giovedì 6 maggio 2021

World Beyond War si presenta




World BEYOND War vuole annunciarvi la creazione di un nuovo gruppo dell'organizzazione in Italia.

World BEYOND War è un movimento non violento globale per porre fine alla guerra e stabilire una pace giusta e sostenibile ed è stata fondata il 1 ° gennaio 2014. I co-fondatori David Hartsough e David Swanson hanno deciso di creare un movimento per abolire l'istituzione della guerra stessa, non solo la "guerra del giorno". Se la guerra deve mai essere abolita, allora deve essere tolta dal tavolo come opzione praticabile. Così come non esiste una schiavitù "buona" o necessaria, non esiste una guerra "buona" o necessaria. Trovare un modo per passare a un sistema di sicurezza globale che sia supportato dal diritto internazionale, dalla diplomazia, dalla collaborazione e dai diritti umani, e lontano da uno basato sulla minaccia della violenza, è il cuore di WBW.

Come gli altri gruppi di Word BEYOND War anche il Gruppo Italiano si occuperà di creare un movimento per abolire l'istituzione della guerra e rendere anche l'Italia un posto più sicuro e meno violento.

Un cordiale saluto,

Eva Beggiato,  Barry Sweeney 




mercoledì 5 maggio 2021

L'altro "Regeni", secondo la narrazione egiziana...



Un documentario anonimo (*), ma chiaramente di produzione egiziana, circolato recentemente su Youtube, riapre la discussione sulla tragica vicenda dell’assassinio di Giulio Regeni. Certo, sarebbe stato meglio che le autorità egiziane non avessero fatto circolare il documentario di 50 minuti (in parte costituito da una ricostruzione tipo fiction) in forma anonima; tuttavia il documentario solleva una serie di dubbi e questioni già in parte affrontati in vari interventi e dibattiti sull’argomento.  Il documento comprende anche una serie di interviste ad esponenti italiani, anche di diversa impostazione politica, come il giornalista Fulvio Grimaldi ed il generale Leonardo Tricarico, che sollevano una serie di domande cui non è stata ancora data risposta.

Forse la domanda chiave in questa dolorosa vicenda è quale fosse esattamente il mandato dato a Regeni dall’Università inglese di Cambridge, ed in particolare dal suo “tutor”, la professoressa di origine egiziana Maha Abdel-Rachman, notoriamente legata ai Fratelli Musulmani egiziani, principali oppositori del governo laico di Al Sissi, e tradizionalmente in ottimi rapporti con in servizi segreti britannici. Molte domande sorgono anche se si esaminano le passate attività di Regeni, che fin da giovanissimo si recò negli Stati Uniti per ragioni di istruzione, frequentando numerosi corsi di formazione, salvo poi a passare stabilmente in Inghilterra dove collaborò con l’Università di Cambridge, specializzata nel formare funzionari del Governo Britannico (ivi compresi i dirigenti dei servizi segreti).

Uno dei più significativi episodi del periodo inglese fu la collaborazione di Regeni con la società Oxford Analytica, i cui principali dirigenti erano: il noto agente della Sicurezza statunitense John Negroponte, già organizzatore degli squadroni della morte che sterminarono gli esponenti della sinistra in America Centrale; il noto dirigente del servizio segreto britannico MI6 Colin McColl; ed inoltre l’ex spione statunitense David Young già capo della squadra incaricata da Nixon  di spiare il Partito Democratico (episodio noto come “scandalo Watergate” che provocò le dimissioni di Nixon).

Le attività di questa società, che ufficialmente raccoglieva dati per fare analisi internazionali, si possono facilmente intuire. Sono noti alcuni lunghi viaggi di Regeni prima di approdare in Egitto, non certo turistici e fatti per ragioni poco chiare in Thailandia, Turchia ed Israele.

