lunedì 9 aprile 2018

Siria. USA e sion alla "canna del gas"




Che la Siria possa restare libera dalle mire egemoniche occidentali e sioniste non va giù a lorsignori. Ed ecco che sventola alta la solita “false flag” per inficiare l’imminente vittoria di Assad ed avere una scusa per aggredire la Siria e con essa la Russia… e forse anche l'Iran e la  Cina… insomma per scatenare la solita guerra di convenienza ed instaurare la pax aeterna del NWO.

Gli esperti della guerra siriana scrivevano alcuni giorni fa che “a risolvere le sorti della guerra sarà l’offensiva nel Ghouta, provincia alle porte di Damasco, ad essere decisiva…” Ed ecco che, per tamponare la possibile e sgradita vittoria di Assad, la mattina del 7 aprile 2018 improvvisamente ed inaspettatamente e contro ogni logica “A Duma sono state uccise almeno 70 persone, con il gas: l’attacco è  stato compiuto dall'esercito siriano con l'aiuto della Russia.” riporta la solita fonte ben informata…

Le prove? I soliti filmati girati in studio diramati da chi ha convenienza a diramarli.

Dopo lo “spargimento di gas” di cui ovviamente è accusato Assad (ma non aveva riconsegnato tutti i gas letali già 5 anni fa?), le notizie giungono confuse e contraddittorie dai media, in un rimpallo di accuse e responsabilità.

La sponda europeista accoglie però senza riserve la versione americana dei fatti (come avvenne per le accuse contro la Russia nel caso Skripal, poi rivelatasi la solita bufala albionica) e  prima ancora che vengano fornite prove certe,  hanno puntato il  dito accusatore "...ha stato Putin..."! Ma -si sa-  i paladini della democrazia targata NATO hanno naso lungo, ed infatti la puzza di gas è arrivata persino in Italia.

Eppure ci sono diversi elementi che indeboliscono la denuncia USA/NATO e da varie parti vengono  segnalate incongruenze e altri particolari che mettono in dubbio anche ai più prevenuti la veridicidità dell'attacco con armi chimiche da parte di Assad, con l'aiuto di Putin.  Ad esempio ci scrive Marco Palombo del Comitato NO NATO:

"Da mesi Russia e Siria aspettavano la provocazione di una nuova denuncia dell'opposizione armata  di attacco chimico ad opera del governo siriano.
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-uso_di_armi_chimiche_nel_ghouta_dopo_mesi_di_allarmi_di_russia_e_siria_la_provocazione_dei_ribelli__avvenuta/82_23619/

Alcuni bambini fotografati sembrano gli stessi mostrati in altre denunce simili
http://www.vietatoparlare.it/attacco-chimico-di-ghouta-una-bambina-molto-sfortunata/

Il gruppo integralista che ha denunciato l'attacco in passato aveva ammesso di aver esso stesso utilizzato armi chimiche (segnalazione di Marinella Correggia su Twitter)
https://www.rt.com/news/338849-jaysh-al-islam-chemical-aleppo/

E le incongruenze dei video e foto che denunciano l' attacco chimico
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-siria_il_fact_checking_dei_video_dellennesimo_presunto_attacco_chimico_di_assad_stesse_identiche_incongruenze_delle_bufale_precedenti/6119_23623/

Inoltre quando il 7 aprile (stesso periodo dell' anno di questo episodio) 2017 Trump lanciò 59 missili Tomahawk contro la Siria l'opposizione armata era stata cacciata da Aleppo da appena tre mesi, dicembre 2016. E questo nuovo  episodio arriva quando i gruppi armati sono stati allontanati dalla periferia di Damasco, altra posizione di enorme importanza strategica."

Ma gli USA, che minacciano punizioni esemplari, debbono  stare in campana, vedasi recenti  dichiarazioni del colonnello generale Rudskoy, dello stato maggiore della Federazione russa, il quale testualmente ha detto agli USA: "Colpite Damasco, questa sarà l’ultima cosa che farete!” (http://www.circolovegetarianocalcata.it/2018/04/08/russia-versus-usa-colpite-damasco-questa-sara-lultima-cosa-che-farete/). 


