giovedì 15 aprile 2021

Covid. Lasciate ogni speranza, l'ha detto Mario Draghi: "Causa varianti, la mascherina è per sempre"

 

...ho visto cose che voi umani... 

In un parco senza anima viva una vecchietta sulla panchina, a rubare un po' di vitamina D al sole, con mascherina dagli occhi alla gola. Il contagio rischiava di prenderlo dai rondoni di ritorno dalla migrazione. In una macchina, guidatrice sola con tanto di mascherina e sguardi di superiorità ai passanti. Sorpassata dal motociclista, con casco, visiera di plexiglass, ampia sciarpa e sotto al tutto ampia mascherina, che scambiava cenni di superiore intesa con la signora in auto. Occhio, la mascherina sta diventando di moda, di bisogno, di eleganza, la coperta di Linus. L'ha detto perfino uno che non ci capisce niente: "Causa varianti, la mascherina è per sempre" (Mario Draghi)

Ho visto stadi immensi, dove trentamila persone potevano starci a distanza di urlo, vuoti e deserti, con al centro gruppetti di omini colorati che si affannavano a vuoto intorno a un pallone. E ora vedrò stadi mezzi colmi, perchè l'ha ordinato, non Speranza, non Brusaferro, non l'OMS, non Bill Gates, non l'accidente che ti si piglia, ma l'UEFA. Son soldi. Ma ragazzi a tirare due calci sul campetto, questo no, Nisba, Nein. E' assembramento.



E ho anche visto, e filmato, la Val di Susa. Ieri per l'ennesima volta in un quarto di secolo, c'è stata la clava dei pretoriani su cittadini, ragazzi, donne, vecchietti, gli irriducibili combattenti e patrioti della Valle e della civiltà umana. Hanno messo tutta una vita, una giovinezza, un'età matura e una vecchiaia a difesa del giusto e del bello. Come i greci, come quelli delle Termopili: Kalos kai agathos (καλὸς καὶ ἀγαθός). Hanno messo a servizio della verità tempo, pelle, cuore, spirito. E di nuovo sono stati bastonati nel nome dei superiori profitti di vampiri. E noi stiamo a guardare, distanziati, mascherinati, mentre il sangue scorre dalle ferite inferte a boschi, prati, campagne, culture, storia, carne e spirito umano. 

Fulvio Grimaldi -   www.fulviogrimaldicontroblog.info



martedì 13 aprile 2021

Crop Circle e archeologia del neolitico



Da un sacco di tempo, da quando assistetti ad una proiezione di un documentario sui “Crop Circle” si accese in me la curiosità di conoscere qualcosa di più sull’argomento. Andai persino a visitare il veggente stimmatizzato Giorgio Bongiovanni (https://cesnur.com/i-movimenti-dei-dischi-volanti/giorgio-bongiovanni-e-nonsiamosoli/)  che ha un centro di ricerca nelle Marche a Sant’Elpidio a Mare,  dove restai in un campeggio, assieme all’amica Lidia Bonura, per almeno una settimana. Leggendo libri e giornali sugli UFO, sulle visioni paradisiache, sui segreti di Fatima ed altro ancora e visitando spesso, a pranzo e cena, il centro di ricerca, dove era anche la redazione di una rivista sugli extraterrestri: “Non siamo soli”. 

Purtroppo Bongiovanni era assente, sempre impegnato in conferenze all’estero e simili attività. Perciò non potei stabilire nessuna verità su questi “Crop Circles”. Successivamente ne parlai con varie persone che dicono di averli visti personalmente e mi hanno confermato che tali fenomeni sono reali, sia pur inspiegabili!

Ultimamente ho smesso d’interessarmi di certe faccende. Non voglio dire che altre vite non possono esistere sulla faccia del pianeta o nell’Universo… anzi, son convinto che esistano, ma “ognuno per sé e Dio per tutti” come dice il proverbio…

In effetti nella tradizione indiana si fa riferimento a diverse sfere di esistenza, ci sono esseri viventi per ogni elemento: Etere (Dei), Aria (enti sottili), Fuoco (geni), Acqua (creature fluide), Terra (vita organica in generale). Insomma da qualche parte, in qualche altra dimensione o stato vitale esistono più manifestazioni viventi… ed inoltre -sempre secondo la tradizione indiana ora convalidata dagli scienziati- persino la Terra, il pianeta terra, è un essere vivo e cosciente…. e questo tra l’altro potrebbe spiegare l’apparizione sulla sua superficie dei miracolosi “crop circles”.

