Frontiere
La Geopolitica è una scienza politica relativa ad una geografia condizionata da
esigenze economiche, sociali e demografiche, osserva e studia le profonde e
nascoste Forze e gli interessi che, nel tempo, determinano le vicende storiche,
quindi: profonde necessità economiche, sviluppi energetici, accordi, dissidi, guerre, schieramenti di
parte, ecc. Tutto questo A PRESCINDERE e SENZA considerare aspetti morali,
ideologici o altro.
Volenti o nolenti la geopolitica
recita un ruolo nella Storia e quindi va conosciuta e tenuta in considerazione
anche se può dare il vomito.
A mio parere però, nei tempi moderni, a
causa delle grandi possibilità di trasporto e diffusione di notizie in tempo
reale, certe forse di natura cosmopolita, ovvero non agganciate a realtà
nazionali, che si muovono per esercitare un potere mondiale trans e over
nazionale (nella fattispecie il Mondialismo) hanno di molto sminuito
l’importanza della Geopolitica o comunque determinano fatti ed eventi che
sfuggono all’indagine geopolitica.
Hitler, per esempio, rimase fregato
proprio dalla Geopolitica (Kar
Haushofer) e con lui soprattutto R. Hess, perchè aveva considerato, ragionando in
quei termini, che l’Inghilterra DOVEVA per forza venire a patti, altrimenti
avrebbe perso l’Impero. E invece questo non accadde perché certe “forze” che avevano in mano la City di Londra e Wall Street, attraverso
Churchill e Roosevelt, riuscirono a imporre la guerra a oltranza.
Altro esempio
fu Saddam Hussein, il quale ragionando in termini Geopolitici, riteneva
giustamente impossibile che la Russia di Gorbaciov avrebbe acconsentito a far
invadere l’Irak, importante cerniera strategica di interesse sovietico. E invece
la classe dirigente russa, post caduta del muro, acconsentì, perchè Gorbaciov,
russo di nascita, in realtà era un uomo delle lobby massoniche
internazionali.
Così qui in Italia, dove non si
possono definire “italiani” uomini come Prodi, Monti, Draghi ecc., perché in
realtà sono uomini del mondialismo.
Stessa cosa la Turchia. Ragionando
in termini politici, la Turchia dovrebbe muoversi, sia pure con cautela, su basi
euro asiatiche. Ed invece questo non accade, perché dagli inizi del secolo
scorso in Turchia ci sono movimenti, uomini e forze di natura extranazionale che
condizionano il paese anche contro i suoi interessi geopolitici.
Qualcuno però risponderebbe che
tutto questo è “transitorio” e che, con il tempo, alla lunga, le esigenze
geopolitiche vengono fuori. Io ne dubito.
Maurizio Barozzi
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Che cos'è la
geopolitica?
Tratto da: Geopolitica,
vol. I, no. 3 (Autunno 2012) CHE COS'E' LA GEOPOLITICA? "Geopolitica" è oggi un
termine molto in voga, usato e persino abusato. Infatti, lo si ritrova spesso
utilizzato come sinonimo di "politica internazionale", affrontata non di rado
con un approccio giornalistico. In realtà, la Geopolitica vera e propria è
qualcosa di diverso. Si tratta d''una disciplina accademica che si sta
affermando ...
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Commento di Joe Fallisi: "Per me si tratta semplicemente di una delle tante religioni laiche inventate dall'uomo, e con tutti i suoi inevitabili dogmi grotteschi e falsa coscienza giustificatrice - simile all'ideologia gastromaterialisticodialetticointestinale del rabbi di Treviri e del suo finanziatore in kosherwürstel e crauti, che pure "prescinde" con debito ghigno patibolare e contempla asetticamente tutto un muoversi storico di pedine e forze "oggettive", "materiali", proprio perciò prevedibili... a posteriori. Voglio far anche presente che 'sti tizi, per far quadrare, in relazione alla Turchia, i loro conti sempre più sballati, ora blaterano anch'essi senza vergogna di "primavera araba" e definiscono la Giamahiria e la Repubblica Araba di Siria come "regimi autoritari del Nord Africa e del Vicino e Medio Oriente". Sembra di sentire un qualunque "geopolitico" anglogiudamericano. La "geopolitica", del resto, è nata in quelle lande, con l'albionico Halford Mackinder (cfr. http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/94997).
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