lunedì 21 agosto 2017

“Maestro è colui che ti porta ad essere il tuo stesso Maestro!” (Saul Arpino)


Diceva Ramana Maharshi:”Conosci la tua mente, per non farti imbrogliare dalla mente”  Vedi quante immagini appaiono in un sogno, quanti personaggi che si cercano e si sfuggono, che si amano e si odiano? Ma il sognatore è uno solo….
Per risvegliarti a te stesso da qualsiasi  identità tu ti riconosca nel sogno, accetta quella, fermati a quella e da lì osserva e scopri l’osservatore. Non aspettare illudendoti che potrai svegliarti se stai sognando di essere qualcun altro, un personaggio più preparato o più simpatico… Qualsiasi sia il personaggio del sogno nel quale ti ritrovi, accettalo.
Osho diceva: “Accettarsi per quel che siamo è la base per il risveglio spirituale”. Infatti accettarsi non significa rinunciare alla propria crescita, anzi vuol dire che accettiamo di crescere partendo da ciò che siamo. In questo modo la crescita non sarà una scelta bensì un moto spontaneo. E’ la fioritura dell’intrinseca perfezione che trova una forma espressiva, senza sforzo, senza rabbia o frustrazione, senza sacrificio, senza uso della memoria,senza espiazione, senza speranza…
Puoi dirmi allora dove si pone, a cosa serve, quella sofferenza, quell’autocontrollo, che sin’ora ha accompagnato la tua ricerca? Dov’è l’utilità proiettiva dell’io che cerca se stesso? Quanti sono gli “io” in te? Dov’è quell’uno che cerca e l’altro che è cercato? Dove sono le vite trascorse arrancando verso la perfezione e dove sono quelle vite future per completarla? Cosa significa “io sono giovane, io sono vecchio, io sono maschio, io sono femmina”? Non sei tu presente qui ed ora, pura coscienza, aldilà di ogni distinzione esteriore? E sempre lo sarai!
Ascolta, tu sei sempre, assolutamente, e chiunque nel tuo sogno dica qualcosa di sensato, sei tu a dirlo. Riconosci quel messaggio come tuo, guarda la luna e lascia stare il dito, scopri l’essenza e non lasciarti ingannare dal riflesso..
Paolo D’Arpini

domenica 20 agosto 2017

Barcellona - "Terrorista morto non parla..."


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Tutti uccisi - Terrorista morto non parla

Ora, dopo Nizza, Berlino, due volte Parigi, due volte Londra, siamo all’ennesimo veicolo lanciato nel mucchio, a falcidiare una folla qualunque, priva di qualificazioni politiche, culturali, sociali, militari, composta da cittadini comuni, inermi e inoffensivi di 38 paesi, compresi i musulmani. Come in tante altre occasioni, da Charlie Hebdo – operazioni guardata e protetta da mezzi della polizia, vedi video – in poi, il conducente se la svigna, ma lascia sul cruscotto un documento che consente a chi interessa di indovinare non il, ma un esecutore da offrire a folle e schermi. Che, con ogni probabilità, non è quello che guidava, ma quello che dovrà essere catturato o, meglio, ucciso.
E subito sgorga imperiosa la domanda, bloccata in gola a tutti dal tappo mediatico made in regime: ma com’è che questi fanatici islamici se la prendono sempre con chi non si sogna di torcergli un capello, anzi, perlopiù ne favorisce, con l’accoglienza senza se e senza ma, l’invasione a casa sua? E com’è che non riescono neanche una volta a fare cianchetta, o tirare una pietra, o tagliare i freni dell’auto, a uno che di torti massicci ai musulmani è inequivocabilmente responsabile? Non dico arrivare a Obama o Blair, ma a un deputato della maggioranza bellicista, un carceriere a riposo di Guantanamo, un AD la cui multinazionale depreda la Nigeria, un caporale nei campi di pomodoro pugliesi, un velinaro di Stampubblica, o del “manifesto” che scriva sotto dettatura Cia… Se quelli in villa e i loro guardiani se la ridono, sapranno perché.

Tutte canaglie schedate, tutti radicalizzati che se ne fottono

Dopo queste, come in un rosario, si snocciolano altre domande che ad alcuni di noi, pochi, il tappo del concorso mediatico in associazione a delinquere non lo ha ricacciato in gola. Com’è che, con monotona regolarità (segno evidente di carenza di immaginazione negli organi preposti), i presunti attentatori sono tutti schedati, seguiti da tempo nel loro andirivieni tra mondo islamico ed Europa, spesso carcerati, facili dunque al ricatto, tutti detti “radicalizzati”, ma tutti assolutamente indifferenti a fede e pratiche religiose, anzi fortemente e viziosamente laici in quelle di vita, specie notturne. Pronti ad immolarsi nel segno del Corano, di cui non conoscono una sura. Tutti di cui ai giornali, nel giro di minuti, vengono comunicati nomi, cognomi, età, residenza, famigliari, viaggi, gusti, taglio dei capelli, caccole nel naso.
E, avanti, ci volete spiegare come tutti costoro, pur schedati e tenuti d’occhio, pedinati, perquisiti, fermati, ascoltati a distanza, al momento del botto risultano sfuggiti sistematicamente a qualsiasi consapevolezza e controllo? Mentre noi no, di noi, tramite telecamere più frequenti delle zanzare, aggeggi telematici e informatici che di ogni istante della nostra vita, di ogni comunicazione, di ogni spostamento, danno contezza a un qualche software centrale, di noi che, appena formuliamo un pensierino cattivo in rete, ci salta addosso la Boldrini e ci disintegra con i suoi strali anti-odio, di noi si sa tutto, prima, durante e dopo?
Un thriller che neanche Hitchcock. Talmente ingarbugliato che alla fine rinunci di trarne qualche filo o senso logico. E questo è lo scopo. A 200 km da Barcellona, Alcanar, la notte prima delle Ramblas, salta per aria una casetta e si trovano bombole e resti carbonizzati di due sconosciuti. Sconosciuti, ma opportunamente “sospetti”. Come fa a non esserci un legame tra una bombola esplosa a 200 km di distanza e un furgone che falcia passeggiatori a Barcellona?! Hai visto mai che volevano caricare bombole di gas su un camion e farlo esplodere nelle Ramblas. E’ che poi è andata storta e, nel giro del mattino successivo, hanno noleggiato un furgone, trovato l’autista, elaborato il piano B e predisposto un giro miracoloso che avrebbe evitato di incocciare nei mezzi blindati e nelle pattuglie che guardavano le Ramblas. Obiettivo perennemente affollato di possibili vittime, quindi obiettivo del tutto alieno agli interessi dei terroristi. Che, come si sa e come ho ricordato sopra, prediligono colpire in alto, i bonzi che li bombardano…

Tutto fila liscio, tranne la sicurezza dei cittadini

Passa il furgone, fa il suo bravo macello e il conducente riesce a darsi alla fuga. Tra migliaia di persone e decine di poliziotti tutt’intorno. Vabbè. In compenso, il passaporto del personaggio da incriminare ce l’abbiamo, trovato sul cruscotto. Vabbè. Visto quanto di interessante era successo a 200 km a sud di Barcellona, vediamo un po’ cosa succede a 100 km a nord, Ripoll. Senza il minimo dubbio, la cellula islamista stava qua. Così ne arrestiamo un po’, altri li dichiariamo in fuga e la stampa avrà l’osso da rosicchiare e i congiunti delle vittime di che confortarsi.. I media inondano foliazione e i schermi di valanghe di sciropposa e stereotipata retorica sulla Barcellona che non ha paura, che in centomila urla “No tengo miedo”, o come si dice in catalano. I poveretti lo fanno invece proprio per esorcizzare una paura che gli viene rovesciata addosso a grandine. Con il re, Rajoy e i secessionisti catalani che si ritrovano uniti e circonfusi nell’unica bandiera nazionale. Una roba quasi più micidiale degli exploit della Guardia Civil.