Non credo  quindi che Trump  se la sentirà di scatenare interventi diretti, continuerà ad operare per interposta persona, attraverso le sue pedine locali, i soliti tagliagole a ruolino, magari con l'aiuto  degli israeliani.

A proposito avete notato come l'attacco con il gas in Siria sia  avvenuto a ridosso delle stragi sioniste di  Gaza? Un buon modo per distrarre l'opinione pubblica...

Aggiungo, dopo  anni di acclarate bufale e fake news, targate cia e mossad, possiamo ancora credere alle bugie di USA, NATO, sion e UE?

Paolo D’Arpini



Portavoce European Consumers Tuscia

venerdì 6 aprile 2018

Roma, 14 aprile 2018 - Sit-in per la riduzione delle spese militari


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Invito a partecipare al sit-in davanti all'ambasciata USA a Roma (via Veneto angolo via Bissolati), il  14 aprile 2018, ore 11-13.  Tema: Ridurre le spese militari.

La manifestazione  fa parte dei Global Days of Action on Military Spending, una serie di eventi annuali promossi dall'associazione Global Campaign on Military Spending, sostenuta dal International Peace Bureau; dal Center of Peace Studies -  J.M. Delas a Barcelona; da Code Pink; da World Beyond War; da United for Peace and Justice e di tante altre associazioni pacifiste nel mondo.   
In sintesi, la manifestazione di Roma e gli altri eventi internazionali inizieranno quest'anno il 14 aprile e si svolgeranno fino al 3 maggio.  Hanno come scopo di promuovere una riflessione sulle spese militari e su come esse incidono sulla capacità dei nostri governanti di finanziare la sanità, l'istruzione, la tutela dei lavoratori e la piena occupazione.  Le spese militari incidono anche sull'ambiente: l'esercito americano è il primo utilizzatore dei combustibili fossili al mondo e, in Italia, la Sardegna è stata devastata dall'aumento di esercitazioni e di sperimentazioni militari.  Tutto questo a parte la devastazione che le guerre -- alle quali si fa sempre più ricorso al posto della diplomazia -- causano nei paesi più indifesi del mondo.
Pertanto, saremmo lieti di avere la vostra partecipazione al sit-in che organizziamo per il 14 aprile e di sentir raccontare le vostre iniziative per contrastare il continuo aumento delle spese militari e per favorire una politica estera imperniata sulla diplomazia anziché sul ricorso alla forza. 
per U.S. Citizens for Peace & Justice - Rome

Luke Alden - email: info@peaceandjustice.it oppure orswelle@hotmail.com



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giovedì 5 aprile 2018

Italia. Giornalismo in caduta libera: "Da Montanelli a Feltri...."


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C'è qualcosa di tragico nel nostro glorioso Paese, che ha dato i natali a uomini illustri i quali hanno inventato e scoperto cose tali da aver dato dignità e decoro al giornalismo e al mondo dell’informazione in genere. Citiamone alcune tanto per chiarirci le idee: la non faziosità, lo spirito di servizio autentico, la correttezza e completezza dei dati, la non manipolazione delle notizie, il non asservimento partigiano a schieramenti politici. Mi fermo per non tediarvi.

Ripeto. Come è possibile che un giornalismo tanto generoso e produttore di autentici geni sia oggi in balìa di un anzianotto quale Vittorio Feltri, dai cui articoli vengono offesi ora 60 milioni di connazionali, 11 milioni dei quali, giustamente indispettiti, hanno votato M5S nelle ultime elezioni svoltesi il 4 marzo scorso?

Più che un mistero è una burla, oppure la certificazione del fatto che gli italiani si sono collettivamente rimbambiti. Leggo il suo articolo dedicato al trentunenne leader del Movimento 5 Stelle, della cui figura di statista - dopo i decenni del Renzusconismo che ci ha regalato nani, ballerine e malavitosi in Parlamento, trattati come uomini politici degni di decidere i destini della Patria - nessuno può dubitare. Trasecolo, rabbrividisco.

