domenica 11 aprile 2021

Quando disobbedire alle leggi è la sola cosa da fare... - La storia di Andrée Geulen



Andrée Geulen era una giovane insegnante in una scuola a Bruxelles, quando un giorno alcuni suoi allievi si presentarono in classe con la stella gialla cucita sugli abiti. Era il 1942 e la stella gialla era obbligatoria per gli ebrei, non c’era molto da fare.

Ma Andrée Geulen, cattolica di nascita e atea per scelta, non poteva accettare questa umiliazione per i suoi studenti, e così chiese a tutti, ebrei e non ebrei, di indossare a scuola un grembiule. In modo da nascondere l’odioso segnale di discriminazione.

Però le persecuzioni aumentavano, iniziavano le deportazioni e la professoressa Geulen capì che non poteva restare a guardare. E che non bastava un grembiule per coprire l’orrore che stava avanzando.
Entrò nel Comitato di difesa degli ebrei: avevano bisogno di aiuto per nascondere i bambini ebrei e salvarli dalla deportazione e dalla morte. Non era un compito semplice, anche perché bisognava convincere i genitori a separarsi dai loro figli. Alcuni ragazzi venivano nascosti a scuola, altri venivano portati in posti sicuri.

Però, una notte, in seguito alle denunce di qualche delatore pronto a vendere la vita di ragazzi innocenti, i soldati tedeschi irruppero nella scuola dove insegnava Andrée Geulen, e arrestarono la preside e tutti i ragazzi ebrei presenti.

Quando i tedeschi chiesero sprezzantemente alla professoressa Geulen: “Ma non ti vergogni a insegnare a degli ebrei?”
Lei rispose: “E voi non vi vergognate a fare la guerra a dei bambini?”

Fortunatamente Andrée Geulen riuscì a sfuggire all’arresto, e corse ad avvisare tutti gli altri ragazzi ebrei. Nonostante la paura, da quel momento il suo impegno aumentò a dismisura: cambiò nome e divenne Claude Fournier, entrò in clandestinità e per più di due anni continuò a nascondere bambini e ragazzi ebrei presso famiglie cristiane o nei monasteri e conventi. A tutti loro cambiava nome e identità, ma per non perdere la possibilità di riconsegnarli un giorno alle loro famiglie, scriveva in codice tutti i nomi dei bambini e delle famiglie in liste che nascondeva poi accuratamente.

Quando finalmente finì la guerra, Andrée Geulen non smise di occuparsi dei suoi bambini, questa volta facendo il lavoro inverso per rintracciare le loro famiglie, anche se molto, troppo spesso, delle loro famiglie d’origine non c’era più traccia.

Secondo le testimonianze, l’intensa attività clandestina di Andrée Geulen riuscì a salvare circa 300 bambini e ragazzi ebrei.

Nelle sue interviste a distanza di anni ha spesso dichiarato di soffrire ancora pensando ai momenti in cui era stata costretta a sottrarre i bambini dai loro genitori senza poter dire loro dove li avrebbe portati. Nel 1989 è stata inserita tra i Giusti tra le Nazioni.

Oggi Andrée Geuelen ha 99 anni. E ancora dichiara con la lucidità di una giovane e con la saggezza dei suoi anni: “Quello che ho fatto è stato solo il mio dovere. Disobbedire alle leggi allora era la sola cosa normale da fare”.

La farfalla della gentilezza



venerdì 9 aprile 2021

IL “DEEP STATE” U.S.A. PREPARA LA GUERRA ALLA RUSSIA. CHE FARÁ L’EUROPA?

 

Viva la muerte tua



Il Deep State, con l'elezione di Biden, ha ripreso il potere negli USA, e giá i venti di guerra sono tornati a soffiare gagliardi. C’era da aspettarselo.  La politica estera degli Stati Uniti é tornata al punto in cui le lobby dominanti  l'avevano lasciata, cioé sulla china che conduce alla guerra con la Russia. É il sogno proibito del Deep State, lo Stato Profondo. Che sarebbe poi – nella definizione datane da Eisenhower nel 1961 – il “Complesso militar-industriale” (o “militar-industrial-politico”) di Washington; o meglio – mi permetto di chiosare – la sua parte piú reazionaria, oscurantista e guerrafondaia.

