venerdì 17 aprile 2026

Il 22 aprile 2026 Coordinamento NO NATO

 


Il 4 aprile scorso è stata una giornata di lotta che ha messo nel mirino le basi e installazioni USA e NATO che sono disseminate nel nostro Paese.

Dalla base militare di Ghedi (Brescia), a quella di Capodichino (Napoli), passando per il ComandoOperativoVerticeInterforze nel quartiere di Cinecittà a Roma, dal quartiere di Borgo Panigale di Bologna dove passa l’oleodotto “della morte” NIIPS, fino alla mobilitazione popolare all’ingresso del Comando Nato di Firenze...centinaia di persone hanno gridato: “Fuori l’Italia dalla NATO, fuori la NATO dall’Italia”!

A queste iniziative, si sono aggiunte striscionate, volantinaggi, conferenze stampa in molte altre città (Bari, Palermo, Catania, Torino e altre).

La presenza di basi e installazioni USA e NATO è una vera occupazione del territorio, che prosciuga risorse, devasta l’ambiente, militarizza i quartieri popolari e rende l’Italia una piattaforma di guerra al servizio degli interessi imperialisti. Per questo mobilitarsi contro le basi USA e NATO significa oggi lottare concretamente contro la guerra, contro il carovita, contro la repressione del dissenso e contro la trasformazione del nostro Paese in bersaglio e complice delle scorribande militari degli USA e dei suoi alleati.

Vi invitiamo quindi a partecipare all’assemblea plenaria di mercoledì 22 aprile 2026 alle ore 20.30 per alimentare il confronto tra organismi e singoli sui passi da fare approfittando anche delle mobilitazioni dei prossimi mesi.


22 APRILE, ORE 20.30: ASSEMBLEA PLENARIA (ON LINE) DEL COORDINAMENTO NAZIONALE NO NATO

Per collegarsi: https://kmeet.infomaniak.com/hoshpvllhvypfcsr





giovedì 16 aprile 2026

Notizie dallo sfacelo globale... del 16 aprile 2026

 


Zelensky a sorpresa è arrivato a Roma (per la solita questua), dove ha avuto un incontro con il presidente della Repubblica, Mattarella, e con la prima ministra,  Meloni,  i due hanno riaffermato che "il sostegno all'Ucraina rappresenta una necessità strategica per la sicurezza dell'intera Europa". Sul fronte interventista si respira ottimismo per lo sblocco del "prestito" all'Ucraina di 90 miliardi di euro (a restituzione inesigibile a causa dell'imminente bancarotta dell'Ucraina) da parte della  UE.  Inoltre i  membri europei della NATO forniranno all'Ucraina 60 miliardi di dollari in aiuti militari entro il 2026 come annunciato dal Segretario Generale della NATO Mark Rutte all'inizio della conferenza di Ramstein a Berlino.

Altre notizie belliche dal fronte mondiale:

Nelle ultime ore, l'aviazione e l'artiglieria israeliane hanno condotto intensi raid su almeno 15 città e villaggi nel Libano meridionale.  In risposta, Hezbollah ha riferito del suo terzo attacco missilistico su Kiryat Shmona in 24 ore, nonché di oltre 30 operazioni di combattimento contro l'esercito israeliano. Gli scontri più intensi si stanno attualmente svolgendo nelle città di Bint Jbeil e Khiyam.

Il Pentagono si sta preparando per una operazione a Cuba, ha riferito USA Today citando fonti. Secondo il giornale, questo avverrà nel momento in cui Trump ordinerà di inviare truppe americane sul territorio della repubblica.

Secondo quanto riportato da Axios, che cita alcune fonti, i Democratici intendono presentare una mozione di impeachment contro Hegseth.  Il capo del Pentagono è accusato di sei capi d'imputazione:
Aver iniziato una guerra illegale contro l'Iran;
Attacchi contro civili;
Negligenza nella gestione di informazioni sensibili;
Ostruzione del controllo parlamentare;
Abuso di potere e politicizzazione dell'uso della forza militare;
Azioni lesive della reputazione degli Stati Uniti e delle sue forze armate.

