Oggi a San Pietroburgo è iniziato il Forum economico internazionale e ci sono stati anche attacchi di droni ucraini contro un terminale petrolifero.
mercoledì 3 giugno 2026
Conflitto sempre più cruento tra Ucraina e Russia...
martedì 2 giugno 2026
Un misterioso drone in Romania è sufficiente per scatenare una guerra mondiale?
No, il recente incidente del drone in Romania non è assolutamente sufficiente per scatenare una terza guerra mondiale!
Punti chiave delle dichiarazioni di Nebenzya al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite:
▪️L'obiettivo principale della riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è rispondere alla richiesta dell'Occidente di creare una nuova ondata di disinformazione anti-russa;▪️Nebenzya ha sottolineato l'incoerenza delle dichiarazioni dei funzionari rumeni al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite;
▪️Tutte le circostanze dell'incidente in Romania devono essere accertate attraverso un'indagine obiettiva che coinvolga la Federazione Russa;
▪️La Romania non ha fornito alla Russia alcuna informazione obiettiva sull'incidente e ha immediatamente iniziato a eseguire un ordine politico;
▪️I paesi dell'UE stanno deliberatamente, e unicamente per ragioni politiche, chiudendo un occhio sui crimini del regime di Zelenskyj;
▪️La risposta delle Nazioni Unite e dell'AIEA alle azioni di Kiev sta spingendo il regime di Kiev a commettere nuovi crimini;
▪️L'Europa dovrebbe essere la più preoccupata per gli attacchi di Kiev alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, ma non sta chiedendo all'Ucraina di cessare tali azioni.
lunedì 1 giugno 2026
Chi comanda davvero in Italia...?
Alberto Bradanini non è un analista qualsiasi. È stato ambasciatore d’Italia prima a Teheran e poi a Pechino: due capitali che, negli ultimi decenni, sono state al centro di tutte le grandi trasformazioni geopolitiche del pianeta. L’Iran, cuore delle tensioni mediorientali. La Cina, protagonista principale della crisi dell’ordine unipolare a guida statunitense.
Proprio per questo la sua voce pesa. Perché quando Bradanini parla dell’Italia come di un Paese che non è pienamente sovrano, non lo fa da osservatore esterno, né da commentatore improvvisato. Lo fa da uomo che per anni ha rappresentato lo Stato italiano nei luoghi dove la storia si decide davvero.
In questa intervista, l’ex ambasciatore a Pechino descrive l’Italia come un Paese stretto dentro una doppia gabbia: da una parte la subordinazione politico-militare agli Stati Uniti, fatta di basi, truppe, NATO e vincoli strategici mai davvero messi in discussione; dall’altra la subordinazione economico-monetaria all’Unione Europea, che ha progressivamente svuotato gli spazi reali della democrazia e della politica economica nazionale.
Il risultato è un Paese che ha perso capacità industriale, autonomia diplomatica, visione strategica e perfino l’abitudine a pensarsi come soggetto sovrano.
Dalla Via della Seta alla Cina, dal ruolo delle élite italiane alla crisi dell’Unione Europea, dal rapporto con Washington alla possibilità di ricostruire una politica estera fondata sugli interessi reali del paese, Bradanini mette sul tavolo una critica durissima dell’establishment italiano ed europeo. Una critica che fa ancora più rumore proprio perché arriva da qualcuno che quell’establishment lo conosce dall’interno.
Una conversazione scomoda, radicale, necessaria. Perché la domanda di fondo è semplice: l’Italia può ancora decidere qualcosa del proprio futuro? Oppure ha definitivamente interiorizzato la propria subordinazione?
Ottolina TV
Video collegato: https://www.youtube.com/watch?
domenica 31 maggio 2026
Stralcio di una lettera aperta di Jeffrey Sachs al Cancelliere Friedrich Merz...
Cancelliere Merz,
Quando le ho scritto una lettera aperta sei mesi fa, ho esortato la Germania a perseguire la via diplomatica con la Russia piuttosto che la normalizzazione della guerra. Sei mesi dopo, la situazione in Europa è drammaticamente peggiorata. L’Europa e la Russia stanno scivolando verso una guerra aperta.