Beh, oggi mi è capitato di leggere che un gruppo di ricercatori, indagando sui Cerchi nel Grano, hanno invece trovato un reperto archeologico di assoluta consistenza fisica e storica…

Ma va? Proprio così miei cari, leggete qui dabbasso:


“Seguono i cerchi nel grano (crop circles) e trovano una necropoli antichissima, in una località presso Stonehenge…
Nella campagna inglese è stato scoperto un sito di era megalitica più antico di Stonehenge, in un frangente singolare: seguendo una serie di cerchi nel grano (i famosi crop circle) una ricercatrice britannica, Helen Wickstead, responsabile del Damerham Archaeology Project, dell’Università Kingston di Londra è giunta ad un sito finora ignorato. “Come il sito sia rimasto nascosto all’occhio umano per tutto questo tempo, resta un mistero” ha affermato l’archeologa, confermata dal collega Joshua Pollard. La regione infatti è stata esplorata in lungo e in largo, per cercare elementi in grado di risolvere i misteri della vicina Stonehenge. E invece, quasi per caso, durante una perlustrazione aerea dell’English Heritage, l’agenzia governativa britannica per la preservazione storica del patrimonio, sono stati notati strani crop circle, i famosi cerchi nel grano. In realtà stavolta non c’è nessun goliardo universitario, ma si sarebbe trattato di interferenze nella crescita della vegetazione causate da strutture funerarie sotterranee nei pressi del villaggio di Damerham. Così, una volta scesi a terra, i responsabili sono andati a verificare e hanno trovato due tombe sovrastate da tumuli enormi. La più grande è lunga settanta metri.


“Questi tumuli funerari sono ritrovamenti molto rari e sono le prime forme di architettura conosciute” ha confermato Helen Wickstead. E ha aggiunto: “Durante la tarda Età della Pietra, si credeva che le persone della regione lasciassero i loro defunti a cielo aperto in modo che gli uccelli e gli altri animali se ne cibassero. Invece per un motivo che non ci è ancora chiaro, crani e ossa di gente sepolta furono poi portate nella struttura funeraria”. Altri ritrovamenti, tra cui resti di templi in legno, fanno pensare che il sito rimase un centro importante per le comunità agricole della zona anche nell’Età del Bronzo"     (http://www.storiainrete.com)"

Insomma alle meraviglie del Creato non si può porre limite!

Grazie per aver letto sin qui, vostro affezionato, Paolo D’Arpini



domenica 11 aprile 2021

Quando disobbedire alle leggi è la sola cosa da fare... - La storia di Andrée Geulen



Andrée Geulen era una giovane insegnante in una scuola a Bruxelles, quando un giorno alcuni suoi allievi si presentarono in classe con la stella gialla cucita sugli abiti. Era il 1942 e la stella gialla era obbligatoria per gli ebrei, non c’era molto da fare.

Ma Andrée Geulen, cattolica di nascita e atea per scelta, non poteva accettare questa umiliazione per i suoi studenti, e così chiese a tutti, ebrei e non ebrei, di indossare a scuola un grembiule. In modo da nascondere l’odioso segnale di discriminazione.

Però le persecuzioni aumentavano, iniziavano le deportazioni e la professoressa Geulen capì che non poteva restare a guardare. E che non bastava un grembiule per coprire l’orrore che stava avanzando.
Entrò nel Comitato di difesa degli ebrei: avevano bisogno di aiuto per nascondere i bambini ebrei e salvarli dalla deportazione e dalla morte. Non era un compito semplice, anche perché bisognava convincere i genitori a separarsi dai loro figli. Alcuni ragazzi venivano nascosti a scuola, altri venivano portati in posti sicuri.

Però, una notte, in seguito alle denunce di qualche delatore pronto a vendere la vita di ragazzi innocenti, i soldati tedeschi irruppero nella scuola dove insegnava Andrée Geulen, e arrestarono la preside e tutti i ragazzi ebrei presenti.