Dell’esistenza di questo Complesso si cominció a parlare negli anni ’30 del secolo scorso, quando l’opinione pubblica americana inizió ad interrogarsi sul perché il governo degli Stati Uniti avesse deciso – venti anni prima – di intervenire nella Prima Guerra Mondiale, e ció malgrado la netta contrarietá della stragrande maggioranza della popolazione. Si scoprí allora che, se il popolo era stato contrario alla guerra, le industrie degli armamenti erano state favorevoli e, con quelle industrie, anche le lobby di deputati e senatori che ne erano, di fatto, le proiezioni parlamentari. Il Senato promosse una commissione d’inchiesta (nota come Commissione Nye dal nome del suo presidente) che nel giro di poco piú d’un anno accertó non soltanto le gravi responsabilitá dell’industria bellica e dei suoi lobbysti, ma anche quelle di certe grandi banche che avevano fatto pressione – illegittimamente – sul mondo della politica, perché questa si orientasse in direzione interventista.

In un primo tempo si pensó che ció fosse avvenuto perché le banche avevano voluto salvaguardare i loro investimenti nel settore degli armamenti. Ma, a poco a poco, cominció a farsi strada un’altra veritá: il mondo di Wall Street era in guerra giá per conto suo, in alleanza con la City e con le banche inglesi. L’alta finanza americana, infatti, aveva giá investito nella Prima Guerra Mondiale una cifra astronomica (qualcosa come due miliardi di dollari del tempo), finanziando lo sforzo bellico di Londra e dei suoi alleati. Peraltro, la Commissione si avvicinava a grandi passi verso uno snodo fondamentale: la prova che l’ex Presidente USA, il democratico Thomas Woodrow Wilson, avesse mentito al Congresso per poter avere modo di decretare l’intervento nel conflitto. Era a quel punto, nel febbraio 1936, che la maggioranza democratica del Senato tagliava i fondi necessari per il funzionamento della Commissione, provocandone cosí la cessazione.

Pochi anni ancóra e, nel 1941, era probabilmente un rinnovato “Complesso militar-industrial-politico” a propiziare l’intervento degli Stati Uniti in un altro conflitto lontano, la Seconda Guerra Mondiale. Anche qui contro la volontá della popolazione, ed anche qui con l’azione determinante di un Presidente democratico – Franklin Delano Roosevelt – autore delle mille provocazioni che spinsero il Giappone all’attacco di Pearl Harbour. In questo caso non ci fu poi una Commissione d’inchiesta; forse per evitare la scoperta di veritá scottanti, come ai tempi della Commissione Nye. Non sono tuttavia mancate indagini e ricostruzioni che hanno successivamente acclarato l’azione bellicista di ben determinati ambienti politici ed economici degli Stati Uniti. Per inciso, segnalo che proprio in questi giorni l’editrice Oaks di Milano ripresenta in anastatica il libro di John T. Flynn “Il mito di Roosevelt” (pubblicato per la prima volta in Italia da Longanesi nel 1949), che contiene molte notizie interessanti in proposito.

E giungiamo cosí a quello che é sostanzialmente il terzo punto di questa specie di profilo del Deep State, la “guerra fredda”. Era in piena guerra fredda che – come ricordavo all’inizio – il 34° Presidente (repubblicano) degli Stati Uniti d’America, generale Dwight David Eisenhower, denunciava pubblicamente e clamorosamente sia l’esistenza di un consolidato intreccio politico-affaristico che brigava per la guerra, sia il concreto pericolo che questo ambiente prendesse il sopravvento sulle legittime istituzioni democratiche: «Nell’azione di governo dobbiamo premunirci contro le influenze che, in modo palese o occulto, vengono esercitate dal complesso militar-industriale. La possibilitá che certi disastrosi poteri travalichino i loro limiti e le loro prerogative esiste adesso, ed esisterà anche in futuro. Non dovremo mai permettere che il peso di questo intreccio di poteri metta in pericolo le nostre libertà e le istituzioni democratiche.»

