martedì 25 settembre 2018

“Solitudine esistenziale”..? - Facebook ti aiuta... a diventare felice (con 100 “mi piace” ed una donna ritrovata)


Risultati immagini per solitudine esistenziale su fb cercando una donna

Un po' di tempo fa ho letto su un quotidiano on line un articolo dal titolo:  "fingersi felice con 100 mi piace e tutti questi amici mai visti né sentiti.".

Un cantautore livornese torna con un nuovo album in studio dal nome 'Anime storte'. Per comporre questo disco si è fatto ispirare dalle persone dei giorni nostri, virtualmente ingolfate di amicizie social ma sempre più sole e alienate. È proprio il singolo 'Soli', nelle radio da settembre, ad anticipare l'intero lavoro.

La sera, forse incuriosito da questa storia munito di bombole respiratore e boccaglio mi sono immerso per la prima volta nel mare virtuale e ho aperto un profilo su Facebook.

Dopo solo alcuni minuti ricevo un sms sul cellulare: "Noooo Ferdiiiii! Anche tu nel virtuale mondo?"

Ho risposto: "Si! mi sono stufato a scrivere mail, ormai non le usa più nessuno come gli sms, inutile ostinarsi nella lentezza quando con lo stesso mezzo si può andare più veloce e più lontano!"

Wow, sì vorrei aprire anche un blog che vorrei intitolare “terra#terre”

Good!

Per essere sicuri  di restare con i piedi per terra, parte di quel che scrivo viene pubblicato spesso da anni sul Giornaletto di Saul, un giornale bellissimo che esce tutti i giorni on line, conosciuto a pochi.

Il vero problema è che qui a Pescara mi annoio tremendamente e spesso la sera alle 9 sono già a letto a dormire.

Medita. Hai sempre un attitudine creativa… se si annoia uno come te… E poi un po' di pausa dal girovagare fa sempre bene per gioire del dolce far nulla.

Una pubblicità diceva: chi beve birra campa cent anni, meditate gente, meditate…! Infatti bevo birra!

Quando viaggio sono senza computer, anche mesi e ho solo il  mio vecchio cellulare nokia del secolo scorso. Temo che questo inverno sarà molto dura per me nella mia “solitudine esistenziale” e Facebook può essere una svolta nelle lunghe serate di freddo, anche perché spesso medito durante il giorno.

Vero che su Facebook c'è molta confusione, una specie di minestrone, gran pentolone dove tutti buttano un nuovo ingrediente,  quindi per ora ci pubblico solo le foto (e qualche pensierino)!

In verità FB mi serviva per cercare una donna che non sentivo da 13 anni, dopo venti minuti su Facebook l'avevo già trovata!


Ferdinando Renzetti


Immagine correlata

giovedì 20 settembre 2018

La guerra monetaria è cominciata negli States, passando per la Cina...


Immagine correlata

L'inconvertibilità del dollaro in oro è stata sancita unilateralmente da Nixon il 15 agosto 1971 e nessuno - in Occidente - ebbe la forza di protestare.

Non poteva farlo la Russia. Tantomeno la Cina. In seguito, gli americani si sono sempre opposti a che altre valute (l'euro in particolare) assumessero prestigio a livello mondiale in modo da essere usate negli scambi commerciali.

Diversi sono stati i Paesi che sono falliti per aver tentato di adeguare al dollaro il cambio della loro valuta. I più furbi sono risultati i cinesi che - dal 1994 - hanno saldamente legato al dollaro il cambio della loro valuta. Senza permettere oscillazioni.

A seguito della globalizzazione cominciarono a fare affari d'oro e presero ad accumulare buoni del Tesoro e obbligazioni americane a vagonate quando General Motors trasferì in Cina le sue linee di montaggio.

Un libro americano titolava: RUOTE GENERAL MOTORS STRADE CINESI. Ma come hanno fatto ad evitare che i numerosi yuan stampati di conseguenza generassero l'inflazione nel Paese?

