domenica 6 gennaio 2013

Da Messaggero a "menzognero" - Organo d'informazione al servizio di mario il bancario

mario in veste di  sacrestano in attesa di comunicarsi


Ante Scriptum

No, non si tratta  del Monte Meru, sacro agli induisti e dimora degli Dei. è un semplice mont meri(o) (in albionico volgare) che ha perso il costume da tecnico per vestirsi di abiti politici, magari abiti raccogliticci (di chi la politica la  fa pro domo sua) smessi da casini e da fini, amici di paparatzy e del muro del pianto. Ed il pianto non manca, e non mancherà in futuro se gli italiani (poveretti) si lasceranno abbindolare dall'aplomb montiano, l'uomo grigio di Londra, esponente d'affari della City e di Wall Street (la via del 
muro, appunto).


Ma il lupo perde il pelo e non il vizio, l'aplomb del bancario che rischia di portare l'Italia verso  "anni di piombo", lacrime e sangue....  ha trovato nel nuovo  Messaggero uno sponsor "tutto" italiano (anzi trasteverino)  metamorfosatosi  in  "il menzognero" (ricordate le edizioni speciali de Il Male?)  

Paolo D'Arpini


Articolo connesso: 


Mario Monti perdere il suo stile ….. british,  per vestire quello
tutto italiano .

Non siamo che agli inizi e già vediamo il …cambio di rotta di alcuni
quotidiani che fino a ieri volevano e riuscivano anche ad essere
imparziali e che oggi, invece ci propinano paginoni con servizi,
interviste e quant’altro con personaggi della politica che, almeno
fino ad oggi si sono distinti soltanto per il non fare e nel navigare
a….vista.

Cambiamenti, questi, che non sono sfuggiti ai nostri ormai consolidati
amici della edicola ed a noi stessi……., fedeli nei secoli ad
acquistare e leggere Il Messaggero un quotidiano , lo confessiamo, nel
nostro cuore avendo tanti anni fa iniziata li la nostra professione
giornalistica.

Ebbene, si è vero quel quotidiano , a nostro modesto parere, ha
cambiato la sua linea politico - editoriale .

Sempre più spazio al bello della politica italiana tale Ferdinando
Casini e, di conseguenza ai suoi …” amici di cordata” Monti per primo
e Fini subito dopo.

Sempre meno spazio ai…concorrenti dei suddetti anche se per Bersani un
occhiarello di riguardo c’è ancora.

E non siamo che agli inizi perché, così crediamo, il peggio deve
ancora arrivare.

“ Lasciando da parte i quotidiani dei partiti – ci diceva Carlo il
lettore di Repubblica- tutti sappiamo quali sono i giornali schierati
a partire, lo riconosco proprio da Repubblica per finire al Giornale
ed a Libero. Ma che il Messaggero, pur con un certo stile ed abilità,
scenda in campo con i Montiani, questo proprio non me lo aspettavo
anche se una certa” parentela” di Casini con gli editori del giornale,
può giustificare il tutto “.

E si, aggiungiamo noi, è proprio vero, tutto può essere o meno
giustificato ma ciò non toglie che un qualcosa si è rotto nel rapporto
tra noi e quel quotidiano un tempo, negli anni in cui frequentavo
quella redazione, ai tempi, tanto per intenderci dei fratelli Perrone
, definito niente di meno che : “ il giornale del Vaticano !”

Per certi versi quell’appellativo potrebbe andare bene anche oggi
visto che se non proprio il Vaticano, ma il suo organo ufficiale di
informazione : “ L’Osservatore Romano” ha accolto a braccia aperte
la…”salita il politica” del professor Monti .

E tutto questo mentre oggi giovedì 4 gennaio, leggiamo su tutti i
quotidiani, Messaggero compreso, che nel 2012 l’inflazione per quanto
riguarda i generi di primo consumo, alimentari in testa, è salita
addirittura al 4,3 per cento !

E nel 2012, ricordiamocelo, ha governato Monti, ha governato la
Fornero, hanno governato i tecnici , ha governato il ministro
Riccardi, fondatore della Comunità di S. Egidio, che proprio per
questo dovrebbe conoscere assai bene come la povertà più estrema stia
raggiungendo categorie che fino a non molti anni fa erano riconosciute
come il ….” ceto medio “ .

E a fronte di ciò cosa sentiamo ?

Monti che vorrebbe imporre il silenziatore al PD e costringere il
prof. Brunetta ad una cura per …alzare la sua statura !

E non siamo che agli inizi ……..

Gianfranco Faperdue
(La Tua Voce)

sabato 5 gennaio 2013

Su chi possiede gli USA ed il mondo - Cogitazioni di Fabrizio Belloni....



Le cose che non capisco.

A dir la verità sono tante. E più invecchio ed acquisisco esperienza, più aumentano i campi oscuri che mi si parano davanti. E’ vero che tanti, tantissimi pezzi del puzzle della vita dell’uomo vanno al loro posto, col trascorrere del tempo, ma è altrettanto vero che, non appena una tessera si sistema, come per magia mi accorgo che il pannello si allarga in ogni direzione. Fascino e dannazione dell’essere umano.

Alcune cose rimangono inalterate, però.

Il gusto, il bisogno di libertà, di libertà interiore, che permette di guardare tutto con spirito “laico”, e che non permette invece a nessuno, almeno consciamente, di manipolare la mia morale. A nessuno.

La capacità di fare un passo indietro per avere una visione più ampia di realtà, situazioni, persone, atti, comportamenti.

Una robusta, inossidabile dose di auto ironia, senza la quale la vita mi sembrerebbe invivibile.

