lunedì 19 novembre 2018

Riuscirà l'umanità a sopravvivere ai cambiamenti climatici ed all'inquinamento?



E’ ormai assodato che il clima è definitivamente cambiato ovunque sulla Terra ed anche in Italia. Non è più il caso scanzonato di esclamare: ”Lo sappiamo, lo sappiamo, le stagioni son cambiate!”, risposta ironica questa che andava in auge fino a poco tempo fa in risposta alle affermazioni dei climatologi. Oggi, senza più quello stupido sorrisino che ci stampavamo sulla faccia, dobbiamo invece riconoscere che le stagioni sono realmente cambiate e che il clima non è più quello del secolo scorso. 

Passando dal sorrisino idiota alla presa di coscienza reale, dobbiamo invece cercare di capire di più quello che sta accadendo sul clima del nostro pianeta e valutare se tutto ciò potrà avere delle ricadute negative sull’ambiente, sulla società, sull’economia globale, sugli equilibri geopolitici planetari e su noi stessi.

Fatta questa premessa, dopo un attimo di riflessione sulla situazione, dovremmo chiederci:  "ma siamo pronti ad affrontare questo cambiamento?"

L’IPCC (The Intergovernmental Panel on Climate Change)  sin dal  1994 indicò le tre fasi necessarie all’umanità per cercare di contrastare l’aumento dei gas serra in atmosfera e di conseguenza l’eccessivo riscaldamento di tutta la biosfera. Queste le fasi: informazione, mitigazione e adattamento. 

La prima, l’informazione, aveva lo scopo di far comprendere al pubblico mondiale, attraverso tutti i canali d’informazione possibili, la situazione climatica in atto. Questo compito possiamo dire che è stato svolto egregiamente, ormai tutti, dai più piccoli ai più vecchi, sanno cosa vuol dire riscaldamento globale e cambiamenti climatici. 

Il secondo step, quello della mitigazione, invece è miseramente fallito. Dal protocollo di Kyoto al  nuovo accordo sul clima di Parigi, a parte varie iniziative blande o inconcludenti, la mitigazione climatica non si è potuta realizzare, l’aumento dei gas serra, in particolare la CO2 è passata dai 280 ppm dell’inizio del secolo scorso ai 420 ppm di oggi.  I mari si sono riscaldati oltre ogni aspettativa e sono cresciuti dall’inizio del 1900 di circa 20 cm, i ghiacciai del pianeta di sono ridotti di ¼, ridotte le foreste pluviali, scomparse definitivamente specie vegetali e animali, ecc. ecc. - 

Resta ora l’ultimo step, quello dell’adattamento: Adattamento ai cambiamenti climatici. Visto che le lobby dei combustibili fossili hanno vinto, visto che l’espansione demografica continua a divorare il verde del pianeta e visto che l’inquinamento dei suoli e del mare non si arresta più, allora non ci resta che prepararci alle inevitabili conseguenze.

E senza aspettare i diktat dei potenti e le decisioni dei governi e dei nostri comuni, dovremmo fare una breve analisi sul nostro piccolo mondo e capire se dobbiamo iniziare a cambiare qualcosa nei nostri programmi anche esistenziali. Capire anche semplici cose, come ad esempio se nel luogo in cui viviamo siamo sicuri da eventi meteo estremi, se il nostro tenore di vita verrà cambiato, se le nostre attività lavorative subiranno qualche modifica, ecc.

In tutto questo, senza troppo agitarci, dovremmo cominciare a farci alcune semplici domande, ad esempio: Siamo lontani da fiumi e coste marine al punto da uscire indenni da alluvioni, da grandi e inaspettate mareggiate, da cicloni, ecc.? La nostra casa è forte al punto da resistere a venti da tornado, a chicchi di grandine giganteschi? E’ lontana da boschi che potrebbero prendere fuoco? La nostra attività commerciale è indenne da eventuali e drastici cambiamenti climatici, oppure è adeguata a tali eventi? Il diploma o la laurea che vogliamo prendere sono in linea con gli eventuali stravolgimenti economici, sociali e produttivi che potrebbero verificarsi a causa dei cambiamenti climatici? Oppure gli studi che stiamo per intraprendere vanno proprio nella direzione di avere un vantaggio da questo scenario? Se siamo agricoltori, ciò che produciamo nei campi potrebbe risentire dei cambiamenti climatici e se si che tipo di coltura alternativa dobbiamo avviare?

