martedì 4 marzo 2014

Il golpe (fiananziario) è servito - Cronistoria

Nel novembre del 2011, sia l’Italia che la Grecia hanno subìto, contemporaneamente, un «golpe bianco» senza che i rispettivi popoli se ne siano resi conto.

bilderberg-incontro-a-roma


Analizziamo i fatti: Il giornalista Alan Friedman ha parlato di:
Incontro tra Napolitano e Monti a Giugno 2011
Incontro tra Monti e Prodi ad Agosto 2011
Incontro a Saint Moritz tra Monti e De Benedetti ad Agosto 2011
Ma cosa è successo realmente a Saint Moritz a Giugno 2011 che vide il coinvolgimento del futuro Presidente del Consiglio Mario Monti in un incontro ben più importante di quello avuto con De Benedetti ma di cui nessun giornale ha parlato e che anche Friedman ha censurato nella sua ricostruzione ?
Dal 9 al 12 Giugno 2011 a Saint Moritz c’è stata la riunione ufficiale del Club Bilderberg con i 120 uomini più importanti dell’alta finanza speculativa, delle banche centrali, delle multinazionali, dei governi e dell’Unione Europea. Tutti riuniti per tre giorni a porte chiuse in un hotel di lusso senza copertura mediatica dell’evento.
http://www.bilderbergmeetings.org/meeting_2011.html
Vediamo alcuni dei nomi presenti nelle liste ufficiali dei partecipanti a quella riunione insieme a Mario Monti.
Josef Ackermann: Presidente della Deutsche Bank
Peter Sutherland: Presidente della Goldman Sachs
Jean-Claude Trichet: Presidente della Banca Centrale Europea
Quale fu il ruolo di queste tre banche nella crisi italiana di quel periodo ?
• Deutsche Bank ha inspiegabilmente venduto nei primi sei mesi del 2011 l’88% dei titoli italiani in portafoglio. (Ricordiamo che l’ha fatto in un periodo in cui lo spread era nella norma ed il Governo in carica aveva la maggioranza) quindi non c’era nessuna emergenza che riguardava l’Italia.
(“Lente Consob su Deutsche Bank”: LA BANCA TEDESCA AVEVA ANNUNCIATO LA VENDITA DI 7 MILIARDI DI EURO DI BTP IN SOLI SEI MESI. CORRIERE 2 AGOSTO 2011)
http://www.corriere.it/economia/11_agosto_02/consob-richiesta-deutsche_e26124ba-bd06-11e0-b530-d2ad6f731cf9.shtm
La Goldman Sachs, invece, già responsabile per aver indotto la crisi sui mercati americani e per questo incriminata ha effettuato a sua volta una massiccia vendita di titoli italiani ed una serie di speculazioni sui nostri mercati.
“CRISI: Goldman Sachs ha innescato vendite Btp”                                                                                                                      Milano finanza 10/Novembre/2011
http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=201111100904011010
Con le conseguenze delle sue stesse speculazioni la Goldman Sachs e le lobby finanziarie ad essa collegate (Bilderberg; Trilaterale) sono riuscite a piazzare i loro uomini in posti chiave mentre la Germania della Deutsche bank ha tratto enormi benefici dalla crisi dei paesi periferici.                                                                                              
Basta guardare le date e l’incredibile tempistica:
1 Novembre 2011: Mario Draghi scelto come Presidente della Banca Centrale Europea
(Goldman Sachs; Commissione Trilaterale; Gruppo Bilderberg)
Nonostante la Goldman Sachs fosse stata incriminata per aver indotto la crisi sui mercati.
http://www.repubblica.it/economia/2010/04/17/news/rampini_goldman-3407899/
11 Novembre 2011: Lucas Papademos scelto come Presidente del Consiglio tecnico in Grecia
(Goldman Sachs; Commissione Trilaterale; Gruppo Bilderberg)
Nonostante la Goldman Sachs fosse stata accusata di aver truccato i conti della Grecia nel 2001 per permetterle l’entrata nell’ero e l’allora Governatore della Banca di Grecia era proprio Papademos.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/26/prestiti-goldman-sachs-dietro-conti-truccati-della-grecia/199893/
16 Novembre 2011: Mario Monti scelto come Presidente del Consiglio tecnico in Italia
(Goldman Sachs; Commissione Trilaterale; Gruppo Bilderberg)
Nonostante la Goldman Sachs fu tra le due banche responsabili della massiccia vendita di btp che portò all’impennata dello spread, alla caduta del governo democraticamente eletto e all’arrivo di Monti.
Esiste un quarto uomo che ha nel suo CV (Goldman Sachs; Commissione Trilaterale; Gruppo Bilderberg) si chiama Romano Prodi.
A lui avevano evidentemente destinato la Presidenza della Repubblica.
Il piano in quel caso fallì in maniera inaspettata perchè Prodi fu impallinato dai suoi stessi uomini di partito.
Fibrillazione tra i poteri forti che non potevano accettare l’arrivo al Quirinale di un uomo da essi indipendente che si sarebbe potuto opporre ai trattati/truffa che dovevano essere firmati nei mesi successivi. Fu così che in tutta fretta ed in barba alla nostra costituzione fu deciso di riconfermare Napolitano.
Questo spiega perchè come racconta Friedman, nell’estate 2011 (dopo riunione Bilderberg), Monti corse ad incontrare Prodi anche se questi non ricopriva più incarichi politici.
La motivazione è chiara. Il primo era destinato alla Presidenza del consiglio, il secondo alla Presidenza della repubblica ed insieme avrebbero firmato i nuovi trattati europei.
Cosa firmarono nel 2011/2012 Monti e Napolitano ?
Trattati a favore delle banche e delle lobby finanziarie che avrebbero per sempre inchiodato l’Italia all’austerity:
Fiscal Compact con l’introduzione in Costituzione (modificata a nostra insaputa) del pareggio di bilancio.
Meccanismo Europeo di Stabilità (MES): 125 miliardi ad un fondo salva “stati” utilizzato sempre e solo per ricapitalizzare le banche dei paesi in difficoltà.
Semestre Europeo: stabilisce che i governi degli stati nazionali dovranno sottoporre i bilanci nazionali alla commissione e al consiglio europeo nell’aprile di ogni anno per essere esaminati e modificati.
Six Pack: Che prevede ben 6 ghigliottine tra cui la procedura per la vigilanza rafforzata sugli Stati membri e un semi-automatismo delle procedure per l’irrogazione delle sanzioni per i Paesi che violano le regole del Patto come un deposito non fruttifero pari allo 0,2% del PIL convertito in ammenda in caso di non osservanza della raccomandazione di correggere il disavanzo eccessivo.
Monti Bond: 4 miliardi di euro al MPS
Perchè si voleva l’immediata destituzione dei governi in Italia e Grecia ?
Sia il Governo tecnico di Lucas Papademos in Grecia che il Governo tecnico di Mario Monti in Italia sono subentrati, senza avere alcuna legittimità, a due Governi democraticamente eletti i cui leader avevano entrambi espresso posizioni euro-scettiche.
Berlusconi aveva rifiutato gli aiuti del FMI (come riportato nel libro dell’ex primo ministro spagnolo Zapatero) e aveva minacciato di far uscire l’Italia dall’Eurozona (come confermato nel libro dell’ex banchiere centrale Lorenzo Bini Smaghi.)
Papandreu aveva invece dichiarato di voler indire referendum sull’euro.
Ma se al Bilderberg, sono state decise in segretezza le sorti dei governi di Italia e Grecia. Quando sono state comunicate le decisioni prese ai diretti interessati ?
Siamo agli inizi di Novembre del 2011 e a Cannes si tiene il G20
Tornati dal G20, inspiegabilmente Berlusconi e Papandreu lasciano a favore di un governo tecnico pur non avendo mai espresso prima la volontà di lasciare.
Ma chi sono realmente Mario Monti e Lucas Papademos? Da dove provengono? Che cosa hanno in comune? Perché le informazioni che seguono nessuno ce le ha mai fornite?
Entrambi appartengono alla plutocrazia mondiale. Entrambi sono membri della Commissione Trilaterale dello spietato uomo d’affari David Rockefeller. Monti non è soltanto un membro della Commissione, ma ne è stato il Presidente Europeo.
Sia Monti che Papademos appartengono anche al tanto discusso Club Bilderberg, quel Club di potenti che si riunisce in maniera non ufficiale ogni anno in una località che viene «blindata» senza la presenza della stampa. Monti è stato addirittura membro del Comitato Direttivo di questo che è considerato il più controverso Gruppo di potere del mondo ed un vero e proprio governo ombra.

