giovedì 9 aprile 2020

Ultime notizie d'interesse sanitario - "A chi il potere? Alla scienza? A chi la scienza? A noi!"



Sotto coperta, invisibili, finiscono le decine, centinaia, di esperti internazionali, anche di chiarissima fama accademica. Personaggi al vertice della sanità pubblica dei rispettivi paesi e anche dell’UE, come il virologo tedesco Wolfgang Wodarg, accademico all’Università di Flensburg, presidente dell’Assemblea del Consiglio d’Europa e responsabile della sanità pubblica del suo Land. Scienziati, esperti europei, americani, asiatici, che mettono in discussione interpretazioni e la bontà dei mezzi e metodi impiegati, ricordando opportunamente quanto si era verificato in passate occasioni di pandemie che tali non erano. Ci si ricordi della “febbre suina”, H1N1, del 2009, promossa a pandemia dagli stessi propagandisti OMS e Big Pharma. Il risultato fu un decorso breve, con appena 10mila decessi, meno della consueta influenza e molto meno della più letale epidemia del 2018 (che scoprì le strutture lombarde nella stessa condizione di caos e inadeguatezza, provocata da trent’anni di saccheggio della sanità pubblica).  Quanto alle società farmaceutiche, ottennero dai governi ordinativi per milioni di vaccini, poi inutilizzati e finiti nelle discariche, e incamerarono miliardi di dollari del contribuente.



Il tentativo di asfaltare ogni divergenza dal dogma proclamato da un “Comitato Tecnico-scientifico”, che, nelle sue posizioni, più o meno coincide con il “Patto Trasversale per la Scienza”, fondato dal dr. Burioni e che ne sostiene la dottrina, ha subito qualche contraccolpo da voci in rete. A ciò dovrà ora porre rimedio la “task force” che sia il governo, sia la RAI, hanno nominato per reprimere le “fake news”. Il giudizio su ciò che fake è, o non lo è, non è demandato a un’autorità indipendente. E’ monopolio dei “fake facts”. Basterebbe questo.

Evitiamo, nonostante molti precedenti storici, di proporre una versione “complottista”, per cui il virus sarebbe stato diffuso intenzionalmente, in vista di profitti esorbitanti da vaccino e di concentrazione di poteri. Ma resta la certezza dell’utilizzo prefigurato e pianificato che se ne è fatto. A New York, nel novembre scorso, con la John Hopkins University, la Fondazione Bill e Melinda Gates, da sempre impegnata nella lotta alla sovrappopolazione e nella promozione della vaccinazione universale, insieme alle maggiori multinazionali della farmaceutica, fa attuare la simulazione di una pandemia da coronavirus del tipo apparso poi a Wuhan, con previsione di 60 milioni di morti. 

Dell G5 15 (5587) Reviews - TechSpot

Poche settimane dopo - la coincidenza! - nella zona a più alto inquinamento e più alta densità elettromagnetica da G5 della Cina - scoppia l’epidemia, poi magistralmente contenuta e sconfitta. Lo stesso fenomeno si ripete in Padania, nella zona a più alto inquinamento d’Europa e a più alta densità di 5G d’Italia. Vi sarà qualche fondamento nella denuncia di mille scienziati per cui smog e il bombardamento elettromagnetico da 5G provocano cadute immunitarie?


Fulvio Grimaldi e il Medio Oriente - YouTube

mercoledì 8 aprile 2020

Piano per ristrutturazioni energetiche di Fillea Cgil e Legambiente


Commissione di gara: cosa accade se tra i componenti c'è un ...

Entro il 2025 riconvertire 30.000 condomini all’anno dal punto di vista energetico. Che significa in numeri: 430mila posti di lavoro diretti, 37 miliardi di investimenti diretti e indiretti, 900 milioni di entrate per le casse previdenziali, un risparmio per le famiglie in bollette di circa 620 euro l’anno ad alloggio, un aumento dei valori immobiliari stimato tra un +5% e un +15%. E per l’ambiente, comporterebbe una riduzione delle emissioni di CO2 di 840.000 tonnellate annue e un taglio dei consumi di gas di 418,5 milioni di metri cubi l’anno. Il tutto senza appesantire di nemmeno un euro in più il debito pubblico italiano, visto che si tratta soltanto di migliorare, riorganizzare, rifinanziare e potenziare una serie di strumenti fiscali – i bonus ambientali e antisismici – già in vigore.

Questo il piano diffuso da Fillea Cgil e Legambiente “un piano in sei punti, vantaggioso per i cittadini, per l’occupazione, per le casse dello Stato e per l’ambiente“, spiega Alessandro Genovesi, segretario generale della Fillea Cgil, che prosegue “è un piano che cammina su due gambe forti, una è la sostenibilità, l’altra è la qualità del lavoro e dell’impresa. E proprio per spingere sulla qualità proponiamo che tutti gli incentivi fiscali vengano subordinati alla dimostrazione di utilizzo di lavoro regolare e del corretto Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (e relativi versamenti ad Inps, Inail e Casse Edili), contro ogni forma anche di dumping contrattuale“.

“Potremmo uscire da quest’emergenza cambiati – prosegue Genovesi – ma se sarà in meglio o in peggio dipende dalle scelte che faremo nei prossimi mesi, in particolare dalle scelte di politica industriale che farà il Governo, il quale dovrà scegliere quale strada prendere: quella suggerita da chi pensa che la ricostruzione dell’apparato produttivo e il rilancio dell’economia passi per la vecchia ricetta “meno regole, meno tutele, meno attenzione a diritti e ambiente” o quella che propone – come noi e Legambiente – di scommettere su più sostenibilità ambientale, sulle nuove professioni del greenbuilding, sulla qualità del lavoro e dell’impresa, migliorando strumenti che hanno già ben funzionato come l’ecobonus, il sismabonus e il bonus facciate possiamo rimettere in moto il settore dell’edilizia e delle costruzioni.”

