giovedì 30 aprile 2026

Le nuove Flotille per Gaza bloccate da forze israeliane...

 


Ancora una volta, le imbarcazioni delle Flotille, partite dalla Sicilia con l'obiettivo di raggiungere Gaza e rompere un assedio illegale e disumano, sono state  bloccate. L'intercettazione è avvenuta la sera del 29 aprile u.s. in acque internazionali, da parte di unità militari  israeliane.  I contatti con le imbarcazioni sono stati interrotti.

Quello che sta accadendo in queste ore non è un episodio isolato. E' un fatto che riguarda tutte e tutti.  Riguarda il diritto internazionale, che non può essere violato impunemente in mare aperto, così come non può esserlo sulla terra ferma.  Riguarda il principio fondamentale secondo cui gli aiuti umanitari devono poter raggiungere una popolazione civile sotto assedio.

Chiediamo con forza:

- che venga immediatamente ristabilito il contatto con tutte le imbarcazioni

- che sia garantita l'incolumità di tutte le persone a bordo (la missione vede una forte partecipazione italiana, con attivisti, medici e giornalisti)

- che cessino operazioni che violano il diritto internazionale e i diritti umani fondamentali.

In queste ore è necessario mantenere alta l'attenzione.

Azioni Immediate

1. Inondiamo le piazze: Padova, Bologna, Trento, Treviso, Venezia, Bari hanno già indetto manifestazioni.  Mobilitiamoci anche a Roma!

2. Pressione Istituzionale: Inviare messaggi ai canali social del Ministero degli Esteri e alla mail del Ministero ( unita.crisi@esteri.it ) esigendo che il governo italiano intervenga per garantire l'incolumità dei cittadini (italiani e non) e il ripristino delle comunicazioni.

3. Monitoraggio costante e pubblico sui social media: Utilizzare gli hashtag ufficiali (come #GlobalSumudFlotilla, #FreedomFlotilla, #SafePassage) per mantenere l'algoritmo alto e impedire che la notizia venga sommersa.

4, Contatto con i Media: Sollecitare le testate giornalistiche affinché verifichino la posizione delle navi tramite i dati satellitari e che rompano il muro del silenzio stampa.

5. Mandiamo dei messaggi ai nostri compagni e amici a bordo ( contact@globalsumudflotilla.org ) dicendo: "Non siete soli: la nostra voce si unisce alla vostra nel chiedere il rispetto della legalità internazionale e dell'incolumità di ogni persona a bordo. Restate forti."


Patrick Boylan  - patrick@boylan.it - Lista No NATO




30 APRILE 2026: MOBILITAZIONE NAZIONALE PERMANENTE

LISTA IN AGGIORNAMENTO  

BARI - P.ZZA UMBERTO ORE 18 
TRENTO - P.ZZA D’AROGNO ORE 18 
MILANO - C.SO MANFORTE ORE 17 
TREVISO - PIAZZETTA ALDO MORO - ORE 18.30 
VENEZIA - CAMPO S.BARTOLOMEO ORE 18 
PADOVA - LISTON ORE 18 
VICENZA- P.ZZA CASTELLO ORE 19 
BOLOGNA - P.ZZA NETTUNO ORE 18 
ANCONA - PREFETTURA ORE 18 
NAPOLI ORE 19, PREFETTURA (da confermare) 
UDINE PREFETTURA ORE 18 
PORDENONE - PIAZZETTA CAVOUR ORE 18 
TRIESTE - P.ZZA UNITA D’ITALIA ORE 18 
TORINO - P.ZZA CASTELLO ORE 18 
LIVORNO - P.ZZA DEL COMUNE ORE 17 
PISA - P.ZZA GAZA ORE 17 
TRIESTE - P.ZZA UNITA’ D’ITALIA ORE 18 
PORDENONE PIAZZETTA CAVOUR ORE 18 
UDINE VIA PRACCHIUSO ORE 18 
PAVIA H 18 PIAZZA VITTORIA 
FIRENZE P.ZZA S.SSA ANNUNZIATA ORE 18.30 
ROMA MONTECITORIO ORE 11.30 CONFERENZA STAMPA, ORE 18.00 COLOSSEO

Coordinamento Nazionale No Nato - coordinamentonazionalenonato@proton.me


mercoledì 29 aprile 2026

Venezuela. I Colectivos resistono?