Come la pensa il fondatore di questo club ?
“La sovranità sovranazionale di una elite intellettuale e di banchieri mondiali è sicuramente preferibile all’autodeterminazione nazionale praticata nei secoli passati”. David Rockefeller

Ecco perchè con ogni probabilità è proprio durante le riunioni di queste lobbies che è stato pianificato e deciso di indurre la crisi sui mercati in modo da favorire l’arrivo di governi fantoccio che facessero gli interessi della finanza speculativa.
Questo è avvalorato dal fatto che Monti e Papademos provengono anche dalla Goldman Sachs ed abbiamo visto che ruolo ha svolto la banca americana nella crisi rispettivamente in Italia e Grecia.
In quei giorni la Goldman Sachs emise il suo diktat e, come riportato da Milano Finanza fece sapere che: «in caso di un esecutivo di centro-destra sostenuto da una coalizione più ampia, lo spread si sarebbe attestato intorno ai 400-450 punti, quindi sempre a livelli pericolosi, mentre le elezioni anticipate sarebbero state lo scenario peggiore per i mercati».
L’imposizione fu chiara: dovevamo mettere da parte la nostra democrazia e la nostra Costituzione per fare largo ai loro uomini. Ed, in effetti, è così che sono andate le cose.
Qual è stato il ruolo di Mario Draghi ? Quando è intervenuta la BCE per abbassare gli spread ?
22 dicembre 2011. Poco dopo la salita al Governo di Mario Monti la BCE adotta per la prima volta il long term refinancing operation (LTRO) o piano di rifinanziamento a lungo termine che consiste in interventi finanziari effettuati dalla Banca Centrale in diverse operazioni per un totale di mille miliardi di euro dati alle banche al solo 1% di interessi. Soldi che non verranno mai versati nell’economia reale ma solo per acquistare titoli di stato.
http://www.borsaitaliana.it/notizie/sotto-la-lente/le-longer-term-refinancing-operation193.htm
TROPPO TARDI per salvare il governo democraticamente eletto ma utile per far passare Mario Monti come salvatore della patria.
Diamo uno sguardo all’ideologia della Commissione Trilaterale – nata con l’intento di riportare il dominio delle elite sui cittadini – come si evince dal contenuto di un loro manifesto dal titolo “la crisi della democrazia”.
“La democrazia è solo una delle fonti dell’autorità e non è neppure sempre applicabile. In alcuni casi si deve mettere da parte la legittimazione democratica”.
Nel manifesto a pag 161 vengono tracciate quelli che per noi sono i diritti fondamentali di uno stato democratico e che loro invece chiamano “disfunzioni della democrazia”.
Ricordiamo che la Commissione Trilaterale è stata voluta da Rockefeller della JP MORGAN la banca incriminata anch’essa per aver causato la crisi sui mercati e che recentemente ha fatto sapere che “in Europa dobbiamo stracciare le nostre Costituzioni antifasciste” Repubblica 21 Giugno 2013
Poi c’è tra i fondatori Henry Kissinger accusato di crimini contro l’umanità avendo appoggiato diversi colpi di stato militari come documentato nel libro di Hitchens “processo ad Henry Kissinger” come quello di Pinochet in Cile ai danni di Allende testimoniato da documenti declassificati e resi pubblici dal presidente Clinton.
Ma allora perchè i nostri politici entrano in queste organizzazioni ?
Romano Prodi era insieme a Monti già alla riunione del 1983 (quando Monti non aveva nessuna carica neanche alla Bocconi) a testimonianza che stavano già preparando il futuro dell’Italia da consegnare alle lobby finanziarie.

E’ soltanto un caso quello di Monti e Draghi ? Vediamo cosa successe con il successivo governo.
Letta è membro della Commissione Trilaterale. Nel 2012 fu il solo politico italiano chiamato a sostituire Monti alla riunione del Bilderberg in America (non era segretario del suo partito, ne candidato alla presidenza del consiglio). Qualche mese dopo quella riunione fu scelto sempre da Giorgio Napolitano a sostituire Monti al Governo del paese. IL CERCHIO SI CHIUDE.
http://www.bilderbergmeetings.org/participants2012.html
Che i due Presidenti del Consiglio in questione si stessero organizzando potevamo già intuirlo quando, in tempi non sospetti, l’obiettivo di un fotografo catturò l’immagine di Enrico Letta in Parlamento mentre passava segretamente un vero e proprio pizzino a Mario Monti. Facendo uno zoom della foto, il fotografo riuscì a svelare il contenuto di quel messaggio:
<< Mario quando vuoi indicami forme e modi con cui posso esserti utile dall’esterno, sia ufficialmente sia riservatamente. Per ora mi sembra tutto un miracolo! Ed allora i miracoli esistono >>.
Enrico Letta volerà dalla Merkel il giorno dopo il suo insediamento.                                                     (entrato in carica il 29 aprile, Letta ha incontrato la cancelliera tedesca Angela Merkel il 30 aprile )
Perchè il Governo è cambiato ancora ?
I Presidenti del Consiglio imposti dalle lobby ed i loro ministri sono costretti ad adottare misure economiche impopolari ad esclusivo danno dei cittadini, questo li rende mal visti e fa crescere lo scontento popolare. Prima che la situazione diventi esplosiva, le lobby favoriscono un cambio di casacca in modo da lasciar sfiatare la protesta e permettere ai media di tenere distratta l’opinione pubblica con proclami inneggianti al cambiamento che invece sarà solo di facciata.
Matteo Renzi è volato dalla Merkel in tempi non sospetti (Luglio 2013) e senza un motivo reale (era sindaco di Firenze) ed ha poi organizzato lui stesso una riunione a porte chiuse con i membri dell’alta finanza. Il 17 Marzo tornerà dalla Merkel a sottoporgli il jobs act prima di averlo debitamente esposto agli italiani.
Il suo Ministro dell’Economia ( che come primo atto ha incontrato a porte chiuse il ministro dell’economia tedesco) è stato imposto dai potentati finanziari che hanno messo in ginocchio il paese come il Fondo Monetario Internazionale e risponde unicamente alle imposizioni della Troika. Il Ministro dello Sviluppo Federica Guidi è stato imposto dalla Commissione Trilaterale della quale è membro ufficiale.
Trilaterale, Secchi dichiara: “Dopo Prodi, Monti e Letta ora al governo abbiamo la Guidi”Il Fatto Quotidiano 25 Febbraio 2014
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/25/trilateral-il-presidente-italiano-dopo-prodi-monti-e-letta-ora-al-governo-abbiamo-la-guidi/893575/


FRANCESCO AMODEO - 
http://francescoamodeo.net/

lunedì 3 marzo 2014

Etimologia di economia ed ecologia e la Dea Moneta





L’antica età dell’oro, nella quale la miseria e le guerre erano assenti perché era l’armonia della natura a predominare nell’organismo della società, era fondata sulla pastorizia e sulla raccolta dei frutti della terra.


La parola “economia” proviene da questa situazione aurea formata da due precisi concetti della lingua greca: “oìkos” e “nomòs”, che significano rispettivamente “casa” e “pascolo”.

Infatti “nomòs” non ha solo il significato di “pascolo” ma soprattutto di luogo del pascolare: la regione in cui la pastorizia è possibile e che pertanto determina il pascolo (“nomòs”) rende possibile “fare economia” nel senso più equilibrato del termine, cioè secondo una naturale sobrietà di accumulo di “pecunia” (dal latino “pecus”, pecora) adatta allo scambio mercatorio anche in tempi di scarsità di raccolto.


In altre parole, la tendenza egoistica di qualcuno all’accumulazione all’infinito di “capitale”, anche a danno di altri “soci” dell’“organismo sociale”, era scongiurata, perché l’economia della casa (cioè di “oìkos”, che significa non solo “casa” ma anche “territorio”), fondata sul pascolo (“nomòs”), era caratterizzata dall’avere quantità di capi di bestiame proporzionali alla qualità del territorio ospitante: greggi e mandrie non potevano crescere in modo esponenziale (come avviene oggi nell’economia non reale fondata su strumenti monetari illusori e su giochi di potere borsistici).  

Una simile crescita esagerata sarebbe stata antieconomica perché avrebbe portato alla rovina l’intero “capitale” per mancanza di alimentazione adeguata del gregge.


