mercoledì 2 settembre 2026

Esempio di guerra ibrida... Conflitto russo/ucraino!

 


Sono passati ormai quattro anni e mezzo dall'inizio del conflitto in Ucraina, giorno più giorno meno. Ora lasciamo stare il primo anno, lasciamo stare anche il secondo: ma dal terzo in poi qualche cambiamento in quella che pomposamente si chiama "l'arte della guerra" c'è stato, ed è stato registrato. I reparti militari russi e ucraini hanno modificato profondamente le loro tattiche, soprattutto a livello di squadra e di plotone, per motivi più che ovvi. Queste lezioni, che non sono molto difficili da apprendere (l'istinto di sopravvivenza è un motore potente) sono state comunicate a più riprese ai Paesi alleati, che hanno cominciato ad integrarle nelle loro esercitazioni; del resto il materiale video è abbondantissimo, così come le analisi. Molto bene.

In Lettonia è stanziato il MNB LVA, ovvero NATO Multinational Brigade Latvia, una brigata multinazionale della NATO a guida canadese e composta da militari di 14 paesi, tra i quali Italia, Spagna, Svezia, Danimarca, Polonia, Albania eccetera. Il 31 agosto MNB LVA ha tenuto un'esercitazione a Dugavpils, a nemmeno venti chilometri dalla frontiera bielorussa, insieme al 34° Battaglione di Fanteria della Guardia Nazionale lettone. Tra gli scopi dell'esercitazione, come riporta la pagina twitter del reparto (link 1, hanno anche una pagina Facebook), c'era quello di "rafforzare la difesa e la deterrenza sul fianco orientale della NATO". Fieri di sé, hanno pubblicato parecchie foto.
Ne allego una che trovo particolarmente significativa, proprio in virtù dei cambiamenti a livello di tattiche di squadra che dovrebbero ormai essere acquisiti. E invece vediamo un'intera squadra di fanteria (conto nove uomini, possono essercene di più) ammucchiata dietro un LAV 6; il LAV 6 in questione non ha alcun tipo di protezione antidrone (reti, sbarre eccetera) e per finire in gloria il portello della torretta è aperto, e si vede spuntare la testa del comandante del mezzo. Uno dei reparti di punta della NATO, che deve appunto garantire "sicurezza e deterrenza sul fianco della NATO", si addestra come se fossimo ancora nel 2021 (per non dire nel 1980). Del resto se ci si prende la briga di andare a leggere il manuale ATP 3.21-8 Infantry Rifle Platoon and Squad aggiornato al 1 giugno 2025 (link 2), che compendia la dottrina USA, ovvero NATO, dei plotoni e delle squadre di fanteria, la parola "drone" compare esattamente UNA VOLTA, a pagina 497. Ma noi facciamola questa guerra alla Russia, tanto cosa mai può andare storto.

Francesco Dall'Aglio




martedì 1 settembre 2026

La Russia risponde ai droni ucraini bersagliando Kiev e Odessa giorno e notte...

 




lunedì 31 agosto 2026

Medio Oriente. USA e Iran riprendono a spararsi vicendevolmente...

 


Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha promesso una rappresaglia dopo l'attacco degli Stati Uniti all'isola iraniana di Larak, che ha causato la morte di diverse persone.

L'Iran ha lanciato missili balistici in direzione delle basi militari statunitensi nella regione. La Marina dei Corpi della Guardia Rivoluzionaria Islamica (IRGC) dell'Iran afferma di aver attaccato cacciatorpedinieri americani nel Golfo di Ormuz con missili da crociera.

Quanto  sta accadendo  nel sud e nello Stretto di Hormuz, visti i recenti fallimenti diplomatici, il rafforzamento del blocco economico statunitense e la rinnovata mobilitazione della leva militare americana, difficilmente si concluderà qui.

— Nei prossimi giorni, esiste la possibilità di scontri continui e in escalation, soprattutto considerando che negli ultimi giorni sono emerse due narrazioni completamente diverse sulla situazione nello Stretto di Hormuz: la versione americana dell'apertura dello Stretto e quella iraniana della sua chiusura.