Quando i tedeschi chiesero sprezzantemente alla professoressa Geulen: “Ma non ti vergogni a insegnare a degli ebrei?”
Lei rispose: “E voi non vi vergognate a fare la guerra a dei bambini?”

Fortunatamente Andrée Geulen riuscì a sfuggire all’arresto, e corse ad avvisare tutti gli altri ragazzi ebrei. Nonostante la paura, da quel momento il suo impegno aumentò a dismisura: cambiò nome e divenne Claude Fournier, entrò in clandestinità e per più di due anni continuò a nascondere bambini e ragazzi ebrei presso famiglie cristiane o nei monasteri e conventi. A tutti loro cambiava nome e identità, ma per non perdere la possibilità di riconsegnarli un giorno alle loro famiglie, scriveva in codice tutti i nomi dei bambini e delle famiglie in liste che nascondeva poi accuratamente.

Quando finalmente finì la guerra, Andrée Geulen non smise di occuparsi dei suoi bambini, questa volta facendo il lavoro inverso per rintracciare le loro famiglie, anche se molto, troppo spesso, delle loro famiglie d’origine non c’era più traccia.

Secondo le testimonianze, l’intensa attività clandestina di Andrée Geulen riuscì a salvare circa 300 bambini e ragazzi ebrei.

Nelle sue interviste a distanza di anni ha spesso dichiarato di soffrire ancora pensando ai momenti in cui era stata costretta a sottrarre i bambini dai loro genitori senza poter dire loro dove li avrebbe portati. Nel 1989 è stata inserita tra i Giusti tra le Nazioni.

Oggi Andrée Geuelen ha 99 anni. E ancora dichiara con la lucidità di una giovane e con la saggezza dei suoi anni: “Quello che ho fatto è stato solo il mio dovere. Disobbedire alle leggi allora era la sola cosa normale da fare”.

La farfalla della gentilezza



venerdì 9 aprile 2021

IL “DEEP STATE” U.S.A. PREPARA LA GUERRA ALLA RUSSIA. CHE FARÁ L’EUROPA?

 

Viva la muerte tua



Il Deep State, con l'elezione di Biden, ha ripreso il potere negli USA, e giá i venti di guerra sono tornati a soffiare gagliardi. C’era da aspettarselo.  La politica estera degli Stati Uniti é tornata al punto in cui le lobby dominanti  l'avevano lasciata, cioé sulla china che conduce alla guerra con la Russia. É il sogno proibito del Deep State, lo Stato Profondo. Che sarebbe poi – nella definizione datane da Eisenhower nel 1961 – il “Complesso militar-industriale” (o “militar-industrial-politico”) di Washington; o meglio – mi permetto di chiosare – la sua parte piú reazionaria, oscurantista e guerrafondaia.

Dell’esistenza di questo Complesso si cominció a parlare negli anni ’30 del secolo scorso, quando l’opinione pubblica americana inizió ad interrogarsi sul perché il governo degli Stati Uniti avesse deciso – venti anni prima – di intervenire nella Prima Guerra Mondiale, e ció malgrado la netta contrarietá della stragrande maggioranza della popolazione. Si scoprí allora che, se il popolo era stato contrario alla guerra, le industrie degli armamenti erano state favorevoli e, con quelle industrie, anche le lobby di deputati e senatori che ne erano, di fatto, le proiezioni parlamentari. Il Senato promosse una commissione d’inchiesta (nota come Commissione Nye dal nome del suo presidente) che nel giro di poco piú d’un anno accertó non soltanto le gravi responsabilitá dell’industria bellica e dei suoi lobbysti, ma anche quelle di certe grandi banche che avevano fatto pressione – illegittimamente – sul mondo della politica, perché questa si orientasse in direzione interventista.

In un primo tempo si pensó che ció fosse avvenuto perché le banche avevano voluto salvaguardare i loro investimenti nel settore degli armamenti. Ma, a poco a poco, cominció a farsi strada un’altra veritá: il mondo di Wall Street era in guerra giá per conto suo, in alleanza con la City e con le banche inglesi. L’alta finanza americana, infatti, aveva giá investito nella Prima Guerra Mondiale una cifra astronomica (qualcosa come due miliardi di dollari del tempo), finanziando lo sforzo bellico di Londra e dei suoi alleati. Peraltro, la Commissione si avvicinava a grandi passi verso uno snodo fondamentale: la prova che l’ex Presidente USA, il democratico Thomas Woodrow Wilson, avesse mentito al Congresso per poter avere modo di decretare l’intervento nel conflitto. Era a quel punto, nel febbraio 1936, che la maggioranza democratica del Senato tagliava i fondi necessari per il funzionamento della Commissione, provocandone cosí la cessazione.

