sabato 29 febbraio 2020

Siria. Bergoglio e Di Maio, da bravi "cristiani", porgono l'altra guancia ad Al Qaida (per compiacere a sion)


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Che il papa argentino (che in Argentina non mette piede), connivente dei generali dei Desaparecidos e il suo Segretario di Stato Parolin, motore della Chiesa antichavista venezuelana e ospite di Bilderberg, si inserissero, anzi, prendessero la guida morale della campagna contro la Siria e in difesa del terrorismo erdoganian-jihadista, non stupisce. Bergoglio si era già qualificato con i suoi “appelli”, ispirati all’inversione zanotelliana della verità, a denunciare le “violenze”, non del carnefice invasore e terrorista, ma del difensore della pace, della civiltà, del diritto, Bashar el Assad. Niente di sorprendente neanche qui, se si guarda al ruolo di protagonista assoluto che la Chiesa globalizzante di quest’uomo assume nel promuovere lo sradicamento dei popoli dal Sud del mondo, per fornire a lui pecorelle tramite tanto Caritas quanto Ong e, ai suoi affini laici, materiale schiavistico per incrementare gli utili.

Sapendo abbastanza della Chiesa Cattolica, cristiana tutta, e dei suoi 2000 anni di collusione con i più brutali, sanguinari e manipolatori sistemi di dominio sugli umani normali, non è tanto questo allineamento con gli odiatori ontologici di vittime potenziali e effettive che sconvolge. E’quell’omino incolto, disconoscente, di un’ambizione e una pretenziosità pari solo all’incontrollato opportunismo, della cui continua esistenza politica e del cui continuo, disastroso ruolo nel Movimento Cinque Stelle, mi scandalizzo. Avete presente un guscio d’uovo vuoto, su cui qualcuno ha dipinto una faccia? Ecco Di Maio.


Gli sguatteri dei padroni e i pifferai della menzogna si sono precipitati ai ripari di quella che prometteva di essere la liberazione di uno degli ultimi pezzi di terra strappato alla Siria dalla cospirazione militare e terroristica Usa-Nato-Turchia-Golfo, la vera Coalizione del Male che imperversa oggi sul Globo. Spicca tra i meglio fichi sopra nominati questo geopolitico, perfettamente consapevole di chi è oppresso e chi sfruttato, cui una congiunzione astrale nella galassia del Muselide, di quelle che capitano ogni par di milioni d’anni, ha concesso la nomina di ministro degli esteri, non del Lichtenstein, del paese crocevia nel Mediterraneo tra Nord e Sud, Est e Ovest.  ll diversamente anglofono che per virus dice "vairus".

Un appello per Erdogan e Al Qaida



L’appello della vergogna (ingrandire), da assolutamente leggere e provando a non rimettere

Luigi Di Maio, di cui nessuno metterebbe in discussione la potenzialità di ottimo sindaco di Pomigliano, brilluccica addirittura primo nella lista dei 14 ministri degli esteri europei che hanno firmato un appello degno delle loro divinità #MeToo agli Esteri, come Madeleine Albright (“500mila bambini da noi uccisi in Iraq valgono la candela”), o Hillary Clinton (“Gheddafi linciato, Libia massacrata, che ridere!”). L’ominicchio anticasta e antisistema capeggia una fila di maitre del banchetto imperiale che vanno a stracciarsi le vesti di sicari, insanguinate dalle vittime siriane, perché a Idlib ci sarebbero stragi di civili, scuole, ospedali, donne, bambini (ricordate Aleppo alla vigilia della liberazione?), addirittura le ampiamente smentite armi chimiche, tutte ovviamente di Assad. Per cui, spapagallando Pompeo, ci vorranno altre sanzioni a Damasco, se non la smette e si ritira. E ha ragione Erdogan, quando rivendica il suo diritto di capo-tagliagole, a impazzare con soldati e bruti mercenari in casa altrui e far fuori chi gli dice di togliersi dai maroni. Un tempo il M5S chiedeva la fine delle sanzioni e condannava la guerra alla Siria.

