La nave rigassificatrice Italis lng è lunga quasi trecento metri e larga quaranta, attrezzata con grandi serbatoi per immagazzinare il gas liquefatto (Gnl) e riportarlo allo stato gassoso. È la prima di due navi di questa tipologia comprate nel 2022 dalla Snam (al 30% della Cassa depositi e prestiti). Doveva permettere di sostituire le forniture di gas naturale dalla Russia con importazioni da Medio Oriente, Africa e Stati Uniti, da cui però il gas arriva liquefatto. La seconda nave gasiera, la Bw Singapore, è arrivata il 28 febbraio 2025 a Ravenna.
La Italis lng è attraccata dal marzo 2023 nel porto di Piombino. Secondo gli accordi però dovrà lasciare la Toscana alla fine del 2026. Ed essere ormeggiata davanti a Vado Ligure, nella rada di Savona, all'ingresso del porto e accanto a un'area marina protetta (Amp) isola di Bergeggi , inserita in una zona speciale di conservazione (Zsc) del mar Ligure occidentale, nella Rete natura 2000 e nel più grande santuario mediterraneo di mammiferi marini, chiamato Pelagos : il regno dei cetacei.
Grande autore del trasferimento è stato l'ex presidente della regione Liguria, Giovanni Toti. Dal 2023 nel savonese si sono mobilitati, “Fermiamo il mostro”, comitati di cittadini e associazioni ambientaliste, sindacati e organizzazioni professionali, sindaci della costa e dell'entroterra. Con catene umane di migliaia manifestanti sul litorale. Fino all'intero consiglio regionale della Liguria, che a gennaio ha approvato all'unanimità una mozione contraria. Il progetto però non è affatto archiviato.
Le procedure di “valutazione di impatto ambientale” sono aperte, nell'entroterra continuano i sopralluoghi e gli espropri per il gasdotto: la Italis lng sarà collegata a una torretta sommersa agganciata al fondale, una conduttura sottomarina trasporterà poi il gas a un impianto di raccolta a terra a Quiliano, alle spalle di Vado, da qui un gasdotto percorrerà 28 chilometri nella già massacrata Valbormida, fino a Cairo Montenotte, per agganciarsi alla rete nazionale. Tra l'opposizione quasi unanime delle popolazioni. Sarà il governo a decidere.
Rete Ambientalista
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