Questi sono solo alcuni interrogativi che dovremmo valutare, ma ce ne sono altri che ognuno di noi  troverà analizzando meglio la situazione fin qui prospettata. Importante comunque non aspettare ad agire quando sarà troppo tardi e poi doverci pentire di non aver fatto nulla preventivamente per difendere la nostra vita, quella dei nostri cari e le nostre cose.

Riflettiamoci un po’ di più e togliamoci definitivamente dalla faccia quel sorrisetto un po’ idiota che sta a dire:  “ ...le solite stupidaggini dei soliti  catastrofisti!”

Luciana D’Avanzo  (A.K.)

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domenica 18 novembre 2018

Sesso e depravazioni programmate - Legalizzazione della devianza sessuale… passo dopo passo


Oggi, per molti è diventato evidente che conversazioni, lettere, tavole rotonde, manifestazioni per i diritti dei pedofili e altre minoranze pervertite – non un segno di crescita, o la democratizzazione della società, ma il processo di natura completamente diversa. Questo si vede chiaramente in Russia e in altre società “intolleranti”, in contrapposizione alla “tollerante” Europa e Stati Uniti, dove la lotta per i diritti delle ““ minoranze sessuali ” ha un peso meno acuto.
Ma andiamo con ordine.
La Società occidentale ha a lungo sostenuto che la tutela dei diritti delle minoranze sessuali è un elemento di democrazia ed il naturale processo di sviluppo delle istituzioni sociali e della società in generale.
Ma, come ha dimostrato in modo convincente nel 1990, dal sociologo Joseph Overton (1960-2003) nella sua “teoria delle finestre,” assolutamente non è così. Si scopre che c’è tutta una tecnologia di distruzione delle istituzioni pubbliche per la legalizzazione delle idee moralmente inaccettabili. E per fare questo, sono necessari solo 5 punti!
1 ° passo. Da impensabile a radicale
Qualche persona, gruppo di persone o organizzazioni sono invitati a discutere, per esempio nei circoli accademici, un argomento che è tabù. Ad esempio, la pedofilia .
2 ° passo. Da radicale ad accettabile
In parallelo, con la discussione, si fa sentire il partito dei pedofili, come era nei Paesi Bassi. E ora, i mezzi di informazione replicano nelle loro pubblicazioni. Tabù rimosso. Così pedofili iniziano a confrontarsi con altri radicali, per esempio neonazisti. Nasce così una scala di grigi una scala. I pedofili sono terribili, ma è diventato una realtà. Essi sono già parte della comunità. La cosa principale in questa fase è trovare un eufemismo. Bisogna mettere in circolazione il nuovo termine politicamente corretto. Non sodomiti, ma “gay” , non cannibali, ma “antropofagi”, non pedofili ma “detolyuby – (quelli che amano i bambini)
Fase 3. Da accettabile a ragionevole
Solleva una questione di amore. “Sei come i miei figli, perché gli altri non possono amare i vostri figli? E se questo amore è reciproco? La gente dovrebbe avere il diritto alla felicità. Dunque è ragionevole combattere per i loro diritti? Certo, sì ! “In questo momento, gli scienziati americani riconoscono la pedofilia normale.
Fase 4. Da ragionevole a popolare
Interviste, testimonianze, un talk show sul tema della pedofilia. “Lo sapevate che tale scrittore / musicista / celebre figura come pubblico, era un pedofilo? Necessità di prendere l’uomo come egli è. Ed anche amara il proprio lavoro? ”
Fase 5. Da popolare per le politiche / regole
“Guarda, così tante persone famose sono state” pedofili ” In Norvegia – fa tutto parte della cultura. Perché privare le persone del diritto ad essere felici? Facciamo legalizzare queste relazioni, assicuriamo i loro diritti ! ”
Terribile? Ma ricordate: è proprio perché il mondo occidentale sta per legalizzare i matrimoni omosessuali. Da inaccettabile a norma di legge.
E in questo modo continuerà, se non altro perché esiste realmente nei Paesi Bassi, la verità è sullo status semi-legale, il partito dei pedofili , e gli “scienziati” degli Stati Uniti davvero riconosco normale la pedofilia .
Tuttavia, questa non è la fine. C’è anche il sesto passo, come si può vedere in alcuni paesi europei. Questo è un passo avanti dalla norma, alla dittatura. Tutti coloro che non sono d’accordo sono prima multati, poi messi in prigione e poi, eventualmente, l’esecuzione – è solo una questione di tempo.
Come resistere? Basta dirlo agli altri. Uomo avvisato mezzo salvato.
Ilya Postolov
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Articolo connesso: “GB: scoperta rete di deputati pedofili e killer attiva dagli anni ‘70 e ‘80 – Corriere.it (albione, albione, quanto mi fai impressione … da notare il pudico GB del titolo corrieresco!)
http://www.corriere.it/esteri/14_novembre_16/gb-scoperta-rete-deputati-pedofili-killer-attiva-anni-70-80-cd98317e-6dd2-11e4-a925-1745c90ecb18.shtml