Carosello catalano


Non è finita. Torniamo a sud di Barcellona, a 115 km, poche ore dopo la mattanza delle Ramblas. Cambrils, esterni notte. Al posto di blocco per prendere il conducente delle Ramblas (17 anni, no 22, boh, chissà, alla faccia del passaporto ritrovato), transita un’Audi A3. Dopo pochi metri, inspiegabilmente, cappotta e così la ritroviamo nelle foto. Succede una baraonda, al termine della quale i cinque passeggeri della vettura restano stecchiti per terra. Tutti fulminati, ci raccontano, da un unico poliziotto. Clint Eastwood era un bamba al confronto. Gli altri del posto di blocco, si stavano accendendo sigarette. E i cinque del macchinone sportivo erano altrettanti imbranati persi, ansiosi di fare la figura dell’orso nel tirassegno. Quella delle esecuzioni extragiudiziali di massa pare una specialità della polizia spagnola. 11 marzo 2004: strage terroristica alla stazione Atocha di Madrid, 191 morti, 1.858 feriti. I colpevoli, tali definiti dalla polizia, stanno tutti rinchiusi in una casa. Li prendono per fame, per gas asfissianti, per granate acustiche? No, fanno saltare per aria l’intero edificio. Nessun superstite. Nessun pentito. Però, stesso annuncio di oggi: “Totalmente smantellata cellula islamica”.  

Fulvio Grimaldi 

venerdì 18 agosto 2017

Dittatura “democratica” e integrazione in stile "musulmano"


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Qualcuno si chiede "Come mai in Italia gli islamici non fanno attentati?". La risposta è semplice, l'Italia risponde ai dettami sorosiani dell'invasione quindi i musulmani non hanno bisogno di scuotere il governo, a mano a mano che il loro numero aumenta e con la connivenza dei nostri politici essi saranno in grado di prendere il potere quasi senza colpo ferire.

L'Italia finora è stata  risparmiata perché gli Islamisti non hanno ancora completato l'invasione. Attualmente le loro forze in loco non sono in grado di garantire il supporto necessario; l'appoggio dei "complici" buonisti  e religiosi  al momento non è ritenuto né sufficiente, né attendibile. Dobbiamo perciò aspettarci un incremento dell'afflusso migratorio.

Alcuni studi sociologici confermano che ove i musulmani arrivino al 25 o 30% essi sono in grado di assumere il potere. Questo perché la comunità musulmana è compatta e ben determinata e di fronte all'acquiscenza di una classe dirigente remissiva e "accogliente" non hanno bisogno di compiere azioni eclatanti. Basta  mettere in soggezione la popolazione con piccoli soprusi, intimidazioni, lusinghe... un po' di violenza privata sarà sufficiente, il rimbecillimento delle leve  giovanili corrotte dalla droga e dall'ignavia farà da lubrificante.

D'altronde le scelte governative sembrano andare  tutte a favore di questa "invasione" silenziosa. Le vaccinazioni forzose  di massa per evitare possibili contaminazioni d'importazione, lo ius soli che fa da apripista alla via legale dei ricongiungimenti...  Ma  se il nostro futuro sono questi "richiedenti asilo" che preferiscono farsi mantenere, in attesa d'imbracciare le armi,  ne vedremo delle belle.


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Insomma si va verso una dittatura “democratico/islamica”. Il NWO pianifica le mosse ed i lacchè di governo ubbidiscono proni. Il tandem gentiloni/renzie ne è una prova lampante, avendo trasformato il PD in una congrega di “responsabili” che prosperano nella corruzione e nel masaniellismo e che risaltano per la ligia obbedienza agli ordini.

Messe a tacere le opposizioni, o ridicolizzate accusandole di "fascismo" e "razzismo",  i governi nominati garantiscono l’esecuzione dei dettami superiori, con  l'adesione di sempre nuovi proci al trogolo governativo. E nessuna forza politica, che meriti questo nome, minaccia ed attua le dimissioni  dal parlamento (compresi i cinque stelluti). I “nominati” ci tengono al salario ed alla congrua pensione. I "rottamatori" d'Italia potranno star tranquilli che nessuno disturberà il loro piano distruttivo.

Le uniche timide opposizioni popolari  si mostrano su internet.. ma ormai nessuno più, per paura o per vecchiaia, osa scendere in piazza. Quindi il bisbiglio sui social e sui gruppi è come il mugugno marinaro, consentito anche sulle navi da guerra purché non sfoci in ammutinamento. Ed a tacitare le proteste bastano le minacce  di denunce contro tutti i "rivoltosi" che osano ancora  criticare  e con ciò si indirizza il gregge  a confermare le scelte prese altrove.

Intanto le truppe d’invasione dei “rifugiati islamici” crescono e la loro sistemazione coatta ed a caro prezzo diventa legge su tutto il territorio nazionale, regioni a statuto speciale comprese. Si noti bene che delle centinaia di migliaia di “profughi” che fuggono dalla “fame” solo il 6 per mille sono donne e bambini, gli altri son tutti  maschi robusti ed abili alle armi, espatriati per ragioni oscure.

