martedì 18 maggio 2021

GUERRA DEI RAZZI O GUERRA CIVILE PER LE STRADE DI GERUSALEMME?



Un ragionamento in 4 punti sulla solidarietà che come operai dobbiamo al proletariato palestinese che combatte per le strade di Gerusalemme ed al popolo palestinese massacrato dai bombardamenti dell’aviazione israeliana. 

1. La borghesia italiana per bocca dei suoi esponenti politici si è subito schierata a fianco della borghesia israeliana. La ragione sta nei razzi sparati da Hamas contro Israele. Come operai sappiamo che è solo una lurida giustificazione per coprire l’oppressione di un popolo. La borghesia israeliana ha oppresso i palestinesi come popolo da più di 70 anni, ne ha rubato il territorio, li ha dominati con la forza dell’esercito. La borghesia israeliana è imperialista, i palestinesi sono un popolo oppresso ed i suoi rappresentanti politico-militari hanno tutte le ragioni per usare qualunque mezzo per difendersi. Niente più oppressione niente più razzi.

2. Tutti i governi dei paesi ricchi, imperialisti, hanno avuto interesse a mettere in primo piano la guerra dei razzi e la reazione, per loro legittima, dei bombardamenti delle città, anche se comporta il massacro di donne e bambini a Gaza. L’obiettivo della propaganda è coprire la vera novità: la guerra civile in Israele. Da una settimana è in atto, è stata innescata dallo sfratto forzato di famiglie palestinesi dalle loro case a Gerusalemme Est. Chi combatte per le strade sono i giovani palestinesi, operai degli strati più bassi, disoccupati e poveri. La borghesia israeliana se la deve vedere prima di tutto sul suo territorio, nelle sue città, con una forza sociale radicata e ramificata che può chiedere ed avere il sostegno anche dal proletariato ebreo che vive le stesse condizioni di miseria ed oppressione.

3. Questa novità, di una lotta di classe nella stessa Israele, è stata di fatto messa in secondo piano da uno scontro sul piano militare che si presenta come guerra fra due governi, due stati. Uno imperialista, l’altro oppresso, ma sempre due entità nazionali, uno scontro che spinge necessariamente all’unità di tutte le classi contro il comune nemico. Così il proletariato israeliano sotto i razzi di Hamas si schiera tendenzialmente col proprio governo, così il proletariato palestinese si mette nelle mani di Hamas e dietro questo nelle mani dei suoi padrini, la borghesia iraniana, egiziana e turca. Per noi operai che sappiamo che ogni popolo, ogni nazione è divisa in classi sociali di cui una ne sfrutta un’altra non possiamo fare a meno di puntare all’unificazione, in un unico patto d’azione, degli operai palestinesi e dei loro fratelli israeliani.

4. Per questo, come operai, siamo a fianco dei palestinesi che combattono per le strade di Israele contro un governo fascista che li deporta da una zona all’altra, siamo a chiedere la solidarietà dei proletari ebrei contro la polizia che carica i manifestanti palestinesi. Siamo convinti che gli operai, anche quelli di religione ebraica, possono capire che opprimere un popolo produce reazioni che non devono essere accollate a chi resiste a questa oppressione ma a chi la esercita. I razzi di Hamas su Israele sono il prezzo che il governo israeliano fa pagare ai propri cittadini per l’oppressione che ha esercitato per decenni sul popolo palestinese. Come operai salutiamo la nuova coscienza che si fa strada nelle città in rivolta, saranno i proletari arabi e i proletari di Israele che, uniti nella lotta contro il comune sfruttatore, il governo e lo stato guidato da Netanyahu, potranno risolvere il problema palestinese. Non certo gli appelli del papa o le manovre diplomatiche internazionali e tantomeno le generiche e stanche attestazioni di solidarietà ai palestinesi che non costano nulla e salvano la coscienza di tutti.

Nella guerra dei razzi la superiorità militare dello Stato israeliano, usata per massacrare la popolazione civile a Gaza, è schiacciante, ma nella guerra civile che si combatte nelle città di Israele, nelle sommosse dei proletari palestinesi la situazione può essere rovesciata. Il sostegno a questo movimento è per noi operai il primo fondamentale compito.
E. A.


(Fonte: www.operaicontro.it)

lunedì 17 maggio 2021

La rivoluzione interiore...

