lunedì 7 aprile 2025
Macaron. Mors tua vita mea aut vita tua mors mea?
domenica 6 aprile 2025
Puglia. Cavalli macellati illegalmente...
In seguito alla scoperta di una rete di macellazione clandestina di cavalli, emersa grazie a un'operazione condotta dai Carabinieri del NAS di Perugia e coordinata dalla Procura locale, LEAL aveva presentato una denuncia formale per gravi reati commessi contro questi animali. L'indagine ha portato allo smantellamento di un'attività illecita in cui cavalli provenienti da diverse regioni italiane, inclusa l'Umbria, venivano macellati clandestinamente in Puglia.
Sono state emesse misure cautelari nei confronti di sette persone, tutte agli arresti domiciliari dal 5/7 febbraio 2025, accusate di reati di associazione per delinquere, maltrattamenti e uccisione di equini, commercio di prodotti pericolosi per la salute e falsità ideologica in pubblici registri. Gli animali, spesso non destinati alla produzione alimentare, venivano sottoposti a condizioni disumane e maltrattamenti prima di essere macellati illegalmente.
Il processo per quattro degli imputati si terrà presso il Tribunale Penale di Perugia, in composizione collegiale – IV Collegio, l'11 giugno 2025 alle ore 9:00 presso l'aula udienze della Sezione Penale.
LEAL ribadisce il suo impegno nella difesa dei diritti degli animali e nella lotta contro ogni forma di sfruttamento e maltrattamento. Sosteniamo la causa legale per garantire giustizia a questi animali e per prevenire future violazioni.
Gian Marco Prampolini, Presidente LEAL commenta: "La scoperta di questa rete di macellazione clandestina è un ulteriore esempio della crudeltà e dello sfruttamento che gli animali subiscono in Italia. LEAL chiede che vengano applicate le massime pene per i responsabili di questi crimini e sollecita un rafforzamento dei controlli e delle normative per prevenire tali abusi. È fondamentale che la società riconosca gli animali come soggetti senzienti e non come semplici oggetti di sfruttamento."
mob. 328 044 0635
sabato 5 aprile 2025
UE. Ed un kit contro la demenza?
“Prima dell’Emergenza: manuale di Preparedness in tempi di crisi” – Recensione: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2017/12/02/prima-dellemergenza-manuale-di-preparedness-in-tempi-di-crisi-recensione/
venerdì 4 aprile 2025
Slovacchia. “Terroristi georgiani, sponsorizzati dall'Ucraina, tentano di destabilizzare il Paese"...
Il primo ministro slovacco Fico, ha denunciato che i terroristi filonazisti della “Legione Nazionale Georgia”, che sta combattendo dalla parte di Kiev in Ucraina, sono coinvolti nelle proteste antigovernative nel Paese. Ha accusato il comandante e reclutatore della “Legione georgiana” Mamuka Mamulashvili e i manifestanti, di pianificare le proteste per tentare un colpo di stato violento. Secondo Fico, “gli organizzatori delle proteste pianificano preordinatamente gli scontri con le forze di sicurezza”. A Mamulashvili è stato vietato di entrare in Slovacchia ma i suoi scherani vi si sono infiltrati con l'aiuto ucraino ed occidentale.
Chi sono i mercenari georgiani al lavoro in Slovacchia?
In Russia, Mamulashvili è stato condannato in contumacia a 23 anni di carcere. La corte ha stabilito che nel 2014 al 2015, con l’assistenza della leadership politica ucraina, ha creato la formazione paramilitare “Legione Nazionale Georgia”. Mamulashvili ha partecipato personalmente come comandante mercenario, alle ostilità a fianco delle forze dell’ordine ucraine contro le milizie delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk e poi contro le forze armate della Federazione Russa. I mercenari della “Legione georgiana” sono stati coinvolti nelle torture e omicidi di civili.
giovedì 3 aprile 2025
Coordinamento nazionale No NATO. Resoconto Assemblea Plenaria del 23 marzo 2025
Federico Roberti e Piero Vannuccini; - Coordinamento Paradiso; Patrick Boylan – Rete No War; Emanuele Lepore-ANVUI; Beppe Corioni - Donne e uomini contro la guerra Brescia; Chiara Masini- P.Carc;
Antonino Casale - Comitato volontario per la difesa dei cittadini Vicenza; Gabriele Abrotini- Resistenza Popolare; Marianna Panico – Generazioni Future, Gallery Art e Tavolo uniti contro la guerra; Riccardo – No Comando Nato né Firenze né Altrove; Virginia Dessì – No Muos; Gabriele Giovanoli – Carpi Consapevole; Riccardo Paccosi - Bologna; Fabio De Maio – Indipendenza e Coordinamento modenese contro la guerra.