sabato 17 novembre 2018

Il giuramento gesuita (che piace a Bergoglio)

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Il papa nero

Ricordo che a New York ha la sua residenza il Generale dei gesuiti, che ha giurato come segue, lo rispetta e lo fa rispettare.

Tratto da "Il giuramento dei Gesuiti"

"Ti è stato insegnato a piantare insidiosamente il seme della gelosia e dell’odio fra le comunità, le province e gli stati che erano in pace ed a spingerli nel sangue, a coinvolgersi in guerre l’uno contro l’altro, a creare rivoluzioni e guerre civili in paesi che erano indipendenti e prosperi, che coltivavano l’arte della scienza e godevano della benedizione della pace. E a prendere posizione con i combattenti e per agire segretamente insieme al tuo fratello Gesuita, che potrebbe essere impegnato dall’altra parte, e ad essere apertamente in opposizione a ciò con cui tu sei connesso, in modo che infine la Chiesa ne tragga vantaggio, alle condizioni fissate nei trattati di pace, e che il fine giustifica i mezzi.
Ti è stato insegnato il tuo dovere come spia, per raccogliere tutti i fatti, le statistiche ed i dati in tuo potere da ogni fonte; ad ingraziarti la fiducia dei circoli familiari dei Protestanti e
degli eretici di ogni classe e carattere, così come quella di commercianti, banchieri, avvocati, nelle scuole e nelle università, nei parlamenti e nelle legislature, tra giudici e consigli di stato, e ad essere “ogni cosa per ogni uomo” per il bene del Papa, di cui siamo servitori fino alla morte.



E quanto scritto sopra viene attuato, appunto, sia in Occidente che in Oriente, che sembrano contrapposti (e alla luce delle persone comuni lo sono), ma dietro di loro c'è un unico artefice. Diceva Goebbels, lo stratega della comunicazione nazista (anch'egli imbevuto di gesuitismo):
"Più la dici grossa e più la ripeti, una bugia, più la gente ci crederà, perché intrinsecamente desidera il bene e non può accettare che esista una persona così malvagia da commettere quello che è stato commesso.".  Per cui tenderà a rimuovere dal conscio le atrocità già commesse o a non credere che saranno commesse se ancora non lo sono state.

(Marco Bracci)

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venerdì 16 novembre 2018

Il target europeo per l’energia pulita “a Km zero”


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Così come molte piccole comunità del nostro appennino ligure piemontese sono autosufficienti per quanto riguarda l'approvvigionamento di acqua (avendo propri acquedotti gestiti da consorzi rurali locali), ci auguriamo che con questo provvedimento, che spero sia presto implementato, molte piccole comunità locali possano diventare autonome nel produrre energia rinnovabile. Non è solo una conquista di libertà ma anche di lungimiranza in vista dei tempi difficili che si prospettano, e più si è autonomi e autosufficienti e maggiori possibilità si hanno di sopravvivere dignitosamente. 