In Egitto Regeni prese contatto con il responsabile del sindacato degli ambulanti Mohamed Abdullah e con vari ambulanti in quel momento in freddo con il governo che li aveva allontanati dal centro del Cairo, e quindi potenziali oppositori e organizzatori di disordini nell’anniversario della precedente rivoluzione (il 25 gennaio). Il ragazzo ignorava che invece l’esponente sindacale lo aveva denunciato alla polizia ed ingenuamente accettò di aderire ad un colloquio in cui Abdullah registrò la conversazione con una mini-telecamera nascosta. Nel colloquio registrato, diffuso anche in Italia, Regeni incautamente faceva balenare anche la possibilità di finanziare con 10.000 dollari un fantomatico “progetto” i cui contenuti non sono mai stati chiariti.

Dopo 8 giorni dal giorno della sparizione del ragazzo, il suo corpo martoriato, con evidenti segni di durissime torture, fu ritrovato ben in evidenza in un luogo pubblico non lontano da una sede dei servizi di sicurezza egiziani. In quello stesso giorno sarebbe dovuto svolgersi al Cairo un incontro ad altissimo livello tra una delegazione italiana guidata dalla ministra Federica Guidi ed il governo egiziano. Uno dei principali argomenti era un accordo tra l’ENI e le compagnie egiziane per lo sfruttamento del più grande giacimento di gas naturale del Mediterraneo recentemente scoperto presso la costa egiziana. Questa coincidenza appare estremamente sospetta, tanto da far supporre (da parte del noto giornalista Grimaldi, ma anche da parte del generale Tricarico e dell’altro generale italiano Mario Mori) che sia intervenuta tra Italia ed Egitto una “terza mano” interessata a far fallire l’accordo Italia-Egitto a favore di altri stati stranieri. Mori accusa esplicitamente i servizi segreti inglesi di aver mandato a morire il povero Regeni (si può pensare per favorire un eventuale accordo per il gas gestito del Regno Unito). Altri hanno avanzato l’ipotesi di un’implicazione anche dei servizi francesi. E’ certamente fondata l’ipotesi che servizi segreti di un terzo soggetto statale abbiano tradito e sacrificato Regeni per creare l’incidente utile ai propri fini, magari con la partecipazione di settori deviati dei servizi egiziani, che avrebbero agito per conto loro. Certo è che il governo egiziano, pur se non composto da stinchi di santo, non aveva alcun interesse a far ritrovare un cadavere (facilmente occultabile ed eliminabile) in un luogo pubblico proprio nei pressi di una sede dei propri servizi di sicurezza e proprio nel giorno dell’importante trattativa con l’Itala, che poi è stata annullata.

Si può pensare che Giulio Regeni, ragazzo probabilmente idealista che magari pensava ingenuamente di stare svolgendo un nobile lavoro di organizzazione di un qualche tipo di rivoluzione democratica, sia rimasto vittima sacrificale di un gioco molto più grande di lui.

Le successive indagini espletate dagli inquirenti italiani hanno subito puntato contro l’Egitto accusato di non collaborare a sufficienza. Nel documentario egiziano queste accuse sono rivoltate contro l’Italia. Si sostiene con qualche ragione che, mentre la maggior parte delle richieste degli inquirenti italiani sono state soddisfatte, molte richieste fatte dagli inquirenti egiziani non sono state soddisfatte. La più importante riguarda la richiesta di acquisire il computer portatile di Regeni che fu prelevato dalla camera del ragazzo dalla famiglia recatasi al Cairo, portato in Italia, e mai restituito agli inquirenti egiziani per poterne esaminare il contenuto. Ricordiamo inoltre che l’Università di Cambridge, la professoressa Abdel-Rachman e le autorità britanniche si sono sempre rifiutate di fornire informazioni dettagliate sul reale incarico affidato a Regeni.

