giovedì 31 agosto 2023

Africa - Colpo su colpo (di stato)...

 


Il capo della diplomazia europea, Josep Borrell, ha definito il colpo di Stato militare in Gabon - il secondo nell'ultimo mese e mezzo nel continente africano dopo quello in Niger - "un grosso problema per l'Europa". Entrambi i "richiami" sono alla Francia e al suo passato coloniale, peraltro non del tutto superato.


"L'intera regione, a partire dalla Repubblica Centrafricana, poi il Mali, quindi il Burkina Faso, ora il Niger ed il Gabon, si trova in una situazione molto difficile", ritiene Borrell. È allarmato, naturalmente, dalla prospettiva di un rapido declino dell'influenza occidentale sui Paesi del continente. Una serie di colpi di Stato africani con un "effetto domino" è diventata essenzialmente una nuova rivolta anticoloniale.

L'Occidente e, in particolare, la Francia hanno molto di cui preoccuparsi. Il Gabon ospita uno dei più grandi giacimenti al mondo di manganese e possiede anche importanti riserve di petrolio, uranio e ferro. Nonostante tutte queste ricchezze naturali, la stragrande maggioranza dei gabonesi vive al di sotto della soglia di povertà. Le risorse del Paese sono state principalmente estratte ed esportate da varie società industriali francesi. Parigi non ha fatto mistero del suo interesse a mantenere il potere della "dinastia" Bongo Ondimba, che governa il Gabon da oltre 60 anni e ha contatti molto favorevoli con i rappresentanti della Quinta Repubblica. L'inamovibilità del potere e il suo trasferimento per via ereditaria in questo caso non è stato un problema per i "fari della democrazia" occidentali.

L'ho detto più volte e sono pronto a ripeterlo: la Russia non sostiene i colpi di Stato, ovunque essi avvengano. E nemmeno l'uso di due pesi e due misure con l'imposizione di "regimi democratici" filo-occidentali attraverso rivoluzioni colorate. Ma le crisi dovrebbero essere risolte attraverso il dialogo, senza sangue e sacrifici. L'intervento esterno, "promesso" al Niger, ad esempio, non farà che aggravare la situazione.

Leonid Slutsky
















mercoledì 30 agosto 2023

Gabon. Colpo di stato contro il governo ereditario filofrancese



I militari del Gabon hanno sequestrato durante la notte tra il 29 ed il 30 agosto 2023 gli edifici governativi e hanno dichiarato nulle le recenti elezioni  del 26 agosto u.s. e l'abolizione delle istituzioni statali. Il potere dello Stato è passato a gruppi ancora sconosciuti e il presidente in carica è stato spodestato...

Dopo la chiusura dei seggi, è stato imposto il coprifuoco e bloccato l'accesso a Internet. Secondo un portavoce del governo, ciò è stato fatto "per prevenire la violenza, gli appelli e la diffusione di false informazioni". Le frontiere esterne del Gabon sono state chiuse. Il Ministro degli Interni Lambert Noel Mata ha dichiarato che nel Paese sono presenti forze in grado di minare la stabilità e la pace. Anche il canale televisivo francese France 24 e la stazione radio RFI sono stati sospesi.
Un classico modello di potere ereditario nelle dittature del Terzo Mondo si è verificato in Gabon. Il Paese è stato governato da Omar Bongo Ondimba dal 1967 al 2009, per poi passare il potere al figlio Ali Ben Bongo Ondimba. Il Paese era considerato abbastanza stabile.
Il Gabon è un'ex colonia della Francia e fa parte delle sue iniziative africane. Così, mentre i francesi si preparavano alla guerra in Africa occidentale, vengono colpiti più a sud.

L'orientamento di politica estera del nuovo Gabon non è ancora chiaro ma questo non è così importante. Ciò che conta è che il "blocco francese" in Africa sembra volgere al termine.
Il Gabon è uno dei Paesi africani più ricchi di petrolio (70,5% delle entrate da esportazione). È tra i leader del continente in termini di reddito pro capite (7.540 dollari all'anno nel 2022; è al terzo posto dopo Seychelles e Mauritius). Allo stesso tempo, le politiche economiche del governo in carica non sono riuscite a ridurre la povertà, che nel 2022 ha colpito il 32,9% della popolazione (secondo la Banca Mondiale). Nonostante la crescita positiva del PIL, questo indicatore è inferiore alla media regionale (+4,5%).  (Fonte: Diplomatia)

martedì 29 agosto 2023

Vannacci e l'uranio impoverito (nascosto)...