Il GRANDE CAPO ha ordinato alle banche locali di aumentare (con la scusa della sicurezza) fortemente le riserve (in yuan, naturalmente) sterilizzandone gli effetti sui prezzi locali. E convinto i dirigenti delle grandi aziende esportatrici cinesi con le buone (pena la prigione) a fare altrettanto. Pregi del Partito Unico! ... e senza minoranza. I massimi fautori del capitalismo (e del globalismo) hanno finito per favorire i maggiori sostenitori (a parole) del comunismo. E sono loro che adesso non possono protestare.

Trump si rimangerà presto i dazi che i cinesi potrebbero inondare il mondo di bot americani.

Luigi Caroli ste72mi@yahoo.it


 
PS: nel 1994 il rapporto di cambio scelto dai cinesi col dollaro fu molto basso, non molto alto. Se noi fossimo entrati nell'euro col cambio a 1500 (invece che a 1936) oggi staremmo molto meglio. Se poi ci fossimo risparmiati Berlusconi, Renzi e i grossi sindacalisti che hanno fatto immeritata carriera politica, saremmo dei signori.

mercoledì 19 settembre 2018

Siria. La situazione a Idlib e le ragioni geopolitiche della Russia


Risultati immagini per zona cuscinetto smilitarizzata  Idlib.

Il 18 settembre 2018  è stato raggiunto un accordo tra Russia e Turchia per creare una in Siria una  zona cuscinetto smilitarizzata nella regione di Idlib. Mosca ha affermato immediatamente che l'abbattimento del suo aereo non pregiudica questo accordo. In mezzo a tutto il concitato caos che di sicuro è seguito alla notizia della perdita dell'aereo, Mosca ci ha tenuto a ribadire questo. Perché?
La Russia in Siria sta giocando una partita complicatissima su cui ruotano la sua sicurezza interna, la sua credibilità internazionale e regionale e infine la sua posizione geopolitica nel prossimo futuro. Pensare, come è stato fatto un mese sì e uno no da quando è iniziato il suo intervento, che di punto in bianco possa abbandonare al suo destino Assad e la Siria, mi sembra quindi francamente semplicistico.

In Medio Oriente la Russia deve:
a) ampliare le contraddizioni tra la Turchia e la Nato, non far precipitare le cose in Turchia ma utilizzare la sua ostilità nei confronti dell'SDF curdo e contemporaneamente mantenere buoni rapporti coi Curdi stessi (o loro frange),
b) tener buoni gli Israeliani ed evitare a tutti i costi scontri militari diretti con loro (Mosca è inferocita perché gli Israeliani l'hanno avvisata dell'attacco solo un minuto prima - non è compito suo difendere la Siria dagli attacchi di terze potenze, essendo intervenuta su richiesta di Damasco per combattere i jihadisti - anche se sa benissimo, e ha denunciato ripetutamente, chi sono gli sponsor dei jihadisti),
c) ampliare le contraddizioni tra Qatar e Sauditi e congelare la linea Qatar-jihadisti,
d) tener conto degli interessi iraniani,
e) evitare a tutti i costi scontri militari diretti con gli USA,
f) rientrare in Egitto (e in Libia) dove sono stati scacciati 40 anni fa,
g) salvaguardare i propri interessi petroliferi, in concorrenza/collaborazione con Sauditi e Iran,
h) infine non dare spazio a malumori interni a causa del conflitto.
A fronte di ciò, io non riesco a stupirmi se dopo l'incontro tripartito con Turchia e Iran, Mosca abbia deciso (con Damasco) di rimandare l'attacco su Idlib. 

