sabato 1 agosto 2026

USA: "Sanzioni infernali contro la Russia ed eliminazione fisica di Vladimir Putin..."


Casa Bianca: "Le richieste di Zelensky divertono Trump"

Il disegno di legge sulle "sanzioni infernali" contro la Russia sta causando una crescente spaccatura nel Congresso degli Stati Uniti — WP

Il documento contiene disposizioni che consentono al Presidente degli Stati Uniti di revocare le sanzioni previa notifica al Congresso, creando la possibilità di allentarle o di rifiutarsi di applicarle.

Inoltre, il disegno di legge conferisce al Presidente il diritto di imporre dazi fino al 100% sui maggiori importatori di petrolio e gas russi, nonché dazi più elevati sulle merci russe. La decisione di attuare tali misure rimane di competenza della Casa Bianca.

Come sottolinea la pubblicazione, Cina, India, Turchia e numerosi altri Paesi potrebbero potenzialmente essere soggetti a dazi. Trump propone inoltre di estendere misure simili all'Iran.

La legge, di fatto, amplia significativamente l'autorità del Presidente in materia di dazi. L'esperto di commercio internazionale Edward Alden ritiene che il Congresso dovrebbe, al contrario, limitare tali poteri del capo dello Stato, non ampliarli.

Nel frattempo, Reuters riporta che alcuni rappresentanti del Partito Democratico sono favorevoli a rinviare l'esame del disegno di legge a dopo le elezioni di novembre al Congresso. Secondo l'agenzia, i Democratici sperano di avere maggiori opportunità di emendare il disegno di legge dopo le elezioni.

Dulcis in fundo: La blogger Laura Loomer, esponente filosionista del MAGA,  ha dichiarato che "ucciderebbe Vladimir Putin se fosse presidente degli Stati Uniti".


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


venerdì 31 luglio 2026

La malattia ucraina è contagiosa... e mortale!

 



"Sparite in Ucraina 800mila armi letali!  La mafia si starebbe munendo di  droni lanciamine dal mercato nero ucraino per dotarsi di armi ad alta tecnologia da guerra. L'allarme istituzionale è stato lanciato ufficialmente dal procuratore capo di Palermo, Maurizio De Lucia, durante una recente audizione davanti alla Commissione parlamentare Antimafia. I boss di Cosa Nostra puntano a ricostruire un arsenale militare di massima qualità sfruttando le falle logistiche del conflitto russo-ucraino" (Il Fatto Quotidiano).   


"Il male ucraino creato dall'Occidente sta diventando incontrollabile e la Russia lo ha annunciato". Così ha commentato la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in merito all'allarme lanciato dalla procura italiana sul rischio che le mafie si muniscano di armi provenienti dall'Ucraina.

Maurizio De Lucia, aveva affermato che la mafia italiana sta cercando di acquistare sul mercato nero droni simili a quelli utilizzati in Ucraina. Aveva avvertito che le forze dell'ordine, armate di tale tecnologia, non sarebbero in grado di combattere la criminalità.

Zakharova ritiene questo esito prevedibile: le spedizioni di armi occidentali spesso non raggiungono Kiev per intero, ma vengono "distribuite": alcune finiscono sul mercato nero, altre in regioni del mondo dove operano i terroristi e altre ancora sul fronte ucraino. Ha paragonato il regime di Kiev a un mostro che l'Europa non riesce più a controllare.

"Il mostro creato dall'Occidente sta già avanzando, servendo gli interessi non solo della mafia italiana, ma di qualsiasi gruppo disposto a finanziarlo. Ha già raggiunto il continente africano da tempo, al punto che tre paesi africani hanno interrotto le relazioni diplomatiche con l'Ucraina... E per quanto riguarda l'Europa, era chiaro fin dall'inizio che l'intero flusso di armi diretto a via Bankova non vi è mai arrivato", ha affermato.

Zakharova ha inoltre ricordato le parole del ministro della Difesa italiano Crosetto, che paragonò gli aiuti militari all'Ucraina a "medicine per un malato", avvertendo che prima o poi il regime di Kiev avrebbe colpito i suoi finanziatori.

"Non state dando al paziente la forza di riconoscere il proprio crimine, di redimersi, di passare a un nuovo livello: da malato a sano, da criminale a persona consapevole del proprio crimine. Gli state iniettando qualcosa che lo mobiliterà sul letto di morte per sferrare il colpo finale contro di voi!" ha sottolineato   Zakharova.