L’allarme del generale Eisenhower non cadde nel vuoto, grazie anche al polso fermo del suo successore, il democratico John Fitzgerald Kennedy. Il quale Kennedy – ricordo per inciso – perí poi in un attentato dai contorni misteriosissimi.

E veniamo infine all’ultimo capitolo, quello che va dagli anni ’90 ai giorni nostri. Adesso il profilo del Deep State americano é cambiato, con l’aggiunta di nuovi soggetti, animati da irresistibili pulsioni “filantropiche”. Ma l’obiettivo rimane il medesimo, quello di una guerra preventiva per abbattere ogni ostacolo che si opponga al dominio dei poteri fortissimi della finanza internazionale.

Naturalmente, salto a pie’ pari la storia di un trentennio e vengo agli sviluppi di questi ultimi mesi. La guerra – riferiscono fonti piú che credibili – é sempre piú vicina, e il teatro di battaglia non potrá che essere l’Ukraina. A quel punto, se la situazione dovesse precipitare, gli Stati Uniti avranno la necessitá assoluta di coinvolgere gli alleati europei della NATO. Da soli – é il parere di tutti gli analisti – le poche divisioni americane schierate nell’Europa Orientale non sarebbero minimamente in grado di fronteggiare la micidiale macchina da guerra (terrestre, aerea e navale) dei russi.

Ma, da quello che si percepisce al momento, gli europei non sarebbero per nulla intenzionati a farsi coinvolgere. E non soltanto per una generica allergia alla guerra, ma soprattutto perché é interesse di tutti i paesi europei (tutti, nessuno escluso) che un eventuale conflitto russo-americano non degeneri in una terza guerra mondiale. Anche perché, da sempre, si sa che la Russia non esclude di ricorrere all’uso – sia pur circoscritto – di armi nucleari qualora eventuali azioni del nemico dovessero superare una certa soglia. E, siccome non é dato sapere quale sia quella “soglia”, c’é da scommettere che nessuno, o quasi, si azzarderá a mettere il dito nell’ingranaggio diabolico di un eventuale conflitto russo-americano.

Il problema, per noi, sta tutto in quel “quasi”. Sarebbe utile, in proposito, conoscere il perché Mario Draghi, all’atto di assumere la guida del governo italiano, abbia avvertito la necessitá di sottolineare che il nuovo gabinetto si sarebbe mosso in una logica non soltanto europeista, ma anche atlantista. Cosa a prima vista superflua, atteso che l’Italia fa parte, oltre che dell’Unione Europea, anche dell’Alleanza Atlantica. Alcuni hanno visto in quella sottolineatura soltanto una dichiarazione d’amore verso gli Stati Uniti, paese che a Sir Drake sta certamente piú a cuore che non la Germania di madame Merkel.

Io spero che si sia trattato soltanto di una dichiarazione d’amore platonico, un po’ come nei bigliettini dei Baci Perugina. Spero che non si sia trattato, invece, di qualche cosa di piú pregnante, di piú oneroso.

Cosí come spero che le dichiarazioni di fuoco con cui il nostro eccelso Ministro degli Esteri ha enfatizzato una vicenda spionistica di portata limitatissima, siano soltanto una manifestazione di ossequio agli amori atlantisti del Presidente del Consiglio, e non qualcosa di piú impegnativo.

Francamente, l’idea che in Italia qualcuno voglia giocare ai soldatini – e per giunta in un momento drammatico come questo – mi fa accapponare la pelle.

