giovedì 21 ottobre 2021

"Si vada a nuove elezioni politiche con il sistema proporzionale puro..." la proposta di Giuseppe Altieri


Si dimettano i parlamentari e il governo abusivi  e si  indicano elezioni politiche immediate con sistema proporzionale semplice, come previsto dalla Costituzione. 

Anche in esecuzione della sentenza della Corte Costituzionale 1/2014 che dichiara la legge elettorale maggioritaria incostituzionale, ovvero senza raccolta delle firme per le candidature popolari.

Stop ai Vaccini  sperimentali senza basi scientifiche, inutili e pericolosi.
Stop alle museruole di sottomissione illogica, inutili, inquinanti e pericolose per la salute.
Stop a Tamponi antiscientifici e non diagnostici, strumento di stress sociale inutile, pericoloso, ed inquinante.
Stop al Traffico di presidi sanitari inquinanti e pericolosi, utili agli affari delle multinazionali farmaceutiche.
Stop al Complotto Vaccinale per Induzione Depopolazione.


Salviamo il popolo italiano.
Salviamo la nostra cultura dalla sottomissione globalizzata.
Con 20 miliardi si costruiscono 30.000 terapie intensive per curare tutta l'Italia… la Germania ne ha 25.000 (noi meno di 10.000)...

Invece, i politici ricattati (... del "ce lo chiede l'Europa"...) han buttato 500 miliardi di economia per lock down e norme assurde antiscientifiche, senza alcun risultato, raggiungendo il record mondiale dei morti di Covid e di Cancro, in particolare di quelli infantili (fonte OMS)...
Oltre ai 200 miliardi spesi per interventi sanitari inutili e controproducenti, ristori ai ristoratori falliti, casse integrazioni, ecc… indebitando l'Italia fino al collo!

No a ogni forma di violenza!
Si ripristini la democrazia, come chiede la Costituzione della Repubblica Italiana.

Liberiamo l'Italia,  tutti insieme…

Il Male ha esaurito il suo compito… trionfi il Bene!



Giuseppe Altieri, agroecologo


mercoledì 20 ottobre 2021

Ora è tempo di democrazia diretta e di bioregionalismo...



La democrazia elettiva è agli sgoccioli... ormai meno della metà degli elettori si reca alle urne, segno di un totale scollamento tra la politica e la società. Ricordando anche che, nell’attuale democrazia elettiva, l’unico strumento di sovranità formale in mano al cittadino è il voto, un gesto di pochi minuti esercitato, accumulando sia le elezioni comunali, che regionali, che nazionali, che europee, in media meno di una volta all’anno.

È una cosa un po’ limitante, per degli esseri basati sul continuo dialogo, fare una croce ogni tot centinaia di giorni? Forse ciò  ha contribuito all’alienazione della popolazione dalla politica.

Primo segnale del malfunzionamento  del sistema  democratico attualmente in vigore  è l'inefficienza del metodo  giuridico e della  giustizia (sempre voluta dal potere politico ovviamente) che con il continuo ricorso a multe e sanzioni  si prepara a diventare una fonte di  entrata aggiuntiva per gli “amministratori” che ci governano... e lo vediamo già nel fatto che il cittadino per ottenere "giustizia" deve sobbarcarsi le spese di querele di parte… mentre –ad esempio- le multe,  le pene tributarie e le ammende (a favore degli “amministratori”) sono l’unica cosa che funzioni. Questo sistema legislativo, farraginoso, petulante, burocratico e  iniquo è solo un  modo per spremere i cittadini e consentire a chi è ricco di continuare ad esserlo.

Ma torniamo alla “democrazia”, forse in Italia gli ultimi veri politici “democratici” sono stati Aldo Moro e Bettino Craxi… Sembra strano l’abbinamento… eppure Aldo Moro tentò di unire le forze democratiche, con il compromesso storico, e Bettino Craxi ebbe il torto di opporsi a Sigonella… E questo spiega anche perché Aldo Moro finì  cadavere in una Renault e Bettino Craxi esule ad Hammamet…  Ma il fatto ultimo che ha sancito uno scollamento finale fra il popolo, che elegge  la sua rappresentanza parlamentare, e l’esercizio democratico,  è stata la Legge elettorale  che ha stabilito chi  nomina i deputati od i senatori, ovvero i capibastone dei partiti,  questo con l‘accordo di destra e sinistra (infatti  nessun governo ha tentato di cambiarla).