E in questa deriva, Cancelliere, la sua responsabilità è unica. Nessun leader europeo — né a Parigi, né a Varsavia, né a Roma — detiene la posizione che ha la Germania, o il potere che lei personalmente detiene, per interrompere questa catastrofe. Cercherà di ottenere la pace ?
Lei stesso, insieme alla Primo Ministro Meloni e al Presidente Macron, nel gennaio 2026 ha invitato l’Europa a riprendere le relazioni con la Russia e ha descritto la Russia come «un paese europeo». Eppure lei non ha perseguito la via diplomatica. Con il futuro dell’Europa in gioco, questa è una straordinaria abdicazione alla leadership.
Nei suoi mesi da Cancelliere, ha tentato un dialogo sostanziale con il Presidente Putin? Il suo ministro degli Esteri ha tentato un dialogo sostanziale con il ministro degli Esteri Lavrov? Conversazioni vere, del tipo che ha posto fine alla Guerra Fredda. La risposta, per quanto rivelano i dati pubblici, è no. Nemmeno una volta. E non per mancanza di consapevolezza dell’urgenza.
Gli ultimi giorni hanno portato a una pericolosa accelerazione che dovrebbe concentrare l’attenzione di ogni europeo. Entrambe le capitali sono ora sotto attacco continuo: i droni ucraini a lungo raggio hanno colpito in profondità Mosca, compresi siti civili... (continua)
Fonte: https://www.berliner-zeitung.de/article/jeffrey-sachs-an-open-letter-to-chancellor-friedrich-merz-10038768
sabato 30 maggio 2026
UE Segnali di guerra imminente...
Sulla questione del drone anche il presidente rumeno ha dichiarato che "il drone a Galati potrebbe essere stato deviato dalle forze di difesa aerea ucraine". Secondo Nicusor Dan, i sistemi di difesa aerea delle Forze Armate ucraine potrebbero aver reindirizzato il drone, causandone l'ingresso in territorio rumeno.
La Romania ha richiesto ulteriori risorse di difesa aerea alla NATO in seguito all'incidente del drone abbattuto, ma ha scelto di non invocare l'articolo 4 del Trattato di Washington per convocare una riunione d'emergenza del Consiglio Nord Atlantico per consultazioni sulla sicurezza.
"L'Occidente ha dato a Zelenskyy carta bianca per usare le sue armi e ora non dovrebbe sorprendersi se queste raggiungeranno il bersaglio". Lo ha affermato Maria Zakharova, commentando l'incidente del drone in Romania.
"I piani del Canada di produrre droni per le forze armate ucraine sul proprio territorio, come stanno già facendo diversi Paesi europei e della NATO, indicano un nuovo livello di coinvolgimento nella crisi ucraina", ha dichiarato l'ambasciatore russo a Ottawa, Oleg Stepanov.
Intanto, la coscrizione femminile in Estonia è imminente. "L'Estonia dovrà affrontare una carenza di uomini per arruolarsi nell'esercito. Il problema è molto evidente: non saremo in grado di reclutare le 4.100 persone previste dai piani di difesa", lo afferma Anu Rannaveski, capo del Dipartimento delle Risorse per la Difesa del Paese. Il governo estone sta già discutendo della coscrizione delle donne nelle forze armate; i sostenitori di questa idea sottolineano che molti compiti legati alla difesa non richiedono un elevato livello di preparazione fisica.
venerdì 29 maggio 2026
Oro nero... (di satana) e horror vacui!
| Horror vacui |
Le riserve strategiche di petrolio degli Stati Uniti sono a soli 9 milioni di barili dal punto in cui il Paese si troverebbe a vivere alla giornata, con un'insufficiente fornitura di benzina e distillati.
Qualsiasi interruzione o improvviso taglio della produzione nelle raffinerie provocherebbe lunghe code ai distributori di benzina in tutto il Paese... e non solo! Questo coincide con il picco della domanda estiva e la stagione degli uragani.