Claudio Martinotti Doria

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Articolo collegato: 

Il diritto all’energia pulita “a Km zero”  

Adesso è realtà il diritto all’energia pulita “a Km zero” per il quale ci siamo tanto battuti. Fa parte del testo definitivo (per ora disponibile solo in inglese) della direttiva rinnovabili, che è stato approvato ieri, martedì 13 novembre, dall’assemblea plenaria del Parlamento Europeo così come è stato concordato con il Consiglio UE, l’altro co-legislatore europeo.

La direttiva rinnovabili disciplinerà lo sviluppo del settore dal 2020 al 2030. Vi abbiamo lavorato in qualità di relatore ombra. Fra i tanti temi che essa copre, uno ci sta particolarmente a cuore: i diritti, ora finalmente riconosciuti, dei piccoli produttori e delle comunità per l’energia. Abbiamo  sparso i semi di questi diritti ancor prima che il “pacchetto energia” contenente la nuova direttiva rinnovabili vedesse la luce: e adesso finalmente i frutti sono maturati. Un impegno durato 20 anni, ovvero da quando nel 1998 vidi il documentario di Beppe Grillo “Un futuro sostenibile”.

Quel racconto di libertà di una comunità (Schonau) che si voleva rendere indipendente dalla “schiavitù energetica” mi ha particolarmente motivato in questi due decenni affinché un’utopia divenisse legge. E così è stato.

Finora, la legislazione UE faceva riferimento ai diritti dei cittadini solo in quanto consumatori di energia: non in quanto ad autoproduttori. Donde gli ostacoli e le vessazioni che la generazione distribuita di energia rinnovabile ha dovuto subire. Con la nuova direttiva rinnovabili, il vento cambia in tutta l’UE. Essa infatti riconosce

il diritto di tutti i cittadini ad associarsi per formare una comunità locale dell’energia
il diritto dei singoli e delle comunità ad autoprodurre, immagazzinare, autoconsumare energia da fonti rinnovabili e a vendere quella in eccesso ad un prezzo pari almeno al valore di mercato, con la possibilità che la remunerazione sia più alta per tener conto del valore aggiunto che i piccoli produttori offrono alla società e all’ambiente

il diritto dei soci delle comunità per l’energia a scambiarsi l’energia rinnovabile
il principio-base secondo il quale l’autoconsumo non è soggetto ad oneri.
Gli oneri potranno essere imposti dagli Stati UE solo a ben precise condizioni
E’ appunto il diritto all’energia pulita “a Km zero”: quella che i cittadini e le comunità producono e consumano sul posto. Grazie ai diritti riconosciuti dalla direttiva rinnovabili, entro il 2030 i cittadini europei potrebbero soddisfare da soli il 19% della domanda di elettricità dell’UE, e il 45% entro il 2050.

La perfezione non è di questo mondo: e neppure della direttiva rinnovabili, che fissa al 32% il target di energia rinnovabile da raggiungere a livello UE nel 2030. Molto meglio del misero 27% contenuto nella proposta iniziale della Commissione Europea, ma troppo poco per arginare gli effetti del riscaldamento globale.

Secondo l’ultimo, drammatico rapporto IPCC, entro il 2030 è necessario diminuire del 40% le emissioni di gas serra che discendono dall’uso di combustibili fossili: altrimenti il riscaldamento globale supererà i due gradi e consegneremo in eredità ai nostri figli e nipoti una Terra praticamente invivibile.

La direttiva contiene una clausola in base alla quale nel 2023 sarà possibile rivedere, ma soltanto al rialzo, il target di energia rinnovabile da raggiungere entro il 2030. E’ il prossimo traguardo per il quale stiamo lavorando. 

(Dario Tamburrano, europarlamentare del M5S)

giovedì 15 novembre 2018

"Invocata dai media mainstream libertà di sciacallaggio e meretricio a mezzo stampa... ma è solo diffamazione!" - Mugugno, a denti stretti, di Fulvio Grimaldi



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Libertà come sei cambiata  Quasi quasi penso che non eri tu (Stefano Rosso “Libertà”)

A cosa avevano fatto riferimento, Di Maio e Di Battista, quando meditando sui nostri giornalisti, hanno parlato di sciacalli e meretrici? Stabilito che nei main stream media, quasi tutti editi da imprenditori che li utilizzano come insegne dei propri diversi negozi, non si muove foglia che l’editore non voglia, i dioscuri pentastellati avevano tratto il loro giudizio da un semplice raffronto. Quello tra l’assoluzione della Raggi e la sobria obiettività con cui le sue vicende giudiziarie erano state trattate da chi nella presunzione d’innocenza crede come alle lacrime della madonnina di gesso di Civitavecchia. 