Emanuele Lepore apre la riunione che serve per fare il punto sulle iniziative delle giornate del 4-5-6 aprile. Sottolinea il senso dell’appello, ossia quello di approfittare della data del 76° anniversario della fondazione della Nato per spingere i vari territori, i vari organismi attivi nella lotta contro la Nato e la guerra ad attivarsi. L’accelerazione della Terza guerra mondiale (vedi elezioni Trump che pone l’obiettivo dell’aumento al 5% del PIL dei paesi NATO delle spese militari e il piano di riarmo dell’UE) rende ancora più necessario che ogni organismo si attivi per denunciare il ruolo nefasto della Nato ma anche delle istituzioni europee che in nome della “democrazia” e di “decenni di pace” (ovviamente senza considerare i vari conflitti a cui molti paesi UE hanno partecipato al carro della Nato e senza considerare le aggressioni alla ex Jugoslavia) vogliono continuare a trascinare il nostro paese nella spirale di guerra. In questo contesto il Governo Meloni è sottomesso a Nato e UE e promuove la guerra: è necessario quindi coordinare e unire i vari territori, valorizzando ogni esperienza e capacità dei vari organismi locali, per alimentare la mobilitazione più generale contro la Nato e la spirale della Terza guerra mondiale. Questo è uno degli obiettivi del CNNN. Per il 4-5-6 aprile sono state convocante anche altre mobilitazioni non direttamente collegate all’appello del CNNN, mobilitazioni che non era possibile prevedere quando a metà febbraio il CNNN si è riunioni per lanciare queste giornate di lotta. Come Coordinamento non entriamo in conflitto con le altre mobilitazioni, al contrario queste ci permettono di aggiungere un pezzo con parole d’ordine chiare e nette anche in quelle iniziative e mobilitazioni dove non lo sono: no alla Nato, no all’economia di guerra (dall’aumento del carovita, alla conversione bellica dell’industria civile, no al piano Rearm Europe e alla repressione del dissenso) e no alla propaganda di guerra. La lotta che conduciamo ha nemici e obiettivi precisi: l’UE belligerante al carro della Nato, la Nato stessa e il Governo Meloni supino alle politiche di guerra dettate da esse.
Emanuele conclude l’intervento invitando i presenti a collettivizzare le varie esperienze locali sui vari territori e a mandare le info delle varie iniziative alla mail del coordinamento (coordinamentonazionalenonato@
Interviene Riccardo del No Comando Nato né a Firenze né altrove che parla della manifestazione promossa dal suo Comitato per il 5 aprile a cui stanno aderendo varie realtà, il cui scopo è quello di collegare l’economia di guerra alle reali esigenze della popolazione (risorse sottratte alle vere necessità in funzione dello sviluppo della guerra), quindi far emergere quanto aumenta sempre di più il distacco delle esigenze popolari dalle amministrazioni locali. Altra data importante è quella del 4 aprile in cui sarà organizzato un presidio davanti alla caserma Predieri dove la NATO vuole fare il comando sud Europa, seguito da un volantinaggio nei quartieri popolari del circondario.
Prende parola Riccardo Paccosi, esponente del comitato di Villa Paradiso e che ha avviato una collaborazione con il Coordinamento No Nato dell’Emilia Romagna. Parla della sua esperienza tesa a creare una rete di realtà che lottano contro la Nato (ad oggi Genova, Verona, Bologna, Modena e Parma) e della necessità di fare pubblicità congiunta con tutte le iniziative che ci sono per dare un impatto maggiore. Nel futuro propone di fare ordinariamente presidi nello stesso giorno in maniera coordinata.
