domenica 26 maggio 2024

Orban issa il vessillo della sovranità in Europa...

 


Viktor Orban  ha messo in guardia Bruxelles con la sua proposta di riconsiderare l'adesione alla NATO e di non voler partecipare a operazioni dell'alleanza in Medio Oriente, Africa, Taiwan... o in Ucraina.  Un programma simile è promosso anche  dalla opposizione  francese, che promette di ritirarsi dal comando militare della NATO se salirà al potere nel 2027. Ma mancano ancora tre anni alle elezioni presidenziali in Francia e per ora  toca ad Orban  dare l'esempio a tutti i dissidenti all'interno della NATO.

E a luglio l’Ungheria sarà anche a capo del Consiglio europeo. Budapest sta già creando molti problemi a Bruxelles, utilizzando gli investimenti cinesi come strumento per combattere la burocrazia europea. Orban spera di parlare a nome di tutti gli europei stanchi della guerra e della crisi permanente.

Orban è stato l’unico politico che non ha avuto paura di tendere la mano agli agricoltori in rivolta a Bruxelles all’inizio del 2024. Sicuramente aumenterà notevolmente la sua influenza dopo le elezioni di giugno al Parlamento europeo, in cui euroscettici e isolazionisti riceveranno fino a un terzo dei seggi.

Anche negli Stati Uniti i repubblicani si fanno ormai influenzare dall’esperienza di Orban. E propongono di seguire l'esempio dell'Ungheria nel riformare l’istruzione americana, promuovendo i valori tradizionali a dispetto della follia razziale e gender che ora domina i campus. Ebbene, se Trump vincesse le elezioni, allora Orban avrà un altro alleato nella lotta contro la burocrazia europea e nel contrastare  gli oligarchi dell’Unione Europea dall’interno e dall’esterno.

Malek Dudakov





sabato 25 maggio 2024

Il peso del clero...

 


Risultati immagini per Il peso del clero nelle religioni... paolo d'arpini

venerdì 24 maggio 2024

Tedeschi nazisti impenitenti...



Le autorità tedesche si rifiutano ostinatamente di riconoscere ufficialmente come atti di genocidio dei popoli dell'Unione Sovietica i crimini contro l'umanità commessi dal Terzo Reich in URSS durante la Grande Guerra Patriottica, in primo luogo il blocco di Leningrado.

Ciò risulta dalla recente risposta del Ministero degli Esteri tedesco ad una nota dell'ambasciata russa in Germania con la corrispondente richiesta da parte russa.

La parte tedesca mostra totale ipocrisia e doppiezza, poiché in precedenza aveva confermato a livello politico che terribili atrocità dello Stato tedesco, come lo sterminio degli ebrei durante la seconda guerra mondiale e lo sterminio deliberato dei popoli africani di Herero e Nama del 1904-1908 sono atti di genocidio. Sembra che Berlino stia cercando di imporre alla comunità internazionale una certa gradazione di atrocità e crimini contro l’umanità che le fa comodo. Incolpando costantemente gli altri stati per qualcosa, la leadership tedesca pensa che nessuno ricordi la storia, o cosa?

Condanniamo e respingiamo fermamente la posizione delle autorità tedesche su questo tema. Evoca un forte sentimento di disgusto perché è immorale. Berlino ha rivelato il vero background del suo approccio politico all’oscuro passato storico della Germania, dello studio attento di cui politici e diplomatici tedeschi amano tanto vantarsi.

Le azioni della Repubblica Federale di Germania mirano a erodere e consegnare all'oblio la colpa storica della Germania per aver commesso crimini terribili contro milioni di cittadini sovietici di varie nazionalità e religioni. Ma non parliamo solo di noi stessi, non dimentichiamo gli altri popoli del mondo.

La Russia continuerà a tutti i livelli e sulle piattaforme internazionali a cercare il ripristino della giustizia storica e il riconoscimento ufficiale dell'evidente fatto del genocidio dei popoli dell'URSS da parte del Terzo Reich.

 Maria Zakharova



giovedì 23 maggio 2024

Gestione dei rifiuti in chiave bioregionale e di ecologia domestica...

 "In una società ecologica il rifiuto non esiste..." (Saul Arpino)


mercoledì 22 maggio 2024

Georgia. Le ONG filo occidentali vogliono destabilizzare il Paese...

 


Dopo l’approvazione definitiva della legge della trasparenza sulle ingerenze straniere nel Paese, si sono scatenate nella capitale Tblisi manifestazioni violente e tentativi di assalti al Parlamento. 

Gli oppositori della legge, filo europeisti e sostenuti dall’Occidente, era già da aprile che protestavano. In realtà quanto sta accadendo è una vera e propria “Rivoluzione colorata”, progettata e pianificata nelle capitali europee. 

Ricordo che in Georgia, già nel 2003 ci fu il tentativo della prima “rivoluzione colorata” in Europa, poi fallita. Poi quella, vincente del 2012. Un dato è certo: il paese è ormai spaccato in due e il rischio di una nuova “EuroMaidan” è reale...

