sabato 19 settembre 2026

Per la UE "la resa dei conti con la Russia" è imminente... (o quasi)

 


I Paesi dell'UE incoraggiano Kiev, chiudendo un occhio agli attacchi contro gli impianti nucleari. Lo ha dichiarato il rappresentante permanente della Federazione Russa presso le organizzazioni internazionali a Vienna, Mikhail Ulyanov, commentando sui social media X la pubblicazione dell'AIEA riguardante l'attacco di un drone ucraino alla centrale nucleare di Kursk.

I leader europei sono sempre più preoccupati dal fatto che la Russia possa lanciare attacchi  contro Paesi della UE, poiché Mosca intensifica la sua "campagna ibrida" in tutta Europa, secondo quanto riporta Politico.

Ursula, la capa UE,  ha richiamato i governi dei Paesi europei  di tenersi pronti alla pugna.    Nel suo annuale Discorso sullo Stato dell'Unione a Strasburgo, von der Leyen ha proposto formalmente la creazione di un Consiglio europeo per la sicurezza, con  l'obiettivo di  coordinare in modo più stretto la "difesa"  del blocco europeo, invitando a collaborare anche partner strategici extra-UE come il Canada e il Regno Unito ed altri.  Queste nuove disposizioni di cooperazione geopolitica e militare  consentirebbero  alla Commissione  spazio per azioni "difensive"  ritenute necessarie. 

Purtroppo alcuni Paesi  europei "volenterosi" (baltici, Polonia, Germania, Francia ed altri)  che a parole si dichiarano "pronti alla pugna",  sono a corto di mezzi, avendoli devoluti quasi tutti  all'Ucraina,  e  dovranno aspettare un po' a scatenare l'attacco finale contro la Russia.  Infatti  Bloomberg riporta che "gli Stati Uniti hanno avvertito i propri alleati europei che le armi da loro ordinate, inclusi i sistemi di difesa aerea e i missili Tomahawk, non verranno consegnate nemmeno entro cinque anni, poiché l'esercito americano ha esaurito le proprie scorte e la priorità è il rifornimento dei propri depositi".  
 


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

venerdì 18 settembre 2026

Dopo "La luna è nostra" di Trump, ecco Musk che chiede lo spazio (in esclusiva)...

 


giovedì 17 settembre 2026

Alcune cattive notizie del 17 settembre 2026...

 





mercoledì 16 settembre 2026

Russofobi, lasciate ogni speranza, El Niño è alle porte!

 

Arriva El Niño e con lui  arriva il grande freddo sull'Europa...


Dopo il grande caldo ci aspetta il grande freddo e  come al solito "ha stato Putin!". Pessime  previsioni di ECMWF per il prossimo inverno, possibili anomalie estreme e vortice polare. Possibili masse d’aria gelida di origine artica (russa) sull'Europa: "Il gelo infuria il gas ci manca sul ponte sventola bandiera bianca!"

L'Europa e il bacino del Mediterraneo si preparino ad affrontare una tempesta perfetta che unisce temperature giù di diversi gradi con la fragilità delle infrastrutture energetiche.

"Gli abitanti dell'UE e del Regno Unito dovranno sopportare il freddo. L'UE potrebbe affrontare seri problemi di carenza di gas durante l'inverno e non possiamo trasformare questa situazione in un vantaggio per Putin. Questo richiederà alcune rinunce, ma dovremo accettarlo", ha affermato Jonathan Powell, consigliere per la sicurezza nazionale del Regno Unito.

Insomma "si stava meglio quando si stava peggio!".

"Il grande gelo, con l'ipotesi di una coltre di neve a coprire il nord Europa e per lunghe settimane. El Niño sarà diverso e le conseguenze climatiche sull'Europa e soprattutto il bacino chiuso del Mediterraneo potrebbero essere diverse da quanto ci si aspettava: le ultime proiezioni stagionali dell'ECMWF, il centro europeo sul clima delineano uno scenario allarmante per la stagione fredda. Tra anomalie bariche estreme, potrebbe scendere un vortice polare con temperature mai viste - specie sul nord Europa, ma con cascami rilevanti anche sull'Italia - e una collegata crisi del gas, dell'energia, che potrebbe essere senza precedenti", lo scrive RAI News,  mica il Giornalino di Gian Burrasca.



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

martedì 15 settembre 2026

Dichiarazioni dell'Ambasciatore della Federazione Russa in Italia...