Il potere  di  “indicazione” di chi ci governa  non è più, nemmeno nell’apparenza formale,  un fatto politico (o ideologico) ma è il risultato di  uno strapotere “altro” che copre tutto l’ambito sociale e culturale, essendo basato sulla capacità di “convincimento” delle masse,  sulla creazione di   umori  e sulla pubblicità elettorale,  saldamente in mano ai poteri economici (vedi Tv, giornali, radio, cinema, editoria, mode, etc.  e  anche il web).


Insomma la “democrazia della minoranza” (od oligarchia)  è un dato di fatto, e questa minoranza è semplicemente quella che è “in grado” di gestire il potere, si tratta di  una minoranza astuta e speculativa, una minoranza che sa come spiegare al popolo ciò che deve essere fatto per il suo bene. E non è vero che questa stretta minoranza sia in disaccordo  al suo interno (ovvero che esistano fazioni avverse che spingono per una soluzione o per l’altra) e la prova è stata dimostrata negli ultimi anni di  Governo, e nell’avvicendarsi delle due compagini apparentemente opposte, con il fatto che le leggi promulgate   dal Centrodestra  vengono poi  fatte proprie e “migliorate” (in senso dispregiativo) dal Centrosinistra, e viceversa. Sino a giungere all'attuale "governissimo"  di Mario Draghi, del tutti dentro...

Oggi assistiamo però al degrado sempre più forte della qualità di vita sul pianeta Terra, anzi c’è il rischio sempre più evidente che la vita umana possa scomparire, in seguito all’inquinamento, alla sovrappopolazione, alla sfruttamento cieco delle ultime risorse vitali, etc. etc. La vita è a rischio di sopravvivenza… e sapete chi dovrebbe  modificare questo stato di cose? Paradossalmente sono gli stessi poteri che hanno condotto  sin’ora  l’umanità alla rovina… solo i potenti che stanno dietro alle quinte e che vivono anch’essi sul pianeta (e quindi hanno iniziato ad aver paura per la loro incolumità e discendenza)  che vorrebbero arrestare questo processo distruttivo diabolico… ma  per farlo devono essi stessi rinunciare a  voler ulteriormente determinare il futuro del mondo, poiché il loro metodo è viziato, dall’egoismo e dalla cecità dell’interesse privato….

Il dramma è che a forza di  indirizzare le masse questi potenti sono riusciti a creare un inebetimento generale, un abbassamento dell’intelligenza umana ed ora i controllati tendono a diventare  anch'essi “controllori” di se stessi…  

Strano nevvero? Ed ora che fare? Semplice: “occorre circoscrivere l’incendio”  e rimboccarsi le maniche ripartendo da zero, dalla “democrazia diretta”… quella delle piccole comunità e delle bioregioni.  La “civiltà dei consumi”  e del globalismo  è finita….  Andiamo verso la civiltà dell’ecologia profonda del bioregionalismo e della spiritualità laica (a tal proposito leggasi: https://www.vorrei.org/persone/11050-post-utopie-la-spiritualita-laica-il-bioregionalismo-e-l-ecologia-profonda.html ).

Paolo D’Arpini



lunedì 18 ottobre 2021

Trieste. Draghistan... e pompe al veleno



Dopo aver patrocinato pomposamente una manifestazione che si dichiarava antifascista, il governo è andato a Trieste con il volto (e gli idranti) di Pinochet. Quegli idranti non stanno soltanto colpendo i pacifici manifestanti con cui abbiamo diviso il pane. Stanno battezzando il nuovo regime del Draghistan.
Lamorgese non aveva sciolto un mega-rave noto a tutti da giorni perché voleva evitare "disordini".

Lamorgese a Roma non ha sbarrato la strada alla manovalanza di mazzieri di Forza Nuova perché asseriva di "temere conseguenze sull'ordine pubblico" e quindi ha lasciato che la sede della Cgil fosse devastata in favore di telecamera.
Lamorgese ha però pensato bene di inviare manganelli per sciogliere brutalmente un presidio di lavoratori che volevano la revoca di un provvedimento unico al mondo che limita i diritti fondamentali.