Interviene Federico Roberti che aggiorna sulle iniziative su Bologna: verrà organizzato un presidio davanti al rettorato di Bologna per denunciare la collaborazione dell’Università con l’Entità sionista. Inoltre, su Bologna è in discussione l’attività da svolgere in vista della manifestazione europeista a Bologna per il 6 aprile chiamata in scia alla mobilitazione indetta il 15 marzo a Roma da Repubblica e in merito alla contro manifestazione promossa da Potere al Popolo.
Interviene Piero Vannuccini di Bologna che sviluppa un ragionamento sulla natura della Nato, un organizzazione che ha alle spalle esigenze economiche ben precise in un contesto in cui il capitalismo è in crisi e nella guerra trova strade per farvi fronte, per il fatto che le contraddizioni interne agli USA sono al limite e questi non riescono più a sopravvivere al loro debito al punto che per garantire la propria sopravvivenza devono investire maggiormente sui propri piani di guerra.
Chiara Masini aggiorna sulle mobilitazioni a Roma: il 4 aprile verrà promosso un presidio che prenderà di mira il COVI, nei fatti una base Nato sotto copertura, costruendo la giornata con una serie di diffusioni a La Sapienza volte ad intercettare gli studenti.
Interviene Patrick Boylan che chiede a Paccosi di inviare la lista iniziative di cui è a conoscenza e che propone di intervenire come CNNN alla manifestazione del M5S del 5 aprile a Roma, portando i contenuti del CNNN.
Gabriele Abrotini parla del presidio che organizzeranno nel centro di Ravenna.
Interviene Beppe Corioni che parla delle due iniziative che promuoveranno: sabato 5 aprile davanti alla base militare di Ghedi in cui chiameranno a raccolta tutte le realtà contro gli armamenti e un secondo presidio, sempre davanti alla base (previsto per il 26 marzo), per contestare la militarizzazione delle scuole in occasione di una visita organizzata di studenti presso la base. Sottolinea che sostengono non solo l’uscita dell’Italia dalla Nato ma lo scioglimento della Nato in quanto organismo criminale.
Emanuele Lepore prende parola e aggiorna sulle iniziative promosse a Milano: è in corso di definizione per il 4 aprile un presidio sotto gli uffici Nato che rappresentano il quartiere generale della base di Solbiate Olona e nella stessa giornata a Milano verranno fatti due piccoli presidi che raccolgono forze locali per propagandare materiale contro la Nato e la guerra. A Busto Arsizio, nei pressi di Solbiate Olona, il 5 aprile ci sarà un corteo cittadino. Inoltre, sempre per questa data, sia ad Arezzo che a Lecco ci saranno assemblee. Sottolinea l’importanza dell’assemblea pubblica promossa dal collettivo Millepiani di Arezzo, aderente al CNNN, che si svolgerà in un palazzo comunale e che deve far riflettere sull’importanza di portare all’interno di strutture simili le nostre parole d’ordine anche per portare lo schieramento della lotta contro la Nato e la spirale della Terza guerra mondiale nelle stesse amministrazioni locali. Infine, il 5 ci saranno iniziative a Trieste e Cagliari.
Interviene Marianna Panico che parla dell’esperienza positiva di presentazione del coordinamento a Napoli e della realtà del Tavolo Uniti contro la guerra, un insieme di organismi che è partito dalla necessità di mobilitarsi in solidarietà alla Palestina. Per le giornate del 4-5-6 aprile hanno definito varie iniziative: il 4 aprile faranno un flash mob davanti all’ex base Nato di Bagnoli e avvieranno il censimento di tutti gli edifici militari e statali dismessi che devono essere riconvertiti a beni comuni, a maggior ragione stante l’emergenza bradisismo. Il 5 aprile a Casoria interverranno nelle scuole assieme all’Osservatorio contro la militarizzazione di scuole e Università mentre il 6 aprile ospiteranno una delegazione della PAM (piattaforma antimperialista mondiale) alla Galleria Principe di Napoli per un convegno in cui delegati sud coreani porteranno informazioni di prima mano sulla situazione nel loro paese.