Un signor “qualcuno” che
·         dopo decenni di linguaggio oscuro e spesso grottesco di pseudo politicanti, parla finalmente  un italiano chiaro comprensibile e, soprattutto, concreto,
·         ha lavorato per quel che una società in balìa di personaggi inquietanti, affiliati talvolta persino a sette eversive massoniche, gli ha consentito,
·         è salito sul podio e, con l’orgoglio di aver sfidato e vinto il pattume avverso della partitocrazia, detta le condizioni per il rinnovamento civile del Paese, con la faccia pulita che riporta la fiducia e riavvicina gli italiani alla politica

E, come è giusto che sia, ovvia conseguenza, la maggioranza dei parlamentari lo considera un interlocutore qualificato.

Vero, nel peggio non c'è fondo e non si finisce mai di precipitare in basso, ma non avrei immaginato si potesse raggiungere questo abisso. Vittorio Feltri, sempre più penna spuntata di un giornalismo di regime è un’offesa ai nostri avi e ai contemporanei, che, stanchi di certi pennivendoli, non debbono più subire un'onta simile che li squalifica e li rende ridicoli, marionette prive di dignità oltre che di amor proprio.

Ancora ieri, e di sicuro pure oggi, la stampa si permette questo vecchio fighetto presuntuoso, da decenni costantemente sulla scena senza un motivo valido.

Il Movimento 5 Stelle ha raccolto un monte di voti impressionante, specialmente al Sud, fiducioso di avere finalmente un rilancio grazie alla opportunità del reddito di cittadinanza, uno strumento di dignità e decoro per chi è stato per troppo tempo escluso, a causa della mala politica, dal mondo del lavoro

La circostanza che il movimento sia affidato a un personaggio di tale spessore, capace di rivoluzionare lo scenario politico del nostro Paese, trasforma la politica stessa in una opportunità di riscatto per tutti.

Vittorio Feltri è simpatico e arguto, tuttavia non può essere un giornalista. Per troppo tempo la rassegnazione inoperosa degli italiani è riuscita nell'impresa di farlo apparire un pretendente legittimo al ruolo di opinionista credibile. Non ci rendiamo conto che il giornalismo è un luogo teoricamente importante e bisognoso di rispetto, per troppo tempo declassato a bettola piena di mediocri, marionette e servo-facenti, assemblea inidonea ad esprimere protagonisti provveduti e deontologicamente attrezzati onde assumersi la responsabilità di gestire la pubblica informazione.

Siamo al Feltri dixit. Vergogniamoci, almeno, se non abbiamo il coraggio di sparare, metaforicamente, si intende, a chi ci ha trascinato così in basso.

Il fenomeno Vittorino va studiato, sottoposto ad esami clinici per capire perché egli abbia sedotto una folla di lettori di tutta Italia. Una nazione degradata al punto da essere passata dalla magnificenza di uomini illustri alla bassezza di nani inguardabili del tipo di Vittorino La Giornalunque va analizzata al microscopio.

Chi è mentalmente normale non deve accettare che la Patria sia umiliata in questa maniera: consegnarsi alle penne di scribacchiani quale il caporale Feltri comporta il rischio di entrare nella storia dalla porta della barzelletta.

Rifiutiamo di considerare costui una controparte; piuttosto facciamo informazione alternativa, restiamo senza giornalismo mantenuto con sodi pubblici ovvero mandiamo al diavolo chiunque miri a sfotterci, spacciando la propria arroganza ingiustificata per spirito di servizio.

Date a Vittorino un posto sicuro come fattorino nel mondo dell’informazione, ma toglietecelo dalle palle giornalistiche. Abbiamo bisogno di volti nuovi e saggi. Lasciamoli ai loro Pier Ferdinando “Casini” (nomen omen), i nuovi astri emergenti, alla Di Maio, sono, ovviamente per loro, assai imbarazzanti.

Abbiamo in passato scherzato sui Belpietro e Calabresi, sui Vespa e i Mannoni…… e ci tocca pentirci. Tenetevi i vostri “Feltrini”. Non ne abbiamo altri che ci rassicurino. Infine ricordiamoci: passare da Indro Montanelli, Enzo Biagi, Giorgio Bocca a Feltri è una offesa sanguinosa e intollerabile.

Riconquistiamo un minimo di dignità.