Anche il processo nei confronti di quattro funzionari egiziani organizzato in Italia e rimandato al 25 maggio prossimo appare più che altro propagandistico e non basato su prove certe. Basti dire che una delle principali testimonianze sarebbe quella di un anonimo testimone kenyota che avrebbe sentito per caso alcuni poliziotti egiziani presenti a Nairobi (ma che c’erano andati a fare?) parlare di Regeni senza sapere di essere ascoltati. Probabilmente sulla tragica vicenda di Giulio Regeni non sapremo mai la completa verità.

Vincenzo Brandi


(*) Video-inchiesta su Regeni censurato - Scrive V.M.: "Il video egiziano su Regeni con sottotitoli in italiano è stato cancellato da youtube - Qui si trova ancora ma in arabo
https://m.facebook.com/hendawyofficial/videos/299705088427809/?__cft__%5B0%5D=AZXN3Sek_CakXV2WVDtyypCsxjeR6Z_wr4hrIvXJik8uG_Uf3v4hsccq1kvQuel2yFJBh7US7xqgVLkEVtgQuTrMEi81U3KEdZGMS8baEzZOMU_ZpZ7ARf0599c9HnR5iM18aGPGrDOk4rfdPgWnTn_cQ2Ae - Il documentario che monitora le scene della scomparsa del ricercatore italiano Giulio Regeni al Cairo. Dettagli condivisi con il pubblico per la prima volta! Chi ha mandato il giovane italiano al Cairo? Qual'era la natura della sua ricerca? E chi ha incontrato? Testimoni egiziani e funzionari italiani spiegano per la prima volta le dimensioni dell'uccisione di Regeni... e le lacune del crimine" - (Tratto da Il Giornaletto di Saul del 30 aprile 2021)

lunedì 3 maggio 2021

Roma mobilità immobile: "Latita la Eguaglianza, cresce la sudditanza"

 


A Roma si ferma la Metro B-B1 per motivi noti (o non noti) e arrivano i bus pubblici.

Un sospiro di sollievo arriva dai viaggiatori di quella Metro (B-B1). 

Il motivo? Egualizza il trattamento ai suoi viaggiatori: il 100x100.

Nel normale funzionamento della Metro B-B1, invece, è prevista, programmata e infrastrutturata  la stridente disuguaglianza.


Sulla tratta Laurentina – Bologna, servizio al 100x100 (intero), per i viaggiatori di serie A.

Sulla tratta Bologna – Rebibbia,  servizio al 67x100 (2/3), per quelli di serie B.

Sulla tratta Bologna – Jonio, servizio al 33x100 (1/3), per quelli di serie C e D.

Ricordiamo, tra parentesi, che sulla tratta Bologna – Rebibbia c’è la più importante Stazione ferroviaria  di Roma.

Ricordiamo, altra parentesi, che la tratta Bologna - Jonio serve i 203 mila abitanti del III Municipio i quali hanno solo tre collegamenti stradali con il centro città: Via dei Prati Fiscali (Via Salaria); Ponte delle Valli (Viale Libia); Ponte Tazio (Via Nomentana).  


Dispiace registrare, dal giugno 2012, il duraturo e ferreo silenzio del popolo sovrano.


Perchè, quando latita la eguaglianza, cresce e si rafforza la sudditanza. 


Ed è questa la Società che stiamo lasciando in eredità. 


Vito Nicola De Russis




domenica 2 maggio 2021

Acqua pubblica e nucleare - Resoconto assemblea nazionale del 29 aprile e nuovo appuntamento per il 27 maggio 2021

L’assemblea nazionale convocata il 29 aprile 2021 in previsione del decennale del referendum su acqua e nucleare ha visto un’ampia partecipazione e una buona discussione.

Sono state decine le realtà presenti sia tra quelle che hanno preso parte alla coalizione sociale promotrice della campagna referendaria sia tra quelle che si sono costituite in questi anni e si sono attivate sul tema dei beni comuni e servizi pubblici locali.

In totale oltre 150 persone hanno seguito il dibattito tramite la piattaforma Zoom e la pagina Fb @acquabenecomune.