Prodi parla di "Pass che l'Europa ci invidia". Credo che ora l'Europa inorridirà di fronte all'avventurismo di queste classi dirigenti politiche, economiche e sindacali irresponsabili, che dopo aver accompagnato trent'anni di declino della nostra Repubblica, oggi la irregimentano in uno stato autoritario.

Costruiamo l'Alternativa alla catastrofe!

Pino Cabras

Espulso dal M5S annuncia una Alternativa



Nota d'agenzia: https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2021/10/18/green-pass-sgomberati-con-gli-idranti-manifestanti-al-porto-di-trieste_2a0871b1-580c-4e84-9fd6-d49d22cda992.html

domenica 17 ottobre 2021

Sempre caro mi fu quest'ermo... gas...

 


Stiamo assistendo all'aumento dei prezzi. Significativo anche. Non ci vuole molto a capire che se negli ultimi due anni Stati Uniti ed Europa hanno stampato più carta moneta che mai (nemmeno i più informati penso siano in gradi di quantificare il fenomeno) prima o poi l'nflazione che ne è stata determinata ci si riversi addosso.

Fra i vari aumenti sotto i riflettori oggi c'è l'aumento del gas (non solo, ma soprattutto).

Metto all'attenzione una sintetica analisi, data da un lavoro del gruppo NO NATO, che si basa su elementi che ciascuno può verificare con un minimo di memoria e di pazienza.

Giorgio Stern





DIETRO IL CARO-BOLLETTE


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Comitato promotore della campagna #NO GUERRA #NO NATO


L’esplosione dei prezzi del gas è dovuta non semplicemente alla crescita della domanda e al calo dell’offerta, ma a un intreccio di fattori finanziari, politici e strategici.

Washington preme sull’Unione Europea perché si sganci dalla «dipendenza energetica» dalla Russia, che la rende «ostaggio» di Mosca. Calano di conseguenza i contratti a lungo termine, che permettono di importare nella UE dalla Russia gas a prezzi bassi e costanti, mentre aumentano gli acquisti di gas sui mercati dominati da potenti gruppi finanziari che speculano nelle Borse merci sui prezzi di gas e petrolio, e di altre materie prime, acquistandone enormi quantità con contratti futures.  La loro strategia è quella di far lievitare i prezzi delle materie prime per rivendere i futures a un prezzo più alto.

Solo la Borsa merci statunitense Chicago Mercantile Exchange effettua 3 miliardi di contratti l’anno per l’ammontare di un milione di miliardi di dollari: oltre dieci volte il valore del pil mondiale, ossia del valore reale prodotto in un anno nel mondo.

Contemporaneamente, gli USA premono sui paesi europei perché sostituiscano al gas russo gas naturale liquefatto (GNL) estratto negli USA da scisti bituminosi con una tecnica ambientalmente distruttiva. Il GNL è molto costoso e, per entrare nel mercato, ha bisogno che il prezzo generale del gas si mantenga ad alti livelli.

Vi è inoltre la «guerra dei gasdotti», che noi italiani abbiamo già pagato a caro prezzo quando nel 2014 l’amministrazione Obama ha bloccato il South Stream che avrebbe portato in Italia gas russo a basso prezzo.

La Russia ha aggirato l’ostacolo con il TurkStream che, attraversato il Mar Nero, prosegue nei Balcani per rifornire Serbia e Croazia. L’Ungheria (membro della Nato, come la Croazia) ha firmato due contratti per l’importazione di gas russo per 15 anni. 

Washington risponde non solo sul piano economico, ma su quello politico e strategico. La Polonia ha annunciato che non importerà più gas russo, ma GNL dagli USA.

giovedì 14 ottobre 2021

Trieste, 15 ottobre 2021 - Sciopero dei portuali uniti per un porto libero dalla carta verde

 

















🟣 A Trieste siamo riusciti in qualcosa di bello ed inedito: rimettere al centro dei dibattiti la solidarietà tra le persone e tra lavoratori/lavoratrici.

📢 Dopo un anno e mezzo in cui ci hanno colpevolizzato dividendoci tra bravi e cattivi, tra vax e no-vax, rifiutiamo che le responsabilità vengano calate ancora verso il basso: Il green pass è uno strumento illegittimo e un antecedente pericoloso, fermiamolo assieme!