Gregge o mandria erano dunque proporzionali all’area sulla quale si trovavano.

Diversamente dai manipolatori di capitali e dagli economisti, i pastori sani di mente trovavano insensato accumulare oltre le proprie possibilità di gestione.


Il primigenio strumento monetario per lo scambio di mercanzie (di beni e sevizi) nelle prime forme di mercato fu dunque la “pecunia”.


Il concetto di “capitale” proviene sia dal “capo” nel senso di testa umana o di capo di bestiame, sia dal “foraggio”: in latino "caput", plurale "capita", significa sia “testa” che “capitale”. E "capitum", che significa “foraggio”, “razione”, ha il medesimo plurale "capita"!

Anche da ciò si evince che il capitale ed il foraggio dovevano andare di pari passo.

L’aumento insensato di “capitale” sarebbe stato infatti controproducente per tutti.

Partiva da qui la ritualità della fede nelle divinità del luogo: si trattava di una “convenzione”, che a differenza delle nostre attuali fedi e convenzioni (o convinzioni partitocratiche) era “conveniente” per tutti. Quindi (si trattava di) una “convenzione” “conveniente” per tutti, cioè per ogni essere umano che per un motivo qualsiasi era “convenuto” in quel determinato territorio dell’organismo sociale.


Ecco dunque il senso del consumo rituale, offerto alla fine di ogni annata alle divinità locali. Era la necessità di consumare il sovrappiù di “capitale”, evitando così che deperisse inutilmente, cosa che avrebbe irritato gli dei, che generosamente avevano favorito il sobrio “accumulo”, cioè il mantenimento sano dei capi di bestiame durante la stagione.


Nell’età dell’oro non sarebbe dunque stato possibile accumulare capi di bestiame senza doversene prendere costantemente cura e senza foraggiarli!


Nei tempi antichi fra le divinità c’era la dea Moneta e la dea Pecunia.


Pecunia era una dea che i Romani invocavano per avere ricchezza in abbondanza, cioè un’economia fiorente.


Col prevalere dell’astratto sul concreto, cioè col primo “tradimento dei chierici” della storia, termina l’età dell’oro.


Il capitalista, cioè colui che possedeva capi di bestiame in modo armonico, era diventato preda della mentalità contadina, che aveva prevalso su quella del pastore.

Le cose perciò incominciarono a degenerare: il concetto stesso di ricchezza, anticamente legato al possesso di quantità di capi di bestiame proporzionata ai pascoli territoriali, si trasformò in quello di quantità crescente di capi di bestiame, grazie alle fosse contadine (corrispondenti ai moderni silos) per conservare il foraggio.


E pian piano l’uomo non capì più il senso dell’antico ritualismo.

Un esempio di ciò lo abbiamo tanto dal pagano Arnobio (255 - 327) quanto dal cattolico sant’Agostino (354 - 430), i quali, dimostrando di avere capito ben poco dell’armoniosa economia degli antichi tempi, rimproveravano i politeisti di aver posto Pecunia fra il numero delle loro Divinità da invocare.


Come Giuda che si lamentava con Gesù della sua economia epicheica che non riusciva a capire, Agostino è il prototipo del tradimento dei chierici, perché trovava indecente che la moneta fosse qualcosa di sacro. Ciò disturbava la vasta cultura di Agostino. Varrone (116 a.C. - 27 a.C.) opponendosi alle dichiarazioni di Giovenale (60 circa 140 circa) che l’aveva negata, aveva infatti provato l'esistenza di cerimonie propiziatorie di buona economia, ignote perfino alle persone più erudite.


Se consideriamo alcuni tratti mitologici della moneta, vediamo come questo concetto sia pian piano degenerato rispetto a quello antico.

Il termine "moneta" proviene dalla triade di significati del verbo latino "moneo", rispettivamente connessi alla "mente" (ram-"ment"-are), alle "membra" (ri-"membr"-are), ed al "cuore" (ri-"cor"-dare).


La parola latina "moneta" traduce infatti anche il greco "mnemosine", e Mnemosine era la personificazione divina, appunto, della memoria!


Il dimenticare collettivo di queste cose da parte di uomini nei fu sempre di più indebolito il giudizio critico, caratteristica essenziale dell’umano, fu letale anche per la moneta, che in tale contesto di mancanza di cultura è divenuta l'esatto contrario di ciò che avrebbe dovuto essere, cioè “deperibile” come i chicchi di grano delle messi di Giunone, per esempio!


Moneta era infatti il soprannome di Giunone, la dea chiamata anche “Avvertitrice” perché nel 390 a.C., durante l'invasione dei Galli, le oche sacre del suo santuario “Giunone Moneta”, situato nella sommità nord del Campidoglio, dettero l’allarme coi loro starnazzi, mentre il nemico cercava di assalire la collina con un attacco notturno.


In quel tempio si batteva moneta chiedendo consiglio alla dea, e in segno di ringraziamento per le sue risposte si stabiliva che il conio della moneta venisse effettuato sotto i suoi auspici.

La moneta avrebbe dovuto essere come il grano, qualcosa che come tutto quello che è messo nel divenire, nasce, cresce e muore, facendo sviluppare nel terreno una nuova spiga, utile per il pane e per una nuova semina nel ciclo fiorente del tempo.


Invece la moneta è divenuta un’illusione: qualcosa che anche se messa nel mondo del divenire è spacciata come essere eterno.


Infatti oggi si crede cosa buona e giusta che basti avere un capitale monetario, magari da giocare in Borsa, per vivere di rendita. Ma ciò porta solo ad un’economia degenerata che non c’entra nulla con l’economia reale né col “fare economia” fin qui inteso.


Con l’avvento del pensiero scientifico, e poi dell’illuminismo, e del livellante relativismo culturale, altri esempi di tradimenti dei chierici mostrano come, terminando la fede nelle antiche divinità del politeismo e quella nel monoteismo (morte di Dio), ne sia iniziata un’altra, quella nella scienza intesa come nuovo dogmatismo.


Che la fede antica sia scemata è senz’altro un bene ma a patto che gli dei che si vollero buttare fuori dalla porta della nostra coscienza come misticismo non ritornino poi in noi come superstizione scientifica.


Intendo per superstizione “quod super stat”, cioè “ciò che sta sopra”, vale a dire qualsiasi cosa possiamo porre sopra di noi come mero principio astratto immotivato. Oggi infatti non può più essere possibile un elemento unificatore degli esseri umani che gli esseri umani non possano verificare in se stessi.


“È assurdo ricercare negli esseri singoli del mondo - dice Rudolf Steiner - qualcos’altro di comune, al di fuori del contenuto ideale che il pensare ci fornisce. Tutti i tentativi tendenti ad un’altra unità universale che non sia questo contenuto ideale ottenuto per mezzo del pensare applicato alle nostre percezioni, devono fallire. Né un Dio umanamente personale, né energia o materia, né la volontà, senza idee, di Schopenhauer, possono far da unità universale” (E questo lo dice nel cap. 5° de “La filosofia della libertà).


La degenerazione della moneta e dell’economia ingigantì a tal punto la povertà della maggior parte degli esseri umani a favore del gruppo dei manipolatori di capitali, che l’uomo, credendo illuminata la convinzione che per contrastare l’arricchimento dei ricchi a discapito dei propri simili sempre più depauperati, dovesse operare NON più nella concretezza di una cultura basata su logica di realtà come è per esempio quella della conoscenza dell’etimologia del termine “economia”, bensì con un atto di imperio, cioè con atti di forza istituzionalizzati.

Così facendo, però, mentì a se stesso. Ingannò se stesso.


Tale tradimento dei chierici fu infatti anche l’implicita svalutazione dell’individuo umano a favore della Legge del gruppo, divinizzata.


Infatti, l’atto di forza istituzionalizzabile, per risultare giusto, avrebbe dovuto necessariamente essere regolato da una legge impersonale che tenesse conto dell’interesse generale considerato superiore a quello individuale.


In tal modo, cercando di far risultare giusto un atto di imperio sull’uomo che imperasse sulla degenerazione delle cose e degli uomini, non ci si accorse che l’atto di imperio fu il via ad un’ulteriore degenerazione, la quale diventò addirittura materia di studio nelle istituzioni delle scuole dell’obbligo. E ciò avvenne secondo la stessa logica astratta che aveva già provveduto ad imperare sull’economia reale, cioè concreta.


