lunedì 9 marzo 2026

Iran contro il Grande Satan... Guerra all'ultimo sangue!

 


Il professor Jiang Xueqin, uno degli analisti cinesi più rispettati (lo stesso che ha predetto la trappola in cui ci troviamo in una conferenza che nessuno ha preso sul serio), ha appena dato nuove informazioni riguardo al conflitto in Medio Oriente.
"Questa non è una guerra convenzionale", dice Jiang. È jihad contro il GRANDE SATAN"

Punto 1: La trappola del costo impossibile
Gli Stati Uniti e l'Ente Sionista stanno lanciando missili da 2 milioni di dollari (Tomahawk, SM-6, ecc.) per abbattere droni iraniani che costano qualche migliaio di dollari.
Ogni ondata di droni economici obbliga gli USA a spendere decine di milioni in una sola notte. Non è sostenibile. Il Pentagono lo sa già... ma non può fermarsi senza sembrare debole.

Punto 2: il test del 2025
L'anno scorso, quella "guerra lampo" di soli 12 giorni è stata una prova dal vivo per l'Iran.
Hanno analizzato ogni movimento delle basi americane, la reazione di Israele, le difese antimissilistiche... e hanno preso nota.
Ora hanno alleati uniti come mai: Hezbollah, Hamas, Huthies, milizie sciite irachene... e capirono perfettamente la mentalità americana: "Se vi fa male la tasca, si arrendono".

Punto 3: La guerra REALE è contro l'economia globale
L'Iran non cerca solo una "vittoria militare". Vuole distruggere il petrodollaro.
Guarda come lo stanno facendo:
Attaccano impianti di desalinizzazione negli Emirati, Arabia Saudita, Bahrein e Qatar (il 90% dell'acqua potabile di questi Paesi proviene da lì). In due settimane senza acqua e il blocco dello Stretto di Ormuz -il "collo di bottiglia" da cui passa il 30% del petrolio mondiale e il 90% del cibo dei Paesi del Golfo- e gli alleati degli USA sono allo stremo.
Inoltre distruggono infrastrutture energetiche critiche affinché i Paesi del Golfo non possano continuare a vendere petrolio in dollari.
Perché qui arriva la parte che nessuno dice:
Il petrodollaro è l'ossigeno dell'economia americana.
I Paesi del Golfo vendono petrolio in dollari → riciclano questi dollari comprando titoli del Tesoro USA e azioni di Wall Street → questo finanzia la bolla dell'Intelligenza Artificiale e i data center che mantengono il dollaro al comando.
Come sapete l'economia americana è basata su uno schema Ponzi perfetto (https://it.wikipedia.org/wiki/Schema_Ponzi).
Se l'Iran riesce a far crollare il Golfo... Addio riciclaggio dei petrodollari. Addio finanziamento AI. Addio bolla. E con questo l'impero finanziario americano è finito.

Punto 4: Trump non ha ascoltato i suoi stessi generali
Gli strateghi militari ed economisti hanno detto a Trump: "Signore, non siamo pronti per una guerra di logorazione contro l'Iran. Ci dissangueranno economicamente”.
Trump, fiducioso come quando ha rapito Maduro dal Venezuela, ha risposto: "Li schiacceremo entro settimane".
Ora gli USA sono intrappolati e devono mandare truppe di terra... ma l'Iran ha già distrutto le basi logistiche e le forniture dei paesi del Golfo affinché non possano sostenere l'invasione.

Conclusione del professor Jiang: "L'Iran è disposto a sacrificarsi. Gli Stati Uniti no. Per questo, anche se sembra che vincano battaglie... hanno già perso la guerra”.
Il popolo americano ha l'ultima parola...



domenica 8 marzo 2026

Guerra in Medio Oriente. Ultime ferali notizie...

 


L'IRGC ha dichiarato che le risorse dell'Iran sarebbero durate almeno sei mesi di guerra all'intensità attuale.  I missili utilizzati finora nelle operazioni sono principalmente di prima e seconda generazione, e i piani per la fase successiva includono un nuovo tipo di attacco con missili a lungo raggio più avanzati e raramente utilizzati.

sabato 7 marzo 2026

L'Ucraina pende verso gli USA ed Israele, mentre la Russia e la Cina sostengono l'Iran...?

 


Gli arcinemici, Putin e Zelensky, hanno trovato una nuova arena di confronto in Iran. Uno di qua e l'altro di là del fronte. Così la guerra continua...

