi di scena.

Michele Rallo - ralmiche@gmail.com

CONTRORDINE: DRAGHI NON È PIÙ BUONO. MEGLIO COLAO. MA IL REGISTA È PRODI -  le opinioni eretiche di Michele Rallo



sabato 27 giugno 2020

Trento - "L'orso si è solo difeso..."


 Il Trentino vuole abbattere l'orso aggressore. Ma una delle vittime si  oppone: «Non fatelo» - Corriere.it

Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha firmato l’ordinanza con la quale dà mandato al Corpo forestale provinciale di monitorare in maniera intensiva l’area del Monte Peller in Val di Non, dove il 21 giugno 2020 si è verificato un incidente di cui sono rimasti vittime padre e figlio, identificare l’orso responsabile e procedere all’abbattimento dell’esemplare.

Il ministro dell’ambiente, Sergio Costa, si è dichiarato contrario all’abbattimento, ed in una lettera al presidente ha annunciato che sta valutando i presupposti giuridici per impugnare l’ordinanza.

La Provincia di Trento in un comunicato del 22 giugno ha ammesso che l’attacco dell’orso è partito solo dopo che il padre del giovane, che era caduto a terra alla vista del plantigrado, ha aggredito l’orso; quindi l’orso si è solo difeso! (FIADAA, 26 giugno 2020; LAC, Sezione Trentino/Alto Adige, 26 giugno 2020).
  Carlo Consiglio  info@carloconsiglio.it

Bioregionalismo Treia •: PETIZIONE CONTRO LA CACCIA ALLA VOLPE IN TANA

venerdì 26 giugno 2020

Il nuovo che è vecchio... (e qualcuno storcerà il naso)


Alegoria Starego i Nowego Testamentu (obraz Hansa Holbeina) – Wikipedia,  wolna encyklopedia

Il Dottor Zangrillo, il Dottor De Nonno,  l'ex Generale Pappalardo e altri loro affini, e altri ancora che potete individuare facilmente... questi chi sono? Vogliamo credere che siano dei solitari risvegliati? Bene, allora continuiamo a dormire. E io invece dico che dietro la loro apparente autonomia e indipendenza l'uno dall'altro si cela una regia comune. 

Quale? Di chi? E' presto detto. Ci sono frange della massoneria più per così dire mite che supportano quella più aggressiva e ne smorzano l'operato presso il popolo qualora i giochi vengano scoperti e perseguiti. Ora, è accaduto proprio questo, e la funzione di questa frangia è quella di far sì che in caso di fallimento totale dei loro piani di dominio, possano riciclarsi comunque nel nuovo assetto liberato, in questo caso nel Mondo Nuovo emergente e mantenere così intatte le loro posizioni di comando. 

Questi personaggi sopracitati hanno ognuno una parte di un unico copione, che infatti ripetono senza mai allargarsi oltre quei confini che gli sono stati assegnati. Quel copione lo conoscono dall'interno e sanno che è stato smascherato, per cui possono esprimerlo passando per ciò che non sono realmente, appropriandosi persino della terminologia di chi li
ha smascherati.

 Potete notarlo da soli. Sono imboccati, come a teatro, da un suggeritore. Ma forse non sanno che non c'è più trippa per gatti e che a tradirli sono le loro stesse basse vibrazioni, se vogliamo metterla in questi termini e chiudere così il discorso.

Anna Dossena 




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lunedì 22 giugno 2020

Il virus semplificato e la follia umana

“… poiché la follia è del tutto consona alla specie umana”  (Erasmo da Rotterdam, Elogio della Follia – 1509)

 Coronavirus, modulo semplificato a Laigueglia per i buoni spesa. Il sindaco  Sasso Del Verme: "Solo per famiglie davvero bisognose" - IVG.it

        Dell’era geologica pre-Covid conoscevamo il 730 semplificato, poi il virus ci ha rivelato i presidenti di Regione semplificati, e dopo ancora ecco la Maturità semplificata (le disgrazie non vengono mai sole); la burocrazia semplificata è attesa per cena.