   Michele Rallo - ralmiche@gmail.com




giovedì 8 aprile 2021

La vaccinazione coatta è vietata dalla Convenzione di Oviedo

...La Convenzione di Oviedo ha stabilito il fondamentale principio dell’autodeterminazione in materia di salute e dato che la vaccinazione è un trattamento preventivo proposto a persone sane e non è uno stato di necessità, è necessario avere il consenso del paziente o del suo rappresentante legale.

Quindi, l’obbligo giuridico della vaccinazione e la conseguente repressione non reggono di fronte ad una interpretazione delle norme costituzionali.

Infine, dato che l’articolo 33 della Costituzione dice che “l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”, il magistrato afferma che “soffocare il dissenso di un medico su questa o quella terapia, quando esso sia fondato su ragionevoli dubbi o sul dibattito esistente in un certo momento storico, è un atto scriteriato; né può essere limitato il dissenso o la libertà di ricerca solo perché le autorità sanitarie hanno scelto una via piuttosto che un'altra”.

La “Convenzione per la protezione dei Diritti dell’Uomo e della dignità dell’essere umano nei confronti dell’applicazioni della biologia e della medicina”  è stata adottata nell’ambito del Consiglio d’Europa e firmata ad Oviedo il 4 aprile 1997.





Articoli collegati:

http://paolodarpini.blogspot.com/2021/04/altro-che-obbligo-vaccinale.html

https://dirittoevaccinazione.it/convenzione-di-oviedo

https://www.dirittoconsenso.it/2021/01/22/convenzione-di-oviedo-e-consenso-informato/

martedì 6 aprile 2021

Altro che obbligo vaccinale...



Parere Pro vertiate sull'incostituzionalità dei Trattamenti Sanitari "Vaccinali" contro le influenze stagionali Covid (e giammai obbligatori) per la Dignità della Persona Umana.


DOVEVA ESSERE UNA LOTTA CONTRO LA PANDEMIA PER PROTEGGER LE PERSONE… INVECE E' UNA LOTTA CONTRO LE PERSONE PER PROTEGGERE LA PANDEMIA 

I  cosiddetti  "vaccini" sono propagandati per proteggere solo l'individuo vaccinato da alcuni eventuali sintomi… se non lo ammazzano o danneggiano irreversibilmente (leggasi i "bugiardini" con gli "effetti collaterali"). 

Tutta la questione covid nasce dalle vaccinazioni antinfluenzali.    Che siano state predisposte ad hoc per creare il panico con trombo-embolie conseguenti, indotte anche da protocolli ministeriali di cura completamente sbagliati?
Le  indagini sono in corso...

Mentre la persona vaccinata continua a essere veicolo di trasmissione dell'influenza (con il rischio addizionale per se stesso degli effetti collaterali, spesso più gravi di quelli influenzali), il "vaccino"  in realtà aggrava le epidemie influenzali (Covid), "contagiando" persone sane… ovvero aumentando i contagi. 
Anzi, il vaccinato, iniettandosi particelle virali (e ogm vietati in Italia, ndr), di conseguenza produce nuove varianti virali con il proprio dna/rna…  per cui è molto più pericoloso di chi trasmette frammenti virali influenzali naturali

Con i vaccini, invece, non si raggiunge mai l'immunità generale in quanto si provocano continue e nuove mutazioni nel nostro dna/rna, con produzione di nuovi virus della sindrome influenzale.

In ultima analisi, chi non è vaccinato fa meno danni di chi è vaccinato, in primis a se stesso e poi agli altri… e alla collettività.


PERTANTO PIU' CHE DI OBBLIGO VACCINALE E' NECESSARIA UN LEGGE DI DIVIETO VACCINALE CONTRO LE INFLUENZE STAGIONALI !!!

L'obbligo vaccinale è materia da processo di Norimberga… viste le controindicazioni e gli effetti collaterali, e l'assoluta inutilità nel prevenire diffusione di influenze e altre virosi… 
che, anzi, accelerano le mutazioni… e infatti la situazione rischia di precipitare. 
Già abbiamo migliaia di vittime e danneggiati gravi da vaccini… Quanti altri morti dobbiamo sopportare?