Infatti nella logica di realtà non potrà mai essere giustificato l’imperio dell’uomo sull’uomo (a meno che si volesse definire la natura umana come malvagia, ma ciò imporrebbe che l’uomo non si occupasse in modo assoluto di nulla, essendo malvagio…

Dunque l'economia non solo degenerò. Perfino l'etimologia del termine "economia" incominciò ad essere intaccata, così che si fece di essa una non-scienza: un valore normativo, impositivo, e forzoso.


È risaputo che l’odierna degenerazione istituzionale dei nostri legislatori ha come attività principale l’occuparsi di virgole, punti ed accenti, cioè di punteggiature. Punteggiature che però fanno la differenza. Un esempio di due secoli fa può chiarirlo: un condannato aveva presentato domanda di grazia al re (Umberto I). Il Ministro di Grazia e Giustizia aveva inoltrato la domanda con questa postilla: “Grazia impossibile - virgola - lasciarlo in prigione”. Il re invece spostò la virgola così “- virgola - impossibile lasciarlo in prigione” e diede la libertà al condannato.

Ecco perché ho ritenuto necessario spiegare spesso che l’etimologia di “economia” studiata oggi nelle scuole di Stato è un’aberrazione.


La parola greca "nòmos" significa “norma”, “legge”. Non significa “pascolo”. Quello è “nomòs”. “Nòmos” invece riguarda il diritto, ma il diritto non c’entra nulla col “nomòs” inserito nella parola “eco-nomia”, che significa, appunto, “pascolo”; e neanche c’entra con l’economia reale, la cui logica è quella degli scambi che si fanno al mercato.

Lo Stato di diritto, non dovrebbe occuparsi di tali scambi se non vuole essere un diritto di Stato, cioè un conflitto di interesse permanente.


Il cambio d’accento da “nomòs” a “nòmos”, operato dal tradimento dei chierici universitari che sono culo e camicia coi legislatori del malaffare, con tutti i politici compiacenti, e con tutta la cultura massmediatica, è letale per l’economia, e genera la cosiddetta economia politica, o la politica economica che dir si voglia, vale a dire l’amministrazione politica dell’economia, che è la MORTE dell’economia.


Il pensiero che vuole realizzare una cosa del genere ce lo mostrano i numerosi programmi di partito e di governo odierni.


Lo stesso Matteo Renzi, insediandosi come capo del governo italiano, ha per esempio dichiarato innanzitutto che la cosa più importante per un governo è la scuola, ovviamente la scuola dell’obbligo in cui si fanno studiare cose dall’accento sbagliato (bisognerebbe ricordargli!)! Infatti ci si basa ancora sull’errore etimologico di Rousseau, che riferendo l’economia ai termini “oikos” e “nòmos”, la spiegò come governo della casa “saggio e legittimo” (Rousseau, “Grande Encyclopédie”, 5° vol.).


Si crede che certi settori di produzione vadano amministrati collettivamente per omologarli in campi amministrativi più vasti, cioè in una sorta di centrale amministrativa che diriga il tutto in una sorta di mega ufficio economico centrale che amministri tutto il consumo e tutta la produzione.

Ma cosa c’entra il diritto con la produzione e il consumo o con la routine dell'amministrazione politica da applicare alla vita economica?


In base a tali programmi può solo verificarsi che la vita economica diventa completamente politicizzata perché gli interessati conoscono solo l'amministrazione della politica.


E ciò non significa altro che la distruzione politica della vita economica.

“Nomòs” non va d’accordo con “nòmos” perché il pastore non ha bisogno della “Legge” della pastorizia, così come il pescatore non ha bisogno della “Legge” della pescagione, o come il cacciatore non ha bisogno della “Legge” della cacciagione.

Ogni creatore di beni necessita solo della sua immaginativa morale e si muove in conformità a questa.


Il “Nòmos”, la “Legge”, non serve alla creatività umana perché la creatività umana può creare la “Legge”, ma non viceversa.


Oggi è necessario più che mai rendersi conto che questa prassi che si vuole imporre alla vita economica è qualcosa che le è del tutto estraneo, e che pertanto può solo devitalizzarla.

Quasi sempre, chi parla di programmi per riformare l’economia o addirittura di rivoluzionarla per dare lavoro a tutti è, tutto sommato, un puro e semplice politico che vive nel pregiudizio secondo il quale ciò che ha imparato in ambito politico vada bene anche per l’amministrazione dell'economia.

Ma un risanamento del ciclo economico può aver luogo solo se l’economia è studiata e gestita a partire dalle sue condizioni di vita specifiche, così come queste risultano anche dalla logica di realtà presente nell’etimologia del termine “economia”.


I riformatori politicanti dell’economia vogliono solo che sia la gerarchia di uffici centrali detta “Stato” a stabilire cosa dev’essere prodotto e cosa dev’essere studiato a partire dalle scuole elementari fino alle università.


Tanto la cultura, quanto l’intera produzione degli Stati è così subordinata a una gerarchia di amministratori politici.


E questo è il succo della maggior parte delle idee di riforma economica del presente.

Non ci si rende conto, o non ci si vuole rendere conto, che con simili riforme non si può che restare all’odierno livello di crisi senza eliminare i danni che, al contrario, non possono che crescere a dismisura.


Ogni socializzazione di questo genere può solo portare distruzione, e non può produrre niente di proficuo per il futuro.


Oggi l’Europa si sta reincarnando nell'URSS proprio a causa dell’amministrazione politica dell'economia, e in base a leggi che l’economia non ha in sé, dato che “nomòs” non è “nòmos”!

Carestia e suicidi sono dovuti alla intromissione forzosa della politica nell’economia.

Basti pensare che in questi tempi di crisi conclamata “la Comunità europea concede un indennizzo per la distruzione degli agrumi in eccesso” (G. Falcone, "Cose di Cosa Nostra", Ed. Rizzoli, Milano, p. 144).


Se per la logica economica ciò è giustificabile, dato che rendendo rara una merce la si rende più cara, ciò non dovrebbe essere giustificato per il diritto. La logica economica non dovrebbe coincidere con quella giuridica, dato che quest’ultima dovrebbe implicare il concetto di uguaglianza fra gli uomini.



Se i bambini muoiono di fame, se i genitori si suicidano, e se i politicanti dell’economia di Stato in combutta coi legislatori fanno in modo di incentivare la distruzione degli agrumi (questo è solo un esempio), significa che il concetto di uguaglianza per questi ultimi non vale, dato che costoro evidentemente si sentono diversi...


Nereo Villa


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Articolo collegato: 

http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/2013/04/vagare-nella-natura-per-scoprire-i-suoi.html

domenica 2 marzo 2014

Il colpo di stato di banche e governi - Recensione

Il colpo di stato di banche e governi
 L'attacco alla democrazia in Europa
di Luciano Gallino


"Il lavoro precede il capitale e non dipende da esso!" Come una dichiarazione di guerra questa frase, semplice ma “letale”, dal giorno in cui fu pronunciata ha provocato vittime e catastrofi. Un semplice pensiero di un politico in uno stato che stava scegliendo la strada da percorrere per arrivare allo scopo per cui era nato. L'uomo era il Presidente USA Lincoln, l'anno il 1861 e l'occasione era la richiesta al Congresso di emettere moneta "gratis" e non più agganciata al sistema bancario al quale riconoscere un agio di emissione. Soluzione semplice al secolare e vampirizzante “signoraggio bancario”. Oggi però gli USA sono il maggior debitore mondiale verso le banche.
Il crack del 1929 iniziò con il fallimento di una piccola banca austriaca di proprietà dei Rothschild che aveva nelle sue casse tutto il debito dello Stato ungherese. Oggi quella banca è dell'UNICREDIT.

Nel 1933 gli stessi USA tentarono di mettere rimedio all'errore fatto nel non aver previsto una netta separazione tra economia e finanza; tra banche speculative e banche depositarie. Non previdero la violenta  reazione delle banche e queste divennero sempre più grandi e aggressive.
Ovvio, “L'argent fait la guerre”, e le banche ne governano la durata, ma sono soltanto uno strumento nelle mani dei pochi “soci” di un circolo dall’innocuo nome … Bilderberg.

Il legame tra banche rivoluzioni, strategie della tensione e guerre è semplicemente evidente, ma verificarne i meccanismi è impresa di pochi. Tutt'altra storia modificare o impedire progetti e obiettivi pianificati nei consigli di amministrazione delle banche, il solo tentativo è da considerare atto "eroicamente suicida".