Pochi anni ancóra e, nel 1941, era probabilmente un rinnovato “Complesso militar-industrial-politico” a propiziare l’intervento degli Stati Uniti in un altro conflitto lontano, la Seconda Guerra Mondiale. Anche qui contro la volontá della popolazione, ed anche qui con l’azione determinante di un Presidente democratico – Franklin Delano Roosevelt – autore delle mille provocazioni che spinsero il Giappone all’attacco di Pearl Harbour. In questo caso non ci fu poi una Commissione d’inchiesta; forse per evitare la scoperta di veritá scottanti, come ai tempi della Commissione Nye. Non sono tuttavia mancate indagini e ricostruzioni che hanno successivamente acclarato l’azione bellicista di ben determinati ambienti politici ed economici degli Stati Uniti. Per inciso, segnalo che proprio in questi giorni l’editrice Oaks di Milano ripresenta in anastatica il libro di John T. Flynn “Il mito di Roosevelt” (pubblicato per la prima volta in Italia da Longanesi nel 1949), che contiene molte notizie interessanti in proposito.

E giungiamo cosí a quello che é sostanzialmente il terzo punto di questa specie di profilo del Deep State, la “guerra fredda”. Era in piena guerra fredda che – come ricordavo all’inizio – il 34° Presidente (repubblicano) degli Stati Uniti d’America, generale Dwight David Eisenhower, denunciava pubblicamente e clamorosamente sia l’esistenza di un consolidato intreccio politico-affaristico che brigava per la guerra, sia il concreto pericolo che questo ambiente prendesse il sopravvento sulle legittime istituzioni democratiche: «Nell’azione di governo dobbiamo premunirci contro le influenze che, in modo palese o occulto, vengono esercitate dal complesso militar-industriale. La possibilitá che certi disastrosi poteri travalichino i loro limiti e le loro prerogative esiste adesso, ed esisterà anche in futuro. Non dovremo mai permettere che il peso di questo intreccio di poteri metta in pericolo le nostre libertà e le istituzioni democratiche.»

L’allarme del generale Eisenhower non cadde nel vuoto, grazie anche al polso fermo del suo successore, il democratico John Fitzgerald Kennedy. Il quale Kennedy – ricordo per inciso – perí poi in un attentato dai contorni misteriosissimi.

E veniamo infine all’ultimo capitolo, quello che va dagli anni ’90 ai giorni nostri. Adesso il profilo del Deep State americano é cambiato, con l’aggiunta di nuovi soggetti, animati da irresistibili pulsioni “filantropiche”. Ma l’obiettivo rimane il medesimo, quello di una guerra preventiva per abbattere ogni ostacolo che si opponga al dominio dei poteri fortissimi della finanza internazionale.

Naturalmente, salto a pie’ pari la storia di un trentennio e vengo agli sviluppi di questi ultimi mesi. La guerra – riferiscono fonti piú che credibili – é sempre piú vicina, e il teatro di battaglia non potrá che essere l’Ukraina. A quel punto, se la situazione dovesse precipitare, gli Stati Uniti avranno la necessitá assoluta di coinvolgere gli alleati europei della NATO. Da soli – é il parere di tutti gli analisti – le poche divisioni americane schierate nell’Europa Orientale non sarebbero minimamente in grado di fronteggiare la micidiale macchina da guerra (terrestre, aerea e navale) dei russi.

Ma, da quello che si percepisce al momento, gli europei non sarebbero per nulla intenzionati a farsi coinvolgere. E non soltanto per una generica allergia alla guerra, ma soprattutto perché é interesse di tutti i paesi europei (tutti, nessuno escluso) che un eventuale conflitto russo-americano non degeneri in una terza guerra mondiale. Anche perché, da sempre, si sa che la Russia non esclude di ricorrere all’uso – sia pur circoscritto – di armi nucleari qualora eventuali azioni del nemico dovessero superare una certa soglia. E, siccome non é dato sapere quale sia quella “soglia”, c’é da scommettere che nessuno, o quasi, si azzarderá a mettere il dito nell’ingranaggio diabolico di un eventuale conflitto russo-americano.