Per Edoardo Zanchini, presidente di Legambiente “bisogna rispondere a chi dice che ora si deve ripartire alla vecchia maniera, magari come vuole Giorgia Meloni bloccando il Green New Deal europeo, e a chi vuole ani ora una volta puntare su grandi opere che arriveranno solo tra cinque anni. Se vogliamo un’uscita accelerata dalla crisi dobbiamo far ripartire tutto il Paese con tante ‘opere diffuse’ che fanno bene all’economia, al Paese, e danno un beneficio diretto e strutturale alle famiglie”.


Detrazioni fiscali per l'efficienza energetica, con quali altri ...

martedì 7 aprile 2020

Siria. La guerra continua... grazie agli USA



Storia della guerra di Siria, 2011-2020 - Limes

Nonostante l'epidemia devasti gli States privi di welfare e sanità pubblica (modello caro e nei decenni perseguito dai nostri Zinga, Calenda, Prodi, Monti, Draghi, Berlusca, Salvini) si rafforza il loro impegno a strozzare la Siria, che pure resiste sotto sanzioni criminali e devastanti, privandola dell'uso delle proprie risorse petrolifere e delle zone agricole, occupandone i suoi territori orientali. In risposta, la Russia in accordo con il governo siriano rafforza la sua presenza nell'area (*) (**).


Un grande convoglio militare americano entra nella Siria
          nord-orientale dall'Iraq


Un grosso convoglio militare americano è entrato il 5 aprile 2020 nella Siria nord-orientale, con rinforzi e rifornimenti militari

L'esercito americano è entrato nel Governatorato siriano di Hasaka dal vicino Iraq, dirigendosi verso il distretto di Al-Malikiyah vicino al valico di frontiera.


Una fonte nell'area ha riferito ad Al-Masdar che dozzine di veicoli statunitensi sono entrati nell'incrocio di Al-Walid prima di dirigersi verso la base aerea nel distretto di Al-Malikiyah di Hasaka.

Nonostante ritirino la maggior parte delle loro forze dalla Siria settentrionale, le forze armate statunitensi continuano a controllare alcune delle basi che hanno costruito nel Governatorato di Hasaka, in particolare le installazioni vicino ai giacimenti petroliferi.

La maggior parte delle truppe statunitensi in Siria sono state ridistribuite nella regione orientale del paese, dove attualmente controllano il più grande giacimento petrolifero del paese.

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Inotre, un cargo USAF ha paracadutato materiale presso i pozzi nel giacimento petrolifero di Al-Omar, un'area strategica occupata dalle forze statunitensi nella Siria orientale - Deir Ezzor: 
Deir al-Zour _ Gendar Qadir https://bit.ly/2JCpd0O
(*) Rinforzi russi: https://npasyria.com/blog.php?id_blog=8653&sub_blog=14&name_blog=%D8%AA%D8%B9%D8%B2%D9%8A%D8%B2%D8%A7%D8%AA%20%D8%B9%D8%B3%D9%83%D8%B1%D9%8A%D8%A9%20%D8%B1%D9%88%D8%B3%D9%8A%D8%A9%20%D8%AC%D8%AF%D9%8A%D8%AF%D8%A9%20%D8%AA%D8%B5%D9%84%20%20%D9%85%D8%B7%D8%A7%D8%B1%20%D8%A7%D9%84%D9%82%D8%A7%D9%85%D8%B4%D9%84%D9%8A

(**) https://youtu.be/o5UxodG8NaY

sabato 4 aprile 2020

Gli animali domestici ed il coronavirus

Gli animali da compagnia e il Corona virus
L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) fa chiarezza: non esistono evidenze che animali contagino, sono incolpevoli vittime. Enpa: si tratta di prudenza per la tutela degli animali”

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“Non esiste alcuna evidenza che gli animali domestici giochino un ruolo nella diffusione di SARS-CoV-2 che riconosce, invece, nel contagio interumano la via principale di trasmissione. Tuttavia, poiché la sorveglianza veterinaria e gli studi sperimentali suggeriscono che gli animali domestici siano, occasionalmente, suscettibili a SARS-CoV-2, è importante proteggere gli animali di pazienti affetti da COVID-19, limitando la loro esposizione”. Queste le parole del prof. Umberto Agrimi, direttore del Dipartimento sicurezza alimentare, nutrizione e sanità pubblica veterinaria dell’Istituto Superiore di Sanità che ha pubblicato sul sito un rapporto dal titolo “Infezione da SARS-CoV-2 tra gli animali domestici”. L’Ente Nazionale Protezione Animali ringrazia il professore e tutto l’Istituto Superiore di Sanità per aver fatto chiarezza in un momento così delicato in cui è importantissimo ribadire che non vi è possibilità che gli animali domestici contagino gli umani. Nel rapporto viene sottolineato infatti come “gli animali siano stati incolpevoli “vittime”.
"Tuttavia – scrive l’ISS - la possibilità che gli animali domestici possano contrarre l'infezione pone domande in merito alla gestione sanitaria degli animali di proprietà di pazienti affetti da COVID-19. La raccomandazione generale è quella di adottare comportamenti utili a ridurre quanto più possibile l'esposizione degli animali al contagio, evitando, ad esempio, i contatti ravvicinati con il paziente, così come si richiede agli altri membri del nucleo familiare”. Questo in caso di positività al virus del proprietario, per tutelare l’animale.
Si tratta dunque di una prudenza per la tutela degli animali domestici ed è un bene che sia l’Iss che l’Organizzazione mondiale per la salute continuino a sottolineare che non esiste nessun pericolo di contagio da animale a uomo.
Il professor Agrimi ha anche ricordato nel rapporto che “gli animali domestici contribuiscono alla nostra gioia e al nostro benessere, soprattutto in periodi di stress come quelli che stiamo vivendo. In assenza di sintomi riferibili a COVID-19 e se non si è in isolamento domiciliare, passare del tempo con il proprio animale domestico e accompagnare il proprio cane nell'uscita quotidiana (nel rispetto della normativa) contribuisce a mantenere in salute noi stessi e i nostri amici animali”.
“Grazie di cuore per aver fatto chiarezza.  Non c'è nessun allarme e anzi gli animali restano talvolta l'unica consolazione per chi è in quarantena. Quando è necessario le associazioni, e anche l'Enpa, si fanno carico degli animali che i proprietari non possono accudire. E ad esempio, insieme alla protezione civile, ci facciamo carico degli animali di persone ricoverate. Cani e gatti ringraziano per l'attenzione: stiamo bene e la cosa che ci fa meglio è l'affetto dei nostri padroni, non facciamo male a nessuno e anzi, in questi momenti in cui si sta a casa, aiutiamo e solleviamo il morale delle persone".
Carla Rocchicarlarocchi@enpa.org
VIDEO. Carla Rocchi, presidente nazionale Enpa - Trieste-Salario

