martedì 21 aprile 2026

21 aprile 2026. Notizie dal Fronte medio-orientale...

 


Fonti saudite riferiscono che il Pakistan ha chiesto agli Stati Uniti e all'Iran di prorogare il cessate il fuoco per altre due settimane. 

Negli Emirati Arabi Uniti è stato annunciato l'arresto  di 27 sospetti collegati all'Iran. Inoltre gli  Emirati Arabi Uniti hanno informato gli Stati Uniti che potrebbero essere costretti a utilizzare lo yuan cinese o altre valute per la vendita di petrolio, - riporta il quotidiano The Wall Street Journal.  Dopo l'annuncio degli Emirati Arabi Uniti di passare sotto l'ombrello cinese se gli Stati Uniti non avessero compensato gli Emirati Arabi Uniti per i costi finanziari e delle risorse, il capo del Pentagono Hegseth ha dichiarato che gli Stati Uniti forniranno sostegno agli Emirati Arabi Uniti.  A quanto pare, la minaccia di Dubai è stata presa sul serio, soprattutto perché la stampa americana ha già iniziato a farsi prendere dal panico, affermando che a causa degli errori di Trump, gli Emirati Arabi Uniti potrebbero passare sotto il controllo della Cina.

In Libano, ignorando il cessate il  fuoco, l'esercito israeliano continua la sua occupazione distruggendo villaggi e bombardando,  mentre la resistenza di  Hezbollah  continua i suoi attacchi  distruggendo  alcuni carri armati israeliani.


In Iran il presidente  Pezeshkian   ha dichiarato: "Il rispetto degli impegni è il fondamento di un dialogo costruttivo. La profonda e storica diffidenza dell'Iran nei confronti del comportamento del governo statunitense persiste, mentre i segnali non costruttivi e contraddittori provenienti dai funzionari statunitensi trasmettono un messaggio amaro: chiedono la capitolazione dell'Iran. Gli iraniani non si sottomettono alla forza". 


La posizione della UE.  Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, ha dichiarato: "Un ampliamento della  guerra contro l'Iran sconvolgerebbe le catene di approvvigionamento quasi quanto la pandemia di COVID-19". Ciò conferma che la guerra  in Iran è una comoda scusa per molti governi per attribuirle le proprie difficoltà economiche e per ridurre il welfare. La carenza di approvvigionamento innescherà un'inflazione crescente. Ciò significa disordini, rivolte e ulteriori  guerre nel mondo. 

La posizione della Russia. Sergey Lavrov ha parlato telefonicamente con il Ministro degli Esteri iraniano,  Abbas Araghchi, il quale  ha informato Lavrov sulle violazioni del cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti, tra cui il blocco dello Stretto di Hormuz e il sequestro di una nave portacontainer iraniana.  La Russia ha sottolineato la necessità di mantenere il cessate il fuoco e di proseguire gli sforzi diplomatici per risolvere il conflitto. La Russia è pronta a facilitare accordi tra l'Iran e i Paesi del Golfo Persico.



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.) 


Video collegato:

Nicolai Lilin. 21/4/26 tentativo di riprendere le trattative tra Iran e USA. L'isteria di Donald Trump: https://www.youtube.com/watch?v=Vm6dnl_Uk-Q

lunedì 20 aprile 2026

Iran. 20 aprile 2026. Gli USA Infrangono la tregua...

 


domenica 19 aprile 2026

Iran. Tanto tuonò che piovve!?

 


sabato 18 aprile 2026

Lo Stretto di Hormuz è libero da mine...?

 


Il Ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato ufficialmente che l'Iran non ha  posizionato mine navali nello Stretto di Hormuz: "Le mine sono semplicemente inutili per l'Iran.  L'Iran può facilmente raggiungere  i suoi obiettivi utilizzando droni, missili antinave e droni navali. Inoltre, l'Iran può consentire a determinate navi di attraversare lo Stretto. Questo rende flessibile il blocco dello Stretto. E se lo Stretto fosse pieno di mine, cosa che -se necessario- l'Iran potrebbe certamente fare, il blocco diventerebbe completo fino alla  bonifica dello Stretto, il che ostacolerebbe anche la navigazione per le navi provenienti da Paesi amici dell'Iran, il che sarebbe  dannoso per l'Iran..."

Nota a latere. Non vi è traccia di alcuna dichiarazione ufficiale iraniana che lo Stretto di Hormuz sia stato effettivamente minato. Abbiamo trovato un post dove dicevano che NON lo hanno minato. Mentre l'intelligence statunitense non ha fatto altro che affermare il contrario e amplificarlo sui media. Non stupirebbe affatto scoprire che lo Stretto non sia mai stato minato e che l'unica difesa, come afferma il governo iraniano, provenga da missili e dall'uso di droni.