✌🏼 I media stanno creando un clima di tensione per il 15, continuiamo invece unite con l’energia positiva che ha caratterizzato i cortei di Trieste dell’ultimo mese e mezzo: bisognerà essere molte persone per riuscire a percorrere quest’ultimo passo!

🧰 Dal punto di vista lavorativo: domani alcune categorie potranno avvalersi dello sciopero, altre della mancata presentazione del GP per essere “assenti ingiustificati”. Qui un piccolo vademecum: come comportarsi il 15 ottobre.

🟣 Unite/i assieme e solidali, ci vediamo il 15 ottobre 2021: no discriminazioni, no green pass!



Altro materiale su https://nogreenpasstrieste.org/

AFGHANISTAN: I LUPI SI RIUNISCONO PER “SALVARE” GLI AGNELLI



Il governo Draghi si è dato molto da fare per organizzare una riunione del G20, cioè dei rappresentanti dei 20 paesi più ricchi del mondo per decidere una qualche forma di intervento – che si suppone solo economico ed “umanitario” – per far fronte alla situazione drammatica in cui si trova l’Afghanistan.

L’iniziativa ci induce a considerazioni ironiche e sarcastiche, temperate solo dall’obiettiva situazione tragica di quel paese. Si dovrebbero sedere intorno ad un tavolo i paesi del G20, cioé proprio quegli stessi paesi che hanno provocato il disastro. Ѐ come se degli incendiari si riunissero per parlare di come sedare un incendio, o se un branco di lupi si sedesse a congresso per parlare di come salvare degli agnelli in pericolo. Alcuni paesi invitati si sono - però - già defilati ed invieranno solo delle delegazioni di seconda fascia, come la Cina e la Russia che invieranno solo ministri degli esteri o sottosegretari, ma non i presidenti dei rispettivi paesi.

La situazione dell’Afghanistan è frutto delle passate politiche dei paesi occidentali – in particolare degli USA – che hanno abbattuto l’unico governo riformista e progressista che cercò di modernizzare il paese tra il 1978 ed il 1992. Ciò è stato ottenuto finanziando bande di integralisti islamici estremisti ed ignoranti, predecessori degli attuali Talebani, con l’aiuto del Pakistan e dell’Arabia Saudita (i due paesi più reazionari del mondo) e la partecipazione attiva dell’organizzazione Al Qaida guidata da Bin Laden.

Negli ultimi 20 anni gli USA ed i paesi della NATO hanno cercato di impossessarsi dell’Aghanistan per trasformarlo in una loro base strategica in Asia, ma hanno fallito lasciando solo una scia di morti e distruzioni. Non è stato costruito nulla di buono. È stato solo creato un governo collaborazionista, fantoccio e corrotto che si è squagliato non appena le truppe della NATO hanno lasciato il paese. Tuttavia non si può parlare di una vera sconfitta degli imperialisti USA-NATO, perché hanno sempre a disposizione un piano B: se non possono controllare un paese lo distruggono in modo che non possa avere uno sviluppo indipendente o allearsi ai loro concorrenti, come Russia e Cina. È ciò che è successo ad esempio in Libia, il paese più ricco dell’Africa ai tempi di Gheddafi. Solo che Gheddafi pretendeva di aiutare i movimenti anticolonialisti africani e di creare una Banca Africana che avrebbe spiazzato la finanza occidentale, il Fondo Monetario internazionale ed il Franco Francese ancora usato nell’Africa Occidentale. Questo gli aveva fruttato le lodi aperte del leggendario Nelson Mandela, da lui aiutato nel momento più difficile, ma gli è costata la vita. Ora la Libia è completamente distrutta, abbandonata dalla metà della sua popolazione e percorsa da bande armate in conflitto. Lo stesso è per la Siria, ancora occupata in buona parte da truppe statunitensi e turche e sottoposta a pesantissime sanzioni che affamano la popolazione (anche da parte dell’Italia). Lo stesso è accaduto in Iraq, Somalia e tanti altri paesi.