— In queste circostanze, entrambe le parti cercheranno probabilmente di rafforzare la propria versione dei fatti nello Stretto di Hormuz. Questo, di per sé, potrebbe portare a un'ulteriore escalation delle tensioni e a nuovi scontri. Per l'Iran, la questione è ancora più importante, dati i recenti problemi nello Stretto e la guerra economica statunitense.

— Anche l'attività sionista nella Striscia di Gaza e in Libano viene vista in quest'ottica: né gli Stati Uniti né Israele intendono ridurre l'escalation militare.


I prezzi del petrolio sono aumentati di oltre il 2%. Il greggio Brent ha nuovamente superato i 90 dollari al barile, a seguito dei rinnovati bombardamenti da parte di Stati Uniti e Iran.



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)



Video collegato: 

KJ Noh. L'Iran colpisce petroliere della Marina USA, il furto di petrolio in Venezuela esplode: https://www.youtube.com/watch?v=sn-NO2eShYQ&t=191s

domenica 30 agosto 2026

Cina. Nuove disposizioni di chiamata alle armi in caso di conflitto...

 


Il parlamento cinese ha approvato una versione aggiornata della Legge sulla mobilitazione nazionale per la difesa, che entrerà in vigore  il 1° ottobre 2026. Questa legge definisce i doveri dei cittadini in caso di scoppio di un conflitto (stato di guerra), ma non si tratta di una leva obbligatoria in tempo di pace.

Il Comitato Permanente dell'Assemblea Nazionale del Popolo della Repubblica Popolare Cinese, il 28 agosto 2026, ha approvato importanti modifiche alla Legge della Repubblica Popolare Cinese sulla mobilitazione in caso di guerra.

Disposizioni principali:

Obbligo di servizio militare (articolo 58). Gli uomini di età compresa tra i 18 e i 60 anni e le donne di età compresa tra i 18 e i 55 anni sono tenuti a prestare servizio per la difesa nazionale (supporto all'esercito, prevenzione delle conseguenze della guerra e mantenimento dell'ordine pubblico). Per le persone che possiedono competenze e abilità specifiche, i limiti di età non si applicano.

Alcune categorie di professioni, donne in gravidanza o in allattamento, malati o disabili, nonché persone che svolgono determinate missioni internazionali, possono essere esentate da questo obbligo.

Coinvolgimento delle risorse civili (articolo 64): Tutte le organizzazioni e le persone fisiche sono tenute, nel rispetto della legge, ad accettare la requisizione forzata o l'utilizzo temporaneo di risorse civili (edifici, attrezzature, veicoli, terreni, ecc.).

Attenzione le disposizioni qui riportate  vengono attuate solo nell'eventualità di un conflitto in cui la Cina si trovasse coinvolta.

Comunque, in seguito alle nuove disposizioni, ogni anno i giovani cinesi che compiono 18 anni dovranno registrarsi  sui portali della difesa per il censimento militare. Per il 2026, questa finestra di registrazione si chiude ufficialmente il 31 ottobre 2026. Si tratta di un mero censimento burocratico e non di una chiamata alle armi.

Al contrario nell'isola separatista di Formosa -Taiwan- è stato esteso il servizio militare obbligatorio  a 1 anno anche in tempo di pace. Molti articoli online che contengono le parole "Cina" e "servizio militare obbligatorio" fanno in realtà riferimento alla situazione geopolitica di Taiwan.



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


sabato 29 agosto 2026

LA PROVOCAZIONE DI CEUTA E IL FENOMENO DELLA MIGRAZIONE...

 


Recentemente è stato pubblicato su Sinistra in Rete un lungo articolo, a firma Algamica, dal titolo “Il dito e la Luna”.
 
In estrema sintesi, la tesi di questo articolo è che molti compagni e gruppi di quella che potremmo definire “sinistra antimperialista” hanno visto il dito (cioè l’afflusso straordinario e programmato di migrati nell’exclave spagnola di Ceuta), e non la Luna (cioè il grande fenomeno della migrazione nel suo complesso).
 
Il fenomeno dei migranti sarebbe uno dei più grandiosi (e – si intende – positivi) della nostra epoca, e potrebbe diventare uno tsunami capace di travolgere i paesi capitalisti ricchi.
 
