martedì 10 agosto 2010

Lettera aperta (purgata) al Presidente della Camera Gianfranco Fini.

Signor Presidente Fini, in questo momento per Lei difficile le scriviamo questa lettera contenente un piccolo suggerimento.

Beninteso non che ci interessino le di Lei vicende, per "noi" Lei è un opportunista che ha rinnegato gli Ideali nei quali diceva di credere…. Lei ha accettato di prestarsi ai torbidi giochi dei poteri forti e occulti, interni ed internazionali, per andare a sostenere la lobby piduista, corrotta e corruttrice, che doveva riciclare il sistema, allora in crisi, del malgoverno e del malaffare.

Adesso, da buon opportunista quale Lei è, si sta sganciando per andare a dar man forte e riciclarsi nel grande centro dei "moderati" che da tempo sta operando per arrivare al dopo Berlusconi e questo, non poteva essere altrimenti, oltre al livore del popolo degli italiani illusi e benpensanti che cantano "meno male che Silvio c'è", sta scatenando contro di Lei tutto il potere dell'impero multimiliardario e dei tanti media che controlla, direttamente o tramite la pubblicità.

Un impero che, alla faccia della privacy che dice di voler difendere, da sempre spia attraverso le intelligence private e pubbliche (quelle pagate coi nostri soldi) tutti gli avversari e gli alleati, gli amici ed i nemici, i complici e coloro che lo ostacolano, in modo di essere in grado di condizionare, ricattare, piegare tutti al proprio volere.

E' quindi chiaro signor Presidente Gianfranco Fini che gli attacchi a Lei e ai di Lei fedelissimi sono appena iniziati e saranno un crescendo continuo e allora ecco il nostro modesto suggerimento: faccia anche Lei "muoia Sansone con tutti i Filistei".

Lei nei sedici anni nei quali ha assecondato e partecipato al disegno della lobby affaristica di cose deve averne viste e sentite parecchie, cose che gli italiani non sanno e, purtroppo, neanche i Magistrati, ma oggi Lei potrebbe fare il grande gesto: sacrificarsi per il bene dell'Italia, svelando tutti i retroscena e le ombre cupe di questi ultimi due decenni di politica sporca e malavitosa.

Certo, verrà accusato di complicità e non potrebbe essere altrimenti (del resto sarà in buona compagnia con quel tale Bossi) e la carriera politica alla quale Lei tiene tanto sarà compromessa per sempre, ma potrà salvarsi l'anima…

Ci pensi, onorevole Presidente Fini!

Adriano Rebecchi

lunedì 9 agosto 2010

Curiosità culinarie ed ecologia alimentare: “La cucina romana al tempo di Gioacchino Belli”

Non vi parlerò di cucina. E nemmeno di un’opera di Giuseppe Gioacchino Belli. E allora direte voi, di cosa si tratta? Diciamo una chiacchierata, neppure tra amici, perché se attacchi con loro un bottone lungo, ad un certo punto mi direbbero di finirla, e che sarebbe ora che lasciassi il dialogo pure agli altri.

Diciamo quindi una “ chiacchierata “ tra conoscenti di passaggio. Se andando in trattoria la gente non fosse troppo occupata a trovare un tavolo libero e, una volta trovatolo a mangiare, questa conversazione doveva svolgersi all’osteria. All’epoca del Belli il vecchio caffè a Roma in Via delle Convertite, non ancora divenuto Alemagna, e qui si potevano incontrare il pittore Amerigo Bartoli, il poeta Vincenzo Cardarelli, l’umorista Anton Germano Rossi inventore delle “contronovelle “ che venivano pubblicate sul Marc’Aurelio e molti altri che oggi si confondono nei fumi dei ricordi, forse la chiacchierata l’avrei fatta svolgere là, dove la maggior parte dei clienti se ne stava seduta senza far niente, per la maggior parte della giornata, oppure parlando e chiacchierando di mille argomenti che poi sarebbero diventati col tempo romanzi, commedie, saggi letterari giornali ed addirittura opere liriche.