Il piacere, presuntuoso se volete, di chiedermi sempre “perché”.
E, soprattutto, di guardare ogni cosa che mi capita inizialmente con amore, come opportunità. Poi naturalmente il giudizio si delinea con precisione.

E, dopo questo auto incensamento, teso a cercare di far capire ai miei tre o quattro lettori che il pregiudizio non alberga dalle mie parti, veniamo alla porcheria quotidiana.
La prima considerazione che salta all’occhio è la splendida assenza dai media, a causa della maternità, della Belen. Non se ne poteva proprio più. Donna di piacevole, solo piacevole, aspetto era diventata come una aragosta. Il primo boccone incuriosisce, ma dopo il decimo uno si stufa e pensa con nostalgia al panino col prosciutto, al minestrone. Oltretutto di faccia…. Bhé, c’è di meglio, molto meglio. Perché ce la propinavano mattina, mezzogiorno e sera?

Poi, altra sceneggiata italica tipica dei periodi pre elettorali: grancassa sui risultati delle benemerite Forze dell’Ordine nella lotta alla malavita organizzata. E qui dobbiamo capirci, e non raccontiamocela. Che Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza si dannino l’anima è vero, assodato, meritorio e da applauso (magari un po’ meno il comportamento di certi giudici, che o liberano immediatamente i farabutti, o si dimenticano di compiere atti giuridici –deposito di sentenza, per esempio, che impiegano anche anni a redigere- permettendo a picciotti e guappi di riacquisire la libertà). 

Quello che nessuno ha il coraggio di sottolineare con la dovuta enfasi è il rinascere immediato delle organizzazioni criminali, anche se decapitate. Uno si chiede se tale motivo è endemico, oppure antropologico o, come ritengo, dovuto alla VOLUTA condizione socio-culturale di zone abbandonate. Forse dovremmo riguardare alla strombazzata unità d’Italia, alla retorica del tricolore, alle schifezze sottaciute, alla bramosia di potere della peggior casa regnante d’Europa, alla violenza che fu perpetrata. Ed al comodo, per la casta, scambio di voti. Fare un passo indietro e rivedere la Storia ufficiale. Se ne uscirà mai?

Non capisco neppure la mentalità della gente in politica. Oppure la capisco troppo bene. Ma questo può diventare un reato. Prendete Berlusconi. Quanto meno schizoide: prima appoggia il Governo Monti. Poi lo indica come leader designato del fronte dei moderati, Poi, dopo che il Mario da Varese rifiuta e si mette alla testa del partito del Vaticano e delle banche (in definitiva sovrapponibili), impreca e si scaglia contro il professore. O il Mario, vera reclame della stitichezza, della melanconia, va bene o no. Perché la gente non spernacchia sia il Silvio che il Mario?

Una altra cosa che mi manda il sangue alla testa è la proposta di rendere il cosiddetto “negazionismo” illegale. Siamo al peggio del peggio. Sia ben chiaro: non esiste il reato di odio. Esiste la violenza, la sua istigazione, l’apologia della stessa, forse. Ma dove sta scritto che l’indagine storica, le proposte di dubbi, le prove contrarie, le domande scomode costituiscano un reato? Puzza di Santa Inquisizione, puzza di roghi alle streghe, puzza di tentativo di mantenere coperta un “verità” economicamente redditizia per “quelli là”. Fino a quando durerà?

E veniamo alla “madre di tutta le incomprensioni”. Nessuno ha il coraggio di dire che siamo servi a casa nostra. Anche la Grande Germania ed il Giappone hanno perso la Guerra (forse: se ne potrebbe parlare a lungo. Mi piacerebbe essere qui tra un secolo: mi toglierei molte soddisfazioni), ma non sono così “occupati”. Lo ribadisco ogni volta che posso. 

Se vogliamo rinascere dobbiamo cacciare dall’Italia e dall’Europa la Goldman Sachs e le altre finanziarie di “quelli là”. Ed anche gli yankee, loro braccio armato. Badate alla sequenza logica. La nostra sovranità è sottomessa al volere del Governo SUA. Il Governo Sua è condizionato dalla Federal Reserve. La Federal Reserve è posseduta da dieci banche private. Di dieci, nove sono ebree.

Fino a quando questo non assurgerà a scandalo nazionale, internazionale, umano, sociale?
E per oggi vi ho già scocciato abbastanza. Non mandatemi il conto degli epatoprotettori.

Fabrizio Belloni

venerdì 4 gennaio 2013

Fanta-economia, bolla speculativa e flotte portacontainers che affondano...



La stagione delle bolle finanziarie potrebbe non essere finita. C’è una potenziale Lehman Brothers nascosta tra i flutti degli oceani, laddove la finanza ha incontrato il mondo armatoriale, in un abbraccio che rischia di essere mortale. 

Secondo uno studio di Boston  Consulting, nel 2011 le prime sedici flotte mondiali dei container con bilanci pubblicati hanno perso 5 miliardi di dollari. Nessuna però è  fallita: c’è chi ha avuto accesso a fondi pubblici (come la francese Cma Cgm), chi può contare sul sostegno di gruppi con immensa liquidità  (Maersk), chi ancora una volta ha avuto iniezioni di capitali dai propri azionisti. 


«Ma proviamo a immaginare se davvero una delle prime 20 compagnie mondiali dello shipping del container dovesse fare la fine di Lehman  Brothers, assisteremmo non a un cataclisma dell’universo immateriale del denaro ma della circolazione “fisica” delle merci». Non è  fantaeconomia secondo Sergio Bologna, uno dei massimi studiosi italiani dell’economia del mare, già autore nel 2010 per Egea Editore de “Le multinazionali del mare”. 