Adriano Colafrancesco


mercoledì 4 aprile 2018

Pulire il mare dalla plastica

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L’United Nations environment programme (Unep) ha lanciato la campagna mondiale #CleanSeas per eliminare le principali fonti di rifiuti marini: le microplastiche nei cosmetici e l'eccessivo utilizzo della plastica usa e getta entro il 2022. Ogni anno, infatti, più di 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani, danneggiando la fauna marina, la pesca e il turismo con un costo di almeno 8 miliardi di dollari in danni agli ecosistemi marini.

Secondo alcune stime, al tasso attuale con cui stiamo riversando oggetti come bottiglie di plastica, borse e tazze dopo un singolo uso, entro il 2050 negli oceani ci sarà più plastica che pesce e il 99% degli uccelli marini avrà ingerito plastica.

La campagna esorta i governi ad introdurre politiche di riduzione della plastica e si rivolge alle industrie perché riducano al minimo gli imballaggi in plastica e affinché riprogettino i prodotti che ne fanno uso; infine vuole indurre i consumatori a cambiare le abitudini sull’“usa e getta”.

Nel corso dell’anno #CleanSeas annuncerà le misure attuate da parte dei paesi e delle imprese per eliminare le microplastiche dai prodotti per la cura personale, oppure il divieto o le tasse imposte sulle borse monouso, e così via.

Dieci paesi hanno già aderito alla campagna attraverso progetti molto ambiziosi che mirano ad invertire il trend globale; per esempio, l’Indonesia si è impegnata a tagliare i suoi rifiuti marini del 70 % entro il 2025, l’Uruguay tasserà i sacchetti di plastica monouso entro la fine dell'anno e il Costa Rica prenderà misure per ridurre drasticamente la plastica monouso attraverso una migliore gestione dei rifiuti e campagne di informazione. Oltre a questi paesi hanno aderito alla campagna: Belgio, Francia, Grenada, Norvegia, Panama, Santa Lucia e Sierra Leone.

Intanto il colosso informatico Dell Computer ha annunciato che per l’imballaggio dei propri prodotti userà plastica riciclata proveniente dalle raccolte al largo del mare di Haiti.



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(Fonte: Arpat)

martedì 3 aprile 2018

Esortazione a pigliare la Italia e liberarla dalle mani de’ barbari

Exhortatio ad capessendam Italiam in libertatemque a barbaris vindicandam
Esortazione a pigliare la Italia e liberarla dalle mani de’ barbari
1 – Dopo aver considerato tutte le cose che ho trattato prima, e meditando tra me e me se oggi in Italia sono maturi i tempi per onorare un nuovo Principe e se ci sono le condizioni necessarie per dare a un uomo prudente e saggio l’occasione di introdurre un ordinamento nuovo, tale che desse onore a lui e benefici alla maggioranza dei suoi abitanti, mi pare che tanti elementi concorrano a favore di un Principe nuovo, e non so quale altro periodo di tempo potrebbe essere più favorevole di questo. E se, come dissi, era necessario per vedere le grandi doti di Mosè che il popolo d’Israele fosse schiavo in Egitto, per conoscere la grandezza dell’animo di Ciro che i Persiani fossero oppressi dai Medi, l’eccellenza di Teseo che gli Ateniesi fossero dispersi; così ora, per riconoscere la virtù di un Principe italiano, era necessario che l’Italia si riducesse nelle condizioni in cui si trova, e che essa fosse più schiava degli Ebrei, più serva dei Persiani e più dispersa degli Ateniesi; senza Principe, senza ordinamenti propri, sottomessa da armi straniere, depredata, impoverita, saccheggiata e percorsa da eserciti stranieri, e avesse sopportato ogni genere di distruzione.
MACHIAVELLI, PRINCIPE, CAP. 26; PAR. 1 (VERSIONE IN ITALIANO MODERNO)

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Commento di Giorgio Vitali: “QUANTO NEL TESTO VA RITENUTO UNA ESORTAZIONE A NOI IN SALVIFICA EREDITA’, VERSO LA PRESA DI COSCIENZA COLLETTIVA DELLA SITUAZIONE ATTUALE CONSISTENTE NEL PERPETUO RIPETERSI DI ODI E DIVISIONI FUTILI INDOTTE CON QUESTA MEDESIMA ARTE DA QUEI BARBARI TRAMITE I LORO VISCIDI TIRAPIEDI VILI PREZZOLATI SICARI CHE QUESTO MESSAGGIO DI LEGITTIMA ESORTAZIONE ALL’INDIPENDENZA CONSAPEVOLMENTE REALIZZATA POSSONO SOLAMENTE OCCULTARLO CON LA SANTIFICAZIONE MEDIATICA DELL’IGNORANZA, MA NON USARLO CONTRO DI NOI.

