venerdì 10 aprile 2026

I pashtun pakistani pronti a schierarsi con l'Iran...



Le tribù pashtun sono pronte a entrare in guerra con Israele e USA e non vogliono nulla dall'Iran se non un ordine. Per tutto il resto, le unità combattenti pashtun dispongono già di armi, munizioni e viveri.

I leader tribali pashtun del Pakistan hanno espresso sostegno all'Iran durante un incontro ufficiale al consolato iraniano di Peshawar, avvertendo circa il loro potenziale per scatenare squilibri e disordini regionali più ampi in tutta la regione.

L’impegno è arrivato dopo che gli Houthi dello Yemen hanno dichiarato che si sarebbero  schierati dalla parte dell’Iran il 28 marzo u.s. Pashtun e iraniani sono entrambi musulmani sciiti, ma i pashtun hanno anche una considerevole componente musulmano sunnita, questi  seguono la versione più antica dell'Islam sunnita che deriva dalla scuola Hanafi, una delle versioni più liberali e aperte dell'Islam.

Secondo i rapporti, i rappresentanti dei gruppi tribali pashtun hanno dichiarato ai funzionari iraniani, che sono ufficialmente pronti a mobilitare i propri combattenti a sostegno di Teheran in caso di ulteriore escalation di USA e  Israele.

I rappresentanti tribali hanno dichiarato di essere pronti a intervenire in qualsiasi momento e a combattere ovunque sia necessario e si sono dichiarati pronti a fornire all'Iran tutti i combattenti richiesti.

“ …Siamo un reggimento di tribù e siamo con voi. Con le nostre munizioni, i nostri fucili, le nostre armi e le nostre provviste: prepareremo e forniremo tutto da noi stessi. Se ci date l’ordine, noi, milioni di pashtun tribali siamo pronti a condurre la jihad al fianco dell’Iran contro Israele.

Sulla via di Allah e sulla via del jihad, se Dio vuole, saremo al fianco dell'Iran, spalla a spalla. (...) Ovunque ci manderete, che sia in Israele o in Palestina, o se ce ne sarà bisogno all'interno dello stesso Iran, saremo al vostro fianco, spalla a spalla…”, recita la dichiarazione ufficiale.

Le aree tribali pashtun lungo il confine tra Pakistan e Afghanistan hanno storicamente mantenuto strutture semi-autonome, con i leader locali che esercitano un'influenza indipendente dalle autorità centrali. La mobilitazione di tali gruppi solleva preoccupazioni per i flussi  numericamente elevati transfrontalieri di combattenti e il potenziale di ulteriori destabilizzazioni.

L’Iran ha in passato coltivato relazioni con una serie di attori non statali in tutta la regione, come parte della sua più ampia strategia di sicurezza. Ma se avvenisse una saldatura in termini militari di questo tipo è innegabile che segnerebbe una notevole espansione e mutamento di tutte le dinamiche interne all’aggressione contro Teheran.

Le tribù pashtun sono un gruppo etnico di origine iraniana che abita principalmente l'Afghanistan sud-orientale, meridionale e sud-occidentale e il Pakistan nord-occidentale. I pashtun non riconoscono il confine tra Afghanistan e Pakistan, chiamando il loro territorio Pashtunistan. Secondo le stime del 2024, circa 39 milioni di pashtun vivono in Pakistan. La popolazione totale di questo popolo potrebbe raggiungere i 70 milioni.

Essi sono il secondo gruppo etnico più grande del Pakistan, che costituisce circa il 15,4% della popolazione totale pakistana.

A cura di Enrico Vigna 



giovedì 9 aprile 2026

La tregua di due settimane non è durata neanche 24 ore...

 


"Il mistero si infittisce e la trama si ingarbuglia..."  Fece dire Jean Tardieu a Dubois Dupont nel suo "C'era folla al Castello".

Vance sostiene che vi sia un "malinteso" tra Stati Uniti e Iran e che Washington non abbia dato a Teheran il consenso a includere il Libano nel cessate il fuoco.

"Non aver coinvolto Israele e non obbligarlo ad adempiere al cessate il fuoco può essere stata una mossa deliberata ma dannatamente stupida. Permettere che gli Stati del Golfo cominciassero a bombardare gli impianti petroliferi iraniani durante il cessate il fuoco è stato un altro errore clamoroso.

