mercoledì 1 aprile 2026

La Cina promuove la Pace tra Pakistan e Afghanistan ... e negli USA il guerrafondaio Graham auspica la pace con l'Iran (Pesce d'Aprile?)



Il Pakistan e l'Afghanistan riprendono i colloqui di pace in Cina, con un primo round di incontri che si terrà a Urumqi con la mediazione cinese.

Secondo fonti diplomatiche, la Cina ha riunito le due parti grazie a sforzi costanti, invitandole con neutralità e buona volontà. La prima sessione esaminerà i precedenti colloqui tenutisi in Qatar, Turchia e Arabia Saudita.

I funzionari cinesi ascolteranno le posizioni di entrambe le parti e lavoreranno per stabilire un meccanismo reciprocamente accettabile e verificabile per allentare le tensioni e risolvere le questioni chiave. Le delegazioni dovrebbero includere rappresentanti dei ministeri della sicurezza, della difesa e degli affari esteri.  La Cina ha ribadito il suo impegno a promuovere il dialogo e a sostenere una soluzione pacifica tra i due Paesi.

Si vede che tira aria buona per la Pace, negli USA il guerrafondaio per eccellenza, il senatore Lindsey Graham, ora chiede a Trump di "calmarsi" sulla guerra con l'Iran e di promuovere gli sforzi di pace, un netto cambio di rotta rispetto alle sue precedenti dichiarazioni, in cui aveva ripetutamente spinto Trump ad intensificare il conflitto. (sembra un pesce d'aprile) 


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.) 

martedì 31 marzo 2026

Leal lancia il “Mese Cruelty Free”: ad aprile la consapevolezza diventa azione quotidiana...

 


In occasione della Giornata Mondiale degli Animali nei Laboratori, che ricorre il 24 aprile, Leal Lega Antivivisezionista annuncia il lancio del progetto “Mese Cruelty Free”.

L’iniziativa, giunta alla sua seconda edizione e pensata per diventare un appuntamento annuale, si propone di accompagnare quante più persone possibile in un percorso informativo e formativo, offrendo anche indicazioni pratiche per adottare uno stile di vita libero dalla sofferenza animale.

Il progetto si sviluppa per tutto il mese di aprile attraverso l’invio di cinque email, una a settimana, ricche di contenuti concreti. I partecipanti riceveranno analisi aggiornate sull’utilizzo degli animali nella sperimentazione, approfondimenti sui metodi sostitutivi già oggi applicati con successo nella ricerca scientifica e industriale, oltre a informazioni utili per intraprendere un percorso cruelty free.
 
Saranno indicati i loghi affidabili, e verrà spiegato come orientarsi tra le aziende etiche e a sperimentare semplici pratiche di autoproduzione domestica, utili a ridurre l’impatto dei propri consumi.

"Il 24 aprile è una data che richiama alla consapevolezza. Dietro ogni prodotto che utilizziamo quotidianamente può esserci la vita di un animale che non ha avuto scelta; noi, invece, quella scelta l’abbiamo – dichiara Giovanna Rossi, responsabile Cruely Free di Leal – e con questa iniziativa  vogliamo dimostrare che il cambiamento non arriva dall’alto, ma nasce da scelte di rispetto quotidiane, capaci di contribuire a un cambiamento più ampio".

L’iniziativa è gratuita e aperta a tutti. Trasformare la consapevolezza in azioni quotidiane significa scoprire che rispettare gli animali è semplice, concreto e alla portata di ciascuno.

Per aderire e ricevere il materiale informativo settimanale inviare un’email a mesecrueltyfree@leal.itinserendo nell’oggetto la parola “ISCRIZIONE”...





lunedì 30 marzo 2026

Notizie dal manicomio medio-orientale...

 


30 aprile 2026 - Il Primo Ministro israeliano Netanyahu ha ordinato all'esercito israeliano di ampliare le incursioni nel Libano meridionale in un contesto di crescente tensione regionale durante la guerra scatenata da Stati Uniti e Israele. Ciononostante, l'esercito israeliano sta affrontando serie difficoltà e subendo pesanti perdite in questa operazione, secondo la rivista Military Watch.

Anche un soldato della Forza di Interposizione delle Nazioni Unite (UNIFIL) è stato ucciso e un altro ferito a causa dell'esplosione di un proiettile in una postazione della missione di pace nella zona di Adshit al-Qusayr, nel Libano meridionale.

E' già trascorso un mese di guerra in Medio Oriente  con nessuna certezza sulle conseguenze. Il Pakistan può provare a fare da mediatore ma il risultato pare scontato. Nessun incontro, nessuna tregua. Dopo le minacce americane e israeliane di distruggere il settore energetico iraniano sono arrivati i fatti. Questo al momento non indebolisce il settore militare iraniano ma sicuramente crea le condizioni per una catastrofe umanitaria.

