giovedì 5 marzo 2026

Medio Oriente. Dove la con-fusione impera...



mercoledì 4 marzo 2026

Spagna e USA ai ferri corti... (per la faccenda degli aerei cisterna americani espulsi dalle basi spagnole)

 


Il 2 marzo u.s. la Spagna  ha rifiutato di essere coinvolta nell'attacco contro l'Iran ed  ha espulso dal suo territorio 15 aerei-rifornitori americani, dislocati nelle basi di Rota e Moron. Giustificando la loro decisione con queste parole:   «Le basi spagnole non vengono utilizzate per questa operazione e non saranno utilizzate per nulla che non sia previsto dall'accordo con gli Stati Uniti o che non sia conforme alla Carta delle Nazioni Unite».

In ottemperanza alla decisione sovrana del governo spagnolo i militari  americani hanno spostato gli aerei in altre basi più "accoglienti" ma  subito dopo c'è stato un intervento di Donald Trump il quale ha minacciato la Spagna di ritorsioni per aver osato disubbidire agli ordini del "padrone".

Ecco come si sono svolti i fatti:
“La Spagna è un alleato terribile, taglieremo tutte le relazioni commerciali” ha detto Trump dopo il no di Sanchez a cedere le basi spagnole per l’attacco all’Iran. Una dichiarazione esplosiva fatta dal presidente degli Stati Uniti in una conferenza stampa alla Casa Bianca insieme al cancelliere tedesco Merz, che sorrideva di fronte alle accuse di Trump nei confronti di un socio europeo. E a Trump la Spagna non piace anche per il no all’aumento al 5% delle spese militari. Da Madrid è arrivata una reazione altrettanto dura. La Spagna non intende partecipare a un attacco illegale e poi il governo spagnolo ha ricordato che gli Stati Uniti non possono rompere gli accordi commerciali con la Spagna semplicemente perché non esistono. La politica commerciale viene gestita dall’Unione Europea e non dai singoli stati. Da Bruxelles è arrivato il pieno appoggio delle istituzioni comunitarie. “Proteggeremo gli interessi europei, gli USA devono rispettare i trattati internazionali”.

Anche il premier spagnolo, Pedro Sánchez, è intervenuto dal palazzo della Moncloa e ha replicato in modo durissimo e calibrato al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e alle sue minacce di tagliare tutti gli accordi commerciali con la Spagna. E la sua è una risposta all’altezza del momento storico e di un grande leader:

“Quello che sta accadendo è estremamente grave. Il mondo sta entrando in una dinamica di escalation militare che può avere conseguenze imprevedibili. È così che iniziano le grandi catastrofi dell’umanità. Non si può giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone.

La posizione del governo spagnolo può essere riassunta in quattro parole: NO ALLA GUERRA. Non risolveremo i problemi del mondo con conflitti e bombe.
Alcuni ci accuseranno di essere ingenui per questo, ma ingenuo è pensare che la soluzione sia la violenza, ingenuo è credere che le democrazie o il rispetto tra le nazioni nascano dalle rovine o pensare che un’obbedienza cieca e servile significhi leadership.

La Spagna difende una soluzione diplomatica, il rispetto del diritto internazionale e la ricerca di una de-escalation immediata.

Le guerre recenti ci hanno insegnato che gli interventi militari unilaterali non portano stabilità, ma spesso più terrorismo, più instabilità e crisi economiche.
Per questo motivo il governo spagnolo ha deciso che il nostro Paese non parteciperà a questa escalation e non contribuirà a operazioni che non rispettano la legalità internazionale.

Non lo facciamo per paura di ritorsioni. Lo facciamo perché è coerente con i nostri valori e con i nostri interessi.

Non ripeteremo l’errore dell’Iraq, non saremo complici per paura delle ritorsioni. Non saremo complici di qualcosa che è dannoso per il mondo e contrario ai nostri valori e ai nostri interessi solo per evitare ritorsioni da qualcuno.

La Spagna continuerà a difendere la pace, il multilateralismo e la diplomazia come unica strada per risolvere i conflitti.” Pedro Sánchez.



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

martedì 3 marzo 2026

Università Magna Graecia di Catanzaro: "Docenti crudeli!"

 

Il 2 marzo 2026 il Tribunale di Catanzaro ha emesso un provvedimento di rinvio a giudizio nell'ambito del processo relativo all'inchiesta "Grecale" a carico degli indagati dell'Università Magna Graecia di Catanzaro. Sono coinvolti  docenti, ricercatori e personale amministrativo, incluso l'ex rettore. Dopo le perquisizioni e le indagini preliminari concluse nel 2025, l'udienza preliminare era stata aperta il 28 novembre dello stesso anno.