Si tratta di negoziati, nessuno ha ancora firmato alcun accordo, ma durante un cessate il fuoco, tutte le parti in causa dovrebbero terminare le operazioni. Non rispettare queste regole è una responsabilità che ricade interamente sugli Stati Uniti, Israele e gli Stati del Golfo.

L’annuncio di un cessate il fuoco è avvenuto dopo che sono stati lanciati gli ultimi missili, compresi quelli dallo Yemen. L’Iran ha dunque ordinato alle sue milizie e proxy in Iraq di terminare gli attacchi dopo l’annuncio. Una volta in aria, i missili non si possono detonare prematuramente, prima che giungano a bersaglio. Non si può dire che l’Iran non abbia rispettato i piani per i negoziati abbozzati frettolosamente dagli Stati Uniti per eventuali incontri in Pakistan.

A questo punto non si sa che senso abbia incontrarsi a Islamabad. C'è anche la possibilità di assistere a un altro tradimento, magari l'assassinio dei negoziatori iraniani che devono viaggiare, stringere mani e tornare a casa in condizioni di rischio enormi. E' ovvio che la tregua dichiarata l'8 aprile 2026 è stata avventata e che gli scontri continuano. Dopo quanto è successo in Libano in queste settimane ci saranno serie riserve a continuare un dialogo inutile.

Gli Stati Uniti (cioè Israele) vogliono che l’uranio venga consegnato, anche se non si sanno le quantità, l’arricchimento reale e se l’Iran abbia ancora la possibilità di raggiungerlo. L’Iran comunque vuole mantenere le sue capacità civili e non ha intenzione di regalare il suo uranio per poi farselo lanciare in testa alla prima occasione.

Gli Stati Uniti vogliono il controllo su Hormuz ma gli iraniani negano categoricamente che lo cederanno.

Israele vuole continuare a bombardare il Libano, che è un’altra delle condizioni violate nella tregua. Chiedono che l’Iran abbandoni Hezbollah, per poterli sterminare comodamente e senza temere ritorsioni.

E' evidente chi abbia il guinzaglio (Israele) e chi in realtà sia il "cane fedele". Non stupisce più vedere a che livello siano ridotti gli Stati Uniti, che tra corruzione e servilismo si sono trasformati in uno strumento utile solo a garantire la sicurezza di una nazione che rappresenta tutto ciò che il mondo odia. Ed è chiaro ormai chi siano i veri carnefici e chi le vittime. Dopo aver distrutto l’Iraq, la Libia, la Siria, l’Afghanistan, Gaza, il Libano e l’Iran, non c’è più spazio per la compassione nei confronti di Israele e del suo “cane al guinzaglio”.

Senza gli interventi da parte degli Stati Uniti, Israele non avrebbe mai avuto le capacità di organizzare altri massacri. Ed è quindi chiara anche la regia di tutti questi anni di guerra, che hanno beneficiato un solo contendente nell’area medio orientale. E’ sorprendente che nessuno tra gli arabi se ne renda conto e uniscano le forze per terminare questa aggressione una volta per tutte, prima di sparire come è capitato alle altre nazioni musulmane. I Paesi che ho menzionato sono stati ridotti in macerie perché erano una minaccia per i piani israeliani, e gli Stati Uniti, con la coalizione, hanno fatto il lavoro sporco. Ora il meccanismo è visibile, la maschera è caduta, ma la minaccia è tutt’altro che passata. Da notare anche che le nazioni menzionate erano perlopiù laiche e non fanatici religiosi, ora restano solo i più fanatici utili alla politica statunitense ed israeliana per giustificare la loro lotta contro il terrorismo islamico. Come avvenuto in Siria, che dopo aver cacciato Assad ora i veri tagliagole  hanno una nuova casa e si dedicano a pulizie etniche quotidianamente. Restano enclavi curde, tradite decine di volte, che farebbero bene a riflettere sul loro futuro senza commettere altri errori.

Se gli israeliani riescono a manipolare una nazione potente come gli Stati Uniti e organizzare tutto questo, cos’altro sono capaci di fare? I cerca-persone sono solo un indizio delle loro capacità, dei metodi di cui dispongono e sui quali sono propensi a fare affidamento. E quando Bibi ha regalato a Trump un cerca-persone dorato, il messaggio era piuttosto chiaro".