Insomma, mai confondere le cause con le conseguenze…
e, soprattutto,  mai usar le cause stesse per combatterne le conseguenze... 

Siamo in mano a imbroglioni premeditati e specializzatisi bene in secoli di truffe ai popoli… 
Svegliamoci prima che sia troppo tardi. Questi non sono vaccini ma esperimenti di sterminio programmati, con ogm e altre porcherie… che creano il caos biologico.
Tanto più non è possibile imporre per legge la "vaccinazione" come "esperimento di massa"… 
Anche perché nessuna sperimentazione riuscirebbe mai a validare un vaccino contro la sindrome influenzale… con virus Rna che mutano di continuo.

E' necessaria l'affermazione della Libertà di cura da parte dei medici e dei pazienti, nel principio Ippocratico "primum non nuocere"

Nessun trattamento sanitario può essere obbligato! 

L’obbligatorietà dei vaccini NON può essere stabilita solo da un Decreto Legge…

...cosa significa? 

Significa che lo stato potrebbe solo produrre vaccini o metterli a disposizione, in ogni caso violando la Costituzione per gli accertati pericoli delle cosiddette "Vaccinazioni" contro le influenze stagionali,  e giammai imporli contro la Dignità Umana che è libera di riceverli o meno.

Spero che sia chiaro, l’obbligo non può mai riguardare la "vittima" del TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio)… 

Anche se lo Stato, in caso di Legge emanata ad Hoc, può obbligarsi a metter a disposizione "vaccini" che qualcuno potrebbe richiedere (Costituzione), a suo rischio e pericolo… ma se vi sono rischi e pericoli non dovrebbero essere autorizzati farmaci o cosiddetti "vaccini"... 

Medicinali che, in ogni caso, liberamente l'individuo può decidere o meno di ricevere. Anche perché chi non si vaccina non rappresenta nessun pericolo per la collettività. Ed anzi sono i vaccini a creare effetti collaterali gravi, mentre inducono mutazioni microbiche e virali, non prevenendo, bensì accelerando la trasmissione di virus e batteri.

I Giudici ci mandano in ferie (pagate) forzate se un direttore vuol obbligarci ai vaccini? 

Meglio così… è un modo per tutelare i non vaccinati dai Vaccinati… infettivi e con nuovi batteri o virus mutanti… che alla fin fine sono solo influenzali 

...anzi "influenzati" dalla Mafia Agrochimico-farmaceutica

Chiudiamo questa faccenda prima che sia troppo tardi. 

Anche perché chi si vaccina molto spesso non è in grado di comprendere pericoli ed effetti duraturi nel tempo (circonvenzione di incapaci) e, pertanto…  "chi obbliga il vaccino finisce dritto davanti al Tribunale penale internazionale” 

Giuseppe Altieri, agroecologo






lunedì 5 aprile 2021

CONOSCENZA E VERITÀ: RAGIONANDO SU UN SAGGIO DI COSTANZO PREVE



...la lettura di un saggio del filosofo da poco scomparso, Costanzo Preve, offre un quadro molto diverso. Preve era persona certamente stimabile in quanto - ad esempio – aveva preso in passato chiara posizione contro episodi ignobili come l’aggressione e la distruzione dell’Iraq giustificata dalla presunta presenza – rivelatasi completamente falsa - di fantomatiche armi di distruzione di massa. Le sue idee, espresse nel saggio su “Hegel, Marx, Heidegger” (editore Petite Plaisance) , ed in molti altri saggi di contenuto filosofico, destano invece dal mio punto di vista notevoli perplessità.