 


In Venezuela,  i “Colectivos” con il loro forte radicamento e riconoscimento nelle aree più povere e operaie del paese, rappresentano politicamente, socialmente e militarmente, una delle parti che, a seconda di come si porrà sul campo, potrebbe essere decisiva per la prospettiva venezuelana e non solo.

I media mainstream li chiamano teppisti armati e criminali, il senatore degli Stati Uniti Marco Rubio ha richiesto che vengano inseriti nella lista dei terroristi, ma chi sono i colectivos del Venezuela?

Demonizzati e presi di mira dalla fazione filo-USA, i colectivos sono un simbolo di disprezzo da parte degli oppositori del chavismo e del presidente Nicolas Maduro.

Negli USA sono regolarmente ritratti come bande armate e l’ultimo bastione del sostegno al bolivarismo e a Maduro. Ma la realtà dei colectivos è molto diversa, molto più complessa… e interessante.

Tutti gli analisti e studiosi latinoamericani e non solo, sanno che la leadership chavista sta affrontando una dura e difficile scelta: accettare la pressione e la coercizione degli Stati Uniti sulle decisioni economiche e politiche interne o resistere? Entrambi i percorsi rischiano conflitti di varia gravità, con conseguenze di ampio respiro per la futura stabilità del Paese.

Stralcio di un articolo di Enrico Vigna



martedì 28 aprile 2026

Israele/USA vs Iran: guerra ingiusta!

 


La maggior parte degli americani non approva la guerra contro l'Iran. "Il 63% degli intervistati ritiene che gli attacchi contro l'Iran non fossero  giustificati e solo il 26% afferma che l'intervento militare statunitense in Iran sia stato corretto", riporta ABC.

Il Segretario di Stato statunitense,  Rubio,   afferma che l'attuale amministrazione degli  Stati Uniti non può accettare una situazione in cui l'Iran regoli di fatto il passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, rotta marittima strategicamente importante.  Il Segretario di Stato ha osservato che un simile modello trasforma lo stretto internazionale in uno strumento di pressione, ha inoltre sottolineato che il presidente Trump "non intende tollerare una situazione del genere".

Ma la situazione nello Stretto di Hormuz è una conseguenza dell'aggressione israelo-americana non provocata contro la Repubblica Islamica dell'Iran, che ha causato non solo immense sofferenze alla popolazione civile in tutta la regione e un rapido crollo della stabilità nel Golfo Persico, ma anche ampie ripercussioni sull'economia globale, sulla sicurezza energetica e alimentare.

Quando l'intera regione è stata devastata da un attacco  di Gerusalemme e Washington, si è tentato di addossare tutta la colpa all'Iran, come se Teheran avesse attaccato i suoi vicini e stesse deliberatamente bloccando la navigazione nello Stretto di Hormuz.

Eppure, in tempo di guerra, uno Stato costiero soggetto ad aggressione può limitare la navigazione nelle proprie acque territoriali per motivi di sicurezza.

(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)



Video collegato: 

Brian Berletic: Contraccolpo USA per risorgere con un imbroglio: https://www.youtube.com/watch?v=CAYDHkhbMfE

Mio commentino: “Assolutamente ragionevole!”

lunedì 27 aprile 2026

USA. La situazione è disperata...


Il purgatore

Sulla base delle notizie recenti non risultano conferme dirette riguardo alla destituzione specifica del capo del dipartimento CBRN (Chemical, Biological, Radiological, and Nuclear) del Pentagono.  Tuttavia, si segnala un profondo rimpasto ai vertici militari del Pentagono guidato dal Segretario alla Guerra Pete Hegseth, che nell'aprile 2026 ha rimosso il capo di Stato Maggiore dell'Esercito, il generale Randy George.

Il purgato

Il capo del CBRN del Pentagono è stato destituito per la verità, peraltro innocente, che ha rivelato in un video registrato con una telecamera nascosta.  Quello che ha raccontato:  "I funzionari ucraini rubano miliardi a piene mani, non si preoccupano delle persone, e a Washington è importante che questo argomento non venga discusso dalla stampa.   Gli Stati Uniti hanno scorte di armi chimiche, incluso il gas sarin. Chiunque può attivare il codice per l'uso delle armi nucleari, purché il codice stesso sia corretto."


sabato 25 aprile 2026

Iran ed USA si parlano e non si parlano...