Gabriele Giovanoli che dice che la sua organizzazione confluirà 5 aprile a Modena nell’evento organizzato da Fabio De Maio mentre il week end successivo a Carpi ci sarà la presentazione del CNNN. Conclude dicendo che è giusto avere obiettivi ambiziosi, come l’uscita dalla Nato e il suo scioglimento, ma occorre andare per gradi e fare un passo dopo l’altro.
Riprende parola Beppe Corioni per comunicare che anche a Brescia venerdì 28 faranno un’iniziativa con i sud coreani e, riprendendo quanto detto da Giovanoli, dice che bisogna imparare a fare passo dopo passo ma è necessario mettere al centro l’analisi: la parola d’ordine di uscire dalla Nato è già qualcosa ma l’obiettivo deve essere quello del suo completo scioglimento.
Interviene Fabio De Maio di Modena che afferma che come aggregato si muovono sulle parole d’ordine del no al riarmo e no alla Nato. Stanno cercando di interfacciarsi con altre realtà tra cui 9MQ per fare un evento in diretta che colleghi le varie piazze che si mobilitano in contemporanea fermo restando l’autonomia di ogni città, propone di fare un flyer unico che raccolga tutte le iniziative.
Emanuele Lepore, rispetto alle iniziative da svolgersi in contemporanea chiarisce che il CNNN ha lanciato la mobilitazione per 4-5-6 perché copre il fine settimana (c’è chi preferisce organizzarsi per la data del 4 per intervenire sulle aziende, chi invece si mobiliterà le altre due giornate perché più congeniali per fare iniziative pubbliche e assemblee); il principio è quello di dare massima libertà d’azione ai territori, converge il più possibile e dare forza a ogni iniziativa. Tutte le iniziative saranno fatte circolare senza pretese di mettere nessun cappello perché appunto l’ obiettivo è quello di valorizzare tutti gli organismi, ognuno con propri simboli e bandiere, mettendo a disposizione un volantino che ognuno potrà valorizzare.
Chiara Masini interviene sulla proposta di intervenire come CNNN alla manifestazione indetta dal M5S valutando positivamente la partecipazione del coordinamento: la questione non è quella di aderire o meno alle loro parole d'ordine ma valorizzare questo spaccato per inserirsi con parole d'ordine più nette e chiare e quindi il gruppo romano parteciperà con questi intenti (già era stata fatta una riunione del gruppo locale in cui si era trattata della questione).
Beppe Corioni invita tutte le realtà a sottolineare nel loro interventi della pericolosità del ddl 1660, di legare le giornate di mobilitazione alla denuncia dei tentativi repressivi in corso e all’approvazione dell’articolo 31 che dà la possibilità ai servizi segreti di delinquere per difendere lo Stato, compresa l’infiltrazione nelle organizzazioni terroristiche. Federico Roberti sottolinea che hanno trovato il coraggio di mettere nero su bianco ciò che fanno già da 50 anni e che adesso sta a noi giocare le nostre carte. Emanuele Lepore interviene dicendo che questo è un ambito di mobilitazione del CNNN, infatti tra le parole d’ordine abbiamo inserito il No alla repressione del dissenso. Il decreto nei fatti stenta ad essere approvato ma ciò non toglie che passi avanti in questa direzione vengano fatti, a guidarli c’è la paura dell’opposizione organizzata.
Infine, Antonino Casale non riesce a intervenire per problemi di collegamento ma manda un contributo scritto in cui parla dell’intervento che metteranno in campo a Schio e nell’Alto Vicentino con centro Montecchio Maggiore, Bassano del Grappa e Vicenza, sede delle basi USA. Perno delle iniziative sarà l’uso del gazebo nelle piazza e negli spazi frequentati dalla popolazione. Ribadisce l’importanza di puntare alla costruzione di una rete e promozioni di momenti comuni il più orizzontali possibili. Quindi operare con la massima cautela e contro i vari settarismi, onde evitare che il settarismo pervada il movimento e presti il fianco ai nemici.