Io non so cosa si siano detti. E' ovvio. Ma ragionando un po', come mai i ministeri degli Esteri e della Difesa russi sanno per filo e per segno gli spostamenti da villaggio a villaggio della famosa clorina per mettere in scena il prossimo "attacco chimico" e addirittura chi e come ha già filmato alcune "scene" di questo attacco? Sono notizie fornite da un'intelligence capillare che lì può operare solo se la Turchia e i loro protegé locali chiudono un occhio, cosa che è anche indice dello stato di disgregazione del controllo jihadista sul territorio. 

Ed è noto proprio il lavorio di divide et impera per disgregare il fronte jihadista stesso. A quanto sembra la "nuova al-Qaida" di cui parla Oraprosiria è una contromossa a questo lavorio. Ne posso dedurre che gli accordi con la Turchia e la zona cuscinetto servono presumibilmente a spazzare via le forze jihadiste contrarie al negoziato isolandole dalle altre. La Russia inoltre, deve offrire uno sbocco alla Turchia che se smette all'improvviso di recitare il suo ruolo rischia una recrudescenza di terrorismo al suo interno.
La parte migliore della sinistra si è autodistrutta pensando e volendo la Luna nel pozzo e dimenticandosi della base materialistica dei concetti e dei desideri. E la base materialistica è molto complessa.

P.P.

...............

Commento - integrazione:

Non sono per niente d’accordo con l’ostinata difesa delle buone ragioni russe riguardo al destino unitario e libero della Siria.  Non glie  la si può lasciar passare liscia, di fronte a un costante inchino ai ricatti di Erdogan, Trump (o lo Stato Profondo) e soprattutto di Netaniahu, con Israele che fa quello che  gli pare sulla Siria, gli Usa con la marmaglia curda che occupano, ormai indisturbati e indisputati, un terzo della Siria pulita etnicamente, i turchi che si tengono jihadisti, Idlib e Afrin, per incombere costantemente su Latakia e Aleppo e i francesi che lanciano missili sulla Siria con tutti che fanno finta di niente. Davvero politica di grande potenza! Ed è un’affermazione del tutto priva di prove che Damasco sia d’accordo con questa inversione a U su Idlib, anzi, e neanche gli iraniani, decimati da Israele, pare lo siano. Qui le ragioni della realpolitik sono elevati a ideologia e morale, mentre al tempo stesso si trascura l’effetto nefasto, a livello geopolitico, di politica interna e di opinione pubblica internazionale di questi ricorrenti cedimenti.
Cosa diavolo significa una “zona demilitarizzata”, quando i turchi hanno rimpinzato di armamenti i terroristi e hanno schierato  loro forze in tutta la provincia. Uno zuccherino con il fetore dell’uovo marcio.
Sui numeri B, C, D,  E, G c’è solo da dire che illustrano il cinismo calcolatorio di Mosca e fanno il gioco del ricattatore USA: sono le cifre di una politica misera e codina. Quanto a Egitto e Libia e al rientro lì della Russia, con simili accrediti quanto si era guadagnato rischia di andare a farsi fottere. Una spiegazione potrebbe essere che la conventicola di oligarchi atlantisti con cui Putin equilibra il suo potere in Russia, abbia avuto la meglio in questa occasione. Il dato chiaro è innegabile è che questa partita, a forza di minacce, l’abbia vinta ancora una volta la banda degli aggressori, alla faccia delle migliaia di siriani, iraniani e libanesi immolatasi per questa patria araba.
Dobbiamo uscire dall’infanzia quando papà sembrava onnipotente e sempre il più giusto del mondo. Povera Siria.

F.G.

............................


Articolo collegato: 

Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan

martedì 18 settembre 2018

I limiti dell'accoglienza... ed il coraggio di dire "no"


Risultati immagini per I limiti dell'accoglienza... ed il coraggio di dire "no"

Vorrei oggi parlare di qualcosa che sembra ampiamente frainteso nella comunità "spirituale".

Se accettiamo profondamente come siamo, e profondamente accettiamo le situazioni  come si presentano, e siamo in grado di   accettare gli altri come sono, significa dover  dire  "sì" a tutto e tutti, anche se
il "sì" porta ad altra violenza?   In verità un tale atteggiamento ci rende passivi e lasciamo che gli altri camminino su di noi.