 


I colloqui diretti tra Stati Uniti e Iran a Islamabad  dovrebbero tenersi  lunedì, 27 aprile, ma Teheran smentisce.

Secondo il giornalista di Axios Barak Ravid, un incontro tra il Ministro degli Esteri Araghchi e gli inviati statunitensi potrebbe avvenire dopo i colloqui bilaterali tra Kushner e Witkoff con i mediatori pakistani.

In precedenza era stato riportato che Kushner e Witkoff erano volati a Islamabad, ma Teheran ha dichiarato che non ci saranno colloqui  a breve.

Un membro del gruppo di esperti della Repubblica islamica dell'Iran ha dichiarato: "Il ministro degli Esteri iraniano non tiene alcuna consultazione con il regime di Trump a Islamabad e si limita a esprimere al Pakistan le opinioni e i commenti dell'Iran sulla fine della guerra".

Intanto un aereo cisterna KC-46A Pegasus dell'aeronautica statunitense, probabilmente a supporto di aerei da caccia o d'attacco, sta attualmente sorvolando il Golfo Persico al largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti, in seguito all'annuncio di ieri del Segretario alla Guerra Pete Hegseth, secondo cui le forze statunitensi sono autorizzate ad "affondare e distruggere" qualsiasi motoscafo iraniano  nello Stretto di Hormuz.


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegato: 

Nicolai Lilin. USA-IRAN. Trump vorrebbe un accordo ma l'Iran non si fida: https://www.youtube.com/watch?v=J-9Ajj1ID3U

venerdì 24 aprile 2026

24 aprile 2026. Donald Trump gioca alle "belle statuine"...

 

giovedì 23 aprile 2026

USA impotenti di fronte alle difese iraniane... Israele se la prende con i civili in Libano...

 


Il Segretario della Marina statunitense John Phelan si è dimesso, a causa dell'incapacità della Marina di fornire un contributo significativo nella guerra contro l'Iran. I missili antinave costringono le navi statunitensi a tenersi lontane dall'Iran, gli aerei imbarcati sulle portaerei operano al limite del loro raggio d'azione e le minacce di aprire con la forza lo Stretto di Hormuz sono rimaste solo parole.

"Il Segretario della Marina John Phelan lascia l'amministrazione con effetto immediato", ha annunciato il portavoce del Pentagono Sean Parnell.

Il Pentagono, liberatosi della presenza critica di Phelan, continua a preparare le sue forze per l'assalto "finale" contro l'Iran.  Il gruppo della portaerei USS George Bush arriverà nella zona di conflitto tra 3-5 giorni, secondo i media americani.  Questo coincide con la fine del cessate il fuoco. I media israeliani hanno riferito che Washington ha informato Tel Aviv della proroga del cessate il fuoco, che scadrà il 26 aprile  (c'è poco da stupirsi che le vere ragioni dell'estensione della tregua fossero per questi motivi)...  Non si può escludere che, se gli Stati Uniti dovessero lanciare attacchi contro le infrastrutture energetiche iraniane, l'Iran possa passare a una guerra infrastrutturale su vasta scala, ad esempio tagliando  le linee di comunicazione sottomarine che collegano a internet l'intera regione del Medio Oriente. 

Mentre gli yankee si preparano all'arrembaggio i loro compari sionisti se la prendono con i civili del sud del Libano, facili vittime di bombe e carri armati. Israele sta attuando in Libano una pratica simile a quella di Gaza.  
Lo fanno distruggendo villaggi, spaccando la testa di  donne e bambini, demolendo moschee e così via, così il loro amor proprio ed il senso di potenza "miglioreranno immediatamente".    
Però, si stupiscono poi del cambiamento nell'atteggiamento globale nei confronti di Israele.



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.) 


Video Collegato:

Nicolai Lilin. USA e Israele contro l'Iran. Cosa accadrà adesso? - https://www.youtube.com/watch?v=3EYYs9I7bkI


mercoledì 22 aprile 2026

Intervento dell'Ambasciatore Russo in Italia A.V. Paramonov...