Ora è consultabile online “Il crack che viene dal mare” (www.fondazionemicheletti.it/altronovecento). Secondo  Bologna, dopo la bolla immobiliare e dei mutui subprime potrebbe arrivare la bolla dello shipping nel settore dei container. E questa volta l’epicentro sarebbe molto vicino. Amburgo, non New York. 

A minare le fondamenta dei meccanismi che presiedono alla gestione economica della catena logistica è “un infernale gioco dei quattro cantoni” tra grandi compagnie di linea, armatori, fondi chiusi e banche. Le compagnie di linea sono le protagoniste dell’immensa corsa al rialzo degli ultimi anni, con ordini per navi sempre più grandi e sempre più capienti, sino  all’attuale crollo dei noli per eccesso di domanda. Una “follia” che, secondo Bologna, risponde a logiche finanziarie più che industriali. Navi sempre più grandi sono ordinate non tanto, come sostengono i manager, per aumentare le economie di scala (in molti casi, attualmente, viaggiano al 60%), ma per alimentare un rapporto vitale con le banche che sostengono queste società sulla base delle quote di mercato, del valore degli asset, delle previsioni di crescita. «La quota di mercato, come argomento principe del rating bancario, spiega la folle corsa ad acquisire volumi, la valorizzazione degli asset spiega la folle corsa all’acquisto delle navi». 

Oggi, tra Asia ed Europa, la rotta più ambita dai grandi gruppi, sono attivi 24 servizi container. Si può stimare per ciascuno di questi un costo di 1,5 miliardi: fanno 36 miliardi immobilizzati. Che, data la flessione della domanda di trasporto, non è affatto detto siano al sicuro. Delle perdite delle compagnie marittime, si è detto. Ma c’è ben altro: Hsh Nordbank, istituto leader nei finanziamenti allo shipping, è stato salvato nel 2008 dallo Stato tedesco e ora naviga nuovamente in cattive acque, pronto a chiedere l’accesso al fondo di garanzia dei Laender sino a 1,3 miliardi di euro. È il centro di un terremoto che sta travolgendo anche i piccoli risparmiatori che, in Germania, sono soliti investire in fondi chiusi specializzati nel settore dello shipping. Tali fondi - semplificando- acquistano navi dai cantieri come ordini per poi rivenderle al momento della consegna, oppure incamerando gli introiti del noleggio. 

Ma quando le rate crollano, il meccanismo si inceppa ed, essendo fondi chiusi, è impossibile ritirare i propri soldi prima del tempo. Nel primo trimestre 2011, secondo la Faz, i risparmiatori hanno dovuto rifinanziare i fondi chiusi con nuova liquidità per 41,6 milioni di euro, a luglio «i prezzi di vendita di molte navi sono scesi così in basso da sfiorare il valore delle navi in demolizione». Uno scenario che ha mandato in tilt anche i non operating ship owner, cioè quelle società , in gran parte tedesche, che possiedono parte delle navi impiegate nei servizi delle compagnie di linea e che, ora, iniziano a temere per la tenuta dei conti. Le banche iniziano a farsi da parte, a chiudere i rubinetti: Hsh Nordbank, ma anche Commerzbank e altre ancora. 

Sperando non sia troppo tardi. Intanto il Ceo di Maersk Nils Andersen, lo scorso 19 novembre ha dichiarato la volontà di non investire più nello shipping nei prossimi cinque anni, salvo poi correggere la rotta in un secondo momento. Nel frattempo, però, onde sismiche di preoccupazione hanno attraversato tutto il mercato. Perché le compagnie marittime sono la classica società “too big too fail” troppo grande per fallire senza fare molto male. 

Samuele Cafasso 

cafasso@ilsecoloxix.it

giovedì 3 gennaio 2013

Banche che odiano il contante... Perché?




Ciao,
ti scrivo per informarti sull’iniziativa Contante Libero, una raccolta di firme -svincolata da partiti e dalla politica- in favore dell’uso e della circolazione del denaro contante, dunque per impedire alle banche e al governo di controllare la nostra vita e espropriare la nostra ricchezza.
Come sai in Italia la soglia al di sotto della quale non è possibile utilizzare denaro contante per effettuare pagamenti tra privati o privati e società non bancarie è stata recentemente abbassata fino all’attuale limite di 1.000 euro.

Nonostante ciò, qualcuno non ancora sazio di prescrivere restrizioni alle libertà individuali continua a richiedere l’implementazione di ulteriori “stratagemmi” per disincentivare e ridurre ancor di più gli spazi d’uso del contante, con l’intento più o meno esplicito e consapevole di giungere in un futuro alla totale, o pressoché totale, soppressione di questa modalità di pagamento, affermando contemporaneamente il dominio artificiale della moneta elettronica.

I sospetti hanno avuto conferma quando un’associazione di banche ha costituito un gruppo di pressione denominato “guerra al contante” che sul web si muove col sito www.waroncash.org . Dell’utilità dei suoi post puoi QUI trovarne un esempio.

Tra le motivazioni che sono esposte nel manifesto di www.contantelibero.it, una in particolare colpisce: il denaro è stato “inventato” per circolare e regolare gli scambi tra le persone. Ma se per legge dovesse sempre frapporsi una banca cosa succederebbe?
- un banconota da 100 euro dopo 100 passaggi di mano, mantiene una capacità di spesa tra la collettività di 100 euro;
- se 100 euro sono obbligatoriamente trasformati in bit (bancomat, carta di credito, ecc.), cosa succede dopo 100 transazioni?