Il procedimento penale, di competenza del Tribunale di Catanzaro per le indagini della Procura della Repubblica, nasce dalle accuse di maltrattamenti su animali nei laboratori universitari, truffa aggravata ai danni dello Stato e violazioni sistematiche del benessere animale, emerse dall'inchiesta "Grecale". Le indagini hanno evidenziato irregolarità negli esperimenti e nella gestione di fondi pubblici.

Per gli imputati il GUP ha fissato l'udienza per il 12 maggio 2026.  I rinvii a giudizio sono relativi a maltrattamento e uccisione di animali ed è stato riconosciuto il vincolo associativo. Tra i legali, gli avvocati Vincenzo Garzaniti e Luca Procopio rappresentavano Ianda e Cassano.

L'avvocato Aurora Rosaria Loprete, legale dLeal tra le associazioni riconosciute parte civile nel procedimento, commenta l'esito di oggi: "È un passo fondamentale. Il rinvio a giudizio per maltrattamento e uccisione di animali, con riconoscimento del vincolo associativo, conferma la gravità dei fatti e la solidità delle prove raccolte."


COMUNICATO STAMPA LEAL


lunedì 2 marzo 2026

Israele a favore della pulizia etnica in tutto il Medio Oriente...

 


Israele non vuole solo la fine del governo iraniano, pensa anche a sistemare tutti gli aborigeni arabi che lo sostengono. Oltre alle continue azioni contro gli abitanti di Gaza oggi  inizia  l'ennesima operazione offensiva contro il  Libano.

Il capo di Stato Maggiore dell'Esercito  di Israele, Eyal Zamir, ha confermato questa mattina l'inizio di un'operazione  in Libano: "Abbiamo iniziato un'operazione offensiva contro "Hezbollah". Non siamo solo sulla difensiva, ma anche all'attacco. Dobbiamo prepararci a lunghi giorni di combattimenti",  ha detto in una riunione con i suoi militari.

"Abbiamo iniziato una campagna offensiva. Dobbiamo essere pronti per diversi, forse molti, giorni di combattimenti. È necessaria una forte azione offensiva che  continuerà a ondate per tutto il tempo necessario. E, naturalmente, dobbiamo sfruttare le opportunità che si presentano", ha dichiarato il capo di Stato Maggiore israeliano.

In seguito agli attacchi israeliani in varie zone del Libano, già  31 persone sono morte e altre 149 sono rimaste ferite. In risposta dal Libano sono stati lanciati razzi su Israele, di cui non si conoscono gli effetti...

Intanto continua lo scambio di missili, droni e bombe tra l'Iran e le forze americane e israeliane ed i loro alleati sul terreno. Ora si comincia a parlare di un eventuale coinvolgimento da parte di Paesi europei e NATO.

"Coinvolgere anche l’Europa in questo  conflitto richiederà sforzi e vite umane che non dovremmo essere disposti a spendere. Sarebbe meglio che a rispondere delle proprie azioni fossero i responsabili di questa catastrofe. Vedremo presto quante e quali nazioni saranno disposte a partecipare con un tributo di sangue", scrive l'analista Sascha Picciotto.

Intanto qualche Paese europeo comincia a smarcarsi. Gli  aerei di rifornimento americani sono stati spostati dalla Spagna alla Gran Bretagna. La Spagna avrebbe chiesto che fossero rimossi dal suo territorio per evitare di essere coinvolti in una guerra con l'Iran.

In Italia la Meloni si lamenta di non essere stata avvisata preventivamente dell'attacco americano/israeliano contro l'Iran, ed ha riunito due volte i suoi vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini ed i vertici dell'Intelligence e i sottosegretari alla presidenza Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari per fare un punto dopo gli attacchi americani e israeliani all'Iran, mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto si trova bloccato a Dubai con la famiglia in vacanza.



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)



Video collegato: 

Steven Jermy: Fine della guerra in Iran e conseguenze globali: https://www.youtube.com/watch?v=3YBhXeh_HZ4




domenica 1 marzo 2026

6 marzo 2026. Assemblea plenaria per dire "No alla guerra No alla Nato"

 

6 MARZO 2026, ORE 21: ASSEMBLEA PLENARIA (ON LINE) DEL COORDINAMENTO NAZIONALE NO NATO

Per collegarsi: https://kmeet.infomaniak.com/mqcdpmebqdnmzchg

FACCIAMO DEL 4 APRILE, 77° ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DELLA NATO, UNA GIORNATA DI LOTTA E MOBILITAZIONE!

Il prossimo 4 aprile ricorre il 77° anniversario della fondazione della NATO. 77 anni di guerre, saccheggi, soprusi e provocazioni militari di ogni tipo verso quei paesi non allineati al complesso militare, industriale e finanziario USA e NATO, 77 anni di militarizzazione dei territori, di abusi, depistaggi, operazioni sporche, inquinamento ambientale e terrorismo nel nostro Paese. L’esistenza stessa della NATO e delle sue basi in giro per il mondo è un problema di sopravvivenza dell’umanità. 