 


"La società ti ha ipnotizzato; ha ottuso i tuoi sensi ... ti ha avvelenato. Ha bisogno di macchine abili ed efficienti; non vuole esseri umani: ti ha ridotto a una macchina.
Tu sei un ottimo impiegato ...
un bravo soldato ...
un abile capostazione o un preciso burocrate:
sei stato ridotto a qualcosa di utile ...
sei una merce.
La società non vuole la tua intelligenza ... la tua consapevolezza;
ha bisogno di persone efficienti ...
ma prive di intelligenza;
permette l'esistenza dell'intelligenza solo in funzione dell'efficienza...
ma non permette mai alla tua intelligenza di crescere fino al massimo delle sue potenzialità;
in quel caso sarebbe così ribelle ...
così rivoluzionaria da infiammare gli animi!
E la società è così marcia che non può permettere l'esistenza di un simile fuoco nelle persone ...
non può concedere tanta libertà alla gente.
Ha bisogno di persone morte ...ottuse e prive di intelligenza ...
solo così potranno continuare a lavorare per favorire gli interessi di altri:
dei preti ...dei politici!
La società ha bisogno di milioni di schiavi.
E tu devi ribellarti contro questo stato di cose.
Sii autentico ... sii sincero con te stesso! Dichiara la tua verità ...
qualsiasi sia il prezzo da pagare.
Perfino se la vita diventa un rischio ... rischia; poichè la verità è di gran lunga più preziosa di qualsiasi cosa:
la verità è la vita reale.
Rischia ogni cosa ...ma sii autentico! Qualsiasi cosa sei rispettala!
Non permettere a nessuno di manipolarti ...
non permettere a nessuno di renderti schiavo.
L'uomo che si rispetta è autentico;
non può scendere a compromessi: preferirà morire ...
ma resterà fedele alla sua verità.
Rischia tutto ciò che hai ...
poichè tu non possiedi nulla;
credi solo di possedere:
in realtà tu sei un nulla.
Qualsiasi cosa tu abbia fatto finora
e tutto ciò che stai facendo è futile; lascia che questo sedimenti nel tuo cuore il più profondamente possibile.
Il denaro non sarà d'aiuto ...
la fama non servirà ...
il potere sarà del tutto inutile:
la morte verrà e tutto ciò ti verrà portato via.
E cosa importa quanto denaro avrai accumulato?
Nel mondo ... la sola cosa reale è quanto essere hai conseguito."
(Osho)



Integrazione di  Friedrich Engels: "Ogni giorno esistono centinaia di esseri umani che, abbindolati dai mezzi di comunicazione, darebbero persino la vita per gli stessi uomini che li sfruttano da generazioni. Io dico: è giusto così. Che questi cagnolini fedeli privi di alcun senso critico, braccio inconsapevole della classe dominante siano in prima fila nella crociata contro l'evoluzione dell'uomo! Saranno i primi a lasciare la faccia della terra (siano benedette le loro anime) al momento della resa dei conti, nessuno ne sentirà la mancanza. Amen."

domenica 16 maggio 2021

Youtube non intuba l'informazione "scomoda"...



Mi è stato appena comunicato  che il video di Visione TV, "Il mondo è in fiamme", del forum su Colombia e  Palestina, in cui Francesco Toscano intervista me e un ex-dirigente dei servizi di sicurezza colombiano, inseguito da minacce di morte e riparato in Canada, è stato rimosso da Youtube. Senza nemmeno le solite ipocrite e criptiche spiegazioni. 

Le rivelazioni dell’ex-agente, Richard Maok Riano Botina, su quanto sta succedendo in Colombia e quali siano gli attori al centro di una quasi guerra civile, compresi USA e Israele, e sui legami tra gli interventi in Colombia e quanto va succedendo in Palestina, costituiscono un autentico scoop. Intollerabile per i poteri interventisti.

Anche le mie analisi e considerazioni devono aver disturbato gli operativi delle aggressioni e delle violenze in corso, alle cui dipendenze operano le piattaforme...


Credo che valga la pena ricuperare questo documento. Lo trovate al link qui sotto. Alla faccia di una censura che sta rendendo quella fascista uno scherzo.


Fulvio Grimaldi 




P.S. Per fortuna avevamo provveduto a salvarne una copia, vedi qui: https://visionetv.it/il-mondo-e-in-fiamme-dietro-il-sipario-talk-show/

sabato 15 maggio 2021

Firenze. La giostra degli irriducibili, 3V ed altri, per un lavoro senza ricatti...