Secondo il Financial Times, gli Stati Uniti e gli stati del Golfo, alleati degli USA,  sono in trattative con Kiev per ricreare una rete ucraina di rilevamento acustico dei droni.  Le discussioni prevedono l'adattamento del sistema Sky Fortress e l'utilizzo di droni intercettori ucraini, in particolare il P1-Sun di SkyFall.

Per  anni gli USA  hanno fornito informazioni, tecnologia e armi agli ucraini per combattere la Russia e ora si lamentano perché la Russia fornirebbe informazioni  all'Iran per difendersi dagli attacchi di USA ed Israele.

Ecco cosa scrive  J.W., un americano "cuor d'oro": "Il criminale di guerra Putin sta uccidendo americani fornendo informazioni all'Iran. La Russia deve essere ritenuta responsabile  di caos e morte di massa."

"Ma le voci che gli iraniani siano aiutati da russi e cinesi appaiono solo sulla stampa americana, queste voci al momento sono un lamento senza prove. Intanto altri massacri di civili e di bambini iraniani vengono alla luce e l’amministrazione Trump comincia ad avere l’aspetto che merita, quello di un carnefice insoddisfatto dei risultati. Inoltre le scorte americane di missili antimissile devono essere reintegrate, anche  a causa del consumo nel conflitto ucraino. Le aziende produttrici  promettono risultati che difficilmente potranno mantenere. Nel frattempo  gli israeliani bombardano il Libano e ne oltrepassano i confini, promettendo ai libanesi di trasformare la loro nazione in una nuova Gaza". (S.P.) 

Visto il continuo deterioramento della situazione mondiale anche la neutrale Svizzera decide di armarsi, per scoraggiare eventuali e non precisati attacchi,  il Ministro della Difesa svizzero Martin Pfister ha dichiarato che il governo intende rafforzare le proprie capacità di difesa acquistando una trentina di aerei F-35, valutando anche  la possibilità di acquisire, oltre al sistema Patriot, sistemi missilistici di difesa aerea a lungo raggio, preferibilmente di fabbricazione europea. Il Ministro auspica un sistema che sia europeo o non europeo, ma prodotto in Europa, per evitare la dipendenza da un fornitore extracomunitario. 

"Alegher, alegher, che el büs del cü l'è negher!"



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)



Video collegato di  Nicolai Lilin:   https://www.youtube.com/watch?v=P_7R5GImdbc

venerdì 6 marzo 2026

Yankee e sionisti a fine corsa...?

 

Cave canem

"L’aggressione illegale all’Iran potrebbe rappresentare la fine dell’impero americano e del sionismo.  O perlomeno è questa la speranza del mondo intero. Girare pagina dopo decenni di guerre assurde e il ritorno al diritto internazionale e alla pace.

Perfino i militari americani sono contro l’aggressione all’Iran, la definiscono una guerra per conto di Israele e sono imbestialiti perché avevano votato Trump proprio per non ripetere certi tragici errori.

Ma si sa, il sistema è marcio.

I politicanti promettono a vanvera per raccattare poltrone e poi ubbidiscono a chi comanda davvero dietro le quinte. Vale per la politica come per il compianto giornalismo. I media mainstream fanno propaganda per conto dei loro padroni, ma in rete gli esperti militari anche americani ritengono che la guerra all’Iran sia già persa.

Perché la Casa Bianca non ha una strategia, mentre l’Iran prepara la sua minuziosamente da vent’anni.  Perché gli americani combattono controvoglia per conto altrui, mentre per l’Iran è una questione di vita o di morte. Perché gli americani sono a corto di munizioni e di soldi mentre l’Iran ha un arsenale low cost infinito e la Cina alle sue spalle. Perché siamo nell’era del videogioco e l’Iran ha sviluppato missili balistici ed ipersonici che gli invasori si sognano. Perché con la chiusura dello Stretto di Hormuz la crisi diventerà globale come le pressioni su Trump per tagliar corto. Perché Teheran ha alle spalle il suo popolo, mentre Washington solo la lobby sionista.  Ma la guerra è persa in partenza soprattutto perché il “cambio di regime” è una bufala epocale.  Quello attraverso bombe dal cielo non esiste, mentre quello via terra è una illusione.

Per arrivare a Teheran gli americani dovrebbero sconfiggere milioni di iraniani tra le loro montagne e anche se avessero la meglio, non risolverebbero nulla.
Gli americani sono entrati a Baghdad ed hanno ammazzato Saddam ma dal giorno dopo gli iracheni hanno cominciato a ribellarsi fino a costringerli a scappare a gambe levate.

