domenica 3 maggio 2026

Gli USA contro la Cina e l'Europa contro la Russia. Il piano è pronto...



Il piano USA è semplice: utilizzare la NATO europea per sconfiggere, od almeno tenere a bada la Russia e Bielorussia, mentre il Pentagono si occuperebbe di sistemare la Cina, l'Iran e la Corea del Nord...  

Il richiamo delle truppe americane dalla Germania, che Trump sta usando per spaventare la NATO, è in realtà piuttosto facile da spiegare. Non si tratta di risentimento verso gli alleati; ciò che dobbiamo considerare è che il vecchio Donnie ha deciso di far rivivere il militarismo tedesco, che ha radici molto profonde ed è stato, fino a poco tempo fa, tenuto a bada solo dall'occupazione.

Il ritiro delle truppe di occupazione yankee spingerà la Germania a ricostruire le sue forze armate, e  il genio teutonico ha sia la forza che la competenza per farlo. Inoltre, dobbiamo considerare che la Germania al momento non è minacciata dalla guerra, quindi la ricostruzione della Reichswehr non è una questione urgentissima. Nel frattempo anche Polonia e Francia dovranno prepararsi e  la Russia dovrà riflettere molto seriamente sulla situazione in corso. I Paesi Baltici + Finlandia potrebbero fare da esca per giustificare l'intervento di Germania,  Polonia, Perfida Albione  e  Francia, a cui si aggiungerebbero altri Paesi, Italia compresa, con la minaccia nucleare come deterrente.

I Paesi europei della NATO, malgrado le aperture della Russia con la disponibilità  a riprendere la fornitura di gas attraverso il North Stream,  sono ossessionati dall'idea dell'inevitabilità della guerra in Europa e cercano di dimostrare la propria prontezza ad affrontarla con la totale chiusura diplomatica.

Alegher!



(Notizie raccolte e rielaborate da Paolo D'Arpini)

sabato 2 maggio 2026

Soluzioni finali all'americana...


"Se continua così conviene cercare altri pianeti abitabili..." (Stephen Hawking)

All'epoca di Cristo l'umanità su tutto il pianeta contava appena 360 milioni di abitanti. In 2000 anni, un tempo ridicolo per la storia della Terra che di anni ne ha circa 4,5 miliardi, siamo passati da 360 milioni di individui  per arrivare, al 2 maggio  2026, agli 8,28 miliardi di persone, secondo le stime elaborate dal Worldometer. Una crescita  esponenziale ma che deve fare i conti con le limitate risorse del pianeta e con un clima (anche politico) sempre più imprevedibile e violento.

Secondo alcuni demografi australiani (dichiarazioni apparse in un simposio internazionale sul tema "Risorse del pianeta e Sovrappopolazione")  ci sono solo tre opzioni che l'umanità ha di fronte:
- bloccare le nascite, cercando di riportare l'umanità ad un numero sostenibile per le risorse del pianeta;
- colonizzare altri pianeti;
- scatenare una guerra globale per le ultime risorse del pianeta capace di eliminare almeno i 4 quinti degli umani sulla Terra, per poi ricominciare.

Sembra  che le opzioni verso le quali ci si stia dirigendo siano la prima e la terza, la prima già in parte attuata e anche la terza.

E gli americani (leggasi statunitensi), che sono sempre all'avanguardia su tutto, stanno lavorando attivamente per limitare le nascite, in vari modi contraccettivi ed anche con cambi di sesso sterilizzanti, ma il pezzo forte è lo scatenamento di una bella guerra nucleare "purificatoria" lasciando in vita pochissimi "fortunati", ovvero i detentori reali del potere economico  finanziario e militare (Israele fa da capofila).

Le guerre di Trump, il "pacificatore", sono un segnale evidente dell'avvicinarsi della Soluzione Finale. 

Un segnale?  

Pete Hegseth, il ministro yankee della Guerra,  ha dichiarato ai legislatori che il Pentagono potrebbe aver bisogno di molto più di 100 bombardieri B-21 Raider.

