Caro Paolo, ho ricevuto una bellissima lettera da una mia ex alunna delle scuole elementari, una ragazza splendida Paolo; la conobbi ben 11 anni or sono al Trullo, in una piccola scuola a via Monte delle cave.. e la ritrovo oggi, in gamba e speciale come allora. Ti giro il suo bel messaggio, ha un valore grande, perchè in esso si leggono le aspettative di una giovane donna che ha voglia di comprendere profondamente la sua "strada"... apriamo le porte ai ragazzi, in modo che possano veramente esprimere le loro emozioni e il loro "cuore"!
Un bacio, Antonella
....
Lettera confidenziale di Denise:
Io tutto benone, sono convinta nella mia decisione di intraprendere la facoltà di lingue e comincerei anche da subito se potessi, ma devo aspettare settembre per fare il test e poi ad ottobre potrò cominciare questa nuova avventura. Si ho scelto come università proprio Roma Tre in primo luogo per la vicinanza, ma anche perché avendo frequentato seppur per poco tempo le lezioni di giurisprudenza proprio a Roma Tre, ho potuto constatare la validità e l'efficienza dei suoi servizi.
Unico neo sono solo gli orari delle lezioni che spesso potrebbero
accavallarsi provocando così un testa e croce su quali corsi
seguire.. ma a questo avrò modo di pensare con comodo. Comunque
raggiunta questa consapevolezza mi sento molto meglio.. Nel momento in cui ho capito che giurisprudenza non era la strada per me mi è letteralmente crollato il mondo addosso, mi sono sentita ad un tratto perduta come se fossi in un bosco buio senza saper dove andare..
All'improvviso non avevo più certezze, mi sono detta e adesso che
faccio?? La mia vita é stata sempre pianificata perché ho sempre
saputo cosa volevo dalla vita e quello che avrei fatto in futuro.. Mi sono sentita anche delusa da me stessa.. Ritirando il diploma di maturità mi sono sentita anche in colpa mi dicevo "come posso
accettare questo 100 dei miei professori che hanno sempre creduto in me quando invece li ho delusi?"
Insomma non ho passato un bel periodo. Poi trascorso qualche tempo, dopo aver riflettuto a lungo, ho finalmente capito e riscoperto le mie passioni ed ora sono serena più che mai! Chissà se le cose accadono per una ragione, forse per me é stato un bene fallire per capire cosa mi stavo perdendo.....
Denise S.
....
Nota aggiunta:
Ciao Antonella! Che piacere sentirti! Io tutto bene nonostante il tempo piovigginoso, ma passare il pomeriggio con alcune delle mie migliori amiche ha portato un po' di sole nella mia giornata!
Mi fa molto piacere che la mia lettera venga pubblicata, sarebbe bello curare una rubrica d'ascolto per i giovani ragazzi alle prese con problemi di cuore, scuola e famiglia.. - Baci e abbracci, Denise
Programma:
La difesa dei diritti, ma anche dei doveri, dei “consumatori” deve partire da una presa di coscienza individuale. Per questo, avendo aderito alla Rete di Associazioni di European Consumers, sento il dovere di esporre alcune mie considerazioni su quelli che dovrebbero essere i fini da raggiungere come operatori nel sociale e nell’umano.
Un sovvertimento di valori é necessario, sia in forma di emendamento dai vecchi modelli consumistici o di protezione passiva degli utenti sia nell'ambito della comprensione di ciò che realmente é utile e necessario per sviluppare la qualità della vita. Occorre andare oltre il “salto della quaglia” ed avventurarsi sulle cime impervie, imitando il volo dell’aquila che dall’alto osserva il territorio e lo fa proprio.
L’aquila dall’alto tutto scorge mentre la quaglia vola basso, anzi bassissimo, e vede solo la sua piccola porzione di terra. Allo stesso tempo, da un punto di vista dell’ecologia profonda, possiamo dire che entrambe le visioni sono necessarie, non si può trascurare né l’una né l’altra. Ma se trascurassimo la visione dell’aquila sarebbe come se credessimo di conoscere il mondo stando dentro al pozzo, come fece quella piccola rana nella storia zen, la ricordate? Tradotto in termini pratici questo significa che non si può essere maturi nella coscienza ecologica solo se ci si occupa del nostro campiello, della capretta nell’ovile, del pollo nell’aia, del ruscello che scorre dietro casa e delle piantine che crescono attorno… o delle mille noie di mercato, del condominio, di precedenze strutturali, di beghe gerarchiche, etc.
