"Intimidazioni telefoniche alla Marcegaglia? Macché! Si tratta di uno scherzo..! Anzi, un vero scherzetto..." (Saul Arpino)
I vertici de Il Giornale, non potendo negare quanto contenuto nelle telefonate intercettate tra di loro e il segretario della Marcegaglia in cui si minacciava la Marcegaglia stessa di una azione di dossieraggio analoga a quella che ha perseguitato Fini sulla casa di Montecarlo, se essa non avesse corretto il tiro delle sue critiche al governo, dichiarano che "..era tutto solo uno scherzo..!!"
Sembra quasi di risentire la scusa idiota ed incredibile di Scaiola al quale avevano pagato la casa "a sua insaputa"....
La "mafia", in prima battuta, minaccia e ricatta le sue vittime facendo loro capire che non é "Igenico" contrastare il suo volere.
Ci sembra che lo schema seguito minacciando la Marcegaglia sia dello stesso stampo!
Decisivo il fatto che la Marcegaglia stessa dichiara di avere percepito la telefonata come una "minaccia reale".
Una cosa però nessuno dice anche se appare di tutta evidenza e cioé che si dovrebbe cercare di capire chi é il mandante vero o morale di queste minacce anche perché ai vertici de Il Giornale, le critiche della Marcegaglia al governo non riguardano a titolo personale.
I giudici dell'antica Roma, che di diritto se ne intendevano, quando intraprendevano una indagine criminale consideravano in primo luogo il principio del "Cui prodest" (a chi giova).
Ci sembra di potere affermare che l'azione di critica della Marcegaglia verso il governo nuocesse soprattutto a Berlusconi e pertanto sorge il dubbio che sia Berlusconi stesso la persona cui le minacce alla Marcegaglia avrebbero potuto giovare..!!
Ognuno ne tragga le conclusioni che crede!
Piccola considerazione: ora si capisce il perché di tanto accanimento contro le intercettazioni giudiziarie...?!!!
Alessandro Mezzano
venerdì 8 ottobre 2010
Rete Bioregionale Italiana: “Il vero federalismo é solo bioregionale. No alle Regioni carrozzoni, sì alle Province espressione della comunità locale”
Mi tocca tornare sul discorso del “federalismo” vista la spinta governativa verso l'attuazione di una riforma che contribuirebbe ad alienare ulteriormente il senso dell'appartenenza al luogo allontanando vieppiù gli abitanti dalle istituzioni ed oscurando l'identità locale, nazionale ed Europea.
La costituzione degli Enti Regionali in Italia é stato uno dei mali della politica nostrana, tesa a spartirsi la torta amministrativa. Ha fatto comodo ai partiti che si sono creati delle piccole repubbliche all'interno dello stato contemporaneamente permettendo agli amministratori locali di mungere alle prebende pubbliche e gestire le ricchezze del popolo a fini personalistici. Prova ne sia -ad esempio- il gonfiamento paradossale della spesa sanitaria, con norme interne, attuazioni e finalità differenziate, con l'impossibilità di trasferimento da una Regione all'altra come si trattasse di stati esteri e con la suddivisione delle cariche e degli enti fra i soliti congiunti politici, senza nessun reale beneficio per la salute pubblica. Ma non voglio parlare di questo... per ora!
L'Italia é un piccolo paese che per secoli ha patito il male della suddivisione in vari staterelli, il risultato é che solo dopo l'unità (di cui fra poco ricorre il 150° anniversario) si é ripreso a parlare di identità nazionale ed é stato possibile costruire un popolo, con tutte le difficoltà che ancora persistono e che sono visibili nella nostra società “spaccata” fra nord e sud... fra est ed ovest, fra isole e promontori...
Nel frattempo in Europa, a partire dalla fine dell'ultima guerra mondiale, é andato avanti un processo unificatorio che ora si chiama Comunità Europea. Questa unione é buona per il vecchio continente che ha subito per troppi anni divisioni e guerre intestine. La distribuzione dei poteri in chiave di separazione politica non aiuta assolutamente l'integrazione fra i popoli.
Perciò consideriamo quale potrebbe essere la conseguenza di un “federalismo”(come si prefigura questo che si vuole attuare) che parte dal concetto della separazione delle varie realtà della penisola ai fini di gestire “meglio” le singole ricchezze. Questa nuova parcellizzazione dell'Italia porterà ulteriori mali al popolo italiano ed all'Europa tutta. La costituzione di -a tutti gli effetti- nuove “repubblichette” indipendenti all'interno del contesto nazionale ed europeo non sarà un vantaggio per la comunità, anzi porterà guai, delusioni ed odi... E di questo non abbiamo bisogno proprio ora che la crisi economica galoppante e la spinta allo sfacelo morale si fa più forte in Italia e nel mondo.
C'é bisogno di solidarietà e di capacità di riconoscersi con il luogo in cui si vive senza però cancellare l'unitarietà della vita e la consapevolezza che il pianeta é uno come una é la specie umana. Non si può continuare a separare la comunità degli umani su basi etniche o “sociali” o “religiose” o “politiche”... L'integrazione é solo una ovvia conseguenza del vivere in luogo riconoscendolo come la propria casa. Perciò il vero federalismo può essere solo bioregionale ed il riconoscimento con il luogo di residenza deve avvenire nelle forme più semplici e vicine al contesto socio/ambientale in cui si vive. Questo contesto é ovviamente la comunità del paese, e della città che riunisce una serie di paesi in una comunità facilmente riconducibile ad una identità condivisa. Questa é la “Provincia”. Le Province lungi dal dover essere eliminate dovrebbero anzi assurgere al ruolo rappresentativo dell'identità locale e tale riconoscimento non alienerebbe la comunione ed il senso di appartenenza all'Europa ed al mondo bensì aiuterebbe il radicamento al luogo in cui si vive e la responsabilizzazione a mantenerlo sano e compatto.
