domenica 9 dicembre 2018

"Liberati" mille visoni a Noceto in provincia di Parma


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Blitz nell'allevamento:  Liberati 1000 visoni prigionieri

1000 Vite innocenti strappate a una fine orribile.
1000 Vite innocenti che hanno assaporato per la prima volta l’odore dell’erba.
1000 Vite innocenti che avranno trovato anche l’acqua dove poter liberare i propri naturali istinti.
1000 Vite innocenti che assaporano per la prima volta il profumo della LIBERTÀ .
2000 occhi innocenti che vedono per la prima volta il cielo senza il reticolo delle luride sbarre.

Deploriamo e schifiamo totalmente l’associazione pseudo animalista che ha CONDANNATO IL GESTO DELLA LIBERAZIONE sostenendo che i visoni, in quanto nati in cattività, non avranno grandi probabilità di sopravvivenza.

Ma secondo questi signori è meglio morire LIBERI o SCUOIATI ANCORA COSCIENTI ?
Ma cosa avete al posto del cuore?
E voi dovreste difendere i diritti degli Animali?

Il “sistema” specista va abbattuto con azioni dure e determinate.

È la storia che lo insegna.
Quando la legge è ingiusta la disobbedienza è un dovere.



Link articolo di cronaca:

venerdì 7 dicembre 2018

Decreto "sicurezza" ma non per le vittime della caccia...


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A chi, come Salvini, fa della sicurezza degli italiani il problema dei problemi, i cittadini si sentono a buon diritto di chiedere perché quella minacciata dai   cacciatori non lo tocchi.

A fronte del Bollettino di Guerra dall'Associazione Vittime della caccia monitorato dal 1 settembre al 30 novembre e nonostante due successive richieste di incontro inviate dall'Associazione al Ministro dell'Interno, lo Stesso continua a non rispondere, eludendo qualsiasi confronto.

Qui di seguito, i numeri delle vittime per armi da caccia e per mano di cacciatori della stagione in corso. Inviamo per Pec ai Ministri dell'Interno edell'Ambiente e pubblichiamo sul nostro sito anche tutta la cronologia da cui sono stati estratti gli allarmanti dati, in modo che non si possa non sapere.

Nel solo Ambito Venatorio sono 10 i morti e 30 i feriti, tra cui 2 bambini. Due morti e nove feriti non sono cacciatori.

"Eludere le richieste dell'Associazione Vittime della caccia significa non ascoltare le tante, tantissime persone indifese che ogni giorno ci contattano con i loro Sos in cui chiedono come difendersi dalle armi da caccia e da personaggi che sparano ad ogni costo." dichiara Maurizio Giulianelli, che aggiunge "basterebbe leggere con attenzione e senso di responsabilità quanto scaturisce dalle quotidiane rassegne stampa per capire l'entità dell'allarme sociale prodotto dalla caccia, ma l'Illustre Ministro tira dritto e difende a spada tratta il mondo venatorio.

Morti e feriti durante la stagione venatoria e oltre, sempre per mano di chi esercita la caccia, non sono tragiche fatalità, signor Ministro!Sono solo gli effetti di una caccia sempre più devastante e permissiva a cui il suo partito - vedasi i recenti voti in Regione Lombardia - da' una buona mano, approvando la caccia alla volpe tutto l'anno e concedendo ai 17enni di ottenere la licenza di caccia, comporterà la drastica riduzione di questo predatore, ultimo rimasto insieme al lupo, e la conseguente grave alterazione degli equilibri di specie, già ampiamente compromessi.

Il Ministro dell'Ambiente Costa purtroppo sinora ha ben poco inciso nella politica ambientale e faunistica di questo governo, adducendo limiti delle competenze del Suo Dicastero, anche di fronte alla devastazione ambientale del Veneto e al pronunciamento dell'ISPRA, che ha ribadito la necessità di chiudere la caccia per tutta la stagione venatoria in questa regione.

Il Ministro Costa non può altresì ignorare che la Legge 157 del 1992 all'art.Art. 10., dispone che la pianificazione venatoria del territorio tenga conto "...per quanto attiene alle specie carnivore, alla conservazione delle effettive capacità riproduttive e al contenimento naturale di altre specie...".