venerdì 3 aprile 2020

Sir Draghi, il corsaro nero del Britannia, all'arrembaggio del brigantino Giuseppe Conte

L'uomo mascherato contro il corsaro nero un film di Vertunnio De ...
Conte ha stufato tutti. Anche Mattarella, forse il suo maggiore protettore. Non solo ha affrontato da dilettante della politica una crisi epocale come quella del Coronavirus, non solo è apparso sdraiato sull’ultraeuropeismo più smaccato, non solo ha galleggiato (e galleggia) su una maggioranza che sopravvive soltanto per la paura di andare alle urne… Ma, addirittura, ha bypassato il parlamento con i suoi DPCM; peraltro consentendosi il lusso di snobbare le opposizioni che, malgrado gli scivoloni del premier, si dichiaravano disposte a dare una mano in un momento drammatico come questo.
L’ex “avvocato del popolo” è apparso preda del suo stesso narcisismo, della sua convinzione di rappresentare la quintessenza dell’astuzia politica, dell’abilità mediatoria, della capacità di trovare sempre un compromesso che possa consentire di salvare capra e cavoli, di far convivere una parvenza di interesse nazionale con lo zerbinismo più avvilente nei confronti dei vertici dell’Unione Europea.
Alla fine – stando a quanto si sussurra nei palazzi romani – il Presidente della Repubblica avrebbe consigliato energicamente a Giuseppi di riferire formalmente alle Camere, di convocare i capi delle opposizioni e di ascoltarne le proposte. Così si sarebbe arrivati all’incontro con Salvini, Meloni & C° ed al successivo passaggio parlamentare, dopo le tante solitarie conferenze-stampa con regìa di Rocco Casalino.
Nascono "Le bimbe di Giuseppe Conte": i meme che fanno impazzire ...
Se nonché, in perfetta coincidenza con gli ultimi sussulti della politica italiana, dalle colonne del “Financial Times” Mario Draghi ha lanciato il suo sasso in piccionaia: per il dopo-Coronavirus gli Stati dovranno intervenire energicamente nell’economia, e si dovrà far fronte alla crisi non con lo strangolamento fiscale ma con un aumento massiccio del debito pubblico. Posizioni – si badi bene – più vicine alle istanze del fronte sovranista che non a quelle dell’UE e dei tedeschi.
L’impressione generale – stando sempre alle voci di corridoio – è che Giuseppi verrà tenuto in servizio fino alla conclusione dell’emergenza sanitaria (impensabile una crisi di governo in questo momento); ma che per il “dopo”, quando si dovrà cominciare a pensare ad un’altra emergenza, quella economica, sarà Draghi a guidare un nuovo governo, meglio se un governo di “unità nazionale” che sia in grado di affrontare una crisi economica drammatica, oltre che un durissimo braccio di ferro con l’UE a trazione germanica.
Ipotesi, questa, che non sarebbe sgradita anche a Salvini e, più ancora, alla sua eminenza grigia: quel tal Giancarlo Giorgetti che è responsabile della svolta possibilista e filoamericana della Lega. Critica, invece, la Meloni, la cui caratura politica è ben diversa da quella del Capitano.
Certo, una premiership Draghi sarebbe più qualificata di quella Conte-Casalino,  produrrebbe meno passerelle e meno figuracce, sarebbe in grado di interloquire credibilmente con l’UE e con la BCE. Ma – attenzione – gli aspetti positivi si fermano qui. 
Il terrore di Draghi "assalito" alla Bce scatena l'ironia del web ...
Mario Draghi è espressione diretta ed autorevole (e perciò più pericolosa) di quel medesimo mondo della finanza globalista che ci ha ridotti in miseria. La stessa linea “espansiva” di quando era governatore della BCE ha dato un piccolo dispiacere alla Merkel, creando dal nulla una gran massa di danaro; ma questa massa di danaro non è stata data agli Stati (che avrebbero potuto utilizzarli per la spesa pubblica o per ridurre le tasse), ma alle banche (che li hanno impiegati per comprare i titoli di debito emessi dagli Stati). E non è la stessa cosa, non è assolutamente la stessa cosa [vedi «Gli ‘aiutini’ di Draghi serviranno alle banche, non ai cittadini» su “Social” del 13 febbraio 2015].
E, anche a prescindere dalla vicenda del Quantitsative Easing, il profilo di Sir Drake (come lo chiama Veneziani) appare inquietante. E’ stato un protagonista assoluto dell’incontro tra manager dell’industria pubblica italiana e finanzieri internazionali, avvenuto nel 1992 a bordo del pànfilo della regina Elisabetta, il “Britannia”. Da quell’incontro – ricordo agli immemori – ha preso il via la svendita della nostra industria pubblica al capitale straniero.
Più in generale, è tutta la sua lunga e brillante carriera a rendermi diffidente. Anche qui ricorro ad un’autocitazione:
«… quel Mario Draghi che, benché allora [1992] poco noto al grande pubblico, poteva a buon diritto essere considerato un’autentica eminenza grigia dell’economia italiana nell’ultimo scorcio della “prima repubblica”. Manager dalle indubbie capacità, Draghi era cresciuto professionalmente in àmbito anglosassone, ricoprendo per un lungo periodo – dal 1984 al 1990 – la carica di Direttore esecutivo della World Bank, la Banca Mondiale.
(…) Nonostante gli inizi più che promettenti di una luminosa carriera in quel di Wall Street – nel 1990 lasciava l’America e rientrava in Italia, dove però – provvidenzialmente – l’anno seguente era chiamato a ricoprire la carica di Direttore Generale del Ministero del Tesoro.
(…) Guido Carli [al tempo Ministro del Tesoro] darà anche il via libera a Draghi per partecipare al medesimo incontro [quello del “Britannia”], stando almeno a quanto lo stesso Draghi dichiarerà in una successiva audizione alla Commissione Bilancio della Camera dei Deputati.
(…) Il nostro manteneva la poltrona di Direttore Generale del Tesoro fino al 2001, attraversando indenne 10 anni di intemperie politiche e 10 diversi governi, di destra e di sinistra. Dall’anno successivo alla crociera del “Britannia” – e anche qui fino al 2001 – andava ad occupare un’altra ambìta ed assai strategica poltrona, quella di Presidente del Comitato Privatizzazioni.
(…) Nel 2001 lasciava la Direzione del Tesoro e il Comitato Privatizzazioni, e nel 2002 approdava leggiadramente in Goldman & Sachs. Non da semplice manager, ma addirittura da Vicepresidente con competenza sull’area europea, oltre che da membro del suo Management Committee Worldwide. Scelta forse poco elegante, considerato che la G&S era stata fra i protagonisti delle dismissioni del patrimonio pubblico italiano: non soltanto era stata advisor (cioè consulente e valutatore) per la privatizzazione di Credito Italiano, Fintecna e probabilmente anche di altre aziende, ma aveva acquistato in prima persona consistenti pezzi del nostro patrimonio nazionale: in particolare, l’intera proprietà immobiliare dell’ENI, che si era aggiunta ad altre importanti acquisizioni immobiliari (provenienti da Fondazione Cariplo, RAS, Toro, eccetera). Draghi, comunque, restava in Goldman Sachs fino all’ultimo giorno del 2005. Nel 2006, con un altro dei suoi folgoranti rientri in patria, era nominato Governatore della Banca d’Italia. A designarlo era il Presidente del Consiglio del tempo, Silvio Berlusconi, sembra su pressioni di Francesco Cossiga; il quale poi – per motivi che ignoro – si sarebbe pentito amaramente di quel passo.
(…) Draghi rimaneva alla Banca d’Italia fino al 2011, quando spiccava il grande balzo: Governatore della Banca Centrale Europea.» [dal mio opuscolo “La crociera del Britannia”]
Orbene, questo è il curriculum –  per molti versi inquietante – di Mario Draghi. Molti, in questi giorni, credono che possa essere lui il nuovo “uomo della provvidenza” capace di guidare il Paese in un momento drammatico come questo.
Salvate il soldato Alban e il caporale Alaimo dal pirata ...
Io sono di parere diverso. Di sicuro Draghi potrebbe fare meglio di Giuseppi  ma non potrà certamente essere lui a guidare l’Italia nel momento di scelte politiche decisive, scelte che potrebbero configgere con le sue posizioni consolidate in materia di regole europee («l’euro è irreversibile») e di ritorno alla sovranità monetaria (il ricorso ad una moneta nazionale parallela a quella europea sarebbe «illegale»).
A mio parere, una eventuale premiership di Draghi (o una sua Presidenza della Repubblica) servirebbe soltanto a ritardare le scelte che inevitabilmente dovranno essere fatte per affrontare la crisi politico-economica del dopo-Coronavirus: uscire dall’Unione Europea (almeno da questa Unione Europea a guida tedesca), abbandonare l’uro (almeno questo uro da Quarto Reich) e riappropriarci della nostra sovranità monetaria: stampando il denaro che ci servirà per la ripresa, e non facendocelo prestare dalle banche americane.
Non vorrei essere malizioso, ma non escluderei che il tam-tam mediatico su Draghi salvatore della patria sia stato montato ad arte, proprio per evitare che la nostra Patria possa essere salvata.
Michele Rallo - ralmiche@gmail.com
Migranti, fuoco di sbarramento contro Salvini. E lui che fa? - di ...

martedì 31 marzo 2020

Montesilvano. La notte degli gnocchi


Gnocchi di patate fatti in casa: ricetta e varianti - Fidelity Cucina

Pioveva a dirotto da oltre 2 giorni e alcuni quartieri della città erano invasi dall’acqua. Diversi garage e scantinati, a causa dell’esondazione del fiume Pescara, erano allagati. La violenza dell’acqua aveva scavalcato le paratie antiallagamento dell’emporio Primo Vere rovinando tutti i prodotti sistemati sugli scaffali più bassi.


