sabato 24 ottobre 2026
Se la protesta diventa "fuorilegge"... - Lettera aperta di Antonio Castronovi
venerdì 23 ottobre 2026
La grande ammucchiata di aspiranti "patteggiatori" europei che non piace alla Russia...
Almeno cinque leader sono in lizza per il ruolo di negoziatore con la Russia, sulla questione ucraina, a nome dell'Europa, scrive il Daily Telegraph citando fonti.
Tra i candidati menzionati ci sono la premiere italiana Giorgia Meloni, il presidente finlandese Alexander Stubb, il presidente ceco Petr Pavel, il premier norvegese Jonas Gahr Støre e la premier danese Mette Frederiksen. "È probabile che verrà scelta una squadra di leader" per i negoziati", sottolinea il giornale.
Ma una grande ammucchiata non sembra essere gradita alla Russia che preferirebbe una persona singola, come ad esempio l'ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, rifiutato però dalla Commissaria UE von der Leyne.
Intanto in sede UE la concorrenza si fa spietata. Esiste una divisione netta tra l'asse che chiede il sostegno militare a oltranza e l'isolamento totale di Mosca (guidato dai paesi baltici e dalla Polonia) e i governi o movimenti (come Ungheria, Slovacchia, Bulgaria o Austria) che premono per una riapertura diplomatica e una risoluzione pacifica ed economica dei contatti.
I governi europei stanno valutando una figura o un gruppo di leader per avviare un dialogo diretto con Vladimir Putin. Tra i profili discussi figurano:
Alexander Stubb: Il presidente finlandese viene considerato da fonti diplomatiche (riportate da Politico) come uno dei principali candidati al momento. A suo favore giocano gli ottimi rapporti con Donald Trump.
António Costa: Il presidente del Consiglio europeo è stabilmente al centro delle discussioni per la sua recente apertura a riattivare i canali di comunicazione con Mosca. Dal punto di vista diplomatico viene ritenuto un profilo più neutrale e adatto rispetto a figure come Ursula von der Leyen o Kaja Kallas, giudicate come troppo sbilanciate a favore di Kiev.
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
giovedì 22 ottobre 2026
A Parma contro la Vivisezione il 6 dicembre 2026...
Hanno ucciso Alan e Larry, i due macachi prigionieri dell'Università di Parma. Dopo 7 anni di torture e sperimentazione sui loro poveri corpi, hanno deciso di sopprimerli, piuttosto che affidarli a chi avrebbe potuto ricollocarli in un rifugio, per fargli vivere almeno la fine dei loro giorni senza che alcuna sofferenza gli venisse inflitta.
Parma: 6 dicembre 2026 - Corteo contro la Vivisezione RITROVO ALLE 13.00 IN PIAZZALE CARLO ALBERTO DALLA CHIESA - STAZIONE FS
A Parma torniamo in strada perché di sperimentazione animale si parla ancora troppo poco... Eppure in Italia la ricerca sugli animali non è affatto una pagina del passato.
Ancora oggi migliaia di esseri senzienti vengono utilizzati nei laboratori: topi, ratti, conigli, pesci e, in determinati protocolli, anche cani beagle e primati.
Non sono numeri... sono vite!
E non possiamo permettere che la vivisezione diventi invisibile soltanto perché se ne parla poco.
Fronte Animalista
Info: koalina74@gmail.com
mercoledì 21 ottobre 2026
Slovacchia, Ungheria e Bulgaria si rifiutano di versare altre mazzette al mafioso Zelensky...
Già Slovacchia e Ungheria avevano ufficialmente dichiarato che non parteciperanno al finanziamento del nuovo piano di aiuti da 70 miliardi di euro per l'Ucraina richiesto per il 2027. L'annuncio è stato formalizzato a seguito del vertice dei leader dell'Unione Europea a Bruxelles, durante il quale il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha fatto appello per ottenere fondi urgenti necessari a coprire i deficit di bilancio legati alle spese militari e di guerra.
Oggi, 21 ottobre 2026, giunge la notizia che anche la Bulgaria si è rifiutata di partecipare all'allocazione di nuovi 70 miliardi di euro per l'Ucraina. Il Primo Ministro della Bulgaria ha dichiarato che la guerra in Ucraina sta esaurendo l'economia europea, intensificando la tensione sociale e l'instabilità politica. "Sarà sempre più difficile spiegare perché il benessere dei cittadini europei venga sprecato in questa guerra invece di risolvere i loro stessi problemi", ha sottolineato Radev, invitando contemporaneamente la commissione UE ad attivarsi per porre fine al conflitto in Ucraina il prima possibile.