Sebbene gli Stati Uniti abbiano distrutto parte dell'arsenale missilistico iraniano durante la guerra, il problema principale rimane: fortezze sotterranee praticamente invulnerabili. Le truppe di Teheran possono rimanere pronte al combattimento anche dopo attacchi su vasta scala, poiché questi bunker sono in grado di resistere agli urti delle bombe americane più potenti, affermano gli esperti militari.

L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) conferma, tramite immagini satellitari, che l'impianto di acqua pesante di Khondab, parte del complesso nucleare iraniano di Arak, "ha subito gravi danni e non è più operativo". Inoltre le forze aeree statunitensi e israeliane hanno colpito un impianto petrolchimico a Tabriz.

Gli Stati Uniti hanno avviato un ordine di emergenza per l'acquisto di rifugi mobili per le truppe dislocate in Medio Oriente a seguito degli attacchi iraniani. Precedenti notizie di stampa indicavano che la maggior parte delle truppe statunitensi di stanza nella Penisola Arabica e dintorni sono state evacuate e trasferite  in hotel di lusso.


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

domenica 29 marzo 2026

In Iran vale il "sincretismo" religioso...


Ante Scriptum: "In Iran, il panorama religioso è caratterizzato da una complessa interazione tra la fede islamica sciita (seguita dalla maggioranza della popolazione) con l'integrazione di una minoranza sunnita e una stratificazione di tradizioni pre-islamiche. Sebbene l'Islam sciita imamita sia predominante e costituisca la base ideologica della Repubblica Islamica, persistono elementi sincretici e influenze antiche..." (P.D'A.)

LIran ha correttamente e strategicamente compreso una necessità storica e di prospettiva multipolare per il futuro. Infatti è dal 1987 che ha istituito la Conferenza Internazionale sull'Unità Islamica. (...)  Ad essa partecipano migliaia di studiosi islamici, mufti, ministri, studiosi e personalità di spicco provenienti dall'Iran e da tutto il mondo. Tra gli argomenti trattati figurano il confronto tra i movimenti takfiri, la resistenza palestinese, la "Nazione islamica unificata" e la promozione del rispetto reciproco tra le diverse connotazioni, oltre alla cooperazione tra gli stati musulmani.

In questo solco lavora anche il clero sunnita in IranMowlavi Nazir Ahmad Salami, membro del Consiglio supremo del Forum mondiale per la vicinanza delle scuole di pensiero islamiche,   membro dell'Assemblea degli Esperti della Leadership in Iran, rappresentante delle comunità sunnite del Sistan e Baluchistan, ha dichiarato, in un'intervista all’agenzia Iqna dopo l’aggressione israelo statunitense, che la rivoluzione islamica alla fine troverà la dignità della Ummah musulmana e la vittoria completa sui nemici dell'Iran“…L'unità musulmana vanificherà i complotti nemici e neutralizzerà le trame distruttrici pianificate dai nostri nemici…”.

Mawlawi Nazir Ahmad Salami, rappresentante del popolo di Sistan e Baluchestan nell'Assemblea degli Esperti, riferendosi agli sviluppi della regione, ha detto che “…I nostri  nemici stanno usando l'arma della discordia mentre cercano di minare le nazioni islamiche... essi cercano di supervisionare la disgregazione delle nazioni islamiche e stanno cercando di ridisegnare le mappe del Sistan e Baluchestan in linea con un complotto vecchio di decenni… il nostro Paese e popolo, il mondo intero ha attualmente bisogno di unità e giustizia e di eradicazione della discriminazione e della crudeltà più che mai…”, ha dichiarato la guida sunnita iraniana.

Anche le altre minoranze religiose che sono parte del popolo iraniano, si sono schierate fermamente per la difesa della nazione contro l’aggressione.

Dal Mandaeismo, noto anche come nasoreismo o sabianesimo, una religione gnostica, monoteista ed etnica, i cui aderenti, seguono Giovanni Battista noto anche come Yaḥyā ibn Zakarīyā. Il numero dei mandaei iraniani è stimata in circa 65.000 seguaci, essi sono concentrati principalmente nella provincia del Khuzestan, dove la comunità ha le sue radici storiche e dove ha sempre vissuto con la popolazione locale.

Al Buddismo, che è formato da una piccola comunità ma che è molto rispettata anche nella cultura e nelle arti. La sua presenza in Iran risale al II secolo, quando i parti, come An Shigao, erano attivi nella diffusione del buddismo in Cina. Molti dei primi traduttori della letteratura buddhista in cinese provenivano dalla Partia e da altri regni legati all'attuale Iran.