C'é inoltre da dire che dal punto di vista storico le Province da tempo immemorabile hanno rappresentato il “luogo di origine” mentre le Regioni sono state create massimamente a tavolino per soddisfare esigenze politiche indifferenti alla comunità. Vedesi la costituzione del Lazio, formato per soddisfare le esigenze di una città che doveva essere la capitale di un nuovo impero, costituito smembrando la Tuscia, rubando territori all'Umbria (Rieti) e aree all'ex Regno di Napoli (Formia, Gaeta, etc.). Oggi Roma ed area metropolitana con i suoi 6 milioni di abitanti (più i non registrati, quasi altrettanti) ha completamente fagocitato il territorio e la gestione delle risorse relegando il ruolo delle Province storiche a quello di “fornitura di servizi e ubicazione di scomodi impianti inquinanti”... (Ma é logico quando si vede che i 9/10 dei residenti laziali stanno a Roma e siccome siamo in democrazia così deve andare...). In verità le grandi città metropolitane dovrebbero essere tutte “città regione” e magari pure decrescere.. se si vuole che il cancro da loro rappresentato non si propaghi al territorio...
Ma non voglio allargarmi troppo oltre l'argomento menzionato nel titolo.
Paolo D'Arpini, referente della Rete Bioregionale Italiana
http://www.circolovegetarianocalcata.it/2010/10/07/30-e-31-ottobre-2010-san-severino-marche-%e2%80%93-incontro-annuale-della-rete-bioregionale-italiana-in-occasione-di-samahinognissanti-%e2%80%9cbentornati-a-casa%e2%80%9d/
….....................
Altri articoli sul Bioregionalismo:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=bioregionalismo
http://www.google.com/search?hl=it&client=gmail&rls=gm&q=rete+bioregionale+italiana&btnG=Cerca&aq=f&aqi=g1&aql=&oq=&gs_rfai=
La costituzione degli Enti Regionali in Italia é stato uno dei mali della politica nostrana, tesa a spartirsi la torta amministrativa. Ha fatto comodo ai partiti che si sono creati delle piccole repubbliche all'interno dello stato contemporaneamente permettendo agli amministratori locali di mungere alle prebende pubbliche e gestire le ricchezze del popolo a fini personalistici. Prova ne sia -ad esempio- il gonfiamento paradossale della spesa sanitaria, con norme interne, attuazioni e finalità differenziate, con l'impossibilità di trasferimento da una Regione all'altra come si trattasse di stati esteri e con la suddivisione delle cariche e degli enti fra i soliti congiunti politici, senza nessun reale beneficio per la salute pubblica. Ma non voglio parlare di questo... per ora!
L'Italia é un piccolo paese che per secoli ha patito il male della suddivisione in vari staterelli, il risultato é che solo dopo l'unità (di cui fra poco ricorre il 150° anniversario) si é ripreso a parlare di identità nazionale ed é stato possibile costruire un popolo, con tutte le difficoltà che ancora persistono e che sono visibili nella nostra società “spaccata” fra nord e sud... fra est ed ovest, fra isole e promontori...
Nel frattempo in Europa, a partire dalla fine dell'ultima guerra mondiale, é andato avanti un processo unificatorio che ora si chiama Comunità Europea. Questa unione é buona per il vecchio continente che ha subito per troppi anni divisioni e guerre intestine. La distribuzione dei poteri in chiave di separazione politica non aiuta assolutamente l'integrazione fra i popoli.
Perciò consideriamo quale potrebbe essere la conseguenza di un “federalismo”(come si prefigura questo che si vuole attuare) che parte dal concetto della separazione delle varie realtà della penisola ai fini di gestire “meglio” le singole ricchezze. Questa nuova parcellizzazione dell'Italia porterà ulteriori mali al popolo italiano ed all'Europa tutta. La costituzione di -a tutti gli effetti- nuove “repubblichette” indipendenti all'interno del contesto nazionale ed europeo non sarà un vantaggio per la comunità, anzi porterà guai, delusioni ed odi... E di questo non abbiamo bisogno proprio ora che la crisi economica galoppante e la spinta allo sfacelo morale si fa più forte in Italia e nel mondo.
C'é bisogno di solidarietà e di capacità di riconoscersi con il luogo in cui si vive senza però cancellare l'unitarietà della vita e la consapevolezza che il pianeta é uno come una é la specie umana. Non si può continuare a separare la comunità degli umani su basi etniche o “sociali” o “religiose” o “politiche”... L'integrazione é solo una ovvia conseguenza del vivere in luogo riconoscendolo come la propria casa. Perciò il vero federalismo può essere solo bioregionale ed il riconoscimento con il luogo di residenza deve avvenire nelle forme più semplici e vicine al contesto socio/ambientale in cui si vive. Questo contesto é ovviamente la comunità del paese, e della città che riunisce una serie di paesi in una comunità facilmente riconducibile ad una identità condivisa. Questa é la “Provincia”. Le Province lungi dal dover essere eliminate dovrebbero anzi assurgere al ruolo rappresentativo dell'identità locale e tale riconoscimento non alienerebbe la comunione ed il senso di appartenenza all'Europa ed al mondo bensì aiuterebbe il radicamento al luogo in cui si vive e la responsabilizzazione a mantenerlo sano e compatto.
C'é inoltre da dire che dal punto di vista storico le Province da tempo immemorabile hanno rappresentato il “luogo di origine” mentre le Regioni sono state create massimamente a tavolino per soddisfare esigenze politiche indifferenti alla comunità. Vedesi la costituzione del Lazio, formato per soddisfare le esigenze di una città che doveva essere la capitale di un nuovo impero, costituito smembrando la Tuscia, rubando territori all'Umbria (Rieti) e aree all'ex Regno di Napoli (Formia, Gaeta, etc.). Oggi Roma ed area metropolitana con i suoi 6 milioni di abitanti (più i non registrati, quasi altrettanti) ha completamente fagocitato il territorio e la gestione delle risorse relegando il ruolo delle Province storiche a quello di “fornitura di servizi e ubicazione di scomodi impianti inquinanti”... (Ma é logico quando si vede che i 9/10 dei residenti laziali stanno a Roma e siccome siamo in democrazia così deve andare...). In verità le grandi città metropolitane dovrebbero essere tutte “città regione” e magari pure decrescere.. se si vuole che il cancro da loro rappresentato non si propaghi al territorio...