(Stralcio da un intervento di Sascha Picciotto e da altre fonti)




mercoledì 8 aprile 2026

Medio Oriente. Cessate il fuoco di due settimane...


"Gli attacchi statunitensi contro l'Iran sono cessati in conformità con un accordo di cessate il fuoco di due settimane",  lo hanno riportato i media statunitensi, citando funzionari americani.


martedì 7 aprile 2026

7 aprile 2026. Medio Oriente: "Carta vince, carta perde...?"



Gli Stati Uniti e Israele hanno predisposto una serie di obiettivi in Iran, progettati per paralizzare l'economia del Paese e garantire che la ripresa del regime da questa guerra sia "lunga e dolorosa". Israele attende questa settimana l'autorizzazione da Washington per iniziare gli attacchi contro le infrastrutture energetiche in tutto l'Iran.

"Tutto l'Iran può essere distrutto in una notte, e quella notte potrebbe arrivare già domani.  Il cambio di regime c'è stato, ma non l'abbiamo fatto per il gusto di cambiare regime", ha dichiarato il Presidente degli Stati Uniti.

Trump ha aggiunto di avere un piano "nei minimi dettagli", ma non intende rivelarlo.  Ha anche ipotizzato che gli Stati Uniti potrebbero tentare di imporre pedaggi alle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz.

"La guerra sta trasformando l'Iran in una potenza mondiale" Scrive WSJ.

Negli ultimi anni, l'ordine mondiale si è spostato verso tre centri di potere: Stati Uniti, Cina e Russia.  L'Iran sta rapidamente diventando il quarto.

Il suo nuovo potere deriva dal controllo del più vitale snodo energetico dell'economia mondiale: lo Stretto di Hormuz. Un'economia moderna ha bisogno di più del semplice petrolio; ha bisogno di un approvvigionamento tempestivo, su larga scala e prevedibile, tenendo conto dei rischi. Quando questa affidabilità viene compromessa, i mercati assicurativi si restringono e le tariffe di trasporto aumentano vertiginosamente.

Macron lo ha di fatto confermato giovedì scorso, dichiarando che "aprire lo Stretto di Hormuz con la forza è irrealistico e che ciò può essere fatto solo in cooperazione con l'Iran".



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegati:

Nicolai Lilin. URGENTE: TRUMP VUOLE USARE LA BOMBA ATOMICA?: https://www.youtube.com/watch?v=7n_50Cg3pNw

Il Contesto. Apocalisse alle porte? (PUNTATA SPECIALE). Con Demostenes Floros: https://www.youtube.com/watch?v=J2M8yPd_m-I


lunedì 6 aprile 2026

37° giorno di guerra nel Golfo Persico...

 


domenica 5 aprile 2026

Si torna a parlare di Russia-Ucraina...

 


Secondo Bloomberg, una delegazione statunitense potrebbe arrivare a Kiev per riprendere i negoziati.  Si prevede che la delegazione includa Witkoff e Kushner, e che il senatore Lindsey Graham possa unirsi a loro. Questa sarà la prima visita del team negoziale in Ucraina.

Una questione chiave per l'Ucraina sono le garanzie di sicurezza da parte degli Stati Uniti in caso di un potenziale accordo con la Russia.  "Abbiamo stabilito da tempo cosa vogliamo. Credo che verrà attuato presto. Ciò che accadrà dopo è un altro discorso. Ma abbiamo sicuramente fatto progressi sulle garanzie di sicurezza: abbiamo già fatto un passo avanti", ha dichiarato Budanov, capo di gabinetto di Zelensky.

Zelensky è il maggiore impedimento ad una soluzione del conflitto in Ucraina, finché costui occuperà abusivamente la poltrona di "legittimo presidente" sarà quasi impossibile trovare un accordo pacifico. "Zelensky non può dimettersi volontariamente, essendo il garante degli interessi dell'Occidente -ha affermato Maria Zakharova-   È la figura attorno alla quale ruotano le reti di corruzione globali, che coinvolgono miliardi di dollari di entrate. <...> Chi lo lascerebbe andare volontariamente dove vuole?", ha osservato la diplomatica.