        Oggi conosciamo, in più, la quarantena semplificata del Calcio, assoluto colpo di genio firmato Figc, Comitato tecnico-scientifico della Protezione civile e stanze dei bottoni assortite.

      Funziona così: se il contenimento del contagio richiede che per un positivo o malato accertato, plotoni di congiunti-qualunque-cosa-voglia-dire e parenti fino al nono grado e amici, colleghi, conoscenti e la cassiera che t’ha fatto lo scontrino, se ne stiano 14 giorni in quarantena e il gatto di casa pure lui va sorvegliato chè non si sa mai, per un calciatore contagiato invece, solo lui va in quarantena e non la squadra al completo, l’allenatore, la panchina, il tosaerba Ferrari turbo e le gradinate dello stadio.

Semplice, no? Anzi, semplificato.

    Genialata degna del pianeta calcio - fucina di agili intelligenze e vivaio di fulgido pensiero - cui s’accompagna sacrosantamente che Ministero, vertici calcistici del tutto scevri da interessi di bottega, inguaribili politici-tifosi e decisori di rango abbiano riesumato tutti i campionati, lasciando quelle cassandre di medici e immunologi e virologi a stracciarsi le vesti. Dovrebbero sapere, le cassandre, che calciatori e tifosi sono virus-repellenti: su di loro il coronato non attecchisce, Atalanta-Valencia docet (San Siro, 19 febbraio).
Anzi, ciascuno di noi mortali contagiabili dovrebbe munirsi di un tifoso o di un calciatore come del Vape antizanzare o come amuleto, altro che vaccino.

        Va da sé che a campionati riaperti, i tifosi lungamente repressi festeggeranno il festeggiabile: non solo a Napoli, certo, ma in qualunque stadio e città si giochi e si vinca (perfino a San Benedetto, se per la categoria miracoli & affini la Samb vincerà qualcosa). Sono soddisfazioni.

        D’altronde la ripartenza dei campionati si basa sulla ben riposta fiducia nella compostezza austroungarica delle italiche genti, il cui senso civico fa scuola nel mondo.
       
E’ vero, qualche animula vagula blandula avrà candidamente pensato che, con la partita napoletana giocata a porte chiuse, i tifosi avrebbero festeggiato a casetta loro intorno al tavolo di cucina con lo spumante, le mascherine e niente abbracci e figurarsi i baci tempestosi, al massimo dai balconi l'Inno di Mameli  a palla. Fesserie. 

E poi lo dice pure De Luca – e De Luca è uomo d’onore – che il contagio non c’è più, gli dispiace dover riporre il lanciafiamme.

        Anzi diciamo la cruda verità: il virus non c’è mai stato e non esiste, è solo un complotto ordito dai poteri forti in combutta con Bill Gates, Nonna Abelarda e la Banda Bassotti per dominare le masse.

Sappiamo pure che le lunghe colonne di camion militari con le bare di Brescia e Bergamo erano scene sapientemente girate in studio con sofisticata regia, proprio come il finto sbarco sulla luna nell’ottimo film “Capricorn One” di Hyams. E che le immagini delle sterminate fosse comuni nella brasiliana Manaus, Stato di Amazonas, sono montaggi elaborati da mistificatori senza scrupoli per diffondere il panico.

        Tuttavia, a voler proprio esser previdenti e saggi, perché non si sa mai / non si sa mai / quello che al mondo ci può capitar - cantavano Cochi e Renato - le immagini delle sterminate fosse comuni amazzoniche dovrebbero esser stampate su poster giganti, e issati questi ultimi in bella evidenza dentro e fuori gli stadi di calcio, nonché nelle piazze, e ad ogni angolo di strada delle nostre città, qualcuno in più nei quartieri della movida frequentati dai notturni avvinazzati microcefali. Con funzione di memento mori come le Danze Macabre del tardo Medioevo, gettonatissime durante le periodiche pestilenze. O no?