Fino a pochi anni fa il bau bau delle industrie che reggono il mondo era il "picco del petrolio" (Peak Oil), che indicava il momento storico in cui l'estrazione di greggio avesse raggiunto il suo massimo, per poi iniziare un declino inarrestabile.
Per decenni gli esperti hanno temuto questo momento, poi a forza di scavare dappertutto ed in tutti i modi furono scoperte nuove riserve sotterranee, esauribili anch'esse e tuttavia sufficienti a lenire la carenza temuta, allontanando per un po' la paura che la "civiltà" basata sui depositi fossili crollasse da un giorno all'altro.
I nefasti risultati delle guerre da approvvigionamento, vedasi i recenti attacchi contro l'Iran, di cui gli USA si sono fatti capo, e la guerra strisciante contro la Russia (anch'essa iniziata dagli USA e passata da Trump in carico alla NATO e UE) sono due bubboni pronti a scoppiare. Oggi apertamente si parla di conflitto nucleare alle porte...
Intanto il "profilo" di Donald Trump scende sempre più nei sondaggi USA. Il tasso di approvazione di Trump è sceso a un minimo storico, rendendolo il presidente americano più impopolare di sempre. Secondo The Economist il tasso di approvazione del presidente degli Stati Uniti è attualmente al -24%, con un ulteriore calo di 1,9 punti percentuali nell'ultima settimana. Ad oggi, solo il 31% dei cittadini approva le politiche di Trump, mentre il 63% esprime insoddisfazione e un altro 6% degli intervistati è indeciso.
giovedì 28 maggio 2026
Teheran cambia le regole nello Stretto di Hormuz...
L'Iran non usa più lo Stretto di Hormuz semplicemente come arma di contrasto in situazioni di crisi. Teheran sta cercando di trasformare questa via d'acqua in una fonte permanente di influenza politica ed economica.
Questo cambiamento dovrebbe preoccupare Washington e i suoi partner nel Golfo Persico. Lo Stretto di Hormuz rimane il punto di strozzatura più importante al mondo per il trasporto di petrolio.
Secondo l'Agenzia statunitense per l'informazione energetica, nel 2022 circa 21 milioni di barili di petrolio greggio e prodotti petroliferi al giorno hanno attraversato lo stretto, rappresentando circa il 21% del consumo globale di idrocarburi liquidi. Lo Stretto di Hormuz gestisce anche circa un quinto del commercio mondiale di gas naturale liquefatto.
Per decenni, l'Iran ha minacciato di chiudere lo Stretto di Hormuz durante le tensioni con gli Stati Uniti. Tuttavia, Teheran ha generalmente evitato una chiusura completa dello stretto, poiché è importante anche per la sua economia.
Un blocco totale danneggerebbe le esportazioni iraniane, allontanerebbe gli acquirenti asiatici e probabilmente provocherebbe una risposta militare più decisa da parte degli Stati Uniti. Ora l'Iran sembra stia sperimentando un modello diverso: non un isolamento completo, ma un accesso gestito.
Questo approccio offre a Teheran numerosi vantaggi destabilizzanti senza il rischio di un blocco totale. L'Iran può rallentare le spedizioni, creare incertezza, aumentare i costi assicurativi e fare pressione sui paesi importatori di energia, affermando di star semplicemente "garantendo la sicurezza marittima".
Questo approccio è più efficace. Le autorità iraniane descrivono sempre più spesso le loro azioni in termini amministrativi: servizi di navigazione, protezione ambientale e coordinamento regionale del traffico marittimo.
L'agenzia di stampa Nikkei ha riportato che l'Iran potrebbe riaprire lo Stretto di Hormuz circa 30 giorni dopo l'accordo di pace, bonificare il mare dalle mine e rinunciare alle tariffe di transito. Il fatto che l'apertura dello stretto, la bonifica dalle mine e la rinuncia alle tariffe di transito siano ora oggetto di discussione in un unico dibattito diplomatico dimostra che Teheran ha trasformato l'accesso allo Stretto di Hormuz in uno strumento di negoziazione.
Non si tratta di coercizione navale tradizionale. Si tratta di coercizione burocratica. Una mossa diplomatica astuta. E l'Occidente non ha scampo. (Fonte: turan_express)