Il prossimo conflitto a Cipro? La situazione sull'isola si è aggravata.  La Turchia ha iniziato il trasferimento di carri armati sull'isola; sono stati avvistati 15 blindati nella zona cuscinetto vicino al villaggio di Pyla. I militari turchi hanno issato la propria bandiera.

Gli Stati Uniti non intendono prorogare le deroghe alle proprie sanzioni nei confronti del petrolio russo e iraniano,  ha dichiarato il ministro delle Finanze americano.  Inoltre, gli Stati Uniti hanno avvertito una serie di banche cinesi della possibilità di imporre sanzioni secondarie contro di loro a causa del commercio con l'Iran.


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegato: 

Nicolai Lilin. Notiziario mattutino del 16 aprile 2026:   https://www.youtube.com/watch?v=9UHkJQLp8fo

mercoledì 15 aprile 2026

Il mondo ed anche l'Italia cominciano a vedere le cose per quel che sono...?

 


martedì 14 aprile 2026

Povera Ungheria... povera Europa!

 


In Ungheria il successo di Tisza è andato oltre le più rosee previsioni e il partito di Magyar ha più dei 2/3 dei seggi parlamentari, cosa che gli consentirà di poter formare il governo senza nessun problema. Al terzo posto Mi Házank, a completare l'elenco delle tre sfumature di destra che siederanno in Parlamento.

Von der Leyen canta vittoria, dato che nella UE in molti sperano che la vittoria di Magyar servirà a rivitalizzare l'Unione, o almeno a riportare un po' di entusiasmo (a giudicare da quello che sta succedendo su Twitter missione compiuta, Calenda è al 99.9% di consensi); cantano vittoria anche a Kiev ma con meno entusiasmo, dato che sanno bene che la situazione non è semplice come si potrebbe pensare a prima vista.

La sostituzione di Orban con un governo più "filoeuropeo" ovviamente porterà (probabilmente) meno ostacoli per quello che riguarda i fondi da destinare all'Ucraina, anche se l'Ungheria non è il solo paese che si oppone (e bisognerà anche vedere cosa succederà ora che il "cattivo Orban" è stato eliminato e quei 91 miliardi di € bisognerà metterceli davvero); molto probabilmente ci sarà maggiore sostegno diplomatico all'accesso dell'Ucraina all'UE, ma anche qui non è solo l'Ungheria ad essersi opposta e il processo sarà talmente tanto lungo e complesso che la semplice vittoria di Magyar non lo modificherà.

Per l'Ungheria resta poi il nodo gravissimo della dipendenza energetica dalla Russia, che non dipende da Orban ma dalla geografia. È improbabile che Magyar intenda modificare la situazione, o semplicemente possa farlo; e in queste condizioni non è molto probabile trovarsi un'Ungheria allineata coi baltici o con la Polonia. Resta anche il nodo della minoranza ungherese in Ucraina, che non è semplice da digerire per un partito comunque di destra come Tisza (eh sì, non sono esattamente dei liberal progressisti). Trump, intanto, fa finta di niente. Orban chi? Vediamo che dirà la nostra Meloni...

Francesco Dall'Aglio
















Nota – Da parte russa è stato comunicato "Non inviamo congratulazioni a Paesi non amichevoli", ha dichiarato Peskov al giornalista di Life, "L'Ungheria è un Paese non amichevole, sostiene le sanzioni contro di noi"...

lunedì 13 aprile 2026

Medio Oriente. Flebili speranze di uscire dal tunnel...


Trump si autosantifica 

Trump ha pubblicato su Truth Social un'immagine generata dall'intelligenza artificiale che lo ritraeva come un santo. Il presidente degli Stati Uniti non ha commentato il post.

"L'Iran e gli Stati Uniti non hanno firmato l'accordo a Islamabad per l'intransigenza di Washington", ha affermato Araghchi.