Coordinamento nazionale No NATO. coordinamentonazionalenonato@
mercoledì 2 aprile 2025
Previsione geopolitica: "Chi è causa del suo mal pianga se stesso!" ...
Ora aspettano che l'Europa si sfianchi in guerra e indebolisca sempre più la Russia, mentre gli americani aspettano il momento giusto, quando cioè le due parti dell'Europa, Est ed Ovest, saranno bruciate ben bene ed allora gli yankee potranno intervenire per raccogliere gli ultimi frutti. Questa è l'attuale politica di Trump, l'affarista, che si avvantaggia della imbecillità totale degli Ueisti + Perfida Albione. Alla fine tutta l'Europa sarà un cratere puzzolente e lui potrà raccogliere quel che resta delle risorse del sottosuolo (non solo di quello ucraino). Così almeno spera!
La Russia ad un certo punto avrà solo due possibilità: iniziare un conflitto globale nucleare o finire in braccio alla Cina. L'America di Trump intanto si prepara a garantirsi quel che ritiene la sua eredità: Canada (mentre l'U.K. sarà affondato) e Groenlandia (con la Danimarca scomparsa nel polverone). L'ultima spiaggia australiana sarà occupata dai cinesi mentre India e Pakistan compiranno finalmente la loro nemesi storica, come nel Mahabharata. Se alla fine resterà qualche umano sparso in Nuova Zelanda o nella Terra del Fuoco, potrà ricominciare daccapo l'evoluzione, o nascerà una nuova specie più intelligente (topi, scarafaggi...?)
Intanto Trump, il furbacchione, continua a correre qua e là. Era scontento di Zelensky, ora è scontento di Putin. Sembra che abbia un generatore di numeri casuali nella testa. Nemmeno chi gli sta intorno capisce più dove andrà a parare.
Nel frattempo, il gioco del cessate il fuoco in Ucraina è terminato. Trump sta guadagnando slancio con nuovi azzardi e bluff. Mentre il numero di droni utilizzati da entrambe le parti ammonta a migliaia. I nazisti ucraini sparano munizioni a grappolo, lanciano missili in Russia con l'ausilio dell'intelligence occidentale e fanno attentati terroristici dove capita, intanto aumentano i mercenari "volenterosi" giunti da varie parti del mondo "democratico e libero" ed anche Putin è costretto a richiamare alle armi giovani leve ed infine, anche se non vorrebbe, dovrà chiedere aiuto ai cinesi ed a questo punto la frittata è fatta!
Una cosa è certa. Qualunque cosa dicano i geopolitici, la vera politica è ora sul campo di battaglia. Nelle trincee. Negli occhiali degli operatori di droni FPV. Nel mirino dei cecchini. Nel passo pesante dei volenterosi stormtrooper. Nel sibilo dei caccia bombardieri in prima linea, nel rombo dei carri armati e dei missili ipersonici. Nell'immediato Zelensky ha affermato che "il 4 aprile p.v. si terrà un incontro con una ristretta cerchia di Paesi amici, pronti a schierare un loro contingente in Ucraina".
Che il concerto in corso stia prendendo una piega melodrammatica non è solo un mio sospetto. Scott Ritter, l'ex agente dell'intelligence statunitense, ha osservato che "dopo una speranza iniziale, l’amministrazione Trump sembra tornare agli stessi principi che svantaggiano la Russia in qualsiasi accordo di pace”.
Nel frattempo, il corrispondente della Fox News Jackie Heinrich, citando fonti, riferisce su X che l'amministrazione Trump, ha ripreso a sostenere pienamente l'esercito ucraino con l'intelligence satellitare e sta valutando l'introduzione di sanzioni severe contro la Russia ed altrettanto stanno decidendo gli europeisti.
Paolo D'Arpini
Come cantava Nicola Arigliano: "La cosa è sicura è solo questione di tempo...": https://www.youtube.com/watch?v=IYPsnxZ8uWo
martedì 1 aprile 2025
Dubbi sulla NBC. Con chi è arrabbiato Donald Trump? Con zelensky o con Putin?
Articolo collegato: https://paolodarpini.blogspot.com/2025/03/trump-londivago-naviga-vista-tra-russia.html