Allora parlando del compositore Arturo Toscanini si scrisse: “Toscanini sale sul podio “, sembra lo spetto di un ufficiale di cavalleria. Oggi questa chiacchierata di cui parlo si potrebbe svolgere con un gruppo di sconosciuti sulla treno freccia rossa che va da Roma a Milano. Viaggiando senza mai rivolgersi la parola, occupati a leggere giornali e riviste diverse che riportano tutti le stesse notizie, quando è iniziato il servizio ristorante. Uno per esempio chiede Mi passa il formaggio per favore? L’altro distrattamente risponde: mica male questa pasta. Gioacchino Belli direbbe: Chi è un cuoco napoletano? Abbocca dicendo ma no, è il più famoso dei poeti roaneschi… che dico romaneschi, italiani! Bisognerebbe paragonarlo a Dante. Si parla così di Gioacchino Belli e di quello che declama nei suoi sonetti a certi piatti romani.

Poiché alcuni compagni di tavola non sono romani, cerco di pronunciare il forte e difficile romanesco del Belli in maniera comprensibile. Spiego per esempio che il romanesco, più che essere un dialetto vero e proprio come il veneto o il milanese, è un italiano “stroppiato”; che sfragne vuol dire che li sfrange, che misticati, sta per mescolati etc. Paragonando il suo “Commedione” alla Divina Commedia di Dante Alighieri. Cercando di portare avanti la tesi che dei due si potrebbero scrivere le vite parallele. Dante viene paragonato ad un tipo molto orgoglioso, sicuro della sua forza.. e credo proprio che lo fosse.. ed anche Belli doveva esserlo se ai suoi tempi si permetteva di attaccare il papa che era il suo sovrano. Ma lasciamo da parte l' argomento tra il parallelo di Dante e Giuseppe Gioacchino Belli cosa dicevamo?

Parlavamo di antipasti. E si va avanti a chiacchierare sino a che il treno non arriva in stazione a Milano senza accorgersene. Ma qualcuno ci ha ascoltato e magari tornando a casa dai famigliari a raccontato loro dicendo che sul treno c’ era un tizio che parlava di un certo Belli che s’interessava di cucina e che se si presentava al Savini non l’ avrebbero voluto neppure come lavapiatti. Diceva che gli antipasti non sono che sfogliature, ma credete quello un carrello degli antipasti non lo deve aver mai visto... parola del Belli!
Rita De Angelis.

Ecologia economica ed alimentare e un dolce modo di fare impresa: produrre il miele

La parola miele sembra derivare dall’ittita melis. Per millenni ha rappresentato l’unico elemento zuccherino concentrato disponibile. Le prime tracce di arnie costruite dall’ uomo risalgono al VI millennio a. C. Anche nell’antico Egitto il miele era apprezzato ed utilizzato, per curare disturbi digestivi, così come per medicare piaghe o ferite. I Greci lo consideravano il “cibo per gli Dei”, mentre i Romani ne importavano sostanziosi quantitativi da Creta, Cipro, Spagna e Malta. Veniva utilizzato come dolcificante, per la produzione di birra, come conservante alimentare e per preparare salse agrodolci.

Il miele per la nostra legge Italiana non può subire aggiunte di nessun tipo, e gli unici trattamenti a cui può essere sottoposto sono: estrazione dei favi per forza centrifuga, decantazione, filtraggio, cristallizzazione guidata. La cristallizzazione dipende soprattutto dalla quantità di zuccheri glucosio, contenuta nel miele. Il tempo necessario quindi varia in maniera inversamente proporzionale alla concentrazione degli zuccheri: da poche settimane, o addirittura nei favi dell’ alveare, per il miele di colza, tarassaco o edera che sono molto ricchi di glucosio, fino a superare un anno per il miele d’ acacia, di melata e di castano, ricchi di fruttosio.