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Ci soccorre ancora una volta il mirabolante archivio di Marco Travaglio, alla rinfusa da Repubblica, La Stampa, Corriere, Libero e Messaggero. “Il bivio della Raggi, ammettere la bugia o rischiare il posto… Virginia Raggi si avvicina al suo abisso…Mutande verdi di Virginia…Patata bollente… La fatina e la menzogna, il deja vu di Mani Pulite, Inseguita dallo schianto dell’ennesimo, miserabile segreto… per garantirsi un serbatoio di voti a destra…spunta la pista dei fondi elettorali, della compravendita dei voti, dei finanziamenti occulti…La sua storia riguarda l’epopea di Berlusconi con le Olgettine… nel Campidoglio il piacere dell’omertà… Il malgoverno da cancellare…”. Come contrappasso c’è, nello stesso giornale e nello stesso numero, la pagina vignettara con gli inguardabili sgorbi di Stefano Disegni, che riserva lo stesso rispettoso trattamento a ben tre bersagli del suo “hate cartoon”: Virginia, Bonafede, Di Maio. Per costui è un’ossessione, lo fa ogni settimana con la stessa monocorde passione, stavolta per iscritto, del fratello Furio Colombo. Collaboravo a una rivistina diretta da questo Disegni (mai nomen fu meno omen). Me ne cacciò quando da Belgrado scrivevo “meglio serbi che servi”.  Tout se tien.

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Insomma, per come questa stampa paludata (nel senso di palude) ha massacrato la Raggi per due anni, attribuendole più nefandezze che a Messalina e, andando sul generale, per come questa nostra grande stampa (piccola, “manifesto”, compresa) secerne un ininterrotto flusso di odio (già, i famigerati hate speech!) e diffamazione per chiunque non stia ai desiderata e alle maniere dei di lei padroni, vicini e lontani, quanto hanno detto Di Maio e Di Battista è poco più di una tiratina d’orecchi.


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martedì 13 novembre 2018

Quello zero ateo e metafisico che non piaceva alla chiesa

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Che origine ha avuto la cifra “0” e perché non fu prontamente adottata in Europa?  La ragione è semplice ed è collegata all'oscurantismo religioso... potrebbe esserci stato lo zampone di qualche padre della chiesa..., restio ad accettare una espressione metafisica matematica che potesse danneggiare la "fede".

Tutta la conoscenza filosofica e scientifica nasce in India, un paese considerato dai cristiani retrogrado e dedito  all'idolatria.  Il primo ad aver descritto lo zero è stato un grande matematico indiano, Brahmagupta, vissuto tra il 598 e il 668 dopo Cristo e autore di un libro, il Brahmasphuta Siddhānta, dove, secondo lo storico Carl Boyer, propone «il primo esempio di aritmetica sistematica comprendente i numeri negativi e lo zero. Si presume comunque che il concetto dello zero fosse di molto antecedente e l'inserimento nel libro di Brahmagupta una semplice trascrizione. 

Lo zero risulta anche nel Bakhsahali, altro testo indiano dei primissimi secoli dell'era volgare. Gli arabi appresero dagli indiani il sistema di numerazione posizionale decimale e lo trasmisero con qualche difficoltà  agli europei ed agli altri popoli...


Paolo D'Arpini 

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domenica 11 novembre 2018

USA. A qualcuno piace calda (la guerra civile)


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Pur concedendo che la storia e’ fatta di ipotesi originali, con le quali raggiungere accettabili generalizzazioni, devo obbiettare all’affermazione, “...primato di neri ammazzati da una polizia sempre più impunita.”  Sia ben chiaro, ogni ammazzamento e’ inaccettabile (aggettivo usato nel significato genuino e non in quello del dizionario orwelliano dei politici). Ma nel caso la generalizzazione e’, a mio avviso, ingiustificata, per varie ragioni.