Il problema, per noi, sta tutto in quel “quasi”. Sarebbe utile, in proposito, conoscere il perché Mario Draghi, all’atto di assumere la guida del governo italiano, abbia avvertito la necessitá di sottolineare che il nuovo gabinetto si sarebbe mosso in una logica non soltanto europeista, ma anche atlantista. Cosa a prima vista superflua, atteso che l’Italia fa parte, oltre che dell’Unione Europea, anche dell’Alleanza Atlantica. Alcuni hanno visto in quella sottolineatura soltanto una dichiarazione d’amore verso gli Stati Uniti, paese che a Sir Drake sta certamente piú a cuore che non la Germania di madame Merkel.

Io spero che si sia trattato soltanto di una dichiarazione d’amore platonico, un po’ come nei bigliettini dei Baci Perugina. Spero che non si sia trattato, invece, di qualche cosa di piú pregnante, di piú oneroso.

Cosí come spero che le dichiarazioni di fuoco con cui il nostro eccelso Ministro degli Esteri ha enfatizzato una vicenda spionistica di portata limitatissima, siano soltanto una manifestazione di ossequio agli amori atlantisti del Presidente del Consiglio, e non qualcosa di piú impegnativo.

Francamente, l’idea che in Italia qualcuno voglia giocare ai soldatini – e per giunta in un momento drammatico come questo – mi fa accapponare la pelle.

   Michele Rallo - ralmiche@gmail.com




giovedì 8 aprile 2021

La vaccinazione coatta è vietata dalla Convenzione di Oviedo

...La Convenzione di Oviedo ha stabilito il fondamentale principio dell’autodeterminazione in materia di salute e dato che la vaccinazione è un trattamento preventivo proposto a persone sane e non è uno stato di necessità, è necessario avere il consenso del paziente o del suo rappresentante legale.

Quindi, l’obbligo giuridico della vaccinazione e la conseguente repressione non reggono di fronte ad una interpretazione delle norme costituzionali.

Infine, dato che l’articolo 33 della Costituzione dice che “l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”, il magistrato afferma che “soffocare il dissenso di un medico su questa o quella terapia, quando esso sia fondato su ragionevoli dubbi o sul dibattito esistente in un certo momento storico, è un atto scriteriato; né può essere limitato il dissenso o la libertà di ricerca solo perché le autorità sanitarie hanno scelto una via piuttosto che un'altra”.

La “Convenzione per la protezione dei Diritti dell’Uomo e della dignità dell’essere umano nei confronti dell’applicazioni della biologia e della medicina”  è stata adottata nell’ambito del Consiglio d’Europa e firmata ad Oviedo il 4 aprile 1997.





Articoli collegati:

http://paolodarpini.blogspot.com/2021/04/altro-che-obbligo-vaccinale.html

https://dirittoevaccinazione.it/convenzione-di-oviedo

https://www.dirittoconsenso.it/2021/01/22/convenzione-di-oviedo-e-consenso-informato/

martedì 6 aprile 2021

Altro che obbligo vaccinale...



Parere Pro vertiate sull'incostituzionalità dei Trattamenti Sanitari "Vaccinali" contro le influenze stagionali Covid (e giammai obbligatori) per la Dignità della Persona Umana.


DOVEVA ESSERE UNA LOTTA CONTRO LA PANDEMIA PER PROTEGGER LE PERSONE… INVECE E' UNA LOTTA CONTRO LE PERSONE PER PROTEGGERE LA PANDEMIA 

I  cosiddetti  "vaccini" sono propagandati per proteggere solo l'individuo vaccinato da alcuni eventuali sintomi… se non lo ammazzano o danneggiano irreversibilmente (leggasi i "bugiardini" con gli "effetti collaterali"). 

Tutta la questione covid nasce dalle vaccinazioni antinfluenzali.    Che siano state predisposte ad hoc per creare il panico con trombo-embolie conseguenti, indotte anche da protocolli ministeriali di cura completamente sbagliati?
Le  indagini sono in corso...