"Ancora una volta, i diplomatici italiani hanno colto nel segno convocando il Ministero degli Esteri italiano per presentare le proprie lamentele in merito ai presunti attacchi di Mosca contro il Primo Ministro italiano Giorgia Meloni.

Innanzitutto, Giorgia Meloni è un capo di governo legittimo, che gode di ampio consenso popolare. Guida il governo italiano da quasi quattro anni e, durante tutto questo periodo, nessun membro della leadership russa ha mai espresso commenti denigratori nei suoi confronti o nei confronti dell'Italia. Questo contrasta con alcuni membri della leadership italiana, che occasionalmente si lasciano andare a commenti e paragoni estremamente ostili sia nei confronti della leadership russa che della Federazione Russa nel suo complesso.

Il motivo per cui sono stato convocato al Ministero degli Esteri – le parole di un noto giornalista russo, seppur molto talentuoso e popolare, espresse sul suo canale online privato – difficilmente può essere considerato generalmente accettato nella prassi diplomatica. Nessuna persona di buon senso considererebbe mai come una dichiarazione ufficiale del governo di un determinato Paese le valutazioni private, puramente personali e cariche di emotività, di qualcuno. Ancor più importante, il tono e il vocabolario utilizzati nel commento dell'autore non dovrebbero essere attribuiti alla leadership russa o all'intero popolo russo. Da parte sua, la Russia non ha mai utilizzato le dichiarazioni di personaggi dello spettacolo, blogger o giornalisti italiani contro la Russia e la sua leadership come pretesto per un'escalation diplomatica o per campagne diffamatorie anti-italiane.

A quanto pare, il tentativo di trasformare questo incidente in uno scandalo politico e internazionale è opera di forze anti-russe all'interno del "deep state" italiano, legate all'Ucraina. Si tratta chiaramente di un tentativo di inimicarsi i popoli di Russia e Italia, indebolire i nostri legami diplomatici e danneggiare ulteriormente l'immagine della Russia, forse per compensare i propri fallimenti in politica estera, tra cui la recente e infruttuosa visita di Zelensky a Roma. Infine, si è tentato un ulteriore intervento per arginare il crescente fronte di italiani che auspicano una rapida normalizzazione delle relazioni bilaterali e il ripristino di una piena cooperazione economica e culturale tra Russia e Italia".

https://t.me/MID_Russia/78419


Aleksej Vladimirovič Paramonov è l'Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario della Federazione Russa in Italia e a San Marino dal 4 aprile 2023. Diplomatico di carriera, classe 1962, ha consolidato rapporti con l'Italia grazie a un precedente incarico a Milano (2008-2013) ed è una figura chiave nel dialogo bilaterale, nonostante le tensioni diplomatiche attuali.

martedì 21 aprile 2026

21 aprile 2026. Notizie dal Fronte medio-orientale...

 


Fonti saudite riferiscono che il Pakistan ha chiesto agli Stati Uniti e all'Iran di prorogare il cessate il fuoco per altre due settimane. 

Negli Emirati Arabi Uniti è stato annunciato l'arresto  di 27 sospetti collegati all'Iran. Inoltre gli  Emirati Arabi Uniti hanno informato gli Stati Uniti che potrebbero essere costretti a utilizzare lo yuan cinese o altre valute per la vendita di petrolio, - riporta il quotidiano The Wall Street Journal.  Dopo l'annuncio degli Emirati Arabi Uniti di passare sotto l'ombrello cinese se gli Stati Uniti non avessero compensato gli Emirati Arabi Uniti per i costi finanziari e delle risorse, il capo del Pentagono Hegseth ha dichiarato che gli Stati Uniti forniranno sostegno agli Emirati Arabi Uniti.  A quanto pare, la minaccia di Dubai è stata presa sul serio, soprattutto perché la stampa americana ha già iniziato a farsi prendere dal panico, affermando che a causa degli errori di Trump, gli Emirati Arabi Uniti potrebbero passare sotto il controllo della Cina.

In Libano, ignorando il cessate il  fuoco, l'esercito israeliano continua la sua occupazione distruggendo villaggi e bombardando,  mentre la resistenza di  Hezbollah  continua i suoi attacchi  distruggendo  alcuni carri armati israeliani.