Il saggio di Luciano Gallino è il coraggioso richiamo all'attenzione sull'orlo del baratro.

Pagine di chiarezza che tentano di diradare la nebbia che anestetizza le nostre menti con informazioni controllate e geneticamente modificate.
Scorrere le pagine di questo libro, produce quasi immediatamente uno stato di malessere, quello che si prova nell'immediato risveglio di chi non vuole abbandonare il mondo dei sogni. Sonno indotto da psicofarmaci dai nomi strani, Fed, Bce, Wto, Piigs, Mes .... 

Il brutto risveglio disorienta e provoca accidenti, ma rimette nel mondo reale. Il suggerimento dell’autore è identificato nella profonda differenza che esiste tra il vivere in un mondo tossicodipendente regolato dalla finanza, oppure affrontare una nuova era senz’altro più dura e faticosa,  ma vera e nuovamente basata sull'economia delle cose reali.

Giacinto Auriti, come il nostro autore, arriva alla conclusione che il capitalismo finanziario è al capolinea. Il liberismo occidentale essendo una teoria ma proponendosi come falsa "filosofia", è caduto sulle sue stesse contraddizioni congenite. Era, e avrebbe dovuto rimanere nel suo teorico mondo originario usato solo come pragmatico moderatore di naturali cicli economici, comunque sempre per il raggiungimento del più elevato fine ... benessere, equilibrio e felicità.

Tutti gli elementi vitali corrotti da una falsa filosofia, hanno da sempre prodotto mostruose creature che, distruggendosi al termine del loro ciclo di vita, provocano terribili momenti di smarrimento.

Questo libro tenta di risvegliare l'attenzione di chi ha distolto lo sguardo dai suoi beni, permettendo ad una organizzazione di borseggiatori di depredarlo. Il sistema economico infatti si è "evoluto" in finanziario, somigliando sempre di più alle organizzazioni criminali che, inquietanti anche nel loro modo di agire alla luce del sole, si muovono prepotenti per il raggiungimento del loro scopo di sopravvivenza, soldi per fare soldi, cercando di allontanarci dalla realtà. La missione di questo nuovo ordine mondiale è quindi diretta a modificare il senso della vita esclusivamente a vantaggio di chi controlla e gestisce il potere condizionando, fino a "commissariarne" i governi e  "democraticamente" depredarne le loro sovranità (Riunione del club 14-16 maggio 2009 Atene, Grecia).

Il domani è già stato programmato in modo strisciante e lontano dall'ufficialità dei regi decreti e comunicati dittatoriali.  Usando la collaudata tecnica dell'utilizzo di "armi di distrazione di massa" arrogantemente ci annunciano che il futuro di noi tutti è stato  già disegnato nei consigli di amministrazione di gruppi bancari e a noi svelato bello e pronto nelle stesse loro "allegre" conventions

Gerrit Zalm presidente dell'ABN AMBRO, tra le più grandi banche del mondo, nell'ultima assemblea ha presentato, tra i nostri distratti sorrisi, travestito da Drag Queen la visione che i nuovi padroni hanno per il nostro futuro... Ci prospettano un mondo di gentilissimi prostituti al servizio di vecchie organizzazioni criminali autoassoltesi perché autodefinitesi "entità finanziarie di rilevanza sistemica": in piccole parole divinità troppo grandi per fallire! (too big to fail secondo il rapporto Liikanen alla Commissione europea). E anche qualora queste divinità dovessero essere in difficoltà, basta che quest'ultime vengano graziosamente "girate" su noi mortali contribuenti (vedi Merrill Lynch, Ubs, J.P. Morgan, Goldman Sachs, Morgan Stanley MPS, Unicredit ecc).

A differenza di molte altre pubblicazioni di genere però, l'autore dedica molte pagine alla ricerca di reali soluzioni a questo vero e proprio attacco alle nostre vite,  sintetizzando un percorso che guarda all'evoluzione interrotta di quel sistema che, nato per la diffusione del benessere basato sul lavoro di tutti, ha finito per essere strumento di squilibrio sociale. Sottoponendoci le varie opzioni – ridimensionamento dei gruppi bancari, ritorno alla separazione netta tra banche di investimento e banche di deposito – ci rende partecipi di una guerra combattuta a suon di rapporti politici indipendenti e governativi, che ben ci fa sperare sul numero di cervelli ancora non ipnotizzati dalle divinità finanziarie e che cercano di rendere nuovamente noioso il sistema bancario richiudendo il vaso di Pandora aperto da illusi irresponsabili. 

In una teorizzazione, uno dei padri degli studi economici moderni, John Maynard Keynes, si domandava se "nel momento in cui l'accumulazione di ricchezza cesserà di avere l'importanza sociale che le attribuiamo oggi, i nostri codici morali non saranno più gli stessi". E se a prendere il posto del denaro fosse il buon senso? 

Lo scrivere saggi di questo genere ma sopratutto leggerli è un atto politico di buon senso.

