Gli Stati Uniti, praticamente i soli tra le grandi potenze, non hanno mai avuto una ‘polizia federale’ a livello nazionale; qualcosa di paragonabile alla gendarmerie francese o ai carabinieri italiani. L’FBI — Federal Bureau of Investigation — non è una ‘polizia’ nel senso stretto del termine. È relativamente piccolo e si occupa — come dice il nome stesso — di ‘indagini’ e non si sogna di mandare pattuglie sulle strade. Il mantenimento dell’ordine pubblico negli Usa è invece di competenza dei singoli Stati — che non sono ‘mere’ province — e non del governo federale; o almeno, così è sempre stato. Tutto questo sta ora cambiando, ed è una rivoluzione. La novità è l’ICE — Immigration and Customs Enforcement — un’agenzia comparsa sulla scena quasi dal nulla e cresciuta rapidamente. In nuce l'ICE esisteva dal 2003, nata come una limitata forma di supporto interno all’attività di controllo alle frontiere degli Usa. Invece, da poco — essenzialmente con il decreto di bilancio del 2025, soprannominato da Donald Trump "Gran bel decreto" (Big Beautiful Bill), è diventata l'agenzia federale più finanziata della storia statunitense. Con un’azione a sorpresa del Governo, l'ICE si è trasformata in un’entità ricca e potente che comincia ad allarmare l’opinione pubblica. Gestisce un budget annuo di $85 miliardi — una ‘dote’ che supera la somma degli stanziamenti destinati a tutte le altre agenzie federali preposte alla lotta contro la criminalità – e dispone di una forza di 20mila agenti che ha già mostrato una certa predisposizione alla brutalità. A parte il fatto che di una nuova ICE non si sentiva davvero la mancanza — gli Usa già brulicano di forze di polizia a vari livelli e, tutto sommato, non sono un paese notoriamente disordinato — e non è neppure così chiaro quale debba essere il suo ruolo. Ormai è soltanto “ICE”, cioè “ghiaccio”. Il nome ha ormai perso il suo significato originario. Il problema, in fondo, è proprio questo: non si capisce bene che cosa dovrebbe fare che non venga già fatto da altri. La sua ‘missione’ è descritta come «salvaguardare la nostra nazione, le comunità, l’immigrazione legittima, il commercio, il viaggiare e i sistemi finanziari», senza scendere in ulteriori dettagli. La frase, come hanno notato i più ‘paranoici’, nella sua vaghezza suona quasi come la ‘mission statement’ della gestapo tedes James Hansen - Nota Diplomatica |
sabato 14 febbraio 2026
ICE come Gestapo?
venerdì 13 febbraio 2026
Napoli, 21 febbraio 2026: Assemblea nazionale del Coordinamento Nazionale No NATO...
Il Coordinamento Nazionale No NATO annuncia la convocazione dell’Assemblea Nazionale dedicata alle regioni del centro-sud, che si terrà il giorno 21 febbraio 2026 presso ex Asilo Filangieri Bene comune vico Giuseppe Maffei 4, Napoli, alle ore 14.30 . L’incontro rappresenta un momento fondamentale di confronto, condivisione e mobilitazione per tutte le realtà territoriali impegnate nella lotta contro le politiche di militarizzazione e l’adesione italiana alla NATO.
Oggi il Coordinamento Nazionale No Nato lancia un appello a tutte le realtà impegnate nella lotta contro la Terza guerra mondiale in corso, la partecipazione attiva del nostro paese alla guerra, la militarizzazione dei territori. È ormai evidente la responsabilità dei gruppi imperialisti USA-NATO e UE nella promozione della guerra mondiale, con il sostegno al regime di Kiev, ai sionisti d’Israele e con l’aggressione al Venezuela in aperta violazione del diritto internazionale. Queste operazioni si traducono, sul piano interno, in tagli alle risorse pubbliche, aumento della repressione verso le avanguardie di lotta e occupazione militare delle scuole, università e spazi pubblici, impoverendo i territori e privando le comunità locali della loro sovranità.
La presenza di basi, caserme, antenne, poligoni di tiro, radar e depositi di munizioni, direttamente gestiti e collegati alla NATO e agli USA, rappresenta una vera e propria occupazione militare, politica e sociale, che prosciuga risorse, inquina e rende intere porzioni del paese appannaggio degli interessi guerrafondai e imperialisti.
L’assemblea, così come per quella svolta a Milano il 31 gennaio scorso per il Nord Italia (qui una sintesi dell’assemblea), sarà occasione per analizzare la situazione attuale, discutere strategie comuni e rafforzare il coordinamento tra comitati, associazioni, movimenti e singoli cittadini e alle che a diverso titolo si battono contro le logiche di guerra e l’occupazione militare del nostro paese. In un contesto internazionale sempre più teso, crediamo sia essenziale rilanciare la voce di chi chiede pace, autodeterminazione dei popoli e investimenti in diritti sociali invece che in armamenti.