La stradina davanti casa mia a Montesilvano era diventata come un fiume in piena e l’acqua era straripata nei terreni adiacenti, mentre si temeva per la piena del fiume Saline. Il traffico cittadino era impazzito e tanta gente preferì rimanere a casa per non correre rischi. Per mia fortuna stavo bene e avevo una discreta scorta di cibo in dispensa. 

Uscivo solo a prendere la legna dietro casa, così potevo riscaldarmi davanti al mio amato caminetto. 

Per tre giorni fui completamente isolato, poi una sera, l’ennesima sotto la pioggia, quando ero già mezzo addormentato, sentii bussare alla porta. Sentendo quegli insoliti battiti provai un certo timore e non andai subito ad aprire. Mi avvicinai alla finestra e vidi fuori una macchina che lampeggiava e un agente in divisa che si riparava sotto un ombrello. Una volta tranquillizzato aprii la porta. Era la Polizia Municipale che mi avvertiva del rischio esondazione del fiume Saline. La cortese vigilessa prima di andare via mi invitava a prendere in considerazione l’idea di andare a dormire altrove: “Veda un po’ lei. Buonanotte!”


Ma dove avrei potuto andare a quell’ora della notte? Dormire in macchina con il motore acceso? Scomodare qualche amico? Alla fine rimasi a casa senza eccessivi allarmismi. E così, tra una lettura e alcuni progetti da riscrivere, mi sono messo a preparare gli gnocchi. Si, proprio gli gnocchi! Era trascorsa da poco mezzanotte, presi dal ripostiglio l’asse di legno e dalla credenza un pacco di farina. Prima di cominciare ad impastare lessai in una pentola le patate, le lasciai intiepidire un po’ e poi tolsi la buccia. Aiutandomi con una forchetta schiacciai le patate riducendole a purea e le incorporai alla farina. A quel punto comincia ad impastare e aggiunsi all’impasto una puntina di curcuma per conferirgli un colore giallo.


Lasciai riposare l’impasto per un’oretta e nel frattempo mi feci un caffè. Intanto guardavo dalla finestra la pioggia che scendeva a dirotto. Quella notte non si sentiva un’anima viva, nessun eco nella vallata. 

Così, piano, piano e senza fretta, continuai nella preparazione e gnocco dopo gnocco riempii ben due vassoi. Prima di andare a dormire spolverai una manciata di farina sugli gnocchi per non farli attaccare. Dormii poco quella notte e quando mi svegliai andai dritto in cucina. Ma quanto erano belli quegli gnocchi quando la luce del mattino entrò nella stanza! E finalmente anche la pioggia ci concesse qualche oretta di tregua. 


Michele  Meomartino


Circolo Vegetariano VV.TT. Calcata » Blog Archive » Michele ...

domenica 29 marzo 2020

Italexit, fusse che fusse la vorta bona…


Paolo D'Arpini: All'inciucio, all'inciucio... avanti con il ...
(UE. Vergine di Norimberga)

La prima, immediata conseguenza geopolitica agli occhi di noi non pazzamente innamorati della gabbia UE-euro è la riapertura della finestra per una possibile Italexit. Assistiamo all’implosione di quella specie di Vergine di Norimberga che, da quando il Grande Vecchio Romano Prodi ce la inflisse, ci teneva chiusi e trapassati dai suoi chiodi d’acciaio.

Tutti i sempre demagogici e altisonanti discorsi di solidarietà, fratellanza, coesione, con cui un costrutto del tutto politicamente immotivato e deleterio, voluto dagli Stati Uniti per eliminare dalla scena gli Stati nazionali con le loro costituzioni democratiche e antifasciste, sono svaporati. 

Li ha dissolti la realtà di una pseudo-unione autoritaria, illegittima e predatrice, servita esclusivamente a disintegrare quel poco di democrazia conquistata dalle masse dopo il 1945 e a imporci un ordine di burocrati non eletti e totalmente soggetti alle lobby dei grandi poteri economici a guida Usa e francogermanica. 

Il confronto tra gli sprezzanti dinieghi della BCE di Lagarde e la stitichezza di aiuti tuttora eventuali, il rifiuto della Germania e dei suoi satelliti di rinunciare al MES, meccanismo debito-austerità che ha ucciso la Grecia, e la generosità di paesi che l’UE ci aveva insegnato a odiare, ne hanno decretato la fine, quanto meno morale e ideologica.



Fulvio Grimaldi: “Il Covid-19 è un coltello che è finito nelle ...

sabato 28 marzo 2020

Covid-19 - Virologi militari russi aiutano l'Italia nella decontaminazione...


Video) Covid-19. I medici militari russi ispezionano le strutture ...

L’esercito  russo aiuta la popolazione italiana 

Nel caso di epidemie, i militari dovrebbero soccorrere i civili, perché qualsiasi esercito dovrebbe poter mantenersi efficiente in condizioni di pericolo chimico, biologico e radiologico. Per questo in Russia ci sono alcune forze e mezzi, set di protezione: tute, maschere antigas, mezzi per decontaminare sostanze pericolose, ecc. Anche  l’esercito cinese è andato in aiuto delle città in quarantena, adottando tutte le misure necessarie per decontaminare il territorio e fornire assistenza nella ricerca.

Ricordiamo che questa settimana 15 aerei con apparecchiature diagnostiche russe, stazioni di disinfezione, nonché un centinaio di virologi militari russi e specialisti epidemiologici, otto squadre mediche ed infermieri arrivavano in Italia colpita dal coronavirus. 

Secondo il quotidiano Vzgljad, i  soldati russi hanno già  iniziato a lavorare,  insieme ai soldati italiani disinfettavano la pensione Martino Zanki nei sobborghi di Bergamo. Secondo il Ministero della Difesa russo, 2000 metri quadrati di “locali interni e strade” furono disinfettati. In totale, i russi lavoreranno in 65 pensioni, convertite per ricevere pazienti con coronavirus. Inoltre gli specialisti  dell’esercito russo disinfetteranno diversi  locali ed aree circostanti utilizzando attrezzature speciali.

