Lo Yemen si unisce all'Iran e chiede la solidarietà inter-islamica come asse strategico per contrastare le pressioni occidentali e sostenere i partner regionali. Il messaggio giunge nel contesto della guerra di aggressione in corso tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, iniziata il 28 febbraio e culminata con il martirio della Guida Suprema, l’Ayatollah Seyyed Ali Khamenei, il primo giorno di guerra.
La Forza Quds, responsabile delle operazioni extraterritoriali iraniane e del coordinamento con i gruppi della Resistenza alleati nella regione, è stata in prima linea nella risposta dell’Asse della Resistenza all’aggressione statunitense e israeliana. La Forza ha svolto un ruolo chiave nel sostenere i movimenti di Resistenza in Libano, Palestina, Iraq e Yemen, ed è stata determinante nel coordinare le operazioni di rappresaglia contro obiettivi nordamericani e israeliani nella regione.
Il Comandante delle Forze Quds del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, Ismail Qa'ani, si è rivolto all'Arabia Saudita chiedendo la revoca del blocco imposto allo Yemen, che dura da 11 anni. Questa richiesta è una legittima e umanitaria rivendicazione del popolo oppresso del Paese.
"Il governo saudita dovrebbe imparare dall'esperienza delle azioni sconsiderate e costose degli Stati Uniti e porre fine al blocco di un Paese musulmano con una popolazione di oltre 38 milioni di abitanti. I musulmani di tutto il mondo si aspettano che l'Arabia Saudita, che si autodefinisce Custode delle Due Sacre Moschee, utilizzi le proprie capacità e risorse per sostenere il popolo palestinese e contrastare i crimini del regime sionista, anziché continuare la guerra e la pressione sul popolo musulmano oppresso, nello Yemen ed in Palestina", ha dichiarato Ismail Qa'ani...