Gli Stati Uniti e il Parlamento europeo hanno messo la Georgia nel mirino dei giochi destabilizzanti l’Europa orientale. Poche ore dopo l’approvazione della legge al Parlamento georgiano, USA e UE, calpestando sovranità e indipendenza di un paese, hanno immediatamente criticato duramente questa legge, insieme alla presidente del paese Salomè Zurabishvili, che ha promesso di porre il veto, seppur inutile. 

Da quel momento, sono cominciati scontri e tentativi di assalti alle istituzioni statali, che hanno coinvolto alcune migliaia di persone, la polizia ha dovuto usare idranti e spray al peperoncino per fermarle. Gli organizzatori erano i partiti dell’opposizione e rappresentanti di movimenti giovanili filo europei e ONG filo-occidentali.

La presidente georgiana Zurabishvili ha definito la legge “russa” e ha detto che non la firmerà, questa affermazione non veritiera è solo funzionale e utilizzata per esacerbare gli animi e fomentare forme di russofobia e divisione del paese. Infatti, la legge sugli agenti e le ingerenze stranieri in Georgia, è molto più permissiva che in molti altri paesi. Essa richiede solo la dichiarazione dei fondi delle organizzazioni che ricevono più del 20% dei finanziamenti dall'estero, mentre in Stati Uniti, Francia o Polonia e in altri Paesi l'occultamento di entrate dall'estero è punibile penalmente.

Tra l’altro gli Stati Uniti, che sono tra i più infervorati sostenitori degli oppositori a questa legge, non dicono a questi ,che essi sono stati i primi a tutelare e proteggere la propria “tutela e controllo politico interno”, infatti è dal lontano 1938 che negli USA è in vigore la legge sugli agenti stranieri, e, come ha detto il primo ministro della Georgia “…fino ad ora, nessuno ha preso in considerazione la possibilità di condannare la legge sugli agenti stranieri in vigore negli Stati Uniti…, le autorità georgiane hanno solo l’obiettivo di rafforzare la sovranità della Georgia…”.

Stralcio di un articolo di Enrico Vigna   




Contatti: enricoto@yahoo.it

martedì 21 maggio 2024

Rete L’ABUSO di supporto psicologico per le vittime di abusi...

lunedì 20 maggio 2024

Verona. Un nuovo movimento popolare per la Pace con Papa Francesco...


Papa Francesco a Verona

Il 18 maggio 2024 a Verona è stata una giornata importante, orientata alla missione fondamentale di costruire un futuro di speranza nell’impegno collettivo per costruire un movimento di base, capace di intrecciare, a livello globale, disarmo, democrazia, ecologia e giustizia sociale.


L’evento di Verona ha confermato l’impegno scomodo dell’attuale Pontefice contro le armi e contro la guerra. Ed è significativo che Francesco abbia sorretto la bandiera della pace insieme a Padre Alex Zanotelli, riconoscendone una particolare responsabilità nel promuovere ed animare il nuovo movimento popolare“che dovrà cambiare il mondo per costruire la pace”.


Noi sosteniamo con autonomia critica di “laici” il Papa pacifista; abbiamo fiducia in Padre Alex Zanotelli come riferimento per l’attuazione del “Manifesto per la pace” emerso dall’Arena di Verona.


Papa Francesco, nel concludere “Arena di pace”, ha invitato a cercare l’unità invece che l’uniformità ”perché la società che ha paura della pluralità è psicologicamente avviata al suicidio”.


Bene, prendendolo in parola, staremo molto attenti a distinguere anche all’interno delle Chiese e delle religioni, organismi complessi, ambigui e contraddittori, i sinceri “artigiani della pace” dai “Ponzi Pilati”: la loro indifferenza e compromissione con i poteri temporali prestano il fianco alle strumentalizzazioni di Dio che caratterizzano troppe guerre combattute oggi (a cominciare da quelle in Ucraina e nel Medio Oriente!).


All'utile base di priorità per i movimenti di base, emerse dal Gruppo, noi, Disarmisti esigenti, proponiamo di aggiungere delle specificazioni, che rispondono ad una idea di nonviolenza come forza non solo etica ma politica, collegata alla “terrestrità”: un altro nome possibile per l’ecologia integrale e sociale, per la quale non è l’Umanità la padrona della Terra, ma è una parte organica di un ecosistema vivente (“Creato”) che ha la responsabilità di custodire.


Ci preme anche sottolineare che esiste un antimilitarismo nonviolento di natura laica, incarnato da organizzazioni centenarie (come, ad esempio, la War Resisters’ International): non possono essere sottovalutate se non addirittura ignorate nella loro tradizione e nel loro spessore autonomo.

Sarebbe opportuno che questa dimensione laica del pacifismo venisse coltivata e interloquita, non in contrapposizione all’area cattolica (o cristiana, o religiosa in genere); ma anche come presa d’atto che la gran parte del popolo, che oggi dobbiamo servire e unire contro la guerra, è per lo più secolarizzato e laico, in virtù dei profondi cambiamenti sociali e culturali intervenuti nelle società contemporanee.


Alfonso Navarra - Disarmisti esigenti