Mentre la persona vaccinata continua a essere veicolo di trasmissione dell'influenza (con il rischio addizionale per se stesso degli effetti collaterali, spesso più gravi di quelli influenzali), il "vaccino"  in realtà aggrava le epidemie influenzali (Covid), "contagiando" persone sane… ovvero aumentando i contagi. 
Anzi, il vaccinato, iniettandosi particelle virali (e ogm vietati in Italia, ndr), di conseguenza produce nuove varianti virali con il proprio dna/rna…  per cui è molto più pericoloso di chi trasmette frammenti virali influenzali naturali

Con i vaccini, invece, non si raggiunge mai l'immunità generale in quanto si provocano continue e nuove mutazioni nel nostro dna/rna, con produzione di nuovi virus della sindrome influenzale.

In ultima analisi, chi non è vaccinato fa meno danni di chi è vaccinato, in primis a se stesso e poi agli altri… e alla collettività.


PERTANTO PIU' CHE DI OBBLIGO VACCINALE E' NECESSARIA UN LEGGE DI DIVIETO VACCINALE CONTRO LE INFLUENZE STAGIONALI !!!

L'obbligo vaccinale è materia da processo di Norimberga… viste le controindicazioni e gli effetti collaterali, e l'assoluta inutilità nel prevenire diffusione di influenze e altre virosi… 
che, anzi, accelerano le mutazioni… e infatti la situazione rischia di precipitare. 
Già abbiamo migliaia di vittime e danneggiati gravi da vaccini… Quanti altri morti dobbiamo sopportare?

Insomma, mai confondere le cause con le conseguenze…
e, soprattutto,  mai usar le cause stesse per combatterne le conseguenze... 

Siamo in mano a imbroglioni premeditati e specializzatisi bene in secoli di truffe ai popoli… 
Svegliamoci prima che sia troppo tardi. Questi non sono vaccini ma esperimenti di sterminio programmati, con ogm e altre porcherie… che creano il caos biologico.
Tanto più non è possibile imporre per legge la "vaccinazione" come "esperimento di massa"… 
Anche perché nessuna sperimentazione riuscirebbe mai a validare un vaccino contro la sindrome influenzale… con virus Rna che mutano di continuo.

E' necessaria l'affermazione della Libertà di cura da parte dei medici e dei pazienti, nel principio Ippocratico "primum non nuocere"

Nessun trattamento sanitario può essere obbligato! 

L’obbligatorietà dei vaccini NON può essere stabilita solo da un Decreto Legge…

...cosa significa? 

Significa che lo stato potrebbe solo produrre vaccini o metterli a disposizione, in ogni caso violando la Costituzione per gli accertati pericoli delle cosiddette "Vaccinazioni" contro le influenze stagionali,  e giammai imporli contro la Dignità Umana che è libera di riceverli o meno.

Spero che sia chiaro, l’obbligo non può mai riguardare la "vittima" del TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio)… 

Anche se lo Stato, in caso di Legge emanata ad Hoc, può obbligarsi a metter a disposizione "vaccini" che qualcuno potrebbe richiedere (Costituzione), a suo rischio e pericolo… ma se vi sono rischi e pericoli non dovrebbero essere autorizzati farmaci o cosiddetti "vaccini"... 

Medicinali che, in ogni caso, liberamente l'individuo può decidere o meno di ricevere. Anche perché chi non si vaccina non rappresenta nessun pericolo per la collettività. Ed anzi sono i vaccini a creare effetti collaterali gravi, mentre inducono mutazioni microbiche e virali, non prevenendo, bensì accelerando la trasmissione di virus e batteri.

I Giudici ci mandano in ferie (pagate) forzate se un direttore vuol obbligarci ai vaccini? 

Meglio così… è un modo per tutelare i non vaccinati dai Vaccinati… infettivi e con nuovi batteri o virus mutanti… che alla fin fine sono solo influenzali 

...anzi "influenzati" dalla Mafia Agrochimico-farmaceutica

Chiudiamo questa faccenda prima che sia troppo tardi. 

