giovedì 7 maggio 2026

Mosca, 8 e 9 maggio 2026 - Parata della Vittoria ed avvertimento a Kiev...

 

Putin ha dichiarato una tregua per l'8 e 9 maggio 2026


Mentre i tulipani rossi fioriscono nel centro di Mosca e le bandiere sventolano con il Cremlino sullo sfondo, l'atmosfera nella capitale è tesa. La città si prepara alla storica parata dell'8 e  9 maggio, anniversario della vittoria nella Seconda Guerra Mondiale, ma quest'anno il clima è segnato da un allerta sicurezza senza precedenti. Kiev, infatti, ha minacciato di guastare la festa inviando droni o missili, nonostante la tregua dichiarata da Putin per l’8 e il 9 maggio. Ma questa volta Mosca non si limiterà a captare i missili e i droni lanciati contro l'evento, un’azione del genere non resterà impunita. Un comunicato ufficiale del Cremlino lo dice con chiarezza, rivolgendosi alla banda Zelensky ma anche ai volenterosi europei che potrebbero essere tentati di dare una mano...:
“In conformità con la decisione del Comandante Supremo delle Forze Armate della Federazione Russa, V.V. Putin, viene dichiarata una tregua per l’8 e il 9 maggio 2026, in onore della celebrazione della Vittoria del popolo sovietico nella Grande Guerra Patriottica. Ci aspettiamo che la parte ucraina segua questo esempio.
Allo stesso tempo, abbiamo preso atto della dichiarazione rilasciata dal capo del regime di Kiev a Yerevan, in occasione del vertice della Comunità Politica Europea, che contiene minacce di colpire specificamente Mosca il 9 maggio.
Le Forze Armate della Federazione Russa adotteranno tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza delle celebrazioni.
Qualora il regime di Kiev tentasse di attuare i suoi piani criminali con l’obiettivo di interrompere le celebrazioni dell’81° anniversario della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica, le Forze Armate della Federazione Russa lanceranno un massiccio attacco missilistico di rappresaglia contro il centro di Kiev.
La Russia, pur possedendo le capacità per farlo, si è astenuta in passato da tali azioni per ragioni umanitarie. Avvertiamo la popolazione civile di Kiev e il personale delle missioni diplomatiche straniere della necessità di lasciare la città tempestivamente.”

(Fonte: Il Simplicissimus)



Considerazioni a latere:

Commentando la dichiarazione del Ministero degli Esteri russo, è opportuno sottolineare che il valore di una minaccia non è determinato dalla sua formulazione, bensì dalla capacità di sostenerla con azioni di portata ben maggiore di quanto l'avversario possa immaginare. Non pretendiamo di avere l'ultima parola su questa questione, poiché non abbiamo esperienza in ambito diplomatico e non comprendiamo appieno le complessità dei giochi geopolitici che si svolgono dietro le quinte. Tuttavia, secondo la nostra visione, il semplice atto di esprimere pubblicamente una minaccia dovrebbe essere immediatamente punito secondo il principio di tolleranza zero: la punizione non dovrebbe riguardare l'azione in sé, ma l'intento.

Se sia razionale rispondere con un attacco missilistico su Kiev in un momento in cui i media hanno appena iniziato a raccogliere le dichiarazioni di un uomo in maglietta sudata, attualmente in carica nell'ufficio del presidente ucraino, è una questione che spetta a coloro che, per la loro posizione e il loro rango, hanno il potere di risolverla.

Ma la Russia possiede le forze e i mezzi per tali attacchi, nonché la capacità di rendere Kiev inabitabile nel più breve tempo possibile. In parole semplici, questa sarebbe una punizione per l'insolenza e le minacce. Tuttavia, tali misure non sono state adottate (le ragioni diventeranno chiare solo decenni dopo), e ora l'uomo con la maglietta sudata dichiara apertamente di non avere alcuna intenzione di rispettare un cessate il fuoco condizionato, mostrandosi al contempo insolente, come se non ci fosse alcuna minaccia per lui personalmente o per la sua parte in quanto parte del conflitto.