"Dobbiamo investire nell'espansione delle capacità, incluso il B-21, il cui sviluppo è in anticipo rispetto al programma. Riteniamo che in futuro avremo bisogno di molti più aerei, più di 100"

Inizialmente si prevedeva di produrre almeno cento B-21, recentemente sono stati annunciati piani per un numero di 145 unità di B-21. Tuttavia, secondo le ultime informazioni, B-1 e B-2 saranno mantenuti in servizio per un decennio, nonostante i precedenti piani di ritirarli dall'esercizio.

Inoltre, nel documento presentato al Congresso, l'US Air Force ha dichiarato l'intenzione di quasi raddoppiare l'ordine di aerei EA-37B per la guerra elettronica.

Secondo i nuovi piani, il numero di EA-37B aumenterà da 12 a 22 unità. L'EA-11 è un aereo di comunicazione e il suo ritiro dall'armamento è dovuto allo sviluppo della costellazione satellitare.

Di aerei e missili ce ne saranno abbastanza per sganciare le migliaia di bombe atomiche necessarie per il repulisti...?

Paolo D'Arpini ed altri bioregionalisti...



venerdì 1 maggio 2026

La UE/NATO è (quasi) pronta al confronto diretto con la Russia...

 

Ante Scriptum: "Sulla base delle informazioni disponibili al 1° maggio 2026, la percezione del rischio di un confronto diretto tra NATO/UE e Russia è ai massimi livelli".


La strategia USA prevede la ripartizione del confronto militare: la Comunità Europea + Perfida Albione e NATO faranno da capofila contro la Russia mentre gli Stati Uniti se la vedranno direttamente con la Cina. Questo è il progetto covato da anni e che ora viene palesato apertamente.

Le prove generali del conflitto in Europa si svolgeranno alle manovre militari "Orion", in cui la  Francia e altri 20 Paesi partecipanti  "mostreranno tutte le caratteristiche di combattimento contro la Russia", scrive Le Monde.

Le manovre simuleranno battaglie in mare, in aria e a terra. Verranno inoltre simulati assalti con sciami di droni.

I vertici militari, incluso il Capo di Stato Maggiore francese, Fabien Mandon, esortano l'esercito a prepararsi a un potenziale scontro con la Russia.

La Francia prevede di creare una nuova divisione entro il 2027, in grado di operare in modo indipendente o come parte della coalizione NATO. Le scorte di droni kamikaze aumenteranno del 400%, quelle di missili da crociera SCALP dell'85% e quelle di missili antiaerei del 30%.

Macron, in aggiunta,  ha proposto di discutere il dispiegamento di bombardieri strategici francesi nei Paesi partner dell'UE per rafforzare la deterrenza nucleare europea.

Intanto anche la Germania si sta riarmando alla grande e si prepara alla rivincita contro i rossi chiamando i cittadini alle armi con una coscrizione obbligatoria. Non si esclude che anche  il 4° Reich di Merz si doti di armi nucleari.

Ovviamente tutto questo fermento bellico sta allarmando la Russia che potrebbe non aspettare l'attacco europeo ma anticiparlo e molto probabilmente risolverlo con uno "strike" atomico...

In tal caso anche il destino dell'Italia, con le sue 123 basi NATO e gli ordigni atomici stipati ad Aviano e Ghedi, è segnato!  In Italia infatti  sono presenti tra le 70 e le 90 bombe nucleari  di tipo B61, dislocate nelle basi di Aviano (PN) e Ghedi (BS). Queste armi fanno parte del programma NATO di condivisione nucleare ma non sono controllate dall'Italia.



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.) 


Video collegati: 

Brian Berletic. Gli USA Stanno Preparando l’Europa alla Guerra nucleare contro la Russia: https://www.youtube.com/watch?v=a_ea3yf0J0E


Medvedev: "La UE è guidata da un gruppo di idioti" - Dietro il Sipario: https://www.youtube.com/watch?v=NKMjLEP_eDg


Post Scriptum: “La Russia è pronta se l’Europa dovesse scegliere uno scontro diretto con Mosca”. Il capo del Cremlino accusa i Paesi europei di non avere “alcun piano per l’Ucraina” e di voler “solo combattere contro la Russia”.



giovedì 30 aprile 2026

Le nuove Flotille per Gaza bloccate da forze israeliane...