21 Giugno 2020  Sara Di Giuseppe                               faxivostri.wordpress.com    letteraturamagazine.org

Coronavirus/2 - Iter semplificato per gli acquisti di beni e servizi  digitali della Pa

venerdì 19 giugno 2020

Giovanni Faperdue si incatena al Bullicame di Viterbo (per avere l'acqua calda)



Il Bullicame nel degrado, protesta choc: «Mi incateno»

Domenica 21 giugno 2020,  alle ore 11, presso il cancello pedonale del Parco del Bullicame, Giovanni Faperdue (già presidente Associazione Il Bullicame) in stretta collaborazione con Franco Marinelli (ex termalista) e l’Associazione Solidarietà Cittadina, si incateneranno al cancello di ingresso del Parco del Bullicame, in segno di protesta, contro la attuale situazione di stallo del settore termale del Bullicame. 

 Ricordiamo che tutto nasce il 25 novembre del 2014, quando la Soc. Gestervit perforò la sorgente S. Valentino, trasformandola in pozzo artesiano, e avocando tutto il flusso termale della “Callara”. Da quel lontano giorno fino ad oggi non è stato fatto niente, per il ripristino della situazione. 

Ripristino al quale la Soc. Gestervit è obbligata dalla sentenza del Tar del 21 giugno 2016, (esattamente quattro anni fa). Nei fatti la sentenza che obbligava la Gestervit, a chiudere il S. Valentino e prendere acqua termale dal pozzo S. Albino, è ancora completamente disattesa. Tutti i manifestanti chiedono che si ponga termine a questo stato di cose, e a questi ritardi ormai cronici. E’ giunto il tempo che si cominci a lavorare sulla chiusura del S. Valentino, per far ritornare il flusso idrico alla “callara”, e consentire il rifiorire del Parco del Bullicame.


Paolo D'Arpini: Viterbo, 26 e 27 maggio 2012 - IV Festa del Bullicame alle  Terme Carletti

Paolo D'Arpini: Il Bullicame di Viterbo negletto... ovvero quando la  politica è contro la storia ed il buon costume antico

Una memoria sulla prima Biennale delle Arti Creative di Viterbo -  politicamentecorretto.com

Articoli collegati: https://www.google.com/search?rls=aso&client=gmail&q=Bullicame%20paolo%20d%27arpini&authuser=0

mercoledì 17 giugno 2020

La fine del pollo... un misero destino


LA PERLA DEL GIORNO: I BIMBI VACCINATI? COME POLLI DA BATTERIA -  CompartoSanita.it

Un investigatore di Essere Animali ha ripreso tutto il ciclo dei polli in uno stabilimento fornitore del più grande marchio italiano

Poveri polli. Selezionati per ingrassare velocemente e nutriti con mangimi iperproteici, il peso del loro petto è tale che quando vengono mandati al macello, a sole sei settimane di vita, hanno difficoltà a deambulare, problemi cardiaci e respiratori. Sono allevati in capannoni che possono contenere sino a 30.000 animali, 20 per metro quadrato, senza la possibilità di accedere all’aperto.

Ciò è crudele verso gli animali e un problema di salute pubblica.

Per la comunità scientifica questi allevamenti facilitano la diffusione di virus pericolosi per gli esseri umani. Inoltre, come documentato nella nostra indagine, per mantenere in vita il maggior numero di animali si ricorre a un uso massiccio di antibiotici.

Ci sono inoltre le violenze e le negligenze degli operatori nei confronti degli animali, che abbiamo documentato ampiamente in questa e in numerose precedenti indagini (vedi:  https://www.facebook.com/watch/?v=2942866512498646)

Violenze sui pulcini
A un solo giorno di vita, i pulcini provenienti dall’incubatoio giungono in allevamento e sono gettati a terra con violenza da un’altezza di oltre un metro. I ritmi di lavoro sono frenetici, in un solo giorno possono essere scaricati anche 90.000 pulcini. A causa dell’impatto con il terreno alcuni muoiono o si feriscono e sono costretti a convivere con dolore e malformazioni.