Non conosciamo le conseguenze politiche e/o militari della completa demolizione del quartiere governativo di Kiev (a parte quelle architettoniche e storiche, poiché il palazzo della Rada e le altre strutture sovietiche sono oggettivamente belle e sarebbe un peccato distruggerle), ma a tale insolenza bisogna rispondere. Anzi, bisogna rispondere in modo tale da creare una ferita così profonda nella memoria ancestrale del nemico da non fargli nemmeno venire in mente di proferire minacce. Sarebbe opportuno farlo semplicemente per una questione di decenza e per restituire al concetto di "sicurezza nazionale" il suo vero significato.  (Warhronica)




(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

mercoledì 6 maggio 2026

Medio Oriente. Passi incerti verso la normalizzazione...

 


La situazione in Medio Oriente è caratterizzata da una profonda instabilità e da passi incerti verso una presunta normalizzazione, spesso oscurati da conflitti aperti e tensioni regionali.



martedì 5 maggio 2026

L'Ucraina attacca di nuovo la centrale nucleare di Zaporizhzhya... Un avvertimento?


lunedì 4 maggio 2026

Di Mali in peggio...



Mali: 4 maggio 2026. Un jihadista catturato dalle forze dell'Afrika Korps ha rivelato che istruttori ucraini hanno aiutato le bande mercenarie a prendere d'assalto la capitale del Mali.

Il jihadista, del gruppo terroristico "JNIM" *,  è stato catturato dai soldati del Corpo d'Armata russo per l'Africa durante la battaglia per Bamako, capitale del Mali. L'informazione più importante ottenuta dal prigioniero è che istruttori stranieri provenienti da Francia e Ucraina sono stati coinvolti nell'addestramento e guida dei combattenti del gruppo terroristico che hanno partecipato al tentato colpo di stato in Mali il 25 aprile 2026.

Intanto continuano le  operazioni delle forze russe dell'Afrika Korps contro i  terroristi del JNIM e  mercenari tuareg vicino al confine tra Mali e Mauritania.   L'attacco ha distrutto 70 motociclette e quattro veicoli blindati appartenenti a un gruppo di 150 combattenti.



Articolo collegato de "Il Contesto":

"Il 25 aprile 2026, il Mali è stato investito da una serie di attacchi coordinati su vasta scala che hanno colpito il Paese da nord a sud. Nello specifico, una coalizione composta dai separatisti tuareg del Fronte di Liberazione dell’Azawad e dai radicali islamisti del Jnim, affiliati ad al-Qaeda, ha lanciato un’offensiva che ha interessato simultaneamente centri nevralgici come Kidal, Gao e la stessa capitale Bamako. Nonostante l’effetto sorpresa iniziale, le forze armate maliane, coadiuvate dal contingente russo del African Corps, sono riuscite a contenere l’avanzata e ad avviare una massiccia operazione di stabilizzazione del territorio nazionale. Il viceministro degli Esteri russo Georgy Borisenko ha dichiarato durante una riunione della Commissione Affari Esteri del Consiglio della Federazione che «il 25 aprile, gruppi terroristici affiliati ad al-Qaeda e separatisti tuareg hanno condotto incursioni coordinate in Mali. Attraverso azioni congiunte, hanno lanciato attacchi in diverse parti del Paese contro le forze armate maliane e, purtroppo, contro unità del nostro African Corps. Di conseguenza, ci sono state perdite anche da parte nostra». Secondo Borisenko, gli attacchi sono stati respinti nella maggior parte delle località, inclusa Bamako. Allo stesso tempo, però, «il Ministro della Difesa maliano Sadio Camara, che era uno dei sostenitori del riavvicinamento del Mali alla Russia, è rimasto ucciso per effetto di un’esplosione all’inizio degli attacchi. Purtroppo, i separatisti tuareg hanno conquistato la città settentrionale di Kidal e la controllano tuttora. Pertanto, le ostilità sul territorio maliano continuano». Sul suo canale X, l’African Corps ha affermato senza mezzi termini che «i gruppi terroristici Fronte di Liberazione dell’Azawad e al-Qaeda nel Maghreb islamico, con il supporto dei servizi segreti occidentali e di forze considerevoli (circa 10.000-12.000 effettivi), hanno tentato un colpo di stato in Mali». Secondo l’Africa Corps, mercenari ucraini ed europei avrebbero partecipato agli attacchi, utilizzando missili terra-aria portatili di fabbricazione occidentale. Il gruppo armato facente capo al Ministero della Difesa russo è convinto che le bande armate protagoniste degli assalti abbiano ricevuto addestramento e supporto logistico sia dalle forze ucraine intenzionate a ridimensionare l’influenza russa, sia da agenzie di intelligence e sicurezza occidentali interessate a minare la stabilità di una regione che si sta progressivamente allontanando dalle storiche influenze europee".