Costanzo Preve riteneva che la verità sia “trascendente”, cioè posta al di sopra della realtà di tutti i giorni che possiamo osservare con i nostri sensi e su cui possiamo ragionare. Alla verità non si può giungere – secondo lui - dall’osservazione sia comune che scientifica della realtà, come ad esempio affermato dal grande fisico Boltzmann (“la scienza è verità”) o da tutti gli scienziati ed i filosofi della scienza realisti ed empiristi, come Bacone, Galilei, Locke, Russell, Engels, ecc. Alla verità si potrebbe giungere solo con una ricerca filosofica “trascendente” di carattere “logico-ontologico”, cioè fatta di pura logica avulsa dalla realtà concreta, ed affrontando con puri ragionamenti logici il problema “ontologico” (che riguarda l’essenza e l’esistenza o la non esistenza delle cose).


Preve citava esplicitamente tre filosofi a lui congeniali: Parmenide, Platone ed Hegel. Nel mio libro ha dedicato un capitolo a Parmenide ricordando come questo antico filosofo greco, per giungere alla verità, negava esplicitamente l’evidenza del mondo esterno che ci circonda (che è fatto di tante cose diverse in continuo movimento e trasformazione) per concludere che la realtà (chiamata “essere”) è unica, immobile, eterna, non soggetta a trasformazioni. Il fatto che, se ci affacciamo alla finestra, vediamo persone diverse e più macchine in movimento o il Sole che si muove nel cielo, non interessa Parmenide chiuso nella sua logica formale. Nello stesso capitolo parlavo anche dell’abile allievo di Parmenide, Zenone, che, per dire che l’osservazione della realtà fatta con i nostri sensi ci inganna, sosteneva paradossalmente con un sottile ragionamento che, se il velocissimo Achille insegue una lenta tartaruga, non riuscirà mai a raggiungerla (perché quando raggiungerà il posto in cui si trovava la tartaruga, questa si sarà spostata in avanti; e quando raggiungerà la nuova posizione raggiunta dalla tartaruga, questa si sarà portata ancora più avanti, e così all’infinito). Naturalmente anche un ragazzino sa benissimo che Achille raggiungerà la tartaruga in poche frazioni di secondo con un balzo.

Anche Platone negava la validità della realtà, così come la osserviamo. L’unica realtà sarebbero state delle idee eterne e delle figure perfette indipendenti dal mondo che ci circonda, poste in un fantomatico luogo immaginario, l’Iperuranio. Il mondo sarebbe solo un pallido riflesso di queste idee e figure eterne sempre uguali a sé stesse. Anche Hegel diceva che la realtà coincide con un fantomatico Spirito Assoluto che pensa sé stesso (come il fantomatico Primo Motore Immobile di Aristotele che avrebbe messo in moto il mondo).

Da questi brevissimi accenni il lettore capirà che il mio  scopo  è quello di rimettere conoscenza, scienza e filosofia su una solida base sperimentale e di buon senso, combattendo tutte le filosofie “idealiste”, puramente logiciste, irrazionaliste, ed anche empirio-criticiste  (criticate dal grande Lenin) che ritenevano che la realtà sarebbe fatta solo di pure sensazioni sotto cui potrebbe non nascondersi alcuna realtà concreta.

Sperando di poter approfondire questo dibattito in modo meno schematico, 

Vincenzo Brandi




Argomento trattato nel libro di Vincenzo Brandi


domenica 4 aprile 2021

Roma. "Ridate ai cittadini piazza Corazzini"



Siamo a Roma, un'area di 1.285 Kmquadri. Cosa possono rappresentare 307,31 metri quadri di terreno nel III Municipio, denominato "Piazza Sergio Corazzini"? 

Il Vaticano dona ai Frati Francescani 2.000 mq di terreno (ex Chiesa provvisoria) e quest'ultimi, dopo aver ottenuta una concessione edilizia, vendono quel  terreno. 
Succede che, nell'atto di compravendita, i 2.000 mq. diventano 2.307,41 mq.: hanno Incorporato i 307,31 mq. della citata piazza  Corazzini.  

Parte la lotta: "Ridate ai cittadini piazza Corazzini".