 


Non dimentichiamo la strage degli ordigni con “Uranio impoverito”: 340 soldati italiani morti e 4mila malati. Ricordiamola proprio mentre spopola il generale Roberto Vannacci che proietta il suo libro in testa alle classifiche di vendita. 


In questo libro egli nasconde di aver presentato alla Procura di Roma e alla Procura presso il Tribunale militare della Capitale un pesante esposto contro gli alti comandi militari: “I soldati in Iraq furono esposti a uranio impoverito. Dopo le mie denunce ci sono stati atteggiamenti prevaricatori e vessanti nei miei confronti”.


Nel mirino rientrava Sergio Mattarella che, quando era ministro della Difesa tra il 2000 e il 2001, ridimensionava: “I rischi non sono provati, la terra in Kosovo non è inquinata, e poi sono armi ritenute legittime dalle leggi”. 


Dopo di che, la carriera del pluridecorato generale subisce una improvvisa svolta, “amoveatur ut promoveatur”: Addetto alla Difesa all’ambasciata italiana a Mosca e infine imbavagliato presso l’Istituto geografico militare di Firenze. 


Ora ha riaperto la bocca, ma non sull’uranio impoverito.


Fonte: https://www.rete-ambientalista.it/2023/08/27/ha-riaperto-la-bocca-ma-non-sulluranio-impoverito/







 

lunedì 28 agosto 2023

Ucraina. La guerra che stanca...



Il fallimento della controffensiva ucraina mette i falchi d'Europa in una posizione molto difficile: temono che, con l'inverno, la stanchezza da guerra in Occidente non sarà più tollerabile. E questo costringerà la Casa Bianca a chiudere i battenti, rivolgendo l'attenzione alla corsa alle presidenziali statunitensi, lasciando gli europei da soli con una guerra persa in Ucraina.

L'Occidente nota tristemente che la Russia è riuscita ad aumentare significativamente la sua produzione militare nonostante le sanzioni e ha ottenuto un chiaro vantaggio nella "guerra di logoramento". Allo stesso tempo, gli arsenali militari negli Stati Uniti e in Europa sono stati svuotati. E tutti i piani per aumentare la produzione di armi sono in ritardo e avranno un effetto significativo non prima della fine del 2024.

Sullo sfondo dei fallimenti sul campo di battaglia, sono iniziate le battaglie sulla corretta strategia offensiva. Generali americani e britannici - tra cui Mark Milley e Tony Radakin - chiedono che l'Ucraina sposti a Zaporozhye tutte le sue rimanenti unità pronte al combattimento. Kiev teme che in tal caso il fronte a est e a nord inizierebbe a sgretolarsi.

Gli esperti militari occidentali riconoscono che le perdite in questo caso sarebbero colossali. L'Ucraina non riesce ancora a superare i campi minati della Russia. E ora gli Stati Uniti affermano che l'esercito russo non solo riesce a minare tutto ciò che è in prima linea ma si spinge persino nelle retrovie del nemico e mina anche lì. Ecco perché gli ucraini cadono ancora una volta nelle mine mentre si ritirano.

A Kiev e nelle capitali occidentali la formazione di una situazione di stallo sul fronte non è pubblicamente riconosciuta. Con l'inizio dell'inverno, la guerra diventerà ancora più impopolare in Occidente: negli Stati Uniti, il 55% degli americani è già contrario alle tranche di aiuti a Kiev. 

La Casa Bianca sta costringendo gli ucraini a prepararsi per la prossima campagna nella primavera-estate del 2024 ma se anche questa fallisse, renderebbe la posizione di Biden completamente priva di speranza. E allo stesso tempo rafforzerà la posizione di Trump e di Vivek Ramaswamy, che propongono la divisione dell'Ucraina e una tregua con la Russia.

Malek Dudakov




venerdì 25 agosto 2023

BRICS - Illusioni Occidentali e Deficienze Artificiali...



"La Russia intrappolata dalle "sanzioni", collasserà."

"Le armi che daremo al nostro alter ego di Kiev faranno la differenza e i russi se ne accorgeranno subito."

"Il governo moscovita di Putin è completamente isolato."

