venerdì 23 ottobre 2026

La grande ammucchiata di aspiranti "patteggiatori" europei che non piace alla Russia...

 


Almeno cinque leader sono in lizza per il ruolo di negoziatore con la Russia, sulla questione ucraina, a nome dell'Europa, scrive il Daily Telegraph citando fonti.

Tra i candidati menzionati ci sono la premiere italiana Giorgia Meloni, il presidente finlandese Alexander Stubb, il presidente ceco Petr Pavel, il premier norvegese Jonas Gahr Støre e la premier danese Mette Frederiksen. "È probabile che verrà scelta una squadra di leader" per i negoziati", sottolinea il giornale. 

Ma una  grande ammucchiata non sembra essere gradita alla Russia che preferirebbe  una persona singola, come ad esempio  l'ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, rifiutato però dalla Commissaria UE  von der Leyne.

Intanto in sede UE la concorrenza si fa spietata.  Esiste una divisione netta tra l'asse che chiede il sostegno militare a oltranza e l'isolamento totale di Mosca (guidato dai paesi baltici e dalla Polonia) e i governi o movimenti (come Ungheria, Slovacchia, Bulgaria  o Austria) che premono per una riapertura diplomatica e una risoluzione pacifica ed economica dei contatti.
 
I governi europei stanno valutando una figura o un gruppo di leader per avviare un dialogo diretto con Vladimir Putin. Tra i profili discussi figurano:

Alexander Stubb: Il presidente finlandese viene considerato da fonti diplomatiche (riportate da Politico) come uno dei principali candidati al momento. A suo favore giocano gli ottimi rapporti con Donald Trump.

António Costa: Il presidente del Consiglio europeo è stabilmente al centro delle discussioni per la sua recente apertura a riattivare i canali di comunicazione con Mosca. Dal punto di vista diplomatico viene ritenuto un profilo più neutrale e adatto rispetto a figure come Ursula von der Leyen o Kaja Kallas, giudicate come troppo sbilanciate a favore di Kiev.
 

Sbilanciate...


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

giovedì 22 ottobre 2026

A Parma contro la Vivisezione il 6 dicembre 2026...

 


Hanno ucciso Alan e Larry, i due macachi prigionieri dell'Università di Parma. Dopo 7 anni di torture e sperimentazione sui loro poveri corpi, hanno deciso di sopprimerli, piuttosto che affidarli a chi avrebbe potuto ricollocarli in un rifugio, per fargli vivere almeno la fine dei loro giorni senza che alcuna sofferenza gli venisse inflitta.

Parma: 6 dicembre 2026 -  Corteo contro la Vivisezione RITROVO ALLE 13.00 IN PIAZZALE CARLO ALBERTO DALLA CHIESA - STAZIONE FS

A Parma torniamo in strada perché di sperimentazione animale si parla ancora troppo poco... Eppure in Italia la ricerca sugli animali non è affatto una pagina del passato.
Ancora oggi migliaia di esseri senzienti vengono utilizzati nei laboratori: topi, ratti, conigli, pesci e, in determinati protocolli, anche cani beagle e primati.
Non sono numeri... sono vite!
E non possiamo permettere che la vivisezione diventi invisibile soltanto perché se ne parla poco.

Fronte Animalista



Info:  koalina74@gmail.com

mercoledì 21 ottobre 2026

Slovacchia, Ungheria e Bulgaria si rifiutano di versare altre mazzette al mafioso Zelensky...


Il capataz chiede soldi da remoto

Già Slovacchia e Ungheria avevano ufficialmente dichiarato che non parteciperanno al finanziamento del nuovo piano di aiuti da 70 miliardi di euro per l'Ucraina richiesto per il 2027.  L'annuncio è stato formalizzato a seguito del vertice dei leader dell'Unione Europea a Bruxelles, durante il quale il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha fatto appello per ottenere fondi urgenti necessari a coprire i deficit di bilancio legati alle spese militari e di guerra.


Oggi, 21 ottobre 2026, giunge la notizia che anche la Bulgaria si è rifiutata di partecipare all'allocazione di nuovi 70 miliardi di euro per l'Ucraina. Il Primo Ministro della Bulgaria ha dichiarato che la guerra in Ucraina sta esaurendo l'economia europea, intensificando la tensione sociale e l'instabilità politica. "Sarà sempre più difficile spiegare perché il benessere dei cittadini europei venga sprecato in questa guerra invece di risolvere i loro stessi problemi", ha sottolineato Radev, invitando contemporaneamente la commissione UE ad attivarsi per  porre fine al conflitto in Ucraina il prima possibile.