Infatti, ci chiediamo come mai il Minsitro Costa esiti ad impugnare la legge della Lombardia, appurato il grave danno che una guerra vera e propria contro le Volpi comporterà ai già compromessi equilibri di specie, visto che il cacciatore, da anni, si è sostituito a tutti i predatori naturali, altro che ambientalista!

Infine al Ministro Salvini si chiede, ancora una volta, cosa intenda per sicurezza se, negli effetti, non vi è distinzione alcuna, quando un normale cittadino resta colpito dall'arma di uno sconosciuto o da quella di un cacciatore (sconosciuto!).

ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA

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giovedì 6 dicembre 2018

USA. La crisi che verrà farà impallidire chi è già pallido


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Tutto si sta incasinando in modo mostruoso (locuzione più dotta: "le contraddizioni aumentano a dismisura"). Ad esempio, qualsiasi persona sensata (come ad esempio l'economista Nouriel Roubini) sa che nel prossimissimo futuro scoppierà una crisi finanziaria da far impallidire quella del 2007. 

In realtà non c'è bisogno di un perspicace economista. Ci arriverebbe anche un bambino di fronte anche solo a queste due cifre:
1) Debito mondiale (pubblico+privato): 215 trilioni di dollari pari al 325% del PIL mondiale.
2) Il mercato dei derivati è talmente opaco che le stime variano da 544 trilioni di dollari a 1,2 quadrilioni di dollari (cioè 15 volte il PIL mondiale).


Risultato: il mondo, specialmente occidentale, vive su un castello di carte che si alza esponenzialmente, su una colossale montagna di debiti irredimibili. O, al contrario, edifica sopra sabbie mobili edifici sempre più pesanti.

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Trump, o meglio chi sta dietro di lui, ha capito che una corsa agli armamenti sebbene faccia felice il Pentagono e i suoi corrotti fornitori, è un disastro economico e rischiano di collassare economicamente, finanziariamente e socialmente come fece l'URSS.

Il problema è che per non far collassare il sistema finanziario USA, essi devono continuare a sostenere politicamente e militarmente un Dollaro che economicamente e finanziariamente è defunto da decenni. E per continuare a farlo devono continuare ad aumentare gli armamenti e l'aggressività. Quindi si stanno mangiando la coda e, come "side effect", Trump non ha nessuna possibilità di far ridiventare fiorente o almeno decente la Rust Belt, ls sua base di massa, cioè non riuscirà a mantenere nessuna delle promesse di lavoro e reindustrializzazione che ha fatto in campagna elettorale. Anche perché avrebbe effettivamente bisogno di alzare dazi su quasi tutto. Oppure di seppellire la Cina e la Russia senza che venga seppellita anche l'America. Cosa impossibile, sia militarmente sia economicamente.

Economicamente perché il ruolo mondiale del Dollaro è basato sull'enorme deficit commerciale degli USA, sia da un punto di vista tecnico, sia da un punto di vista geopolitico, perché essendo i più grandi importatori e i più grandi debitori del mondo, tengono per le palle gli altri Paesi.


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Militarmente, perché per quanto riguarda l'opzione militare, gli studi del Pentagono parlano chiaro: una guerra aperta costerebbe agli USA un prezzo esorbitante in termini di morti e devastazioni, in più senza "nessuna garanzia di poterla vincere" (sic!).


Insomma, gli USA - e l'Occidente tutto - sono tra l'incudine e il martello. L'unica soluzione sarebbe un mega-giubileo (condono dei debiti) mondiale che però significherebbe una ridefinizione radicale dei rapporti di forza mondiali.

Se adesso che gli USA sono ancora l'entità più potente del mondo (anche se non più quella egemone - e questa è una distinzione che ha voluto sottolineare pochi anni fa addirittura Brzezinski), se adesso che hanno un Dollaro ancora forte e riconosciuto, hanno però una società devastata, con la più alta popolazione carceraria del mondo in termini non solo relativi ma persino assoluti (e uno dei più alti tassi di stupri del mondo), con quasi 39 milioni di persone (12,3% della popolazione) sotto la soglia di povertà, con una polarizzazione della ricchezza così vergognosa che farebbe impallidire persino i vecchi liberisti, con sistemi sanitari e di protezione sociale di fatto inesistenti, se così stanno le cose adesso, provate a pensare cosa succederebbe se gli USA dovessero perdere i loro "privilegi esorbitanti" mondiali. 