Ma non voglio allargarmi troppo oltre l'argomento menzionato nel titolo.
Paolo D'Arpini, referente della Rete Bioregionale Italiana
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giovedì 7 ottobre 2010
"No all'aeroporto low cost di Viterbo..!" - Appello popolare alla Regione Lazio, alla Provincia e al Comune di Viterbo
"Il Bullicame di Viterbo va salvato dalle mire devastatorie dei nemici dell'ambiente e della vita" (Saul Arpino)
All'assessore ai Trasporti della Regione Lazio a tutti i membri della Commissione Trasporti della Regione Lazio e per opportuna conoscenza: al prefetto di Viterbo, al sindaco del Comune di Viterbo, al presidente della Provincia di Viterbo, alla presidente della Regione Lazio, all'assessore all'ambiente del Comune di Viterbo, a tutti i consiglieri del Comune di Viterbo, all'assessore all'ambiente della Provincia di Viterbo, a tutti i consiglieri della Provincia di Viterbo, all'assessore all'ambiente della Regione Lazio, a tutti i consiglieri della Regione Lazio, alla ministra dell'Ambiente, al ministro dei Beni Culturali, al ministro della Salute, al ministro dei Trasporti, alla ministra del Turismo, ai mezzi d'informazione locali e nazionali.
Oggetto: Appello in difesa dell'area naturalistica, archeologica e termale del Bullicame; contro la realizzazione di un mega-aeroporto nocivo, distruttivo e fuorilegge
Gentile assessore ai Trasporti della Regione Lazio,
le segnaliamo che l'area naturalistica, archeologica e termale del Bullicame a Viterbo, di dantesca memoria, un vero e proprio bene dell'umanita', e' gravemente minacciata di irreversibile devastazione e catastrofico inquinamento da manovre speculative di selvaggia aggressione sia del territorio e dei beni naturali e culturali, sia della salute e dei diritti della popolazione locale.
Punta di lancia di questa aggressione e' il progetto dissennato ed illecito di realizzare, nel cuore di un'area cosi' unica e preziosa, un mega-aeroporto nocivo, distruttivo e fuorilegge.
La realizzazione del mega-aeroporto nel cuore dell'area del Bulicame avrebbe come immediate e disastrose conseguenze: a) lo scempio dell'area del Bullicame e dei beni ambientali e culturali che vi si trovano; b) la devastazione dell'agricoltura della zona circostante; c) l'impedimento alla valorizzazione terapeutica e sociale delle risorse termali; d) un pesantissimo inquinamento chimico, acustico ed elettromagnetico di grave nocumento per la salute e la qualita' della vita della popolazione locale (l'area e' peraltro nei pressi di popolosi quartieri della citta'); e) il collasso della rete infrastrutturale dell'Alto Lazio, territorio gia' gravato da pesanti servitu'; f) uno sperpero colossale di soldi pubblici; g) una flagrante violazione di leggi italiane ed europee e dei vincoli di salvaguardia presenti nel territorio.
Quell'area va tutelata nel modo piu' adeguato: istituendovi un parco naturalistico, archeologico e termale; e fin d'ora respingendo ogni operazione speculativa, inquinante, devastatrice, illecita.
E cio' che occorre all'Alto Lazio nell'ambito dei trasporti e' un modello di mobilita' sostenibile ed adeguato centrato sul potenziamento delle ferrovie e coerente con un modello di sviluppo che valorizzi e non distrugga i beni culturali ed ambientali e le autentiche vocazioni produttive del territorio.
Con la presente lettera sollecitiamo un suo impegno in difesa di questa preziosa area, assurdamente minacciata di irreversibile devastazione, e in difesa del diritto alla salute della popolazione viterbese; un impegno che si opponga alla realizzazione di un insensato ed illegale mega-aeroporto nel cuore dell'area del Bullicame a Viterbo.
Restando a disposizione per ogni ulteriore informazione, distinti saluti,
le persone partecipanti all'incontro di formazione alla nonviolenza svoltosi domenica 3 ottobre 2010 presso il centro sociale "Valle Faul" di Viterbo
Sottoscrive Paolo D'Arpini, referente della Rete Bioregionale Italiana e portavoce di European Consumers Tuscia
....................
Altri articoli sull'aeroporto di Viterbo:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=aeroporto+viterbo
All'assessore ai Trasporti della Regione Lazio a tutti i membri della Commissione Trasporti della Regione Lazio e per opportuna conoscenza: al prefetto di Viterbo, al sindaco del Comune di Viterbo, al presidente della Provincia di Viterbo, alla presidente della Regione Lazio, all'assessore all'ambiente del Comune di Viterbo, a tutti i consiglieri del Comune di Viterbo, all'assessore all'ambiente della Provincia di Viterbo, a tutti i consiglieri della Provincia di Viterbo, all'assessore all'ambiente della Regione Lazio, a tutti i consiglieri della Regione Lazio, alla ministra dell'Ambiente, al ministro dei Beni Culturali, al ministro della Salute, al ministro dei Trasporti, alla ministra del Turismo, ai mezzi d'informazione locali e nazionali.