Evidentemente c’è una manina nera dietro a questa emigrazione di massa: qualcuno finanzia l’operazione con la connivenza del governo che accoglie queste bande mercenarie…

Paolo D’Arpini


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giovedì 17 agosto 2017

Consigli sintetici sul cosa fare in caso di attacco nucleare

Cosa fare prima di un attacco nucleare:
Fare scorta di cibo a lunga scadenza, procurarsi una o più lampade portatili a pile (con batterie di riserve) o a carica manuale. Può convenire preparare due kit, uno più grande, per il posto di lavoro, l’altro, portatile, da tenere in macchina in caso di evacuazione
Elaborare un piano di comportamento per la propria famiglia in caso di emergenza atomica. Al momento dell’attacco i membri della famiglia possono trovarsi in posti diversi, perciò occorre decidere in anticipo come comunicare e dove ritrovarsi
Informarsi sui rifugi antiradiazioni più vicini. Se non ce ne sono, fare un elenco dei luoghi che potenzialmente potrebbero servire a questo scopo: scantinati, oppure stanze senza finestre situate ai piani di mezzo degli edifici più alti.
Come comportarsi durante un attacco nucleare:
Siate psicologicamente preparati a dover rimanere al riparo per almeno un giorno o comunque fino a quando le autorità non vi daranno il via libera ad uscire
Non appena le autorità hanno provveduto a diramare l’avviso di un imminente attacco, occorre trovare quanto più rapidamente possibile riparo in un edificio chiuso, meglio se in mattoni o cemento armato
Ascoltare le informazioni ufficiali online, alla radio o in tv e seguire le istruzioni diramate dagli organi di soccorso
Se trovate sul vostro cammino uno scantinato o un locale chiuso e riparato entrateci subito
I due luoghi migliori dove trovarsi al momento di un attacco sono o sottoterra o al centro di un edificio alto.
E’ essenziale che tra voi e le sorgenti di radiazioni vi sia quanto più possibile un “guscio” di cemento, mattoni o terreno
Come reagire se siete all’aperto al momento dell’esplosione di una bomba atomica?
Non guardate in nessun caso l’esplosione. Il bagliore potrebbe accecarvi
Riparatevi dietro qualunque oggetto che in quale modo possa proteggervi dall’onda d’urto
Buttatevi a terra e copritevi la testa. L’onda d’urto potrebbe investirvi in 30 secondi dall’esplosione
Anche se vi trovate a molti km di distanza dall’epicentro dell’esplosione nucleare mettetevi al riparo il più presto possibile. Il vento può trasportare le particelle radioattive fino a centinaia di kilometri di distanza
Se al momento dell’esplosione, o subito dopo, siete in strada cercate di proteggere il vostro corpo dal materiale radioattivo
Toglietevi i vestiti, per evitare di veicolare le particelle radioattive. Soltanto togliendosi la giacca, ci si può liberare di quasi il 90% delle particelle radioattive
Se ne avete la possibilità sigillate in un sacco di plastica i vestiti radioattivi e marchiatelo
Non grattatevi e non strofinate la pelle contro niente
Fatevi una doccia, lavate i capelli con lo shampoo ma non usate balsamo
Radiazioni. Come difendersi?
La quantità di precipitazioni radioattive dipende in misura diretta dalla potenza della bomba e da quanto vicino alla superficie della terra è esplosa
Prima di uscire dai rifugi occorre aspettare le comunicazioni delle autorità per sapere dov’è possibile andare e quali luoghi è meglio evitare
Non dimenticarsi che le radiazioni sono invisibili. Non si vedono, non si annusano e non si riconoscono con nessuno dei cinque sensi.
………………………..

Affare migranti: una manciata di sabbia nel meccanismo sorosiano - Affare gas: Gentiloni fa la pace con Al Sisi


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Nel Mediterraneo di male in peggio. Quattro "scalzacani" (fuori controllo), giuridici e politici della colonia Italia, a Trapani, Catania e al Ministero degli Interni romano, si permettono di mettere il sale sulla coda alla flotta delle Ong messe in campo dal destabilizzatore umanitario di fiducia George Soros.

Viene buttata una mappata di sabbia negli ingranaggi perfetti della filiera criminale dell’”accoglienza”, che inizia con l’induzione del meglio delle società africane e del Sud del mondo (quelle dei paesi rigurgitanti di risorse) a mollare terra, popolo, Stato, cultura, identità, e che si conclude nei bassifondi sociali di un’Europa meridionale da sprofondare in default vari, economici, sociali, culturali. Due piccioni con la fava del “inarrestabile fenomeno epocale”, evento naturale quanto il crollo dei nostri cavalcavia, o i fuochi della terra dei fuochi.

Mica basta. Forse l’offesa più grave è che, anziché trattare il presidente egiziano Al Sisi da lebbroso che di notte esce per infettare bambinelli, magari europei, come auspica la solita alleanza del buoncostume sinistro, dal “manifesto” a Stampubblica, Roma ha la tracotante impudicizia di ristabilire con lui rapporti normali, quasi quanto quelli di Obama e successori con i nazisti di Kiev e i narcogolpisti dell’Honduras. E addirittura di ingolosirsi alla prospettiva che l’Egitto, detentore con l’ENI del più vasto giacimento di gas dell’intero Mediterraneo, possa rifornirci di energia a costo molto più basso del gas fracking da scisti, che Washington cerca di rifilare all’Europa. E senza i condizionamenti “anti-antisemiti” legati al gas israeliano.

Fulvio Grimaldi



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Post Scriptum

Tricarico sul pozzo nero Regeni e suoi corifei:  

http://notizie.tiscali.it/esteri/articoli/intervista-generale-tricarico-regeni/ 


Interessanti dichiarazioni del generale Tricarico, che non sembra essere né il caporale di giornata della Nato e dello Stato Profondo golpista Usa, né l’utile idiota degli umanitaristi al traino dei primi.
Ovviamente, per la posizione che ha, si esprime con molta prudenza e trascura il ruolo dei datori di lavoro di Regeni a Londra e Washington (gli spioni e operatori sporchi di Oxford Analytica), ma per il resto ha le idee chiare.
Una boccata d’aria nello tsunami scatenato dal verminaio dei sinistri mobilitati dall’imperialismo contro il nostro paese e contro gli Stati arabi ancora tali,  a cui le forze del colonialismo e della guerra affidano la politica estera anti-italiana da condurre per mezzo di menzogne e ricatti emotivi.
(F.G.)

mercoledì 16 agosto 2017

Tasse fino all’ultimo respiro… con “l’ariometro”