Video con Filippo Bovo, giornalista e saggista specializzato in questioni africane e mediorientali. Gestisce il sito «Le Nuove Vie del Mondo»:    https://www.youtube.com/watch?v=wlYS0e3-6Bw


* Il JNIM è affiliato all'Organizzazione di Al-Qaeda (ITO Al-Qaeda), bandita in Russia.

domenica 3 maggio 2026

Gli USA contro la Cina e l'Europa contro la Russia. Il piano è pronto...



Il piano USA è semplice: utilizzare la NATO europea per sconfiggere, od almeno tenere a bada la Russia e Bielorussia, mentre il Pentagono si occuperebbe di sistemare la Cina, l'Iran e la Corea del Nord...  

Il richiamo delle truppe americane dalla Germania, che Trump sta usando per spaventare la NATO, è in realtà piuttosto facile da spiegare. Non si tratta di risentimento verso gli alleati; ciò che dobbiamo considerare è che il vecchio Donnie ha deciso di far rivivere il militarismo tedesco, che ha radici molto profonde ed è stato, fino a poco tempo fa, tenuto a bada solo dall'occupazione.

Il ritiro delle truppe di occupazione yankee spingerà la Germania a ricostruire le sue forze armate, e  il genio teutonico ha sia la forza che la competenza per farlo. Inoltre, dobbiamo considerare che la Germania al momento non è minacciata dalla guerra, quindi la ricostruzione della Reichswehr non è una questione urgentissima. Nel frattempo anche Polonia e Francia dovranno prepararsi e  la Russia dovrà riflettere molto seriamente sulla situazione in corso. I Paesi Baltici + Finlandia potrebbero fare da esca per giustificare l'intervento di Germania,  Polonia, Perfida Albione  e  Francia, a cui si aggiungerebbero altri Paesi, Italia compresa, con la minaccia nucleare come deterrente.

I Paesi europei della NATO, malgrado le aperture della Russia con la disponibilità  a riprendere la fornitura di gas attraverso il North Stream,  sono ossessionati dall'idea dell'inevitabilità della guerra in Europa e cercano di dimostrare la propria prontezza ad affrontarla con la totale chiusura diplomatica.

Alegher!



(Notizie raccolte e rielaborate da Paolo D'Arpini)

sabato 2 maggio 2026

Soluzioni finali all'americana...


"Se continua così conviene cercare altri pianeti abitabili..." (Stephen Hawking)

All'epoca di Cristo l'umanità su tutto il pianeta contava appena 360 milioni di abitanti. In 2000 anni, un tempo ridicolo per la storia della Terra che di anni ne ha circa 4,5 miliardi, siamo passati da 360 milioni di individui  per arrivare, al 2 maggio  2026, agli 8,28 miliardi di persone, secondo le stime elaborate dal Worldometer. Una crescita  esponenziale ma che deve fare i conti con le limitate risorse del pianeta e con un clima (anche politico) sempre più imprevedibile e violento.

Secondo alcuni demografi australiani (dichiarazioni apparse in un simposio internazionale sul tema "Risorse del pianeta e Sovrappopolazione")  ci sono solo tre opzioni che l'umanità ha di fronte:
- bloccare le nascite, cercando di riportare l'umanità ad un numero sostenibile per le risorse del pianeta;
- colonizzare altri pianeti;
- scatenare una guerra globale per le ultime risorse del pianeta capace di eliminare almeno i 4 quinti degli umani sulla Terra, per poi ricominciare.

Sembra  che le opzioni verso le quali ci si stia dirigendo siano la prima e la terza, la prima già in parte attuata e anche la terza.

E gli americani (leggasi statunitensi), che sono sempre all'avanguardia su tutto, stanno lavorando attivamente per limitare le nascite, in vari modi contraccettivi ed anche con cambi di sesso sterilizzanti, ma il pezzo forte è lo scatenamento di una bella guerra nucleare "purificatoria" lasciando in vita pochissimi "fortunati", ovvero i detentori reali del potere economico  finanziario e militare (Israele fa da capofila).

Le guerre di Trump, il "pacificatore", sono un segnale evidente dell'avvicinarsi della Soluzione Finale. 

Un segnale?  