N. Passaggi ad un POS 
Cosa Rimane di 100€
Commissione
Bancaria %
Commissione
Bancaria in Valore Assoluto 
Note
start
100€
0,8%
0,8€
Si parte con i nostri 100€
1
99,2€
0,8%
0,794€
al primo passaggio diventano 99,20 euro; 80 cents sono andati alla banca
2
98,406€
0,8%
0,787€
al secondo passaggio diventano 98,406 euro;  78,70 cents vanno alla banca
….
…..
….
…..
etc etc
100
44,79€
0,8%
0,358€
Al 100esimo passaggio i 100€ sono diventati 44,79, le banche si sono prese 55,21€ sui 100€ iniziali

tra commissioni e spese, dopo 100 passaggi diventano 44,79 (meno della metà!) in quanto le spese per le banche ammontano a 55,21 euro. Ovvero, dopo solo 100 passaggi ad un POS le banche hanno requisito all’economia il 55,21% della ricchezza iniziale immessa nel sistema.
Oltre ad un esproprio della nostra ricchezza come collettività, eliminare o limitare il contante non solo è un regalo alle banche, ma anche un mezzo per il controllo della nostra vita.
La moneta elettronica è lecita ed utile ma il suo utilizzo deve essere una libera scelta del cittadino e non un'imposizione delle autorità. 
Difendere la possibilità di utilizzare il contante è una battaglia di libertà.

Approfondisci questo tema, vai su http://www.contantelibero.it/!

Politica sporca, alquanto - Da berlusconi a monti...passando per il napoletano, così finì la democrazia




Così come Berlusconi si dimise senza un voto di sfiducia del Parlamento, ugualmente Monti si è dimesso senza un voto di sfiducia del Parlamento. 

Napolitano annunciò la data delle elezioni anticipate quando il Parlamento non era ancora dissolto e il governo era ancora in carica. 

Il fatto che le scelte politiche cruciali avvengano senza tener conto del Parlamento che dovrebbe esprimere la sovranità popolare, conferma che siamo già in un contesto estraneo alla democrazia sostanziale. 

L'insieme delle istituzioni non sono più rappresentative della volontà popolare. Il Parlamento è formato da deputati e senatori designati, non essendoci più il voto di preferenza, ciò che fa venir meno il fulcro della democrazia sostanziale, ovvero il rapporto fiduciario tra l'elettore e l'eletto. Il capo dello Stato è designato da un Parlamento di designati. E il capo del governo è stato calato dall'alto dai poteri finanziari globalizzati.

Quando il 16 novembre 2011 Monti giurò sulla Costituzione di «esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della nazione», giurò il falso. 

Quel giorno Monti era ancora consulente internazionale della Goldman Sachs, la più grande e potente banca d'affari al mondo; membro del Consiglio Direttivo del «club Bilderberg», il salotto più esclusivo dei potenti della finanza e dell'economia nel mondo; presidente del gruppo europeo della «Commissione Trilaterale»; membro del «Comitato consultivo di alto livello per l'Europa» di Moody's, una delle tre maggiori agenzie di rating al mondo. Soltanto 9 giorni dopo, il 24 novembre, con un dispaccio dell'Ansa delle 11.36 dal titolo «Monti lascia la Bocconi e altri incarichi», abbiamo appreso che «Monti ha lasciato poi tutti gli incarichi che ha come consulente Goldman Sachs, presidente europeo della Trilaterale e nel comitato direttivo Bildelberg».

Ebbene è del tutto evidente che l'interesse nazionale dell'Italia non coincide, all'opposto confligge, con quello delle istituzioni finanziarie globalizzate che hanno creato il cancro dei titoli derivati tossici, che ammontano a 787mila miliardi di dollari pari a 12 volte il Pil mondiale, il cui interesse è di riciclare questo denaro virtuale mettendo le mani sull'economia reale e sulle imprese che producono beni e servizi. E se la mafia, per riciclare il denaro sporco frutto di attività illecite, le basta avere a disposizione singoli politici, dirigenti pubblici e imprenditori, la speculazione finanziaria globalizzata per riciclare un ammontare stratosferico di titoli spazzatura deve controllare direttamente i governi degli Stati. 

Il fatto che Monti sia espressione di queste istituzioni finanziarie è stato da lui stesso ammesso. Il fatto che queste istituzioni siano responsabili della speculazione finanziaria è assodato. È un dato di fatto che il primo anno del governo Monti corrisponde alla perpetrazione del crimine dell'uccisione della democrazia sostanziale. 

Così come stiamo assistendo alla perpetrazione del crimine della spogliazione totale della sovranità dell'Italia vincolando qualsiasi governo a sottomettersi alle imposizioni del Trattato europeo di stabilità finanziaria. La conseguenza è che si sta perpetrando il terzo crimine della trasformazione di uno Stato ricco in una popolazione povera e di imprese creditrici in imprenditori falliti. 

Sono questi gli ingredienti manifesti e indubbi della congiura ai danni dell'Italia e degli italiani.


mercoledì 2 gennaio 2013

Vangeli e storia - Come Jeshua divenne Gesù e Giovanni finì in croce


Immagine di fantasia


Approfittando della situazione politica internazionale, nel 35 d.C., mentre Vitellio era alle prese con Artabano III, Re dei Parti, gli Zeloti giudei colsero il momento propizio del conflitto fra Roma e la Parthia per innescare la rivolta e liberare Gerusalemme, la Santa, dalla dominazione pagana... 