Anche i Sikh sono presenti nella società iraniana. C'è una comunità di sikh in Iran che conta alcune  migliaia di persone, che vivono principalmente a Teheran come  cittadini iraniani, dove hanno anche quattro gurdwara, tempio e loro luogo di incontro: uno nella capitale e tre fuori, Mashhad, Zahidan e Bushehr. I fedeli sikh sono molto rispettati e hanno dichiarato di non sentire alcuna discriminazione da parte della società iraniana e di sentirsi pienamente parte di essa e di voler condividerne il destino. Fanno anche servizi alla comunità, istituendo scuole e dopo scuola e insegnando ai giovani studenti . Le scuole attaccate alle gurdwaras  sono aperte ai non-Sikh.

Anche i Cristiani sono significativamente presenti nella società iraniana, contando comunità sia armene che cattoliche.

L’ultimo sondaggio Gallup effettuato aveva rivelato che l'83% degli iraniani affermava che la religione è una parte importante della loro vita quotidiana. Un altro sondaggio online del 2020 condotto da GAMAAN, ha rilevato un numero più elevato di iraniani che si sono auto-identificati come atei, l’8,8%. Altri due sondaggi di GAMAAN, condotti a febbraio e dicembre 2022, sono stati testati meglio rispetto ai dati esterni e in confronto alle indagini di probabilità (ad esempio, sui tassi di occupazione, sulle lingue che le persone parlano a casa e sui tipi di assistenza sanitaria). Queste indagini hanno rilevato che rispettivamente il 10% e il 7% si identificavano come atei. Un altro sondaggio, condotto con l'assistenza dei provider VPN Psiphon e Lantern, ha rilevato nel luglio 2023 che il 7% si è identificato come non religioso e che, avendo introdotto l'opzione per la prima volta, il 16% si è identificato come umanista.

Stralcio di un articolo a cura di Enrico Vigna, IniziativaMondoMultipolare/CIVG



Articolo collegato:   

 https://paolodarpini.blogspot.com/2026/03/iran-la-voce-dei-cristiani-iraniani.html

sabato 28 marzo 2026

Soli... nell'infinito universo!?

 


Il dibattito sulla natura del ‘creato’ è antico quanto l’abitudine degli antichi di guardare il cielo stellato notturno e chiedersi che diavolo fossero quei punti di luce. Circa due millenni e mezzo fa, il filosofo greco Aristotele chiuse la questione, asserendo che la Terra fosse il centro — unico — delle ‘sfere celesti’ e che pertanto non esistessero altre ‘Terre’, cioè altri posti nell'universo dove potessero esistere mondi abitati dai figli di Dio, al di fuori della nostra Terra.

La visione aristotelica regnò per circa duemila anni, fino al 1543, quando Copernico dimostrò che la Terra orbita attorno al Sole, spazzando via il pensiero ‘solista’ che asseriva che l’uomo era solo nell’universo. Di conseguenza il pendolo intellettuale si spostò rapidamente verso l’altra versione, cioè che l’universo dovesse pullulare di vita. Tra l’altro, la dottrina medievale della ‘plenitudine’ — ossia, della ‘pienezza’— asseriva piuttosto che tutti i mondi creati da Dio — il Sole, la Luna, i pianeti, le lune di Giove, e tutte le stelle — dovessero per forza essere abitabili e dunque abitati…

Nell’ultimo mezzo millennio però non abbiamo visto tracce affidabili degli 'altri' che dovrebbero provenire da questi mondi lontani. La letteratura popolare invece ne è convintissima e gli organi di stampa abbondano di storie di avvistamenti di UFO e quant’altro. Così, almeno a giudicare dai mezzi di comunicazione, un gran numero di persone sarebbe convinto che i più imponenti monumenti del passato — Stonehenge, le Piramidi, la Grande Muraglia cinese — siano stati costruiti con l’assistenza di ingegneri venuti dalle stelle e il 79% della popolazione americana è convinta che il loro Governo tenga nascoste ai cittadini le prove di contatti avvenuti con gli alieni.

Da dove verrebbero però? Abbiamo una ragionevole certezza che gli altri pianeti del sistema solare non siano abitati. Vediamo tante stelle lassù ma — fino ad ora almeno — non abbiamo avuto la prova che attorno a esse orbitino pianeti in grado di supportare la vita in una forma che potremmo riconoscere come tale. Ora invece, sì. Nel 2013 gli astronomi hanno scoperto tre pianeti di dimensione e massa simili alla Terra che girano attorno alla stella Gliese 667 — a ‘soli’ ventidue anni luce da noi — le cui orbite li mantengono a una distanza dalla propria stella tale da permetterebbe l’esistenza dell’acqua in forma liquida. Il capo dell’équipe di astronomi che ha fatto la scoperta — Guillem Anglada-Escude — ha commentato il risultato, spiegando che la possibilità che uno di questi pianeti possa ospitare forme di vita avrebbe un impatto “tremendo”.