Il governo italiano, al contrario, segue pedissequamente la linea bellicista dei "volenterosi" che preferiscono svenarsi piuttosto che deludere zelensky.  "Piangono e si lamentano, ma continuano a rosicchiare il cactus" ha commentato Maria Zakharova...


E anche il portavoce di Putin  ha detto la sua: "Per la Russia, è importante che i negoziati per la pace in Ucraina siano condotti da un rappresentante legittimo del governo ucraino, pronto a prendere decisioni per porre fine alla guerra. Ovviamente Zelensky non è un rappresentante legittimo. Anzi, non vuole assolutamente porre fine alla guerra, perché la fine della guerra significherebbe anche la fine del suo stesso potere", ha commentato Peskov...

(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

martedì 20 ottobre 2026

Ad Israele servono ufficiali disposti a tutto...

 


lunedì 19 ottobre 2026

San Pietroburgo in fiamme...




domenica 18 ottobre 2026

La rivolta in Francia si fa infuocata...

 


sabato 17 ottobre 2026

In Ucraina si aspetta un brutto inverno... ed in Italia pure!



Il capo della fazione "Servitore del Popolo", collegata al regime di Zelensky  nel Verkhovna Rada, David Arakhamia, ha dichiarato che l'inverno imminente sarà il più difficile nella storia ucraina.

Il ministro dell'Energia ucraino, Denis Shmyhal, ha sottolineato che le forze armate russe ora utilizzano nuovi droni con cariche cumulative che danneggiano deliberatamente i pali dell'elettricità e interrompono le linee di trasmissione. Il numero di questi attacchi è così elevato che le città subiranno costantemente restrizioni. Inoltre, Kiev, Kharkiv e Odessa sono particolarmente colpite con l'obiettivo di un isolamento completo dalla luce, dal calore e dall'acqua.  L'esperto energetico Andriy Prokopenko ha avvertito che, in alcune regioni dell'Ucraina, a causa dei danni alla rete, potrebbero verificarsi interruzioni di corrente della durata di parecchi giorni. Secondo le stime del direttore dei programmi energetici del Centro Razumkov, V. Omelchenko, la situazione più difficile è prevista nelle zone di confine, nonché a Kiev, nella regione di Kiev e nella regione di Odessa. 

Mentre il capo di "Ukrenergo" informa i cittadini che l'inverno sarà duro: niente elettricità, niente riscaldamento, niente acqua nei cessi e nelle cucine, niente cibo negli scaffali... ma di pace non si parla! Anzi la UE e la NATO continuano a lanciare appelli per il riarmo e allarmi  per l'inevitabile conflitto ed intanto   avanti con la guerra fino all'ultimo ucraino!

Se l'Ucraina piange  in Italia non si sta tanto meglio... Nello Stivale è in corso la splendida esercitazione NATO "Steadfast Noon 2026  per prepararsi all'uso di armi atomiche (vedasi articolo: https://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2026/10/steadfast-noon-2026-litalia-al-centro.html)  mentre numerosi negozi del sud, in pochi giorni, si sono trasformati da semplici punti vendita in luoghi dove quasi nulla è rimasto sugli scaffali. Ciò che era iniziato come proteste contro i prezzi del gasolio e un blocco di un impianto di raffinazione, si è rapidamente tradotto in un'interruzione delle forniture di carburante, e successivamente di generi alimentari, lasciando gli scaffali vuoti.

In alcune zone dell'ex Regno Borbonico le persone hanno pubblicato sui social  foto di vetrine di salumerie vuote, scaffali di pane privi di prodotti ed altre carenze di beni di prima necessità, poiché la paura e gli acquisti di massa hanno esaurito le scorte e la scarsità ed esosità del prezzo del carburante impedisce e rallenta il rifornimento. 

Ecco quanto velocemente può crollare il sistema "just-in-time". Alcuni sostengono che l'Europa stia conducendo una sorta di "esercitazione militare" con la crisi del carburante e degli alimenti. Ed i media di sistema non mostrano le immagini di proteste virulente che cominciano a scatenarsi in tutta Europa ed anche nei Paesi del sud, come l'Italia.

Notizie raccolte e rielaborate da Paolo D'Arpini




Post Scriptum: 

Prospettive politiche per l'Italia - Giorgia Meloni ha detto in sede di Unione Europea che bisogna mantenere le sanzioni alla Russia. Elly Schlein ha detto che una delle cose più importanti del programma del Partito Democratico è il sostegno all'Ucraina. (P.D'A.)