Il Presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf ha dichiarato: "Donald Trump ha fatto diverse affermazioni, tutte sono false.  Gli USA non hanno vinto la guerra  e con queste bugie  certamente non otterranno nulla nemmeno nei negoziati.  Il transito attraverso lo Stretto di Hormuz avverrà secondo la "rotta designata" e con "l'autorizzazione iraniana".  Che lo Stretto sia aperto o chiuso  le norme che lo regolano saranno decise sul campo, non da Trump sui social media..."

Non vale nemmeno la pena  commentare le dichiarazioni  di Donald Trump. Dice di vincere ogni giorno, fa gli accordi migliori e non fa che lamentarsi con i suoi alleati per non averlo soccorso quando si è buttato con il suo amico (Israele) dentro le sabbie mobili.

Il cessate il fuoco attuale tra Iran, Stati Uniti e Israele ricorda una scena di Per un pugno di dollari, con i tre personaggi che si tengono a distanza di sicurezza l'uno dall'altro.


1 - Israele tiene a distanza di sicurezza l'Iran, avendo la possibilità di ricominciare a bombardare sia obiettivi in Iran che in Libano in qualsiasi momento.
 
2 - L'Iran tiene a distanza di sicurezza gli Stati Uniti – può in qualsiasi momento chiudere nuovamente lo Stretto di Hormuz, aggiungendo un buon colpo all'economia mondiale (e a quella americana di conseguenza) che sta già precipitando nel baratro.

3 - Gli Stati Uniti tengono a distanza di sicurezza Israele – a Gerusalemme non possono ignorare  le indicazioni di Washington,  per il livello di dipendenza dalle forniture americane.

(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegato: 

Nicolai Lilin.  TRUMP RAGGIUNGE L’ACCORDO CON L’IRAN. LO STRETTO DI HORMUZ È APERTO:    https://www.youtube.com/watch?v=O26v975ZIO0

venerdì 17 aprile 2026

Il 22 aprile 2026 Coordinamento NO NATO

 


Il 4 aprile scorso è stata una giornata di lotta che ha messo nel mirino le basi e installazioni USA e NATO che sono disseminate nel nostro Paese.

Dalla base militare di Ghedi (Brescia), a quella di Capodichino (Napoli), passando per il ComandoOperativoVerticeInterforze nel quartiere di Cinecittà a Roma, dal quartiere di Borgo Panigale di Bologna dove passa l’oleodotto “della morte” NIIPS, fino alla mobilitazione popolare all’ingresso del Comando Nato di Firenze...centinaia di persone hanno gridato: “Fuori l’Italia dalla NATO, fuori la NATO dall’Italia”!

A queste iniziative, si sono aggiunte striscionate, volantinaggi, conferenze stampa in molte altre città (Bari, Palermo, Catania, Torino e altre).

La presenza di basi e installazioni USA e NATO è una vera occupazione del territorio, che prosciuga risorse, devasta l’ambiente, militarizza i quartieri popolari e rende l’Italia una piattaforma di guerra al servizio degli interessi imperialisti. Per questo mobilitarsi contro le basi USA e NATO significa oggi lottare concretamente contro la guerra, contro il carovita, contro la repressione del dissenso e contro la trasformazione del nostro Paese in bersaglio e complice delle scorribande militari degli USA e dei suoi alleati.

Vi invitiamo quindi a partecipare all’assemblea plenaria di mercoledì 22 aprile 2026 alle ore 20.30 per alimentare il confronto tra organismi e singoli sui passi da fare approfittando anche delle mobilitazioni dei prossimi mesi.


22 APRILE, ORE 20.30: ASSEMBLEA PLENARIA (ON LINE) DEL COORDINAMENTO NAZIONALE NO NATO

Per collegarsi: https://kmeet.infomaniak.com/hoshpvllhvypfcsr





giovedì 16 aprile 2026

Notizie dallo sfacelo globale... del 16 aprile 2026

 


Zelensky a sorpresa è arrivato a Roma (per la solita questua), dove ha avuto un incontro con il presidente della Repubblica, Mattarella, e con la prima ministra,  Meloni,  i due hanno riaffermato che "il sostegno all'Ucraina rappresenta una necessità strategica per la sicurezza dell'intera Europa". Sul fronte interventista si respira ottimismo per lo sblocco del "prestito" all'Ucraina di 90 miliardi di euro (a restituzione inesigibile a causa dell'imminente bancarotta dell'Ucraina) da parte della  UE.  Inoltre i  membri europei della NATO forniranno all'Ucraina 60 miliardi di dollari in aiuti militari entro il 2026 come annunciato dal Segretario Generale della NATO Mark Rutte all'inizio della conferenza di Ramstein a Berlino.