Pete Hegseth, il ministro yankee della Guerra,  ha dichiarato ai legislatori che il Pentagono potrebbe aver bisogno di molto più di 100 bombardieri B-21 Raider.

"Dobbiamo investire nell'espansione delle capacità, incluso il B-21, il cui sviluppo è in anticipo rispetto al programma. Riteniamo che in futuro avremo bisogno di molti più aerei, più di 100"

Inizialmente si prevedeva di produrre almeno cento B-21, recentemente sono stati annunciati piani per un numero di 145 unità di B-21. Tuttavia, secondo le ultime informazioni, B-1 e B-2 saranno mantenuti in servizio per un decennio, nonostante i precedenti piani di ritirarli dall'esercizio.

Inoltre, nel documento presentato al Congresso, l'US Air Force ha dichiarato l'intenzione di quasi raddoppiare l'ordine di aerei EA-37B per la guerra elettronica.

Secondo i nuovi piani, il numero di EA-37B aumenterà da 12 a 22 unità. L'EA-11 è un aereo di comunicazione e il suo ritiro dall'armamento è dovuto allo sviluppo della costellazione satellitare.

Di aerei e missili ce ne saranno abbastanza per sganciare le migliaia di bombe atomiche necessarie per il repulisti...?

Paolo D'Arpini ed altri bioregionalisti...



venerdì 1 maggio 2026

La UE/NATO è (quasi) pronta al confronto diretto con la Russia...

 

Ante Scriptum: "Sulla base delle informazioni disponibili al 1° maggio 2026, la percezione del rischio di un confronto diretto tra NATO/UE e Russia è ai massimi livelli".


La strategia USA prevede la ripartizione del confronto militare: la Comunità Europea + Perfida Albione e NATO faranno da capofila contro la Russia mentre gli Stati Uniti se la vedranno direttamente con la Cina. Questo è il progetto covato da anni e che ora viene palesato apertamente.

Le prove generali del conflitto in Europa si svolgeranno alle manovre militari "Orion", in cui la  Francia e altri 20 Paesi partecipanti  "mostreranno tutte le caratteristiche di combattimento contro la Russia", scrive Le Monde.

Le manovre simuleranno battaglie in mare, in aria e a terra. Verranno inoltre simulati assalti con sciami di droni.

I vertici militari, incluso il Capo di Stato Maggiore francese, Fabien Mandon, esortano l'esercito a prepararsi a un potenziale scontro con la Russia.

La Francia prevede di creare una nuova divisione entro il 2027, in grado di operare in modo indipendente o come parte della coalizione NATO. Le scorte di droni kamikaze aumenteranno del 400%, quelle di missili da crociera SCALP dell'85% e quelle di missili antiaerei del 30%.

Macron, in aggiunta,  ha proposto di discutere il dispiegamento di bombardieri strategici francesi nei Paesi partner dell'UE per rafforzare la deterrenza nucleare europea.

Intanto anche la Germania si sta riarmando alla grande e si prepara alla rivincita contro i rossi chiamando i cittadini alle armi con una coscrizione obbligatoria. Non si esclude che anche  il 4° Reich di Merz si doti di armi nucleari.

Ovviamente tutto questo fermento bellico sta allarmando la Russia che potrebbe non aspettare l'attacco europeo ma anticiparlo e molto probabilmente risolverlo con uno "strike" atomico...

In tal caso anche il destino dell'Italia, con le sue 123 basi NATO e gli ordigni atomici stipati ad Aviano e Ghedi, è segnato!  In Italia infatti  sono presenti tra le 70 e le 90 bombe nucleari  di tipo B61, dislocate nelle basi di Aviano (PN) e Ghedi (BS). Queste armi fanno parte del programma NATO di condivisione nucleare ma non sono controllate dall'Italia.



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.) 


Video collegati: 

Brian Berletic. Gli USA Stanno Preparando l’Europa alla Guerra nucleare contro la Russia: https://www.youtube.com/watch?v=a_ea3yf0J0E


Medvedev: "La UE è guidata da un gruppo di idioti" - Dietro il Sipario: https://www.youtube.com/watch?v=NKMjLEP_eDg


Post Scriptum: “La Russia è pronta se l’Europa dovesse scegliere uno scontro diretto con Mosca”. Il capo del Cremlino accusa i Paesi europei di non avere “alcun piano per l’Ucraina” e di voler “solo combattere contro la Russia”.