I trattamenti termici a cui viene sottoposto il miele, per mantenerlo allo stato liquido, lo privano di molti principi nutritivi. E’ quindi preferibile utilizzarlo cristallizzato o cremoso, al di fuori del periodo di produzione. Il miele viene prodotto dall’ ape sulla base di sostanze zuccherine che essa raccoglie in natura. Le fonti principali di approvvigionamento sono il nettare, che è prodotto dalle piante e dai fiori, e la melata, che è un derivato della linfa degli alberi,prodotta da alcuni insetti succhiatori, che trasformano la linfa delle piante trattenendone l’ azoto, ed espellendo il liquido in eccesso ricco di zuccheri. Per le piante, il nettare serve ad attirare vari insetti impollinatori, per assicurare la fecondazione dei fiori. A seconda della loro anatomia, le api domestiche possono raccogliere il nettare solo da alcuni fiori. La composizione dei nettari vari a seconda delle piante che lo producono. Il loro tenore di acqua può arrivare anche sino al 90% cosa assai importante.

La produzione del miele ha inizio nell’ ingluvie dell’ ape operaia, durante il suo volo di ritorno verso l’ alveare. Nell’ ingluvie si giunge al nettare, e nell’ alveare l’ ape rigurgita il nettare, ricco d’ acqua, che deve poi essere disidratato per garantirne la conservazione. A tale scopo le api bottinatrici, lo depongono il strati sottili sulla parete delle celle. Le api operaie ventilatrici, mantengono dell’ alveare una corrente d’ aria che provoca l’ evaporazione dell’ acqua. Quando questa è ridotta ad una percentuale tra il 17 ed il 22%, allora il miele è maturo. I principali componenti del miele sono gli zuccheri, che variano dal 70 al 100%. Il fruttosio la fa da padrone come zucchero nel miele, che gli dono il potere dolcificante superiore allo zucchero raffinato, ma anche una fonte di energia, che l’ organismo dell’ uomo può sfruttare più a lungo. Nota nel miele è anche la sua azione antibatterica, dovuta all’ alta concentrazione di zuccheri, ed al ph acido.

Essendo quindi un antibatterico naturale, il miele è un alimento che in natura ha una lunga conservazione. Ma può subire alterazioni dovute all’ umidità, alla luce ed al colore. In Italia abbiamo varie produzioni di miele, millefiori,di acacia, di agrumi, di ailanto, di carrubo, di castagno, di corbezzolo, di edera, di erica, di eucalipto, di colza, di girasole, e di lavanda. Nonché tutti i vari riconoscimenti ottenuti dalla produzione nelle varie Regioni d Italia.
Rita De Angelis.

sabato 7 agosto 2010

Rete Bioregionale Italiana - Incontro del 30 e 31 ottobre 2010 a San Severino Marche

Cari amici.

Sembra che nelle Marche ci siano buone prospettive per realizzare il già programmato incontro annuale della Rete Bioregionale Italiana, così mi sento incoraggiato ad invitarvi. Ad ottobre sarò qui a Treia per contribuire all'organizzazione dell'incontro che si terrà in corrispondenza di Samhain (Ognissanti). Non abbiamo stabilito alcun argomento di discussione, l'incontro sarà quindi informale e basato sulle esperienze di vita ecologista di ognuno dei partecipanti.... nel tentativo di una ricomposizione e di una nuova spinta verso mete comuni. Sono invitati tutti gli uomini e le donne di “buona volontà”, dimissionari e non dimissionari....

Dopo la disaffezione dimostrata da alcuni membri della Rete e dopo aver appreso l'indisponibilità di Jacqueline Fassero a continuare ad organizzare l'incontro di Acquapendente mi sono deciso di tentare di fare l'incontro qui nelle Marche, dove diversi bioregionalisti abitano, fra cui Felice del Seminasogni che ho personalmente invitato.... Spero dunque che i vecchi membri della Rete ed i nuovi simpatizzanti possano e vogliano "apertamente" e liberamente partecipare con il proprio bagaglio esperenziale...

L'incontro é previsto a San Severino Marche, il 30 e 31 ottobre 2010, nel rustico di Lucilla Pavoni, in un bellissimo podere sulle colline marchigiane. Sarà possibile campeggiare in tenda nel podere stesso. Ci stiamo informando per i costi in una pensioncina nei pressi, altre persone potranno essere ospitate qui a Treia. Non sono previsti costi per l'ospitalità in tenda o a Treia, eventualmente un semplice contributo volontario sarà gradito. Per il cibo ognuno porta qualcosa e si cucina e si fa la vesseille in comune. I riceventi sono pregati di divulgare in tutti i modi questa proposta!