Oggetto: Appello in difesa dell'area naturalistica, archeologica e termale del Bullicame; contro la realizzazione di un mega-aeroporto nocivo, distruttivo e fuorilegge
Gentile assessore ai Trasporti della Regione Lazio,
le segnaliamo che l'area naturalistica, archeologica e termale del Bullicame a Viterbo, di dantesca memoria, un vero e proprio bene dell'umanita', e' gravemente minacciata di irreversibile devastazione e catastrofico inquinamento da manovre speculative di selvaggia aggressione sia del territorio e dei beni naturali e culturali, sia della salute e dei diritti della popolazione locale.
Punta di lancia di questa aggressione e' il progetto dissennato ed illecito di realizzare, nel cuore di un'area cosi' unica e preziosa, un mega-aeroporto nocivo, distruttivo e fuorilegge.
La realizzazione del mega-aeroporto nel cuore dell'area del Bulicame avrebbe come immediate e disastrose conseguenze: a) lo scempio dell'area del Bullicame e dei beni ambientali e culturali che vi si trovano; b) la devastazione dell'agricoltura della zona circostante; c) l'impedimento alla valorizzazione terapeutica e sociale delle risorse termali; d) un pesantissimo inquinamento chimico, acustico ed elettromagnetico di grave nocumento per la salute e la qualita' della vita della popolazione locale (l'area e' peraltro nei pressi di popolosi quartieri della citta'); e) il collasso della rete infrastrutturale dell'Alto Lazio, territorio gia' gravato da pesanti servitu'; f) uno sperpero colossale di soldi pubblici; g) una flagrante violazione di leggi italiane ed europee e dei vincoli di salvaguardia presenti nel territorio.
Quell'area va tutelata nel modo piu' adeguato: istituendovi un parco naturalistico, archeologico e termale; e fin d'ora respingendo ogni operazione speculativa, inquinante, devastatrice, illecita.
E cio' che occorre all'Alto Lazio nell'ambito dei trasporti e' un modello di mobilita' sostenibile ed adeguato centrato sul potenziamento delle ferrovie e coerente con un modello di sviluppo che valorizzi e non distrugga i beni culturali ed ambientali e le autentiche vocazioni produttive del territorio.
Con la presente lettera sollecitiamo un suo impegno in difesa di questa preziosa area, assurdamente minacciata di irreversibile devastazione, e in difesa del diritto alla salute della popolazione viterbese; un impegno che si opponga alla realizzazione di un insensato ed illegale mega-aeroporto nel cuore dell'area del Bullicame a Viterbo.
Restando a disposizione per ogni ulteriore informazione, distinti saluti,
le persone partecipanti all'incontro di formazione alla nonviolenza svoltosi domenica 3 ottobre 2010 presso il centro sociale "Valle Faul" di Viterbo
Sottoscrive Paolo D'Arpini, referente della Rete Bioregionale Italiana e portavoce di European Consumers Tuscia
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Altri articoli sull'aeroporto di Viterbo:
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mercoledì 6 ottobre 2010
Ecologia sociale, rapporti fra genitori e figli, crescita genetica e la protesta studentesca contro i provvedimenti della Gelmini
"Genitori e figli. E' attraverso questo rapporto che la natura sviluppa il suo piano di evoluzione genetica..." (Saul Arpino)
Ante scriptum
Questa che segue é una lettera ricevuta da una madre che analizza i suoi rapporti con la figlia adolescente anche nella considerazione di quel che é la scuola oggi e soprattutto di quel che fu il suo rapporto -ai suoi tempi- con i suoi genitori. I tempi sono forse cambiati ma le problematiche -genitori figli- sia pur diverse, manifestano quelle stesse tendenze, che nella psicanalisi vengono definite di attrazione repulsione emulazione, tese comunque al superamento dello specifico modello fornito dai genitori.
Insomma il figlio deve poter dimostrare a se stesso ed ai genitori che é in grado di accrescere il bagaglio genetico ereditato.. ed in questo tentativo si intraprende un “nuovo” percorso che a volte cerca di escludere le esperienze già vissute dai genitori. Ma é poi possibile? In effetti é solo una continuazione in altri termini.... Posso dire anch'io di aver compiuto questo percorso.. ricordo ad esempio quando mio padre morì e mi fu consegnato -in memoria- un malloppo di suoi scritti e considerazioni sulla vita, ebbene sapete che ho fatto?
Ho lasciato il bauletto da qualche parte sino a potermelo completamente dimenticare (difatti non so più nemmeno che fine abbia fatto) ed ho continuato a scrivere a modo mio.. pensando che in ogni caso l'eredità di mio padre era già dentro di me e quindi non avevo bisogno di riscontri esterni e di comparazioni con lui.
Paolo D'Arpini
…...............lettera ricevuta
Caro Paolo
….a proposito dei discorsi riguardo a mia figlia Giulia, ho ripensato a come ero io alla sua età e a cosa mi piaceva fare: mi piaceva si accontentare i miei (con la scuola) ed infatti andavo benino, per il resto mi piaceva ascoltare il rock (David Bowie, Genesis, Jethro Tull), il country (Crosby, Stills, Nash and Young, Joni Mitchell), qualche cantautore italiano (De Gregori, poco Guccini, pochissimo De Andrè) e correre dietro ai ragazzi, oppure trovarmi con le amiche a parlare di ragazzi e ascoltare la musica. Se incontravo un ragazzo interessante che ascoltava la mia stessa musica o, meglio ancora, suonava la chitarra, 2+2, l'invaghimento era garantito. Se mia madre mi avesse chiesto di andare a una qualsivoglia riunione le avrei riso in faccia (nonostante io fossi una brava e rispettosa ragazza).