Oggi si prevedono tempi durissimi per la popolazione afghana. I Talebani sono solo degli ignoranti fanatici provenienti dalle zone rurali più arretrate dell’Afghanistan centro-meridionale abitata dall’etnia Pashtun o dai campi-profughi afghani in Pakistan. Non sono affatto dei “rivoluzionari” come qualcuno poco avveduto li vuol far passare. Possono offrire solo versetti del Corano appresi nelle scuole coraniche da cui provengono, la distruzione di statue e strumenti musicali considerati pagani, e una repressione feroce delle donne tenute nell’ignoranza e vendute bambine dalle famiglie patriarcali al migliore offerente. Il personale più moderno e acculturato e le donne più evolute, che comunque hanno potuto godere di qualche vantaggio durante l’occupazione occidentale e che potrebbero assicurare un certo progresso al paese, o sono in fuga, o si nascondono, o cercano di sopravvivere con espedienti. Non sarà certamente il G20 organizzato da Draghi a portare a qualche soluzione ragionevole per quel disgraziato paese.

Vincenzo Brandi


lunedì 11 ottobre 2021

Cosa c'entra il green pass con la lotta alla pandemia?



La lotta contro il Green Pass è parte della lotta contro la gestione criminale della pandemia da parte dei gruppi imperialisti e delle loro autorità!

La loro gestione criminale della pandemia è fatta:

sia di aspetti che i gruppi imperialisti hanno creato prima che la pandemia da Covid-19 scoppiasse (premessa per questa e altre pandemie passate e future):

- riduzione e privatizzazione del sistema sanitario nazionale strappato dalle masse popolari durante la prima ondata;

- privatizzazione del settore che mette a punto, produce e distribuisce farmaci;

- privatizzazione della ricerca scientifica e asservimento di essa ai capitalisti ognuno alla caccia del suo profitto;

- indifferenza per la manutenzione del territorio e la cura del rapporto uomo-insediamenti umani-infrastrutture con il resto della natura (animali, vegetazione, foreste, ecc.);

sia di aspetti che i gruppi imperialisti hanno messo in opera quando la pandemia da Covid-19 è scoppiata:

- preminenza della continuità nella produzione di merci (il profitto dei capitalisti prima di tutto) rispetto alle misure di prevenzione del contagio (isolamento, ecc.);

- indicazioni contraddittorie legate a interessi di gruppi imperialisti in contrasto tra loro e sfiducia (indifferenza, rassegnazione, fatalismo, ignoranza e comportamenti irrazionali) che esse hanno generato nelle masse;

- rispetto dei brevetti e del mercato dei vaccini.

Il Green Pass serve a rafforzare il controllo e l’oppressione contro i lavoratori. È una lotta da associare a quella contro l’abolizione del blocco dei licenziamenti, contro l’obbligo di fedeltà aziendale, contro la violazione dei risultati dei referendum (acqua, energia nucleare e simili).

Noi comunisti dobbiamo

1. fare anche della lotta contro il Green Pass lo spunto per moltiplicare (in particolare nelle aziende private e pubbliche) Organizzazioni Operaie e Popolari, rafforzarle e coordinarle,

2. favorire la confluenza del movimento contro il Green Pass con la mobilitazione lanciata dal Consiglio di Fabbrica della GKN per mettere fine allo smantellamento in corso in ogni parte d’Italia dell’apparato produttivo di beni e persino di alcuni servizi,

3. orientare ogni mobilitazione popolare verso la cacciata del governo Draghi e per la costituzione del Governo di Blocco Popolare.

Come ben dice il Collettivo di Fabbrica della GKN “dobbiamo riprenderci le piazze. Dobbiamo rimettere al centro il dualismo tra chi licenzia e chi viene licenziato, tra chi frutta e chi viene sfruttato, tra chi delocalizza e chi difende le fabbriche, tra chi lotta per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro e nella società e chi in nome del profitto mette a rischio ogni giorno le nostre vite. Fuori i fascisti dalle nostre sedi e dalla società, riprendiamoci le piazze”. In sintesi, come ha insegnato Dimitrov, essere avanti a tutti nel mobilitare le masse popolari contro il regime! Così si impedisce anche che reazionari e fascisti alla Salvini, Meloni, Fiore e altre canaglie simili acquistino un qualche credito fingendo di fare propri gli interessi delle masse popolari.

Delegazione del (nuovo)PCI  - delegazione.npci@riseup.net