   (Foto di Gustavo Piccinini – Calcata, recita in piazza)
Ricordo tanti anni fa, quando  Calcata era ancora Calcata ed io ero un giovane attore di belle speranze, il tema passatista di una delle prime commedie recitate in piazza dal sapore premonitore.  Il titolo l’ho dimenticato ma l'argomento era quello della burocrazia e delle tasse che strozzano ogni iniziativa e costringono l’uomo ad elemosinare il suo pane. Un villico che voleva farsi un pollaio per sé e la famiglia, in un ipotetico medioevo,  si recava dal ciambellano tributario per la necessaria autorizzazione ma la domanda veniva respinta per mancanza dei bolli. Ed il villico: “ma no, ma no i polli ci sono e anca le galline…”. Al che visto che il pollaio era già  stato posto in atto il buon ciambellano comminava l’inevitabile multa al contadino  per non aver ottemperato alle norme "impositive" del reame...
Quelli erano anni in cui il comunismo ancora resisteva a Cuba, in Russia ed in tutti i paesi dell’est Europa ma la propaganda democristiana  spiegava al volgo che  “che i comunisti non sono democratici,  fanno votare solo per liste prescritte, e inoltre non consentono la proprietà privata, un povero cristo non può possedere nemmeno la casa in cui abita…”. Per non parlare poi delle storie trucide di bambini cucinati a fuoco lento…
Poi il comunismo cadde. Finalmente tutti liberi e padroni della propria esistenza? Macché, macché… dopo qualche anno di sesso droga e rock and roll ecco che la democrazia occidentale mostra la sua vera faccia.
Le elezioni libere con le preferenze sono state abolite, si vota solo per i partiti con liste bloccate, con la scusa della “governabilità”  si concede il premio di maggioranza che consente ad una minoranza, prestabilita,  di governare senza opposizione alcuna. Per non parlare poi della proprietà. Questa parola resta solo nel vocabolario ma di fatto  è abolita (almeno per i singoli, continua ad esistere solo per le banche e le multinazionali).  I risparmi custoditi in banca possono essere sequestrati in qualsiasi momento senza avviso alcuno,  tutti i servizi sono a pagamento, le pensioni per i lavoratori scompaiono, il lavoro è “liberalizzato” (ovvero reso precario e sottopagato)… ecc.
Ma in questo momento di “crisi” il governo, nominato ma non eletto, per mantenersi al potere  ha bisogno di ulteriori tassazioni  necessarie  a soddisfare altri interessi, partitici o di altro genere sotto-governativo (compreso l'acquisto di armi ed il pagamento di prebende e buonuscite ai capataz). Da qui l’idea di aprire le porte ad una nuova categoria di burocrati:  gli inventori/estensori di nuove tasse.
Ed i risultati già si vedono. E’ stato scoperto un nuovo filone lasciato sinora vuoto dai burocrati.  Considerando che tutti i beni tassabili: acqua, terra, casa, cibo, carburanti,  etc. sono già abbondantemente gravati da imposte dirette ed indirette,  l’unico  bene tassabile rimasto “libero” è l’aria. Si prevede quindi che il buon governo nominato  prolungherà sine die il suo mandato per definitivamente ottemperare a questa carenza strutturale.
Allo studio un “ariometro” per calcolare il costo di ogni respiro da imporre ai cittadini italiani. Ovviamente sono già pronte misure coercitive di pagamento e per i morosi  è prevista l’ammenda finale eufemisticamente chiamata “ultimo respiro”. Gli evasori sono quindi avvisati!

Paolo D'Arpini

Invasione, masochismo e mutazione genetica


A volte ci si chiede come mai una parte della popolazione sia così tenacemente a favore dell’immigrazione da rasentare il masochismo. La risposta non può essere politica. Deve quindi includere la psicologia del profondo. Ricorrere in un certo senso alle categorie junghiane.
E’ stato detto che il marxismo è una derivazione atea delle religioni di matrice cristiano/giudaica. Tutte unificate da una mentalità monoteista e una fede messianica in un’utopia che si realizzerà con una grande rivoluzione. Rivoluzione dettata dall’odio verso la realtà in favore di un mondo “migliore” generato dalla mente.
La fine ingloriosa delle utopie marxiste ha significato il trionfo della realtà sul delirio messianico. FINE ANCORA PIU’ ACUTA SE SI CONSIDERA CHE I SINISTRI NON SONO MAI RIUSCITI NEPPURE A REALIZZARE DA SE STESSI DELLE COMUNITà SOCIALISTE IN GRADO DI VIVERE A LUNGO E SERVIRE DA ESEMPIO DI BENESSERE E GIUSTIZIA. 
La loro sete di vendetta è grande, contro se stessi e il mondo che ha tradito la rivoluzione. Odiano le loro stesse personalità che li trascinano verso le abitudini borghesi individualiste e edoniste e intendono scaricare il loro immenso livore contro tutto quello che ad esso somiglia.
Cioè se stessi, riflessi negli altri. La gente della loro stessa famiglia, stirpe, popolo. Che devono essere eliminate in quanto cose schifose e nemiche del paradiso immaginario perduto. Questi sinistrati sono affetti da una psicopatia di massa che in quanto tale non è riconducibile alla psicopatia individuale. 
Vogliono suicidarsi trascinando con sé il loro stesso popolo e nazione. Non si tratta di “brava gente” con cui dialogare in maniera positiva sulla base del solidarismo perché se anche gli mostri che l’immigrazione e la società multirazziale portano a tensioni laceranti non ottieni risposte razionali. Da uno psicotico non potrai averne. 
(Luleonin)


.....................


Integrazione: 

"Adesso basta. È arrivato il momento di uscire dalla ipocrisia e di dire le cose che pensiamo davvero. Dei migranti non ce ne importa un fico secco. Vadano dove vogliono, ma la smettano di puntare all'Italia quale meta. Non ce ne frega nulla delle Ong (Organizzazioni non governative) né, tantomeno, dei loro scopi umanitari. Non crediamo alle fanfaluche dei piagnoni che sostengono la necessità di salvare in mare i migranti. I quali - è nostra convinzione - non scappano da zone di guerra e neppure di miseria, ma emigrano pagando prezzi salati agli scafisti per giungere qui e farsi mantenere da un Paese che si è costruito volontariamente la fama di grande sacrestia disposta a ricevere chiunque.
Chi salpa dalla Libia con l'intenzione di attraccare a Lampedusa, o posti del genere dove ci siano dei pirla pronti a spalancare le porte, non è un disperato ma un opportunista con la faccia di bronzo che intende sfruttare la greppia onde mangiare gratis. Se è vero che il cinismo è una succursale dell'intelligenza dobbiamo cessare di farci impietosire da gente che farebbe meglio a rimanere a casa propria, il luogo migliore per maturare lavorando, e rifiutarci di soccorrere gli accattoni destinati a pesare sulle nostre spalle.
In altri termini, sempre più crudi, ne abbiamo piena l'anima di recitare nel ruolo dei buoni samaritani al servizio di madame Boldrini e soci piagnucoloni: pretendiamo che nessuno ci infligga l'obbligo di pagare il conto salato dell'immigrazione. Coloro che si avventurano nel Mediterraneo per approdare nel Bengodi della Penisola si arrangino, rinunciamo a ripescare uomini e donne che poi ci restano in gobba per anni.
Ci siamo impoveriti a causa della crisi economica provocata da banche ladre e dalla moneta unica nonché da una Ue deficiente, e non abbiamo i mezzi per nutrire orde di neri ignoranti e desiderosi di vivere a sbafo, quindi blocchiamo gli sbarchi senza fare tante storie, a costo di irritare il Papa, i parroci, i curati e i progressisti che amano i popoli stranieri, magari islamici, e detestano il nostro.
Siamo stanchi di subire l'umanitarismo straccione di quelli che poi sfruttano gli extracomunitari per arricchirsi creando un nuovo schiavismo. Finiamola di prenderci in giro e di frignare su quelli che lasciano la loro terra e sanno già che, a poche miglia dalla costa africana, saranno issati su navi le quali li condurranno qui, gratis, e verranno affidati alla pubblica beneficenza, ovviamente finanziata da noi contribuenti straziati dal fisco.
Siamo oltre i limiti della sopportazione. Tra un po' ci abbandoneremo alla protesta e poi alla ribellione. Diventeremo razzisti, altro che omofobi.
I partiti predicatori dell'accoglienza non prenderanno più un voto ma molti calci nel deretano. Sarà una festa.
Vittorio Feltri

lunedì 14 agosto 2017

Trentino - L'orsa che difende i suoi cuccioli merita la morte...