Se Giulia oggi e domani va alle riunioni degli studenti a Roma per lo sciopero dell'8ottobre contro la Gelmini io mi posso solo togliere tanto di cappello. Io non ne ho mai capito niente di politica, sono di sinistra perché mio padre era comunista (come dice la canzone di Gaber) e perché tendenzialmente credo che dovremmo avere tutti gli stessi diritti e le stesse opportunità, indipendentemente dalla famiglia di origine e dalle spinte che ti può dare (ma capisco che nella realtà è ben diverso), che non dovrebbe valere la legge del più forte e di chi alza di più la voce, che si dovrebbe condividere la vita di più con gli altri, partendo dal tempo e dallo spazio, passando poi alle cose materiali (un buon pranzo consumato insieme, un letto in più che ci sia sempre in una casa per ospitare chi è di passaggio), fino alla condivisione delle emozioni delle idee e dei sentimenti..... ma è così difficile..... sono io carente o sono gli altri?
Non so perché partendo da Giulia sono passata a questo discorso. Comunque da quello che mi hai detto stamattina ho capito che non sei molto abituato ad immedesimarti negli altri, invece come bene scriveva, Bettelheim nel suo bellissimo libro "Un genitore quasi perfetto" per capire i propri figli bisogna sempre ripensare a come eravamo noi alla loro età. E' vero che siamo ognuno diverso, col nostro, almeno in parte, diverso corredo genetico, e le esperienze vissute fanno il resto.
Infatti io faccio fatica a capire Giulia perchè io, col mio DNA e le mie esperienze, ero molto diversa da lei, ero una di quelle "brave bambine" abituate a compiacere i genitori, mentre Giulia fa tutto il contrario, come se volesse provare fino a che punto arriva il mio amore per lei. Io, quand'ero bambina, nel dubbio, facevo di tutto per farmi volere bene, non volevo rischiare di perderlo, quell'amore...........
Scusa questo sfogo un po' psicoterapeutico..
Daniela
..........
Altri articoli di Ecologia Sociale:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=ecologia+sociale
Ante scriptum
Questa che segue é una lettera ricevuta da una madre che analizza i suoi rapporti con la figlia adolescente anche nella considerazione di quel che é la scuola oggi e soprattutto di quel che fu il suo rapporto -ai suoi tempi- con i suoi genitori. I tempi sono forse cambiati ma le problematiche -genitori figli- sia pur diverse, manifestano quelle stesse tendenze, che nella psicanalisi vengono definite di attrazione repulsione emulazione, tese comunque al superamento dello specifico modello fornito dai genitori.
Insomma il figlio deve poter dimostrare a se stesso ed ai genitori che é in grado di accrescere il bagaglio genetico ereditato.. ed in questo tentativo si intraprende un “nuovo” percorso che a volte cerca di escludere le esperienze già vissute dai genitori. Ma é poi possibile? In effetti é solo una continuazione in altri termini.... Posso dire anch'io di aver compiuto questo percorso.. ricordo ad esempio quando mio padre morì e mi fu consegnato -in memoria- un malloppo di suoi scritti e considerazioni sulla vita, ebbene sapete che ho fatto?
Ho lasciato il bauletto da qualche parte sino a potermelo completamente dimenticare (difatti non so più nemmeno che fine abbia fatto) ed ho continuato a scrivere a modo mio.. pensando che in ogni caso l'eredità di mio padre era già dentro di me e quindi non avevo bisogno di riscontri esterni e di comparazioni con lui.
Paolo D'Arpini
…...............lettera ricevuta
Caro Paolo
….a proposito dei discorsi riguardo a mia figlia Giulia, ho ripensato a come ero io alla sua età e a cosa mi piaceva fare: mi piaceva si accontentare i miei (con la scuola) ed infatti andavo benino, per il resto mi piaceva ascoltare il rock (David Bowie, Genesis, Jethro Tull), il country (Crosby, Stills, Nash and Young, Joni Mitchell), qualche cantautore italiano (De Gregori, poco Guccini, pochissimo De Andrè) e correre dietro ai ragazzi, oppure trovarmi con le amiche a parlare di ragazzi e ascoltare la musica. Se incontravo un ragazzo interessante che ascoltava la mia stessa musica o, meglio ancora, suonava la chitarra, 2+2, l'invaghimento era garantito. Se mia madre mi avesse chiesto di andare a una qualsivoglia riunione le avrei riso in faccia (nonostante io fossi una brava e rispettosa ragazza).
Se Giulia oggi e domani va alle riunioni degli studenti a Roma per lo sciopero dell'8ottobre contro la Gelmini io mi posso solo togliere tanto di cappello. Io non ne ho mai capito niente di politica, sono di sinistra perché mio padre era comunista (come dice la canzone di Gaber) e perché tendenzialmente credo che dovremmo avere tutti gli stessi diritti e le stesse opportunità, indipendentemente dalla famiglia di origine e dalle spinte che ti può dare (ma capisco che nella realtà è ben diverso), che non dovrebbe valere la legge del più forte e di chi alza di più la voce, che si dovrebbe condividere la vita di più con gli altri, partendo dal tempo e dallo spazio, passando poi alle cose materiali (un buon pranzo consumato insieme, un letto in più che ci sia sempre in una casa per ospitare chi è di passaggio), fino alla condivisione delle emozioni delle idee e dei sentimenti..... ma è così difficile..... sono io carente o sono gli altri?
Non so perché partendo da Giulia sono passata a questo discorso. Comunque da quello che mi hai detto stamattina ho capito che non sei molto abituato ad immedesimarti negli altri, invece come bene scriveva, Bettelheim nel suo bellissimo libro "Un genitore quasi perfetto" per capire i propri figli bisogna sempre ripensare a come eravamo noi alla loro età. E' vero che siamo ognuno diverso, col nostro, almeno in parte, diverso corredo genetico, e le esperienze vissute fanno il resto.
Infatti io faccio fatica a capire Giulia perchè io, col mio DNA e le mie esperienze, ero molto diversa da lei, ero una di quelle "brave bambine" abituate a compiacere i genitori, mentre Giulia fa tutto il contrario, come se volesse provare fino a che punto arriva il mio amore per lei. Io, quand'ero bambina, nel dubbio, facevo di tutto per farmi volere bene, non volevo rischiare di perderlo, quell'amore...........