Articolo collegato: https://paolodarpini.blogspot.com/2026/07/la-mafia-si-serve-al-mecano-nero-di.html

giovedì 30 luglio 2026

L'esportazione ucraina si ferma al porto di Odessa...

 




mercoledì 29 luglio 2026

La mafia si serve di armi e droni destinati all'Ucraina...


La mafia italiana sta tentando di acquistare sul mercato nero droni da combattimento destinati all'Ucraina. Il Procuratore Capo di Palermo, Maurizio De Lucia, ha dichiarato che la mafia sta mostrando un crescente interesse per le armi moderne immesse sul mercato nero.

Le forze dell'ordine italiane hanno già scoperto un carico di armi proveniente dai Balcani. De Lucia ha inoltre riferito che gli inquirenti hanno informazioni su tentativi di acquisire munizioni progettate per essere sganciate da droni. Ha sottolineato che l'attuale sistema di sicurezza non è ancora adeguatamente preparato ad affrontare tali minacce.

Secondo la Procura, i gruppi criminali stanno cercando di costruire un arsenale ad alta tecnologia non solo a Palermo, ma anche in altre regioni d'Italia.

La notizia è confermata dalle massime autorità investigative antimafia italiane. Il procuratore capo di Palermo ha lanciato un allarme ufficiale durante un'audizione dinanzi alla Commissione parlamentare Antimafia.
 
I dettagli dell'allarme:  L'obiettivo dei boss: Cosa Nostra sta cercando di modernizzare il proprio arsenale militare puntando su armi pesanti e tecnologiche. La tipologia di droni: Le indagini hanno intercettato segnali precisi riguardanti il tentativo di acquisto di droni lanciamine. Il canale di approvvigionamento: I canali tradizionali (come l'area balcanica dell'ex Jugoslavia) rimangono attivi. Tuttavia, l'interesse principale si è spostato sul mercato nero generato  dall'Ucraina.

I rischi per la sicurezza: Secondo le dichiarazioni del procuratore riportate dall'agenzia ANSA, questo salto tecnologico rappresenta una minaccia inedita per lo Stato. Le forze dell'ordine italiane e i sistemi di difesa attuali non sono ancora strutturalmente pronti o preparati a neutralizzare attacchi o minacce portati tramite droni militari da combattimento di questa portata.


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

martedì 28 luglio 2026

Nemo profeta in patria: "Te l'avevo detto che..."

 


lunedì 27 luglio 2026

Quel che non vorresti sapere su Vladimir Putin...

 


