sabato 20 giugno 2026

La Polonia prende le distanze dall'Ucraina banderista...

 


La Polonia revoca a Zelensky la sua massima onorificenza...

La causa è che il  presidente ucraino ha ridenominato un’unità militare col nome di un’organizzazione nazista ritenuta responsabile della morte di più di 100’000 polacchi durante la seconda guerra mondiale.  

Il presidente polacco Karol Nawrocki ha annunciato il 19 giugno u.s.  la revoca per Volodymyr Zelensky della massima onorificenza del Paese: l’ordine dell’Aquila bianca, conferitogli 3 anni fa.

"Il presidente polacco ha finalmente privato il degenerato di Kiev che venera i nazisti dell'Ordine dell'Aquila Bianca. Sono sicuro che questo non sarà un problema per il leader banderista: ora c'è più spazio sulla sua felpa verde per la Croce di Ferro con Foglie di Quercia d'Oro di Hitler...", ha dichiarato  Medvedev.

Intanto si allarga il distacco della Polonia riguardo la partecipazione al dialogo per la pace con la Russia, il governo polacco ha chiesto un seggio separato nei negoziati russo-ucraini, minacciando altrimenti di non riconoscere gli accordi di pace.

Il Primo Ministro polacco ha affermato che Varsavia dovrebbe partecipare ai colloqui di pace direttamente o attraverso i meccanismi dell'UE, qualora questi ultimi venissero ammessi.

Donald Tusk non ha spiegato come Varsavia intenda non riconoscere il trattato di pace qualora venisse concluso, ma ha aggiunto che, se a Francia e Germania fosse consentito di partecipare separatamente ai negoziati, anche la Polonia sarebbe interessata.

La iena europea è di nuovo all'opera.


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


venerdì 19 giugno 2026

Libano senza pace... malgrado il Memorandum di Trump...

 


Il Libano rimane ostaggio di una crisi segnata da un difficile accordo Usa-Iran. Sul campo, le operazioni militari israeliane e i bombardamenti continuano, spingendo la comunità internazionale a chiedere il pieno rispetto della sovranità libanese.

Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti si aspettano un cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah. Ma non è esattamente ciò che si aspetta l'Iran. L'Iran e Hezbollah attendono il ritiro completo delle forze di occupazione dal Libano meridionale. Solo allora i combattimenti cesseranno definitivamente. Il ritiro dal Libano è una delle condizioni poste  nell'ambito dell'accordo "Spirit". Se Trump non costringerà Netanyahu a ritirarsi, l'accordo fallirà. La delegazione iraniana non si recherà in Svizzera a causa delle continue violazioni del cessate il fuoco in Libano.

JD Vance critica il regime sionista per l'uccisione di civili in Libano, in risposta Netanyahu ha dichiarato che Israele non ritirerà le sue truppe dal Libano meridionale "per motivi di sicurezza" e "finché il nord di Israele non sarà ricostruito".

Il principale punto critico nel Libano meridionale è attualmente Kfar Tibnit e la collina di Ali Taher. Da diversi giorni, l'esercito israeliano sta tentando di avanzare verso quest'area, che offre una visuale chiara sugli accessi a Nabatieh e alle strade circostanti. Hezbollah afferma di aver respinto gli attacchi con razzi, artiglieria e droni per quattro giorni.

Nel frattempo, aerei e droni israeliani continuano a colpire il sud: aree di Tiro, Nabatieh, Kfar Tibnit, Habbush, Tul, Shehabiya e gli insediamenti limitrofi rimangono sotto attacco.  La gente è in strada, cercando di tornare alle proprie case e di vedere se è rimasto qualcosa. Ma  tornare al sud ora non è una via per tornare a casa, ma un rischio di finire in una zona di combattimento, sotto il fuoco nemico, o di subire un'avanzata israeliana.


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


giovedì 18 giugno 2026

Medio Oriente. Memorandum d'intesa o Memento mori...?