Alessandro De Maio

venerdì 28 febbraio 2014

La Cina si de-americanizza, prima che il dollaro imploda


“Cercando di soffocare le rivoluzioni pacifiche, si rendono inevitabili quelle violente”
Dalla deamericanizzazione teorica a quella pratica. Questo è uno dei principali fenomeni finanziari cui si assiste senza che per il momento le conseguenze siano troppo visibili. Tuttavia, tutto sembra a posto e, ancora una volta, la sospensione dei quantitative easing (cioè le iniezioni di liquidità della banca centrale statunitense, FED, tramite il riacquisto del debito bancario o del Tesoro degli Stati Uniti) è piuttosto sorprendente, per non dire assolutamente incredibile. Si ricordi, un paio di mesi fa, al culmine dello psicodramma sull’innalzamento del tetto del debito degli Stati Uniti e dello stallo politico nel Congresso degli Stati Uniti, mentre gli Stati Uniti subivano lo “shutdown“, la Cina avvertiva quasi ufficialmente gli USA indicando nettamente il passaggio alla deamericanizzazione della propria economia cercandone di ridurre l’esposizione al debito degli Stati Uniti e al dollaro USA. La Cina, il maggiore detentore mondiale di debito USA, attualmente impiega tre leve per realizzare la sua politica di deamericanizzazione. La prima sono i massicci acquisti di metallo fisicamente consegnati alla Cina, diventata in meno di 3 anni null’altro che il maggiore consumatore mondiale di oro dopo l’India. La Cina e i suoi acquisti massicci hanno sostenuto il prezzo dell’oro durante il periodo della significativa correzione del 2013 e ora, dall’inizio del 2014, fa aumentare di nuovo i prezzi. La seconda è la moltiplicazione degli scambi bilaterali in yuan (moneta cinese) e la riduzione della quota in dollari del commercio estero della Cina. Tali accordi su scambi valutari si sono moltiplicati nel 2013 amplificandosi a partire dall’ultimo trimestre del 2013. Anche Cina e Giappone cui però i rapporti possono esser tesi, hanno firmato un simile accordo. La terza è l’uso della Cina delle sue riserve valutarie in dollari per acquistare beni all’estero come società di Stati Uniti o Europa (si pensi alla partecipazione alla PSA, all’acquisizione di Volvo o del mega-programma immobiliare in California). In questo caso, la Cina scambia carta moneta (il dollaro) con beni reali.
C’è una quarta leva molto difficile da usare senza destabilizzare il maggiore mercato di titoli sovrani quello in particolare del Tesoro degli Stati Uniti. Anche in questo caso, la Cina è il maggiore detentore del debito degli Stati Uniti… Per deamericanizzarsi effettivamente, Pechino deve liberarsi della montagna di buoni del Tesoro degli Stati Uniti… ciò, dal punto di vista di Washington, potrebbe quasi essere considerato un atto di guerra. Non credo che i cinesi inizieranno a liquidare rapidamente la loro quota del debito degli Stati Uniti, per i rischi geopolitici che una tale decisione comporterebbe. Eppure sappiamo che i cinesi smaltiscono difatti massicciamente il debito degli Stati Uniti che hanno! Nel dicembre 2013, la Cina ha venduto 48,8 miliardi dollari di debito degli Stati Uniti. Ecco un dispaccio dell’agenzia finanziaria Bloomberg del 19 febbraio, passata quasi inosservata e senza commenti. “La Cina, il maggiore creditore estero degli Stati Uniti, ha ridotto in modo significativo la propria partecipazione dei buoni del Tesoro degli Stati Uniti (maggiore riduzione in due anni), mentre la Federal Reserve (FED) annuncia la riduzione dei riacquisti delle attività.” Quasi tutto è così concisamente riassunto in queste due righe e mezzo dell’agenzia Bloomberg. Infatti, la Cina ha venduto nel dicembre 2013 quasi 50 miliardi di titoli del Tesoro USA, mentre allo stesso tempo la FED (la banca centrale statunitense) ha ridotto i propri acquisti diretti di debito degli Stati Uniti…
Una situazione esplosiva sul mercato obbligazionario internazionale
E’ ovvio, ed è la grande questione, che la combinazione tra riduzione degli acquisti di debito degli Stati Uniti da parte della stessa banca centrale degli Stati Uniti, e massiccia vendita di buoni del Tesoro da parte della Cina, sia una situazione semplicemente esplosiva per il mercato obbligazionario globale! Tale movimento è semplicemente intollerabile…, in ogni caso, se questi due fenomeni dovessero essere permanenti. Delle due cose, l’una. O è solo un avvertimento delle autorità di Pechino, e in questo caso la Cina, non riuscendo a incrementare ulteriormente la propria posizione nel debito degli Stati Uniti, manterrà più o meno la sua attuale posizione, o in realtà la Cina ha deciso di ridurre ogni mese di 50 miliardi il debito degli Stati Uniti e, in questo caso, il mercato globale dovrà assorbirli, cosa ovviamente impossibile poiché gli Stati Uniti emettono ogni mese diversi miliardi di nuovo debito… Questo è precisamente il motivo per cui la FED riacquista gli enormi debiti del proprio governo. Non ci sono abbastanza compratori per finanziare ancora il debito degli Stati Uniti e per giunta a un prezzo basso (al 10% tutti vorrebbero fare prestiti allo Zio Sam, ma al 2,8% a 10 anni, chiaramente ci sono meno volontari!) Ciò significa che se la politica cinese di rivendita continua… la FED dovrà riprendere a creare moneta e a comprare di nuovo massicciamente e probabilmente anche più di prima, i titoli del governo degli Stati Uniti. In tal caso, la riduzione del QE potrebbe non essere sostenibile e Janet Yellen cambierà rapidamente rotta.
Dove sono i 50 miliardi venduti dai cinesi?… In Belgio!
No, amici miei, non è l’ultima barzelletta belga, anche se ci assomiglia tremendamente. Ovviamente, quando si viene a sapere che la Cina ha appena venduto 50 miliardi di dollari di buoni del Tesoro, mi chiedo dove il denaro sia andato e chi sia il destinatario… è un’altra fonte perfettamente ufficiale, perché è lo stesso dipartimento del Tesoro statunitense a dirlo nel riassunto sui principali detentori esteri di titoli del Tesoro, infatti la Cina ha ridotto la sua esposizione di 50 miliardi mentre, allo stesso tempo, in quarta posizione adesso si colloca il Belgio (che compie la più irreale rimonta nella classifica del dipartimento del Tesoro), poiché il Belgio è passato, tenetevi forte, dai 200 miliardi ai 250 miliardi in un mese… un aumento considerevole. Allora perché il Belgio? Per essere onesti, mistero, nessuna idea. Inoltre, si tratta del Belgio, della Banca centrale del Belgio o dei belgi? (No, i belgi non hanno cominciato a comprare obbligazioni statunitensi come se fossero piatti di impepate di cozze…) Forse poiché a Bruxelles c’è la Commissione europea e un sacco di agenzie (per non parlare di qualche grande e oscuro depositario come Euroclear). In breve, per il momento, niente fatti ma tante speculazioni e ipotesi. Ciò che è noto, però, è che tramite il Belgio la vendita dei cinesi è stata assorbita ed il Belgio ha aumentato la ricapitalizzazione del Tesoro in modo significativo in 12 mesi… quasi raddoppiando la propria detenzione già colossale. Quindi succede qualcosa in Belgio, fulcro della questione.
Quello che è certo è che i 50 miliardi dei cinesi sono stati assorbiti dai nostri amici belgi, ringraziandoli vivamente per il loro sacrificio finanziario perché preferisco che tali buoni siano in Belgio e non in Francia. Quindi dobbiamo guardare il bollitore dell’evoluzione del mercato obbligazionario, perché se la Cina continua la massiccia emissione di buoni del Tesoro USA… non saranno i nostri poveri amici belgi, per quanto simpatici, che sostituiranno l’acquirente cinese divenuto un così grande venditore… Ma per prolungare il sistema ancora di più, grazie al loro “potere di persuasione”, i nostri grandi amici statunitensi possono costringere alcune nazioni a comprare altro loro debito ammuffito… e la Francia, grande amico degli Zamericani con François sul tappeto rosso di Obama, dovrebbe finire per farsi tentare, firmando un sublime assegno per lo Zio Sam a danno dei francesi e dei contribuenti (‘con-tribuables‘, coglion-buenti. NdT) che siamo noi tutti. Quindi aspettiamoci di vedere se lo stock del debito statunitense detenuto dalla Francia  aumenta (oltre i 3 miliardi nell’ultimo conteggio, come i tedeschi).
Capite che l’informazione deve aiutare a farci comprendere che il sistema economico mondiale come lo conosciamo è agli sgoccioli, e ciò implica logicamente che ci si dovrebbe preparare a grandi cambiamenti… ciò non impedisce una qualche speranza di miglioramento per ognuno di noi.
Restate sintonizzati. Ci rivediamo… se non vi dispiace!
Charles Sannat


Public DebtUStoaddthreetimesmoredebtthaneurozoneover-yearsQuesto è un articolo ‘presslib’, vale a dire privo di diritto di riproduzione, a condizione che questo paragrafo sia riportato in coda. Le Contrarien Matin è quotidiano di decrittazione di notizie economiche pubblicato dalla società AuCOFFRE.com. L’articolo è di Charles Sannat, direttore degli studi economici. Grazie per aver visitato il nostro sito. È possibile iscriversi gratuitamente a LeContrarien.com.
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

giovedì 27 febbraio 2014

Laszlo Andor: "A 'ndo vai, bella suissana, se l'immigrato nun ce l'hai?"

Ante scriptum: http://www.youtube.com/watch?v=6fAWWKucxN4



"...fuori le svizzere dall'Erasmus!"

Questo il grido di battaglia lanciato al parlamento UEista di Strasburgo da Laszlo Andor, commissario al lavoro ed affari sociali. Le studentesse e gli studenti svizzeri, dal nuovo anno accademico, verranno esclusi di fatto dagli atenei europei aderenti all'UEismo.

Così la Svizzera inizierà a pagare la scelta popolare di aver "contingentato" l'immigrazione ed i permessi di lavoro. 


Si sa bene che i referendum popolari sono assolutamente malvisti da Bruxelles, ci mancherebbe altro.


Quando mai la istituzione stessa (UE) è stata sottoposta all'approvazione del "popolo (cosiddetto) sovrano"?


Qualcuno ricorda uno solo dei "trattati" (Roma, Maastricht, Schengen...) sottoposto alla scelta definitiva dei cittadini di una singola nazione o della intera comunità?


Io, bieco populista, so di certo una cosa: per il Parlamento Europeo, nel 2009, NON abbiamo votato il 60% degli aventi diritto.


Quindi, a rigor di logica "democratica", lor signori sono una minoranza al potere: una dittatura economica, politica e sociale del nuovo secolo che, per sintesi, merita di essere definita UEismo.


Potevano quindi gli euroburocrati ed i lacchè politici accettare che un popolo decidesse, a maggioranza, cosa imporre al proprio governo per il bene della Svizzera ?


Per giunta in un Paese non aderente ma facente parte dello "spazio economico europeo". Gli eurobanchieri, visti gli intrallazzi che non conoscono confini, ancora non sanno che pesci prendere sul movimento dei capitali pertanto hanno delegato i politici a prendere misure contro gli studenti elvetici... per euro e franchi si vedrà dopo.

La Svizzera, forse vera ed unica nazione rispettosa (con i referendum) della volontà popolare, è da secoli modello di convivenza tra le varie componenti che la abitano. Tutta l'Europa, unita o meno, dovrebbe prendere esempio da come si governa una nazione.


E, visti i tempi, da come si possa non ridurla alla fame.


Certo sembra molto più facile agire al contrario, obbligare 8.000.000 milioni di svizzeri ad assoggettarsi al gioco UEista, iniziando dai giovani studenti.