Intanto il presidente turco Erdogan, che ha ricevuto l'ennesima visita di Zelensky, ha proposto per la decima volta di tenere colloqui di pace sull'Ucraina a Istanbul. Precedenti notizie indicavano che Russia e Stati Uniti chiedono all'Ucraina di ritirare le sue truppe dal Donbass per porre fine alla guerra. Mosca definisce inoltre Zelensky un presidente "illegittimo" e chiede elezioni in Ucraina.  A quanto pare, finché queste condizioni non saranno soddisfatte, un incontro  risolutivo tra le parti sembra improbabile.



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

sabato 4 aprile 2026

Per Trump si prospetta una Pasqua in apprensione...

 


Vigilia di Pasqua. La squadra di sicurezza nazionale del presidente statunitense Trump si è riunita alla Casa Bianca, dove il presidente ha trascorso tutta la giornata nell'Ufficio Ovale o nella Sala da pranzo Ovale, ricevendo aggiornamenti sulle operazioni in Iran, ha riferito ABC News da parte di un alto funzionario della Casa Bianca.

In un'intervista al quotidiano Independent, a Trump è stato chiesto cosa avrebbe fatto se si fosse scoperto che l'Iran aveva catturato un pilota americano. Trump ha risposto: "Non posso rispondere a questa domanda perché spero che non accada nulla del genere".   Nessuna parola o messaggio da quando sono apparse le prime notizie sull'abbattimento di un caccia F-15E Strike Eagle americano nel sud dell'Iran.  Nello stesso intervallo temporale, un aereo d’attacco A-10 Thunderbolt II (Warthog), anch’esso statunitense, risulta precipitato nell’area dello Stretto di Hormuz. Durante le operazioni di recupero dei piloti gli elicotteri Black Hawk statunitensi sarebbero stati ingaggiati o colpiti dal fuoco iraniano.  

La corrispondente di Newsmax, Carla Babb, ne parla in un  articolo: "Una fonte mi ha riferito che è possibile che un elicottero Black Hawk sia stato abbattuto sopra l'Iran durante un'operazione di soccorso per ritrovare il copilota dell'F-15. Una cortina fumogena ha seguito l'elicottero mentre attraversava il confine iraniano verso il sud dell'Iraq".

Continua la giornata dedicata all'Aeronautica Militare statunitense in Medio Oriente. Un aereo cisterna KC-135 Stratotanker in volo sopra  Israele ha lanciato un segnale di soccorso.



Intanto sulla situazione relativa al transito  di petroliere sullo Stretto di  Hormuz, secondo quanto riportato da Al Jazeera, l'Iran ha suddiviso i Paesi in "ostili", "neutrali" e "amici".  Ai Paesi del primo gruppo sarà vietato l'utilizzo dello Stretto di Hormuz, le navi provenienti dai paesi "neutrali" saranno soggette a tariffe elevate, mentre ai paesi "amici" sarà garantito il libero passaggio attraverso lo stretto.



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Approfondimento:

Visione TV. Jeffrey Sachs: "Israele e Usa sono due Stati canaglia": In questo episodio di "The Sanchez Effect", il conduttore Rick Sanchez ospita il Professor Jeffrey Sachs (Columbia University) in un collegamento video registrato all'indomani del discorso alla nazione del Presidente degli Stati Uniti riguardo l'attacco all'Iran. Sachs analizza con durezza la politica estera americana, definendola "delirante" e pericolosa per l'economia globale. La discussione evidenzia come le azioni di "decapitazione" politica e l'escalation militare in Medio Oriente, condotte insieme a Israele, stiano destabilizzando i mercati petroliferi e isolando l'Occidente. Sachs critica l'incapacità dei leader europei di opporsi a questa deriva, lodando le rare voci di buonsenso come quella di Pedro Sánchez. Nella seconda parte, Rick Sanchez e il corrispondente Donald Courter approfondiscono la crisi umanitaria a Cuba, stremata da un blocco economico decennale. Viene analizzato il recente arrivo di una petroliera russa che ha sfidato le restrizioni USA, interpretato come un segno tangibile di un mondo che non accetta più l'unipolarismo americano. Un'analisi critica e senza filtri su una "diplomazia del caos" che minaccia di trascinare il mondo in una crisi senza precedenti: https://www.youtube.com/watch?v=n8-hBGWFuX8