In generale è emersa una volontà diffusa di recuperare il patrimonio di temi che si sono imposti al centro del dibattito pubblico nel corso della campagna referendaria: dall’affermazione dei diritti di tutt* sui profitti di pochi alla tutela dei beni comuni, a partire dall’acqua, con la consapevolezza che questi sono un valore fondante delle comunità e della società, passando per la necessità di elaborare un nuovo modello di gestione pubblica, partecipativa e ambientalmente ecosostenibile soprattutto di fronte alla sfida dei cambiamenti climatici, con tariffe eque per tutti i cittadini, un modello che garantisca gli investimenti necessari fuori da qualsiasi logica di profitto e i diritti dei lavoratori.

E’ stata espressa convinzione rispetto all’opportunità di attualizzare questi temi alla luce delle contraddizioni e della drammatica crisi rese evidenti dall’esplosione della pandemia, oltre alla necessità di opporsi ad un forte rilancio delle privatizzazioni attuato mediante il PNRR e le riforme che lo accompagneranno. L’apertura ai grandi capitali del Recovery Plan, la quotazione in Borsa dell’acqua che costituisce l’ennesima testimonianza del venir meno di qualsiasi limite di fronte al profitto, la pressione per i grandi investimenti, l’assenza nella normativa europea del diritto universale all’acqua e della sua gestione pubblica, è stato individuato come un attacco decisivo alla natura pubblica di bene comune dell’acqua ed un processo di privatizzazione sempre più concentrato nelle mani del grande capitale.

Diversi interventi hanno sottolineato come l'emergenza sanitaria e la gestione della crisi hanno molto a che fare con la democrazia e s'inseriscono nel progressivo svuotamento dei poteri delle istituzioni democratiche. Tutto ciò, purtroppo, ampiamente confermato anche nella procedura seguita nell’elaborazione del PNRR per cui persino il Parlamento è stato esautorato dalla possibilità di incidere e decidere su interventi, investimenti e scelte che condizioneranno il futuro del nostro paese e attraverso una vera e propria secretazione dei documenti all'opinione pubblica è stata completamente preclusa qualsiasi forma di partecipazione rendendo così impossibile lo sviluppo di un dibattito pubblico e democratico nel paese.
Un vulnus democratico che tutt* hanno riconosciuto anche nel mancato rispetto della volontà popolare espressa con i referendum e nei vari tentativi messi in atto per cancellarne l’esito.

In estrema sintesi si è convenuto sul fatto che le trasformazioni del mondo del lavoro, dei servizi, del welfare imposte dall'ideologia neoliberista e dalle politiche di austerità abbiano dimostrato il loro fallimento, che la pandemia e la gestione della crisi minaccino fortemente il godimento di alcuni diritti fondamentali e che oggi il conflitto diventa anche tra il profitto e la vita, tra il capitale e il vivente.

Alla luce di queste riflessioni è emersa un’ampia condivisione circa la necessità di organizzare una grande mobilitazione in occasione del decennale che si sviluppi tanto a livello locale quanto a livello nazionale secondo il seguente schema:
  • nei giorni precedenti al 12 e 13 giugno - organizzazione di iniziative e azioni diffuse sui territori caratterizzandole sul tema dell’acqua e dei referendum, nello specifico si sta verificando la possibilità di una collaborazione con i Fridays For Future per le iniziative del venerdì 11/6 e della fattibilità di una mobilitazione nei confronti del Parlamento;
  • sabato 12/6 organizzazione di una manifestazione nazionale a Roma nel pomeriggio caratterizzandolo con i temi emersi dalla straordinaria esperienza di partecipazione popolare che sono stati i referendum del 2011 e puntando sul valore paradigmatico rispetto all’alternativa di società;
  • domenica 13/6 organizzazione di un dibattito on line a carattere internazionale invitando a partecipare le realtà e i protagonisti deiprocessi di ripubblicizzazione.
In conclusione si è condiviso di puntare a costruire una mobilitazione che possa essere percepita come la prima opportunità di scendere di nuovo in piazza e prendere parola collettivamente.