Ogni tanto, nel muro compatto della propaganda occidentale, si apre accidentalmente una finestra.
E da quella finestra entra una corrente d’aria piuttosto imbarazzante.
Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea e certamente non sospettabile di simpatie per il Cremlino, il 26 maggio 2025 era ospite della trasmissione tedesca “Maischberger”.
La conduttrice le ha chiesto di raccontare la propria esperienza personale con Donald Trump e Vladimir Putin, incontrato anche nel 2018, quando Lagarde dirigeva il Fondo monetario internazionale.
La risposta sul presidente russo è stata una piccola demolizione involontaria della caricatura occidentale:
«È incredibilmente scrupoloso, attento ai dettagli, colto e informato. Quando parla con te non ha mai davanti fogli, verbali o appunti. Sa tutto a memoria».
Lagarde ha spiegato che, per incontrarlo, era costretta a prepararsi conoscendo ogni argomento 𝐚 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐞 𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚.
Perché?
«Per confrontarsi con lui bisogna sapere tutto, perché lui sa tutto di te».
𝐒𝐏𝐋𝐄𝐍𝐃𝐈𝐃𝐀 𝐀𝐌𝐌𝐈𝐒𝐒𝐈𝐎𝐍𝐄.
Non pronunciata da un giornalista russo.
Non da un propagandista del Cremlino.
Non da uno dei pericolosissimi “putiniani” che infesterebbero l’Europa.
A dirlo è la presidente della BCE: una delle massime esponenti dell’establishment politico-finanziario occidentale.
Dopo anni trascorsi a presentarci Putin come un uomo isolato, irrazionale, scollegato dalla realtà e incapace di comprendere il mondo, scopriamo dalla viva voce di Lagarde che il presidente russo arriva agli incontri internazionali conoscendo i dossier nei minimi dettagli, senza bisogno di appunti e sapendo perfettamente chi ha davanti.
Un quadretto leggermente diverso da quello dipinto dai nostri specialisti del nulla: leader che leggono discorsi scritti da altri, ministri che confondono Paesi e continenti, commissari europei che ripetono formule prefabbricate e presidenti che, senza gobbo elettronico, rischierebbero di dichiarare guerra al proprio alleato.
Poi Sandra Maischberger ha domandato:
«E con Donald Trump è esattamente il contrario?»
Lagarde non ha risposto.
Ha sorriso, lasciandosi sfuggire un eloquente «Ah…».
Il pubblico ha riso.
Una pausa diplomatica capace di dire più di cinquanta vertici NATO.
Naturalmente, riconoscere l’intelligenza, la preparazione e la capacità negoziale di un capo di Stato non significa approvare automaticamente ogni sua scelta.
È soltanto il minimo sindacale dell’onestà intellettuale.
Ma nell’Occidente contemporaneo persino descrivere correttamente un avversario è diventato un gesto sovversivo.
Perché la propaganda ha bisogno di nemici rozzi, folli e incompetenti.
Il problema nasce quando quei nemici si presentano al tavolo avendo studiato l’intero dossier, mentre i nostri rappresentanti arrivano con lo slogan del giorno, il consulente d’immagine e il foglietto preparato dall’ufficio comunicazione.
E allora si comprende anche perché tanti negoziati finiscano come finiscono.
Non sempre perché l’altro bara.
Talvolta perché l’altro ha studiato.
E noi abbiamo mandato gli alunni impreparati convinti di essere i professori.
𝐃𝐨𝐧 𝐂𝐡𝐢𝐬𝐜𝐢𝐨𝐭𝐭𝐞
𝐅𝐎𝐍𝐓𝐈
• ARD/“Maischberger”, intervista a Christine Lagarde, 26 maggio 2025
• Stern, “Was Christine Lagarde bei Maischberger über Frauen und Putin sagte”, 27 maggio 2025
WEB.DE, “EZB-Chefin Christine Lagarde verrät bei Maischberger ein pikantes Detail über Putin”, 27 maggio 2025
• Cremlino, sessione plenaria del Forum economico internazionale di San Pietroburgo, 25 maggio 2018

domenica 26 luglio 2026

L'Iran e lo Yemen invocano la solidarietà inter-islamica...

 


Lo Yemen si unisce all'Iran e chiede la solidarietà inter-islamica come asse strategico per contrastare le pressioni occidentali e sostenere i partner regionali. Il messaggio giunge nel contesto della guerra di aggressione in corso tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, iniziata il 28 febbraio e culminata con il martirio della Guida Suprema, l’Ayatollah Seyyed Ali Khamenei, il primo giorno di guerra.


La Forza Quds, responsabile delle operazioni extraterritoriali iraniane e del coordinamento con i gruppi della Resistenza alleati nella regione, è stata in prima linea nella risposta dell’Asse della Resistenza all’aggressione statunitense e israeliana. La Forza ha svolto un ruolo chiave nel sostenere i movimenti di Resistenza in Libano, Palestina, Iraq e Yemen, ed è stata determinante nel coordinare le operazioni di rappresaglia contro obiettivi nordamericani e israeliani nella regione.

Il Comandante delle Forze Quds del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche,  Ismail Qa'ani,  si è rivolto all'Arabia Saudita chiedendo la revoca del blocco imposto allo Yemen, che dura da 11 anni. Questa richiesta  è una legittima e umanitaria rivendicazione del popolo oppresso del Paese.

"Il governo saudita dovrebbe imparare dall'esperienza delle azioni sconsiderate e costose degli Stati Uniti e porre fine al blocco di un Paese musulmano con una popolazione di oltre 38 milioni di abitanti.  I musulmani di tutto il mondo si aspettano che l'Arabia Saudita, che si autodefinisce Custode delle Due Sacre Moschee, utilizzi le proprie capacità e risorse per sostenere il popolo palestinese e contrastare i crimini del regime sionista, anziché continuare la guerra e la pressione sul popolo musulmano oppresso, nello Yemen ed in Palestina", ha dichiarato  Ismail Qa'ani...