Del lontano e del vicino va tenuto conto per un integrazione nel nostro abitare, per il riconoscimento della comune appartenenza alla vita.
Dobbiamo essere consapevoli dell’inscindibilità della vita, partendo dall’ambito sociale in cui viviamo e osservando le cose con l'occhio dell’ecologia profonda, anche nell'ambito istituzionale ed amministrativo. Insomma abbiamo bisogno dell’intelligenza e della ragione, della cultura e delle sue variegate espressioni di pensiero ma anche di sensazioni, percezioni, intuizioni, sentimenti. Altrimenti la nostra società sarà solo una sterile macchinetta funzionale e burocratica, la nostra battaglia sarà solo una continua ricerca di aggiustamenti esteriori con nuove leggi e leggine. Come possiamo far parte di un contesto "umano" e socialmente integro se non consideriamo anche –forse in questo momento storico direi “soprattutto”- le necessità del mantenimento delle dignità umane, della riscoperta dei valori morali e spirituali?
Ci vuole uno scossone intellettuale ed amorevole nella nostra attitudine, occorre avviare un bio-ragionamento all’interno delle Rete. Dobbiamo entrare nelle maglie profonde del pensiero umano e del contesto sociale in cui viviamo ed ottemperare al dovere di manifestare il “bioregionalismo”, "l'ecologia profonda" e la "spiritualità laica" in questa società, sia urbana che rurale, tecnologica e semplicistica, complessa e facile, insomma serve uno scatto di reni e di cervello.
Spero di non aver offeso nessuno con questo discorso e invito tutti i lettori ad una discussione aperta su questo tema.
Paolo D’Arpini
Un sovvertimento di valori é necessario, sia in forma di emendamento dai vecchi modelli consumistici o di protezione passiva degli utenti sia nell'ambito della comprensione di ciò che realmente é utile e necessario per sviluppare la qualità della vita. Occorre andare oltre il “salto della quaglia” ed avventurarsi sulle cime impervie, imitando il volo dell’aquila che dall’alto osserva il territorio e lo fa proprio.
L’aquila dall’alto tutto scorge mentre la quaglia vola basso, anzi bassissimo, e vede solo la sua piccola porzione di terra. Allo stesso tempo, da un punto di vista dell’ecologia profonda, possiamo dire che entrambe le visioni sono necessarie, non si può trascurare né l’una né l’altra. Ma se trascurassimo la visione dell’aquila sarebbe come se credessimo di conoscere il mondo stando dentro al pozzo, come fece quella piccola rana nella storia zen, la ricordate? Tradotto in termini pratici questo significa che non si può essere maturi nella coscienza ecologica solo se ci si occupa del nostro campiello, della capretta nell’ovile, del pollo nell’aia, del ruscello che scorre dietro casa e delle piantine che crescono attorno… o delle mille noie di mercato, del condominio, di precedenze strutturali, di beghe gerarchiche, etc.
Del lontano e del vicino va tenuto conto per un integrazione nel nostro abitare, per il riconoscimento della comune appartenenza alla vita.
Dobbiamo essere consapevoli dell’inscindibilità della vita, partendo dall’ambito sociale in cui viviamo e osservando le cose con l'occhio dell’ecologia profonda, anche nell'ambito istituzionale ed amministrativo. Insomma abbiamo bisogno dell’intelligenza e della ragione, della cultura e delle sue variegate espressioni di pensiero ma anche di sensazioni, percezioni, intuizioni, sentimenti. Altrimenti la nostra società sarà solo una sterile macchinetta funzionale e burocratica, la nostra battaglia sarà solo una continua ricerca di aggiustamenti esteriori con nuove leggi e leggine. Come possiamo far parte di un contesto "umano" e socialmente integro se non consideriamo anche –forse in questo momento storico direi “soprattutto”- le necessità del mantenimento delle dignità umane, della riscoperta dei valori morali e spirituali?
Ci vuole uno scossone intellettuale ed amorevole nella nostra attitudine, occorre avviare un bio-ragionamento all’interno delle Rete. Dobbiamo entrare nelle maglie profonde del pensiero umano e del contesto sociale in cui viviamo ed ottemperare al dovere di manifestare il “bioregionalismo”, "l'ecologia profonda" e la "spiritualità laica" in questa società, sia urbana che rurale, tecnologica e semplicistica, complessa e facile, insomma serve uno scatto di reni e di cervello.
Spero di non aver offeso nessuno con questo discorso e invito tutti i lettori ad una discussione aperta su questo tema.
Paolo D’Arpini
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
0 commenti:
Posta un commento