La strenua difesa dei 307,31 metri quadri di terreno popolare costituente la Piazza Sergio Corazzini, nel III Municipio di Roma, è iniziata nel settembre del 2005; dovrebbe essersi conclusa con la SENTENZA della Corte di Appello di Roma del 17 Marzo 2021, n. 2154.(Si prevede un Comunicato Stampa dopo le Festività.)


Per Piazza Corazzini nuovo RECORD di durata: 16 anni (2005-2021); quindi, un anno in più di quella condotta contro il Nucleare a Montalto di Castro: 1971-aprile 1986.
Le due svolte fondamentali prodotte dall’ADP - Associazione Diritti Pedoni di Roma e del Lazio:
 
1. Entrata nel processo “ad adiuvandum” (in aiuto, a sostegno) del Comune di Roma determinando, secondo noi, la vittoria (parziali e) finale;
 
2. Aprendo un autonomo nuovo processo con la (inedita?!?!) “Azione popolare” (Art. 9 del TU leggi ordinamento Enti Locali – Dlvo n. 267/2000); fase terminata con la citata sentenza.
 
Auspichiamo una rapida azione efficace del Comune di Roma nella applicazione del punto 3 della Sentenza:
“3) condanna l’appellante al rilascio dell’immobile e condanna Villa Tiberia Srl e Folmar Immobiliare Spa in solido al risarcimento del danno da liquidarsi in separato giudizio in favore del Comune di Roma con decorrenza dal settembre 2003;”
 
E’ ora che, chi ha sostenuto la necessità del Pronto Soccorso privato nel III Municipio, dedichi le sue energie alla realizzazione di almeno un Pronto Soccorso pubblico per i suoi oltre 200.000 abitanti.

Vito Nicola De Russis - v.derussis@teletu.it





giovedì 1 aprile 2021

L’AVVENTO DI DRAGHI E LE FALLE DELL’UNIONE EUROPEA




Quando il 12 febbraio 2021 il Presidente Mattarella ha dato l’incarico di formare il nuovo governo al Presidente della Banca Europea Draghi, molti hanno visto in questo episodio – e con buone ragioni – un commissariamento del nostro paese, se non un vero “colpo di stato”.

Nel mese precedente il secondo governo Conte aveva cercato di varare un piano per l’utilizzo dei fondi che sarebbero stati stanziati dall’Unione Europea per far fronte alle conseguenze della pandemia, il cosiddetto Recovery Fund di 750 miliardi, di cui circa 210 sarebbero spettati all’Italia. Nella notte tra il 12 ed 13 gennaio il governo Conte aveva approvato il piano di sovvenzioni e di investimenti (PNRR). Ma tutti i poteri forti internazionali, politici e finanziari - dalla commissione Europea rappresentata dalla Von Der Leyen, alla Merkel in rappresentanza degli interessi tedeschi, alla stessa Banca Centrale Europea ed alle altre grandi banche internazionali - non si fidavano di un governo eletto in Parlamento. Bisognava affidarsi ad un tecnico autorevole dotato di ampi poteri che garantisse che l’uso dei fondi fosse in sintonia con i disegni della UE e delle banche, che assicurasse la restituzione della parte del Recovery Fund data in prestito, e soprattutto che l’uscita futura dalla crisi pandemica portasse ad un nuovo ordine modellato secondo gli interessi degli stessi poteri forti.

Il compito di guastatori per arrivare a questo esito è stato affidato a partitini come Italia Viva di Renzi, coadiuvato da Azione di Calenda, o Più Europa della Bonino. I primi passi del nuovo governo sono stati caratterizzati da una stretta obbedienza ai piani della UE, e della NATO.  Quindi, aperta ostilità nei confronti della Russia ed aumento delle spese militari, rifiuto di prendere in considerazioni vaccini russi o di altri paesi e stretta osservanza al piano di acquisti di vaccini come programmati dalla UE, e addirittura nuove sanzioni alla Cina – con cui il primo governo Conte aveva aperto una proficua collaborazione economica e commerciale. Su quest’ultimo significativo episodio scriveremo più diffusamente in un prossimo articolo.