Scusa questo sfogo un po' psicoterapeutico..
Daniela
..........
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martedì 5 ottobre 2010
Sicilia: Ratzinger in visita papale con sospensione costituzionale - Lettera aperta di Giuseppe Turrisi Salvatore
Che il ducetto bestemmiatore sia disposto a tutto per riconquistarsi l’omertà della Chiesa gerarchica può apparire scontato. Che il suo ministro degli interni – di un partito che celebrava i riti pagani celtici! – fosse pronto, con analogo bacio della pantofola clericale, a calpestare i diritti costituzionali più elementari dei cittadini di Palermo, sarà solo l’ennesimo “stupro della Costituzione” che giustamente Di Pietro ha addebitato a questo regime ogni giorno più infame.
Ma che di fronte a tanta enormità i giornali che si definiscono “indipendenti” non facciano titoli di scatola, che i loro editorialisti sempre pronti a sbandierare i “valori liberali” facciano spallucce, che le opposizioni Pd e altri Casini neppure si accorgano dello scempio compiuto, che il Capo delloStato, che rappresenta l’unità della nazione sotto il vincolo della Costituzione, faccia lo gnorri, tutto questo lascia esterrefatti e agghiacciati.
Infatti a Palermo, durante la visita del papa Ratzinger, sono state sospese le libertà costituzionali, e tranne il sottoscritto non ha ancora protestato nessuno. Eppure è un vero e proprio “stupro della Costituzione” che venga rimosso uno striscione con cui dei cittadini volevano “manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altri mezzo di diffusione” (articolo 21 della Costituzione italiana, teoricamente non ancora abrogato). Quello striscione sarebbe stato un diritto anche qualora vi fosse stato scritto “Abbasso Ratzinger!” in tutte le sue articolazioni e varianti, sia chiaro. Invece riportava semplicemente una frase del vangelo di Matteo, 21,13: “La mia casa è casa di preghiera ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri”, parole che per Ratzinger dovrebbero essere le parole stesse di Dio, ma che solerti funzionari del governo del bestemmiatore e del celtico hanno fatto rimuovere, facendo intervenire addirittura i vigili del fuoco.
E non basta: nella libreria “Altroquando”, una delle librerie storiche di Palermo, di quelle poche librerie (vale per tutta l’Italia) che sono ancora centri di vita culturale anziché meri supermarket del libro, era affisso un ironico cartello che diceva “I love Milingo” [vedi video youtube qui annesso]. La polizia lo ha tolto, senza alcun mandato di alcun magistrato, violando non solo l’articolo 21 ma anche l’articolo 14, della Costituzione, che recita: “Il domicilio è inviolabile. Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale”.
Di fronte a tutto questo non è accettabile il silenzio, i furbi “distinguo”, le tiepide “prese di distanza”. E se gli intellettuali corrivi tacciono, lanciamo dai siti web una raccolta di firme.
Non solo. Chi ha ordinato di togliere striscioni e cartelli ha commesso un reato. E in Italia l’azione penale è obbligatoria. Ci domandiamo cosa aspetti la procura di Palermo ad aprire una inchiesta per individuare i responsabili di tali prevaricazioni, i mandanti – in tutta la loro catena gerarchica, perché i poliziotti obbediscono ai prefetti e i prefetti al ministro dell’interno e al primo ministro bestemmiatore – di questa inammissibile violazioni delle nostre libertà più elementari.
Distinti Saluti
Giuseppe Turrisi Salvatore
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Altri articoli su papa Ratzinger:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=papa+ratzinger
Ma che di fronte a tanta enormità i giornali che si definiscono “indipendenti” non facciano titoli di scatola, che i loro editorialisti sempre pronti a sbandierare i “valori liberali” facciano spallucce, che le opposizioni Pd e altri Casini neppure si accorgano dello scempio compiuto, che il Capo delloStato, che rappresenta l’unità della nazione sotto il vincolo della Costituzione, faccia lo gnorri, tutto questo lascia esterrefatti e agghiacciati.
Infatti a Palermo, durante la visita del papa Ratzinger, sono state sospese le libertà costituzionali, e tranne il sottoscritto non ha ancora protestato nessuno. Eppure è un vero e proprio “stupro della Costituzione” che venga rimosso uno striscione con cui dei cittadini volevano “manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altri mezzo di diffusione” (articolo 21 della Costituzione italiana, teoricamente non ancora abrogato). Quello striscione sarebbe stato un diritto anche qualora vi fosse stato scritto “Abbasso Ratzinger!” in tutte le sue articolazioni e varianti, sia chiaro. Invece riportava semplicemente una frase del vangelo di Matteo, 21,13: “La mia casa è casa di preghiera ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri”, parole che per Ratzinger dovrebbero essere le parole stesse di Dio, ma che solerti funzionari del governo del bestemmiatore e del celtico hanno fatto rimuovere, facendo intervenire addirittura i vigili del fuoco.
E non basta: nella libreria “Altroquando”, una delle librerie storiche di Palermo, di quelle poche librerie (vale per tutta l’Italia) che sono ancora centri di vita culturale anziché meri supermarket del libro, era affisso un ironico cartello che diceva “I love Milingo” [vedi video youtube qui annesso]. La polizia lo ha tolto, senza alcun mandato di alcun magistrato, violando non solo l’articolo 21 ma anche l’articolo 14, della Costituzione, che recita: “Il domicilio è inviolabile. Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale”.
Di fronte a tutto questo non è accettabile il silenzio, i furbi “distinguo”, le tiepide “prese di distanza”. E se gli intellettuali corrivi tacciono, lanciamo dai siti web una raccolta di firme.
Non solo. Chi ha ordinato di togliere striscioni e cartelli ha commesso un reato. E in Italia l’azione penale è obbligatoria. Ci domandiamo cosa aspetti la procura di Palermo ad aprire una inchiesta per individuare i responsabili di tali prevaricazioni, i mandanti – in tutta la loro catena gerarchica, perché i poliziotti obbediscono ai prefetti e i prefetti al ministro dell’interno e al primo ministro bestemmiatore – di questa inammissibile violazioni delle nostre libertà più elementari.