Oksana Borisova e Ljudmila Surkova

Coronavirus a Bergamo, in arrivo anche 30 medici russi. Per i ...

Fonte: https://vz.ru/society/2020/3/27/1031097.html

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Draghi nel ventre del cavallo di Troika – “Timeo Danaos et dona ferentes“


Treia Comunità Ideale - Comitato Civico: "Il cavallo di Treia ...

Tutti siamo a conoscenza di come fu conquistata e distrutta la città di Troia, con l’inganno. Draghi, che è un gran seguace della politica machiavellica a favore dei grandi signori, ci prova a proporsi come salvatore della patria prospettando meravigliose soluzioni economico-finanziarie che -secondo lui- dovrebbero salvare il Paese dalla recessione economica causata dal Covid19. Egli dice: “…il denaro non è un problema, lasciate fare alle banche che se ne intendono e non preoccupatevi del debito pubblico”. La sua ricetta è di una semplicità allarmante ed anche la conclusione è alquanto allarmante, poiché infine il cetriolo va sempre in c…. all’ortolano. 
Non è semplice invece per me, mezzo sderenato e nemmeno diplomato in ragioneria, fare la parte del Laocoonte che cerca di dissuadere gli italiani dall’accogliere un governo targato “alta finanza” e sottilmente proposto da Draghi con l’avallo dei soliti ignoti. In questo cavallo di legno si sente una forte puzza di fregatura sorosiana.  
“Timeo Danaos et dona ferentes“. Dove c’è lo zampino di personaggi come Monti e Draghi si può star sicuri che si sta riproponendo la truffa del campo degli zecchini d’oro di collodiana memoria: “…il denaro non è un problema,lasciate fare alle banche che se ne intendono e non preoccupatevi del debito pubblico”.
Draghi, Draghi… che furbacchione! Certo un aiutino gli viene anche dalla incapacità operativa del governo in carica che, sempre facendo paragoni letterari, definirei un governo “don abbondiano”. Bond, minibond, coronavirus bond… Sapete il significato di bond in inglese? Vuol dire “legame”, e ciò spiega tutto, trattasi di nodo scorsoio che viene dato nelle mani di chi detiene e controlla i “bond”.
“Non auro, sed ferro, recuperanda est patria” disse Marco Furio Camillo di fronte all’arroganza dei barbari che si apprestavano al saccheggio di Roma. In questo nostro caso il ferro è la moneta sovrana che la zecca dello stato può e deve emettere in questo frangente. La Germania se ne intende, già lo fa da anni, con i suoi 5 euro metallici. Infatti lo stato italiano ha la facoltà di coniare moneta senza dover ricorrere alla BCE, moneta senza debito, quindi, non soggetta all’emissione di buoni del tesoro in contropartita. E vista la situazione  difficile in cui ci troviamo perché non emettere monete anche da 10 euro? Una bella massa di ferro che va ad integrare la carenza di liquido che la UE ci impone, obbligandoci a sottostare a condizioni usuraie con i suoi “prestiti”. Alla UE, controllata dalla BCE, serve un’Italia indebitata e sottomessa, da spremere.
Forse molti non sono al corrente che non è la Comunità Europea, ovvero gli stati aderenti, a creare il denaro che circola, lo crea dal nulla la BCE. Questa è un insieme di banche private (e non pubbliche come erroneamente si crede).  La cartamoneta viene fatta stampare, senza alcun controvalore da codesta banca centrale e viene concessa in”prestito” agli Stati membri della UE che ripagano il denaro così ottenuto  con  “obbligazioni” e “titoli”, che poi vengono venduti dalle banche stesse  che ne ricavano ulteriori interessi. La moneta circolante è in tal modo un “debito” che lo Stato – e di conseguenza tutti i cittadini – debbono pagare. Infatti l’emissione del denaro da parte della Banca Centrale, avviene solo in contropartita di Obbligazioni emesse dallo Stato al corrispettivo valore. E questa è la vera fonte del debito pubblico (a causa dei tassi di interesse, spread, etc.).
Negli anni passati ed anche ai giorni nostri alcuni “mattacchioni” consapevoli della realtà delle cose relative allo strozzinaggio della moneta debito (dicasi signoraggio bancario) hanno denunciato alla magistratura questi fatti ma nessuno ha mai indagato un banchiere. E Draghi, in qualità di ex capo BCE, è un banchiere, anzi un commesso banchiere, un facente funzioni,  tipo Lagarde e simili, messo lì da chi, dietro le quinte, controlla l’intero teatrino bancario e finanziario. Ed ora come premio per la sua fedeltà al sistema gli viene offerto un posto d’onore nel ventre del cavallo di Troia, posto in bella vista mediatica davanti all’ingresso del Palazzo. Renzie e Salvinie ringraziano!
Paolo D’Arpini
Da Calcata a Treia: epopea del Circolo vegetariano - Terra Nuova

venerdì 27 marzo 2020

La Russia invia aiuti sanitari e l'Italia risponde con i missili...

Coronavirus, arrivati in Italia aiuti dalla Russia - Corriere TV

Gli aiuti inviati da Putin,  che avanzavano da Roma (Pratica di Mare) a Bergamo, sono arrivati a destinazione, dopo 600 km di viaggio. Si spera che questo momento possa rappresentare uno spartiacque che apra alla collaborazione con una potenza che si caratterizza per diplomazia di pace e rispetto del diritto internazionale. La Russia ha inviato attrezzature medicali e personale specializzato composto da MEDICI MILITARI ESPERTI IN GUERRE BATTERIOLOGICHE.
Ma ecco che...