Altre notizie belliche dal fronte mondiale:

Nelle ultime ore, l'aviazione e l'artiglieria israeliane hanno condotto intensi raid su almeno 15 città e villaggi nel Libano meridionale.  In risposta, Hezbollah ha riferito del suo terzo attacco missilistico su Kiryat Shmona in 24 ore, nonché di oltre 30 operazioni di combattimento contro l'esercito israeliano. Gli scontri più intensi si stanno attualmente svolgendo nelle città di Bint Jbeil e Khiyam.

Il Pentagono si sta preparando per una operazione a Cuba, ha riferito USA Today citando fonti. Secondo il giornale, questo avverrà nel momento in cui Trump ordinerà di inviare truppe americane sul territorio della repubblica.

Secondo quanto riportato da Axios, che cita alcune fonti, i Democratici intendono presentare una mozione di impeachment contro Hegseth.  Il capo del Pentagono è accusato di sei capi d'imputazione:
Aver iniziato una guerra illegale contro l'Iran;
Attacchi contro civili;
Negligenza nella gestione di informazioni sensibili;
Ostruzione del controllo parlamentare;
Abuso di potere e politicizzazione dell'uso della forza militare;
Azioni lesive della reputazione degli Stati Uniti e delle sue forze armate.

Il prossimo conflitto a Cipro? La situazione sull'isola si è aggravata.  La Turchia ha iniziato il trasferimento di carri armati sull'isola; sono stati avvistati 15 blindati nella zona cuscinetto vicino al villaggio di Pyla. I militari turchi hanno issato la propria bandiera.

Gli Stati Uniti non intendono prorogare le deroghe alle proprie sanzioni nei confronti del petrolio russo e iraniano,  ha dichiarato il ministro delle Finanze americano.  Inoltre, gli Stati Uniti hanno avvertito una serie di banche cinesi della possibilità di imporre sanzioni secondarie contro di loro a causa del commercio con l'Iran.


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegato: 

Nicolai Lilin. Notiziario mattutino del 16 aprile 2026:   https://www.youtube.com/watch?v=9UHkJQLp8fo

martedì 14 aprile 2026

Povera Ungheria... povera Europa!

 


In Ungheria il successo di Tisza è andato oltre le più rosee previsioni e il partito di Magyar ha più dei 2/3 dei seggi parlamentari, cosa che gli consentirà di poter formare il governo senza nessun problema. Al terzo posto Mi Házank, a completare l'elenco delle tre sfumature di destra che siederanno in Parlamento.

Von der Leyen canta vittoria, dato che nella UE in molti sperano che la vittoria di Magyar servirà a rivitalizzare l'Unione, o almeno a riportare un po' di entusiasmo (a giudicare da quello che sta succedendo su Twitter missione compiuta, Calenda è al 99.9% di consensi); cantano vittoria anche a Kiev ma con meno entusiasmo, dato che sanno bene che la situazione non è semplice come si potrebbe pensare a prima vista.

La sostituzione di Orban con un governo più "filoeuropeo" ovviamente porterà (probabilmente) meno ostacoli per quello che riguarda i fondi da destinare all'Ucraina, anche se l'Ungheria non è il solo paese che si oppone (e bisognerà anche vedere cosa succederà ora che il "cattivo Orban" è stato eliminato e quei 91 miliardi di € bisognerà metterceli davvero); molto probabilmente ci sarà maggiore sostegno diplomatico all'accesso dell'Ucraina all'UE, ma anche qui non è solo l'Ungheria ad essersi opposta e il processo sarà talmente tanto lungo e complesso che la semplice vittoria di Magyar non lo modificherà.

Per l'Ungheria resta poi il nodo gravissimo della dipendenza energetica dalla Russia, che non dipende da Orban ma dalla geografia. È improbabile che Magyar intenda modificare la situazione, o semplicemente possa farlo; e in queste condizioni non è molto probabile trovarsi un'Ungheria allineata coi baltici o con la Polonia. Resta anche il nodo della minoranza ungherese in Ucraina, che non è semplice da digerire per un partito comunque di destra come Tisza (eh sì, non sono esattamente dei liberal progressisti). Trump, intanto, fa finta di niente. Orban chi? Vediamo che dirà la nostra Meloni...

Francesco Dall'Aglio
















Nota – Da parte russa è stato comunicato "Non inviamo congratulazioni a Paesi non amichevoli", ha dichiarato Peskov al giornalista di Life, "L'Ungheria è un Paese non amichevole, sostiene le sanzioni contro di noi"...