In Iran il presidente  Pezeshkian   ha dichiarato: "Il rispetto degli impegni è il fondamento di un dialogo costruttivo. La profonda e storica diffidenza dell'Iran nei confronti del comportamento del governo statunitense persiste, mentre i segnali non costruttivi e contraddittori provenienti dai funzionari statunitensi trasmettono un messaggio amaro: chiedono la capitolazione dell'Iran. Gli iraniani non si sottomettono alla forza". 


La posizione della UE.  Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, ha dichiarato: "Un ampliamento della  guerra contro l'Iran sconvolgerebbe le catene di approvvigionamento quasi quanto la pandemia di COVID-19". Ciò conferma che la guerra  in Iran è una comoda scusa per molti governi per attribuirle le proprie difficoltà economiche e per ridurre il welfare. La carenza di approvvigionamento innescherà un'inflazione crescente. Ciò significa disordini, rivolte e ulteriori  guerre nel mondo. 

La posizione della Russia. Sergey Lavrov ha parlato telefonicamente con il Ministro degli Esteri iraniano,  Abbas Araghchi, il quale  ha informato Lavrov sulle violazioni del cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti, tra cui il blocco dello Stretto di Hormuz e il sequestro di una nave portacontainer iraniana.  La Russia ha sottolineato la necessità di mantenere il cessate il fuoco e di proseguire gli sforzi diplomatici per risolvere il conflitto. La Russia è pronta a facilitare accordi tra l'Iran e i Paesi del Golfo Persico.



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.) 


Video collegato:

Nicolai Lilin. 21/4/26 tentativo di riprendere le trattative tra Iran e USA. L'isteria di Donald Trump: https://www.youtube.com/watch?v=Vm6dnl_Uk-Q

lunedì 20 aprile 2026

Iran. 20 aprile 2026. Gli USA Infrangono la tregua...

 


domenica 19 aprile 2026

Iran. Tanto tuonò che piovve!?

 


sabato 18 aprile 2026

Lo Stretto di Hormuz è libero da mine...?

 


Il Ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato ufficialmente che l'Iran non ha  posizionato mine navali nello Stretto di Hormuz: "Le mine sono semplicemente inutili per l'Iran.  L'Iran può facilmente raggiungere  i suoi obiettivi utilizzando droni, missili antinave e droni navali. Inoltre, l'Iran può consentire a determinate navi di attraversare lo Stretto. Questo rende flessibile il blocco dello Stretto. E se lo Stretto fosse pieno di mine, cosa che -se necessario- l'Iran potrebbe certamente fare, il blocco diventerebbe completo fino alla  bonifica dello Stretto, il che ostacolerebbe anche la navigazione per le navi provenienti da Paesi amici dell'Iran, il che sarebbe  dannoso per l'Iran..."

Nota a latere. Non vi è traccia di alcuna dichiarazione ufficiale iraniana che lo Stretto di Hormuz sia stato effettivamente minato. Abbiamo trovato un post dove dicevano che NON lo hanno minato. Mentre l'intelligence statunitense non ha fatto altro che affermare il contrario e amplificarlo sui media. Non stupirebbe affatto scoprire che lo Stretto non sia mai stato minato e che l'unica difesa, come afferma il governo iraniano, provenga da missili e dall'uso di droni.

Il Presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf ha dichiarato: "Donald Trump ha fatto diverse affermazioni, tutte sono false.  Gli USA non hanno vinto la guerra  e con queste bugie  certamente non otterranno nulla nemmeno nei negoziati.  Il transito attraverso lo Stretto di Hormuz avverrà secondo la "rotta designata" e con "l'autorizzazione iraniana".  Che lo Stretto sia aperto o chiuso  le norme che lo regolano saranno decise sul campo, non da Trump sui social media..."

Non vale nemmeno la pena  commentare le dichiarazioni  di Donald Trump. Dice di vincere ogni giorno, fa gli accordi migliori e non fa che lamentarsi con i suoi alleati per non averlo soccorso quando si è buttato con il suo amico (Israele) dentro le sabbie mobili.