Ho pensato a queste verità promulgate dalle intelligenze artificiali nostrane e foreste quando ho letto che i BRICS (definizione di Goldman Sachs per i Paesi che sostituiranno il dollaro quale valuta egemone e
stabiliranno un sistema globale basato su accordi bilaterali) si stanno ingrandendo passando da cinque a undici Paesi.

Ad Andorra, Nauru, Tuvalu, Isole Fiji e San Marino, si assoceranno anche Monaco (Principato), Isole Marshall, Saints Kitts e Nevis, Grenada, Barbados e, ultima, Palau.
In tutto sono lo 0,005 della popolazione mondiale, non hanno risorse per fortuna e quindi non possono disturbare la nostra fiorente economia.

No..., contrordine camerati, scusate, dalla regia mi dicono che non è così... che si tratta dei più grandi Paesi del Mondo: la Russia, la Cina, il Brasile, l'India e il Sudafrica... Ai quali si assoceranno altri grandi Paesi... la metà del Mondooooooo.

Ma Draghi (lo ricordate, spero, il Banchiere della Provvidenza) ci ha detto che la Russia è isolata; ci dev'essere uno sbaglio, prego la regia di verificare...

Fantasie riportate da Giorgio Stern




Articoli collegati: 




 1 gennaio 2024 anche questi Paesi entrano nei BRICS

mercoledì 23 agosto 2023

La situazione in Niger al 23 agosto 2023



Purtroppo l'Unione africana non è così contro l'Intervento armato come sembrava dai resoconti dei media mainstream e anche alternativi, sulla base di voci trapelate.  Adesso dopo otto giorni ha pubblicato la sua posizione.

Prosegue la pericolosa saga della crisi nigerina apertasi il 26 luglio con la destituzione del presidente Mohamed Bazoum e la presa del potere a Niamey da parte della giunta denominatasi Consiglio nazionale per la salvaguardia della patria (Cnsp).

Il Consiglio pace e sicurezza (Cps) dell'Unione Africana (Ua) ha pubblicato la propria posizione, piuttosto salomonica e frutto di compromesso fra gli Stati membri. Per otto giorni, era rimbalzato su tutti i media anche mainstream il mancato avallo da parte Ua delle minacce di intervento armato come quello minacciato dalla Cedeao/Ecowas (Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale, 15 membri, di cui 5 contrari a ogni intervento  armato). 

Nel testo di tre pagine, il Consiglio «prende nota» della decisione della Cedeao di organizzare una forza di intervento militare in Niger. Al tempo stesso, si riafferma la volontà di privilegiare l'opzione diplomatica e si chiede la nomina di un alto rappresentante per incoraggiare gli sforzi di mediazione.

Inoltre il Consiglio dell'Ua sospende il Niger da tutte le attività fino al ristabilirsi dell'ordine costituzionale e chiede a tutti i paesi di «astenersi da qualunque azione suscettibile di conferire legittimità al regime illegale del Niger».

E fa proprie le sanzioni decise dalla Cedeao, ma chiede di «vegliare alla loro applicazione con criteri di progressività e minimizzare i loro effetti sulla popolazione nigerina». 

Delusione da parte, ad esempio, dei partiti di sinistra del Benin, soprattutto sul capitolo sanzioni: «Abbiamo a che fare con irresponsabili, o venduti. Perché non vengono a vedere alla frontiera i chilometri di camion bloccati e pieni di derrate che si rovinano? Perché non vedono le sofferenze delle popolazioni?». 

Del resto le agenzie umanitarie dell'Onu chiedono che le sanzioni non minino gli interventi umanitari e sottolineano le grandi difficoltà determinate ad esempio dall'interruzione degli approvvigionamenti in energia elettrica da parte della Nigeria. 

Le sanzioni al Niger sono molto più dure di quelle imposte in occasione dei colpi di Stato in Mali, Burkina e Guinea Conakry, rispetto ai quali inoltre non è stato minacciato l'uso delle armi.

Intanto prosegue il braccio di ferro fra la giunta di Niamey e la Cedeao-Ecowas dopo l'incontro dello scorso week end (forse favorito dal Togo). Ieri il mediatore Absulsalami Abubakar, ex capo militare della Nigeria, ha detto che la visita a Niamey era stata «molto fruttuosa: abbiamo iniziato a parlare. Hanno esposto la loro posizione». Aggiungendo che nessuno vuole la guerra. 