Al momento c'è un flusso ininterrotto di aerei da trasporto militari C-17 dalle basi situate in Europa verso le basi americane e israeliane nella regione per rifornirsi di munizioni.  Una delle ultime basi aeree americane su cui è atterrato un aereo da trasporto si trova in Arabia Saudita.

Nel frattempo, gli aerei da trasporto militari iraniani stanno  volando in Cina per alcuni carichi militari.

Gli Stati Uniti minacciano di imporre un blocco navale all'Iran a partire da oggi, 13 aprile 2026, fermando le navi in entrata e in uscita da qualsiasi porto iraniano. Questa è una misura di ritorsione degli Stati Uniti. Lo Stretto di Hormuz potrebbe quindi essere completamente  chiuso impedendo il passaggio anche alle navi amiche dell'Iran. Inoltre, non è chiaro cosa comporterebbe, ad esempio, l'intercettazione e il sequestro di una nave cinese.

I negoziati  di Islamabad, così come sono stati  impostati, non hanno portato alcuna via d'uscita al conflitto. Ci saranno nuovi scontri provocati dagli Stati Uniti, coinvolgendo altre nazioni che volevano starne fuori. Il blocco americano prevede che il carburante iraniano non venga più inviato ai compratori, come l'India e la Cina. Quindi questa scarsità si sommerà a quella ottenuta dall'inizio del conflitto.

Gli statunitensi non sono da sottovalutare, la loro marina è del tutto capace di sequestrare petroliere in arrivo e in uscita dallo Stretto, lontani da potenziali minacce missilistiche. Il problema è che coinvolgeranno nazioni che non staranno a guardare  che il loro carburante finisca nelle mani americane. Le potenzialità che questo conflitto si estenda ulteriormente aumentano di giorno in giorno.  In risposta al blocco  secondario di Hormuz, messo in atto dagli Stati Uniti, gli iraniani e gli Houthi minacciano di bloccare  anche il Mar Rosso.

Sicuramente ci saranno ricadute sui prezzi del greggio che inizierà a scarseggiare globalmente, peggiorando una situazione che è già critica. Senza contare il "dettaglio" dei fertilizzanti che verranno bloccati causando ulteriori problemi alla catena alimentare mondiale e carestie.

E mentre il mondo guarda questo gioco perverso dello sblocco e blocco dello Stretto di Hormuz, Israele continua a mettere le mani su territori che non gli appartengono, senza la minima opposizione politica o minaccia di sanzioni. Senza indagini sui massacri perpetrati né interventi delle Nazioni Unite.

Una voce discorde dell'Occidente  viene dall'Australia che ha rifiutato di partecipare al blocco americano dello Stretto di Hormuz.  Il rifiuto all'appello di Trump è stato espresso dal Primo Ministro australiano Anthony Albanese. "Tali azioni non rappresentano il metodo preferibile per ridurre i prezzi dei carburanti", ha inoltre dichiarato il vice ministro degli Esteri del Paese, Matt Thistlethwaite.

Anche il Wall Street Journal scrive: "i funzionari stimano che, nonostante i risultati inconcludenti dei negoziati a Islamabad, la porta per un secondo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran rimane aperta e potrebbero svolgersi nei prossimi giorni".

Da parte iraniana è stato detto:  "Se il governo americano rinuncerà al totalitarismo e rispetterà i diritti della nazione iraniana, i modi per raggiungere un accordo saranno sicuramente trovati". la dichiarazione è  del presidente iraniano Masoud Pezeshkian.


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegati:

Nicolai Lilin. LA GUERRA IN IRAN / LA SITUAZIONE ECONOMICA: https://www.youtube.com/watch?v=Q6bMj4797Os


Seyed M. Marandi. Negoziati Crollati. Ritorno alla Guerra: https://www.youtube.com/watch?v=YUcc8O9Xxg8





domenica 12 aprile 2026

Islamabad. Il mistero s'infittisce...