Se diciamo "tutto è ok",  vuol dire che rinunciamo alla nostra capacità di discernere?

Certo che no. L'accettazione è così vasta in profondità che comprende sia il  "sì"  che il  "no" alle situazioni della  vita.

Per esempio, qualunque sia la profondità del tuo amore per quella persona se qualcuno ti picchia ogni sera,  ti sembrerebbe intelligente, generoso, saggio o illuminato (nel senso illuminato di queste parole) continuare ad autorizzarlo, dicendo "sì", in modo esplicito ma implicitamente  sperando che egli senta nel profondo che quel "sì" vuol dire si "no"?

Dire "no" alla violenza, abuso, o qualsiasi cosa che suoni sbagliato in voi, non è lo stesso che dire "no" alla vita. Dire "no" non è necessariamente una resistenza alla vita. E' così importante comprendere ciò.

Quante volte diciamo "sì",  mentre dentro di noi  riteniamo che sia un "no", e viceversa? Se davvero vogliamo dire "no", se quel  "no" è la nostra profonda verità,  dire "sì" è una menzogna in quel momento, perché disonora la verità vivente dell'esistenza, della vita in movimento in voi, attraverso di voi, come voi.

Quel povero piccolo "no" ha solo bisogno di un po' di attenzione amorevole ...

Spesso diciamo "sì", perché stiamo cercando di mantenere una certa immagine di noi stessi. Vogliamo essere visti come uomini di Compassione. Qualcuno che dice sempre sì, positivo, forse per voler significare che si accetta tutto ciò che accade.

Facciamo la parte di chi non vuole esser visto come "negativo" o guastafeste.

Che peso dover far finta !?

Questo insegnamento non serve a  creare  nuove immagini di te stesso. È  per liberarti da tutte le tue immagini.

Se un insetto nocivo comincia a mangiare la tua pelle o il tuo sangue, non è forse normale  adottare misure per eliminare l'insetto?  In questo caso dire "no"  non vuol dire  che siamo in guerra contro l'insetto. Non si sente odio. Non è un  nemico mortale. Questa azione rientra nella vita stessa,  per come sei tu.  In tal modo, osservando attraverso l'occhio universale anche la rimozione dell'insetto è affermare la vita, non resisterle.

Così affermi la  sua sacralità e mistero. Tu dici sì alla vita tutte le sue manifestazioni - tra cui l'evento in cui l'insetto viene rimosso dalla pelle umana, nel modo meno violento (se possibile). Non mi sembra intelligente né onesto fingere di accettare l'insetto.

Sostenere di dire "sì" alle sue punture non significa accettare la vita poiché in questo senso anche  un "no" è valido  per accettare la vita.

Naturalmente, nessuno può dire quando un "sì" o "no"  sia adatto per noi in quel momento. Questo "sì" o "no" è nel profondo "io" che tutti noi ci troviamo. Forse alcuni di noi sono più tolleranti verso gli insetti. Non lo so. Ma questo non è il problema.

La profonda accettazione di quel che sei è abbastanza grande per un "no" o "sì" del momento. Questi due movimenti sono contenuti nell'incondizionato e  sono sempre presenti. Questo è  il Sì che davvero ci vuole - senza un  altrimenti.  E tu non stai cercando di mostrarti  come una "persona di accettazione profonda",  qualcuno che non dice mai no.

Non serve artificialmente mantenere  un'immagine spirituale o etica.  Occorre ricordare che tu sei oltre l'immagine, al di là di tutte le immagini - tu sei la vita stessa. Ed è per onorare la vita che vivi. E a volte onorare la vita è espresso da un "No" forte,  amorevole e intelligente.