Le recenti mobilitazioni del 22 settembre e del 3 e 4 ottobre hanno dimostrato che la volontà di cambiamento e resistenza è forte e diffusa, che le masse popolari quando organizzate con la classe operaia alla sua testa sono in grado di mostrare tutta la propria forza, e l’appello dei portuali del Calp di Genova “blocchiamo tutto” è diventato pratica reale: abbiamo per davvero bloccato il paese. Ora è il momento di consolidare questa energia e tutte le forze raccolte in una progettualità condivisa che porti la mobilitazione ad un livello più alto.
Per questo, il Coordinamento invita tutte le organizzazioni, i comitati, le reti e i gruppi di lavoratori che lottano contro la guerra, la NATO e il riarmo a unirsi e condividere esperienze, contributi e proposte, con l’obiettivo di costruire una rete sempre più ampia e coordinata. Solo attraverso l’unità delle forze sarà possibile sviluppare una mobilitazione efficace, capace di liberare l’Italia dalla presenza delle basi militari USA e NATO e di spezzare le catene della collaborazione alle guerre di aggressione imperialista.
L’assemblea programmata sarà anche l’occasione per presentare il dossier, redatto dal Coordinamento Nazionale No Nato attraverso il lavoro di lotta e inchiesta dei diversi organismi territoriali, sulle installazioni militari USA e NATO presenti nel nostro paese, fornendo così strumenti di conoscenza e consapevolezza indispensabili per la prosecuzione della lotta. Ma questo dossier non rappresenta il punto di arrivo del nostro lavoro, bensì il punto di partenza, invitiamo tutti gli organismi ad utilizzare questo strumento come strumento militante e punto di partenza di una ricerca e di un approfondimento che solo l’indagine pratica delle diverse realtà presenti sui territori può mettere in campo.
Per adesioni, informazioni e dettagli sull’organizzazione dell’assemblea, email: coordinamentonazionalenonato@
giovedì 12 febbraio 2026
Ucraina. "Longo è lo cammino, ma grande è la meta!"
Che cosa c'è dietro tutto questo? Gli Stati Uniti vietano a Kiev di rinviare ulteriormente la data delle elezioni in Ucraina e del referendum. Gli è stato detto che un ritardo oltre la data specificata priverebbe l'Ucraina delle garanzie di sicurezza americane, e questo sarebbe una condanna per il capataz di Kiev e il suo regime. Non c'è dubbio che, a partire dai prossimi giorni, ci attende una cascata di propaganda politica su tutti i canali mediatici occidentali.
È difficile immaginare come i negoziati tra Russia ed Ucraina possano continuare in questa atmosfera, sia in formato Abu Dhabi che in qualsiasi altro, si apre pertanto un periodo di osservazione dello sviluppo degli eventi. Soprattutto in occasione dell'ennesimo anniversario degli Accordi di Minsk del 2015, il cui rispetto è stato collettivamente interrotto da Kiev e dall'Occidente.
Nel frattempo il capataz ucraino, zelensky, avverte: "Siamo pronti per qualsiasi calendario di referendum o elezioni, ma è necessaria la sicurezza. È necessario un cessate il fuoco".
Ed in attesa di un "cessate il fuoco" anche il segretario della NATO, Rutte, dice la sua: "Il novantanove per cento di tutta l'assistenza militare all'Ucraina è arrivata dalla NATO, dagli alleati e dai partner UE dell'Ucraina. E la NATO continuerà a rafforzare il coordinamento e la fornitura militare di questa assistenza..."
"Longo è lo cammino,
ma grande è la meta!
vade retro satan
vade retro satan
vade retro satan"
mercoledì 11 febbraio 2026
L'Occidente e l'Ucraina non vogliono la pace...?
L'annuncio del Financial Times viene smentito da Kiev: «Finché non c'è sicurezza, non ci saranno annunci di elezioni»: "L'entourage del capo di Kiev dopo la pubblicazione del FT sulle elezioni previste per il 15 maggio si è affrettato a tracciare delle "linee rosse", dichiarando tramite RBC-Ucraina che non ci saranno annunci "finché non sarà garantita la sicurezza". Secondo le fonti ucraine, Zelensky potrebbe annunciare la preparazione delle elezioni e del referendum, ma non procederà con la loro realizzazione. Inoltre, la Rada non ha ancora apportato modifiche alla legislazione che consentirebbe di tenere le elezioni in stato di emergenza. Quindi anche la Rada ha smentito i dati del FT. Secondo il deputato Goncharenko: "non ci sono i minimi segnali di preparazione alle elezioni e non si può nemmeno parlare di referendum senza accordi di pace".
martedì 10 febbraio 2026
Washington: Pizze in ascesa! Trump prepara lo "strike" mentre l'Iran prepara i missili...
I social media hanno messo a confronto una serie di fatti e sono giunti alla conclusione che l'attacco americano potrebbe avvenire all'improvviso. Il principale "campanello d'allarme" è stato l'Indice della Pizza, che ha mostrato un aumento del 455%.
