martedì 18 febbraio 2014

Renzie? La rivoluzione del non cambiamento

Ante Scriptum

Per chi ancora si lamenta e non fa una mazza, per chi ancora guarda la TIVVU’: questo che segue è un riepilogo di come siamo stati schiavizzati e definitivamente condannati!! Piccole chicche: Gutgeld significa denaro buono…. Mizzeka e costui contribuirà alla sparizione del contante. Quindi… quale denaro è buono??
Filo conduttore Israele quindi…. (USraele è già fatta EUsraele quasi pronta!!)
Un abbraccio a tutti. Bruno
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Dal colpo di stato al partito-stato

Sono sinceramente troppo disgustato dai recenti sviluppi del quadro politico per commentare l'ormai certa nomina di Matteo Renzi alla guida dell'Esecutivo, di un nuovo Governo che sancirà la rottamazione del pur nauseante e pernicioso Governo del bilderberghino Enrico Letta e che decreterà la prossima ed inevitabile rottamazione di quel poco che resta dell'Italia che produce e che lavora.
Ciò non toglie che, quasi dovendomi legare ad una sedia come faceva Vittorio Alfieri (per la tentazione più che legittima di cambiare canale), mi sono sorbito, Giovedì 13 Febbraio, tutta la diretta della psicodrammatica Direzione di quello che è ormai divenuto un Partito-Stato, il PD.
Non mi interessa che la mossa di Renzi sia stata giudicata da molti commentatori "ai limiti della democrazia". Non sono un difensore a tutti i costi della "democrazia", un ordinamento sociale che, come ho avuto modo di scrivere più volte in passato, reputo utopistico, obsoleto, stantio e del resto storicamente mai in realtà applicato. Concordo però con l'analisi che Salvatore Tramontano ha fatto su Libero, ovvero che se una mossa del genere l'avesse fatta Berlusconi si sarebbe scatenato il finimondo: padrone dell'Italia, dittatore, autocrate, uno che tratta il Paese come se fosse un'azienda personale. Avremmo visto scendere in piazza i "nuovi resistenti", torme di intellettuali radical-chic e di black block intenti a manifestare, a scioperare (anche se mai hanno lavorato) e magari a infrangere qualche vetrina. E gli "autorevoli" quotidiani e magazine tedeschi, inglesi e francesi si sarebbero scandalizzati, gridando al colpo di Stato, all'avvento della dittatura, e altre simili amenità. Gli stessi giornali che il colpo di Stato, quello vero, quello che determinò l'insediamento del Governo Monti, lo ignorarono, arrivando anzi a decantare la "autorevolezza" del massone tecnocratico-bancario che ha con orgoglio affossato la nostra economia, asservendoci totalmente alla Germania e facendo salire alle stelle il tasso di disoccupazione.
Ma dal momento che a fare questa mossa è stato l'ex boy scout di Rignano sull'Arno, il predestinato dei poteri forti e delle multinazionali, il pupillo della Mc Kinsey, quello che ha una carta del cielo molto simile a quella di Alessandro Magno, allora ne cantano le lodi. E il Renzi pigliatutto diviene una star, un novello "salvatore della Patria".
In sintesi, l'orripilante spettacolo a cui, per mero dovere d'informazione e trattenendo gli urti di vomito, ho voluto assistere sulla diretta della 7, si può riassumere così: l'assemblea di condominio del PD sfiducia il Presidente del Consiglio (del PD) perché dice che il governo del PD non ha saputo governare, e propone alla Presidenza del Consiglio il segretario del PD, alla guida di un altro Governo PD. Tutto chiaro no? Sì, evidentemente per il popolino delle primarie è tutto talmente chiaro e "normale" che nessuno pone obiezioni.
Parlando di cose più serie, questo popolino con gli occhi foderati da più strati di prosciutto non si rende conto che, acclamando l'ex enfant prodige, si sta scavando la fossa da sé.
Non sono mai stato berlusconiano, anche se ho difeso in più di una occasione le ragioni di Berlusconi, soprattutto in occasione della sua caduta forzata nel Novembre 2011. Ma, se devo essere sincero, provo in questi giorni per il leader di Forza Italia lo stesso disgusto che provo per il PD e per Matteo Renzi. Perché è evidente che Berlusconi stia facendo solo il gioco di quest'ultimo e che, dietro la promessa di una probabile ed annunciata fine dell'antiberlusconismo, finirà per spianare la strada ad un disegno molto, molto pericoloso.
In molti miei precedenti articoli ho avuto modo di denunciare quali poteri forti si celino dietro l'irresistibile ascesa di Matteo Renzi e come il suo fulmineo percorso politico risponda ad un piano ben congegnato e già da tempo stabilito. Mi sono soffermato con attenzione sul suo guru e consulente economico, l'economista israeliano Ytzak Yoram Gutgeld (oggi anche deputato del PD), denunciando come, nelle vesti di presidente della nota multinazionale di consulenze Mc Kinsey, abbia stravolto il sistema bancario, introducendo in Italia, tramite piattaforme come la Advice, un altro dei tanti sistemi di espoliazione dei risparmiatori. Lo stesso Gutgeld che contribuì nel 2006 a redigere il programma del Governo Prodi e che ha pronto da tempo nel cassetto quello dell'esecutivo Renzi. Lo stesso Gutgeld che propone un definitivo giro di vite sull'uso del contante.