"Venne poi la carestia che li rese sfrenati in modo travolgente"

Era in atto una grave carestia e il popolo affamato e “vessato dai tributi dovuti a Cesare” - incitato dai profeti zeloti con veementi prediche per il ripristino della Legge di Yahwè - si ribellò alla guarnigione romana pagana che stanziava nella Città Santa, massacrandola "... e sfasciarono tutto ciò che restava degli ordinamenti civili" (Bellum VII cap. 8). Questo richiamo fatto dallo storico è riferito in un lontano ricordo delle gesta eversive dello zelota Giovanni, tali da giungere a sopprimere gli "ordinamenti civili" costituiti dal governo romano e dai sacerdoti opportunisti del Sinedrio collusi con il potere imperiale.  

Un discendente per parte di madre della stirpe reale asmonea, l’influente Rabbino di Gàmala, Giovanni detto il Nazireo*, figlio primogenito del Dottore della Legge, Giuda il Galileo, definito dallo storico "di grande potere", alcuni giorni prima della Festa delle Capanne del 35 d.C. (fine estate), si mise a capo della rivolta riuscendo a farsi riconoscere 
Re dei Giudei e insieme Sommo Sacerdote del Tempio, restaurando la prassi degli antenati monarchi Asmonei che rivestirono entrambi i sacri uffizi.

Come riferito con maggiori particolari nello studio precedente, siamo in grado di identificarlo attraverso l'analisi di un lontano ricordo riferito da Giuseppe Flavio alla fine della Guerra Giudaica, Libro VII cap. 8.
Per gli Ebrei, in quel momemto, fu il “Jeshùa” (Salvatore), della terra santa e, dopo essersi fatto consacrare Messia (Cristo) tramite il rituale dell'unzione descritto dalla ancestrale Legge, dette inizio ad un nuovo Regno, senza schiavi, in cui “solo Dio era Padroneadempiendo i precetti della "quarta filosofia, una novità sinora sconosciuta" ideata da suo padre Giuda di Gàmala.

Ma non durerà a lungo. Entro la fine dell’anno 35 d.C., Vitellio riusci a mettere in crisi Artabano costringendolo alla fuga e, dopo aver assoggettato nuovamente l’Armenia al dominio di Roma, da oltre il fiume Eufrate, "ove si era spinto col nerbo delle legioni romane e gli alleati", invase il Regno dei Parti, poi, "ritenendo bastevole aver fatto mostra delle armi romane ai Grandi Dignitari parti, rientrò in Siria ad Antiochia con le sue legioni". (Tacito, Annales VI 37).

Quando il condottiero romano raggiunse il Presidio, alla fine del 35 inizi del 36, venne informato degli eventi accaduti in Giudea e, dopo aver fatto riposare l’esercito nei quartieri invernali, si rimise in marcia alla testa delle sue legioni per riprendere Gerusalemme e giustiziare il monarca, che, illegittimamente, si era proclamato Re dei Giudei.
Nel frattempo aveva già inviato il Prefetto Marcello a Cesarea Marittima per rilevare Ponzio Pilato dal suo incarico. Il Legato imperiale "pro Praetore" considerò il Prefetto Ponzio Pilato, di rango equestre, responsabile della perdita di Gerusalemme non essendo riuscito a prevenire la sommossa. In occasione delle festività ebraiche, Pilato avrebbe dovuto rafforzare il contingente degli ausiliari romani, anzi tempo, come previsto dalle precise consegne militari.

Un paio di giorni prima della Pasqua del 36 d.C., Lucio Vitellio, dopo aver cinto d’assedio ed inviato un ultimatum alla Città Santa, ormai impossibilitata a resistere senza scorte di viveri (gli aiuti di Elena non poterono durare a lungo e sfamare un popolo intero), ne otterrà la resa e la consegna del Re abusivo.
Fu il Sinedrio, convocato dal Sommo Sacerdote del Tempio Giovanni in un momento così drammatico, a decretare la fine del Re ed il suo breve regno. Così argomentò Caifa, agli anziani riuniti, l'intimazione di Vitellio della resa di Gerusalemme: "Considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera" (Gv 11, 50).

Questa testimonianza, sopravvissuta alle censure ecclesiastiche praticate al "vangelo di Giovanni", già da sola dimostra come il pericolo per l'intera nazione giudaica non poteva essere costituito dalle semplici forze ausiliarie reclutate da un Prefetto, individuato nei vangeli in Ponzio Pilato. Soltanto un Proconsole "Legatus Augusti" come Lucio Vitellio - capo dello Stato Maggiore romano di stanza ad Antiochia in Siria, inviato da Tiberio con pieni poteri su tutto il contingente militare dello scacchiere d'Oriente - era in grado di distruggere una eventuale rivolta degli Ebrei coordinata in una "Santa Alleanza". 

Per Giovanni, il "Salvatore" Re dei Giudei, non vi fu alcuna possibilità di scampo e accettò il suo destino: la crocifissione. Venne arrestato e portato nella Fortezza Antonia, incatenato e piantonato a vista. La Veste Sacra, depositata nel Tempio, assegnata in tutela al Sommo Sacerdote Gionata, appena nominato da Vitellio e figlio del sadduceo conservatore Sommo Sacerdote Anano ("Anna" dei vangeli); mentre il Diadema (la Sacra Corona) ritornò sotto la custodia del Tribuno, Comandante della Guarnigione romana e rimarrà nella fortezza sino a che, per volere di Claudio Cesare, potrà cingere il capo del futuro Re dei Giudei, Erode Agrippa il Grande.
Il giorno successivo, dopo un lungo, inutile, interrogatorio, sotto tortura, per fargli confessare i nomi dei complici ed i particolari sulla organizzazione rivoluzionaria, Giovanni il Nazireo, figlio di Giuda, venne crocefisso, pubblicamente, come monito agli Ebrei per rimarcarne la sottomissione all'Impero Romano.