Potremmo però dire che i compagni di Algamica vedono la Luna, ma non l’intero sistema solare.
 
Innanzitutto è necessario ribadire che la provocazione c’è stata:
 
-sia da parte del Marocco (che non gradisce il fatto che la Spagna non abbia riconosciuto l’annessione da parte del Marocco della sua ex colonia sahariana Rio de Oro abitata dal popolo Saraui, ed anzi si sia avvicinata all’Algeria, principale sostenitrice del Fronte Polisario che si batte per l’indipendenza del territorio dei Saraui);
 
-sia da parte del suo alleato Israele (che non ha gradito la condanna della Spagna del genocidio di Gaza e i relativi provvedimenti del governo spagnolo);
 
-Sia da parte degli USA (che non hanno gradito che la Spagna negasse l’uso delle proprie basi per la guerra contro l’Iran).
 
Ma il problema politico centrale è che i compagni di Algamica, così come molti compagni della “sinistra antimperialista” e dei centri sociali, “mettono il carro davanti ai buoi” (come giustamente osservato in un commento su Sinistra in Reta di “Sergio”, pseudonimo di un compagno che non conosco); ovvero vedono prima l’effetto (la migrazione) della causa (il neocolonialismo che opprime i paesi africani, o dell’Asia Occidentale, o del Sud America, ecc.).
 
Molti compagni, seguendo sostanzialmente le orme della pseudo-sinistra liberale (che non sa fare di meglio che interessarsi di migranti ed altre minoranze, non avendo alcuna strategia di cambiamento), si impegnano in un’azione essenzialmente solidaristico-umanitaria. Invece, il vero problema è creare le condizioni di reale indipendenza e sviluppo dei paesi oppressi dalle azioni armate dell’Occidente, o dal debito, o dallo scambio ineguale.
 
Si tenga presente che il capitalismo ha due modi per scardinare i diritti e i salari dei lavoratori:
 
-la libera circolazione dei capitali (che si traduce nel fenomeno della delocalizzazione produttiva);
 
-la libera circolazione della forza-lavoro (che si traduce nel creare eserciti produttivi di riserva per ricattare la forza lavoro locale con l’afflusso di personale disposto a percepire salari inferiori ed avere meno diritti).
 
L’odierno fenomeno migratorio è un nuovo commercio degli schiavi che favorisce il capitalismo dei paesi ricchi, mentre crea tensioni tra gli operai, la piccola borghesia, o altri settori di lavoratori a basso reddito, che sono facile preda di movimenti xenofobi di destra, dalla AFD tedesca, a Vannacci.
 
Se poi il fenomeno migratorio dovesse diventare uno tsunami che scardina tutto, ne risulterebbe il caos, la fine di ogni residuo di stato sociale, le lotte tra i poveri, l’emergere di movimenti autoritari di destra, e non certo un futuro “socialista” o “comunista”.
 
Si è ben resa conto del problema la nuova dirigente di una formazione di sinistra tedesca, Sarah Wagenknecht, autrice del libro “Contro la sinistra liberale”, che tutti dovrebbero leggere.
 
Non a caso la formazione tedesca rivale di area di sinistra liberale, la Linke, aveva invece scelto come sua capolista Carola Rackete, già capitana della nave di salvataggio dei migranti Sea Watch.
 
In realtà l’azione delle ONG per migranti è molto ambigua, in quanto queste ONG finiscono col diventare una rotella del meccanismo infernale per cui molti giovani africani, o di altre regioni, abbacinati dal mito del paese di Bengodi rappresentato dall’Occidente, pagano forti somme a cinici trafficanti e affrontano viaggi pericolosi dall’esito incerto.
 
Giustificare il fatto dicendo che sarebbero “costretti”, corrisponde solo lontanamente alla realtà del fenomeno. Consideriamo il luminoso esempio dei Palestinesi, che, nonostante le tragiche condizioni in cui si trovano, restano saldamente ancorati alla loro terra.
 