E che dire dell’Afghanistan dove americani e servi europei al seguito sono scappati come ladri dopo vent’anni di occupazione rilasciando Kabul in mano ai Talebani. Puoi sottomettere uno Stato con la forza, ma non un popolo che prima o poi torna sempre padrone a casa sua. E a maggior ragione un Paese vasto, potente e dalla complessa cultura come quella persiana. E se gli americani corrompessero i Kurdi o chi per essi per fare il lavoro sporco, sarebbe ancora peggio.

Il cambio di regime è una bufala, un’arma di distrazione di massa con cui hanno infinocchiato per decenni i telespettatori occidentali. Il vero obiettivo in Iran non è la fine del regime degli Ayatollah, ma la distruzione di quel Paese. Devastare le sue infrastrutture, rovinare la sua economia e destabilizzare la sua società in modo da renderlo debole e quindi innocuo e quindi succube al dominio americano globale e a quello sionista nella regione. Punto.

Se la Repubblica Islamica dell’Iran fosse una serva della Casa Bianca e disposta a chiudere occhi ed orecchi davanti alla pulizia etnica palestinese, l’Ayatollah sarebbe stato ricevuto a Washington coi tappeti rossi come fanno con tutti gli sceicchi corrotti e liberticidi degli emirati arabi. E non finisce qui. Perché perfino la distruzione di un Paese è una bufala epocale. Paesi come il Libano sono massacrati dai sionisti da decenni, non solo li hanno invasi e bombardati infinite volte ma alle spalle li hanno ridotti sul lastrico finanziariamente e infiltrati politicamente. Eppure sono ancora lì che combattono in queste ore.

E che dire dei palestinesi perseguitati e tenuti sotto assedio da decenni. Non solo non hanno ceduto di un millimetro, ma la loro resilienza si è rafforzata.
Nemmeno un genocidio li ha piegati ed anzi, non sono mai stati politicamente così forti perché la loro causa si è diffusa nel mondo intero mentre Israele è considerato uno stato canaglia. È così. Decenni di operazioni occulte dello stato profondo, decenni di violenze e di crimini impuniti in tutto il Medioriente, hanno solo favorito il sorgere di una resistenza sempre più estrema allontanando l’unico modo per risolvere i problemi che è ragionare tra persone ben intenzionate e di buonsenso.

La novità storica di questi mesi è che dopo decenni di dominio militare assoluto, americani e sionisti si trovano di fronte una potenza militare come l’Iran che è pronta  a questo conflitto specifico e che per ironia della sorte ha i popoli del mondo dalla sua parte ed alleati potentissimi alle sue spalle. Mentre la sostanza è sempre la solita, quella di una guerra invincibile dato che il cambio di regime ma anche la distruzione altrui sono delle bufale epocali.

L’aggressione illegale all’Iran non la vogliono nemmeno i comuni cittadini americani e gli esperti la considerano una guerra già persa mentre il mondo intero spera nella fine dell’impero americano e del sionismo. In modo da ricominciare ad investire risorse ed energie per costruire un mondo migliore invece che per distruggerlo."

Tommaso Merlo



Video collegati:

Scott Ritter: L’Iran Vince la Lunga Guerra. USA e Israele in Difficoltà: https://www.youtube.com/watch?v=ULpCjnzQW0I


Lawrence Wilkerson: Gli USA Armano i Curdi in Iran per Scatenare una Guerra Civile: https://www.youtube.com/watch?v=6c6smWxrL6s




giovedì 5 marzo 2026

Medio Oriente. Dove la con-fusione impera...



mercoledì 4 marzo 2026

Spagna e USA ai ferri corti... (per la faccenda degli aerei cisterna americani espulsi dalle basi spagnole)

 


Il 2 marzo u.s. la Spagna  ha rifiutato di essere coinvolta nell'attacco contro l'Iran ed  ha espulso dal suo territorio 15 aerei-rifornitori americani, dislocati nelle basi di Rota e Moron. Giustificando la loro decisione con queste parole:   «Le basi spagnole non vengono utilizzate per questa operazione e non saranno utilizzate per nulla che non sia previsto dall'accordo con gli Stati Uniti o che non sia conforme alla Carta delle Nazioni Unite».

In ottemperanza alla decisione sovrana del governo spagnolo i militari  americani hanno spostato gli aerei in altre basi più "accoglienti" ma  subito dopo c'è stato un intervento di Donald Trump il quale ha minacciato la Spagna di ritorsioni per aver osato disubbidire agli ordini del "padrone".