L’inversione della colpa
Sull’attacco degli Alleati in Europa, carnefici di guerra vincenti contro carnefici di guerra vinti, ma detto della “liberazione”, chi oserebbe condannare i “liberatori” per le vittime che lo scontro ha comportato? E, anche dopo, in Algeria, Vietnam, Cuba, Cina, si sono addossate ai liberatori dai predatori colonialisti i caduti, i profughi, le distruzioni? Avevamo ancora una minima capacità di individuare colpe e chi ne era colpito. Delle apparenti 500mila vittime del crimine antisiriano, di tutte indistintamente le distruzioni, di ogni atrocità commessa da chiunque, tutta la responsabilità risiede esclusivamente su chi ha aggredito. E’ scientifico.
Al Qaida al lavoro su prigionieri siriani

Un grottesco concentrato d’odio per la Siria, in procinto di ricuperare, a costo di oceani di sangue versato dai suoi eroici figli e dalle sue figlie in armi, o sotto le bombe, una parte della sua terra amputata dalle più orrende orde di subumani che impero abbia mai saputo mettere in campo. Quelli che i mandanti e loro presstitute, e anche qualche testa di minchia “democratica” che si ritiene pacifista, chiamano, strizzando l’occhio, “ribelli”, o (“il manifesto”), “opposizione islamista”. Per Di Maio, che forse, spostando Pinochet dal Cile al Venezuela, non sa di cosa parla, ci sarebbe da ridere. Solo che quella voglia si disintegra a vedere attraverso la lettera, in trasparenza, le centinaia di siriani morti e il grande paese fatto a pezzi. Non gliela perdono, a Giggino.


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Nota: https://twitter.com/i/status/1230448143973732352   Colonna prima di russi e di turchi pattuglia il confine turco-siriano. Notare la differenza tra come la popolazione accoglie i russi e poi i turchi


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giovedì 27 febbraio 2020

Diminuzione del numero dei parlamentari...? Voterò "NO" al referendum costituzionale del 29 marzo 2020



La legge approvata, l’8 ottobre 2019, in via definitiva, dal Parlamento, sulla riduzione del numero dei parlamentari è illegittima in quanto noi cittadini abbiamo già ottenuto la maggioranza nel referendum analogo proposto appena nel 2016 per annullare un altro tentativo di espropriazione … e se ne sono “dimenticati” i nostri cari parlamentari… ma loro quantomeno hanno una perversa volontà strategica e tentano attivamente di sottrarci i nostri diritti, viceversa chi assiste inerte e passivo è un ignavo senza futuro.

Perché dovremmo apprezzare un governo che distrugge il 35% di rappresentanza democratica parlamentare con la scusa di “risparmiare” 100 milioni l’anno (equivalenti a un cappuccino pro capite a Natale) mentre annuncia pubblicamente 7 miliardi annui di nuove spese militari, equivalenti a mezzo punto di pil, per accontentare la Nato, acquistando armi straniere? Equivale a un quarto del misero deficit del 2,04% che se ne va in F35.

Votando  sì al referendum  si procede in linea con i  precetti del Piano di rinascita nazionale (più noto come P2), diminuendo la rappresentanza popolare di Camera e Senato. Il risparmio ventilato  sono solo  bruscolini rispetto a quanto viene sottratto alle casse dello stato, 85 i miliardi pagati nel 2018 quali interessi sul debito pubblico, diviso 365 giorni fanno 220 milioni di euro al giorno. Questo per chiarire quanto i proprietari della moneta tengano per la gola i loro USURATI e di che pochezza siano i nostri governati, compresa la sedicente "opposizione". Già la P2 prevedeva la diminuzione del numero dei deputati ed anche l'abolizione del senato e lì Renzi ci è andato vicino.