Era il capo dei Farisei Zeloti, la setta fondata da suo padre, la più popolare fra i Giudei per i principi filosofici e gli scopi prefissi. E gli Zeloti, come gli Esseni, erano votati al martirio pur di “salvare” la Terra Promessa da Dio al popolo d’Israele. In quanto Capi degli Zeloti, la esecuzione dei fratelli, figli di Giuda il Galileo, doveva essere pubblica: un esemplare monito agli Ebrei. Nove anni dopo Giovanni, nel 45 d.C., toccherà a suo fratello, Giuda.
Anche se questi fu ucciso da Cuspio Fado, lontano da Gerusalemme, la sua testa fu portata nella Città santa e lì esposta: altro avvertimento significativo. Due anni dopo, nel 47 d.C., sarà la volta di Giacomo e Simone: anch'essi crocefissi pubblicamente dopo essere stati catturati e processati dal Procuratore Tiberio Giulio Alessandro.
Non sarà così per il quinto fratello, il più giovane. Nel 66 d.C., Giuseppe, detto Menahem*, capo degli Zeloti, dopo aver distrutto la guarnigione romana di Gerusalemme, anche lui, come Giovanni, riuscirà a proclamarsi Re dei Giudei ma verrà ucciso dalle Guardie del Tempio agli ordini della aristocrazia sacerdotale che aveva spodestato.

* Identificare Menahem con Giuseppe, il quarto fratello di Giovanni "Jeshùa", sarà semplice come l'uovo di Colombo.

Zeloti, Esseni, Farisei, Sadducei e il popolo tutto, distanziati da un fitto cordone di sbarramento composto da miliziani romani, presenziarono in silenzio, impotenti, alla morte di Giovanni, sopraggiunta dopo una lunga agonia "fra i più atroci tormenti d'ogni sorta fino all'ultimo istante di vita" 
(Bellum VII cap. 8, 272), consapevoli del suo significato... mentre fuori Gerusalemme erano accampate le legioni di RomaIn base alla legge romana, alla vittima predestinata veniva appeso al collo un cartello con il nome e la motivazione della pena capitale. 

I N R I : IOHANNES NAZIREVS REX IVDAEORVM

Emilio Salsi 


...................................


Commento di Joe Fallisi: 

Le parole riportate da Caifa: "Considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera" indicano probabilmente la genesi, nella fantasia dei racconti popolari e dei prominenti che ne fornivano l'interpretazione, della figura del Cristo agnello sacrificale e salvatore, giunto, con la propria immolazione, non solo a mondare i "peccati" della sua gente, ma del mondo intero.


martedì 1 gennaio 2013

Chihuahua, Bauscia, Mohicani, Cagasotto, psicopatici della politica italiana! Attenti a quei monti....


L'immagine ritrae un professore dell'ab-Bocconi


Ante scriptum

I danni creati dal Governo Monti al Paese, sono sufficienti per impacchettarlo e mandarlo in qualche Paese dell'Africa Centrale per imparare quello che certamente gli è sfuggito nel corso del sapere durante la sua vita. Non so come abbia potuto entrare alla Bocconi in qualità di insegnante quando è lui a dover imparare che l'economia è una funzione marginale se non è completata con la Sociologia, l'Umanesimo e la Spiritualità che completano l'uomo in saggezza e competenze. Non so quali siano i vostri interessi per appoggiare un individuo scostante, mancante di altruismo e delle elementari competenze per guidare la Nazione, e se non viene fermato in tempo, condurrà l'Italia verso il collasso totale.


I Politici Italiani o meglio "psicopatici corrùtti", definizione più
appropriata in aggiunta al lessico linguistico del nostro Paese,
suddivisi in varie rappresentazioni di categoria della specie, senza
un limite alla presunzione del rispetto verso la Comunità.

                    I Chiwawa umani o Chihuahua, "i piccoli uomini non
di statura ma di intelletto",

I Bauscia o Sbruffoni, "che contraddicono tutto e tutti per
glorificare i loro scopi",

I Megalomani o affetti da Megalomania di Freud, "con le mani allungate
nelle tasche dei cittadini,

Lo Strano, dalla "doppia personalità" di giorno in Parlamento e
all’imbrunire a sniffare con put…..,

I Matusalemme della Politica, morti durante il Diluvio Universale,
"risuscitati in Italia",

Gli Autolesionisti o il "bisogno di farsi del male" dedicato agli
allocchi che si fanno guidare dai media,

I Cagasotto e "le oche giulive che li accompagnano", seguendo
silenziosamente la scia,

Gli Uomini Coccodrillo che non vedono il marcio che li circonda e "poi
piangono",

Gli Italiani e i Mohicani con il "medesimo destino", chissà chi sarà l’ultimo?

Gli attuali "psicopatici corrùtti", divenuti prepotentemente padroni
delle nostre vite, spalleggiati da un orda di sostenitori mercenari
ben rifocillati a spese dei lavoratori, si sono sparpagliati lungo
tutta la Penisola facendo leva sui deboli e sui disinformati e non
intendono mollare l’osso, nonostante la Nazione è arrivata al
traguardo finale molto vicini al baratro.

Bisognerebbe prendere per mano gli Italiani come i bambinelli ed
aiutarli a puntare sull’uomo e non sui fazzoletti colorati arricchiti
da balle sbavate e ripetute, ed attraversare insieme l’universo
fittizio nel quale ci troviamo, affrontando le pericolose imboscate
tese da avvoltoi e sciacalli rappresentati da "psicopatici corrùtti"
senza anima, che non intendono farsi da parte.