E cosa fa l'Italia  in risposta all'aiuto ricevuto?  L'esercito italiano ha inviato la sua nave da guerra ai confini della Russia. Nonostante il fatto che la Russia abbia risposto alla richiesta dell'Italia di fornire assistenza nella lotta contro il coronavirus,  per tale gentilezza l'Italia ha mostrato un atteggiamento aggressivo nei confronti della Russia, inviando la sua fregata missilistica "Virginio Fasan" dotata di  missili da crociera sulle coste della Crimea...  (Fonte Avio.Pro)
Quello che meraviglia è il moto di fastidio di alcuni ambienti politici e militari italiani nei confronti della Russia che manda gli aiuti gratuitamente. Temono "l'invasione russa", dimenticando l' "altra" e vera occupazione, in atto da 76 anni, che impesta tutto il territorio nazionale con ben 123 basi militari e migliaia e migliaia di militari, mezzi bellici, aerei, bombe atomiche, ecc. I russi, i cubani ed i cinesi mandano aiuti e noi li critichiamo, gli "altri" ci costringono a pagare le tangenti NATO e ad acquistare armi sconquassate a caro prezzo, a sopportare le radiazioni nocive dei loro radar ed a inviare i nostri soldati in varie parti del mondo (per i loro interessi) ma li chiamiamo ancora oggi "salvatori" della patria... Forse sarà il tempo di cambiare gli occhiali?  
Paolo D'Arpini

Canzoncina in sintonia suonata da Vladimir Putin:   https://youtu.be/sew6aRkSYhI
Qui le dichiarazioni dell'esercito italiano sull'aiuto russo:   https://m.youtube.com/watch?v=0fpd4QKcxPY

giovedì 26 marzo 2020

Ridisegniamo la scala dei valori... cosa ci insegna la pandemia in corso


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Siamo in un evento di portata storica.
Varie teorie si avvicendano sul come e perché siamo arrivati a questo e nei social impazzano le più verosimili o inverosimili congetture.

Non è questo il luogo per esaminare la veridicità o meno delle varie teorie e se il virus sia venuto da un pipistrello o da un laboratorio segreto o se i morti siano DA Coronavirus o CON Coronavirus o se fosse o meno la scelta giusta il modo con cui i nostri governanti hanno affrontato l’emergenza, la eradicazione del virus o se fosse più utile rafforzare i servizi sanitari o piuttosto adottare la strategia cosiddetta di immunizzazione di gregge; ci saranno altre sedi per discutere di questo.

E neppure vorrei affrontare i danni che l’economia globale e dei singoli individui vedrà alla fine di queste difficili giornate primaverili. Le cose sono quelle che sono e la realtà ci cade addosso a volte senza preavviso.
E’ su questo che vorrei riflettere, su questa nuova realtà che ci è piombata addosso, cosa ci può comunque dare e quali insegnamenti trarne.

L’elemento più evidente che sgomenta la maggioranza è aver sentito, senza mediazione, che quelle che consideravamo realtà della vita consolidate e ci davano l’illusione di avere un “posto” sicuro nel mondo, il lavoro, il nostro status sociale, le nostre abitudini giornaliere, la possibilità di incontrare i nostri cari e tutto quello che faceva della nostra vita una routine, anche a volte un po’ noiosa per la sua ripetitività, non è affatto elemento sicuro come ritenevamo che fosse: pensavamo che quello che abbiamo “costruito” avesse delle solide fondamenta ma in questo momento si rivelano invece terribilmente fragili.

Le altre nostre sicurezze, i rapporti sociali, a volte utilizzati anche come parametro di affermazione di se’ e del proprio valore, sono tenuti a distanza, quella distanza che disgrega i legami poco saldi.
E questo essere vivente non vivente, questa piccolissima catena di RNA con la sua capacita’ espansiva, compare nella coscienza collettiva come un invasore inarrestabile.

Sappiamo dalla biologia che i batteri e i virus convivono quotidianamente con noi, anzi sono nostri amici e a volte, come per il microbiota intestinale, ci aiutano e ci proteggono. Sappiamo che i virus a DNA o RNA hanno la capacità di entrare nelle nostre cellule e entrare a far parte del nostro patrimonio genetico, in una simbiosi ormai per alcuni millenaria. Ma questa volta questa piccola catena di RNA ha assunto il valore simbolico di una minaccia cosmica, il nemico mortale, portatore di morte.

Non mi soffermo sul dato che il virus dell’influenza e i vari parainfluenzali ogni anno seminano le loro vittime nelle stagioni invernali, con numeri anche molto più cospicui di quelli visti finora con il Covid 19.

Chiamo all’attenzione il fatto che questo virus è diventato tout court il nostro simbolo della morte o meglio della paura della morte, un simbolo cosi potente che determina un panico generalizzato, che richiama necessariamente a qualcosa già presente nel nostro inconscio collettivo.

Ci incontriamo quindi con qualcosa di molto presente nella nostra cultura,la paura della fine della nostra vita, forse perché viviamo, o abbiamo vissuto fin’ora, come se questo non ci dovesse riguardare, in una rimozione collettiva che sta disfacendosi.

In una società tecnologica altamente performante, in cui il valore fondante è diventato il denaro, in cui alla medicina e ai suoi progressi tecnologici è stato attribuito un potere salvifico e in cui essa stessa ha avuto la grande responsabilità di alimentare un’ illusione di onnipotenza, dove il farmaco, la tecnologia e tutto il resto, sembrava potessero impunemente sfidare la finitezza e la fragilità della vita umana, regalando una falsa certezza di potere dell’uomo sulla natura, abbiamo smarrito il senso vero della vita e della morte, della vita come ciclo di inizio e fine con il suo ripetersi incessante delle lune, delle stagione, dei fiori, della luce e del buio, delle nascite e delle morti.