 


Ancora una volta, le imbarcazioni delle Flotille, partite dalla Sicilia con l'obiettivo di raggiungere Gaza e rompere un assedio illegale e disumano, sono state  bloccate. L'intercettazione è avvenuta la sera del 29 aprile u.s. in acque internazionali, da parte di unità militari  israeliane.  I contatti con le imbarcazioni sono stati interrotti.

Quello che sta accadendo in queste ore non è un episodio isolato. E' un fatto che riguarda tutte e tutti.  Riguarda il diritto internazionale, che non può essere violato impunemente in mare aperto, così come non può esserlo sulla terra ferma.  Riguarda il principio fondamentale secondo cui gli aiuti umanitari devono poter raggiungere una popolazione civile sotto assedio.

Chiediamo con forza:

- che venga immediatamente ristabilito il contatto con tutte le imbarcazioni

- che sia garantita l'incolumità di tutte le persone a bordo (la missione vede una forte partecipazione italiana, con attivisti, medici e giornalisti)

- che cessino operazioni che violano il diritto internazionale e i diritti umani fondamentali.

In queste ore è necessario mantenere alta l'attenzione.

Azioni Immediate

1. Inondiamo le piazze: Padova, Bologna, Trento, Treviso, Venezia, Bari hanno già indetto manifestazioni.  Mobilitiamoci anche a Roma!

2. Pressione Istituzionale: Inviare messaggi ai canali social del Ministero degli Esteri e alla mail del Ministero ( unita.crisi@esteri.it ) esigendo che il governo italiano intervenga per garantire l'incolumità dei cittadini (italiani e non) e il ripristino delle comunicazioni.

3. Monitoraggio costante e pubblico sui social media: Utilizzare gli hashtag ufficiali (come #GlobalSumudFlotilla, #FreedomFlotilla, #SafePassage) per mantenere l'algoritmo alto e impedire che la notizia venga sommersa.

4, Contatto con i Media: Sollecitare le testate giornalistiche affinché verifichino la posizione delle navi tramite i dati satellitari e che rompano il muro del silenzio stampa.

5. Mandiamo dei messaggi ai nostri compagni e amici a bordo ( contact@globalsumudflotilla.org ) dicendo: "Non siete soli: la nostra voce si unisce alla vostra nel chiedere il rispetto della legalità internazionale e dell'incolumità di ogni persona a bordo. Restate forti."


Patrick Boylan  - patrick@boylan.it - Lista No NATO




30 APRILE 2026: MOBILITAZIONE NAZIONALE PERMANENTE

LISTA IN AGGIORNAMENTO  

BARI - P.ZZA UMBERTO ORE 18 
TRENTO - P.ZZA D’AROGNO ORE 18 
MILANO - C.SO MANFORTE ORE 17 
TREVISO - PIAZZETTA ALDO MORO - ORE 18.30 
VENEZIA - CAMPO S.BARTOLOMEO ORE 18 
PADOVA - LISTON ORE 18 
VICENZA- P.ZZA CASTELLO ORE 19 
BOLOGNA - P.ZZA NETTUNO ORE 18 
ANCONA - PREFETTURA ORE 18 
NAPOLI ORE 19, PREFETTURA (da confermare) 
UDINE PREFETTURA ORE 18 
PORDENONE - PIAZZETTA CAVOUR ORE 18 
TRIESTE - P.ZZA UNITA D’ITALIA ORE 18 
TORINO - P.ZZA CASTELLO ORE 18 
LIVORNO - P.ZZA DEL COMUNE ORE 17 
PISA - P.ZZA GAZA ORE 17 
TRIESTE - P.ZZA UNITA’ D’ITALIA ORE 18 
PORDENONE PIAZZETTA CAVOUR ORE 18 
UDINE VIA PRACCHIUSO ORE 18 
PAVIA H 18 PIAZZA VITTORIA 
FIRENZE P.ZZA S.SSA ANNUNZIATA ORE 18.30 
ROMA MONTECITORIO ORE 11.30 CONFERENZA STAMPA, ORE 18.00 COLOSSEO

Coordinamento Nazionale No Nato - coordinamentonazionalenonato@proton.me


mercoledì 29 aprile 2026

Venezuela. I Colectivos resistono?