 


Firenze ore 19.00,  piazza della Repubblica,  13 maggio 2021, coordinatrice Federica Picchi...

Molto ben organizzato l'evento prevedeva un palco dove i vari relatori avrebbero fatto i loro interventi ... ma guarda un po' la polizia ha vietato il montaggio del palco perché, c'era il permesso per la manifestazione ma non per il palco... E così i cari ospiti hanno parlato da sopra la piattaforma mobile del camion che conteneva il palco... i rimedi si trovano sempre...

Chi sono i partecipanti che portavano la loro testimonianza? Quali i temi che sono stati toccati?... 

Ecco molti erano ristoratori con un rappresentante, presidente di conf-commercio, che ha parlato a loro nome, evidenziando come 14 mesi di chiusura delle attività di ristorazione e di commercio, a causa della pandemia, abbia portato alla cessazione delle attività di 1400 partite IVA solo su Firenze, con rispettivi 14000 disoccupati... Questo è il risultato delle limitazioni imposte per il covid, d'altronde i contagi non sono diminuiti con le chiusure piuttosto con l'avvicinarsi del bel tempo e guarda caso, la natura pone rimedio ai mali spontaneamente... se solo osservassimo più spesso la natura... 

Prima di loro ha preso la parola un notaio che esortava a togliersi la mascherina poiché portarla è fuorilegge e, qualsiasi sanzione per non indossarla sarebbe inapplicabile; oltre ai vari problemi che può causare di respirazione, fastidio, percezione ecc...  anche questa imposizione non sembra dare buoni risultati nei confronti di un virus che si trasmette come l'influenza...

Alla manifestazione erano presenti anche altri gruppi, gli "irriducibili", alcuni rappresentanti del movimento 3V che il 17 saranno a Roma alla manifestazione contro l'obbligo vaccinale per i sanitari. A proposito già 4 pullman pieni partiranno dalla Toscana e altri da diverse città italiane. Inoltre altro evento il 29 maggio ore 15.30 a Sesto fiorentino sempre come tema la libertà di scelta terapeutica del M3V al quale si sta considerando anche un intervento degli "irriducibili";...  

Hanno preso la parola anche il gruppo degli irriducibili con Gabriella, un Oss sospesa dal lavoro perché ha rifiutato di vaccinarsi... Una donna lavoratrice ricattata dal suo datore di lavoro... come può il lavoro essere oggetto di ricatto? Questo è l'effetto del decreto Draghi del 1 di aprirle di  quest'anno... Un vaccino che non ti dà sicurezza di immunità ìe di non trasmissibilità come può essere imposto?

Così la nostra Gabriella si trova nella condizione di affrontare da sola con la sua famiglia il.problema della sopravvivenza sua e dei suoi figli... 

Cosa producono questi provvedimenti? Chiusure, disoccupazione, scomodità, preoccupazioni.
Questo è ciò che unisce tutti i lavoratori commercianti e operatori sanitari che non vogliono vaccinarsi tutti si ritrovano senza lavoro e senza possibilità di mantenersi vivi, attivi, utili.... 

Per i diritti che abbiamo c'è stato chi ha lottato per averli, se noi non faremo altrettanto ci verranno tolti, il.lavoro, la dignità e la libertà sono tra questi diritti, fdfendiamoli.

Giuseppe Finamore - Aderente alla Rete Bioregionale



Prossime manifestazioni:

La manifestazione di 3V contro l'obbligo vaccinale, il greenpass e lo slittamento del voto elettorale, che si terrà a Roma lunedì 17 maggio, si svolgerà a Piazza Bocca della Verità. Vi aspettiamo, dalle ore 14. - https://fb.me/e/1q7JWWeNC



venerdì 14 maggio 2021

15 maggio. Commemorazione della NAKBA



Il 15 maggio 2021, data in cui i palestinesi commemorano la Nakba (Catastrofe) del 1948 in cui il nascente stato di Israele ha messo in atto un piano di pulizia etnica che ha causato l'espulsione di oltre 750.000 palestinesi dalla loro terra, stiamo vedendo ancora una volta il sistema di oppressione israeliano all'opera nei suoi aspetti più brutali.