Il governo italiano, al contrario, segue pedissequamente la linea bellicista dei "volenterosi" che preferiscono svenarsi piuttosto che deludere zelensky. "Piangono e si lamentano, ma continuano a rosicchiare il cactus" ha commentato Maria Zakharova...
E anche il portavoce di Putin ha detto la sua: "Per la Russia, è importante che i negoziati per la pace in Ucraina siano condotti da un rappresentante legittimo del governo ucraino, pronto a prendere decisioni per porre fine alla guerra. Ovviamente Zelensky non è un rappresentante legittimo. Anzi, non vuole assolutamente porre fine alla guerra, perché la fine della guerra significherebbe anche la fine del suo stesso potere", ha commentato Peskov...
martedì 20 ottobre 2026
Ad Israele servono ufficiali disposti a tutto...
La lista include un nuovo generale di brigata e 36 nuovi colonnelli, oltre a due generali di brigata e 24 colonnelli che assumeranno nuovi incarichi mantenendo il loro grado.
Ulteriori cinque alti ufficiali saranno assegnati a corsi di formazione presso istituti specializzati tra un periodo e l'altro di servizio.
L'elenco delle nomine deve ancora essere approvato dal ministro della Difesa israeliano, Israel Katz.
Tra le nomine degne di nota, figurano i comandanti di due nuove unità e la riattivazione di una brigata corazzata.
Il generale di brigata "Shin" è stato nominato a capo dell'Unità Spaziale all'interno del Dipartimento di Pianificazione, una nuova unità che si sta creando. Secondo quanto dichiarato dai militari, questa unità "sarà responsabile del potenziamento delle capacità, della conduzione di operazioni, della consolidazione delle conoscenze e della formazione, nonché dello sviluppo del settore spaziale come professione militare specializzata".
I militari hanno riferito che l'unità è stata creata dopo che è stato constatato che "lo spazio è diventato un'area di attività bellica e che, nei prossimi anni, diventerà un'arena militare sempre più importante, di rilevanza nazionale".
Insieme alla creazione dell'Unità Spaziale, nell'ultimo anno sono stati approvati diversi progetti militari legati allo spazio, che includono sia l'utilizzo di sensori dallo spazio per il monitoraggio della Terra, sia lo svolgimento di operazioni militari nello spazio, secondo quanto riferito dalle IDF.
Inoltre, il generale di brigata "Yud" è stato nominato comandante della nuova Unità di Robotica, che fa parte del Corpo di Infiltrazione Profonda.
Il tenente colonnello "Resh" sarà promosso al grado di colonnello e comanderà la 500ª brigata corazzata, che era stata disattivata nel 2003 e che ora viene riattivata.
lunedì 19 ottobre 2026
San Pietroburgo in fiamme...
È stato centrato anche un importante centro dati periferico del social network russo VKontakte. Questo impatto, unito al danneggiamento di una stazione elettrica locale, ha causato interruzioni di rete su larga scala e blackout in diversi distretti. Il governatore Alexander Beglov ha confermato che l'attacco ha causato un morto e cinque feriti.
Questo raid è stato letto dagli analisti occidentali come una forte risposta geopolitica di Volodymyr Zelensky sia a Vladimir Putin sia alle recenti dichiarazioni di Donald Trump sulla gestione del conflitto.
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A)
Integrazione:
No, non intendo sorvolare con indifferenza quanto accaduto nella Venezia del nord come se non fosse accaduto: il colpo dei droni ucraini è stato intenso (sebbene come ha replicato prontamente il ministero degli esteri di Russia si tratta degli "ultimi guizzi prima del decesso" : sprezzante, ma con molto di vero).
Non è tuttavia l'intensità del colpo che deve interessare - che non nego - ma il COME (nel caso non fosse sufficientemente chiaro ?): in breve, il colpo a S.Pietroburgo non sarebbe mai arrivato - intercettato molto prima - senza la complicità di chi offre il proprio spazio aereo lungo il quale l'aeronautica russa non può colpire perchè è area NATO.
Ciascuno osservi la mappa: spiega meglio di mille parole, dice tutto. E sono stanco di postarle perchè sono tutte uguali è una storia ripetuta decine di volte un deja vù che da frustrazione.