(RICORDARE PER ANALOGIA IL ‘ROSSORE’ DI MAZZINIANA MEMORIA).”

lunedì 2 aprile 2018

Treia, anch'io ho fatto un sogno: "Come salvare il mondo alla Festa dei Precursori..."


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Stanotte, come Martin Luther King, anch'io ho fatto un sogno. Ho visto che un piccolo gruppo di amici si era riunito per decidere come salvare il mondo. All’inizio eravamo quattro gatti come suol dirsi poi a mano a mano giungevano altre persone di tutte le razze: mediorientali, cinesi, neri, etc. 

Lo scopo non era tanto quello di trovare soluzioni per evitare ciò che appariva inevitabile bensì di riuscire a mantenere un’intelligenza, un seme, per la continuazione della civiltà umana.

Infine dovevamo prepararci ad una guerra e il consiglio dell’esperto era: “Per sopravvivere ad una guerra occorre non lasciarsi travolgere dalle emozioni cercando bensì di adempiere a quanto necessario  per la sopravvivenza senza preoccuparsi delle conseguenze”. Ero anch’io d’accordo… E non siamo forse oggi in procinto di una guerra globale per la sopravvivenza dell’Umanità?

Cosa possiamo risolvere con le nostre chiacchiere e le nostre piccole azioni   per salvare il mondo? 

Serve a qualcosa organizzare la 34a edizione della Festa dei Precursori  alla quale al momento presente pare che pochissimi treiesi siano realmente interessati?



Forse ha  ragione Lorenzo Luccioni quando  ogni martedì, giovedì  ed ogni sabato mattina mi dice che, con i miei atteggiamenti poco ortodossi,  mi sono talmente inimicato "quelli che contano" che alle manifestazioni da me organizzate ci vengono solo i soliti intimi, al massimo 15 o 20 persone e perlopiù forestieri, di Treia sono ben pochi...  Questo suo  rammentarmi la realtà dei fatti  non mi scoraggia, ed io ogni volta gli rispondo: “Quel che conta non è la quantità ma la qualità, in piena libertà di pensiero!”. 

Così insisto e quest'anno il programma della Festa è il seguente:


Lo scopo della Festa dei Precursori di quest’anno, che si tiene al Circolo Vegetariano VV.TT. di Treia dal 27 al 29 aprile 2018, è quello di riportare l’attenzione sul senso della Comunità e sul come vivere nel luogo traendone nutrimento e senza danneggiarlo. Tanto per cominciare che questa festa si manifesti con l’avvento della primavera è anche un segnale di rinascita. Soprattutto necessaria in questi momenti di crisi, in cui il sistema industriale tecnologico e consumista dimostra la sua inadeguatezza a conservare una civiltà umana bioregionale. Occorre aguzzare l’ingegno e trovare la via giusta per la fioritura armonica delle capacità creative dell’uomo. Indovinare il punto di incontro fra la società e l’ambiente. Questa capacità si manifesta dove c’è un sincero e concreto lavoro personale, teso a sviluppare le proprie abilità creative mantenendone anche viva la memoria e la capacità operativa per le generazioni future.
*
Tutto ciò, nei limiti del possibile (ed a scopo dimostrativo), avviene durante i tre giorni della Festa dei Precursori. Attraverso le immagini, i racconti, gli esperimenti concreti, il rinnovo della convivialità e della condivisione familiare, lo stimolo al canto ed alla musica, il ritorno nella natura per conoscerne alcuni suoi segreti, la spiegazione di come fu costruita la città con pietre, legno, terra cruda…
“Festa dei Precursori” – Treia: Dal 27 al 29 aprile 2018
Con il Patrocinio Morale del Comune di Treia ed in collaborazione con il Circolo Auser Treia
Descrizione del programma e partecipazioni:
27 aprile:
Ore 18 – Presso la sede Auser Treia in Via Lanzi 18/20, conferenza dell’artista bioregionale Ferdinando Renzetti sulla lavorazione della Terra Cruda, con esempi pratici
28 aprile:
Ore 10.30 – Passeggiata archeologica nel centro storico di Treia, per conoscere le bellezze storiche della città, a cura di Auser Treia, accompagnano l’archeologo Enzo Catani e l’assessore alla cultura Edi Castellani. Partenza dalla sede Auser Treia, Via Lanzi 18/20
Ore 17 – Nella sede del Circolo vegetariano VV.TT. in Vicolo Sacchette 15/a – Benvenuto di Paolo D’Arpini. Saluto del sindaco Franco Capponi del Comune di Treia e di Antonio Marcucci, coord. dell’Auser Provinciale Macerata – “Tavola rotonda sulle consuetudini alimentari bioregionali”. Introduzione dello storico Alberto Meriggi, seguono interventi di Adriano Spoletini della Coop. La Talea, di Caterina Regazzi, veterinaria, e di altri.
Gli interventi sono inframmezzati da recitazione di poesie del poeta Maurizio Angeletti e da intermezzi musicali in sintonia.
Si conclude con un reading sulla preparazione casereccia de “Il Pane”, dello scrittore Michele Meomartino, con proiezione diapo e recitazione brani a cura del Laboratorio teatrale OffTea di Treia, diretto da Victor Carlo Vitale.
Ore 21 – Nella sala di meditazione del Circolo, esecuzione di bhajan a cura del gruppo di canti “Luce di Stelle”, diretto da Mara Lenzi, con accompagnamento di sitar, harmonium, mrdanga e cembali.
29 aprile:
Ore 10.30 – Escursione erboristica nel circondario di Treia, a cura dell’Auser Treia, con accompagnamento della semplicista Aurora Severini. Partenza dalla Fontanella delle Due Cannelle sotto Porta Montegrappa
Ore 13.30 – Picnic nel giardino del Circolo con le erbe raccolte ed il cibo vegetariano da ognuno portato.
Ore 16.30 – Nella sede del Circolo vegetariano. “Le Marche in Valigia” a cura del botanico Roberto Ferretti de La Scentella – “Fondazione di una comunità per il nuovo mondo” a cura di Loris Asoli di Arcevia. – Interventi bioregionali sulla cultura contadina a cura di Simonetta Borgiani e Fernando Pallocchini de La Rucola. Segue recitazione di poesie e canti. L’incontro termina con un Rinfresco Bioregionale.
Ore 21.30 – Nella sala di meditazione del Circolo, bhajan con il vocalista Upahar Anand, accompagnato da flauto indiano e tablas, e celebrazione del Wesak acquariano.
Info e partecipazioni:
Paolo D’Arpini
-
  circolovegetariano@gmail.com – auser.treia@gmail.com – Tel. 0733/216293




domenica 1 aprile 2018

Le vere origini delle credenze religiose e la storia di Gesù nei vangeli apocrifi

L’amico Paolo D’Arpini ci spiega le origini della tradizione di praticare scherzi e bufale il 1 giorno di aprile (*). Dopo di ché personalmente vi spiego come mai quest’anno la Pasqua ricade proprio nel giorno più opportuno rispetto alla sua valenza storiografica.           

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… Il Vangelo di Pietro, diffuso tra le comunità cristiane del II secolo che lo ritenevano assolutamente attendibile (poi dichiarato apocrifo dalla chiesa nei secoli successivi), riferisce particolari sulla presunta ed assai improbabile resurrezione di Gesù. Secondo testimonianze di soldati romani che erano di guardia al sepolcro, essi avvertirono un forte rumore e videro una luce potente dal cielo da cui discesero due individui che rimossero la pietra tombale e portarono fuori il corpo di Gesù sorreggendolo, risalendo poi passivamente in cielo (le corrette traduzioni dei termini greci impiegati nel testo hanno precisi significati di ascensione passiva, come fossero stati tirati su, assunti a bordo, quindi nulla di teologico e prodigioso). 