Oggi si tratta di fare un salto di qualità nella lotta per fermare la Terza guerra mondiale e i suoi promotori. Occasione per farlo sono sicuramente tutte le mobilitazioni contro la guerra previste per il prossimo futuro: dalle mobilitazioni e iniziative studentesche del prossimo 5 marzo contro i tentativi di reintroduzione della leva obbligatoria e la militarizzazione delle scuole, alla mobilitazione contro il governo Meloni e per il No sociale al “referendum sulla giustizia” del 14 marzo a Roma fino alla mobilitazione nazionale “Togheter” del 28 marzo a Roma promossa dall’area Stop Rearm. 

Dobbiamo valorizzare ogni iniziativa in programma e far vivere in ogni contesto le parole d’ordine della lotta contro la NATO e la liberazione del nostro paese dai vincoli di subalternità e protettorato che di fatto lo rendono complice dei promotori della Terza guerra mondiale. Alle mobilitazioni già in corso il CNNN contribuirà con le proprie forze e capacità e aggiunge un pezzo: il lancio della giornata del 4 aprile come giornata di mobilitazione generale contro i re di casa nostra, ossia gli imperialisti USA e NATO che occupano illegittimamente il nostro Paese.

È necessario organizzarsi e ancora organizzarsi, fare rete e coordinare tutte le realtà che già oggi lottano contro la guerra, il riarmo e la NATO e via via animare e sviluppare un’iniziativa sempre più unitaria. Non esiste pace che verrà dalla bontà e dal benestare degli imperialisti e dal buon cuore del governo Meloni, ad essi sempre più sottomesso. L’unica strada percorribile è quella di mettere insieme le forze e sviluppare ad un livello superiore la lotta per liberare il Paese dalla nefasta presenza delle basi USA e NATO, spezzare le catene della collaborazione e partecipazione del nostro Paese alle guerre di aggressione USA e NATO.



Fermiamo la spirale della Terza guerra mondiale!

Via le basi USA e NATO dall'Italia!


sabato 28 febbraio 2026

"Rabbia epica" contro l'Iran... (yankee e sionisti mostrano la vera faccia)

 


L'operazione statunitense contro l'Iran è stata denominata "Epic Rage", ha annunciato il Pentagono. Gli aerei dell'Aeronautica Militare israeliana stanno attualmente continuando a colpire obiettivi in Iran. 

L'Iran ha lanciato missili e droni contro il territorio israeliano in risposta alla sua aggressione, riferisce il CGRI. Il vicepresidente iraniano ha confermato che il presidente Peshekian è in buona salute e in sicurezza. Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi contro obiettivi militari e civili, "violando gravemente l'integrità territoriale e la sovranità" del Paese, ha dichiarato il Ministero degli Esteri iraniano.

Le basi militari statunitensi in Qatar, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Bahrein sono state colpite da attacchi missilistici dell'Iran, riferisce l'agenzia Mehr;

L'esercito di difesa israeliano ha annunciato il reclutamento di 70.000 riservisti in seguito all'aggravarsi della situazione intorno all'Iran, riferisce il portale Ynet.

Un forte esplosione si è verificata ad Abu Dhabi, riferisce Reuters citando un testimone oculare.

Non vi sono minacce per i turisti a causa dell'attacco iraniano alla base aerea di Al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti, che si trova lontano dalla costa, riferisce ATOR.

Il Qatar afferma di aver abbattuto tutti i missili iraniani lanciati contro l'emirato.

Il centro di servizio della Quinta Flotta statunitense in Bahrein è stato oggetto di un attacco missilistico.

A Doha si sono uditi suoni di esplosioni, presumibilmente causati dal funzionamento dei sistemi di difesa aerea, ha riferito TASS ai testimoni oculari.

Oltre a Israele e Iran, lo spazio aereo è chiuso in Qatar, Bahrein, Siria, Iraq.

Le forze israeliane e statunitensi hanno colpito duramente sia la capitale Teheran che altre importanti centri.

Comunicato IDF. "Operazione Leone Ruggente":  "L'IDF e le Forze Armate statunitensi hanno lanciato una vasta  campagna per eliminare completamente il regime iraniano e rimuovere le minacce esistenziali allo Stato di Israele nel corso del tempo. L'attacco ha preso di mira dozzine di obiettivi militari e civili ed è stato condotto come parte di un'operazione ampia, coordinata e congiunta.