Scrive Massimo Villone del Coordinamento per la democrazia costituzionale: "La riduzione del numero dei parlamentari rende palesemente incostituzionale la legge elettorale vigente, comprimendo il pluralismo e provocando una inaccettabile distorsione fra la volontà espressa dagli elettori ed il risultato in termini di seggi. Per mantenere viva la rappresentanza “assicurando il pluralismo politico e territoriale”, l’unica strada è quella di adottare un sistema elettorale proporzionale, che garantisca ai cittadini l’eguaglianza nell’espressione del voto e la libertà di scegliersi i propri rappresentanti e quindi non è accettabile raddoppiare di fatto l’attuale soglia di accesso alla Camera..."

L’unico precedente di riduzione parlamentare, in Italia, si è registrato nel 1929, quando il fascismo diminuì i rappresentanti da 535 a 400. Coerentemente proprio con l’idea che se uno solo comanda vuol essere disturbato da un minor numero di voci. Ma questa si chiama dittatura, non pluralismo democratico…



Se la volontà di diminuire il numero dei parlamentari, da parte delle forze sedicenti democratiche sedute in Parlamento, è legata al “risparmio”, allora si risparmi sugli stipendi e sulle prebende e sui privilegi e sui vitalizi dei parlamentari stessi...

Meno rappresentanti = meno democrazia = meno potere del popolo = contiamo sempre meno.

E’ questo che volete davvero?  


Io no di sicuro, pertanto  andrò a votare  al Referendum Costituzionale, il 29 marzo 2020,  e voterò "NO"!

Paolo D'Arpini

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Siria. In solidarietà con il popolo siriano che combatte per la sua indipendenza e libertà dalle ingerenze straniere

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Rinnoviamo ancora l’appello per un Comitato di solidarietà con la Siria e l’informazione contro la guerra.  L’ adesione può essere comunicata all’ indirizzo email  siriasolidarietà@libero.it
Su facebook è caricata una pagina evento, molto semplice, “Appello per la Siria“ dove si può leggere l’ appello e segnalare la propria adesione o interesse all'iniziativa.
Un’ampia diffusione del testo potrebbe portare al Comitato di solidarietà energie preziose ma che non sono facilmente raggiungibili dal comitato promotore.
Il testo dell’appello è stato pubblicato da alcuni siti di diverso orientamento a testimonianza che potenzialmente la posizione del Comitato promotore è presente nel paese più di quanto appaia ed è molto opportuno il tentativo di aggregarla per organizzare solidarietà e informazione corretta. Hanno pubblicato il testo: Marx21, OraproSiria, Pane-rose, Ambiente Web, aginform.it , Paolodarpini.blogspot.it...
Prima di riproporre l’invito del Comitato promotore, ricordo che Italia e Unione Europea  infliggono alla Siria, che vive da anni una situazione ben più drammatica, sanzioni economiche che colpiscono duramente la popolazione e impediscono la ripresa del paese.
Speriamo che le difficoltà italiane attuali, causate dal contagio da coronavirus,  ci rendano più sensibili alle sofferenze di chi vive in altri paesi, anche perché il mondo oggi è interconnesso come mai lo era stato, e non ha più senso interessarsi solo del proprio orticello.
La lotta per abolire le sanzioni economiche UE alla Siria per discutibili finalità politiche e di guerra sarà uno dei primi impegni del nostro Comitato.
Marco Palombo - palombo.marco57@gmail.com
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mercoledì 26 febbraio 2020

Operazione "Fine del Mondo" - Coronavirus ed Assange


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Sorvolo per il momento sul focolaio di carognavirologi e carognamediatici e carognapolitici che dovrebbe fare da innesco al dilagare di un incendio, globale come tutti gli altri crimini contro l’umanità, programmato per incenerire quanto ci resta di libertà, socialità e vivere collettivo. Siamo davvero alla più massiccia esercitazione dell’arma fine del mondo mai compiuta, sia in termini di avvio dello scontro finale con la Cina e la sua Via della Seta, che poi significa evitare la fatale (nel senso della logica storica, geografica, culturale e, quindi, del destino) congiunzione eurasiatica, contro l’insensata, artificiale, forzata e letale aggregazione subalterna transatlantica.