Il cessate il fuoco attuale tra Iran, Stati Uniti e Israele ricorda una scena di Per un pugno di dollari, con i tre personaggi che si tengono a distanza di sicurezza l'uno dall'altro.


1 - Israele tiene a distanza di sicurezza l'Iran, avendo la possibilità di ricominciare a bombardare sia obiettivi in Iran che in Libano in qualsiasi momento.
 
2 - L'Iran tiene a distanza di sicurezza gli Stati Uniti – può in qualsiasi momento chiudere nuovamente lo Stretto di Hormuz, aggiungendo un buon colpo all'economia mondiale (e a quella americana di conseguenza) che sta già precipitando nel baratro.

3 - Gli Stati Uniti tengono a distanza di sicurezza Israele – a Gerusalemme non possono ignorare  le indicazioni di Washington,  per il livello di dipendenza dalle forniture americane.

(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegato: 

Nicolai Lilin.  TRUMP RAGGIUNGE L’ACCORDO CON L’IRAN. LO STRETTO DI HORMUZ È APERTO:    https://www.youtube.com/watch?v=O26v975ZIO0

venerdì 17 aprile 2026

Il 22 aprile 2026 Coordinamento NO NATO

 


Il 4 aprile scorso è stata una giornata di lotta che ha messo nel mirino le basi e installazioni USA e NATO che sono disseminate nel nostro Paese.

Dalla base militare di Ghedi (Brescia), a quella di Capodichino (Napoli), passando per il ComandoOperativoVerticeInterforze nel quartiere di Cinecittà a Roma, dal quartiere di Borgo Panigale di Bologna dove passa l’oleodotto “della morte” NIIPS, fino alla mobilitazione popolare all’ingresso del Comando Nato di Firenze...centinaia di persone hanno gridato: “Fuori l’Italia dalla NATO, fuori la NATO dall’Italia”!

A queste iniziative, si sono aggiunte striscionate, volantinaggi, conferenze stampa in molte altre città (Bari, Palermo, Catania, Torino e altre).

La presenza di basi e installazioni USA e NATO è una vera occupazione del territorio, che prosciuga risorse, devasta l’ambiente, militarizza i quartieri popolari e rende l’Italia una piattaforma di guerra al servizio degli interessi imperialisti. Per questo mobilitarsi contro le basi USA e NATO significa oggi lottare concretamente contro la guerra, contro il carovita, contro la repressione del dissenso e contro la trasformazione del nostro Paese in bersaglio e complice delle scorribande militari degli USA e dei suoi alleati.

Vi invitiamo quindi a partecipare all’assemblea plenaria di mercoledì 22 aprile 2026 alle ore 20.30 per alimentare il confronto tra organismi e singoli sui passi da fare approfittando anche delle mobilitazioni dei prossimi mesi.


22 APRILE, ORE 20.30: ASSEMBLEA PLENARIA (ON LINE) DEL COORDINAMENTO NAZIONALE NO NATO

Per collegarsi: https://kmeet.infomaniak.com/hoshpvllhvypfcsr





giovedì 16 aprile 2026

Notizie dallo sfacelo globale... del 16 aprile 2026

 


Zelensky a sorpresa è arrivato a Roma (per la solita questua), dove ha avuto un incontro con il presidente della Repubblica, Mattarella, e con la prima ministra,  Meloni,  i due hanno riaffermato che "il sostegno all'Ucraina rappresenta una necessità strategica per la sicurezza dell'intera Europa". Sul fronte interventista si respira ottimismo per lo sblocco del "prestito" all'Ucraina di 90 miliardi di euro (a restituzione inesigibile a causa dell'imminente bancarotta dell'Ucraina) da parte della  UE.  Inoltre i  membri europei della NATO forniranno all'Ucraina 60 miliardi di dollari in aiuti militari entro il 2026 come annunciato dal Segretario Generale della NATO Mark Rutte all'inizio della conferenza di Ramstein a Berlino.

Altre notizie belliche dal fronte mondiale:

Nelle ultime ore, l'aviazione e l'artiglieria israeliane hanno condotto intensi raid su almeno 15 città e villaggi nel Libano meridionale.  In risposta, Hezbollah ha riferito del suo terzo attacco missilistico su Kiryat Shmona in 24 ore, nonché di oltre 30 operazioni di combattimento contro l'esercito israeliano. Gli scontri più intensi si stanno attualmente svolgendo nelle città di Bint Jbeil e Khiyam.