Quel "No" esprime  chiarezza e verità, senza odio, senza violenza, senza attaccamento a qualsiasi risultato, senza cercare di mantenere una delle seguenti foto di te è davvero un grande Sì alla vita...

E posso pure capire che tutto è al suo posto giusto ed avviene al momento giusto.

Le preferenze non sono necessariamente sentenze, e non sono "contro" la vita in alcun modo. Il "No" a una data circostanza negativa è abbracciato al grande cosmico SÌ.

Jeff Foster

Immagine correlata

(Traduzione di Paolo D'Arpini)


................................

Mio commentino: "ricordo che quando viaggiavo in Africa, a piedi, quando arrivavo in un villaggio sperduto nella savana il capo del villaggio metteva a disposizione una capanna, costruita apposta per gli ospiti, ed offriva anche un pasto, l'indomani lo stesso capo villaggio salutava l'ospite e lo invitava a riprendere il viaggio... Questo significa che, ad esempio, anche nell'ospitalità, che è considerata sacra, bisogna saper riconoscere le possibilità reali dell'accoglienza..." (P.D'A.)

sabato 15 settembre 2018

L'avvelenamento della terra è incostituzionale - Le sostanze chimiche usate in agricoltura sono un danno per tutti


Immagine correlata

L’illecito utilizzo di pesticidi compromette ambiente e salute trasformando “La Città di tutti” in deprimente “Città di pochi“.

L’onorabilità della politica non prescinde dalla tutela dei diritti Costituzionali.

È  anche con il diritto alla salute che si afferma quella “Città di tutti“ dove le violazioni ambientali sono delitti contro l’integrità della persona.

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e della collettività (comma I art. 32 della Costituzione) e  considera “il bene salute” quell’integrità psico.fisica della persona assicurata principalmente dalle condizioni ambientali in cui viviamo.

Lo Stato si assume dunque il compito di realizzare tutte le condizioni affinché ciò avvenga.

Eroga le prestazioni curative gratuite  e tutela l’ambiente anche attraverso funzioni fondamentali ai governi locali.

L’integrità di quegli elementi fondamentali per la vita di ogni Comunità, la loro tutela quali Beni Comuni da restituire obbligatoriamente alle future generazioni, la conservazione dell’aria , dell’acqua e della Terra sono principalmente affidate al Sindaco quale autorità sanitaria locale.

È con la sintetica e fondante formula di insediamento “giuro di osservare lealmente la Costituzione“ che il Sindaco assume i poteri di tutela della salute e conseguentemente dell’ambiente per assicurare quel benessere psico.fisico dei Cittadini necessario a garantire il futuro delle Comunità.

Il rispetto al solenne giuramento sulla carta costituzionale rende la politica onorabile e trasforma le “colpevoli distrazioni“ in colpe gravi verso le Comunità.

Le “colpevoli e clientelari tolleranze istituzionali“ cancellano diritti e dignità ai Cittadini umiliandoli a sudditi.

L’intollerabile connivenza istituzionale verso quelle egoistiche pratiche che spezzano l'antico e indispensabile equilibrio biodinamico, che cancellano paesaggio e futuro diventano attentato alla bellezza e alla salute trasformando la "città di tutti" in "città di pochi" permettendo agli egoismi di prevalere sul bene comune.

L’onorabilità della politica non prescinde dalla tutela dei diritti Costituzionali e dal rigore con cui le Istituzioni la perseguono.

Bengasi Battisti  -  Associazione Nazionale Comuni Virtuosi


Risultati immagini per Associazione Nazionale Comuni Virtuosi
(Fonte: La Città.eu)

venerdì 14 settembre 2018

Tutti i danni del traffico veicolare e dell'agricoltura industriale



Risultati immagini per Tutti i danni del traffico veicolare

Secondo il Report annuale dell’Agenzia europea per l’ambiente sulla Direttiva sui limiti nazionali di emissione (NEC), l'agricoltura industriale  e le emissioni dei trasporti continuano a porre problemi nel rispettare i limiti concordati. Anche quest’anno l’Agenzia europea per l’ambiente pubblica il breve rapporto che riassume e aggiorna i progressi compiuti dall'UE e dagli Stati membri nel raggiungimento degli obiettivi della Direttiva sui limiti nazionali di emissione (NEC) (2016/2284/UE).