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Ma devo dire due parole su un simbolo dello scontro in atto tra libertà individuale e collettiva (a 75 anni dalla fine delle dittature europee siamo a questo punto!) e su come questo simbolo, maestoso, incorrotto, di un coraggio senza uguali nel mondo cui appartiene, capace di raccogliere il sostegno, l’indignazione e la commozione di milioni di persone perbene, viene pugnalato alle spalle da chi si professa dalla parte dei giusti e delle vittime.


Sabato 22 febbraio 2020 un gruppo neanche poco folto di romani s’è riunito in Piazza del Popolo per ricordare, onorare, sostenere Julian Assange. Erano gli “Italiani per Assange”. Lo stesso a Milano, il Comitato per Assange, in Piazza Liberty, domenica. Nelle stesse giornate a partire da Londra, una grande marcia è stata dedicata al giornalista vindice della libertà di stampa e di espressione e rinchiuso per queste colpe in un carcere di massima sicurezza in attesa di estradizione in una prigione Usa per 175 anni, sotto 17 accuse di spionaggio e rivelazione di documenti classificati. In tutto il mondo persone custodi dell’onesta percezione e trasmissione della realtà si sono mosse nello stesso senso. Persone perbene, impegnate per il bene massimo che rende dignitosa e vivibile la vita: la verità, il poter vedere e capire la differenza tra male e bene, giusto e ingiusto, vero e falso. Il poter attribuire responsabilità, negare l’impunità. Quindi, borghesi, operai, studenti, intellettuali, poeti, scienziati, comunisti, socialisti, liberali, vagabondi, animalisti, destri, atei, religiosi…. giornalisti.

Fulvio Grimaldi -  https://fulviogrimaldi.blogspot.com/  


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«Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare»
Martin Niemöller (1892-1984)



Nota di Adriano Colafrancesco:  "the war of the wirus"   https://youtu.be/VsfflNB-__E

sabato 22 febbraio 2020

Julian Assange - "O ti vendi o sei fuori!"


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Ma qui incomincia la storia di Julian Assange, e anche di Chelsea Manning e di Edward Snowden e di altri che gli anglofoni chiamano “whistleblower” (fischiatori) e noi “eroi dell’informazione”, “combattenti della verità”, “Illuminatori dell’oscuro Regno di Mordor”.

Coloro che pazientemente seguono i miei scritti sanno già che Julian Assange, australiano, 49 anni, è rimasto per 7 anni prima protetto dal presidente Correa, poi recluso dal presidente Moreno su ordine USA, in una stanza dell’ambasciata dell’Ecuador di Londra. Vi si era rifugiato perché inseguito da un’accusa di stupro mossagli in Svezia dalla polizia che aveva alterato la deposizione di una donna in cui questa negava di essere stata violentata, e per la quale nella capitale inglese era stato fermato e poi rilasciato sulla parola. Solo dopo nove anni la Procura svedese, per l’accusa ovviamente subornata dalla Cia, ha dovuto chiudere il caso. 

Per sette anni non ha visto che molto raramente un suo legale, qualche amico giornalista, un gatto. Niente luce del sole. I suoi visitatori venivano illegalmente spiati da un’agenzia spagnola che ne apriva telefoni e computer e ne rubava i dati.

Su richiesta degli Usa, che ne hanno preteso l’estradizione per 17 capi d’imputazione, eminentemente di rivelazioni di segreti di Stato, spionaggio e collusione col nemico, che prevedono 175 anni di galera, cioè la morte vivente, Scotland Yard il 19 aprile 2019 irrompe nell’ambasciata (Moreno aveva ricevuto in cambio 1,5 miliardi di aiuti statunitensi), ne estrae a forza Assange e lo sbatte per 50 settimane – poi rinnovate - in una prigione di massima sicurezza, in isolamento. Isolamento che schianta la salute fisica e mentale del detenuto, tanto da far dichiarare al Relatore Speciale dell’ONU sulla Tortura, Nils Melzer, che Assange rischia la morte da tortura fisica e psicologica. In una prima udienza, il giornalista australiano appare incapace di capire le procedure, fa fatica a ricordare il suo nome. 