Dall’inizio della tormentata Repubblica hanno creato decine e decine
di Partiti per abbuffarsi liberamente, abbiamo votato alle politiche
soltanto 16 volte e ci siamo trovati 67 Governi creati da accordi
sotto banco, compiuti da nobili prestigiatori e affaristi, che ci
hanno condotto sul bordo del precipizio, subendo tutti gli orrori
impuniti e molto di più, ad opera della Politica  degli "psicopatici
corrùtti".

Con l’ultimo Governo Monti, durato già troppo a lungo per aver
dimostrato incapacità sin dai primi mesi, nel deviare dai gravi
problemi Nazionali, mentre gli Italiani più fiduciosi avevano riposto
le ultime speranze per un riassetto del Paese sui punti di intervento
già evidenziati, ed invece siamo stati bersagliati da violenti
conseguenze, le quali hanno peggiorato considerevolmente la Nazione in
quasi tutti i settori, devastando pure il futuro dei giovani, rubando
il destino delle classi future.

Siamo tornati indietro di oltre trent’anni, con quattro e mezzo
milioni di clandestini fatti entrare senza una appropriata
programmazione, causando ulteriori danni al Paese, dove i
continuano a riempirsi le tasche protetti dal
sistema, e grazie alla ulteriore protezione del loro rappresentante
Presidente Mario Monti, hanno potuto farla franca ancora una volta.

Gli elettori si trovano dinnanzi ad una occasione che non si ripeterà
prima dei prossimi dieci anni, perché dalle esperienze passate, tutti
i vecchi della politica tradizionale, continueranno a prenderci per i
fondelli e procedere indisturbati nei loschi affari, facendo ulteriore
pressione sui Cittadini per far fronte al debito Pubblico in
inarrestabile crescita, al decadimento della produzione, alla
disoccupazione, alla situazione già grave del costo della vita e alla
riduzione dei servizi sociali.

Centinaia di migliaia di giovani hanno già lasciato il Paese verso
destinazioni di maggiore sicurezza, come  pure i Capitali si sono
trasferiti verso Nazioni di maggior rispetto e serietà fiscale.

La situazione si presenta molto più grave che non si possa pensare e
in mancanza di una guida Nazionale per una nuova marcia su Roma, per
contrastare con la forza il sistema incancrenito nel marciume della
Politica, Economia e Giustizia. Allo stato attuale abbiamo soltanto
due porte aperte che ci obbligano ad una scelta decisiva:

La prima con il Movimento cinque stelle il quale condivide in
linea di massima i punti           chiave di immediato intervento per
un riordino Nazionale della Politica, senza      nessuna garanzia
futura.

 La seconda possibilità sta nell’uomo che ha le capacità e
l’esperienza sia Politica,           sia Imprenditoriale e Spirituale,
ma non la testa per mancanza dell’appoggio         necessario che può
dare una famiglia in felice rapporto coniugale.  Mi riferisco al
     Cavaliere che le cronache mondane hanno bersagliato ingiustamente
oltre misura     per interessi di parte Politica avversaria. Piuttosto
trovategli una compagna di         equivalente cultura per calmare gli
istinti sensoriali e amorosi femminili.

E’ in gioco il nostro interesse Nazionale di cittadini Italiani e
quello dei giovani, dove si pone il dilemma di vivere o morire, senza
soluzioni alternative imposte dalle ammucchiate bi-sessuali in fase di
preparazione dall’alto della Piramide, che porterebbe il Paese alla
disfatta totale, specialmente quei disastrosi accentramenti delle
Politiche multicolore, con finalità esclusive ad occupare le poltrone,
le quali inducono a liti interne  continue danneggiando ulteriormente
il Paese.

Il Governo dei tecnici ha dimostrato completa incapacità, portando il
Paese al fallimento su tutta la linea di interventi.

Dovevano eliminare l’assurdo spreco Economico dei Consulenti esterni,
il numero esagerato dei Consiglieri, dei Porta Borse, delle Auto Blu,
dei costi della Politica ed invece…………..

Dovevano eliminare i finanziamenti ai partiti ed invece………..

Dovevano eliminare la Mafia Istituzionalizzata a livello Regionale,
Comunale, Provinciale,  ed invece…………..

Dovevano riformare la Giustizia ed invece………..

Dovevano creare un Ente per sistemare le ingiustizie del Potere
Istituzionale, relativo alle Organizzazione di secondo grado a
contatto diretto con la Cittadinanza, IACP/ALER, Giudici di Pace,
Vigili Urbani, abusi vari del Potere, vere entità Mafiose ed
invece………………..

Dovevano livellare ed eliminare le Pensioni d’oro ed invece………………….

Dovevano eliminare il contributo alla stampa ed invece………………….

Dovevano ridurre gli effetti della Globalizzazione ed invece………………

Dovevano ridurre l’età pensionabile per avviare i giovani al mondo del
lavoro ed invece……

Dovevano ridurre il numero di Parlamentari, Senatori ed invece………………..

Dovevano ridurre le spese militari ed invece………………….

Dovevano ridurre le ONLUS che operano ai danni del Paese ed invece……………

Dovevano ridurre il costo della vita ed invece…………..

Dovevano ridurre la pressione fiscale ed invece…………………

Dovevano creare un Tribunale Militare per farsi rimborsare tutti i
furti commessi dalla Politica ed invece…………….

Dovevano limitare l’esposizione finanziaria delle Banche al Capitale
versato ed invece……..