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Io credo che questo sia uno dei punti più dolenti riguardo la possibilità di un'uscita non traumatica dalla crisi sistemica contemporanea: gli USA sono totalmente impreparati a gestire le conseguenze interne di una ridefinizione degli equilibri mondiali. L'Europa, per adesso, un pochettino di più. E questa è una questione "di classe", non geopolitica, anche se è legata alla geopolitica.(Piotr)


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mercoledì 5 dicembre 2018

A sinistra siamo alla canna del gas... e la locomotiva ha invertito la marcia...



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Treni e catorci di riserva

A fianco di questa locomotiva globale, che ha invertito la marcia di Guccini e si sta lanciando contro chiunque non le fornisca carbone, corre (si fa per dire) in analoga direzione un nostro trabiccolo locale. Succede che, con l’atomino dell’estrema “sinistra radicale” in costante bilico tra scissione dello stesso, ricomposizione, o epifania di una nuova, inedita, micro-unità da un lato e, dall’altro, una destra confindustriale, sedicente centrosinistra, da questo pulviscolo sorga il taumaturgo, il messia rosso da lunga pezza atteso.

Potrebbe chiamarsi Giggino o’ sindaco, oppure Robertino o’ presidente. Il primo amoreggiava con i 5 Stelle, ma s’è ricreduto. Il secondo è la mina vagante dentro i 5 Stelle, fa il presidente della Camera, ma anche il ministro degli Esteri quando rompe con l’Egitto, ma anche il catalizzatore di nano particelle. Un po’ Pizzarotti, un po’ forse Scilipoti. Ha ottenuto il master dalla cattedra “Come ti sposto i popoli” dei luminari Boldrini e Bonino. Si è laureato a pieni voti e lode con una tesi “Per un globalismo dalla faccia umana, fondato sul lancio del cuore verso il Global Compact Migrazioni e il guanto di sfida in faccia al presidente egiziano Al Sisi”.

Grida e sussurri... 


Fulvio Grimaldi -  www.fulviogrimaldicontroblog.info

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Canzoncina in sintonia: https://www.youtube.com/watch?v=CJNVg2HsIsQ



lunedì 3 dicembre 2018

SADI CARNOT ED IL SECONDO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA. LE EQUAZIONI DI NAVIER. GLI EFFETTI CORIOLIS E DOPPLER. LE RIGHE DI FRAUNHOFER.



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Nicolas Lèonard Sadi Carnot, nato a Parigi nel 1796, è stato uno dei più geniali fisici dell’inizio dell’800, famoso soprattutto per essere stato l’ideatore di una macchina termica ideale, detta di Carnot in onore del suo nome, e del relativo Ciclo di Carnot che ha dato origine anche al Teorema di Carnot. L’interesse per degli studi teorici per le macchine termiche era enormemente cresciuto all’epoca dopo l’invenzione della macchina a vapore da parte di Watt nel 1769  e della locomotiva a vapore da parte di Stephenson nel 1812 (vedi N. 66). 

Il teorema di Carnot, ben noto a qualsiasi studente di ingegneria o fisica, ha aperto la strada alla fisica termodinamica moderna, ed in particolare ha costituito la prima formulazione del fondamentale Secondo Principio della Termodinamica, poi ulteriormente sviluppato da Clausius ed Boltzmann. Purtroppo non possiamo sapere quali altri importanti risultati Carnot abbia raggiunto nella sua vita con i suoi studi, o avrebbe potuto raggiungere, visto che il giovane e brillante fisico morì a soli 36 anni, nel 1832, stroncato da un’epidemia di colera e che tutti i suoi appunti furono dati alle fiamme per ragioni igieniche.