Quello che si è consumato in Trentino, ovvero l'uccisione dell’orsa (che ha difeso i suoi cuccioli), è un vero e proprio delitto, un crimine contro gli animali, la natura, la biodiversità e in spregio ai milioni di cittadini italiani che hanno chiesto di lasciare in pace l'orsa, per chiarire le dinamiche dell'incidente in cui l'orsa sembra essere stata vittima di una aggressione e trovare soluzioni alternative alla troppo facile deriva dell'abbattimento.
Invece la Provincia di Trento ha preferito non ascoltare nessuno, e ha di fatto autorizzato una caccia all’orsa, per mera vendetta o per altre incomprensibili finalità.
Nella storia del nostro Paese è stato toccato il punto più basso sulla tutela degli animali, una sconfitta per il mondo scientifico e politico, totalmente incapace e sordo, o spinto da altri interessi nel promuovere le uccisioni di animali che in Trentino sono ostaggio di politiche cruente e crudeli, finanziate anche cospicuamente dalle tasse dei contribuenti italiani, che pagano profumatamente politici senza competenze e capacità  di soluzioni.
Tanto basta perché i cittadini decidano di non recarsi più in Trentino né acquistare alcun prodotto di quella terra, avvelenata dall'intolleranza verso gli animali, dalla mala politica, e anche, oltretutto, inquinata.

Comunicato Enpa

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 "Atto deliberato sulla base di un'ordinanza illegittima senza dimostrazione della reale pericolosità dell'orsa".
A pochi giorni dal ricorso al TAR presentato contro l'ordinanza di cattura di KJ2, gli incaricati dalla Provincia Autonoma di Trento hanno trovato l'orsa, definita pericolosa senza nessun riscontro oggettivo, e l'hanno abbattuta.
Inutile dire quanto ci possiamo sentire sgomenti e frustrati di fronte alla seconda morte di un orso senza nessuna colpa a causa dell'incapacità e inadeguatezza di un ente pubblico che ha ricevuto ingenti finanziamenti europei per salvaguardare i plantigradi, ma non fa altro che rendersi responsabile della loro morte (KJ2 è il quarto orso abbattuto) e dichiarare che tali decisioni sono avallate da esperti mondiali, senza tuttavia menzionarli.
L'OIPA presenterà nelle prossime ore un'istanza di accesso agli atti per conoscere le motivazioni che hanno portato all'abbattimento senza passare per la cattura, oltre che una denuncia per uccisione di animale contro i responsabili.
Il ricorso al TAR proseguirà inoltre nell'iter stabilito con l'obiettivo di dichiarare l'ordinanza illegittima, creando quindi un importante precedente per contrastare eventuali future ordinanze analoghe.
Non solo: la battaglia per la tutela degli orsi trentini non si ferma e la porteremo a livello europeo affinché la Provincia di Trento risponda delle sue scellerate decisioni davanti a chi ha ideato e finanziato il progetto Life Ursus.

Comunicato OIPA

(Fonte notizie: La Città.eu)

domenica 13 agosto 2017

Il predominio ebraico è reale o immaginario?


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Come hanno fatto  gli ebrei a raggiungere una supremazia mondiale?  Il loro predominio non rappresenta altro che un’estensione territoriale del predominio finanziario ebraico già esistente oltre oceano (negli USA). Cominciamo dalle origini. Un ebreo non si arricchisce mai a spese di un altro ebreo, ma a spese dei popoli non ebrei in mezzo ai quali vivono: la legge mosaica permetteva all’ebreo di trafficare con gli stranieri,  speculandoci sopra,  ma in nessun caso con i membri del suo popolo. La loro Legge  diceva: allo straniero presterai con usura, in nessun caso dovrai fare altrettanto con il tuo prossimo. Nel corso di molti secoli gli ebrei ebbero le migliori occasioni per praticare quella legge fondamentale. L’ebreo preferisce sempre essere mercante improduttivo, nomade e avventuriero, e andò persino  in Cina e nel resto del mondo conosciuto fin dai tempi remoti.

In Inghilterra apparvero all’epoca dei Re sassoni; ebrei furono coloro che nel 1492 fondarono la prima fabbrica di zucchero in Santo Tomas; ed erano giα stabiliti in Brasile quando lungo le coste del continente settentrionale esistevano solo alcuni miseri villaggi. La loro costante penetrazione è comprovata dal fatto che il primo banco nato nella Georgia fu di un ebreo: Isacco Minis. La loro abilità nell’inventare costantemente nuovi metodi di usura, li aiutò a raggiungere la posizione di padroni della finanza mondiale. Molti strumenti di giro e di credito furono inventati da commercianti ebrei, non solo per le transazioni fra di loro, ma soprattutto per abbagliare i non ebrei coi quali trafficavano. La cambiale, i documenti al portatore, e l’assegno a vista, sono invenzioni ebraiche. La tendenza ebraica è sempre stata di trafficare preferibilmente con merci e non con persone, e un’altra loro istituzione è la Societα Anonima, la societα per azioni, che fa apparire con un nome non giudaico imprese dominate interamente dal capitale ebreo.

L’ebreo è l’unico vero capitalista internazionale, ma non ama proclamarlo ai quattro venti, e preferisce servirsi delle Banche e dei Trust non ebraici come suoi agenti e strumenti. Anche l’invenzione della Borsa è un prodotto del talento finanziario ebraico. A Parigi, Berlino, Londra, Francoforte e d Amburgo, gli ebrei esercitavano un’influenza assoluta sulle prime Borse, e Venezia e Genova appaiono nelle antiche cronache col nome di cittα ebraiche, nelle quali si potevano realizzare le pi∙ grandi transazioni commerciali e bancarie. La Banca di Inghilterra fu fondata per consiglio e aiuto di ebrei olandesi immigrati; le Banche di Amsterdam e di Amburgo debbono la loro origine ad influenze ebraiche. Quando gli ebrei vivevano in Spagna, la Spagna era il centro mondiale dell’Oro; espulsi gli ebrei essa perse quell’egemonia. Non soltanto si stabilirono in ogni angolo della terra ma conservarono sempre intimi contatti fra loro, tramite la comunione del sangue. Molti scrittori medioevali non riuscivano a spiegarsi come mai gli ebrei fossero costantemente al corrente degli avvenimenti europei, prima degli stessi Governi, avendo da ciò un incalcolabile vantaggio nelle loro speculazioni finanziarie. Le informazioni anticipate, in tempi in cui le notizie giungevano lentamente, li rese indispensabili come intermediari dei prestiti agli Stati, genere di affari che gli ebrei fomentarono sempre. Queste famiglie di finanzieri furono quelle che, formando una specie di direttorio internazionale, manovravano re contro re, governi contro governi, sfruttavano senza coscienza le rivolte nazionali in corso o le provocavano nel loro esclusivo interesse.