 


Il gioco di parole tra Memorandum d'intesa e Memento mori fotografa l'estrema ambivalenza di queste ore in Medio Oriente: da un lato la speranza diplomatica del cessate il fuoco, dall'altro lo spettro di una tregua fragile che rischia di trasformarsi in un monito di distruzione.  

La situazione si divide drasticamente tra l'ufficialità della svolta diplomatica e i profondi dubbi sul suo effettivo successo.  Il testo preliminare è stato raggiunto grazie ai canali diplomatici e alla mediazione di Pakistan e Qatar. 

Il Memento mori (I rischi di un fallimento)
  • Equilibri precari: Nonostante la firma ufficiale, l'intesa arriva dopo settimane di fortissima escalation militare, culminata con attacchi a basi strategiche e minacce ai corridoi energetici. 
  • Fattori di instabilità: Il memorandum congela lo status quo ma non risolve le tensioni strutturali della regione né i nodi geopolitici legati ad altri attori chiave dell'area, come Israele. 
  • Il rischio concreto: Per molti osservatori, senza una reale volontà politica a lungo termine, l'accordo rischia di essere un "memento mori": un fragile rinvio prima di un nuovo e più violento conflitto, laddove ogni violazione potrebbe far collassare l'intera impalcatura diplomatica. 

"Gli Stati Uniti e l'Iran hanno firmato (a distanza)  un memorandum d'intesa per avviare trattative dirette per  porre fine alla guerra", scrive Axios

Axios sta per "ansia". Poiché da questo momento in poi il mondo resta con il fiato sospeso. Qualcuno pensa che l'Iran si sia fatto fregare dallo zio Sam e dal rabbino Sion e che questi si prendano 60 giorni per preparare il prossimo attacco improvviso. Altri, più speranzosi, già vedono volare colombe bianche sopra le macerie del Medio Oriente, Libano e Palestina comprese. 

Intanto le scarne notizie sul memorandum (non accordo, ma semplice pro-memoria)   tra  Iran e Stati Uniti riportate da  Press TV, dicono: 

Disposizioni chiave

I due Paesi si impegnano a rispettare la sovranità e l'integrità territoriale dell'altro e ad astenersi dall'interferire negli affari interni dell'altro.

Gli Stati Uniti e i loro alleati in Medio Oriente dovranno predisporre un programma di ricostruzione dell'Iran del valore di almeno 300 miliardi di dollari.

Washington si impegna a revocare le sanzioni contro Teheran entro i termini concordati dalle parti nell'accordo finale.

L'Iran non produrrà né acquisirà armi nucleari.

Le parti risolveranno la questione del materiale nucleare iraniano sotto la supervisione dell'AIEA.

L'Iran si impegna a non imporre tariffe di transito alle navi attraverso lo Stretto di Hormuz per 60 giorni.

...ma mi ma mi ma mi sessanta dì sessanta not



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

mercoledì 17 giugno 2026

Medio Oriente. Se l'uva non è matura...



martedì 16 giugno 2026

Benjamin Netanyahu sull'accordo di pace in Medio Oriente: "Me ne frego!" - Volodymyr Zelensky sul conflitto in Ucraina: "Guerra fino all'ultimo ucraino!"

 

Ridi ridi che mammona ha fatti i gnocchi!

Come previsto Israele non accetta l'accordo e prosegue i bombardamenti e l'avanzata in Libano. E come previsto al momento non c'è alcuna condanna da parte di Stati Uniti e Iran che preferiscono giungere ad un compromesso nonostante l'ingombrante Bibi.

Bisogna vedere se il desiderio di giungere a un compromesso sarà a scapito dell'integrità libanese o se le regole saranno valide per tutti i contendenti. Per adesso Israele attacca e Hezbollah risponde.  Netanyahu ha dichiarato che l'IDF rimarrà nelle "zone di sicurezza" in Siria e Libano. Un altro attacco pubblico a Trump e al suo accordo con l'Iran. Israele lo sta sabotando in modo ancora più attivo e aperto rispetto all'Ucraina con Zelensky.