Figlio dello scienziato rivoluzionario Lazare Carnot, già membro del Direttorio durante la Rivoluzione e Ministro della Guerra con Napoleone, a soli 11 anni Sadi entrò a compiere i suoi studi nella famosa Ecole Politechnique, dove potè usufruire delle lezioni di scienziati del calibro di Ampere, Gay-Lussac e Poisson. Lo strano nome di Sadi gli era stato dato dal padre in onore del poeta persiano Saadi. Divenuto a sua volta ufficiale del Genio Militare, a soli 28 anni Carnot pubblicò la sua opera più famosa:”Riflessioni sulla potenza motrice del fuoco”. In essa il giovane scienziato immaginò una macchina termica ideale, atta alla trasformazione dell’energia termica in lavoro meccanico, in cui un fluido ideale compiva un ciclo termico consistente in quattro fasi. Nella prima fase il fluido prelevava calore da una sorgente di calore posta ad una temperatura più elevata, a temperatura costante ed espandendosi (prelievi di calore avvengono normalmente in tutte le macchine termiche, come in una locomotiva a vapore, anche se non nelle condizioni ideali ipotizzate da Carnot). 

Seguivano poi una fase di espansione senza prelievo né cessione di calore (cosiddetta “adiabatica”); poi una fase di cessione di calore ad una temperatura costante più bassa; infine una compressione senza cessione né prelievo di calore (cioè una seconda “adiabatica”) che avrebbe riportato il fluido nelle condizioni iniziali, pronto ad iniziare un nuovo ciclo. Il Teorema di Carnot afferma che il rendimento di una macchina del genere è quello più alto possibile e che esso dipende solo dalle due temperature estreme entro cui la macchina lavora.Il risultato teorico più importante del teorema (che non fu ben compreso ed apprezzato dai contemporanei) è però quello secondo cui è impossibile ottenere un rendimento pari ad uno, cioè del 100%, in quanto una certa quantità di calore (quella ceduta nella terza fase alla temperatura più bassa) va sempre necessariamente sprecata. In altre parole, mentre un’energia più nobile come quella meccanica (o elettrica) può essere integralmente trasformata in un’energia più degradata, come quella costituita dal calore, quest’ultimo non potrà mai essere integralmente trasformato in energia meccanica (o elettrica), anche per l’impossibilità di trasferire calore da un corpo più freddo ad uno più caldo. 

Ciò vale anche per i moderni motori a scoppio o Diesel dei veicoli e per le centrali termoelettriche, dove parte del calore è sprecato nei fumi di scarico. Questo principio ha una valenza anche filosofica, in quanto ci dice che la natura ed il mondo si trasformano continuamente, ma – tranne che in qualche caso particolare - sempre in un senso irreversibile (quello che va nel senso di una trasformazione delle energie più nobili in calore). Questo concetto, noto anche ai filosofi antichi (basti pensare al grande Eraclito) e ripreso anche da Engels, sarà poi sviluppato a livello scientifico, a partire dagli studi di Carnot, da un altro grande fisico tedesco, Clausius, che introdurrà il concetto di “Entropia”, ed ulterirmente definito dal grande fisico viennese Boltzmann, come meglio vedremo in prossimi numeri. Questo principio, cui si possono dare varie formulazioni equivalenti, è noto come “Secondo Principio della Termodinamica” ed è uno dei pilastri della scienza moderna. Nei suoi studi all’Ecole Polytechnique Carnot ebbe come colleghi alcuni valenti fisici ed ingegneri cui possiamo dare solo qualche cenno essenziale per ragioni di spazio:
Claude-Louis Navier (1785-1836), allievo di Fourier (vedi N. 67 ) fu un ingegnere progettista di ponti e pose le basi per lo studio dei ponti sospesi. Divenuto professore All’Ecole Polytechnique, sviluppò studi importanti sull’elasticità dei corpi e soprattutto nel settore della Scienza delle Costruzioni – materia fondamentale per gli ingegneri – dove mise a punto importanti teorie sulla resistenza delle travi sottoposte a flessione e sui pilastri sottoposti a “carico di punta”. Nel campo della fluodinamica mise a punto insieme all’irlandese Stokes (di cui ci interesseremo in un prossimo numero) le complicate Equazioni di Navier-Stokes (di cui è possibile dare solo soluzioni approssimate) che definiscono il comportamento dei fluidi incompressibili anche in caso di moti turbolenti ed in varie condizioni al contorno. Si interessò anche ai fluidi viscosi.
Gaspard Gustave de Coriolis (1792-1843) è noto per l’effetto Coriolis che si manifesta quando un osservatore in moto accelerato (rispetto ad un sistema inerziale) osserva un fenomeno. 