Quando il Dio era una Donna e le donne portavano nel loro stesso corpo la sacralità della vita, nelle società matriarcali in cui la venerazione era per la Dea Madre, il senso della circolarità era assicurato dalle donne, che col loro corpo,depositario del ciclo della vita, garantivano la coscienza e la consapevolezza di tutto ciò.

Le società patriarcali, successive all’organizzazione sociale delle millenarie culture matrilineari che erano basate sulla condivisione e non sulla gerarchia di potere (come tanti reperti storici e archeologici ci mostrano) hanno spazzato d’un colpo questa visione profondamente radicata alla natura, alla terra al suo divenire.

Il potere testosteronico maschile che si è affermato con le armi, non controbilanciato dal femminile accogliente e armonizzante, ha infranto il patto profondo con la natura e le sue leggi e secoli di questa organizzazione prevaricante e gerarchica, basata sull’accaparramento, sull’interesse personale a scapito di quello collettivo e della Madre terra, ci hanno portato al punto in cui siamo… o eravamo.

Quindi… tutto spazzato in pochi giorni, le nostre sicurezza, la nostra economia, i nostri valori, la nostra certezza di rimanere al mondo, la nostra libertà.

Cosa ci può dare tutto ciò?

Il mondo si è fermato e nelle strade percorse da un silenzio irreale puoi osservarti nel mondo: gli altri stanno nel sottofondo, un sottofondo non più rumoroso e aggressivo, non più fatto di competitori per un posto al semaforo o nel mondo, ma sullo sfondo, nelle file per il supermercato o nelle farmacie, appaiono gli umani finalmente privi dell’ aggressività che aveva riempito gli ultimi giorni del vecchio mondo.

Come in un grande colpo di scopa sono scomparsi gli urlatori di invettive contro l’altro, i beceri, i razzisti, i volgari…che grande dono del cielo è stato mai questo?

Riesco ora a guardare un uomo nella sua componente di umanità, ci accomuna qualcosa, siamo finalmente dei simili, scopriamo il senso dell’Entanglement, quel legame che ci unisce tutti e che la Fisica Quantistica ci aveva portato come postulato di base per il dispiegamento di un nuovo paradigma della vita su questa terra.

Ci guardiamo e sentiamo che qualcosa di profondo ci lega, senza dire parole.

Sentiamo anche che in un sol colpo siamo arrivati all’essenziale.

Negozi chiusi, bar chiusi … e allora? Non abbiamo in fondo bisogno di tutto quello che i negozi ci portavano, oggetti di consumo sfrenato senza senso: personalmente ho da mesi tutte le mie cose e i miei oggetti inscatolati per un trasloco e per una ristrutturazione di una casa, tempi che si allungano ora vieppiu’ e in questo tempo mi sono resa conto che posso fare a meno di tutte queste cose, non erano miei bisogni reali… e stando in fila al supermercato per il cibo, guardandoci con gli altri ci rendiamo conto che siamo lì per qualcosa di essenziale, quello che ci assicura la sopravvivenza; il resto non conta… e forse nel nuovo mondo ci renderemo conto che non abbiamo bisogno di mangiare cosi’ tanto, al punto di provocarci malattie metaboliche e disfunzioni per la nostra salute, che gli oggetti, le cose non sono così fondamentali per la nostra vita e il nostro benessere. Ridisegniamo la scala dei valori…

E poi il dono del tempo.

Nell’infanzia conoscevo il tempo senza tempo, dove le giornate non siglate da agende piene che dividono le ore e i minuti in luoghi precisi e impegni spietati, seppure amati, la giornate si presentavano come uno spazio vuoto dove la fantasia e la ricerca del momento avevano la loro parte preponderante; potevo passare ore a guardare un’erba o a contare i petali di una margherita, rimanere incantata dalle nuvole che si rincorrevano e guardare veramente gli oggetti e le cose. Ecco… in queste ore la realta’ ritorna nella sua interezza, ricontatto il potere salvifico della bellezza e con essa entro in contatto profondamente in tutto quel poco tanto che mi circonda, la vado a cercare, senza la fretta che ti fa andare sempre oltre, sempre oltre.

Ma la vera conquista del silenzio è che qui ci si può finalmente incontrare… quel Se’ tanto sfuggito e forse temuto, quel corpo che poco ci appartiene diventano realmente noi… e dal corpo, che finalmente posso amare, curare, guardare, accettare perché sono io, nasce la vera idea di chi IO sono.

Sento cosi’ la mia presenza nel mondo con la stessa intensità di quando ero bambina, mi sento materia viva come è viva un’erba e come è vivo un imponente pino. Sono, ci sono insieme a loro e nel mondo.

Come ci dice la Psicanalista Alice Miller, la fragilità di un essere umano è condizione preziosa per entrare nel proprio stato naturale di libertà; da quando nasciamo ci fanno credere il contrario, veniamo educati a una rigidità che è resistenza alla vita. La nostra natura divina si manifesta quando l’essere umano diventa consapevole della propria condizione di immensa fragilità e cede, si arrende e da li comincia a volare. Non occorre essere forti per essere liberi.

E come il mio amato conterraneo, Gioacchino Da Fiore aveva previsto, tutto questo silenzio, questa stasi, questo esserci, ci apre forse le porte all’ eta’ dello Spirito.

E approfitto di questo silenzio per contattare finalmente la mia anima che da molto mi attendeva.

Il mio augurio che tutti possiamo in questo momento essere Materia e essere Spirito.


Rosa Brancatella

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Medico e Psicoterapeuta
www.rosabrancatella.it
rosabrancatella@gmail.com