Solo su richiesta firmata dai decine di altri detenuti, ad Assange viene sospeso l’isolamento. Le sue condizioni migliorano leggermente. Al padre che, indefesso, gira il mondo per sostenerne la causa, appare invecchiato di vent’anni.


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LIVE: Assange supporters and public figures hold march in London ahead of extradition hearing


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Mio commentino, così scrivevo in un mio articolo del 2010: "Wikileaks importante strumento giornalistico come il Freedom of Information Act". Affermava il Time Magazine... ma internet e soprattutto Wikileaks non piace ai potenti. Specialmente dopo l'azione selvaggia di Wikileaks che minaccia di destabilizzare il "sistema" di potere consolidato e basato sul metodo delle tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo..." (Paolo D'Arpini) - Continua: 


giovedì 20 febbraio 2020

La distruzione di Dresda come simbolo di una politica...


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Il mio “Giorno della Rimembranza”, coincide – guarda il caso! - con le 48 ore, dal 13 al 14 febbraio 1945, in cui migliaia di carnefici in volo, della RAF e dell’USAAF, spediti da Churchill, hanno cancellato dalla faccia della Terra Dresda, il più prezioso gioiello barocco d’Europa. E poi anche Lipsia e Berlino e Amburgo e Monaco. 

Forse questo mio “Giorno della Rimembranza” è balenato anche a quelli che recentemente in Germania Est, belli o brutti che fossero, non hanno votato come si converrebbe. Come sarebbe andata bene alle signore e ai signori del vero e del giusto, dei sacrosanti giorni della memoria e del ricordo, dalla Merkel alla Von der Leyen, da Macron a Mattarella, da Stoltenberg (NATO) al “manifesto”. E, dunque, senza nemmeno andare a vedere cosa dicono e cosa vogliono, e perché siano tanti e crescano, e per quali regioni detestino il governo che li ha annessi e colonizzati, questi depravati sono stati sotterrati sotto una slavina di “fascisti”, “neonazisti”, “razzisti”


Io mi riservo di studiare chi e perché stia vincendo elezioni in Germania Est, mentre ho già un’ideuzza del perché vadano scemando i voti operai e proletari di SPD e CDU, forze di un capitalismo cannibale nei confronti dei propri fratelli, anche se meno esplosivo e incendiario degli aerei alleati. Forze predatrici che di una DDR, in cui nessuno aveva troppo e nessuno troppo poco, hanno distrutto, rubato, devastato tutto e quel che restava l’hanno portato via. Proprio come certi compari dall’URSS al tempo di Eltsin...


Stralcio di un articolo di Fulvio Grimaldi 

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martedì 18 febbraio 2020

Le sardine nel profondo...


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...Ma il livello più profondo di ignobile stupidità è raggiunto dalle «sardine». Si badi bene, è chiara l’azione di manovratori e manipolatori (del resto non nascosti: Prodi, Benetton, Monti, Fornero, Soros e lungo elenco di simile … “gente”), con il sostegno mediatico e piddino, però il riferimento va ai partecipanti: discorsi senza senso, dal capo-sardina a quelli che solo sono starnazzii, belati, muggiti e grugniti di intervistate e intervistati; slogan stomachevoli e untuosi come “con l’amore si costruisce, contro l’odio …” – ma amore di che? Ma odio di chi? 

Unica supposizione, è il loro inconscio: sanno di essere odiosi –; soli punti fermi, in “negativo”, «no» a Salvini-Lega (ma anche alla Meloni al centrodestra), accogliendo la fandonia dell’antifascismo in assenza di fascismo, in “positivo” l’abietta sottomissione all’Ue e l’apertura indiscriminata al flusso migratorio. 