Aggiungerei un dettaglio NON indifferente (aprire gli occhi): nella giornata di oggi è emersa dai notiziari anche un'altra notizia analoga - un episodio collaterale e concomitante - ovvero di un paio di droni che si sono schiantati in LITUANIA (intervenuta l'aviazione italiana di stanza lì, sembra). Questi ultimi - come hanno comunicato le autorità lituane - sono entrati nello spazio aereo dalla Polonia......come possibile questo ?
Fermiamoci un attimo e ragioniamo: i droni ucraini non possono sorvolare la Bielorussia che è nemica (questo è chiaro) pertanto possono solo AGGIRARLA, da est o da ovest. O l'uno o l'altro. Orbene, a rigore di logica non avrebbe senso fargli fare la strada che si vede nella locandina di questo post: se si deve raggiungere un obiettivo come San Pietroburgo sarebbe assurdo farli arrivare in Lettonia, bypassando la Bielorussia sul confine con la Russia, per poi farli tornare INDIETRO in Lituania (ma per l'appunto si è accertato che erano arrivati dallo spazio aereo polacco).
Questo giro di parole per dire cosa ? Molto semplice...
Voglio dire più chiaramente che i droni ucraini (o almeno parte di essi) che si dirigono verso San Pietroburgo, NON percorrono esattamente il tragitto tratteggiato nella mappa soprastante (che già di per sé sarebbe grave), ma ne fanno forse un altro, ancora più grave: utilizzano lo spazio aereo POLACCO per la parte tratteggiata in giallo, per centinaia di km, e quindi entrano in Lituania logicamente... da lì proseguono sorvolando Lettonia ed Estonia come si vede nella parte tratteggiata in rosso. E' molto più razionale dal momento che in tal modo non devono entrare in Russia nemmeno di striscio dove potrebbero comunque essere abbattuti.
Sintetizziamo: guardate la mappa e immaginate che la parte tratteggiata in GIALLO, passi sull'altro versante della Bielorussia, cioè non al confine con la Russia, ma al confine con la Polonia (in tale modo i droni fanno un tragitto più lungo sì... ma rimangono intoccabili per le difese russe molto più a lungo, fino alla fine, quando sbucano in prossimità di San Pietroburgo).
Insomma, per metterla in altre parole la mappa - che già di per sè sarebbe grave - costituisce in realtà una attenuazione della gravità delle cose. (...)
La dinamica descritta va oscurata il più possibile perché coinvolgerebbe anche la Polonia oltre gli stati baltici, sarebbe motivo di imbarazzo e di pericolo per la sicurezza nazionale: non si deve sapere quanto ci è dentro la Polonia (si da come per scontata la complicità dei baltici negli attacchi ucraini, come se fosse il segreto di Pulcinella, ma Varsavia invece preferisce per quanto la riguarda un coinvolgimento minore di quanto si sappia). L'amica Lituania comprendendo questo arriva a comunicare tramite il proprio ministero della difesa che il drone UCRAINO (questo l'hanno dovuto ammettere) è arrivato a trovarsi in Lituania per effetto dell'esser stato "respinto" dalle difese elettroniche russe (?!), senza sottolineare troppo che proveniva dalla Polonia.
A parte l'allegra masturbazione mentale di una Russia che è COLPEVOLE di attaccare la Lituania per mezzo dei droni ucraini deviati elettronicamente per impedire che colpiscano le proprie città (i russi devono onorevolmente lasciarsi colpire e non disturbare gli stati che concedono il proprio spazio aereo per colpirla), la solidarietà polacco-baltica che emerge da tutto questo supera la soglia del vomitevole.
Per quanto ancora si dovrà sopportare ?
Daniele Lanza
domenica 18 ottobre 2026
La rivolta in Francia si fa infuocata...
- Parigi: Il cuore della protesta è stato Place de la République, teatro di durissimi scontri. La polizia ha fatto ampio uso di gas lacrimogeni e idranti per contrastare frange di black bloc. Numerose auto sono state incendiate, colonne di fumo hanno avvolto Montmartre e il centro della capitale è stato parzialmente blindato con la chiusura di diverse stazioni della metropolitana.
- Marsiglia: I manifestanti hanno assaltato e sfondato il portone del municipio, intonando cori rivoluzionari prima che il sindaco richiedesse l'intervento urgente di rinforzi di polizia direttamente al Presidente Emmanuel Macron.
- Altre città: Scene di guerriglia urbana, barricate e cassonetti in fiamme si sono registrate anche a Lione, Tolosa, Rennes e Strasburgo.