La legislazione dell'UE limita le emissioni di quattro importanti inquinanti atmosferici dal 2010 in poi (ossidi di azoto, composti organici volatili non metanici, anidride solforosa e ammoniaca) e dal 2020 anche di PM2,5.

Sei Stati membri hanno superato i limiti per uno o più inquinanti nel 2016: Austria e Irlanda per ossidi di azoto e ammoniaca, Croazia, Germania e Spagna per ammoniaca, Ungheria per composti organici volatili non metanici. Il briefing dell'Agenzia europea include anche un aggiornamento delle emissioni previste dagli Stati membri per il 2020 e il 2030 ai sensi della direttiva NEC, in relazione ai propri impegni di riduzione stabiliti dalla stessa direttiva per questi anni.

Un’altra relazione dell’Agenzia europea fornisce i dati aggiornati sulle emissioni per il periodo 1990-2016 ai sensi della Convenzione sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza (CLRTAP): per il terzo anno consecutivo le emissioni di ammoniaca sono aumentate, tra il 2015 e 2016 dello 0,4%. La stragrande maggioranza delle emissioni di ammoniaca proviene dal settore agricolo europeo. Le emissioni sono aumentate in 15 Stati membri dell'UE con l'Italia, il Regno Unito e l'Irlanda che hanno registrato gli aumenti più elevati. Le emissioni di ossidi di azoto e di ossidi di zolfo sono diminuite rispettivamente del 3,7% e del 15,1% nell'UE.

La Convenzione CLRTAP è finalizzata a ridurre l'acidificazione, l’eutrofizzazione e l'ozono troposferico e fissa limiti di emissione in atmosfera per ossidi di zolfo, ossidi di azoto, composti organici volatili e ammoniaca. Oltre agli impegni di riduzione delle emissioni previsti per i singoli paesi, la Convenzione specifica anche gli impegni di riduzione per l'UE nel suo complesso. I limiti per gli Stati membri sono equivalenti o meno ambiziosi di quelli specificati per il 2010 nella direttiva NEC.

In generale, il settore del trasporto stradale è il maggior responsabile delle emissioni totali di biossido di azoto nell'UE, mentre la combustione nel settore commerciale, istituzionale e delle famiglie è il maggiore responsabile delle emissioni totali di particolato primario, in particolare in alcuni paesi dell'Europa orientale.

Incoraggiare l'uso della bicicletta, migliorare il trasporto pubblico e passare a combustibili meno inquinanti sono alcune delle migliori misure adottate dagli Stati membri dell'UE per ridurre le emissioni e gli impatti dei due inquinanti atmosferici più pericolosi, secondo un altro briefing dell’Agenzia europea per l’ambiente, che analizza proprio le azioni messe in atto a livello europeo per migliorare la qualità dell'aria.

I trasporti e, più specificamente, le misure relative al traffico sono l'obiettivo principale degli sforzi a livello europeo per migliorare la qualità dell'aria, secondo il briefing. Quasi il 50% del numero totale di misure messe in atto dagli Stati membri riguarda il trasporto su strada, seguito dai settori della combustione commerciale e residenziale e dall'industria. Per il biossido di azoto, oltre il 60% delle misure segnalate si rivolge principalmente al settore del trasporto stradale. L'industria e i settori della combustione commerciale e residenziale sono il secondo e il terzo settore più presi in considerazione.
Il briefing integra il rapporto annuale sulla qualità dell'aria in Europa che sarà aggiornato entro la fine del 2018. 