Sarà difficile per gli elvetici resistere ma sono certo che la Svizzera sarà ancora al proprio posto quando la Unione Europea e l'Ueismo crolleranno di schianto.


In fin dei conti ha traversato indenne due Guerre Mondiali, cosa volete siano le minacce di Strasburgo?

Grazie per l'attenzione.

Vincenzo Mannello 



http://www.vincenzomannello.it/

mercoledì 26 febbraio 2014

Incongruenze "grilline" sull'Euro e la "trappola finale"




"Euro? Non è quello il problema.." 

Un video passato abbastanza inosservato del maggio 2013 e ripubblicato recentemente da scenari economici risulta di fondamentale importanza per capire l’ipocrisia del Movimento a 5 stelle sull’euro: cavalcare a parole i sentimenti popolari contro la moneta unica, ma nei fatti essere contrari all’uscita dall’eurozona. E non è l’opinione di un deputato grillino qualsiasi ma quella del guru, della mente del Movimento: Gianroberto Casaleggio.

Casaleggio nel video spiega a chiare lettere il senso della sua contrarietà all’uscita dalla moneta: “se usciamo dall’euro dopo un po’ la lira vale zero, ammesso che torniamo alla lira”, per Casaleggio infatti la priorità non è la svalutazione competitiva perché “prima bisogna risolvere il problema della corruzione, dell’efficienza, della burocrazia”.

Infatti, continua Casaleggio “vi ricordo alla fine degli anni ’80-’90 che non riuscivamo ad andare neanche all’estero, la lira non valeva niente, le vacanze all’estero erano una cosa impossibile, bisogna far sì che il sistema paese diventi competitivo, poi eventualmente si può pensare alla svalutazione competitiva”.

Il discorso in sé non è altro che una fotocopia del pensiero del Partito Democratico: bisogna risolvere i problemi (che nessuno nega esistano) in casa nostra, l’Euro non c’entra.

Euroscetticiscmo vero vorrebbe che per riformare il sistema paese sia necessario PRIMA uscire dall’euro in modo da poter creare le condizioni di crescita economica affinché POI si possa riformare il paese. Non si può ridurre la macchina statale se non c’è un mercato che cresce e permette di contenere gli esuberi, non si possono tagliare spese anche inutili se non c’è crescita, non si possono ridurre tasse se non c’è un aumento della produzione industriale.

Questa pietra tombale alle pretese euroscettiche dei grillini non è invece stata pubblicizzata perché il Movimento 5 Stelle intende raccogliere il consenso anti-Euro, ormai maggioritario nel paese, pur volendo rimanere nell’Euro. E a tutti sta bene così.

Gianni Candotto - (LO SAI)

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Intervento di Giorgio Vitali:

"IN QUESTA SITUAZIONE DI CRISI E DI INCERTEZZE è GIOCOFORZA DUBITARE DI TUTTO E DI TUTTI. IN PARTICOLARE, CASALEGGIO, CON QUELLA FACCIA DI GATTO-VOLPE, qualsiasi cosa dica suscita sospetti. IN REALTA' EGLI ESPRIME SOLO DEI CONCETTI ED EVENTUALMENTE DELLE PROPOSTE. NOI CI TROVIAMO IN QUESTO MOMENTO A DOVER DIMOSTRARE CHE LA STORIA NON è E NON PUò ESSERE LINEARE. INFATTI, IN UNA SITUAZIONE COME QUELLA ATTUALE, CON IL MOVIMENTO CINQUE STELLE CHE SI PRESENTA COME PROBABILE UNICA SPONDA PER CHI VUOLE COMBATTERE UN SISTEMA DIVENTATI-PER FORZA DI COSE- SEMPRE PIù OPPRESSIVO, QUALSIASI PICCOLO, PICCOLISSIMO CAMBIAMENTO DI OPINIONI AI VERTICI PUò ESSERE PRELUDIO AD UN CAMBIAMENTO DI ROTTA. 
NOI NON SAPPIAMO ANCORA COSA E' E COSA POTRA' FARE IL MOVIMENTO CINQUE STELLE UNA VOLTA CONSOLIDATO NEL POTERE POLITICO (e non è detto che questo potere lo possa avere in assoluto e subito). Tra l'altro è bene ricordare che il marrano Renzi è al governo in nome di una esigua minoranza." 


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Intervento di Giuseppe Federici: 

"IL MODUS OPERANDI DELL'ELITE CRIMINALE CHE CI DOMINA E' QUELLO DI CREARE CRISI AVENDO GIA' PREPARATO PER TEMPO LE SOLUZIONI CHE LE CONSENTE DI AUMENTARE PROGRESSIVAMENTE IL SUO POTERE/CONTROLLO E LA NOSTRA SCHIAVITU'. COSI' E' STATO ANCHE NELLE RECENTE STORIA ITALIANA.
ATTRAVERSO CRISI SUCCESSIVE SONO STATI INSEDIATI MONTI (FISCAL COMPACT, MES), LETTA (REGALO A BANKITALIA DI 7,5 MILIARDI), RENZI (...?...)!
RENZI PERO' NON RAPPRESENTA L'ULTIMA SPIAGGIA DEL REGIME!
IL MOVIMENTO CINQUE STELLE, CONCEPITO DA GIANROBERTO CASALEGGIO/ENRICO SASSOON, E' STATO PIANIFICATO E LANCIATO A TEMPO DEBITO PRESENTANDOLO FRAUDOLENTEMENTE CON CONNOTATI "ANTI-SISTEMA" (LE ESTEMPORANEE PROTESTE IN PARLAMENTO DEI GRILLINI NON SONO ORGANICHE E NEMMENO COERENTI CON UN TALE RUOLO).
QUINDI, DOPO RENZI ARRIVERA' IL MOMENTO DEL GUITTO GRILLO CHE RACCOGLIERA' IL CONSENSO DEGLI ITALIANI ORMAI DISPERATI E DISILLUSI DAL SISTEMA DEI PARTITI.
MA SARA' LA TRAPPOLA FINALE!

martedì 25 febbraio 2014

L'olocausto ucraino... che Yulia e gli amici "democratici" di Kiev hanno dimenticato




Malcolm Muggeridge (1903-1990), uno dei primi - e dei pochi(1) - a documentare nell’immediato la mostruosità dell’olocausto ucraino e, tra l’altro, amico di George Orwell(2), racconta in Winter in Moscow (1934) dei negozi "Torgsin", dove era possibile trovare generi alimentari e vestiario pregiato di ogni sorta pagando in valuta vera o in oro. Dice come solo stranieri (torg-s-in, torgovat s inostranzah = commerciare con gli stranieri) e "Russian Jews" frequentassero tali negozi, regolarmente, implacabilmente gestiti da personale costituito pure da "Russian Jews"(3). Allora, cosa fu l'URSS - dal colpo di Stato del 1917 almeno per vent’anni(4) - se non, in gran parte, una creazione ashkenazita, realizzata-mantenuta manu militari con l'aiuto dei cugini centroasiatici e dei molti "utili idioti"goyim "comunisti" (poi fatti fuori) e finanziata dal capitale internazionale va sans dire anch'esso a netta prevalenza "Jewish"? 

Sovrintendente e principale organizzatore, del genocidio in Ucraina e nel Kuban, ovvero della più grande strage di massa del secolo scorso in Occidente - oltre a tutto compiuta nell’arco di pochi mesi(5), in periodo di pace internazionale e dai vertici di uno Stato contro la sua stessa popolazione -, fu Lazar Moiseyevich Kagan/ovich, l'"Eichmann sovietico", ebreo, membro del Politburo e primo segretario dell’Obkom e Gorkom di Mosca del Partito Comunista, di concerto con Vyacheslav Mikhailovich Molotov - Skriabin -, russo, presidente del Consiglio dei Commissari del Popolo e formale capo di Stato dell'Unione Sovietica, e Pavel Petrovich Postyshev, anch'egli russo, segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di tutte le Unioni di Mosca e segretario del Partito Comunista di Kharkov e delle organizzazioni del Partito Comunista del suo 'Oblast. 