Nel caso pratico che il moto accelerato sia la rotazione della Terra, l’effetto si manifesterà per un oggetto volante a grande altezza (senza attrito) che si diriga da un polo verso l’equatore nel senso di vederlo deviare verso Ovest (poiché la Terra gira verso Est) e viceversa se vola dall’equatore verso il polo. Di tale effetto bisogna tener conto nel caso di aerei o missili che compiano un lungo percorso. Gli effetti più importanti si verificano in campo meteorologico dove le masse d’aria in movimento sono indotte a creare venti costanti (Alisei) che vanno da Nord-Ovest a Sud-Est nell’emisfero settentrionale e da Sud-Est a Nord-Ovest nell’emisfero opposto. Anche i sistemi di bassa pressione (“ciclonici”) e di alta pressione (“anticiclonici”) subiscono l’effetto Coriolis formando rispettivamente vortici in senso anti-orario ed orario nell’emisfero settentrionale, e viceversa in quello meridionale.

Citiamo infine due importanti scienziati di lingua tedesca che operarono anch’essi nella prima metà del secolo: l’austriaco Christian Doppler scoprì il noto effetto (che porta il suo nome), per cui, se una fonte di suono si avvicina, la frequenza dei picchi sonori cresce, ovvero il suono diventa più acuto, mentre succede il contrario se la fonte si allontana. Se incontriamo un’autoambulanza a sirena spiegata possiamo verificare direttamente l’effetto, che però si verifica, non solo nel caso delle onde sonore, ma anche nel caso di onde elettromagnetiche (come quelle luminose e i raggi X e “gamma”). L’effetto ha avuto innumerevoli applicazioni tecniche e scientifiche(1)

Infine il tedesco di origine artigiana Joseph Fraunhofer (1787-1826) si interessò alla produzione di vetri sempre più perfezionati con dispersione della luce minima. Questa attività gli permise non solo di far diventare la sua regione, la Baviera, il nuovo centro europeo dell’industria ottica, ma anche di scoprire una serie di righe nere nello “spettro” del Sole (che vengono ricordate con il nome dello scopritore), cioè poste nell’insieme delle strisce luminose con i colori dell’iride prodotte dal Sole una volta separata la luce bianca solare nei suoi componenti (vedi numero su Newton). Kirchoff e Bunsen nel 1859 daranno una spiegazione chiara del fenomeno dovuto al fatto che i vapori esterni del Sole, più freddi, assorbono le onde luminose corrispondenti ad alcune frequenze luminose caratteristiche. Poiché ogni sostanza assorbe determinate frequenze, ciò permette di poter riconoscere la presenza di determinate sostanze secondo un importante metodo analitico detto “Spettroscopia”. 

Lo stesso Fraunhofer, divenuto famoso e nominato poi professore universitario, mise a punto un primo spettroscopio basato su un reticolo di diffrazione della luce. Le righe di assorbimento spettrali, oltre che importante metodo analitico in chimica, fisica, ed astronomia (potendo determinare la composizione anche di astri luminosi lontanissimi), sono state anche uno dei cardini su cui sono basati i modelli atomici del ‘900 come quello celeberrimo di Rutheford-Bohr, e la fisica quantistica.

Vincenzo Brandi  - brandienzo@libero.it

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(1) Di Porto, “La Scienza Austriaca”, op. citata in bibliografia


domenica 2 dicembre 2018

A che serve il Global Compact? - Migrazione o colonialismo?



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Del Global Compact dicesi che serve a regolare i flussi e far condividere dai firmatari mezzi, principi e oneri. Tutto questo era già iscritto in vari accordi all’interno dell’UE. Con i risultati che conosciamo Per alcuni servirebbero a rimpolpare le zone che i governi hanno desertificato, rianimare i borghi distrutti dal terremoto e abbandonati per mancata ricostruzione, a fornire manodopera a basso costo, sicuramente costo di dignità, sicurezza e anche vita, al grande capitale agroalimentare e della distribuzione, a dare a Baobab e simili il pretesto per tenere in condizioni allucinanti gente disperata, a cui si consiglia di non farsi intrappolare dalle offerte di alloggi regolari della sindaca Raggi.

