Lungi da me mettere in dubbio gli altissimi standard di giornalismo cui Repubblica ci ha abituati dall'inizio del conflitto, e anche un po' da prima, ma quello che "la Russia" ha consegnato alla NATO non è una "lettera formale" ma, stando alle parole della portavoce Allison Hart, è un "non-paper" (link 1): che non significa che è carta straccia, ma che è un avvertimento informale che segnala, di solito, che una situazione sta arrivando al limite di rottura.
Nel documento, che pare essere stato consegnato dall'ambasciata russa in Belgio al Segretariato Internazionale della Nato e al Ministero degli Affari Esteri belga e di cui sono noti solo alcuni stralci (link 2), si chiede sostanzialmente di smetterla con le esercitazioni militari attorno a Kaliningrad (le stesse che Di Feo, sempre per restare nel campo delle eccellenze giornalistiche, celebrava a fine agosto, link 3) e con la retorica "avventurista e irresponsabile" connessa alle stesse, presentate come risposta preventiva alla "minaccia russa" di invadere paesi baltici, Polonia o quant'altro, ricordando che in caso contrario la Federazione Russa difenderà Kaliningrad con tutti i mezzi a sua disposizione.
Ora, una cosa che parte dell'opinione pubblica occidentale e purtroppo anche qualche politico pare non aver capito bene è che Kaliningrad non è la Nuova Caledonia, non è le Falkland e non è nemmeno la Repubblica Popolare di Lugansk: è un pezzo della Federazione Russa riconosciuto come tale da tutta la comunità internazionale, paesi NATO inclusi, a partire dagli accordi di Potsdam del 1945. Fare le esercitazioni per "isolarla" o "accecarla" equivale ad addestrarsi ad "accecare" o "isolare" la Sicilia o lo Jutland: è improbabile che il governo italiano o quello danese lascerebbero passare la cosa senza commenti, specie se l'esercitatore presentasse le manovre come necessarie alla propria sicurezza per prevenire un attacco (oddio, vista la recentissima calata di braghe danese sulla Groenlandia, che però non è lo Jutland, qualche dubbio viene).
Per chiudere in allegria: l'ultima volta che la Russia ha consegnato alla NATO un "non-paper" è stato il 15 dicembre 2021, durante un incontro a Mosca tra il Vice Ministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov e l'assistente del Segretario di Stato americano per gli Affari Europei ed Eurasiatici Karen Donfried (link 4). Era la bozza di accordo sulle garanzie reciproche di sicurezza che USA e NATO, ovviamente, hanno respinto, e si è visto poi come è andata a finire. Solo che nel dicembre 2021 c'era in ballo la percezione di insicurezza russa su un territorio al di fuori dei propri confini e senza intervento diretto della NATO, e questa volta si tratta di una situazione parecchio diversa.
Francesco Dall'Aglio
Articolo collegato: https://paolodarpini.blogspot.com/2026/09/tanto-va-la-nato-kaliningrad-che-ci.html
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