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… E' doveroso citare anche il maestro gnostico alessandrino Basilide, ritenuto uno dei più antichi commentatori dei Vangeli (intendendo tutti i Vangeli reperibili all'epoca, soprattutto quelli apocrifi), nella prima metà del II secolo d. C. affermava che Gesù non fu crocifisso. Purtroppo tutte le sue opere, ritenute eretiche, furono distrutte dai cristiani e di lui sappiamo solo ciò che riportarono i suoi detrattori e confutatori. Molte correnti gnostiche disconoscevano il presunto dio dell'Antico Testamento adottato dai cristiani, ritenendo che quello predicato da Gesù e contenuto nel Nuovo Testamento fosse completamente diverso. E fu questo uno dei motivi primari per cui gli gnostici furono perseguitati e non ebbero molto successo. 


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… E peraltro possibile che contemporaneamente a Gesù vi fossero altri imputati per reati simili, tra cui il famoso Barabba, che significa “figlio del padre” (interpretato come “figlio di dio”), in quanto non è un nome ma un titolo, e in proposito vi sono testimonianze documentali in alcune scritture antiche (tra cui alcuni codici minori di Matteo, in Origene e in alcuni codici e vangeli apocrifi e gnostici che negano la crocifissione di Gesù), viene addirittura riportato come Gesù Barabba, cioè Gesù figlio del padre (dio), che come è risaputo venne scarcerato, in tal caso non sarebbe mai stato crocifisso.  Quindi i Gesù potevano essere stati due, da un'attenta lettura degli stessi vangeli canonici si evince che la figura di Gesù è descritta in maniera contraddittoria per non dire schizofrenica, a volte pacifista e messaggero d'amore e altre bellicista, eversivo e fomentatore di disordini. Inoltre una cospicua parte dell'umanità non crede alla crocifissione di Gesù, tra cui i mussulmani e gli ebrei.  Forse a finire sulla croce potrebbe non essere stato il cosiddetto Messia di Aronne, cioè quello sacerdotale e spirituale ma quello politico (Messia di Israele o di Davide) che costituiva effettivamente un pericolo per l'impero romano, che non avrebbe esitato a eliminarlo fisicamente. 


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… Gesù aveva numerosi fratelli e sorelle (almeno quattro), tra i quali Giuda detto Tommaso, che significa gemello, presentato specificatamente e inequivocabilmente come tale in alcuni testi antichi (tra i quali il Vangelo copto di Tommaso, che recenti accertamenti tecnici datano allo stesso periodo del Vangelo di Giovanni), nel quale viene citato come Giuda Tommaso detto il gemello, forse come concetto rafforzativo, per significare la netta somiglianza con Gesù. In tal caso la madre Maria, esattamente come in molte cosiddette “visite ed annunciazioni” a opera dello Spirito Santo (Gabriel) avvenute in precedenza, ebbe probabilmente un parto gemellare.  Il fatto che Gesù avesse un fratello gemello spiegherebbe molte incongruenze nei racconti evangelici, come la strana identificazione di Gesù nell'episodio della sua cattura sul Monte degli ulivi (Getsemani), tramite un bacio praticatogli da Giuda, e anche il non riconoscimento immediato da parte dei discepoli e di Maria Maddalena dopo la resurrezione. Spiegherebbe anche la versione, molto diffusa e suffragata da parecchi testi antichi, che Gesù si sia recato in India e abbia fondato una comunità cristiana e vi sia rimasto fino alla morte, venerato come un Maestro Spirituale. In realtà potrebbe essere stato Giuda Tommaso e che sia stato identificato successivamente con Gesù dai numerosi studiosi recatisi in India per ricercare tracce documentali di tale tradizione. 


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Estratti dal libro di prossima pubblicazione:
LE VERE ORIGINI DELLE CREDENZE RELIGIOSE
Propedeutica allo studio dei testi antichi e loro ripercussioni nel tempo. Con un breve glossario commentato. 

 
Di Claudio Martinotti Doria             

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(claudio@gc-colibri.com)
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(*) - Articolo menzionato: 
http://treiacomunitaideale.blogspot.it/2018/03/treia-1-aprile-2018-risus-paschalis-e.html