Per il resto, «sì» al Pd (più che al centrosinistra) e al governo Conte bis, tartagliando “ma fate le cose per bene”, e “vi stimoliamo a farlo …” – e questo ritornello….lo si è già sentito e gli esiti sono davanti agli occhi – di chi li voglia vedere. Ma tale livello di stupidità non era mai stato conseguito. E già dal nome, «sardine», che si vorrebbe umile e spiritoso, e però incisivo, e invece è semplicemente da scemi indecenti – per non dire dell’insulto permanente ai nostri partigiani, che hanno combattuto contro l’invasione nazista e il collaborazionismo fascista, oltre che per un mondo socialmente, culturalmente e politicamente oltrepassante, da parte di questi cialtroni che si dicono “partigiani del XXI secolo”: partigiani dei distruttori del nostro paese…

Si, le «sardine» sono il peggio del peggio. E però, «peggio ’un è mai morto» … 

Chissà che ci si deve ancora aspettare. A questo hanno portato il fallimento del governo «giallo-verde» e l’inqualificabile costruzione del governo Conte bis, basandosi biecamente su una «rappresentanza» parlamentare del tutto pregressa, e piena e assodata minoranza nel paese. Unico auspicio è uno “scatto di reni”: la ricostruzione di un movimento che ponga i “nodi” essenziali e su questi proceda, facendo anche risollevare il contesto generale dall’intollerabile stupidità in cui affonda e affoga – e viene affondato e affogato.

Mario Monforte 

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In allegato da www.fulviogrimldicontroblog.info

lunedì 17 febbraio 2020

Appello per la costituzione di un Comitato Pro Siria e contro la guerra

Appello per aiutare insieme gli uomini e le donne siriane con la costituzione di un Comitato per la solidarietà con la Siria e l'informazione contro la guerra.

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La tragica guerra alla Siria

Da quasi dieci anni la Siria è teatro di una guerra devastante che ha causato cinquecentomila morti e milioni di sfollati, all'interno del paese e all'estero. Scopo della guerra era ed è è la sconfitta militare del legittimo governo siriano presieduto da Bashar Assad. Meno chiaro è chi, da anni, stia conducendo la guerra e cosa si proponga di sostituire all’ attuale assetto politico del paese.

Non si può descrivere un conflitto così lungo e complesso in poche righe, ma, per capire che non si tratta di una semplice guerra civile tra schieramenti siriani contrapposti, è sufficiente sapere che dall’ inizio della guerra operano nel paese decine di migliaia di combattenti non siriani e che la coalizione delle milizie armate anti governative, anche quando fino a metà 2013 ne era componente organica lo Stato islamico di Al Baghdadi, è stata sempre sostenuta ufficialmente dagli “Amici della Siria”, undici paesi appartenenti alla Nato o alle petromonarchie del Golfo Persico.

Comunque il governo e lo stato siriano, con l’ aiuto della Russia e di altri alleati regionali, hanno resistito alla violenta offensiva e territori che erano stati occupati dalla coalizione avversaria sono tornati sotto il controllo di Damasco. La vita del paese è stata però drammaticamente sconvolta, alcune città sono praticamente distrutte e l’ economia ridotta ai minimi termini.

Le sanzioni italiane e UE a Damasco

In questo difficile contesto l’ Unione Europea non trova di meglio che continuare a infliggere alla Siria pesanti sanzioni economiche che colpiscono la vita quotidiana della gente comune, come denunciato più volte anche dai religiosi cristiani operanti nel paese, mentre l’ Italia continua a non avere con Damasco relazioni diplomatiche nonostante fosse al momento dell’ inizio della guerra il suo primo partner economico europeo.

Appello per aiutare insieme gli uomini e le donne siriane

I siriani hanno bisogno di aiuto per continuare a difendersi e per ricostruire una vita migliore.

Siamo un gruppo di persone e piccole associazioni che hanno seguito e seguono le tragiche vicende siriane e vogliamo unirci per contribuire a sostenere in modo più efficace la popolazione di questo martoriato paese.