Dovevano limitare l’esposizione finanziaria dell’Industria al capitale
versato ed invece………

Dovevano riformare gli stipendi dei Manager Pubblici e dei servitori
dello Stato ed invece…

Dovevano riformare le Guardie del Corpo al servizio dei Politici
vecchi e nuovi ed invece…..

Dovevano eliminare l’immigrazione clandestina per ridurre la
delinquenza ed invece………..

Dovevano rivedere le Missioni di Guerra nei Paesi caldi del Globo ed
invece……………………….

Per avere un quadro più dettagliato della gravità ereditata dal
Governo Mario Monti, dopo un anno di Regime Totalitario, vengono
riportate qui di seguito le statistiche Economiche elaborate
dall’Istat relative all’anno 2012.

Dalle pagine di questo giornale, “L’INDIPENDENZA” del 30 Dicembre 2012
con l’articolo di Leonardo Facco, libero da soggezioni e padronanze,
mi permetto di rivolgere due interrogativi brevi – non senza
dettagliata premessa – al cattedratico milanese, che dopo aver
spergiurato di lasciare la politica al termine della sua esperienza
“tecnica” fallimentare, ce lo ritroviamo nuovamente tra le palle.

1- Signor Monti, i dati Istat ci dicono che il Pil nel 2012, è
precipitato ad un -2,3%, contro il +0,4% del 2011. L’Italia non era in
recessione nel 2011, con lei il 2012 è stato l’anno primo della
recessione peninsulare. I consumi sono precipitati da -0,9% nel 2011
ad un -3,2% nel 2012, ma secondo alcune associazioni di consumatori
arriveranno ad un -5% già ad inizio 2013. L’inflazione nel 2012 ha
toccato il 3,3%, era al 2,8% nel 2011. La produzione industriale è
crollata, grazie alle ricette del suo governo, a -4,8% rispetto al
mese di settembre del 2011. Le aziende serie lasciano questo paese per
trasferirsi all’estero. Con loro anche i capitali. La disoccupazione
è, ufficialmente al 10,6% (2.800.000 persone, con un aumento di
609.500 unità), esclusi i cassintegrati, che non entrano a far parte
delle statistiche dei senza lavoro. Era all’8,4% nel 2011. Per la Bce
– notoriamente vicina a lei – è pari al 12%. I giovani senza
occupazione sono il 35%. Nel 2011 erano il 27,9%. Le imprese a rischio
chiusura nel 2012, per Bankitalia, erano 1 su 3, per Confcommercio 150
mila. Lei è stato nominato per porre rimedio al debito pubblico
insostenibile di questo malconcio stivale. Un anno a Palazzo Chigi ha
fatto superare il record di 2000 miliardi di euro, 80 miliardi in più
rispetto al suo insediamento, facendolo schizzare al 126,5% del Pil.
Un aumento del 6,5% rispetto al 120% del 2011. Ancora: la fiducia dei
consumatori è scesa ai minimi storici. Nell’ultimo anno, in Italia,
gli stranieri hanno investito un decimo di quanto han fatto in
Macedonia. L’utilizzo dei prodotti petroliferi è tornato indietro di
mezzo secolo, agli anni precedenti il boom economico italiano. Con lei
sono in picchiata le accensioni di mutui per l’acquisto di case: -40%
nel dicembre 2012 rispetto al dicembre del 2011. Infine, a ridosso del
Natale del 2012, il 29% della popolazione italiana risultava
statisticamente inserita tra coloro che “vivono ai limiti della soglia
di povertà”. Tutto questo ben di Dio, grazie anche all’ennesima,
inutile riforma delle pensioni (che ha lasciato decine di migliaia di
persone senza lavoro e senza soldi, i cosiddetti “esodati”) e ad una
pressione fiscale che è aumentata di diversi punti percentuali in un
solo anno. Nonostante questa sequela di “successi” da spavento, lei ha
insistito con la stralunata litania secondo la quale avrebbe “salvato
l’Italia”.

Vengo alla domanda: ma non si vergogna?

2- Signor Monti, dopo aver attentamente ascoltato le sue uscite
pubbliche, soprattutto da settembre in poi,  sono andato a sbirciare
Wikipedia. Secondo la celebre e democraticissima enciclopedia online,
“la psicopatia è un disturbo mentale caratterizzato principalmente da
un deficit di empatia e di rimorso, di  emozioni nascoste, di
egocentrismo ed inganno. Gli psicopatici sono fortemente propensi ad
assumere comportamenti devianti e a compiere atti aggressivi nei
confronti degli altri. Spesso gli psicopatici sembrano persone
normali: simulano emozioni che in realtà non provano, o mentono sulla
propria identità”.

Mi auguro che la presente esposizione dei fatti arricchiti da prove
inconfutabili elaborate dall’Istat, (Istituto Nazionale di Statistica)
siano sufficienti per convincere i cittadini di buona volontà a
trattare l’argomento relativo al futuro della Nazione con molta
serietà, per non trovarci seduti per terra mentre gli corrùtti> certamente non soffriranno le pene di una crisi prolungata
senza precedenti, che coinvolgerà direttamente il nostro Paese per
diversi anni a venire.

A cascare è facile ma a rimettersi in piedi é molto faticoso,
considerando oltre tutto le rivendicazioni interne per ingiustizie
subite e la spietata concorrenza dei paesi che un tempo non lontano
furono schiacciati dalla supremazia militare ed economica occidentale
di cui anche l’Italia ha la sua parte di colpe. State pur certi che il
mondo non piange per il fallimento Nazionale Italiano.

Anthony Ceresa.