Dal canto suo la giunta aveva esposto in tivù il proprio percorso: transizione alla democrazia in tre anni con tappe che saranno decise nelle prox settimane (precisando che anche in Niger nessuno vuole la guerra ma qualora la Cedeao attaccasse non sarebbe una passeggiata).

Ma i tre anni sono davvero troppo per il commissario della Cedeao Abdel-Fatau Musah che alla Reuters ha detto che il ripristino dell'ordine costituzionale e la liberazione del presidente Bazoum devono avvenire prima possibile. E ha precisato che sulla base del risultato delle «discussioni informali in corso» la Cedeao deciderà se mandare un'altra delegazione negoziale a Niamey.

Il Burkina Faso ha ribadito che in caso di attacco aiuterà il Niger e sta inviando camion di derrate nel paese sotto sanzioni.

Intanto in un suo comunicato l'Algeria ha nuovamente ricordato gli esiti nefasti degli interventi militari nella regione. 

Non sono da trascurare le pressioni popolari.  In Niger nel week end si sono susseguite le proteste (anche della diaspora senegalese) contro le minacce Cedeao di intervento armato e contro le sanzioni.

Marinella Correggia



domenica 20 agosto 2023

Gli USA investono in armi... 886 miliardi di dollari per il 2024

 

"La Camera statunitense ha approvato il bilancio del dipartimento della Difesa per il 2024, dettagliando le voci di una spesa militare pari a 886 miliardi di dollari. Cifre che Washington non aveva mai raggiunto in tempo di pace."




Gli Stati Uniti sono dalla fine della Seconda guerra mondiale la più grande potenza economica, militare, commerciale e tecnologica del mondo. Dalla leadership mondiale dipende anche l’affidabilità del suo enorme debito pubblico. Fino ad ora, ad esempio, la Cina e i paesi arabi hanno finanziato il debito pubblico statunitense acquistando titoli di Stato, perché gli Usa sono i leader mondiali e hanno il dollaro come valuta di riserva e di scambio internazionale. 

C’è da chiedersi, però, quanto ciò possa durare e se le tensioni geopolitiche tra Cina e Usa possano sfociare in una “guerra del debito”, cioè nella decisione della Cina di ridurre gli acquisti di titoli di stato statunitensi, magari imitata anche da paesi arabi produttori di petrolio come l’Arabia Saudita, che recentemente si è molto avvicinata alla Cina. 

Ad ogni modo, le previsioni dicono che gli Usa entro dieci anni perderanno la loro supremazia economica nei confronti della Cina, che li sorpasserà dal punto di vista del Pil, mentre il sorpasso da parte dell’India è previsto per il 2075[i]. Non è un caso, quindi, che recentemente Fitch, una delle agenzie di valutazione del credito più accreditate, abbia abbassato il rating del debito pubblico Usa da AAA a AA+.

Domenico Moro


Fonte: https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/26127-domenico-moro-nuovo-record-della-spesa-militare-statunitense-a-886-miliardi.html

sabato 19 agosto 2023

"Sotto la banca la capra crepa..."

 



DEBITO PUBBLICO ITALIA 2022 = 2.760 mld€
ma 260 mld€ sono monete/banconote (debito irredimibile) e 200 mld€ prestiti PA.
I titoli di stato sono 2.300 mld€, ma:
- 30% acquistato da Bankitalia con QE;
- 20% acquistato da banche con TLTRO * di BCE.
PERCHÉ LA BCE RIDUCE QE E TLTRO?

* TLTRO è l'acronimo di Targeted Longer-Term Refinancing Operations, in italiano "operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine", sono sostanzialmente prestiti a tasso agevolato che la BCE fornisce alle banche private e pubbliche. L'obiettivo era incentivare le banche a fare prestiti all'economia reale, in realtà sono serviti alle banche per acquistare titoli di stato e guadagnare sulla differenza tra tasso d'interesse e rendimento.

Fino a poco tempo fa i tassi d'interesse di questi prestiti erano anche negativi (fino allo 0,4%), mentre i titoli di stato rendevano più del 2%.



TLTRO sono prestiti alle banche, mentre il Quantitative Easing QE è un programma di acquisto di titoli pubblici sul mercato secondario.

 In questo post cerco di spiegare una questione tecnica importante in modo semplice e chiaro.
Il fatto che la Banca d'Italia abbia acquistato il 30% dei nostri titoli di stato, significa che gli interessi pagati dallo Stato su questi titoli, gli tornano indietro a fine anno.
Vedi sotto il bilancio della Banca d'Italia del 2021.