1.     La maggior parte degli ammazzamenti in questione sono di neri su neri. Nella sola Chicago circa 700 assassinii all’anno.

2.     Per ogni delitto di un bianco su un nero (con o senza che ci scappi il morto), ci sono 27 delitti di neri su bianchi. Purtroppo la statistica odora di razzismo, ma la matematica non e’ un’opinione.

3.     Una buona parte del personale poliziesco e’ costituito da neri.

4.     A migliorare la situazione dei neri in generale c’e’ la NAACP (National Association for the Advancement of Colored People) – organizzazione fondata da giudei all’inizio del 1900 e con presidente giudeo fino al 1970. L’obiettivo di tale organizzazione ha poco  a che fare con il miglioramento dei neri, ma ha quello di aizzarli contro i goy. L’evidenza storica e’ inoppugnabile. Basti dire che oggi la ‘crociata’ contro l’etnia bianca assume toni da tragi-commedia, con accademici che postulano e promuovono la distruzione dell’etnia bianca, come origine del Male. (Vedi – esempi tra moltissimi – il recentissimo articolo dul NYT di Michelle Goldberg (nomen omen) dal titolo “We can replace them” o il recente articolo del prof universitario Noel Ignatiev (altro nomen omen) dal titolo “Eliminate the White Race.” ) --- L’altra organizzazione che, invece, cerca di fare qualche cosa di pratico e positivo per i neri e’ la “Nation of Islam” di Louis Farrakhan, beffeggiato, insultato, bloccato dall’accesso ai canali mediatici tutti asserviti, per l’accusa di “anti-semitismo.”

5.     Il meritorio programma governativo dei 1960 per ridurre la poverta’ (includendo i negri), ha creato una situazione inimmaginabile quando e’ stato instaurato. L’80% delle nascite tra i negri e’ in famiglia senza un padre (una volta si usava il termine ‘illegittimo’). E siccome il sussidio governativo e’ pur meglio che niente, insieme a casa, assistenza medica gratuita etc. chi legge puo’ dedurne le conseguenze.

6.     Hollywood, entourage 95%  giudaico-sionista, vomita in continuazione films di una perversita’ inimmaginabile. Non sono masochista e non li guardo, ma ogni tanto leggo le recensioni. E la campagna contro l’etnia europea si estende non solo alle notizie TV, ma anche e soprattutto ai programmi ‘commediatici’ della sera, che non fanno ridere neanche i polli. Programmi dove letteralmente imperano neri e giudei in una campagna ininterrotta per demonizzare l’etnia europea. Tipico ma non e’ l’unico, il giudeo Larry Sanders filmato mentre orina su un’immagine della Madonna, ridendo e congratulandosi che, tra breve, pellegrini cattolici assaggeranno il suo piscio credendo che siano lacrime della Madonna.

7.     E’ in questo stato di cultura che alla fine qualcuno scoppia, come e’ successo alla sinagoga di Pittsburgh. Chi ha letto finora potra’ facilmente indovinare a chi a dato la colpa il New York Times, ..... “Trump.” Tipico esempio di massacro venuto al momento (elettorale) “giusto.”

8.     Amarus in fundo, l’elefante nella stanza si e’ reso conto che una parte ancora piccola ma in aumento del mitico popolo non guarda piu’ i media di regime (a cio’ Trump ha contribuito con il motto “fake news,” ed e’ principalmente per questo che lo odiano). Ergo l’elefante e’ passato all’attacco in rete con la censura in nome o con la scusa del “hate speech.”

Jimmie Mogliajimmie.moglia@gmail.com

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Commento di F.G.: "Io non mi scandalizzo per certe attribuzioni. Non le condivido e le porrei in termini più scientifici e meno emotivi, ma altre ne fanno di peggiori. Ma quanto al quadro che fornisci della situazione penale, culturale, comportamentale degli afroamericani, credo che ti manchi lo strumento di analisi e valutazione sociale. Non si nasce così. Si viene ridotti così. Che poi ai talmudisti monoetnici interessi che altrove dilaghi un meticciato indistinto e omologato, è un dato..."