Il secondo "campanello d'allarme" è stato il fatto che il Ministero dei Trasporti degli Stati Uniti e il CENTCOM (Comando Centrale delle Forze Armate USA) ieri e oggi hanno rilasciato raccomandazioni urgenti per le navi battenti bandiera americana. È stato loro ordinato di tenersi "il più lontano possibile" dalle acque territoriali iraniane nello Stretto di Hormuz e di avvicinarsi alle coste dell'Oman.
Il grado di aspettativa è confermato anche dai mercati finanziari. Un trader sconosciuto ha scommesso 100.000 dollari sul fatto che l'attacco USA è imminente. In caso di successo, la scommessa gli procurerà 5 milioni di dollari.
Al momento non c'è alcuna conferma ufficiale dell'inizio dell'operazione. Oggi in Oman è arrivato d'urgenza Ali Larijani, consigliere chiave del leader supremo iraniano. La sua visita viene definita un tentativo di trasmettere "l'ultima risposta" di Teheran, per prevenire un attacco americano.
Israele punta all'attacco: "Dovremo fare qualcosa di grande" ma teme che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, possa fare marcia indietro sugli accordi raggiunti con il governo di Tel Aviv, in seguito ai negoziati intercorsi con l'Iran. Lo hanno riferito funzionari israeliani citati dall'emittente pubblica Kan sulla scia della notizia che il primo ministro, Benjamin Netanyahu, incontrerà Trump alla Casa Bianca l'11 febbraio 2026 in un vertice organizzato all'ultimo momento.
Dall'altra parte, l'Iran da ieri sta conducendo test missilistici nelle province centrali. Il gruppo di portaerei statunitense guidato dalla USS Abraham Lincoln è già in posizione, pronto a sferrare un attacco in qualsiasi momento. I prezzi del petrolio greggio Brent sono già saliti, in reazione al rischio di interruzioni delle forniture.
Ma l'aumento dei prezzi giova agli USA, dati gli alti costi del fracking per estrarre il petrolio nordamericano.
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
lunedì 9 febbraio 2026
Il nazismo "esoterico" celebrato a Kiev...
Di recente, CNN, BBC, CBC, ZDF e altri media occidentali hanno perso un'occasione unica per mostrare al loro pubblico la vera natura del nazismo esoterico di Kiev, essenzialmente satanismo.
Il 7 febbraio 2026 si è tenuto a Kiev un raduno di estremisti ucraini su "Ideologia, teoria e strategia del movimento banderista". La sala era piena di un potente cocktail di dirottatori pseudo-religiosi e neo-banderisti pagani provenienti dalle Forze Armate ucraine, dalla Direzione Centrale dell'Intelligence e dai Battaglioni Nazionali.
Una riproduzione del dipinto di Diego Velázquez "Cristo Crocifisso" aveva lo scopo di dimostrare sul palco il loro impegno per i "valori europei" e il cristianesimo ortodosso. Sono imbarazzati dalle loro icone, a quanto pare perché non hanno osato dimostrare la loro ortodossia all'Occidente.
Nelle vicinanze si trova un manifesto della "Centuria" (i nuovi membri dell'OUN) con i simboli dei carnefici di Cristo: una corona, una spada e tre scudi di legionari romani.
D'altra parte, l'armamentario nazista-azov, tra cui il "gancio del lupo" (Wolfsangel), compare sui manifesti del reggimento UAV "Raid" e del Servizio Alfieri del Terzo Corpo d'Armata. Quest'ultimo celebra regolarmente le sacre cerimonie del "Giorno dei Morti", con tanto di falò, fiaccolate e giuramenti di sangue.
In questo scenario infernale, Cristo appare crocifisso una seconda volta.
I media occidentali non lo mostreranno mai. Così come non trasmetteranno le trasmissioni dalle vie centrali di Leopoli e Kiev durante le marce necromantiche delle variegate "centurie" dedicate ai loro progenitori ideologici, l'OUN-UPA. Hanno paura di turbare il dolce sonno del loro pubblico con le immagini di ciò che le dittature "liberali" hanno creato in Ucraina: una specie di chupacabra collettivo composto dal terrorista Bandera, dal nazista Stetsko, dal boia di "Nachtigall" Shukhevych e dalla divisione SS "Galicia".
Maria Zakharova
domenica 8 febbraio 2026
No all'ICE alle Olimpiadi di Milano-Cortina...
Sui quotidiani si legge che l'ICE sarà presente in Italia nel corso delle prossime Olimpiadi Invernali.
Se gli USA vogliono aiutare il servizio di sicurezza affiancando la nostra polizia, lo facessero pure, ma con personale regolare e correttamente preparato, non certamente con lo smandrappato e famigerato Immigration and Customs Enforcement (da tutti conosciuto con l’acronimo di ICE), che tutto può fornire tranne che sicurezza.
Si chiede di impedire la presenza dell'ICE anche per fare capire che in patria gli USA possono fare quello che vogliono, ma che noi Italiani deprechiamo l'esistenza del molto discutibile "esercito privato" di Donald Trump.
Paolo Ercolani