Fabio Conditi


Articoli in sintonia: 



venerdì 18 agosto 2023

"La grande transizione. Il declino della società industriale e la risposta della decrescita" di Mauro Bonaiuti



Mauro Bonaiuti sintetizza i temi del suo nuovo libro "La grande transizione. il declino della civiltà industriale e la risposta della decrescita" nel quale l'autore decostruisce il mito del progresso mettendo in luce come il declino della civiltà industriale sia iniziato da vari decenni e come dunque quella in cui stiamo non sia una crisi passeggera ma un rallentamento strutturale che segna la fine dell'età della crescita.

Bonaiuti ammonisce che quello del declino in cui ci troviamo è un tema che non va ignorato - come invece avviene con puntuali rilanci della crescita ad ognuna delle innumerevoli crisi che ormai si susseguono - pena l'aumento del rischio di involuzioni autoritarie e di un collasso incontrollato del sistema.

Per questo, per Bonaiuti, è urgente staccare il pilota automatico che guida la megamacchina tecnico-finnziaria e cambiare rotta seguendo il progetto radicale della decrescita.

Video collegato: https://www.youtube.com/watch?v=W40uQXGIRfg


Mauro Bonaiuti

A “TEDxCuneo 2023 - Extraordinario, oltre l’immaginario” Mauro Bonaiuti, docente e professore di Economia solidale e sostenibilità presso l'Università degli Studi di Torino, socio fondatore e presidente dell'Associazione per la decrescita in Italia e promotore della Rete italiana di economia solidale (RES), ci racconta come in un mondo in cui tutti teorizzano la crescita economica e lo sviluppo illimitati, esistono profonde contraddizioni che caratterizzano il tempo presente. E' il progetto stesso della decrescita a essere straordinario: un vero e proprio ribaltamento del modello socio-economico dominante ed una revisione profonda dei valori della civiltà occidentale. Ha insegnato presso le università di Modena, Bologna e Parma e attualmente insegna presso l'Università di Torino. Si è occupato in particolare di tematiche transdisciplinari tra economia ed ecologia. È considerato fra i più importanti studiosi di Nicholas Georgescu-Roegen, il fondatore della bioeconomia. È stato anche tra i primi ad introdurre in Italia la riflessione sulla decrescita. È stato tra i promotori della Rete italiana di Economia Solidale RES e tra i fondatori dell'Associazione per la decrescita. This talk was given at a TEDx event using the TED conference format but independently organized by a local community.

Learn more at https://www.ted.com/tedx

giovedì 17 agosto 2023

"Bellum in talpas"

 


Mi viene in mente quella affermazione di Albert Einstein “L'uomo ha inventato la bomba atomica, ma nessun topo al mondo costruirebbe una trappola per topi.”. E’ quindi deprimente pensare come l’industria bellica ha arsenali incredibili con una varietà di armi per uccidere uomini che conta più titoli di un elenco telefonico e con tecnologia che va dalla “pala” ai droni e dai missili ipersonici alle costellazioni satellitari mentre per i reali competitori del genere umano: roditori ed insetti abbiamo dal quasi nulla a pochissimo. (N.B. in Italia è stimata la presenza di 500 milioni di topi)

Le quattro carabattole acquistata contro i ratti mi danno la soddisfazione di segnare un punto: un ratto distratto si è impantanato su una tavoletta di colla. Gli altri hanno preso appunti al riguardo e hanno prontamente segnalato il pericolo al resto della popolazione. La tagliola di plastica con “cibo irresistibile per topi” invece era così banale che non l’hanno mai neppure presa in considerazione. E’ più di un mese che rimane a bocca spalancata mentre, per sfregio, gli lasciano un po’ di sterco in giro tanto per far capire che loro ci sono sia fisicamente che con la testa e non ci cascano.

Il boccone avvelenato nuova formula e con dispenser “professional” è stato bollato subito dalla comunità dei topi così obsoleto e banale da non degnarlo minimamente ed è così diventato “Maison Poison” di un grosso ragno in attesa di mosche e api. “L’operazione speciale” di derattizzazione è già bella che impantanata e rassegnato mi fermo qui.

