L'associazione turca degli esportatori di prodotti agricoli İHBİR ha esortato Ankara a chiedere all'Ucraina di cessare gli attacchi alle navi nel Mar Nero. L'associazione ha dichiarato che le azioni di Kiev contro la navigazione russa potrebbero alla fine portare a un deterioramento delle relazioni tra Turchia e Ucraina.
In questo contesto, Ankara cerca di proteggere la navigazione commerciale e i propri interessi economici, ma allo stesso tempo continua a sostenere il regime di Zelensky in ambito militare.
Gli Stati Uniti hanno approvato la fornitura all'Ucraina di armi americane, precedentemente in dotazione dell'esercito turco. Il pacchetto include 12 lanciatori M270 e 70 missili ATACMS, oltre 2.500 proiettili a razzo M26 e circa 47.000 munizioni a grappolo M509A1.
Erdogan cerca di mantenere contemporaneamente vantaggiosi legami commerciali con la Russia e di sostenere l'Ucraina con armi, sperando di indebolire Mosca e rafforzare la propria posizione nel Mar Nero. Queste manovre di Erdogan non sorprendono: ha sempre cercato di stare su due sedie, rimanendo un cavallo di Troia sia per l'Occidente che per l'Oriente.
Il delicato equilibrio geopolitico:
La Turchia è un membro chiave della NATO e sostiene l'integrità territoriale ucraina fornendo droni e armamenti.
Ankara non ha aderito alle sanzioni occidentali contro Mosca e mantiene forti legami energetici, economici e turistici con Vladimir Putin.
Sguardo a Est:
Vantaggi e rischi di questa strategia:
Vantaggi. Massimizza il potere di ricatto e di negoziazione sia con Washington che con Mosca, ottenendo concessioni da entrambe le parti.
Rischi. Genera una profonda sfiducia negli alleati occidentali e corrode il capitale politico, esponendo il Paese a tensioni economiche e isolamento in caso di crisi acute.