Per coloro che pensano e gestiscono questa cosa è inutile, ma ai buoni, gonzi e moralmente ipovedenti vorremmo suggerire, per una sola santa volta, di astenersi dall’occuparsi delle cose vicine, in basso,degli effetti, e di levare lo sguardo alle cose lontane, in alto,alle cause. Sapete cosa ha scritto uno sull’inserto del “manifesto”? Che siccome in Africa e in Europa, quindi in Italia, ormai l’industria agroalimentare s’è presa tutte le terre fertili, ne ha allontanato i contadini finiti nelle suburbanità, ne trae, a forza di fertilizzanti ed erbicidi tossici, superproduzioni per l’esportazione, ecco che le genti che, in Africa, ma anche in Asia, hanno perso habitat e relativo sostentamento, radici, comunità, cultura, civiltà, possono venire da noi a valorizzare le terre abbandonate e inaridite. Chè, tra economia salvambiente di montagna abbandonata e lande terremotate lasciate lì, ne abbiamo tante.

Strutturale la migrazione, o il colonialismo?

Allora ecco che il discorso sul Global Compact Migrazioni rivela il suo sottofondo strategico. Del tutto parallelo a quello che dice “dove non puoi sgomberare, a forza di terroristi e bombe, territori ricchi di risorse e utili per le rotte di merci e persone, fai muovere il culo ai sedentari, nel senso di seduti su quanto occorre a noialtri per mandare avanti il business e il dominio. Terre del cibo, nostro monopolio, dei minerali, nostro monopolio, dell’acqua, dell’energia, dei tubi, tutti nostri monopoli. Come lo fai? Prima ti compri i governi di partenza, a forza di trenta denari, poi quelli di arrivo a forza di regole, di Ong e di sensi di colpa per le malefatte del primo colonialismo. Con questo sistema, globale quanto tutto il resto della globalizzazione imperiale, a forza di monopolio anche mediatico sinistro-destro, convinci il colto e l’inclita che è tutto a fin di bene. Strutturale, ragazzi, non è l’emigrazione, quella è provocata a vantaggio di alcuni e a detrimento di milioni. Strutturale è il colonialismo. Implacabile da secoli, a dispetto dell’epocale sconfitta subita a metà ‘900.

Grazie a guerre dall’interno o dall’esterno, terroristi qua e là, multinazionali del cibo, delle estrazioni/costruzioni, si sposta un sacco di gente da un continente all’altro, si fa una cofana di soldi e si radono al suolo quelli che si erano azzardati a farti concorrenza. Vuoi che l’UE, cioè Merkel, Macron e il loro compare allegrotto alla testa della Commissione,che per le stesse multinazionali ha fatto del Lussemburgo un porto franco, esentasse, non vi vogliono a Marrakesh. Vuoi che il papa non benedica il tutto.

In coincidenza con le pazze feste delle Ong per il Compact, delle celebrazioni a televisioni ed edicole unificate, sono usciti nuovi fiancheggiatori. Ora abbiamo anche, con tanto di paginone comprato sui giornale, le “Famiglie Accoglienti”, nuovo virgulto spontaneo nato a fianco dei sempre più rigogliosi virgulti dell’Open Society Foundation di George Soros che, con lieto ossimoro, titola il suo inno all’integrazione “Più accoglienza= Più sicurezza”. 

La mafia nigeriana che si sta prendendo tutto lo spaccio e tutta la prostituzione in Italia ne è garante. La manovalanza a casa sua faceva il contadino, ma anche l’infermiere, l’operaio Shell, l’imam. Ora, venuto per lavorare e vivere, grazie alla nostra accoglienza, o è spiaggiato sotto la stazione di Milano, o entra in quella statistica che assicura agli stranieri (l’8,3%) una media tra il 35 e il 50% dei più gravi reati commessi nel paese.


Fulvio Grimaldi - www.fulviogrimaldicontroblog.info

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sabato 1 dicembre 2018

(king) ONG - Il golem al servizio dell'alta finanza



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E’ da poco uscito il bel libro di Sonia Savioli: “ONG, cavallo di Troia del Capitalismo globale”, ed. Zambon, apprezzabile per le importanti informazioni fornite in uno stile brillante e sintetico. Descrive l’ipocrisia, la malafede e le malefatte di una serie di Organizzazioni Non Governative, che dovrebbero svolgere azioni umanitarie attraverso l’opera di volontari idealisti, ed invece risultano ampiamente finanziate da multinazionali, grandi gruppi finanziari, per cui svolgono un’azione di fiancheggiamento del Capitalismo imperialista, o di vero e proprio intervento.