 


In Venezuela,  i “Colectivos” con il loro forte radicamento e riconoscimento nelle aree più povere e operaie del paese, rappresentano politicamente, socialmente e militarmente, una delle parti che, a seconda di come si porrà sul campo, potrebbe essere decisiva per la prospettiva venezuelana e non solo.

I media mainstream li chiamano teppisti armati e criminali, il senatore degli Stati Uniti Marco Rubio ha richiesto che vengano inseriti nella lista dei terroristi, ma chi sono i colectivos del Venezuela?

Demonizzati e presi di mira dalla fazione filo-USA, i colectivos sono un simbolo di disprezzo da parte degli oppositori del chavismo e del presidente Nicolas Maduro.

Negli USA sono regolarmente ritratti come bande armate e l’ultimo bastione del sostegno al bolivarismo e a Maduro. Ma la realtà dei colectivos è molto diversa, molto più complessa… e interessante.

Tutti gli analisti e studiosi latinoamericani e non solo, sanno che la leadership chavista sta affrontando una dura e difficile scelta: accettare la pressione e la coercizione degli Stati Uniti sulle decisioni economiche e politiche interne o resistere? Entrambi i percorsi rischiano conflitti di varia gravità, con conseguenze di ampio respiro per la futura stabilità del Paese.

Stralcio di un articolo di Enrico Vigna



martedì 28 aprile 2026

Israele/USA vs Iran: guerra ingiusta!

 


La maggior parte degli americani non approva la guerra contro l'Iran. "Il 63% degli intervistati ritiene che gli attacchi contro l'Iran non fossero  giustificati e solo il 26% afferma che l'intervento militare statunitense in Iran sia stato corretto", riporta ABC.

Il Segretario di Stato statunitense,  Rubio,   afferma che l'attuale amministrazione degli  Stati Uniti non può accettare una situazione in cui l'Iran regoli di fatto il passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, rotta marittima strategicamente importante.  Il Segretario di Stato ha osservato che un simile modello trasforma lo stretto internazionale in uno strumento di pressione, ha inoltre sottolineato che il presidente Trump "non intende tollerare una situazione del genere".

Ma la situazione nello Stretto di Hormuz è una conseguenza dell'aggressione israelo-americana non provocata contro la Repubblica Islamica dell'Iran, che ha causato non solo immense sofferenze alla popolazione civile in tutta la regione e un rapido crollo della stabilità nel Golfo Persico, ma anche ampie ripercussioni sull'economia globale, sulla sicurezza energetica e alimentare.

Quando l'intera regione è stata devastata da un attacco  di Gerusalemme e Washington, si è tentato di addossare tutta la colpa all'Iran, come se Teheran avesse attaccato i suoi vicini e stesse deliberatamente bloccando la navigazione nello Stretto di Hormuz.

Eppure, in tempo di guerra, uno Stato costiero soggetto ad aggressione può limitare la navigazione nelle proprie acque territoriali per motivi di sicurezza.

(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)



Video collegato: 

Brian Berletic: Contraccolpo USA per risorgere con un imbroglio: https://www.youtube.com/watch?v=CAYDHkhbMfE

Mio commentino: “Assolutamente ragionevole!”

lunedì 27 aprile 2026

USA. La situazione è disperata...


Il purgatore

Sulla base delle notizie recenti non risultano conferme dirette riguardo alla destituzione specifica del capo del dipartimento CBRN (Chemical, Biological, Radiological, and Nuclear) del Pentagono.  Tuttavia, si segnala un profondo rimpasto ai vertici militari del Pentagono guidato dal Segretario alla Guerra Pete Hegseth, che nell'aprile 2026 ha rimosso il capo di Stato Maggiore dell'Esercito, il generale Randy George.

Il purgato

Il capo del CBRN del Pentagono è stato destituito per la verità, peraltro innocente, che ha rivelato in un video registrato con una telecamera nascosta.  Quello che ha raccontato:  "I funzionari ucraini rubano miliardi a piene mani, non si preoccupano delle persone, e a Washington è importante che questo argomento non venga discusso dalla stampa.   Gli Stati Uniti hanno scorte di armi chimiche, incluso il gas sarin. Chiunque può attivare il codice per l'uso delle armi nucleari, purché il codice stesso sia corretto."