L’assemblea ha costituito sicuramente un buon punto di partenza consegnando una responsabilità nella mani di quelle realtà che intendono adoperarsi per la buona riuscita della mobilitazione e il riconoscimento del movimento per l’acqua come uno dei punti di riferimento per la realizzazione di una connessione e convergenza sul tema dell’acqua e dei beni comuni.

La proposta finale è stata quella di fissare una seconda assemblea per il 27 di maggio 2021  alle ore 18.00 in cui approfondire ulteriormente la discussione e affinare l’organizzazione pratica della mobilitazione.






Articolo collegato: 
"...l'11, 12 e 13 giugno - mi sembra giusto ripeterlo - dobbiamo mobilitarci sui referendum (plurale) e non sul referendum (singolare, relativo solo all'acqua) e a tal fine è utile ricordare anche i compiti che spettano a una politica bene formata e orientata per attuare la volontà espressa dal popolo italiano e ampiamente disattesa sulla fuoriuscita dal rischio nucleare... - (Alfonso Navarra)"  – Continua: https://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2021/05/11-12-e-13-giugno-2021-mobilitazione.html



sabato 1 maggio 2021

Salviamo gli alberi per salvare il Pianeta!














Ripartiamo dagli alberi...

«Piantare più alberi non è solo una scelta altruistica, per lasciare un mondo ricco di biodiversità, è anche una scelta utilitaristica, poiché gli alberi producono grandi quantità di ossigeno e assorbono velocemente l’inquinamento di superficie». La riflessione di Paolo D'Arpini della Rete Bioregionale Italiana.... - Continua:  https://blog.terranuova.it/Il-Mensile/Ripartiamo-dagli-alberi-della-Pianura-Padana


Commento di Bailador "...se non cambiamo, prima estingueremo un numero impressionante di specie e poi alla fine ci estingueremo anche noi Nella Grecia antica c'era la pena di morte per chi tagliava un ulivo, oggi il taglio è imposto per legge, in Puglia stanno abbattendo olivi e alberi da frutto (ciliegi e mandorli nati da seme anche centenari) e contaminando il territorio di sempre più pesticidi ed erbicidi non si può andare avanti così..."

 

Commento di Rita De Angelis: "Proviamo a salvaguardare il nostro pianeta, cominciando  a non abbattere le foreste e gli alberi dal nostro territorio, salviamo il polmone “verde” che Dio ci ha donato, ricordando che le piante sono la nostra principale fonte di vita, insieme a l’aria e l’acqua, e senza di esse tra qualche decennio non potremmo più vivere sulla terra, e per questo ritorniamo a coltivare la terra salvaguardando il nostro organismo e l'agricoltura bioregionale..."




Video  collegato:  https://mail.google.com/mail/u/0/#inbox/FMfcgxwLtkVWFtVjkcQGrVQqdPZZSsnL?projector=1


Articolo in sintonia:  "Un grandissimo problema oggi è la sistematica distruzione dei boschi che sono parte integrante e di primaria importanza per il nostro ecosistema. Sul tema ho scritto un libro intitolato “2020. Il nuovo Messìa”, che parla proprio della mentalità speculativa che sta distruggendo la Natura, la flora, la fauna e noi... (Peter Boom)" – Continua: https://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2016/11/ecologia-salvare-gli-alberi-per-salvare.html

venerdì 30 aprile 2021

PNRR... la Grande Pernacchia... del governissimo dei draghi



Il Recovery plan dei draghi, detto per sfotterci PNRR (Piano  Nazionale di Ripresa e Resilienza che, se provate a pronunciare l'acronimo, percepite come vi abbiano fatto una pernacchia che neanche Edoardo...), è un'operazione contro l'Italia che farebbe l'invidia del feldmaresciallo Albert Kesselring e del maggiore della Gestapo, Herbert Kappler. Ma darebbe anche ampia soddisfazione al Maestro Frankenstein-Kurt Schwab, FEM, che da Davos ha proclamato la prossima automazione dell'essere umano e l'umanizzazione dell'automa.

