Mettiamola così:
la mailing list di European Consumers è stata creata perché funga da strumento di comunicazione tra i vari componenti dell'associazione European Consumers, e per questa ragione dunque i messaggi in essa contenuti vengono recapitati a coloro che aderiscono all'associazione (o anche alla sola mailing list) perché interessati
ai suoi scopi, cioè alla tutela dei consumatori.
Poiché il mercato è costituito da tante categorie e comparti (alimentare, trasporti, turismo, energia, abbigliamento..., eccetera), inevitabilmente nella mailing list si possono trovare messaggi che parlano di caro benzina come di latte in polvere o di
tariffe aeree o, ancora, del prezzo delle zucchine, dei fichi e della carne macinata (seitan per i vegani). Se il latte in polvere è un argomento che non mi interessa, lo posso anche saltare; e lo stesso posso fare con qualunque altro argomento.
Purtroppo però, e da parecchio tempo ormai, questa mailing list non svolge più la funzione per cui è stata creata (quella appena descritta), ma si è trasformata in una specie di tribuna riservata dove gli argomenti trattati hanno più attinenza al pensiero millenarista-new age ed alle superstizioni di marca pagano-messianica (condite da un pizzico di esoterismo astrologico che non guasta mai) che non al corretto rapporto tra produttori/commercianti e consumatori/utenti.
Se poi uno si permette di far notare che certe elucubrazioni, oltre che non richieste, sono anche fuori luogo, nel senso che non è questo il luogo in cui diffonderle, si becca pure una reprimenda o, se è fortunato, se la cava con una lezioncina morale da parte di qualcuno che, issato su un piedistallo di sacro letame biologico e non ogm, agitando minaccioso il dito indice come un'istitutrice d'altri tempi, lo illumina sulla sua spiritulità incagliata in qualche recondito anfratto della sua coscienza distratta
dal materialismo cinico e crudele della società occidentale contemporanea.
Fortunatamente c'è chi ha scoperto ogni trama ed è ora in grado di aprirci gli occhi sui complotti demo-pluto-giudaico-massonici orditi da psichiatri, medici, preti e ingegneri in combutta con le case farmaceutiche, le sette sorelle e la Spectre (quest'ultima sovraintende all'attuazione del piano "Scie Chimiche" per drogare tutta la popolazione terrestre attraverso la contaminazione dell'aria).
Di fatto, se non ve ne siete resi conto, avete ucciso questa mailing list: gli unici ad usarla siete voi, gli altri se ne sono andati oppure (come me ed altri) ignorano o cancellano quasi tutti i messaggi che arrivano. Se siete soddisfatti di questo risultato, buon per voi. A me pare un fallimento.
Riccardo Forte
………….
Mia rispostina:
…..però tutto questo "fermento" é pure "divertente" e permette di ampliare la propria visuale a temi che altrimenti resterebbero preclusi... Nulla però impedisce di continuare a parlare anche della qualità del pane e del formaggio... Si può "consumare" (assorbire) con il corpo ed anche con la mente e con il cuore!
Ciao, Paolo D'Arpini
Programma:
La difesa dei diritti, ma anche dei doveri, dei “consumatori” deve partire da una presa di coscienza individuale. Per questo, avendo aderito alla Rete di Associazioni di European Consumers, sento il dovere di esporre alcune mie considerazioni su quelli che dovrebbero essere i fini da raggiungere come operatori nel sociale e nell’umano.
Un sovvertimento di valori é necessario, sia in forma di emendamento dai vecchi modelli consumistici o di protezione passiva degli utenti sia nell'ambito della comprensione di ciò che realmente é utile e necessario per sviluppare la qualità della vita. Occorre andare oltre il “salto della quaglia” ed avventurarsi sulle cime impervie, imitando il volo dell’aquila che dall’alto osserva il territorio e lo fa proprio.
L’aquila dall’alto tutto scorge mentre la quaglia vola basso, anzi bassissimo, e vede solo la sua piccola porzione di terra. Allo stesso tempo, da un punto di vista dell’ecologia profonda, possiamo dire che entrambe le visioni sono necessarie, non si può trascurare né l’una né l’altra. Ma se trascurassimo la visione dell’aquila sarebbe come se credessimo di conoscere il mondo stando dentro al pozzo, come fece quella piccola rana nella storia zen, la ricordate? Tradotto in termini pratici questo significa che non si può essere maturi nella coscienza ecologica solo se ci si occupa del nostro campiello, della capretta nell’ovile, del pollo nell’aia, del ruscello che scorre dietro casa e delle piantine che crescono attorno… o delle mille noie di mercato, del condominio, di precedenze strutturali, di beghe gerarchiche, etc.
