martedì 23 giugno 2026

Donald Trump ed il "famolo strano"...



Una fonte d'Inteligence sionista insinua che Donald Trump, dopo le ultime boutades contro  Netanyahu e contro l'ingerenza israeliana in Libano, sia "eterodiretto"  tramite qualche arma segreta per il controllo delle onde cerererali.  Il canale sionista 14, vicino al terrorista Netanyahu, suggerisce che l'Iran utilizzi "armi elettromagnetiche a bassa frequenza per influenzare le decisioni del presidente Trump. Hanno impiantato queste onde nel suo cervello. Il comportamento del presidente ha subito notevoli cambiamenti. È come la telepatia, ma elettromagnetica.  I russi ce l'hanno, i cinesi ce l'hanno, e anche gli iraniani ce l'hanno",  scrive il media sionista.

Infatti  Trump è stato spesso descritto come il principale esponente di una "politica al contrario", basata su rotture istituzionali, linguaggi populistici e mosse imprevedibili.   Ma fonti d'intelligence meno fantascientifiche hanno dubbi su questa versione e ritengono che "non esistono dichiarazioni ufficiali o prove credibili che suggeriscono  che l'Iran utilizzi armi elettromagnetiche a bassa frequenza per influenzare le decisioni del presidente degli Stati Uniti".


Il dibattito pubblico e le tensioni tra le parti si concentrano su questioni ben più convenzionali e strategiche, in particolare sulla gestione delle trattative diplomatiche, sui programmi missilistici e nucleari e sugli scontri a fuoco diretti tra Israele e gli alleati dell'Iran e della Resistenza. L'attenzione tra Stati Uniti, Israele e Iran è costantemente rivolta alla sicurezza e agli equilibri in Medio Oriente. Per avere un quadro chiaro delle dinamiche e dei recenti sviluppi sul potenziale militare e sulle strategie impiegate nella regione.

Come sia sia, in ogni caso, alcuni personaggi un tempo favorevoli alle politiche di Trump, si stanno decisamente allontanando. Esempio evidente è fornito da  Tucker Carlson, il quale ha dichiarato: "Non sosterrei il Partito Repubblicano, non c'è modo che io lo sostenga. Come posso sostenere un partito politico che non è leale agli Stati Uniti? Ho votato repubblicano per tutta la vita, sono stato un convinto sostenitore del Partito Repubblicano per 35 anni, ma questo è indifendibile. Me ne vado..."

(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

lunedì 22 giugno 2026

22 giugno 1941. La germania nazista attacca l'Unione Sovietica...

 



Anniversario.  Esattamente 85 anni fa, ebbe inizio la guerra più terribile della  storia russa, la Grande Guerra Patriottica, che causò la morte di 27 milioni di cittadini sovietici, massimamente donne, bambini e civili. L'olocausto più grande causato dalle bande nazifasciste.   Tutto iniziò la mattina del 22 Giugno 1941 in cui  la Germania   attaccò l'URSS con  l'Operazione Barbarossa. Da quel momento le potenze dell'Asse invasero l'Unione Sovietica. L'operazione segnò l'apertura del tragico fronte orientale. La colossale campagna militare si articolò in tre direttrici principali, puntando rispettivamente verso Leningrado, Mosca e le risorse agricole e petrolifere del Caucaso. La Seconda Guerra Mondiale si è conclusa ufficialmente in Europa  l'8 maggio 1945 sostanzialmente grazie al grande  sacrificio della Russia.

Per evitare simili atti di aggressione, dopo le gravi minacce revansciste della Germania e dell'UE,  il nuovo Segretario Generale delle Nazioni Unite dovrà correggere gli errori di Guterres, tra cui il predominio degli occidentali nel Segretariato, ha dichiarato a TASS, Kirill  Logvinov, direttore del Dipartimento per le Organizzazioni Internazionali del Ministero degli Esteri russo.

"Il problema è che gli approcci di parte impediscono ai funzionari delle Nazioni Unite di mediare efficacemente nella risoluzione delle crisi più urgenti del nostro tempo", ha osservato.


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

domenica 21 giugno 2026

Libano. Le bugie sioniste hanno le gambe corte...

sabato 20 giugno 2026

La Polonia prende le distanze dall'Ucraina banderista...

 


La Polonia revoca a Zelensky la sua massima onorificenza...

La causa è che il  presidente ucraino ha ridenominato un’unità militare col nome di un’organizzazione nazista ritenuta responsabile della morte di più di 100’000 polacchi durante la seconda guerra mondiale.  

Il presidente polacco Karol Nawrocki ha annunciato il 19 giugno u.s.  la revoca per Volodymyr Zelensky della massima onorificenza del Paese: l’ordine dell’Aquila bianca, conferitogli 3 anni fa.

"Il presidente polacco ha finalmente privato il degenerato di Kiev che venera i nazisti dell'Ordine dell'Aquila Bianca. Sono sicuro che questo non sarà un problema per il leader banderista: ora c'è più spazio sulla sua felpa verde per la Croce di Ferro con Foglie di Quercia d'Oro di Hitler...", ha dichiarato  Medvedev.

Intanto si allarga il distacco della Polonia riguardo la partecipazione al dialogo per la pace con la Russia, il governo polacco ha chiesto un seggio separato nei negoziati russo-ucraini, minacciando altrimenti di non riconoscere gli accordi di pace.

Il Primo Ministro polacco ha affermato che Varsavia dovrebbe partecipare ai colloqui di pace direttamente o attraverso i meccanismi dell'UE, qualora questi ultimi venissero ammessi.