Decine di famiglie palestinesi vengono espulse dalle loro case nel quartiere di Sheikh Jarrah, nella Gerusalemme Est occupata e annessa illegalmente da Israele, per fare posto a coloni israeliani. Questo processo di pulizia etnica continua da decenni a Gerusalemme e in altre parti dei territori occupati, in violazione della Quarta Convenzione di Ginevra che vieta il trasferimento di popolazione della potenza occupante nei territori occupati.


Attraverso sfratti, demolizioni di case, confische di terre, leggi discriminatorie, Israele dal 1948 continua a perseguire lo stesso obiettivo in tutta la Palestina storica: ottenere il massimo della terra con il minimo di palestinesi.


Dopo avere represso violentemente le manifestazioni di attivisti palestinesi e israeliani in solidarietà alle famiglie di Sheikh Jarrah, le forze di sicurezza israeliane hanno tentato di impedire ai fedeli musulmani l'accesso alla Spianata delle moschee nei giorni di preghiera per la fine del Ramadan e li hanno attaccati brutalmente anche all'interno delle moschee a più riprese, provocando sinora centinaia di feriti.


La tensione è salita alle stelle con il lancio di razzi da Gaza sul territorio di Israele che hanno provocato 7  vittime. Come al solito Israele ha risposto con un uso sproporzionato della forza, bombardando ripetutamente diverse località nella Striscia di Gaza e provocando 87 morti civili, inclusi numerosi bambini, fino a questo momento (mentre si prepara una massiccia invasione militare di Gaza).


Dopo 73 anni, la Nakba continua ancora oggi per i palestinesi. Israele porta avanti il suo progetto coloniale di insediamento che punta a sottrarre terra e risorse ai palestinesi e negare loro i diritti fondamentali, incluso il diritto al ritorno dei rifugiati per i palestinesi espulsi dalle loro terre durante la Nakba e per i loro discendenti, la maggior parte dei quali vive ancora nei campi profughi sparsi nella regione.


Da decenni Israele impone a tutti i palestinesi, nei territori occupati, in Israele e nella diaspora, un regime di apartheid, come hanno recentemente confermato i rapporti di Human Rights Watch e di B’Tselem, la più importante organizzazione per i diritti umani israeliana.

 

L’apartheid israeliana colpisce in ogni aspetto della vita dei palestinesi, dovunque si trovino. Anche nella pandemia COVID-19 in corso, mentre è acclamato come un modello nella gestione delle vaccinazioni, Israele attua una vera e propria apartheid sanitaria, negando il diritto dei palestinesi nei territori occupati ad accedere ai vaccini, in violazione degli obblighi della potenza occupante di garantire la salute della popolazione occupata.


La comunità internazionale continua a ignorare quella che è ormai una realtà lampante: Israele sta commettendo crimini contro l’umanità di apartheid e persecuzione nei confronti dei palestinesi, come denunciato da HRW. Infatti reagisce alle gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale da parte di Israele con deboli condanne, senza prendere misure efficaci affinché Israele risponda delle proprie responsabilità. Di fronte alle violenze di questi giorni lancia appelli alla calma a israeliani e palestinesi, ignorando il diritto dei palestinesi di resistere all’occupazione militare e la sproporzione di forze tra la potenza occupante e gli occupati.


Di fronte alle complicità di governi, istituzioni e imprese con le politiche di Israele e ai tentativi di marginalizzare la lotta dei palestinesi attraverso gli accordi tra Israele e le petro-monarchie del Golfo promossi dagli Stati Uniti, la solidarietà concreta della società civile internazionale con il popolo palestinese è l’unica risposta.


Per questo invitiamo tutt* a mobilitarsi a fianco dei palestinesi che lottano per il diritto all’autodeterminazione e resistono al regime di colonizzazione, occupazione e apartheid imposto da Israele, rafforzando le campagne di boicottaggio e disinvestimento e chiedendo che vengano imposte di sanzioni mirate nei confronti di Israele per i suoi crimini, come ci chiede la società civile palestinese.



CONTRO L'APARTHEID ISRAELIANA, PER I DIRITTI DEI PALESTINESI

Presidio in piazza dell’Unità - Bologna
Sabato 15 maggio 2021, ore 18:00

Solidarietà con la lotta dei palestinesi contro il regime israeliano di colonialismo, occupazione militare e apartheid, per la libertà, la giustizia e l’uguaglianza



Per informazioni e adesioni al presidio scrivete a:   info.bdsbologna@gmail.com





giovedì 13 maggio 2021

Crimini contro l'umanità: avvocati israeliani fanno causa al governo per aver costretto i cittadini alla somministrazione del vaccino Pfizer a mRNA



Insieme ai funzionari della sanità pubblica degli Stati Uniti, i media mainstream sono stati pronti a lodare Israele per il riuscito lancio del programma di iniezione covid. Secondo la rivista sanitaria Health Affairs, metà della popolazione del paese è stata completamente vaccinata a partire dal 15 marzo, e almeno il 60% dei 9 milioni di cittadini israeliani aveva ricevuto almeno una dose.