Vogliamo aiutare gli uomini e le donne siriane, dagli anziani ai bambini e alle bambine,

dando il nostro contributo alla lotta per abolire le sanzioni economiche UE alla Siria e per ristabilire le relazioni diplomatiche di Damasco con l’ Italia

diffondendo un’ informazione più veritiera sulla guerra in corso dal 2011 e sugli avvenimenti degli ultimi anni, organizzando presentazioni di libri, video, dossier e tenendo altri incontri pubblici, aiutando i siti di informazione, piccoli ma di ottima qualità, che seguono da tempo la vicenda siriana.

favorendo relazioni tra comunità siriane e italiane di ogni tipo, con particolare attenzione alle scuole e alle realtà locali.

avviando forme di "gemellaggio" per la ripresa e la resilienza, fra realtà e cittadini italiani e siriani.

aiutando le attività economiche, piccole e grandi, a ripartire nel loro lavoro, sin da subito dando un piccolo sbocco di mercato ad iniziative artigianali già operanti.

facendo conoscere in Italia la storia e la cultura di questo straordinario paese mediorientale.


Ci siamo dati appuntamento a Roma: Sabato 7 marzo 2020 alle ore 16 in via Oppio Opita 24 (fermata metro A Porta Furba), Circolo Enrico Berlinguer, per discutere come organizzarci e concretizzare il nostro proposito comune e invitiamo caldamente ad unirsi a noi tutti coloro, singole persone o associazioni, che condividono le nostre idee.

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P.S. Sappiamo che ci rivolgiamo a persone che vivono in ogni angolo d’Italia, e speriamo anche fuori dal nostro paese, e che non possono facilmente venire a Roma.

Invitiamo comunque tutti a contattarci, e a scambiare con noi opinioni, notizie e speranze, troveremo sicuramente un modo soddisfacente per operare concretamente nella direzione che auspichiamo.

Per aderire al nostro appello e mettersi in comunicazione con noi

Scrivete agli indirizzi email



telefono 3807025764

domenica 16 febbraio 2020

C'era una volta... MIlano "NoCanal"


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DATE(O) e A LORO SARA’ DATO

Larga la faglia, ristretta la via,                La dedico agli amici NOCANAL
al “bene del Comun” non v’è chi sia.      un bel ricordo per scordar il mal
Già, da tre lustri almeno, si sapea
che in DATEO passar metro dovea.

Ma … il parcheggio sotto ha raddoppiato
(uno a fianco dell’altro)
chi migliorar bramava il risultato.
Fu vana l’obiezion dei cittadini
furon dal “CAPOCCION” (*) detti “cretini”.

Celata al popol venne la parcella
pagata a biglietton da cinquecento
per celato tener rigonfiamento
ma facile è intuir:”Non fu sol quella”.

Quant’è costato “Trentotto sotto andare”?
(per passare sotto i parcheggi)
 Non si potè in altro modo rimediare.

E il conto? Ai milanesi, per vent’anni!!
Il giornalon che fa? Loda gl’inganni!
Invita a festeggiare il Plebiscito
e per la verità mai mosso ha un dito:

Schiavi legati e Santucci rinnegati
(descrissero foreste. Erano prati.)

Luigi Caroli – 14 febbraio 2020 –


(*)Consiglio ai lettor d’antica data:
legger “C’ERA UNA VOLTA” allegata.




LA TRASMETTA CHI LA RICEVE AGLI AMICI CON CUI E’ RIMASTO IN CONTATTO DOPO LA LOTTA. PUNIZION DEL REO LI RENDERA’ FELICI.