Maltrattamenti
Gli animali malati non vengono curati, agonizzano in allevamento, sono gettati ancora vivi insieme ai cadaveri o soppressi dopo ore di sofferenza. Un operatore arriva a falciare con la motozappa un animale malato, incapace di muoversi. Al momento del trasporto al macello, gli animali sono anche presi a calci.

Sofferenze croniche
Deformati dal peso del petto, alcuni polli non riescono più a reggersi sulle zampe e si riversano a terra. Ogni giorno centinaia di animali non sopravvivono alle conseguenze della selezione genetica e alle condizioni di allevamento intensivo. Dermatiti e perdita delle penne sono causate dal continuo contatto con la lettiera che si carica dell’ammoniaca proveniente dalle deiezioni di migliaia di animali.

Vogliamo interventi immediati e concreti per eliminare queste crudeltà.

 Essere Animali  - info@essereanimali.org   


Polli in batteria - Il Fatto Quotidiano

Firma la petizione:  https://www.essereanimali.org/crudelta-polli-aia/?ml_subscriber=1436859985748297560&ml_subscriber_hash=h0i0  

domenica 14 giugno 2020

USA. Joe Biden e le criptomilizie dell’élite...

George Floyd, ancora proteste negli Usa. Per il legale della famiglia è  omicidio premeditato. Folla in piazza anche a Londra - Open
...Vi figurano protagonisti eccelsi della ricchezza americana e mondiale, quali la Open Society di Soros, Amazon, America Express, Bank of America, Apple, Barclay’s Bank, BP, Citygroup, Coca Cola, eBay, FILA, Goldman Sachs, Google, IBM, Ikea, Levi’s, Vuitton, Merck, McDonald’s, Microsoft, Nike, Pepsi, Pfizer, Sanofi, Starbucks, Uber, Wall Mart. Complessivamente le 279 maggiori multinazionali e banche Usa, compresi i colossi farmaceutici e compresi alcuni tra i più spietati sfruttatori razzisti del lavoro a basso costo e a pessimo ambiente. All’indirizzo unitario ci pensano i Rockefeller, i Rotschild, i Soros, la cabala che si riunisce come Bilderberg, o a Davos. A volte in Vaticano.
Da come anche  la nostra popolazione italica  si è sottomessa, obbediente e terrorizzata, alle falcidie di libertà, diritti umani e civili, salute, solidarietà sociale, autodeterminazione, commissionata dalla cosca tecnoscientifica internazionale e domestica al Conte Pippo, non dovremmo meravigliarci di come tante brave persone si siano fatte trascinare in piazza da manipolatori di questa risma. Che tutto avevano in testa fuorchè razzismo e fascismo, ma invece l’eliminazione dell’inaffidabile testamatta Trump che, al di là dei toni da sconquasso imminente, mai si decideva ad andar giù davvero pesante con Russia, Cina, Iran, Libia, Siria. Anzi, iniziava a preparare il ritiro delle truppe USA da Afghanistan, Iraq e Germania, tutte indispensabili per la guerra a Putin. E, gravissimo, si faceva beffe dell’apocalisse pandemica e tagliava i fondi ai commandos OMS di Bill Gates.
A questo punto, però, non è dribblabile la domanda di come si siano fatti abbindolare centinaia di migliaia di bravi americani, che avevano assistito rassegnati alla violenza razzista della polizia, cronica sotto tutte le amministrazioni federali e statuali, mentre abbruttiva la società in cui vivevano, riflettendo altre violenze, sociali ed economiche. Come stavolta si siano fatti trascinare a una rivolta che è diventata il clou della campagna elettorale dei nemici di Donald Trump: il partito democratico e tutto l’apparato militar-finanziario-digitale che, dal fallimentare Russiagate, all’epifania di un imbroglione senile, butterato dagli scandali ucraini e altri, come l’impresentabile Joe Biden candidato presidenziale, ha condotto una guerra senza tregua a chi si teme possa rivincere le elezioni.
BrindisiSette News - Brindisi, “L'Italia al tempo della peste": a Brindisi Fulvio  Grimaldi racconta lo sfregio al territorio