Con l’aiuto dei loro prestiti e le catene del debito gli ebrei sono penetrati in tutte le Corti europee, fra i nobili, e nelle anticamere reali: la tattica giudaica è sempre stata quella del cammino diritto al quartier generale. I popoli non lo interessano, perché egli ritiene il suo superiore a tutti gli altri; gli interessano i nobili e i Re, di cui tiene in mano i cordoni della borsa e che gli sono debitori. Questa tattica procurò ai giudei vantaggi enormi anche in mezzo alle maggiori avversità e li abituò a considerarsi, visto il loro successo, di razza davvero superiore. Un altro metodo commerciale moderno, di origine genuinamente ebraica, consiste nella fusione o nel consorzio di industrie similari, per poter controllare i prezzi di determinati prodotti e servizi e aumentarli a piacimento. Esiste oggi nel mondo una potenza finanziaria centrale, che effettua le sue giocate in ogni dove, con un sistema ammirevolmente organizzato, per il quale il mondo è lo scacchiere e il dominio mondiale la posta. Sotto la maschera delle leggi economiche, si occultano fenomeni che non obbediscono a legge naturale alcuna, ma che provengono esclusivamente dal freddo egoismo di determinati elementi, i quali hanno la volontà e il potere di ridurre l’umanità in schiavitù∙ sotto il loro dominio assoluto. Quello che il mondo suole chiamare Capitale è di regola, denaro investito a scopo produttivo.

La principale difficoltà per pubblicare qualche cosa sulla questione, consiste nell’estrema suscettibilità, sia degli ebrei che dei non ebrei, su quest’argomento. Fra i non ebrei esiste un incredibile scrupolo per trattare la questione pubblicamente e ciascuno preferisce custodirla in un misterioso silenzio. Forse si tratta di una vaga tolleranza atavica, ma pi∙ probabilmente la causa di una tale condotta risiede nel sentimento che la questione, portata al pubblico dibattito, possa causare inconvenienti senza fine a chi la promuove. Si tace per paura, o per quieto vivere.

Qui negli Stati Uniti, la questione ebraica si è acutizzata per il fatto che questa minoranza di cittadini ebrei: il 3% in un paese di 110 milioni di abitanti, ha raggiunto in cinquant’anni una preponderanza che nessun gruppo, anche 10 volte maggiore ha mai raggiunto. L’ebreo invece lo troviamo nelle conversazioni segrete del Consiglio dei Quattro a Versailles, nel Tribunale Supremo di Giustizia, alla Casa Bianca, e nel mondo della Finanza. Perchè l’ebreo tende sempre ed irresistibilmente ad occupare i posti più elevati? Chi ve lo spinge? E perchè? Che cosa fa lassù in alto? E che cosa significa per l’umanitα che l’ebreo sia nei posti di comando? Questa è la questione ebraica nella sua vera essenza.

L’uso del concetto “umanità” combinato con la parola “ebreo”, fa credere che l’ebreo debba essere trattato con umanità. 

E’ già troppo tempo che la lobby ebraica è abituata a reclamare umanità esclusivamente per sé; e oggi la società umana ha il diritto di esigere che scompaia una tale pretesa unilaterale; che cessi, da parte dell’ebreo l’iniqua spoliazione dell’umanità e l’appoggio di tutti i suoi ragionamenti sull’esclusiva base del proprio vantaggio. Non è più ammissibile che l’ebreo continui ad essere il ricevitore esclusivo dell’umanità, perché la società umana, non ebrea, ormai ha capito di essere crudelmente sfruttata dai potenti circoli ebraici, al punto che è lecito parlare di un gigantesco Pogrom dei non ebrei, prodotto dalla miseria economica e sistematicamente organizzato, contro un’umanità quasi inerme. .. Esiste un super governo che senza essere alleato di nessun governo agisce indipendentemente da tutti che ha raggiunto un potere che neanche Roma ha sognato ai tempi della sua mirabile potenza.. Quindi ?

Arlene Rock 

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sabato 12 agosto 2017

Gli ebrei hanno conquistato il mondo, mentre i musulmani arrancano....


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Ci sono solamente 14 milioni di ebrei nel mondo, di cui sette milioni negli Stati Uniti d’America, cinque milioni in Asia, due milioni in Europa e 100.000 in Africa. Per ogni ebreo nel mondo ci sono 100 musulmani. Ma  gli ebrei sono cento volte più potenti che tutti i musulmani riuniti. Vi siete mai chiesti perché?

Gesù è nato ebreo, Albert Einsten è lo scienziato più influente di tutti i tempi, e la rivista Time ha designato “persona del secolo” Sigmund Freud, padre della psicanalisi che era ebreo. Stesso discorso per Karl Marx, Samuelson Paul e Milton Fridman.  Benjamin Rubin ha donato al mondo  l’ago da siringa per le vaccinazioni, Jonas Salk ha messo a punto il primo vaccino antipoliomelitico mentre Sabin ha sviluppato e migliorato lo stesso vaccino, Gertrude Elion ha creato una medicina contro la leucemia, Baruch Blumberg il vaccino contro l’epatite B, Paul Ehrlich ha scoperto un trattamento contro la sifilide, Elie Metchnikoff ha vinto un premio Nobel per la sua ricerca contro le  malattie infettive mentre Andrew Schally ha vinto un Nobel per l’endocrinologia. E poi ancora Gregory Pincus, che ha sviluppato la prima pillola contraccetiva, Aaron Bech che ha fondato la terapia Cognitiva e Willem Kolff  inventore della prima macchina per la dialisi renale. Nel corso degli ultimi 150 anni, gli ebrei hanno vinto 180 premi Nobel mentre soltanto 3 di questi premi sono stati vinti da musulmani. I più importanti magnati della finanza mondiale sono ebrei. Senza contare Ralph Lauren (Polo), Levi Strauss (Levi’s), Howard Schultz (Starbuck’s), Sergey Brin (Google), Michael Dell (Dell Computers), Larry Ellison (Oracle), Donna Karan (DKNY), Robbins Irv (Baskin & Roobings).  Richard Levin, presidente dell’Università di Yale, era ebreo. Cosi’ come Henry Kissinger, al pari di Alan Greenspan(Presidente della Banca Federale sotto Regan, Bush, Clinton e Bush jr), Joseph Lieberman, senatore USA e Madeline Albright, anziana segretaria di Stato americana.  George Soros, un ebreo, che ha donato oltre 4 miliardi di dollari per l’aiuto nella ricerca scientifica e delle università; il secondo dopo Soros è Walter Annenberg, un altro ebreo, che ha costruito un centinaio di biblioteche donando circa 2 miliardi di dollari. Ai Giochi Olimpici, Mark Spitz stabilì un record assoluto vincendo sette medaglie d’oro mentre  Lenny Krayzelburd è medaglia d’oro olimpica a tre riprese. Spitz, Krayzelburg e Boris Beker sono ebrei. Sapete che Harrison Ford, George Burns, Tony Curtis, Charles Bronson, Sandra BullokBarbra Streisand, Billy Kristal, Woody Allen, Paul Newman, Peter Selles, Dustin Hoffman, Michael Douglas, Ben Kingsley, Kirk Douglas, William Shatner, Jerry Lewis e Peter Falk sono tutti ebrei.  Washington è la capitale che conta e a Washington la lobby che conta è l’American Israel Public Affairs Commintee (AIPAC). William James Sidis, con un QI di 250 su 300 è il più brillante uomo che esista; indovinate a quale "religione" appartiene?  

