martedì 2 giugno 2026

Un misterioso drone in Romania è sufficiente per scatenare una guerra mondiale?

 

No, il recente incidente del drone in Romania non è assolutamente sufficiente per scatenare una terza guerra mondiale!

Punti chiave delle dichiarazioni di Nebenzya al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite:

▪️L'obiettivo principale della riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è rispondere alla richiesta dell'Occidente di creare una nuova ondata di disinformazione anti-russa;

▪️Nebenzya ha sottolineato l'incoerenza delle dichiarazioni dei funzionari rumeni al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite;

▪️Tutte le circostanze dell'incidente in Romania devono essere accertate attraverso un'indagine obiettiva che coinvolga la Federazione Russa;

▪️La Romania non ha fornito alla Russia alcuna informazione obiettiva sull'incidente e ha immediatamente iniziato a eseguire un ordine politico;

▪️I paesi dell'UE stanno deliberatamente, e unicamente per ragioni politiche, chiudendo un occhio sui crimini del regime di Zelenskyj;

▪️La risposta delle Nazioni Unite e dell'AIEA alle azioni di Kiev sta spingendo il regime di Kiev a commettere nuovi crimini;

▪️L'Europa dovrebbe essere la più preoccupata per gli attacchi di Kiev alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, ma non sta chiedendo all'Ucraina di cessare tali azioni.



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

lunedì 1 giugno 2026

Chi comanda davvero in Italia...?



Alberto Bradanini non è un analista qualsiasi.  È stato ambasciatore d’Italia prima a Teheran e poi a Pechino: due capitali che, negli ultimi decenni, sono state al centro di tutte le grandi trasformazioni geopolitiche del pianeta. L’Iran, cuore delle tensioni mediorientali. La Cina, protagonista principale della crisi dell’ordine unipolare a guida statunitense.

Proprio per questo la sua voce pesa. Perché quando Bradanini parla dell’Italia come di un Paese che non è pienamente sovrano, non lo fa da osservatore esterno, né da commentatore improvvisato. Lo fa da uomo che per anni ha rappresentato lo Stato italiano nei luoghi dove la storia si decide davvero.

In questa intervista, l’ex ambasciatore a Pechino descrive l’Italia come un Paese stretto dentro una doppia gabbia: da una parte la subordinazione politico-militare agli Stati Uniti, fatta di basi, truppe, NATO e vincoli strategici mai davvero messi in discussione; dall’altra la subordinazione economico-monetaria all’Unione Europea, che ha progressivamente svuotato gli spazi reali della democrazia e della politica economica nazionale.

Il risultato è un Paese che ha perso capacità industriale, autonomia diplomatica, visione strategica e perfino l’abitudine a pensarsi come soggetto sovrano.

Dalla Via della Seta alla Cina, dal ruolo delle élite italiane alla crisi dell’Unione Europea, dal rapporto con Washington alla possibilità di ricostruire una politica estera fondata sugli interessi reali del paese, Bradanini mette sul tavolo una critica durissima dell’establishment italiano ed europeo. Una critica che fa ancora più rumore proprio perché arriva da qualcuno che quell’establishment lo conosce dall’interno.

Una conversazione scomoda, radicale, necessaria. Perché la domanda di fondo è semplice: l’Italia può ancora decidere qualcosa del proprio futuro? Oppure ha definitivamente interiorizzato la propria subordinazione? 

Ottolina TV


Video collegato:     https://www.youtube.com/watch?v=nzwL8COdbmk 

domenica 31 maggio 2026

Stralcio di una lettera aperta di Jeffrey Sachs al Cancelliere Friedrich Merz...



Cancelliere Merz,

Quando le ho scritto una lettera aperta sei mesi fa, ho esortato la Germania a perseguire la via diplomatica con la Russia piuttosto che la normalizzazione della guerra. Sei mesi dopo, la situazione in Europa è drammaticamente peggiorata. L’Europa e la Russia stanno scivolando verso una guerra aperta. 

E in questa deriva, Cancelliere, la sua responsabilità è unica. Nessun leader europeo — né a Parigi, né a Varsavia, né a Roma — detiene la posizione che ha la Germania, o il potere che lei personalmente detiene, per interrompere questa catastrofe. Cercherà di ottenere la pace ?

Lei stesso, insieme alla Primo Ministro Meloni e al Presidente Macron, nel gennaio 2026 ha invitato l’Europa a riprendere le relazioni con la Russia e ha descritto la Russia come «un paese europeo». Eppure lei non ha perseguito la via diplomatica. Con il futuro dell’Europa in gioco, questa è una straordinaria abdicazione alla leadership. 

Nei suoi mesi da Cancelliere, ha tentato un dialogo sostanziale con il Presidente Putin? Il suo ministro degli Esteri ha tentato un dialogo sostanziale con il ministro degli Esteri Lavrov? Conversazioni vere, del tipo che ha posto fine alla Guerra Fredda. La risposta, per quanto rivelano i dati pubblici, è no. Nemmeno una volta. E non per mancanza di consapevolezza dell’urgenza.

Gli ultimi giorni hanno portato a una pericolosa accelerazione che dovrebbe concentrare l’attenzione di ogni europeo. Entrambe le capitali sono ora sotto attacco continuo: i droni ucraini a lungo raggio hanno colpito in profondità Mosca, compresi siti civili... (continua)



Fonte: https://www.berliner-zeitung.de/article/jeffrey-sachs-an-open-letter-to-chancellor-friedrich-merz-10038768

sabato 30 maggio 2026

UE Segnali di guerra imminente...

 


venerdì 29 maggio 2026

Oro nero... (di satana) e horror vacui!

giovedì 28 maggio 2026

Teheran cambia le regole nello Stretto di Hormuz...


mercoledì 27 maggio 2026

Ucraina, UE, NATO, Russia: "La guerra bolle in pentola!?"...


"Non intendiamo entrare in guerra con l'Europa, l'ho detto cento volte -ha detto Putin-. Ma se l'Europa decidesse improvvisamente di combattere e iniziasse, saremmo pronti fin da subito".