In Ucraina invece sono state smantellate diverse imprese legate alla costruzione e distribuzione di armi. L'attacco di ieri sera è stato particolarmente costoso per Zelensky. Tuttavia l'assemblaggio si sta spostando sempre più verso l'occidente e in paesi terzi. Per impedire la consegna i russi continuano a colpire le ferrovie rendendo la logistica ucraina sempre più complicata. Gli ucraini tentano la stessa cosa con risultati contrastanti, coinvolgendo sempre più civili ottenendo vittorie discutibili.

Sia nel Golfo Persico che in Ucraina i risultati positivi per una conclusione dei conflitti sono lontani dal concretizzarsi. E' decisamente presto per festeggiare. Ovviamente speriamo che prevalga il buonsenso ma siamo sempre preparati al peggio. Il buonsenso è una merce rara di questi tempi.

Anche se il conflitto nel Golfo finisse domani, che ne sarà di Gaza e che ne sarà del Libano? A cosa è servito tutto questo? A rafforzare la posizione israeliana, nonostante le vittime? Niente restituirà una vita normale ai sopravvissuti e non c'è compenso che colmerà il vuoto delle perdite.


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

lunedì 15 giugno 2026

Medio Oriente. Negoziati di 60 giorni... Forse


Il vice ministro degli Esteri iraniano  Gharibabadi:  "Durante il periodo di negoziazione di 60 giorni, verranno discussi i temi della completa revoca delle sanzioni contro la Repubblica islamica dell'Iran — sia primarie che secondarie — e anche la cessazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e del Consiglio dei governatori dell'AIEA.  In caso di raggiungimento di un accordo definitivo, tutte le sanzioni saranno revocate.  Il secondo tema chiave dei negoziati nel periodo di 60 giorni sarà il programma nucleare. Verrà inoltre discusso il tema del ripristino e dello sviluppo economico, e verrà concordato definitivamente un meccanismo appropriato.  Un altro tema sarà la definizione dei meccanismi di esecuzione e controllo dell'adempimento degli obblighi da parte di entrambe le parti".

Netanyahu ha dichiarato che gli attacchi del regime sionista contro il Libano non fanno parte dell'accordo.  A quanto pare, l'accordo finirà prima ancora di iniziare...



P.S.  Nonostante ciò che si dice degli accordi in corso, le unità israeliane sono ancora nel Libano meridionale e saranno state sorprese tanto quanto noi dall'apprendere che dovrebbero lasciarlo. Questo ovviamente è un ostacolo piuttosto grande, che richiede l'accordo e il permesso di Hezbollah.  La firma avverrà il 19 giugno? Hanno 4 giorni per fare i bagagli e andarsene. In 2 ore può succedere di tutto, figuriamoci in 4 giorni. Come avrete appena letto, i negoziati dureranno 60 (!) giorni.  Israele sarà la prima a regalare sorprese a Trump. E qualsiasi reazione da parte di Hezbollah o dell'Iran sarà sanzionata. Difficile credere che Israele venga bombardata dagli Stati Uniti per ottemperare ai nuovi accordi. Se Israele potrà agire indisturbata significherà che gli Stati Uniti non hanno alcun controllo. Se si ritirerà allora la vittoria iraniana e della resistenza sarà confermata.  Attendiamo prove del ritiro israeliano e dell'impegno in un vero e proprio "cessate il fuoco". Per il momento le previsioni sono negative.  Ricordiamo che si tratta di una tregua che non è una pace a tutti gli effetti. Come faranno gli Stati Uniti a garantirla è un mistero.

(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A)

domenica 14 giugno 2026

Zelensky le prova tutte.... a Zaporizhzhya

 


Resta altissima la tensione attorno alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, finita nuovamente al centro di attacchi con droni ucraini che hanno preso di mira le infrastrutture energetiche e il personale tecnico della società russa Rosatom (che controlla l'impianto occupato).