Ma la decisione di Israele di costringere efficacemente tutti i cittadini a ricevere i vaccini sperimentali contro il COVID è stata messa seriamente in discussione dagli attivisti per i diritti umani, e una recente petizione presentata contro il governo sostiene che il Primo Ministro e Ministro della Sanità - in combutta con l’importante multinazionale farmaceutica Pfizer - stanno violando sfacciatamente il famigerato codice di Norimberga.

Avvocati e attivisti per i diritti umani, Arie Suchovolsky e Ruth Machnes, hanno recentemente presentato una petizione al Tribunale penale internazionale contro il governo israeliano. La loro accusa? Il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Sanità israeliano Yuli Edelstein avrebbero violato il codice di Norimberga facendo un accordo con il gigante farmaceutico Pfizer al fine di imporre richieste eclatanti ai loro elettori, in particolare ricevere il vaccino o essere esclusi dalla partecipazione alle attività commerciali e sociali.

Come riportato dal New York Post nel gennaio di quest'anno, Israele “ha raggiunto un accordo” con Pfizer promettendo di condividere “dati medici” in cambio di un “flusso continuo” del vaccino sperimentale. Più o meno nello stesso periodo, Israele ha lanciato anche un "Pass verde" per i suoi cittadini. Questa legislazione incredibilmente inquietante costringe le persone a portare documenti (digitali o meno) che dimostrino di aver ricevuto il vaccino sperimentale a mRNA della Pfizer per potersi muovere liberamente nella propria comunità. Mentre negozi, centri commerciali e musei erano aperti a tutti, solo le persone che accettavano l’iniezione (e lo potevano dimostrare) sarebbero state in grado di andare in teatri, locali musicali, hotel, ristoranti e bar.

NON ammissibili al cosiddetto "Pass verde" sono le persone che si sono riprese dal COVID-19 e quindi si presume abbiano acquisito naturalmente l'immunità. (Le autorità non sanno ancora con certezza quanto dura la cosiddetta "immunità" dopo un vaccino contro il COVID e se è significativamente più lunga dell'immunità dall'infezione naturale; le migliori stime di Pfizer suggeriscono che il loro farmaco funzionerebbe per almeno 6 mesi).

Il problema, dicono gli attivisti per i diritti umani, è che questo viola chiaramente il consenso informato dei cittadini israeliani e costringe essenzialmente le persone a partecipare a un esperimento medico a livello nazionale, se non vogliono essere trattate come “cittadini di serie B” impossibilitati a svolgere molte delle normali attività quotidiane. Il farmaco imposto deve ancora essere approvato per l’uso da parte di qualsiasi organo di governo.

Puoi ascoltare un'intervista A Suchovolsky e Machnes, l'intervista si intitola "The Whistleblower Newsroom – 04.23.21."

Uno sguardo alla storia: 3 cose veloci da sapere sul famoso Codice di Norimberga

Chiamato “il documento più importante nella storia dell'etica della ricerca medica” dal New England Journal of Medicine,il Codice di Norimberga sta vivendo una rinascita mentre l'implementazione del vaccino COVID continua in tutto il mondo. Ecco tre cose da sapere su questo importante codice:

  1. Il Codice di Norimberga fu scritto nel 1947 dopo che i medici nazisti furono processati per aver eseguito esperimenti medici omicidi che comportavano la tortura e l’uccisione dei prigionieri dei campi di concentramento. Il codice si basa sulla filosofia di base secondo cui “il consenso volontario del soggetto umano è assolutamente essenziale”.
  2. Il codice, che puoi leggere qui nella sua interezza, include 10 principi fondamentali, il primo dei quali afferma che le persone che ricevono un farmaco sperimentale “dovrebbero avere la capacità legale di fornire il proprio consenso;  dovrebbero essere messe in condizione di esercitare la propria libertà di scelta, senza che intervenga alcun elemento di forzatura, frode, inganno, imposizione, o altre forme di costrizione o coercizione;  e dovrebbero avere abbastanza conoscenza e comprensione delle questioni implicate in modo tale di comprenderle e compiere una decisione assennata.”
  3. Il primo principio afferma anche che “il dovere e la responsabilità di accertare la qualità del consenso spettano a chiunque avvii, diriga o si impegni nell’esperimento”.
Ora, pensate a come è stato portato il programma di vaccinazione contro il covid. Infermieri e medici stanno adottando le misure appropriate per garantire la “qualità del consenso” di tutti i destinatari dell'iniezione? Le persone - compresi i cittadini israeliani - sono in grado di esercitare “libero potere di scelta” quando decidono se ricevere l’iniezione del vaccino contro il COVID, oppure i destinatari di tale iniezione la stanno affrontando con coercizione, forza, coercizione e costrizione? L'idea stessa di un "Pass Verde" non è un chiaro esempio di costrizione e coercizione?

Ma la domanda più importante è la seguente: un maggior numero di persone si opporrà a questi esempi di pericolosa imposizione governativa?


Articolo di Sara Middleton, pubblicato il 6 maggio 2021 su Nature Health 365



mercoledì 12 maggio 2021

Afghanistan - Il dramma continua...



E’ quasi passato sotto silenzio nei nostri mass media la notizia di un attentato in un liceo femminile di Kabul in Afghanistan che ha causato la morte di 55 studentesse ed il ferimento o la mutilazione di molte altre. Gli autori dell’attentato, che non aveva nessuno scopo militare, sono facilmente individuabili: si tratta di qualcuna delle agguerrite formazioni estremiste di fanatici islamici agenti da anni nel paese (Talebani, ISIS, ecc.) che non ammettono che le donne possano istruirsi, vivere libere e padrone del loro destino.

C’è stato negli anni ’70 ed ’80 del secolo scorso un governo laico afghano che aveva affrontato il problema della situazione medioevale in cui si trovavano le donne afghane. Il governo laico e progressista dell’epoca guidato dal Partito Comunista aveva imposto per legge l’istruzione obbligatoria per le ragazze fino alle scuole superiori e vietata la pratica per cui ragazze, anche giovanissime, venivano vendute dalle famiglie al migliore offerente con l’uso di matrimoni combinati. Venivano riconosciuti pari diritti a tutti i cittadini indipendentemente dal sesso (come succede in altri stati progressisti del Medio Oriente, come la Siria, visti invece come il fumo negli occhi in Occidente che preferisce allearsi con stati reazionari ed oscurantisti come l’Arabia Saudita ed altre monarchie del Golfo Arabo).

Gli Stati Uniti e la NATO decisero però che l’Afghanistan socialista, alleato dell’URSS, non doveva vivere. Furono armati fino ai denti i peggiori estremisti islamici del paese, mentre “volontari” arabi, organizzati da Al Qaida sotto il comando del carismatico Bin Laden accorrevano per sostenere i rivoltosi. All’epoca Bin Laden e la sua organizzazione Al Qaida erano attivamente sostenuti dalla CIA americana e dai Servizi segreti del Pakistan islamico. La caduta del governo afghano dopo una lunga resistenza fu favorita anche dal tradimento dell’irresponsabile Gorbacev che ritirò dal paese le truppe sovietiche corse in aiuto dell’Afghanistan socialista. D’altra parte non ci si poteva aspettare altro da un uomo che ha contribuito a distruggere in pochi anni la seconda potenza mondiale.

Dopo la vittoria i rivoltosi “mujiaidin” si divisero in una serie di fazioni insanguinando il paese in una lunga guerra civile da cui emersero i Talebani, inizialmente sostenuti dagli USA. Dopo l’11 settembre del 2001 gli Stati Uniti decisero di rompere l’alleanza con i Talebani ed invasero il paese, iniziando una guerra feroce che dura ancora dopo 20 anni ed ha causato danni e lutti enormi. Ora gli USA, ed i loro alleati della NATO tra cui anche l’Italia che ha mandato anch’essa truppe nel paese, hanno deciso di ritirarsi. L’Afghanistan  semidistrutto è lasciato nel caos più completo e nelle mani di feroci bande estremiste islamiche. L’attentato al liceo femminile è un segnale di quale sia il quadro in cui si muove l’incerto futuro dell’Afghanistan.

Vincenzo Brandi