Il fuoco alle micce viene però riacceso dai ghiri.
Il ghiro pomicione aveva ingravidato due fanciulle. Una aveva preso possesso dell’armadio, magione storica e presidio avito della stirpe dei ghiri. Nell’edificazione del nido fa danni contenuti e tollerabili, però incrementa il boom demografico come se fossimo negli anni ’50. L’altra, quasi sicuramente, è cognata della prima: prende possesso del nuovo attico ben distante dall’armadio.

La maternità sviluppa doti artistiche nelle ghire. Quella nell’attico appena sistemato sminuzza i panelli coibenti in polipan con quello di altre plastiche colorate messe a protezione. E poi pisciate e sterco ovunque (ma che ha mangiato?) foglie, coriandoli di plastica di sacchi condominiali e quelli colorati della differenziata. Tutta una parte rimessa a nuovo completamente devastata!!! Arrabbiato per i danni metto una tavoletta con la colla.

Dopo pochi giorni la tavoletta è sparita.
Rimango sconcertato perché non trovo spiegazioni razionali se non il dubbio di un segno premonitore di demenza senile. Cautamente ne parlo con un amico che però mi guarda con sospetto e ciò mi crea un brivido lungo la schiena.

Lo scalpiccio di zampette sul soffitto mi porta a ricontrollare l’attico devastato. Lo scempio è ancor maggiore e tutte le protezioni poste in essere saltate od imbrattate. In angolo c’è un’area di scavo nel polipan. La carta-asciuga di cucina richiama la mia attenzione: ne hanno srotolato un bel po’ e portata qui da sotto in un lungo pezzo intero, va a coprire la colla della tavoletta che è stata trascinata ben lontano da dove l’avevo posta. La carta asciugante non solo rende inoffensiva la colla ma la trasforma in un morbido strato inoffensivo, un materasso sul quale ci si può accomodare.

E’ troppo.
Decido l’espulsione dei ghiri. Neppure le grandi esercitazioni le mettono in allarme poiché troppo abituati ad essere oggetto di osservazioni e dei vezzeggiamenti da parte dei miei amici. Ignara della mia risoluzione mamma ghira e famiglia viene catturata nell’armadio e trasferita nella ridente località di Faedo Valtellino ai piedi di un noce. Sono pochi Km di distanza ma deve attraversare il torrente Venina e il fiume Adda per tornare a casa e avendo con se la prole è più probabile che si adatti alla nuova situazione abitativa.

A proposito di scelte immobiliari: la cognata che aveva devastato l’attico non si è lasciata sfuggire l’occasione di occupare la magione della deportata. Triste da dire ma in guerra spesso succede: un’operazione comunque non esente da rischi.

Infatti così si era posta a portata di cattura con tecnica ormai affinata. Anche lei e il suo cucciolo sono state “accompagnate” nella medesima amena località ed indirizzo, ma indispettita ha preso il cucciolo in bocca ed ha scelto un'altra pianta. “Io con quella lì non ci stò”.

Cognate, 16 agosto 2023 - G. P. da Facebook






PS Francesco Dall'Aglio è il mio mentore sulle "Operazioni Speciali" e a cui dedico quindi questo mio "Bellum in talpas"

martedì 15 agosto 2023

"I bambini della luna" di Giovanni Maria Bellu



Giovanni Maria Bellu racconta la vita di Angelo Di Carlo, attraverso un reportage-ricerca–ricordo-romanzo molto partecipato.

Il titolo, "I bambini della Luna",  rimanda a un momento storico, quando milioni di bambini, in tutto il mondo, furono testimoni dell’allunaggio, da noi con le parole di Tito Stagno e Ruggero Orlando (che nel libro riappare come direttore di un giornale locale).

Erano anni in cui tutto sembrava possibile, per esempio il vaccino contro la poliomielite si diffuse in tutto il mondo in quegli anni, fu scoperto da “Albert Sabin, che rifiutò di brevettare il vaccino, diceva: Non volevo che il mio contributo al benessere dell’umanità fosse pagato con della moneta, (da qui, erano proprio altri tempi).

Bellu cita Angela Zucconi (che aveva conosciuto Angelo) in un suo libro: Nelle ultime pagine, una riflessione amara e profetica, una sorta di premessa al manifesto del movimento ambientalista del Terzo Millennio: “Il progresso sociale non c’è. Solo il progresso tecnologico irreversibile e inarrestabile divora giorno per giorno i beni della terra, per il maggior benessere dei pochi che stanno bene…”(p.100)


Angelo Di Carlo è stato un militante ambientalista, sempre presente, senza stancarsi mai, pur avendo difficoltà nella vita lavorativa e familiare, anche per una maledetta divisione ereditaria (i parenti serpenti). Alla fine si è trovato sempre più solo, senza speranze...