Quello che ci sistema subito e prova a manco farci arrivare al PNRR ordinatoci da Klaus Schwab (quello di Davos). Diceva William Shakespeare che, come Omero, Dante e Goethe, è sul pezzo in tutte le epoche, che "l'inferno è vuoto, tutti i diavoli sono tra noi.

Nell'epoca della Sanità al potere il cadenzario della tua salute prevede uno, poi due, poi tre vaccini, o anche vaccini ogni due per tre, dichiarati necessari da tamponi che ti scoprono il Covid perfino mentre ti porta la cicogna. Ma, "non abbassare la guardia". Questi vaccini non ti salvano dal contagio e dal contagiare,, mai, sei come il criceto sulla ruota. E, allora, uno come Roberto Speranza,  di ultradestra quanto il vaccino e tutti i vaccinari, ma capace di farsi eleggere da sinistro, per far passare questa roba ci voleva proprio.

La domanda che si impone a chiunque mantenga un vago ricordo dello Stato di diritto e dell'ombra della Costituzione più bella del mondo (?), è una sola: "Ma è mai possibile che nessun Procuratore, capo o aggiunto, o PM qualsiasi, conscio dei suoi diritti/doveri, non abbia ancora aperto un procedimento intitolato Roberto Speranza?" 'Sto ministro, cosiddetto della Sanità, imputabile per una sfilza di reati che, a trermine di legge e Costituzione, prevederebbero fino all'ergastolo ostativo (quello sgradito a una Consulta ai tempi del premier che non sfiora la parola "mafia" in un'Italia che la mafia, ufficiale e mimetizzata, si sta mangiando sotto i suoi occhi)? 

Fulvio Grimaldi - https://fulviogrimaldi.blogspot.com/




giovedì 29 aprile 2021

Per non dimenticare la strage di Odessa...




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A sette anni dalla strage della Casa dei Sindacati di Odessa avvenuta il 2 maggio 2014, noi ricordiamo gli antifascisti (48 secondo i rapporti governativi, centinaia secondo i testimoni) che hanno perso la vita durante il rogo della Casa dei Sindacati ad opera delle bande neonaziste ucraine.


Un pensiero particolare va a Vadim Papura, all’epoca dei fatti appena diciassettenne e militante giovanile del Partito Comunista Ucraino. Morì assassinato anch’esso il 2 maggio 2014, durante l’assalto alla Casa dei Sindacati. Vadim oggi avrebbe 24 anni.


Mesi prima nell’inverno 2013-2014 rimanemmo inascoltati, quando in certi ambienti “progressisti” provammo a spiegare il pericolo della “rivoluzione” di EuroMaidan a Kiev. Di lì a poco si formò un governo all’interno del quale vi erano ministri dichiaratamente filonazisti.


L’aumento della tensione con la Russia che vediamo in questi giorni, anche attraverso gli attacchi ucraini contro il Donbass, è un’eredità dell’ingerenza di Washington, la quale promosse in ogni modo quello che correttamente viene definito il golpe di EuroMaidan in Ucraina. Così come oggi finanzia ed appoggia la linea aggressiva di Kiev.

Pertanto, domenica 2 maggio 2021 a partire dalle ore 17.30, invitiamo i sinceri democratici e la cittadinanza a partecipare presso la Stele dei quindici Martiri in piazzale Loreto a Milano, portando un fiore in ricordo delle vittime della Strage di Odessa. Anche loro sono stati partigiani e volevano la libertà.


 Comitato Contro La Guerra Milano  comitatocontrolaguerramilano@gmail.com