Ma qualcosa sta andando storto e la popolarità di Draghi, il cui governo si dimostra molto meno efficiente del previsto, sta rapidamente calando. L’emergenza COVID è gestita con molte incertezze, tra continui provvedimenti di chiusura ed apertura. Il piano di vaccinazione langue, tra mille contraddizioni, come l’assurda sospensione di tre giorni – attuata anche da altri paesi europei - del vaccino Astrazeneca (se fosse stato provato che fosse pericoloso, andava sospeso del tutto. In caso contrario, perché una sospensione di tre giorni in cui non si poteva fare nessun serio accertamento?). I soldi del Recovery Fund non arrivano. 14 paesi europei (su 27) non lo hanno ancora approvato, e la Corte Costituzionale tedesca lo ha bloccato in Germania su sollecitazione dell’economista Bernd Lucke, fondatore di un partito di estrema destra, l’AFD, dopo che il parlamento lo aveva approvato. La motivazione è che bisogna difendere gli interessi tedeschi e dei paesi ricchi del Nord-Europa, perché molti paesi non sarebbero in grado di ripagare il debito (che per l’Italia salirebbe al 160% del Prodotto Interno Lordo dopo l’assegnazione dei fondi). Anche la Merkel, stretta alleata di Draghi, fa una figuraccia, prima chiudendo tutto per Pasqua, e poi facendo marcia indietro e chiedendo scusa, mentre la Von Der Leyen cerca di giustificarsi per l’esiguità delle scorte europee di vaccini. In Gran Bretagna, dove le vaccinazioni hanno superato il 50% della popolazione (noi siamo intorno al 10%), si ha una riduzione drastica dei contagi e dei casi mortali a poche decine al giorno, e i giornali britannici ci sbeffeggiano mentre la popolarità del Primo Ministro pro-Brexit Johnson cresce. Il governatore della Campania De Luca attua una condivisibile provocazione ordinando milioni di dosi del vaccino Sputnik in Russia, cosa fatta anche dalla Repubblica di S. Marino e da oltre 50 altri paesi nel mondo. Salvini, invece, spinge per le riaperture, ad imitazione del Presidente brasiliano, il fascistoide Bolsonaro, la cui popolarità è ai minimi storici, vista la situazione disastrosa del paese.

Questi discorsi presuppongono ovviamente che la pandemia esista veramente e che vada combattuta e debellata. Certo, gli indici di mortalità non sono al livello della peste nera del 1347-1353, portata dai topi e dalle pulci, che fece morire un abitante europeo su tre, né di quella del 1630 a Milano descritta da Manzoni (un abitante morto su cinque), né quella di Londra del 1666 (un abitante morto su quattro), e nemmeno dell’influenza “spagnola” del primo dopoguerra che causò 50 milioni di morti. Tuttavia la pandemia esiste, non è un inganno o un complotto mondiale, e va estinta con limitazioni degli spostamenti, mascherine e vaccinazioni efficienti di massa.

Il problema è quello del dopo. I poteri forti a livello europeo e mondiale cercheranno di approfittare della situazione delicata per attuare i loro disegni di gerarchizzazione sociale a favore di piccoli gruppi ricchi e dominanti. I finanziamenti come il Recovery Fund saranno usati per incatenarci ancora di più al debito ed imporci nuove più stringenti limitazioni dei diritti del lavoro (più precarietà, più sfruttamento, più disoccupazione e sottooccupazione, più pressioni e ricatti sui paesi poveri ed indebitati). O forse riusciremo, con una maggiore vigilanza ed organizzazione, e con l’aiuto di quei paesi che sono più indipendenti dal modello neo-liberista e capitalista mondiale, ad arrivare ad un’uscita più favorevole alle popolazioni mondiali ed anche all’ambiente che ci circonda, sfruttando le falle del sistema che si dimostra meno efficiente del previsto?  Cerchiamo di lavorare per un esito positivo.

Vincenzo Brandi