Francesco Masala






lunedì 14 agosto 2023

Ucraina capofila al mercato nero di organi...

 


L'Ucraina vende parti del corpo umano sul mercato nero. Secondo Sky News, Maria Zakharova, la portavoce del ministero degli Esteri russo, ha dichiarato: L'Ucraina sta estraendo parti del corpo di persone vive e moribonde durante la guerra e le vende sul mercato nero con clienti nei paesi dell'UE e della NATO. 

Finora, Kiev non ha risposto a queste affermazioni. 

Zakharova ha aggiunto: "L'Ucraina, in quanto leader mondiale nel trapianto di organi nel mercato nero, preleva organi dai morti dal 1990 e questo problema si è intensificato dal 2014".

Zakharova ha continuato: Ci sono prove che nel giugno 2023, i rappresentanti del ministero della Salute di uno dei paesi della NATO hanno raggiunto un accordo con la parte ucraina sul trasferimento di un carro di organi umani e parti del corpo, la maggior parte dei quali sono stati utilizzati nel trapianto di organi. 

Zakharova ha dichiarato: Questi organi includono la cornea dell'occhio, l'osso, il tessuto connettivo, il cuore e il fegato, ecc.




Fonte - https://parstoday.ir/it/news/world-i338666-l'ucraina_vende_parti_del_corpo_umano_sul_mercato_nero#:~:text=Secondo%20Sky%20News%2C%20Maria%20Zakharova,dell'UE%20e%20della%20NATO.

sabato 12 agosto 2023

L'Africa è il futuro...


Reali dimensioni dei continenti


° Area Africa = 30,37 milioni di km2

° Area Cina = 9,6 milioni di km2
° Area USA = 9,8 milioni di km2
° Zona Europa = 10,18 milioni km2
● L'Africa è più grande di tutta l'Europa, Cina e Stati Uniti d'America insieme.
● Ma sulla maggior parte delle mappe mondiali, l'Africa è rappresentata in ridimensionamento.
Questo viene fatto deliberatamente per creare l'effetto visivo di una piccola Africa per manipolare, fare il lavaggio del cervello e ingannare gli africani ovunque si trovino.
- L'Africa ha il 60% di terreni coltivabili.
- L'Africa possiede il 90% della riserva di materie prime.
- L'Africa possiede il 40% della riserva aurea globale.
- Africa, 33% della riserva di diamanti.
- L'Africa ha l'80% della riserva globale del Coltan (minerale per la produzione di telefonia ed elettronica), principalmente nella Repubblica Democratica del Congo.
- L'Africa ha il 60% della riserva globale di cobalto (minerale per la fabbricazione di batterie per auto).
- L'Africa è ricca di petrolio e gas naturale.
- L'Africa (Namibia) ha il litorale ittico più ricco del mondo.
- L'Africa è ricca di manganese, ferro e legno.
- L'Africa è tre volte l'area della Cina, tre volte l'area dell'Europa, tre volte gli Stati Uniti d'America.
- L'Africa ha trenta mezzo milioni di km2 (30 875 415 km2).
- L'Africa conta 1,3 miliardi di abitanti (la Cina ha 1,4 miliardi di abitanti in 9,6 milioni di km2).
Il che significa che l'Africa è SOTTOPOPOLATA.
- Le terre coltivabili della Repubblica Democratica del Congo sono in grado di sfamare tutta l'Africa.
E tutta la terra coltivabile dell'Africa è un cordone per sfamare il mondo intero.
- La Repubblica Democratica del Congo ha fiumi importanti che possono illuminare l'Africa.
Il problema è che la CIA, le aziende occidentali e alcuni burattini africani hanno destabilizzato rdc per decenni.
- L'Africa è un continente culturalmente vario in termini di danza, musica, architettura, scultura, ecc.
- L'Africa ospita 30.000 ricette medicinali ed erbe che l'Occidente modifica nei suoi laboratori.
- L'Africa ha una giovane popolazione globale che dovrebbe raggiungere i 2,5 miliardi entro il 2050.

● L'AFRICA RAPPRESENTA IL FUTURO DELL'UMANITÀ