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Ed ora vediamo  perché i musulmani sono così impotenti. 

Si stima che vivano sul globo 1.476.233,470 di musulmani : un miliardo in Asia400 milioni in Africa44 milioni in Europa e sei milioni in America. Un quinto del genere umano è musulmano. Per ogni hindou ci sono due musulmani, per ogni buddista ci sono due musulmani, e per ogni ebreo ci sono cento musulmani.  Mai ci si è mai chiesto perché i musulmani sono cosi’ impotenti?  Ecco perchè: ci sono 57 paesi membri dell’Organizzazione della Conferenza Islamica (OCI), e in tutti gli stati  membri esistono 500 universitàuna università per tre milioni di musulmani.  Gli Stati Uniti hanno 5.758 università (1 per 57.000 americani). Nel 2004, la Shanghai Jiao Tong University ha comparato le performances delle università nel mondo e curiosamente,neanche una università di un paese islamico si trova nella top 500. Secondo i dati raccolti dal PNUD, l’alfabetizzazione nel mondo cristiano è pari al 90% e i 15 Stati a maggioranza cristiana raggiungono il 100%. Uno stato a maggioranza musulmana ha una media di alfabetizzazione intorno al 40% e non esiste un solo stato musulmano con un tasso di alfabetizzazione pari al 100%. Qualcosa come il 98% degli alfabetizzati nel mondo cristiano finisce le scuole primarie, mentre meno del 50% degli alfabetizzati nel mondo musulmano fanno la stessa cosa.

I musulmani sono impotenti perché noi non sappiamo produrre e applicare un sapere musulmano. I paesi a maggioranza musulmana hanno 230 scienziati per  un milione di musulmani. Negli Stati Uniti sono 4.000 scienziati per milione e in Giappone 5.000 per un milione d’abitanti. Nel mondo arabo, il numero totale dei ricercatori a tempo pieno è di 35.000 e ci sono solo 50 tecnici per un milione di arabi. Inoltre, il mondo arabo dispensa lo 0,2 per cento del suo PIL alla ricerca e allo sviluppo mentre in tutto il mondo cristiano si consacra all’incirca il 5% del PIL

Conclusione: il mondo musulmano non ha la capacità di produrre conoscenza. I quotidiani per 1.000 abitanti e il numero dei titoli di libri per milioni sono due indicatori per sapere se la conoscenza è diffusa in una società. In Pakistan, esistono 23 quotidiani per 1.000 pakistani mentre la stessa ratio è di 360 a Singapore. Nel Regno Unito, il numero di libri pubblicati per milioni di abitanti si eleva a 2.000 mentre si attesta a 20 in Egitto!.  Il mondo musulmano non si preoccupa di diffondere il sapere. Le esportazioni di prodotti di alta tecnologia del Pakistan si attesta all’1% del totale delle sue esportazioni. Dati tragici per l’Arabia Sauditail Kuweitil Marocco e l’Algeria (tutti a 0,3%) mentre Singapore è al 58%.  

Dunque i musulmani sono impotenti perché noi non siamo in grado di produrre conoscenza, diffondere il sapere e incapaci di trovare delle applicazioni alle nostre conoscenze E l’avvenire appartiene alle società del sapere. Mentre tutto quello che noi facciamo è pregare Dio tutta la giornata e biasimare tutto il mondo per i nostri fallimenti multipli.

Dr Farrukh Saleem, giornalista indipendente a Islamabad






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Articolo collegato: 

La lobby sionista nel mondo. Da Zuckerberg a Miliband i 50 ebrei più influenti: 

https://infosannio.wordpress.com/2013/05/16/la-lobby-sionista-nel-mondo-da-zuckerberg-a-miliband-i-50-ebrei-piu-influenti/

venerdì 11 agosto 2017

Hyping the Threat from North Korea


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North Korea is sitting on a stockpile of minerals worth trillions

Embedded deep beneath the country's mountainous zones are 
some 200 varieties of minerals, including gold, iron, copper, zinc, magnesite, limestone, tungsten, and graphite, Quartz reports.

Some of these stockpiles are among the largest in the world, and North Korea, a tiny and cash-strapped nation, frequently uses them to bring in additional revenue — no matter 
the laws against doing so.

The total value of these minerals lies somewhere between 
$6 trillion and $10 trillion.

But the country is too poor to create the infrastructure needed to export the minerals — at least in large enough quantities to make a dent in its overall wealth. Still reliant on China, South Korea, and Russia for its financial and energy needs, North Korea has only made small deals with neighboring countries.

See the rest of the story here
Global Network Against Weapons & Nuclear Power in Space
PO Box 652
Brunswick, ME 04011
(207) 443-9502
http://www.space4peace.org  
http://space4peace.blogspot.com  (blog)

"Thank God men cannot fly, and lay waste the sky as well as the earth."  - Henry David Thoreau


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Articolo collegato: 

Washington ha più paura di Kim che di Putin. Perché?