Il Pentagono si sta preparando per una operazione a Cuba, ha riferito USA Today citando fonti. Secondo il giornale, questo avverrà nel momento in cui Trump ordinerà di inviare truppe americane sul territorio della repubblica.

Secondo quanto riportato da Axios, che cita alcune fonti, i Democratici intendono presentare una mozione di impeachment contro Hegseth.  Il capo del Pentagono è accusato di sei capi d'imputazione:
Aver iniziato una guerra illegale contro l'Iran;
Attacchi contro civili;
Negligenza nella gestione di informazioni sensibili;
Ostruzione del controllo parlamentare;
Abuso di potere e politicizzazione dell'uso della forza militare;
Azioni lesive della reputazione degli Stati Uniti e delle sue forze armate.

Il prossimo conflitto a Cipro? La situazione sull'isola si è aggravata.  La Turchia ha iniziato il trasferimento di carri armati sull'isola; sono stati avvistati 15 blindati nella zona cuscinetto vicino al villaggio di Pyla. I militari turchi hanno issato la propria bandiera.

Gli Stati Uniti non intendono prorogare le deroghe alle proprie sanzioni nei confronti del petrolio russo e iraniano,  ha dichiarato il ministro delle Finanze americano.  Inoltre, gli Stati Uniti hanno avvertito una serie di banche cinesi della possibilità di imporre sanzioni secondarie contro di loro a causa del commercio con l'Iran.


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegato: 

Nicolai Lilin. Notiziario mattutino del 16 aprile 2026:   https://www.youtube.com/watch?v=9UHkJQLp8fo

martedì 14 aprile 2026

Povera Ungheria... povera Europa!

 


In Ungheria il successo di Tisza è andato oltre le più rosee previsioni e il partito di Magyar ha più dei 2/3 dei seggi parlamentari, cosa che gli consentirà di poter formare il governo senza nessun problema. Al terzo posto Mi Házank, a completare l'elenco delle tre sfumature di destra che siederanno in Parlamento.

Von der Leyen canta vittoria, dato che nella UE in molti sperano che la vittoria di Magyar servirà a rivitalizzare l'Unione, o almeno a riportare un po' di entusiasmo (a giudicare da quello che sta succedendo su Twitter missione compiuta, Calenda è al 99.9% di consensi); cantano vittoria anche a Kiev ma con meno entusiasmo, dato che sanno bene che la situazione non è semplice come si potrebbe pensare a prima vista.

La sostituzione di Orban con un governo più "filoeuropeo" ovviamente porterà (probabilmente) meno ostacoli per quello che riguarda i fondi da destinare all'Ucraina, anche se l'Ungheria non è il solo paese che si oppone (e bisognerà anche vedere cosa succederà ora che il "cattivo Orban" è stato eliminato e quei 91 miliardi di € bisognerà metterceli davvero); molto probabilmente ci sarà maggiore sostegno diplomatico all'accesso dell'Ucraina all'UE, ma anche qui non è solo l'Ungheria ad essersi opposta e il processo sarà talmente tanto lungo e complesso che la semplice vittoria di Magyar non lo modificherà.

Per l'Ungheria resta poi il nodo gravissimo della dipendenza energetica dalla Russia, che non dipende da Orban ma dalla geografia. È improbabile che Magyar intenda modificare la situazione, o semplicemente possa farlo; e in queste condizioni non è molto probabile trovarsi un'Ungheria allineata coi baltici o con la Polonia. Resta anche il nodo della minoranza ungherese in Ucraina, che non è semplice da digerire per un partito comunque di destra come Tisza (eh sì, non sono esattamente dei liberal progressisti). Trump, intanto, fa finta di niente. Orban chi? Vediamo che dirà la nostra Meloni...

Francesco Dall'Aglio
















Nota – Da parte russa è stato comunicato "Non inviamo congratulazioni a Paesi non amichevoli", ha dichiarato Peskov al giornalista di Life, "L'Ungheria è un Paese non amichevole, sostiene le sanzioni contro di noi"...