Del lontano e del vicino va tenuto conto per un integrazione nel nostro abitare, per il riconoscimento della comune appartenenza alla vita.
Dobbiamo essere consapevoli dell’inscindibilità della vita, partendo dall’ambito sociale in cui viviamo e osservando le cose con l'occhio dell’ecologia profonda, anche nell'ambito istituzionale ed amministrativo. Insomma abbiamo bisogno dell’intelligenza e della ragione, della cultura e delle sue variegate espressioni di pensiero ma anche di sensazioni, percezioni, intuizioni, sentimenti. Altrimenti la nostra società sarà solo una sterile macchinetta funzionale e burocratica, la nostra battaglia sarà solo una continua ricerca di aggiustamenti esteriori con nuove leggi e leggine. Come possiamo far parte di un contesto "umano" e socialmente integro se non consideriamo anche –forse in questo momento storico direi “soprattutto”- le necessità del mantenimento delle dignità umane, della riscoperta dei valori morali e spirituali?
Ci vuole uno scossone intellettuale ed amorevole nella nostra attitudine, occorre avviare un bio-ragionamento all’interno delle Rete. Dobbiamo entrare nelle maglie profonde del pensiero umano e del contesto sociale in cui viviamo ed ottemperare al dovere di manifestare il “bioregionalismo”, "l'ecologia profonda" e la "spiritualità laica" in questa società, sia urbana che rurale, tecnologica e semplicistica, complessa e facile, insomma serve uno scatto di reni e di cervello.
Spero di non aver offeso nessuno con questo discorso e invito tutti i lettori ad una discussione aperta su questo tema.
Paolo D’Arpini
Un sovvertimento di valori é necessario, sia in forma di emendamento dai vecchi modelli consumistici o di protezione passiva degli utenti sia nell'ambito della comprensione di ciò che realmente é utile e necessario per sviluppare la qualità della vita. Occorre andare oltre il “salto della quaglia” ed avventurarsi sulle cime impervie, imitando il volo dell’aquila che dall’alto osserva il territorio e lo fa proprio.
L’aquila dall’alto tutto scorge mentre la quaglia vola basso, anzi bassissimo, e vede solo la sua piccola porzione di terra. Allo stesso tempo, da un punto di vista dell’ecologia profonda, possiamo dire che entrambe le visioni sono necessarie, non si può trascurare né l’una né l’altra. Ma se trascurassimo la visione dell’aquila sarebbe come se credessimo di conoscere il mondo stando dentro al pozzo, come fece quella piccola rana nella storia zen, la ricordate? Tradotto in termini pratici questo significa che non si può essere maturi nella coscienza ecologica solo se ci si occupa del nostro campiello, della capretta nell’ovile, del pollo nell’aia, del ruscello che scorre dietro casa e delle piantine che crescono attorno… o delle mille noie di mercato, del condominio, di precedenze strutturali, di beghe gerarchiche, etc.
Del lontano e del vicino va tenuto conto per un integrazione nel nostro abitare, per il riconoscimento della comune appartenenza alla vita.
Dobbiamo essere consapevoli dell’inscindibilità della vita, partendo dall’ambito sociale in cui viviamo e osservando le cose con l'occhio dell’ecologia profonda, anche nell'ambito istituzionale ed amministrativo. Insomma abbiamo bisogno dell’intelligenza e della ragione, della cultura e delle sue variegate espressioni di pensiero ma anche di sensazioni, percezioni, intuizioni, sentimenti. Altrimenti la nostra società sarà solo una sterile macchinetta funzionale e burocratica, la nostra battaglia sarà solo una continua ricerca di aggiustamenti esteriori con nuove leggi e leggine. Come possiamo far parte di un contesto "umano" e socialmente integro se non consideriamo anche –forse in questo momento storico direi “soprattutto”- le necessità del mantenimento delle dignità umane, della riscoperta dei valori morali e spirituali?
Ci vuole uno scossone intellettuale ed amorevole nella nostra attitudine, occorre avviare un bio-ragionamento all’interno delle Rete. Dobbiamo entrare nelle maglie profonde del pensiero umano e del contesto sociale in cui viviamo ed ottemperare al dovere di manifestare il “bioregionalismo”, "l'ecologia profonda" e la "spiritualità laica" in questa società, sia urbana che rurale, tecnologica e semplicistica, complessa e facile, insomma serve uno scatto di reni e di cervello.
Spero di non aver offeso nessuno con questo discorso e invito tutti i lettori ad una discussione aperta su questo tema.
Paolo D’Arpini
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