giovedì 13 febbraio 2020

L'evoluzione permane anche nell'apparente degradazione

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Mi sovviene di una discussione avuta con  alcuni fautori delle religioni tradizionali  dualistiche (giudaismo cristianesimo ed islam) sulla presunta separazione fra spirito e materia, tra Dio e la sua creazione. 
La mia obiezione è che nella spiritualità laica (o naturale) tale separazione non esiste, anzi spirito e materia sono inscindibili l'uno dall'altro essendo espressioni della stessa  energia vitale. La materia è sostanza formativa (in fase di aggregazione) e lo spirito è  la coscienza intelligenza che da essa emana. Come non c'è differenza fra la rosa ed il suo profumo, entrambi rappresentano la stessa realtà.
Ed ora una mia considerazione sugli interrogativi sollevati  dall'abbassamento generale del livello di "coscienza" nella società attuale. Con lo spaventoso aumento della popolazione mondiale e con la presenza sulla scena di milioni e milioni di anime  "giovani", ovvero incarnazioni di animali che si avvicinano per la prima volta nella sfera "umana", è inevitabile che il livello della consapevolezza generale sia passato ad una condizione "inferiore", anzi l'evoluzione stessa sembra arrestarsi. Ma questi gonfiamenti e sgonfiamenti sono necessari per una evoluzione globale. Per questa ragione anche nella filosofia evolutiva ciclica  si parla delle  quattro ere dell'uomo, una scala per dar modo alle giovani anime di evolversi. Ed in questa era, la cosiddetta Età del Ferro o Kali Yuga, il processo è massivo. Non dimentichiamo che fino al neolitico superiore, prima dello sviluppo tecnologico, del senso della proprietà, della sperequazione fra generi ecc, la coscienza di un tutto inscindibile era presente nel cuore di ognuno.
Oggi questa comprensione non è più così estensiva e per questa ragione l'umanità ha sentito il bisogno di religioni settarie e moralistiche (e anche di ideologie politiche) che in qualche modo impartiscano una legge comportamentale  e pongono l'uomo in soggezione. 
Ma fortunatamente non tutte le "anime" sul pianeta manifestano vibrazioni basse... ci sono anche anime nobili, infatti nel Buddismo si afferma che esiste un Buddha anche nell'inferno. E così deve essere. La naturale crescita che spetta ad ogni essere vivente troverà quindi il modo di svilupparsi in ognuno a tempo debito. Non è perciò il caso di preoccuparsi eccessivamente del percorso altrui meglio sviluppare le possibilità di crescita personali. Questo è il senso del Dharma (retto comportamento).. e seguendolo forniamo un esempio per i nostri compagni di viaggio che saranno anch'essi incentivati a seguirlo....
In un "discorso" analitico e discriminativo  è bene comunque riconoscere e indicare il male ove si manifesta, che sia in politica od in religione od anche in economia o nella scienza, ma questo senza "farsi prendere la mano" e cadere vittime del "giudizio" separativo. Anche in noi stessi, in fondo, c'è un misto di bene e male, per questo dobbiamo esaminare costantemente e scorgere i punti deboli in noi in modo da poterli sanare, e così facendo il nostro dovere sarà compiuto. 

Paolo D'Arpini 
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mercoledì 12 febbraio 2020

Egitto. Se a Soros fa comodo che...


Spuntano quelli di Soros

Ebbene ci risiamo. Alle celebrazioni per Regeni e agli anatemi contro il “dittatore” egiziano, ora si affianca, rilanciando quelli, una campagna altrettanto violenta per l’arresto di Patrick George Zaki, studente a Bologna, rientrato in Egitto, fermato all’aeroporto ed, entro la nottata, trasferito nella sua città natale Mansura dove gli è stato confermato un fermo di 15 giorni e dove ha potuto incontrare legali e famigliari. Vi risparmio i miei commenti. Parlano da soli i titoli che riproduco e che riproducono il solito unanimismo di regime tra giornaluccoli come i sovvenzionati “il manifesto” o il “Foglio”, in edicola in virtù di chi non li compra, alle grandi testate main stream, vanto dell’FNSI, come di Usa, UE e Nato.

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Aggiungo solo, per deontologia, un dovere da rintracciare nei meandri di incunaboli antichi, che non c’è un filo di verità nelle accuse di torture, bastonate, frustate per ore con cavi elettrici, elettrochoc, riferite ai carcerieri egiziani. I legali di Zaki, studente di questioni di genere, hanno riferito: “Zaki era molto provato, abbiamo parlato del caso giudiziario e di ciò che è successo”. Punto. Che sia “provato” è comprensibile. Il resto è fuffa. Sembra quasi un comunicato ufficiale della Questura, spedito ai giornali. Ma l’hanno detto un amico, una sorella e Mohamed Lotfy, amico di Zaki e direttore di un’associazione dei diritti umani. Tutti senza aver avuto un minuto di contatto con la “vittima”.



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