Anche perché chi si vaccina molto spesso non è in grado di comprendere pericoli ed effetti duraturi nel tempo (circonvenzione di incapaci) e, pertanto…  "chi obbliga il vaccino finisce dritto davanti al Tribunale penale internazionale” 

Giuseppe Altieri, agroecologo






lunedì 5 aprile 2021

CONOSCENZA E VERITÀ: RAGIONANDO SU UN SAGGIO DI COSTANZO PREVE



...la lettura di un saggio del filosofo da poco scomparso, Costanzo Preve, offre un quadro molto diverso. Preve era persona certamente stimabile in quanto - ad esempio – aveva preso in passato chiara posizione contro episodi ignobili come l’aggressione e la distruzione dell’Iraq giustificata dalla presunta presenza – rivelatasi completamente falsa - di fantomatiche armi di distruzione di massa. Le sue idee, espresse nel saggio su “Hegel, Marx, Heidegger” (editore Petite Plaisance) , ed in molti altri saggi di contenuto filosofico, destano invece dal mio punto di vista notevoli perplessità.


Costanzo Preve riteneva che la verità sia “trascendente”, cioè posta al di sopra della realtà di tutti i giorni che possiamo osservare con i nostri sensi e su cui possiamo ragionare. Alla verità non si può giungere – secondo lui - dall’osservazione sia comune che scientifica della realtà, come ad esempio affermato dal grande fisico Boltzmann (“la scienza è verità”) o da tutti gli scienziati ed i filosofi della scienza realisti ed empiristi, come Bacone, Galilei, Locke, Russell, Engels, ecc. Alla verità si potrebbe giungere solo con una ricerca filosofica “trascendente” di carattere “logico-ontologico”, cioè fatta di pura logica avulsa dalla realtà concreta, ed affrontando con puri ragionamenti logici il problema “ontologico” (che riguarda l’essenza e l’esistenza o la non esistenza delle cose).


Preve citava esplicitamente tre filosofi a lui congeniali: Parmenide, Platone ed Hegel. Nel mio libro ha dedicato un capitolo a Parmenide ricordando come questo antico filosofo greco, per giungere alla verità, negava esplicitamente l’evidenza del mondo esterno che ci circonda (che è fatto di tante cose diverse in continuo movimento e trasformazione) per concludere che la realtà (chiamata “essere”) è unica, immobile, eterna, non soggetta a trasformazioni. Il fatto che, se ci affacciamo alla finestra, vediamo persone diverse e più macchine in movimento o il Sole che si muove nel cielo, non interessa Parmenide chiuso nella sua logica formale. Nello stesso capitolo parlavo anche dell’abile allievo di Parmenide, Zenone, che, per dire che l’osservazione della realtà fatta con i nostri sensi ci inganna, sosteneva paradossalmente con un sottile ragionamento che, se il velocissimo Achille insegue una lenta tartaruga, non riuscirà mai a raggiungerla (perché quando raggiungerà il posto in cui si trovava la tartaruga, questa si sarà spostata in avanti; e quando raggiungerà la nuova posizione raggiunta dalla tartaruga, questa si sarà portata ancora più avanti, e così all’infinito). Naturalmente anche un ragazzino sa benissimo che Achille raggiungerà la tartaruga in poche frazioni di secondo con un balzo.

Anche Platone negava la validità della realtà, così come la osserviamo. L’unica realtà sarebbero state delle idee eterne e delle figure perfette indipendenti dal mondo che ci circonda, poste in un fantomatico luogo immaginario, l’Iperuranio. Il mondo sarebbe solo un pallido riflesso di queste idee e figure eterne sempre uguali a sé stesse. Anche Hegel diceva che la realtà coincide con un fantomatico Spirito Assoluto che pensa sé stesso (come il fantomatico Primo Motore Immobile di Aristotele che avrebbe messo in moto il mondo).

Da questi brevissimi accenni il lettore capirà che il mio  scopo  è quello di rimettere conoscenza, scienza e filosofia su una solida base sperimentale e di buon senso, combattendo tutte le filosofie “idealiste”, puramente logiciste, irrazionaliste, ed anche empirio-criticiste  (criticate dal grande Lenin) che ritenevano che la realtà sarebbe fatta solo di pure sensazioni sotto cui potrebbe non nascondersi alcuna realtà concreta.

Sperando di poter approfondire questo dibattito in modo meno schematico, 

Vincenzo Brandi




Argomento trattato nel libro di Vincenzo Brandi