Distinti Saluti
Giuseppe Turrisi Salvatore
.............
Altri articoli su papa Ratzinger:
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domenica 3 ottobre 2010
LETTERA DI SAN FRANCESCO AI REGGITORI DEI POPOLI
Caro Paolo, felice giornata, il mio abbraccio sia sempre con te, per
trasmetterti affetto e fiducia continua!
Come ogni anno, in occasione della festa di San Francesco, ti invio
una sua "testimonianza", una perla d'amore che non si "svela"
immediatamente, ma che, spero, possa lasciare nel cuore di ognuno un
momento di dolcezza e di VERITA'. Mi piacerebbe che, della seguente
lettera, fosse presa in particolare considerazione, quella frase in
cui Francesco invita i "reggitori dei popoli" a farsi promotori,
presso tutti coloro i quali sono stati posti nella loro "cura", di
rendere "grazie" al Signore. In tutto questo aleggia un significato
profondo! Non è un caso che spetti proprio ai "governanti" trasmettere
il senso del ringraziamento, ma come si può realizzare questo? E'
semplice, si realizza nel momento in cui, gli stessi "governanti"
ringraziano essi stessi, in primis il popolo che permette loro di
svolgere il compito e il lavoro nel quale si vedono impegnati.
Francesco comprese l'importanza del rapporto "armonico" tra popolo e
governante e tra Dio e l'uomo! Un abbraccio
Antonella Pedicelli
LETTERA DI SAN FRANCESCO AI REGGITORI DEI POPOLI
A tutti i potestà e consoli, magistrati e reggitori ovunque, e a tutti
coloro a cui giungerà questa lettera, frate Francesco, vostro servo
nel Signore Dio, piccolo e disprezzato, augura salute e pace.
Ricordate e pensate che il giorno della morte si avvicina. Vi supplico
allora, con rispetto per quanto posso, di non dimenticare il Signore,
presi come siete dalle cure e dalle preoccupazioni del mondo.
Obbedite ai suoi comandamenti, poiché tutti quelli che dimenticano il
Signore e si allontanano dalle sue leggi sono maledetti e saranno
dimenticati da Lui.
E quando verrà il giorno della morte, tutte quelle cose che credevano
di avere saranno loro tolte. E quanto più saranno sapienti e potenti
in questo mondo, tanto più dovranno patire le pene dell'inferno.
Perciò vi consiglio, signori miei, di mettere da parte ogni cura e
preoccupazione e di ricevere devotamente la comunione del santissimo
corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo in sua santa memoria.
E dovete dare al Signore tanto onore fra il popolo a voi affidato,
che ogni sera un banditore proclami o altro segno annunci che siano
rese lodi e grazie all'Onnipotente Signore Iddio da tutto il popolo. E
se non farete questo, sappiate che voi dovete rendere ragione al
Signore Dio vostro Gesù Cristo nel giorno del giudizio.
Coloro che porteranno con sé questa lettera e la osserveranno,
sappiano che sono benedetti dal Signore .
Il Signore vt benedica e vi custodisca. Mostri a voi il suo Volto e
abbia misericordia di voi. Volga a voi il Suo sguardo e vi dia pace.
Il Signora vi benedica.
(S. Francesco)
trasmetterti affetto e fiducia continua!
Come ogni anno, in occasione della festa di San Francesco, ti invio
una sua "testimonianza", una perla d'amore che non si "svela"
immediatamente, ma che, spero, possa lasciare nel cuore di ognuno un
momento di dolcezza e di VERITA'. Mi piacerebbe che, della seguente
lettera, fosse presa in particolare considerazione, quella frase in
cui Francesco invita i "reggitori dei popoli" a farsi promotori,
presso tutti coloro i quali sono stati posti nella loro "cura", di
rendere "grazie" al Signore. In tutto questo aleggia un significato
profondo! Non è un caso che spetti proprio ai "governanti" trasmettere
il senso del ringraziamento, ma come si può realizzare questo? E'
semplice, si realizza nel momento in cui, gli stessi "governanti"
ringraziano essi stessi, in primis il popolo che permette loro di
svolgere il compito e il lavoro nel quale si vedono impegnati.
Francesco comprese l'importanza del rapporto "armonico" tra popolo e
governante e tra Dio e l'uomo! Un abbraccio
Antonella Pedicelli
LETTERA DI SAN FRANCESCO AI REGGITORI DEI POPOLI
A tutti i potestà e consoli, magistrati e reggitori ovunque, e a tutti
coloro a cui giungerà questa lettera, frate Francesco, vostro servo
nel Signore Dio, piccolo e disprezzato, augura salute e pace.
Ricordate e pensate che il giorno della morte si avvicina. Vi supplico
allora, con rispetto per quanto posso, di non dimenticare il Signore,
presi come siete dalle cure e dalle preoccupazioni del mondo.
Obbedite ai suoi comandamenti, poiché tutti quelli che dimenticano il
Signore e si allontanano dalle sue leggi sono maledetti e saranno
dimenticati da Lui.
E quando verrà il giorno della morte, tutte quelle cose che credevano
di avere saranno loro tolte. E quanto più saranno sapienti e potenti
in questo mondo, tanto più dovranno patire le pene dell'inferno.
Perciò vi consiglio, signori miei, di mettere da parte ogni cura e
preoccupazione e di ricevere devotamente la comunione del santissimo
corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo in sua santa memoria.
E dovete dare al Signore tanto onore fra il popolo a voi affidato,
che ogni sera un banditore proclami o altro segno annunci che siano
rese lodi e grazie all'Onnipotente Signore Iddio da tutto il popolo. E
se non farete questo, sappiate che voi dovete rendere ragione al
Signore Dio vostro Gesù Cristo nel giorno del giudizio.