 

Sceneggiata serrata

La CNN scrive che i negoziati tra americani e iraniani si sono protratti e potrebbero continuare anche domenica 12 aprile.  E questo è logico: entrambe le parti assumono posizioni inconciliabili e non vogliono trovare un accordo. Quindi non c'è molto da aspettarsi da questi negoziati, proprio come dai  negoziati tra russi americani ed  ucraini, per esattamente le stesse ragioni. A dimostrazione delle intenzioni USA Trump ha detto"Che si concluda o meno un accordo [con l'Iran], non mi interessa..." Anche da parte israeliana la cantata è la stessa, Netanyahu afferma che "la campagna contro l'Iran non è terminata e che Israele ha ancora obiettivi da raggiungere..."

Intanto a latere: 

"Due navi da guerra della Marina statunitense avrebbero attraversato lo Stretto di Hormuz nell'ambito di una missione di sminamento", ha dichiarato il Segretario alla Guerra Pete Hegseth.

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno smentito le dichiarazioni rilasciate dai vertici del Pentagono e del CENTCOM. "Smentiamo la dichiarazione rilasciata dal comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti riguardo all'ingresso di navi americane nello Stretto di Hormuz. L'iniziativa per il passaggio di qualsiasi nave spetta alle forze armate iraniane."

"Dopo l'avvertimento da parte del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e il lancio di un drone in direzione delle navi, queste sono state costrette a tornare indietro", ha riferito il comando militare iraniano.


Commenti raccolti:

"...non si tratta di una missione di sminamento come afferma il CENTCOM. Le navi in questione sono l'USS Frank E. Peterson e l'USS Michael Murphy, due cacciatorpediniere di classe Arleigh-Burke equipaggiate con il sistema Aegis: non sono in grado di "porre le condizioni per lo sminamento" né di sminare un bel niente, a meno che per il Ministro della Guerra "sminare" non significhi "sbattere su una mina", nel qual caso potrebbero fare un ottimo lavoro (ammesso che ci siano, le mine. Ma questa è un'altra storia).  Se davvero sono lì non è altro che una provocazione approfittando del cessate il fuoco, o peggio..." (F.D'A)

"È certamente una provocazione per gli iraniani per fare in modo che facciano saltare loro il tavolo della negoziazione perché ora c'è di mezzo la Cina. Ha detto la Cina agli iraniani di andare a Islamabad e Israele non si può muovere perché se qualcosa andasse storto facciamo le corna) gli iraniani prendono il telefono e chiamano Pechino che fa da garante..." (M.G.)

"Purtroppo come temevo e come sempre succede, USA e Israele usano i "cessate il fuoco" come pause per tirare il fiato e riarmarsi sapendo già che i negoziati dovranno fallire e loro assesteranno il primo colpo, se non già durante i negoziati, oppure uccidendo i negoziatori. L'unica via è che l'Iran continui a martellare Israele per riportarlo nei confini" (T.C.)

"Per come la vedo io, molto banalmente, la Casa Bianca ha bisogno d'affermare certe sciocchezze per sostenere la sua narrazione di vittoria assoluta sull'Iran, compresi i proclami d'averne del tutto distrutto marina ed aviazione. Non a caso, il passaggio di queste due navi, al momento "fantasma", è stato presentato come un'iniziativa tesa a ribadire la libertà di navigazione (abbandonando quindi la precedente e facilmente smontabile teoria dello sminamento, attribuita ad un cacciatorpediniere). Ma in quel caso, visti i negoziati in corso, sarebbe né più e né meno che una "monellata" suscettibile pure (nel peggiore dei casi) di farli deragliare..." (F.B.)
 
Mio commentino: "Comunque pare che i navigli militari USA hanno fatto marcia indietro. Le provocazioni americane  durante i colloqui di Islamabad non sono mancate e non mancheranno. Vedremo cosa si inventeranno nei prossimi giorni, senza troppe speranze che il dialogo sia costruttivo. Entrambe le parti non possono permettersi di tornare a casa senza risultati tangibili. I colpi di scena sono inevitabili."


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

sabato 11 aprile 2026

Allegra disperazione nel mondo virtuale...