Testo a cura di Maddalena Bavazzano

Risultati immagini per ragazza in bicicletta

(Fonte: Arpat)

giovedì 13 settembre 2018

US dollars: foglietti colorati senza valore - FED in bianco e fine del sogno americano


Immagine correlata

“La Federal Reserve Usa non possiede nemmeno un’oncia d’oro”. Lo ammise nel 2011  Alvarez Scott, avvocato della Federal Reserve il banco centrale (privato) degli Stati Uniti, nel corso di un dibattito con il congressista repubblicano Ron Paul. Scott ha dichiarato che è dal 1934 che la Federal Reserve non possiede alcuna riserva di oro, e nemmeno di argento.  

Insomma gli Usa  sono ricchi solo di foglietti colorati e infiocchettati...

Risultati immagini per dollari colorati

Tutta la storia romantica dell’avventurosa conquista del West, la corsa dell’oro, la ricerca del mitico Eldorado fin nell’Alaska, acquistata dalla Russia per 4 denari, le pepite di Paperon De Paperoni, la leggenda del dollaro forte, simbolizzato da $ che significa convenzionalmente “oro”, tutto ciò è un sogno che è giunto alla fine. Una fine annunciata già dal momento comico-drammatico del 15 agosto 1971, quando il presidente statunitense Richard Nixon dichiarò che nemmeno i dollari conservati dagli stranieri erano più convertibili in oro.

La soppressione della convertibilità totale del dollaro in oro fu commentata dai più savi come una dichiarazione implicita se non di bancarotta quantomeno di insolvenza: i  dollari di allora, come i petrodollari di oggi invadono infatti il mondo ma sono  semplice carta straccia, gravata per altro da un immenso debito pubblico. 


Si è vociferato, in passato, che i lingotti del Tesoro Usa, conservati a Fort Knox assieme a quelli “prestati in deposito” dagli Stati sconfitti in guerra, siano stati al tempo venduti sottobanco e sostituiti da patacche in tungsteno (si tratta di 8.133,5 tonnellate di oro, dunque, in gran parte vendute in passato e sostituite da oro falso). 

Come tutti sanno ma nessuno dice – quando si accetta di essere sudditi lo si resta a vita – che il dollaro negli ultimi decenni è stato stampato in quantità enormemente superiore al supporto in oro (che si credeva) in possesso alla Fed; adesso si scopre che la Fed non possiede da tempo l’oro, quindi il dollaro è supportato da un bel niente!

Conclusione: vale ancora meno di quanto si potesse immaginare. In verità il dollaro, anche dopo il 1971, ha continuato ad essere usato come moneta internazionale grazie al fatto che il petrolio, il prodotto più importante, è scambiato in dollari, e da qui si comprende bene l’ostilità americana con cui era stata accolta la proposta più volte avanzata da Stati produttori, come  l'Iraq (di Saddam), la Libia (di Gheddafi) e l'Iran attuale, di scambiare il petrolio in euro, come pure il lancio del mercato petrolifero alternativo di Cina e Russia con moneta propria  (per gli USA son tutti  "stati canaglia" ma questi ultimi  ben forniti  di depositi aurei e pure di armi). 


Ma la potenza economica Usa è ormai solo un’immagine, destinata ad offuscarsi a mano a mano che anche la sua potenza militare diventa più incerta. E l’arrampicarsi sugli specchi della finanza virtuale e la continua profusione ed emissione di biglietti verdi (svalutati), fa somigliare sempre più la ricchezza Usa a quella accumulata nei mondi fittizi d’internet. La fine del dollaro (e di conseguenza il declino degli Usa) è alle porte.

Paolo D’Arpini


Risultati immagini per paolo d'arpini l'oro di fort knox è falso

Articoli collegati: 

https://www.spiritual.it/it/notizie/us-dollar-it-is-only-a-paper-moon-triste-risveglio-da-un-sogno-di-ricchezza-virtuale,3,105931

http://www1.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200904articoli/42574girata.asp