Coloro che porteranno con sé questa lettera e la osserveranno,
sappiano che sono benedetti dal Signore .
Il Signore vt benedica e vi custodisca. Mostri a voi il suo Volto e
abbia misericordia di voi. Volga a voi il Suo sguardo e vi dia pace.
Il Signora vi benedica.
(S. Francesco)
sabato 2 ottobre 2010
Marche: Domenico Scilipoti prosegue il suo viaggio nell'allucinante mondo dell'usura...
“Anche nelle autorità delle Marche abbiamo trovato tanta disponibilità verso l’operato del Forum Nazionale Antiusura Bancaria”.
L’On. Dott. Scilipoti (IDV) commenta soddisfatto i risultati dei colloqui e delle conferenze nella regione del Centro Italia tormentata dall’usura, bancaria e non. Nella visita è stato accompagnato dal Coordinatore Regionale avv. Adolfo Pesaresi, da Emidio Orsini, coordinatore dell'Italia Centrale, dall’avv. Alessandra Cavalletti, responsabile della Provincia di Ancona, dall’avv. Andrea Luzi, responsabile della Provincia di Macerata.
“Con il Presidente della Sezione Penale della Corte d'Appello di Ancona, dr. Raniero Gaggiotti - continua il deputato di Italia dei Valori – molto sensibile alle istanze del Forum, abbiamo affrontato i tema della lunghezza dei processi, ma anche posto l’accento sulle pubblicità ingannevoli delle banche circa i vari prodotti finanziari presentati in modo distorto”. Successivamente è stato incontrato il Presidente del Tribunale di Ancona, dr. Vincenzo d'Aprile, che ha dimostrato un'apertura notevole al Forum fino al punto di suggerire di inoltrargli una comunicazione finalizzata alla razionalizzazione nell'applicazione di alcune norme in fase di emissione di decreto ingiuntivo.
E' stato poi incontrato il Prefetto, dr. Paolo Orrei, che ha illustrato l'attività della Prefettura dando ampia disponibilità ad appoggiare il Forum. E' seguita la conferenza stampa in Comune in presenza del Vice Sindaco, dr. Marcello Pesaresi, che ha valutato con estremo favore l'attività del Forum. Dell'incontro è stata data ampia diffusione nell'edizione serale del TG3, nonché sul del Corriere Adriatico, con il giornalista Federico Capezza. Poi si è tenuta un'assemblea pubblica presso la Regione Marche alla presenza del dr. Pietro Marcolini, assessore al Bilancio, Credito, Patrimonio e Trasporti della Regione Marche che fatto presente la possibilità per l'associazione di fare richiesta di iscrizione dell'associazione presso il registro tenuto dalla regione.
La giornata si è conclusa ad Ascoli Piceno, presso la sala Docens, dove si tenuto un incontro/dibattito. “In tutte le sedi abbiamo illustrato ampiamente l'attività, gli scopi e le finalità del Forum Antiusura Bancaria - conclude l’On. Scilipoti (IDV) –
Il viaggio continua. Il Forum deve essere presente ovunque c’è bisogno, perché uniti si può vincere”.
Dott. Giuseppe Cuschera
Ufficio Stampa dell'On. Dott. Domenico Scilipoti
L’On. Dott. Scilipoti (IDV) commenta soddisfatto i risultati dei colloqui e delle conferenze nella regione del Centro Italia tormentata dall’usura, bancaria e non. Nella visita è stato accompagnato dal Coordinatore Regionale avv. Adolfo Pesaresi, da Emidio Orsini, coordinatore dell'Italia Centrale, dall’avv. Alessandra Cavalletti, responsabile della Provincia di Ancona, dall’avv. Andrea Luzi, responsabile della Provincia di Macerata.
“Con il Presidente della Sezione Penale della Corte d'Appello di Ancona, dr. Raniero Gaggiotti - continua il deputato di Italia dei Valori – molto sensibile alle istanze del Forum, abbiamo affrontato i tema della lunghezza dei processi, ma anche posto l’accento sulle pubblicità ingannevoli delle banche circa i vari prodotti finanziari presentati in modo distorto”. Successivamente è stato incontrato il Presidente del Tribunale di Ancona, dr. Vincenzo d'Aprile, che ha dimostrato un'apertura notevole al Forum fino al punto di suggerire di inoltrargli una comunicazione finalizzata alla razionalizzazione nell'applicazione di alcune norme in fase di emissione di decreto ingiuntivo.
E' stato poi incontrato il Prefetto, dr. Paolo Orrei, che ha illustrato l'attività della Prefettura dando ampia disponibilità ad appoggiare il Forum. E' seguita la conferenza stampa in Comune in presenza del Vice Sindaco, dr. Marcello Pesaresi, che ha valutato con estremo favore l'attività del Forum. Dell'incontro è stata data ampia diffusione nell'edizione serale del TG3, nonché sul del Corriere Adriatico, con il giornalista Federico Capezza. Poi si è tenuta un'assemblea pubblica presso la Regione Marche alla presenza del dr. Pietro Marcolini, assessore al Bilancio, Credito, Patrimonio e Trasporti della Regione Marche che fatto presente la possibilità per l'associazione di fare richiesta di iscrizione dell'associazione presso il registro tenuto dalla regione.
La giornata si è conclusa ad Ascoli Piceno, presso la sala Docens, dove si tenuto un incontro/dibattito. “In tutte le sedi abbiamo illustrato ampiamente l'attività, gli scopi e le finalità del Forum Antiusura Bancaria - conclude l’On. Scilipoti (IDV) –
Il viaggio continua. Il Forum deve essere presente ovunque c’è bisogno, perché uniti si può vincere”.
Dott. Giuseppe Cuschera
Ufficio Stampa dell'On. Dott. Domenico Scilipoti
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