Siamo soli nell’universo oppure no? Forse in uno dei prossimi decenni avremo una risposta al quesito.

James Hansen



venerdì 27 marzo 2026

Toscana. Presentazione del Dossier su Installazioni USA/NATO in Italia...

 


La Terza Guerra Mondiale è in corso e il nostro Paese ne è pienamente coinvolto.
La Toscana esprime tutte le ricadute dell’escalation bellica, a partire dalla crescente militarizzazione del territorio: tra Pisa e Livorno è stata rafforzata la base di Camp Darby e le infrastrutture di collegamento con il porto di Livorno e l’aeroporto militare di Pisa; a Firenze è stato installato il nuovo Comando NATO alla Caserma Predieri, le Larghe Intese spingono per il raddoppio dell’aeroporto di Peretola per disimpegnare Pisa dal civile e poter investire nel militare, oltre alla presenza di industrie della guerra come Leonardo affiliate a università e centri di ricerca.
Accanto al progredire del processo di militarizzazione dei territori e della società, negli ultimi anni si è intensificata l’attività dei comitati, delle associazioni e delle organizzazioni operaie e popolari che si battono contro la guerra e i suoi effetti. Questo ha fatto sì che sia stato prodotto molto materiale di inchiesta e di denuncia da poter utilizzare come strumento per alimentare l’organizzazione e la mobilitazione dal basso per fermare la spirale di guerra.
Il dossier sulle istallazioni USA-NATO prodotto dal Comitato Nazionale No NATO e la rivista HUB ne sono due esempi importanti che vogliamo diffondere e usare per alimentare il dibattito e la convergenza.

FIRENZE: 

PRESENTAZIONE DELL’OPUSCOLO
“INSTALLAZIONI USA/NATO IN ITALIA”

In un contesto caratterizzato dall’escalation bellica, il Comitato presenta l’opuscolo prodotto dal Coordinamento Nazionale No NATO. Oltre sessanta pagine in cui emerge con chiarezza il ruolo strategico dell'Italia nei conflitti promossi dal blocco imperialista USA/NATO, UE e sionista. Il nostro Paese è un tassello fondamentale di questo ingranaggio: proprio per questo, la mobilitazione sul nostro territorio può dare un contributo decisivo per inceppare l'economia di guerra e fermare il conflitto.

Mercoledì 1 Aprile 2026
Al Circolo Ricreativo “il Lippi”
(Firenze), via Pietro Fanfani 16

H 18:30 Discussione
a cura del Comitato No Comando NATO né a Firenze né altrove

Intervengono:

  • Coordinamento Nazionale No NATO
  • La conoscenza non marcia _ Francesco Zanotelli antropologo UniFI
  • Studenti di Sinistra _ Francesco di Stefano
  • Coordinamento fiorentino contro il riarmo

Fuori l’Italia dalla NATO,
fuori la NATO dall’Italia!



LINK DOWNLOAD LOCANDINA E VOLANTINO

Firenze: https://drive.proton.me/urls/011CW1P4HG#T1FqLJGtjlea


giovedì 26 marzo 2026

Festival Russia Today - 11/12 Aprile 2026 in provincia di Bologna...

 


Torna il Festival del cinema documentario di RT. Si svolgerà in provincia di Bologna: concerti, proiezioni di documentari, mostre e dibattiti con ospiti internazionali e italiani.

Saranno presenti: Angelo d'Orsi, Elena Basile, Vauro Senesi, Fiammetta Cucurnia, Davide Rossi, Alexandre Penasse, Pavol Slota, David Cacchione, Acido Enrique Javier Refoyo, Marinella Mondaini, Sena Erkoc, Umut Gultekin, Sara Reginella, Clara Statello, Stefano Orsi, Hala Bou Saab e in videocollegamento Moni Ovadia e Vincenzo Lorusso.

Il programma dei documentari prevede i seguenti docufilm:
Il Medio Oriente non si arrende!
Io accuso il fascismo
Russia-Ucraina, dietro la cortina di fumo
Il Miracolo di Gaza
8 giorni in Donbass
Le marionette sanguinarie dell'Occidente

Ci saranno dei video-collegamenti e video messaggi dalla Russia, semplicemente straordinari

La città e il luogo esatto verranno comunicati esclusivamente ai prenotati la mattina dell'11 Aprile.

Per prenotarsi utilizzare esclusivamente questo form:

https://forms.yandex.com/u/69aef899f47e730c26358328/