Questo non significa ovviamente che bisogna trascurare le eventuali azioni umanitarie verso chi è in pericolo di vita, o ferocemente sfruttato: Bisogna però sottolineare che la vera alleanza rivoluzionaria strategica per cambiare questo mondo ingiusto dominato dal capitalismo imperialista occidentale è quella tra i lavoratori con coscienza di classe ed antimperialista della metropoli e quei figli dei paesi oppressi che rimangono a lottare nei propri paesi per una reale indipendenza e uno sviluppo che assicuri un livello dignitoso di vita e un’organizzazione sociale basata sulla giustizia e l’eguaglianza, definibile come “socialista”, o meglio ancora, “comunista”.
 
Vincenzo Brandi  





venerdì 28 agosto 2026

Trump non si preoccupa per un ipotetico attacco russo alla NATO...

 


In un'intervista ad Axios, il presidente degli Stati Uniti ha affermato di non vedere alcun motivo di preoccupazione per un possibile attacco russo all'alleanza.

"Non sono affatto preoccupato. Non ci sono problemi", ha detto Trump, sostenendo di aver parlato con Vladimir Putin e di escludere una simile eventualità". Egli ha  riferito di avere avuto colloqui con il leader russo e di considerarlo un pericolo scongiurato per i membri della NATO.

In passato Trump aveva avvertito gli alleati che non avrebbe garantito la protezione degli Stati Uniti a chi non rispetta l'obiettivo del 2% del PIL in spesa militare. In quell'occasione aveva usato toni provocatori, dicendo di incoraggiare la Russia a fare "quello che diavolo vuole" con i Paesi inadempienti sui pagamenti, sollevando forti preoccupazioni in Europa sulla tenuta della difesa comune.

Allo stesso tempo, secondo Axios, i leader europei temono una possibile provocazione militare limitata da parte della Russia per mettere alla prova la risolutezza della NATO e la prontezza degli Stati Uniti ad adempiere ai propri obblighi ai sensi dell'articolo 5.


P.S. Nei giorni scorsi erano circolate indiscrezioni sulla visita del direttore della Cia John Ratcliffe a Mosca, durante la quale sarebbe stato trasmesso un avvertimento alla Russia contro qualsiasi attacco a Stati membri della Nato. Il Cremlino ha confermato il viaggio, ma ha precisato che Ratcliffe non avrebbe incontrato Putin.
Trump è tornato sull’argomento alla domanda se temesse una provocazione russa contro un Paese dell’Alleanza, ha risposto: «Non sono preoccupato… affatto. Non c’è alcun problema».  Le sue dichiarazioni arrivano mentre diversi Paesi europei guardano con apprensione alla possibilità che Mosca tenti di misurare la reazione della Nato, non solo con un’invasione su vasta scala ma anche con azioni più limitate o provocazioni mirate.


Il mistero della visita di Ratcliffe in Russia


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

giovedì 27 agosto 2026

L'Italia ha segretamente concordato un nuovo pacchetto di aiuti militari per l'Ucraina...

 

Alegher. Meloni accontenta Zelensky

Il governo italiano sta definendo il 13° pacchetto di aiuti per l'Ucraina.  Il pacchetto prevede Sistemi antiaerei di intercettori Aster 30 prelevati dai magazzini italiani e componenti per il sistema missilistico SAMP/T.

Ufficialmente, Roma ha annunciato solo una fornitura di generatori ma, secondo  La Repubblica, il governo di Giorgio Meloni avrebbe segretamente concordato un pacchetto di armamenti su larga scala per Kiev. Si prevede che includa ulteriori sistemi SAMP/T NG, missili intercettori Aster 30 e stazioni radar. Le consegne dovrebbero essere formalizzate con uno speciale "Decreto Aiuti" n. 13 per evitare una spaccatura all'interno della coalizione di governo.

Il quotidiano La Repubblica afferma che a Zelensky è stato promesso che l'attuazione del pacchetto sarebbe iniziata già a ottobre. Separatamente, sono stati riportati piani per la fornitura di quattro batterie SAMP/T NG, finanziate da prestiti UE.

Secondo la pubblicazione, l'accordo di fornitura è stato raggiunto a luglio tra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron.

Alegher. L'intesa è fatta!



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)