Il messaggio di Donald Trump ai rivoluzionari iraniani:  "È arrivata l'ora della vostra libertà. Le bombe cadranno ovunque. Quando avremo finito, prendete il controllo del governo. Sarà vostro. Questa sarà probabilmente la vostra unica possibilità per generazioni. Per molti anni avete chiesto aiuto all'America, ma non l'avete mai ricevuto. Nessun precedente  presidente americano  è stato disposto a fare quello che io sto facendo stasera. Quindi vediamo come risponderete. L'America vi sostiene con una forza schiacciante e una potenza distruttiva. Ora è il momento di prendere il controllo del vostro Paese e liberare un futuro prospero e glorioso, che è proprio qui, alla vostra portata. Questo è il momento di agire. Non perdete questa opportunità".

Il commento di Dmitry Medvedev:  "Il pacificatore ha mostrato ancora una volta il suo vero volto.  Tutti i negoziati con l'Iran sono stati  un'operazione di copertura. Nessuno ne aveva dubbi. I delegati sionisti, Witkoff e Kushner,  non volevano davvero negoziare qualcosa di specifico. La questione ora è chi ha più pazienza nell'aspettare la fine ignominiosa del proprio nemico..."


Witkoff indica la meta a  Kushner


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A)

venerdì 27 febbraio 2026

Ucraina: "Carta vince, carta perde..."

 

La carta etnica dell'Ucraina


 Il territorio ucraino è evoluto dall'iniziale nucleo della Rus' di Kiev  a terra  di "confine" contesa da vari occupanti. Nel XX secolo, entrò nell'URSS, espandendosi con territori aggiunti nel 1945 e la Crimea nel 1954, raggiungendo i recenti confini del 1991. Successivamente il Paese ha subito  modifiche territoriali in seguito alle dichiarazioni d'indipendenza delle regioni russofone, contrarie al "colpo di stato fomentato dagli USA" nel 2014  ed alla svolta filo nazista, causa principale -questa-  dell'intervento russo denominato Operazione Militare Speciale iniziato il 2022.

Zelensky oggi ha dichiarato: "La Russia non poteva e non può occuparci. Loro non hanno vinto, ma per noi è una vittoria...  l'Ucraina non cederà alcun  territorio alla Russia". 


Una sola domanda: perché è stato necessario far morire centinaia di migliaia di ucraini per "i confini del 1991", se la vittoria è semplicemente "indipendenza e libertà?" (A.S.)

È interessante, ovviamente, quando alcuni media e centri di analisi occidentali pubblicano titoli che affermano che l'Ucraina sta perdendo, mentre altri sostengono che vincerà sicuramente, purché gli americani cambino idea.

Naturalmente, il regime di Kiev sa bene che gli ucraini non possono vincere in primo luogo. E che è necessario accettare qualsiasi condizione nei negoziati per fermare la guerra, lo sa anche. Ma questo non accadrà.

Allo stesso modo, non è prevista  un'inversione a 180 gradi della posizione americana. Gli esperti e la leadership europea e ucraina lo sanno. Ma non prenderanno misure che derivino da questo.

Perché? Perché una politica razionale per uno Stato implica la risoluzione di problemi che aiutano a perseguire gli interessi nazionali. Una politica razionale per un politico implica innanzitutto la sopravvivenza ed il mantenimento del potere a tutti i costi.

Nel caso dell'Ucraina, queste due entità non si intersecano in alcun modo. Per sopravvivere, al resto dell'Ucraina è necessario accettare qualsiasi condizione, purché le ostilità cessino, mentre per Zelensky, in quanto "dittatore",  è necessaria la continuazione della guerra a tutti i costi. Indipendentemente dai suoi esiti e risultati.

Gli europei hanno bisogno della continuazione della guerra non perché questo risponda agli interessi dei loro Stati, ma semplicemente a causa dell'orientamento delle élite attuali.  (H.S.)

Ultime notizie:  "L'ambasciata statunitense in Ucraina prevede di tenere un incontro  segreto per 50 persone nel centro di Kiev dal 31 marzo al 3 aprile. Secondo i requisiti dati all'organizzatore, la sala conferenze deve trovarsi a livello sotterraneo, "in modo che l'evento possa continuare durante un'allerta aerea".   La piattaforma dovrebbe trovarsi in un hotel o centro conferenze a 4-5 stelle nel centro della città, a non più di 10 minuti a piedi dalla stazione della metropolitana. L'appaltatore dovrà fornire supporto tecnico, incluse attrezzature per la traduzione simultanea. Sono inoltre necessari due coffee break giornalieri per 50 persone e un pranzo a buffet. Il menu dovrebbe includere snack, piatti caldi a base di carne e pesce, contorni, dessert e bevande di  marca. Nella sala dovrebbe essere presente acqua minerale fresca  ed altre "amenità".

Kiev. Il capataz mostra il suo bunker sotterraneo



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)