Donald Tusk non ha spiegato come Varsavia intenda non riconoscere il trattato di pace qualora venisse concluso, ma ha aggiunto che, se a Francia e Germania fosse consentito di partecipare separatamente ai negoziati, anche la Polonia sarebbe interessata.

La iena europea è di nuovo all'opera.


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


venerdì 19 giugno 2026

Libano senza pace... malgrado il Memorandum di Trump...

 


Il Libano rimane ostaggio di una crisi segnata da un difficile accordo Usa-Iran. Sul campo, le operazioni militari israeliane e i bombardamenti continuano, spingendo la comunità internazionale a chiedere il pieno rispetto della sovranità libanese.

Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti si aspettano un cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah. Ma non è esattamente ciò che si aspetta l'Iran. L'Iran e Hezbollah attendono il ritiro completo delle forze di occupazione dal Libano meridionale. Solo allora i combattimenti cesseranno definitivamente. Il ritiro dal Libano è una delle condizioni poste  nell'ambito dell'accordo "Spirit". Se Trump non costringerà Netanyahu a ritirarsi, l'accordo fallirà. La delegazione iraniana non si recherà in Svizzera a causa delle continue violazioni del cessate il fuoco in Libano.

JD Vance critica il regime sionista per l'uccisione di civili in Libano, in risposta Netanyahu ha dichiarato che Israele non ritirerà le sue truppe dal Libano meridionale "per motivi di sicurezza" e "finché il nord di Israele non sarà ricostruito".

Il principale punto critico nel Libano meridionale è attualmente Kfar Tibnit e la collina di Ali Taher. Da diversi giorni, l'esercito israeliano sta tentando di avanzare verso quest'area, che offre una visuale chiara sugli accessi a Nabatieh e alle strade circostanti. Hezbollah afferma di aver respinto gli attacchi con razzi, artiglieria e droni per quattro giorni.

Nel frattempo, aerei e droni israeliani continuano a colpire il sud: aree di Tiro, Nabatieh, Kfar Tibnit, Habbush, Tul, Shehabiya e gli insediamenti limitrofi rimangono sotto attacco.  La gente è in strada, cercando di tornare alle proprie case e di vedere se è rimasto qualcosa. Ma  tornare al sud ora non è una via per tornare a casa, ma un rischio di finire in una zona di combattimento, sotto il fuoco nemico, o di subire un'avanzata israeliana.


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


giovedì 18 giugno 2026

Medio Oriente. Memorandum d'intesa o Memento mori...?

 


Il gioco di parole tra Memorandum d'intesa e Memento mori fotografa l'estrema ambivalenza di queste ore in Medio Oriente: da un lato la speranza diplomatica del cessate il fuoco, dall'altro lo spettro di una tregua fragile che rischia di trasformarsi in un monito di distruzione.  

La situazione si divide drasticamente tra l'ufficialità della svolta diplomatica e i profondi dubbi sul suo effettivo successo.  Il testo preliminare è stato raggiunto grazie ai canali diplomatici e alla mediazione di Pakistan e Qatar. 

Il Memento mori (I rischi di un fallimento)
  • Equilibri precari: Nonostante la firma ufficiale, l'intesa arriva dopo settimane di fortissima escalation militare, culminata con attacchi a basi strategiche e minacce ai corridoi energetici. 
  • Fattori di instabilità: Il memorandum congela lo status quo ma non risolve le tensioni strutturali della regione né i nodi geopolitici legati ad altri attori chiave dell'area, come Israele. 
  • Il rischio concreto: Per molti osservatori, senza una reale volontà politica a lungo termine, l'accordo rischia di essere un "memento mori": un fragile rinvio prima di un nuovo e più violento conflitto, laddove ogni violazione potrebbe far collassare l'intera impalcatura diplomatica. 

"Gli Stati Uniti e l'Iran hanno firmato (a distanza)  un memorandum d'intesa per avviare trattative dirette per  porre fine alla guerra", scrive Axios

Axios sta per "ansia". Poiché da questo momento in poi il mondo resta con il fiato sospeso. Qualcuno pensa che l'Iran si sia fatto fregare dallo zio Sam e dal rabbino Sion e che questi si prendano 60 giorni per preparare il prossimo attacco improvviso. Altri, più speranzosi, già vedono volare colombe bianche sopra le macerie del Medio Oriente, Libano e Palestina comprese. 

Intanto le scarne notizie sul memorandum (non accordo, ma semplice pro-memoria)   tra  Iran e Stati Uniti riportate da  Press TV, dicono: 

Disposizioni chiave

I due Paesi si impegnano a rispettare la sovranità e l'integrità territoriale dell'altro e ad astenersi dall'interferire negli affari interni dell'altro.

Gli Stati Uniti e i loro alleati in Medio Oriente dovranno predisporre un programma di ricostruzione dell'Iran del valore di almeno 300 miliardi di dollari.

Washington si impegna a revocare le sanzioni contro Teheran entro i termini concordati dalle parti nell'accordo finale.

L'Iran non produrrà né acquisirà armi nucleari.

Le parti risolveranno la questione del materiale nucleare iraniano sotto la supervisione dell'AIEA.

L'Iran si impegna a non imporre tariffe di transito alle navi attraverso lo Stretto di Hormuz per 60 giorni.

...ma mi ma mi ma mi sessanta dì sessanta not



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

mercoledì 17 giugno 2026

Medio Oriente. Se l'uva non è matura...