La più famosa ONG, Amnesty International, è ampiamente diretta da ex dirigenti di multinazionali ed ex alti funzionari del governo USA. Uno dei casi più noti è quello di Suzanne Nossel, già alta funzionaria del Dipartimento di Stato USA e dirigente di multinazionali. I dirigenti di Amnesty prendono qualcosa come 200.000 dollari l’anno e ricevono liquidazioni con cifre davvero notevoli. Sonia Savioli segnala una liquidazione di 500.000 dollari! Non male per presunti volontari diritto-umanisti!

Amnesty scatenò una campagna contro i presunti crimini di Gheddafi insieme all’americana HRW (Human Rights Watch: Osservatorio dei Diritti Umani) che contribuì ad ammorbidire l’eventuale opposizione pacifista all’aggressione alla Libia del 2011, salvo poi fare delle smentite quando non serviva più e i giochi erano fatti. Sulla Siria sono state vomitate altrettante bugie. Ricordo personalmente che fu portata in giro per tutta Italia una mostra fotografica che mostrava corpi di persone che sarebbero state torturate ed uccise nelle carceri siriane e sarebbero state fotografate da un misterioso agente di polizia – nome in codice “Caesar”- che poi sarebbe fuggito dalla Siria. Peccato che nessuno ha saputo dire chi fosse questo fantomatico Caesar, dove si trovasse attualmente, e quali fossero i nomi e le storie delle persone uccise mostrate nelle foto, in genere irriconoscibili. Non vi era nemmeno alcuna prova che fossero siriani, ma questo ai funzionari di Amnesty non interessava. Sulle bugie sulla Siria e sulla Libia consiglio di consultare anche l’informatissimo sito “SibiaLiria” dovuto al lavoro ed alla abnegazione degli amici Marinella Correggia – che continua ad informarci con i suoi articoli – e Francesco Santoianni che continua a informarci e commentare con la sua rubrica “Pecora Rossa” e altri articoli sul suo sito. Né si possono dimenticare il sito dell’instancabile Fulvio Grimaldi, e gli interventi che compaiono ogni mese sulla “Voce di GAMADI”.

Ora Amnesty attacca la Prima Ministra del Myanmar (ex Birmania) Aung San Suu Kyi, già premio Nobel per la Pace quando l’Occidente la considerava una sua creatura, ma divenuta una “criminale” dopo che la signora, giunta al potere, ha difeso gli interessi del paese e si è rifiutata di troncare l’alleanza con la Cina. Si finge di ignorare che i ribelli musulmani Rohingya (di cui si denuncia la persecuzione) sono legati all’estremismo islamista fondamentalista ed hanno massacrato ed espulso i Buddisti delle loro zone rendendo necessario l’intervento dell’esercito.

Per quanto riguarda MSF (Medici Senz Frontiere) il loro fondatore, il medico Kourchner, è stato – insieme al mitico capo dei “Verdi” tedeschi Joschka Fischer, che allora era Ministro degli Esteri della Germania – uno dei principali fautori degli interventi e delle guerre contro la Jugoslavia. Kourchner è poi divenuto Ministro Degli Esteri della Francia con il governo Sarkozy, quello che ha fatto piovere le prime bombe sulla Libia. In Siria MSF si è specializzata nel denunciare presunti bombardamenti di ospedali e attacchi chimici nelle zone occupate dai Jihadisti dove MSF ha aperto ospedali da campo in sostegno ai “ribelli”. Quando chiedemmo, come organizzazione NO-WAR-Roma, quali erano le fonti su cui avevano basato la loro denuncia del famoso attacco chimico su Goutha del 2013, non seppero risponderci e alla fine con grande imbarazzo citarono genericamente fantomatiche “fonti locali”.

Lo stesso mestiere è stato svolto dagli Elmetti Bianchi, ONG fondata dall’ex militare ed ex dirigente dei servizi segreti inglesi Le Mesuriere, e dal SOHR (Osservatorio Siriano dei Diritti Umani), un’agenzia di stanza a Coventry in Inghilterra notoriamente finanziata dai servizi segreti britannici. In Italia il compito di disinformare e denigrare la Siria è svolto anche da Un Ponte Per, ONG ampiamente finanziata con denaro pubblico, dopo che ne sono stati emarginati i membri più coscienti.