Per informazioni logistiche scrivere a: saul.arpino@gmail.com - Tel. 0733/216293

Cari saluti a tutti!
Paolo D'Arpini

venerdì 6 agosto 2010

Andrea Bovo ed Angelo Ferlicca: ”Alieni a Viterbo? Un'apparizione sui Monti Cimini fa ancora discutere...”

In merito alla vicenda del presunto incontro avvenuto l'11.02.2010 sui monti Cimini tra un automobilista ed una strana entità animata, va detto che in seguito al comunicato stampa diramato dalla sezione di Viterbo del CISU in data 22.03.0210, la notizia ha avuto una grossa eco sia su quotidiani locali e periodici nazionali, che su siti e portali d'informazione,forum e blog, ufologici e non.La conseguenza di questa vasta esposizione mediatica è stata che la sezione viterbese del CISU ha ricevuto una serie di informazioni, contatti, comunicazioni e segnalazioni che hanno impegnato i membri del cisu stesso in lungo lavoro fatto di catalogazione, sopralluoghi e verifiche anche strumentali. Purtroppo non tutto il feedback ricevuto si è dimostrato genuino, verificabile e/o utile all'inchiesta.

Allo stato attuale non sono emersi fattori che possano confermare quanto asserito dal testimone, pur non essendoci motivo per dubitare della buona fede dello stesso. Non sono emerse evidenze che confermino la presenza, nel periodo e nella zona in oggetto, di alcunchè di anomalo. Va detto che l'area dei Cimini e del Lago di Vico -se da un lato è estremamente ampia e quindi difficilmente controllabile- dall'altro vanta punti come la strada "Cassia Cimina" che sono molto trafficati da auto e frequentate da passanti. Precisiamo che esiste un'altra segnalazione, confrontabile per certi aspetti con la prima, tuttavia a causa delle condizioni non ottimali in cui è avvenuta, essa non costituisce di fatto una conferma, nè si può affermare che in questo secondo caso sia stato osservato un qualcosa di effettivamente anomalo.

Il CISU di Viterbo resta a disposizione dei mezzi d'informazione e di altre associazioni di ricerca per fornire eventuali chiarimenti, fermo restando la tutela assoluta della privacy dei testimoni e dei contatti coinvolti.

Andrea Bovo ed Angelo Ferlicca, CISU -Centro Italiano Studi Ufologici – sez. Viterbo

mercoledì 4 agosto 2010

Noemi Longo, Antonio Pantano, Durante Alighieri, Gesù... fascisti o non fascisti?

Trovo interessante l'intervento di Antonio Pantano (sul Giornaletto di Saul del 4 agosto 2010) e, se posso, mi servirei volentieri del pensiero poetico del giorno “Il progresso comprende anche la retromarcia..” (Anonimo) per esprimere un mio pensiero in riguardo...

...A posteriori certo che si possono definire nazisti illustri personaggi quali Gesù o Durante Alighieri (gran bel nome), se non fosse che nonostante la loro presenza fisica e provvisoria su questa terra hanno sempre mantenuto ancor più salde del loro corpo le loro forze spirituali.
Ovviamente tutti i più grandi spiriti su questa terra potrebbero essere definiti nazisti, se non con gli altri certamente con se stessi.

Il nazismo e l'illuminazione sono due facce delle stessa medaglia, avanti e indietro, verso e recto.
Non si spiegherebbe altrimenti come sia possibile che l'Illuminismo (l'epoca dei lumi) sia stato il periodo storico più razzista della storia.

...Ma non facciamo confusione, il nazismo è un'altra storia, e non rientra facilmente nel mondo terribile delle idee, a meno che non si voglia risalire ai primordi delle civiltà primitive.
Il nazismo, come l'uomo ha permesso che si verificasse nel XX secolo è da considerarsi un fenomeno storico abominevole, che di certo aldilà di alcuni interessi esoterici e alchimistici non incarna certamente la persecuzione e il raggiungimento di un ideale di pensiero.
Perché se dovessi accettare veramente l'idea di Confucio, Gesù e Dante nazisti, dovrei di contro accettare la tesi negazionista di qualsiasi uomo di fede sull'olocausto... Questo almeno fino a qualche anno fa, perché per quanto ne so io, l'olocausto è in atto già da qualche anno, ed io non posso farci nulla, se non denunciare questa ennesima violenza.
Allora siamo, siete, sono tutti nazisti?