Ecco come si sono svolti i fatti:
“La Spagna è un alleato terribile, taglieremo tutte le relazioni commerciali” ha detto Trump dopo il no di Sanchez a cedere le basi spagnole per l’attacco all’Iran. Una dichiarazione esplosiva fatta dal presidente degli Stati Uniti in una conferenza stampa alla Casa Bianca insieme al cancelliere tedesco Merz, che sorrideva di fronte alle accuse di Trump nei confronti di un socio europeo. E a Trump la Spagna non piace anche per il no all’aumento al 5% delle spese militari. Da Madrid è arrivata una reazione altrettanto dura. La Spagna non intende partecipare a un attacco illegale e poi il governo spagnolo ha ricordato che gli Stati Uniti non possono rompere gli accordi commerciali con la Spagna semplicemente perché non esistono. La politica commerciale viene gestita dall’Unione Europea e non dai singoli stati. Da Bruxelles è arrivato il pieno appoggio delle istituzioni comunitarie. “Proteggeremo gli interessi europei, gli USA devono rispettare i trattati internazionali”.

Anche il premier spagnolo, Pedro Sánchez, è intervenuto dal palazzo della Moncloa e ha replicato in modo durissimo e calibrato al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e alle sue minacce di tagliare tutti gli accordi commerciali con la Spagna. E la sua è una risposta all’altezza del momento storico e di un grande leader:

“Quello che sta accadendo è estremamente grave. Il mondo sta entrando in una dinamica di escalation militare che può avere conseguenze imprevedibili. È così che iniziano le grandi catastrofi dell’umanità. Non si può giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone.

La posizione del governo spagnolo può essere riassunta in quattro parole: NO ALLA GUERRA. Non risolveremo i problemi del mondo con conflitti e bombe.
Alcuni ci accuseranno di essere ingenui per questo, ma ingenuo è pensare che la soluzione sia la violenza, ingenuo è credere che le democrazie o il rispetto tra le nazioni nascano dalle rovine o pensare che un’obbedienza cieca e servile significhi leadership.

La Spagna difende una soluzione diplomatica, il rispetto del diritto internazionale e la ricerca di una de-escalation immediata.

Le guerre recenti ci hanno insegnato che gli interventi militari unilaterali non portano stabilità, ma spesso più terrorismo, più instabilità e crisi economiche.
Per questo motivo il governo spagnolo ha deciso che il nostro Paese non parteciperà a questa escalation e non contribuirà a operazioni che non rispettano la legalità internazionale.

Non lo facciamo per paura di ritorsioni. Lo facciamo perché è coerente con i nostri valori e con i nostri interessi.

Non ripeteremo l’errore dell’Iraq, non saremo complici per paura delle ritorsioni. Non saremo complici di qualcosa che è dannoso per il mondo e contrario ai nostri valori e ai nostri interessi solo per evitare ritorsioni da qualcuno.

La Spagna continuerà a difendere la pace, il multilateralismo e la diplomazia come unica strada per risolvere i conflitti.” Pedro Sánchez.



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

martedì 3 marzo 2026

Università Magna Graecia di Catanzaro: "Docenti crudeli!"

 

Il 2 marzo 2026 il Tribunale di Catanzaro ha emesso un provvedimento di rinvio a giudizio nell'ambito del processo relativo all'inchiesta "Grecale" a carico degli indagati dell'Università Magna Graecia di Catanzaro. Sono coinvolti  docenti, ricercatori e personale amministrativo, incluso l'ex rettore. Dopo le perquisizioni e le indagini preliminari concluse nel 2025, l'udienza preliminare era stata aperta il 28 novembre dello stesso anno.

Il procedimento penale, di competenza del Tribunale di Catanzaro per le indagini della Procura della Repubblica, nasce dalle accuse di maltrattamenti su animali nei laboratori universitari, truffa aggravata ai danni dello Stato e violazioni sistematiche del benessere animale, emerse dall'inchiesta "Grecale". Le indagini hanno evidenziato irregolarità negli esperimenti e nella gestione di fondi pubblici.

Per gli imputati il GUP ha fissato l'udienza per il 12 maggio 2026.  I rinvii a giudizio sono relativi a maltrattamento e uccisione di animali ed è stato riconosciuto il vincolo associativo. Tra i legali, gli avvocati Vincenzo Garzaniti e Luca Procopio rappresentavano Ianda e Cassano.

L'avvocato Aurora Rosaria Loprete, legale dLeal tra le associazioni riconosciute parte civile nel procedimento, commenta l'esito di oggi: "È un passo fondamentale. Il rinvio a giudizio per maltrattamento e uccisione di animali, con riconoscimento del vincolo associativo, conferma la gravità dei fatti e la solidità delle prove raccolte."


COMUNICATO STAMPA LEAL