Potrebbero moltiplicarsi gli esempi, ma intanto ricordiamo che spesso i membri di base di queste organizzazioni sono giovani o meno giovani ingenui ed in buona fede, e che possiamo salvare qualche singola organizzazione. Da salvare, ad esempio, è Emergency, di cui ricordo personalmente l’iniziativa di lanciare una manifestazione pacifista quando si profilava l’attacco alla Libia, proposta sabotata da PD, CGIL e gruppi “disobbedienti” e Trozkisti, ed accolta molto tiepidamente da ARCI e FIOM. Emergency si è sempre distinta in varie situazioni, ad esempio in Afghanistan, per cercare di rimanere neutrale e sviluppare il proprio lavoro di assistenza verso tutti.

Uno dei principali finanziatori di varie ONG è la Open Society che fa capo al finanziere speculatore George Soros, già finanziatore del gruppo Otpor, che ebbe un ruolo fondamentale nel colpo di stato contro Milosevic, e di gruppi che hanno partecipato al colpo di stato nazista in Ucraina. L’ultima provocazione antirussa di questi fantocci nelle mani della NATO nel canale di Kerch, ad Est della Crimea, dimostra tutta la pericolosità della situazione creata ad arte da Soros ed i falchi USA. L’annullamento dell’incontro Trump-Putin – che apprendo nel momento in cui scrivo – è una diretta conseguenza di questa situazione.

Altro grande finanziatore di varie ONG è Bill Gates, oltre a varie agenzie legate al governo USA ed alla CIA. Nel libro della Savioli c’è una buona documentazione.

Un capitolo del libro è dedicato al ruolo delle Ong nel fenomeno migratorio, con gli interventi delle navi gestite da MSF ed altre ONG specializzate e ben finanziate da Soros e compagni, tanto da far parlare di business della migrazione. Pur sapendo che questo è un argomento delicato e controverso, è necessario sottolineare che l’azione delle ONG finisce sotto i riflettori nel momento particolare del salvataggio dei barconi, ma nulla in genere viene detto o fatto in relazione a quello che avviene prima e dopo. Così apprendiamo che molti migranti fuggono da situazioni di guerra, come quelle della Siria, Libia e Afghanistan, di cui sono responsabili gli stessi governi che proteggono le ONG, a volte esse stesse complici o impegnate direttamente nei conflitti. Apprendiamo che molti migranti “economici” o falsamente “politici” si spostano anche in relazione allo sfruttamento che i governi protettori delle ONG operano nei paesi ex coloniali (ad esempio l’Africa Occidentale ex francese che continua ad essere ferocemente sfruttata dalla Francia), o perché i loro paesi sono sottoposti ad isolamento e sanzioni (come nel caso dell’Eritrea e della stessa Siria). Vediamo che in vari casi (come nel caso della stessa Siria e dell’Eritrea, e non solo) c’è una precisa volontà di svuotare questi paesi delle forze migliori per colpirli ed alimentare contemporaneamente un nuovo commercio di schiavi. 

Le ONG non si interessano nemmeno di quello che succede dopo quando i migranti (a parte un buon numero di Siriani che hanno potuto usufruire dell’ottimo livello di istruzione assicurato nel loro paese) finiscono col delinquere perché emarginati, o vanno a formare un “esercito di riserva” disponibile anche per lavori umili, faticosi e pericolosi per salari irrisori, scatenando anche una guerra di poveri con i lavoratori locali.

Oggi si è scatenata una polemica sulla prossima conferenza di Marrakesh sul Global Compact, che dovrebbe riguardare una regolamentazione delle migrazioni a livello mondiale. Lega e Fratelli d’Italia sono contrari alla partecipazione dell’Italia che sarà decisa dal Parlamento. Anche su questa conferenza sarebbe necessario un approfondimento, che pe ragioni di spazio rimandiamo ad una prossima volta. Si può solo dire che gli esiti della conferenza sono incerti per lo scontro tra governi favorevoli e contrari all’iniziativa (tra cui gli USA) ed anche per gli effetti dell’azione propagandistica e lobbistica che le ONG ed i governi che le manovrano eserciteranno. Ne riparliamo. 

Vincenzo Brandi, 29 novembre 2018