McCain: “I grandi leader non minacciano se  non sono pronti ad agire”. Il capo del Pentagono generale  Mattis, detto Mad Dog: “Kim non inviti alla distruzione del suo popolo”. Poche ore dopo però, Mattis “apre uno spiraglio alla trattativa.  ”Stiamo lavorando a una soluzione diplomatica” , basta che Pyongyang smetta di perseguire il suo programma nucleare.
Lunedì 7, Tillerson aveva lanciato: “Il segno migliore che la Corea del Nord può mandarci per provarci che è pronta a negoziare sarebbe arrestare i suoi test missilistici”: Insomma, quel che si dice un assist al dittatorello, e molto sbilanciato da parte del segretario di Stato dell’unica superpotenza rimasta. Kim ha risposto minacciando di nuclearizzare la base di Guam, Trump ha replicato “fuoco  e furia”.E così adesso al Pentagono davvero devono preparare un attacco. Forza, che ci vuole?
Ma no, un momento. E’giusto ora uscito un rapporto della DIA (Defense Intelligence Agency, la Cia dei militari, ma più seria)  che rivela che le capacità nucleari della Corea del Nord sono state grossolanamente sottostimate. Che ha miniaturizzato le sue bombe in modo che può inastarle sui suoi missili intercontinentali. Che  ne ha  forse  una sessantina, molte più di quelle   che si credeva.
Ebben, se anche fosse? Su istigazione degli Usa, la NATO sta provocando senza Alcun timore la  Russia, che di testate ne ha, diciamo, almeno 7 mila. Anzi il Pentagono ha già fatto avere ai nazisti di Kiev armi anticarro per sconfiggere i carri armati di Mosca.
Che ci vuole a vincere lo stato più povero del mondo, e tanto tanto lontano, che in realtà non configura davvero una minaccia, come ha spiegato Tillerson?
Eh no, andiamo piano, come si legge spulciando qua e là i media americani.  Le forze convenzionali nord-coreane constano di 700 mila uomini sotto le armi, e  decine di migliaia di pezzi d’artiglieria puntati su Seul, che  dista solo 50 chilometri dal confine:  sono 10  milioni di vite in pericolo. E poi, bisogna prima evacuare il personale americano civile, le famiglie dei militari, far convergere la potenza di fuoco schiacciante della superpotenza, l’ unica rimasta. “E ogni segno  di imminente attacco, come la mobilitazione del Sud Corea o del Giappone  e l’evacuazione dei cittadini americani può  indurre la Corea del Nord all’attacco preventivo. Con Cina e Russia trascinate nel gorgo”.
Per la prima volta, si sente a Washington fare i conti di quanti danni fa la  guerra all’economia. Posto che – apprendiamo- “la guerra in Siria ha prodotto un crollo del 60% del Pil del paese”, “una  caduta del 50% del Pil sudcoreano spazzerebbe via un 1% del Pil globale, aggravando la crisi economica mondiale.    Poi, scherziamo?, la Corea del Sud produce il 40 per cento degli schermi piatti a cristalli liquidi del mondo, e il 17% dei semiconduttori;  il blocco bellico di quelle forniture priverebbe le industrie elettroniche del pianeta di quel ben di dio.
Insomma, stavolta non si precipitano  a guerreggiare, anzi  siedono al tavolino e fanno i conti: non è che danneggiamo troppo l’economia mondiale?  . Tanto più che è appena uscito un altro studio , stavolta dell’US Army War College, intitolato “At Our Own Peril: DoD risk assessment in a Post-Primacy World”, ossia “A nostro rischio – la valutazione del rischio al Pentagono in un mondo di post-supremazia”,  dove si ammette che  l’ordine internazionale governato dagli Usa dalla seconda guerra mondiale sta “logorandosi” e anzi “collassando”, che la dottrina del “New American Century”  va forse  messa nel cassetto.
Per New American Century si intende una cosa precisa: la dottrina militare emanata dai neocon del governo Bush  jr.  dopo e col pretesto dell’11 settembre,  che dettava: “il fondamento di un mondo pacifico poggia sulla capacità delle forze armate Usa di mantenere un sostanziale vantaggio sugli altri, onde impedire l’emergere di competitori militari” capaci di sfidare la suprema zia indiscussa Usa. Adesso, dice ,lo studio, che non solo Cina e Russia, ma anche Turchia e Iran, India e perfino Germania e Francia rappresentano “nuove competizioni funzionali militari”, gli Usa non sono più in grado di “gestirli”,  per cui è meglio che  ci decidiamo di convivere con tali “rischi”.     Dall’insieme, emerge una certa qual paura: non siamo  sicuri di vincerla,  una guerra seria.  Lo studio potete leggerlo qui:
E poi c’è un accurato riesame del voto americano, condotto dall’università del Minnesota e quella i Boston, Dipartimento di Scienze politiche, che ha stabilito quanto segue:  le circoscrizioni, le  contee e le cittadine dove i democratici vincevano ed invece hanno pesro, sono quelle  che hanno visto arrivare più soldati morti e mutilati dei 15  anni di guerre americane.
(vedi Battlefield Casualties and Ballot Box Defeat: Did the Bush-Obama Wars Cost Clinton the White House?
Hanno votato Trump gli americani stanchi di guerra, perché Hillary ne prometteva un’altra.  Dunque  non è proprio il caso che Donald   si metta la mimetica di commander in chief..
Brian Williams, anchorman della MSNBC, durante il talk show “The Eleventh Hour”,   ha buttato lì una frase istruttiva: “Il nostro compito stasera è in fatti di spaventare la gente fino alla morte sulla Corea delk Nord”  (“our job tonight actually is scare people to death’ about North Korea”),  il che conferma ancora una volta come i media in Occidente siano diventati dei sistemi di manipolazione in mano al Deep State. Ma insomma rivela una vera paura.

Ragionevolezza contro follia

Quindi evidente prudenza con la Corea del Nord. Ma allora, perché tanta provocazione contro la Russia? Tante minacce guerrafondaie  a Mosca? Che cosa fa la differenza tra Putin e Kim?
Ebbene: è la ragionevolezza dell’uno contro la pazzia dell’altro.  Essi sanno che Putin è uno  statista responsabile, avulso dai colpi di testa, civile, pronto al negoziato; quindi lorsignori possono permettersi rischi e  provocazioni all’ombra delle sue testate nucleari. Su Kim, temono le sue sorprese e follie, l’imprevisto colpo di testa; lo ritengono cpacissimo di sparare bombe atomiche,  quindi sono loro ad andare  con la testa sul collo e i piedi di piombo. Rischiando che Putin un giorno sia sostituito da uno dei suoi più incline a  reagire.
In altro articolo, avevo scommesso che gli Usa  non scateneranno la guerra  contro Pyongyang anche per un altro motivo: “Non interessa ad Israele”, che vuole da Trump la guerra contro l’Iran, anche a costo di sfidare la Russia. Alcuni lettori hanno creduto di smentirmi, riportandomi varie valutazioni del ministro israeliano della guerra, Avigdor Lieberman, il quale “ha dimostrato”  che la Corea del Nord è  complice dell’Iran nella fabbricazione della bomba atomica, e Teheran ha assistito Kim   anche nella  produzione dei missili intercontinentali.
In realtà, cari lettori, questo conferma la mia tesi. Con queste “prove”, Israele vuole dire agli americani: incenerite l’Iran e risolverete anche  la questione nord-coreana,  è a Teheran la testa del serpente da schiacciare, non a Pyongyang.  Se non avete la memoria troppo corta, ricorderete cosa propugnarono i neocon, i Wolfowitz, i Perle, dopo l’11 Settembre: sì, ad abbattere le Twin Towers  è stato Osama Bin Laden, ma bisogna attaccare l’Irak, perché Saddam Hussein   è lo sponsor di Al Qaeda.   Sadam era allora il  bersaglio della paranoia e fissazione israeliana, come oggi l’Iran. Non è che rinnovino molto i vecchi trucchi. Tanto, voi dimenticate presto.