 


Alexey Paramonov in merito all’incontro tenutosi a Milano con il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana Matteo Salvini e i rappresentanti delle aziende italiane che continuano a operare in Russia. (15 settembre 2026)

Vediamo che una parte sempre più ampia dell’opinione pubblica dei Paesi dell’Europa occidentale, Italia compresa, s’interroga su quanto l’attuale linea antirussa dei rispettivi governi risponda effettivamente agli interessi degli Stati coinvolti e delle loro popolazioni. Sempre più spesso lo stesso interrogativo sorge negli ambienti imprenditoriali italiani. Per esperienza diretta, gli imprenditori vedono quanto si siano ridotte le loro opportunità da quando l’Unione Europea ha, de facto, dichiarato alla Russia una guerra ibrida, di cui le sanzioni antirusse costituiscono uno dei principali strumenti.
La loro applicazione ha portato alla cessazione pressoché totale della cooperazione energetica tra Russia e Italia, arrecando grave danno agli scambi commerciali bilaterali, il cui volume si è ridotto di quasi dieci volte. Non pare possibile, nel bilancio energetico italiano, sostituire i volumi di risorse energetiche a prezzi accessibili che prima giungevano dalla Russia. Né si riescono a individuare in tempi rapidi e con efficacia nuovi sbocchi per le tradizionali esportazioni italiane.
Fino a pochissimo tempo fa, a causa della rigida linea proscrittiva adottata dal Governo italiano, un dibattito aperto su questo tema era di fatto assente e la questione veniva sollevata solo occasionalmente da alcuni canali d’informazione settoriali o di opposizione. Oggi possiamo constatare che il tema dei rapporti con la Russia, nonché le conseguenze per l’economia italiana della linea antirussa di Roma sono sempre più spesso oggetto di ampio dibattito pubblico tra gli imprenditori e i rappresentanti di diverse forze e movimenti politici sia all’interno della coalizione di Governo, sia nelle file dell’opposizione.
Sembra dunque che l’Italia stia cominciando a riprendersi e a rendersi conto di aver pagato un prezzo smisuratamente alto per partecipare alla politica antirussa di Bruxelles. Si fa sempre più strada la consapevolezza che la linea intrapresa sia stata un errore e che sarebbe opportuno cominciare a riflettere sulle modalità per ripristinare e rilanciare i rapporti economici con la Russia, avventatamente interrotti.
L’incontro a Milano tra gli imprenditori italiani e il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri Matteo Salvini testimonia proprio l’incipit di un ritorno dell’establishment italiano al realismo, al pragmatismo e al buon senso. Auspico che le valutazioni espresse in questa sede vengano portate all’attenzione degli altri vertici del Governo italiano e dei Ministri competenti.

Alexey Paramonov - Ambasciatore russo in Italia



lunedì 14 settembre 2026

Il mondo cerca una risposta multipolare... (mentre Trump vuole la Luna)

 


domenica 13 settembre 2026

Una chance offerta a Zelensky per fermare la guerra...



Il 12 settembre u.s., l'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti, Jared Kushner, ha avanzato una proposta degna di nota riguardo alle prospettive di porre fine al conflitto in Ucraina.

"Per porre fine al conflitto in Ucraina, le forze armate ucraine devono ritirarsi lungo la linea indicata dal Cremlino -ha dichiarato Kushner- altrimenti, l'accordo di pace sarebbe pronto,  l'ostacolo principale che impedisce la firma di questo documento storico rimane la posizione personale del presidente Zelensky sul dispiegamento delle truppe ucraine sul fronte orientale".

"Per porre fine immediatamente ai conflitti e avviare un piano di pace, l'Ucraina deve prendere una decisione cruciale: ritirare le unità delle Forze Armate ucraine da tutto il Donbass", ha dichiarato Kushner.

Pertanto, tramite Kushner, la leadership politica americana sta inviando un segnale all'Ucraina, indicando che le possibilità di compromesso si stanno riducendo e che continuare a mantenere le forze ucraine nelle loro posizioni non farà altro che prolungare il conflitto, contrariamente agli accordi raggiunti dietro le quinte.

La proposta, emersa nel contesto dei recenti colloqui diplomatici e riportata da testate internazionali, prevede che il ritiro delle truppe di Kiev da queste zone attiverebbe i restanti termini di pace.  

Sebbene l'inviato USA stia spingendo verso questa "decisione cruciale" per fermare i combattimenti, le posizioni ufficiali tra Mosca e Kiev rimangono rigidamente distanti e i dettagli definitivi del piano strategico non sono ancora stati confermati in via ufficiale da Washington...

A quanto pare, Kushner parla come se l'accordo fosse stato concordato con Mosca e che Kiev debba semplicemente eseguirlo, firmandolo. Tuttavia, tutto questo è una semplice ipotesi, perché probabilmente Kiev non si ritirerà e non firmerà nulla.


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)