...Ora che idee e realtà sembrerebbero potersi corrispondere, c'è bisogno di un'idea che possa di nuovo far tornare queste due diversità a vivere indipendentemente insieme.
Israele ne è l'esempio e la sfida, per tutti, per tutto il mondo, dagli intellettuali ai politicanti, dal mondo delle religioni a quello dei mercanti.

"Saper leggere il libro del mondo con parole cangianti e nessuna scrittura [...] finché un uomo ti incontra e non si riconosce e ogni terra si accende e si arrende la pace".

Scusate lo sproloquio.

In ultima se posso, vorrei fare una domanda: "Voi cosa siete, o avete scelto di essere, testa o croce?"

Noemi Longo

domenica 1 agosto 2010

Spiritualità laica: "Buddha e buddismo, storia e finalità..."

Nel mondo attuale conviviamo ormai con molteplici religioni e dottrine di vita, una tra queste il Buddismo ed il suo stile di vita, che accompagna nel cammino dell’esistenza i Monaci ed i loro seguaci. Si narra il che Buddha nacque introno al 465 a. C. da una ricca famiglia che proveniva dalla stirpe degli Shakya che dominava all’ epoca l’ India. Fu allevato e crebbe nel lusso principesco, si sposò ed ebbe anche un figlio. Ma anche lui conobbe le miserie umane, un vecchio, un cadavere ed un mendicante.

Queste tristi realtà della vita lo impressionarono notevolmente, tanto che all’età di 30 anni abbandonò tutto e tutti per dedicarsi a conoscere le cause della miseria, vivendo da eremita, ed alla ricerca di una soluzione sull’enigma della vita. Capì che la salvezza poteva trovarla solo nella meditazione personale, e si narra che a 35 anni, dopo 49 giorni di riflessioni ai piedi di un albero di fico, in una notte di luna piena del mese di maggio, raggiunse l’illuminazione: comprese le quattro nobili verità sul dolore, sull’origine del dolore sulla soppressione del dolore, e sulla via che porta alla soppressione del dolore. Anima dalla pietà per gli uomini e dal desiderio di salvarli, seguito da cinque discepoli, per circa quaranta anni percorse il nord dell’India, insegnando la bellezza della sua dottrina, il messaggio di speranza e felicità che si raggiunge, con la conquista del proprio intelletto e della volontà.

Secondo la tradizione il Budda mori all’età di 80 anni, seguito dal suo discepolo fedele e prediletto Ananda, alla quale lasciò i suoi saperi ma prima di morire si rivolse ai suoi fedeli dicendo: Ricordate o fratelli queste mie parole: tutte le cose composte sono destinate a disintegrarsi! Attuate quindi con diligenza la vostra propria salvezza!

I Monaci che intendono quindi praticare questa disciplina, per raggiungere la salvezza, devono attenersi alle seguenti norme morali, la retta parola, la retta azione, il retto comportamento. Queste azioni possono essere estese anche ai laici che intendono porre a motivi fondamentali della loro vita, la tolleranza e l’ amore. Ma dopo aver appreso le tre verità con costanza e devozione, la quarta verità indica al discepolo, la via da seguire il raggiungere la salvezza, il Nirvana (ovvero estinzione), inteso come liberazione dal dolore, e dalla catena dell’esistenza. Nell'apprendere i principi che regolano il Buddismo, questa affascinante dottrina, una cosa salta agli occhi palesemente: anche se di parla di Buddha, e non di Dio, c’ è sempre un essere superiore sopra di noi che ci insegna ad amare il prossimo, nella semplicità e non nella ricchezza, preoccupandoci di donare amore, conforto e felicità senza pensare alle cose terrene, ma alla salvezza dell’anima e dello spirito.
Rita De Angelis

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http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=spiritualit%C3%A0+laica