Cooperarono, tra gli altri, alla nera bisogna innanzi tutto Stanislav Kosior, ebreo, segretario generale del Partito Comunista dell'Ucraina, Vlas Yakovlevich Chubar, ucraino, presidente del Consiglio dei Commissari del Popolo d'Ucraina e Mendel Markovich Khatayevich, ebreo, secondo segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista d'Ucraina(6); nonché Genrikh Grigor'evich Yagoda (Yenoch - Enoch - Gershonovich Ieguda), ebreo, dal 1931 secondo vicepresidente della Cheka e futuro boss (dal 1934 al 1936) dell’NKVD, Yefim Yevdokimov, ebreo, rappresentante ufficiale dell'OGPU nel Nord del Caucaso, Vsevolod Balytsky, ucraino, rappresentante ufficiale dell'OGPU e capo del GPU d'Ucraina, Boris Sheboldaev, ebreo, segretario regionale del Partito Comunista nel Nord del Caucaso, Anastas Mikoyan, armeno, membro del Comitato Centrale del Partito Comunista e commissario al Commercio estero e interno, Stanislav Redens, lettone, anch'egli al vertice del GPU in Ucraina e, dal gennaio 1933, capo delle unità dell'NKVD nell'Oblast di Mosca, Kliment Yefremovich Voroshilov, ebreo, membro del Politburo, Mykola Skrypnik, ucraino, presidente del Gosplan dell'Ucraina, Panas Lybchenko, ucraino, segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista d'Ucraina, Grigori Petrovsky, ebreo, rappresentante dell'Ucraina nel Comitato Esecutivo Centrale dell'Unione Sovietica, Alexander Vinokurov, russo, Georgi Prokofiev, russo, Karl Karlson, estone, Homa Leoniuk, ucraino, Lev Mironov - Kagan -, ebreo, Eduard Salyn, ucraino, Michail Timofeev, russo, Zinovij Kaznelson, ebreo, Jakov Kaminsky, ebreo, Boris Kozelsky, ucraino, Sergei Pustovoitov, russo, Michail Bukshpan, ebreo, Franc Druskis, lettone, Efim Krivec, ucraino, Izrail Ivanovsky - Gibshman -, ebreo(7). 

E un suo ruolo nell'infame macello, ancorché defilato, lo ebbe pure il russo Nikita Sergeyevich Khrushchev, tra le più laide figure della dirigenza "sovietica"(8). Dei trentatre individui sopra elencati 13 erano ebrei (ashkenaziti), 8 ucraini, 7 russi, 2 lettoni, 1 georgiano, 1 armeno, 1 estone (e i  non-ebrei quasi tutti sposati con ebree, secondo la ferrea regola dell'élite bolscevica goy). Pochissimi si salvarono dalle purghe staliniane. Tra questi Kaganovich, Molotov e Khrushchev che, insieme con l’"Himmler sovietico" Lavrentiy Pavlovich Beria (a sua volta ashkenazita per un quarto, da parte di madre), furono poi i congiurati dell’assassinio di Stalin(9). Bisogna infine ricordare, per il loro ruolo nella tragedia del 1932-33, i "compagni" Schlichter, Iakovlev-Epstein (capo del Commissariato all'Agricoltura), Kritsman (direttore dell'Istituto agrario a partire dal 1928 e vicepresidente del Gosplan nel 1931-1933) e Larin, dal primo all'ultimo ebrei ashkenaziti(10). 

Joe Fallisi


 NOTE

(1) In Gran Bretagna Gareth Richard Vaughan Jones sul "Manchester Guardian" (come Muggeridge) - ma anche sul "New York Evening Post", sul "New York Times" e su altri giornali inglesi e americani - e  A.T. Cholerton sul "News-Telegraph" e sul "Sunday Times"; negli Stati Uniti Ralph Barnes sul "New York Herald-Tribune", W.H. Chamberlin sul "Christian Science Monitor", William Stoneman sul "Chicago Daily News", Harry Lang e Richard M. Sanger sul "New York Journal" e Adam J. Tawdul sul "New York American"; in Francia Suzanne Bertillon su "Le Matin"; in Germania Paul Scheffer sul "Berliner Tageblatt" e Otto Auhagen su "Osteuropa".
(2) Cfr. http://colley.co.uk/garethjones/soviet_articles/morning_post_1.htm, http://colley.co.uk/garethjones/soviet_articles/morning_post_2.htm, http://colley.co.uk/garethjones/soviet_articles/morning_post_3.htm, http://colley.co.uk/garethjones/soviet_articles/morning_post_4.htm, http://www.artukraine.com/famineart/muggeridge5.htm, http://www.olimu.com/Notes/orwell.pdf.
(3) Cfr. M. Muggeridge, Winter in Moscow, House of Stratus, Thirsk 2003, p. 111 sgg. Osservazioni analoghe si trovano in Execution by Hunger: The Hidden Holocaust (1985) di Miron Dolot (W.W. Norton & Co, NY-London 1987, p. 177 sgg.).
(4) Se già nel 1926 comincia un ridimensionamento della presenza giudaica negli organi dirigenti dell'URSS, è soprattutto dal 1937 che iniziano i rastrellamenti e le "purghe" anche degli ebrei dal complesso burocratico-militare. Verosimilmente, se non fosse sopravvenuto il Secondo macello mondiale, l’"antisemita" Stalin sarebbe stato eliminato già nel 1938 o 39 dalle forze "internazionaliste". D’altronde egli stesso si servì, e in larga misura, degli ashkenaziti all’interno dell’apparato statale - innanzi tutto nel campo della repressione, dove la loro esperienza, capacità e maestria era in effetti ineguagliabile. Kaganovich fu sino all’ultimo istante della vita di Stalin il terzo uomo dello Stato e la sua vera eminenza grigia. Altro esempio, fra i tanti possibili, è quello di Lev Mekhlis, segretario del dittatore e, durante la guerra, da questi fatto assurgere al ruolo di responsabile dell’Amministrazione Politica dell’Armata Rossa. Morì un mese prima del georgiano e fu tumulato, coi massimi onori, sulla Piazza Rossa nella necropoli del Cremlino.
(5) Per quanto riguarda la stima delle perdite umane si va da poco meno di quattro milioni a più di sette. Fosse anche vera quella più bassa, si tratterebbe comunque di un (nero) record mondiale tuttora insuperato, tenendo conto che l'Holodomor avvenne in meno di un anno, durante l'inverno-primavera-estate 1932-1933.
(6) Cfr. http://www.president.gov.ua/en/news/16403.html.
(7) Cfr. http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/68172, http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/68204.
(8) Cfr. http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/64849. Si vedano, sulle sue belle attività negli anni trenta, i due paragrafi "Kaganovich protégé" e "Involvement in purges" all'interno di http://en.wikipedia.org/wiki/Krushchev.
(9) Cfr. http://mailstar.net/kaganovich.html, http://mailstar.net/death-of-stalin.html, http://mailstar.net/radzinsk.html.
(10) Cfr. A. Solgenitsin, Due secoli insieme. Ebrei e Russi durante il periodo sovietico, Controcorrente, Napoli 2007, pagg. 323-325. Sempre sull’Holodomor v. gli scritti di Gareth R. V. Jones (1905-1935), l’altro giornalista scozzese che constatò di persona ed ebbe il coraggio di denunciare gli orrori perpetrati in Ucraina, facendo, come Muggeridge, l'esatto contrario del laido "Premio Pulitzer" Walter Duranty (cfr. http://firstlightforum.com/2012/08/jew-york-times-conceals-horror-of-jew-orchestrated-ukrainian-genocide/) e guadagnandosi anch'egli l’odio imperituro degli sbirri bolscevico-staliniani, responsabili, con ogni probabilità, della sua stessa morte (cfr. http://www.garethjones.org/soviet_articles/soviet_articles.htm, http://www.garethjones.org/overview/articles1932.htm, http://www.garethjones.org/overview/overview1933.htm, http://www.garethjones.org/overview/articles1933.htm, http://www.garethjones.org/overview/exposure.htm, http://www.garethjones.org/overview/rebuttal.htm, http://www.garethjones.org/overview/llg.htm, http://www.garethjones.org/overview/muggeridge.htm, http://www.garethjones.org/soviet_articles/Pagina.Argentieri.pdf).  


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Commento di Ubaldo Croce:
Ecco chi è veramente Julija Tymoshenko….



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Replica di Joe Fallisi: 

Giuda vampiro, oltre all'Holodomor, ha fatto anche questo ai figli dell'Ucraina... e i suoi cittadini, invece di rigettare nell'inferno 'sto mostro schifoso, lo accolgono a bVaccia apeVte???????!!!!... CHI E' COLPA DEL SUO MAL PIANGA SE STESSO