Ma il quadro dei sostenitori e dei finanziatori esteri del giovane Matteo è molto più articolato e complesso di quanto si possa pensare. Come è articolato e complesso tutto l'insieme delle forze e dei poteri, più o meno occulti, che ne hanno decretato l'ascesa.
Siccome l'Italia è - come sostiene neanche tanto ironicamente Gianni Lannes - "una repubblica democratica fondata sul lavoro, la cui sovranità appartiene agli Stati Uniti d'America, che la esercitano nelle forme e nei modi più convenienti ai loro interessi (essenzialmente militari)", per quanto i nostri politici spesso se ne dimentichino, qui non si muove foglia che Washington non voglia. E il nostro squallido teatrino della politica è sempre stato dominato da comparse di turno, da varie marionette i cui fili sono sempre stati mossi ad arte da abili burattinai dipendenti in tutto e per tutto dalla volontà della politica e dell'intelligence degli Stati Uniti. Politica e intelligence che a loro volta sono influenzate da grandi lobby di potere sovranazionale e transnazionale, in cui dettano legge la massoneria, il potere bancario e la grande finanza apolide.
I burattini che hanno tentato di cavalcare da soli la scena o di tagliare i fili invisibili dei loro manovratori, sono sempre stati prontamente sostituiti, sono caduti in disgrazia o, nei casi peggiori, sono stati eliminati.
Molti Italiani non conoscono Michael Ledeen, una delle menti della politica estera del segretario del Partito Democratico e ormai Premier in pectore Matteo Renzi. Vele quindi la pena far sapere ai nostri lettori chi è.
Nato a Los Angeles nel 1941, è "ufficialmente" uno storico ed un giornalista di fama mondiale molto attento alle vicende italiane, ma chiunque abbia un minimo di dimestichezza con il potere di Washington, sa bene che tali impieghi di facciata nascondono in realtà il suo ruolo di uomo di punta dell'intelligence a stelle e strisce.
Come ha recentemente denunciato Franco Fracassi, un giornalista autore di alcune fra le più importanti inchieste investigative degli ultimi anni, non solo Michael Ledeen è sempre stato un consulente strategico per la CIA e per la Casa Bianca, ma è stato la mente della strategia aggressiva nella Guerra Fredda di Ronald Reagan, è stato la mente degli squadroni della morte in Nicaragua, è stato consulente del SISMI negli anni della strategia della tensione, è stato una delle menti della guerra al terrore promossa dall'Amministrazione Bush, oltre che teorico della guerra all'Iraq e della potenziale guerra all'Iran. Implicato in alcuni dei maggiori scandali dell'amministrazione USA (Iran-Contra e Nigergate), è stato anche accusato di aver collaborato attivamente con la loggia Propaganda2 di Licio Gelli e con il suo "piano di rinascita democratica", anche se ufficialmente ha sempre smentito i suoi coinvolgimenti con il Maestro Venerabile di Castiglion Fibocchi.
Considerato da molti l'eminenza grigia di Ronald Reagan, Ledeen era presente alla Casa Bianca durante il colloquio telefonico tra il Presidente americano e il Presidente del Consiglio Bettino Craxi nel pieno della crisi di Sigonella, nell'autunno del 1985, inserendosi nella traduzione simultanea in lingua inglese della conversazione e scavalcando di fatto il traduttore ufficiale Thomas Longo Jr, capo dell'Italian Desk del Dipartimento di Stato.
Per via dei suoi modi di fare intriganti e per le sue continue ingerenze nella politica di casa nostra, l'Ammiraglio Fulvio Martini, direttore del SISMI dal 1984 al 1991, lo fece dichiarare "persona sgradita", ma Ledeen è ritornato di colpo sulla scena nel nostro Paese durante le non chiare vicende che ci coinvolsero nella seconda guerra all'Irak, quella scatenata da George Walker Bush nel 2003.
Questo personaggio è attualmente membro di punta dell'American Enterprise Institute, un noto think tank neoconservatore. E sono stati proprio i Neocons americani ad appoggiare Matteo Renzi nella sua scalata al potere. Non me lo invento io, ma lo ha confermato anche il New York Times, che in più occasioni ha parlato degli stretti rapporti fra il Sindaco di Firenze e gli ambienti della destra repubblicana, legati a doppio filo con Israele e l'Arabia Saudita.
Come ha ipotizzato Franco Fracassi, è stato probabilmente anche per garantirsi la futura collaborazione di Ledeen che Renzi, allora Presidente della Provincia di Firenze di Firenze, si è recato nel 2007 negli Stati Uniti per un inspiegabile tour che vide fra le tappe principali proprio una visita al Dipartimento di Stato a Washington.
In questo quadro, mettendo insieme tutti i tasselli del puzzle, ben si comprendono i ruoli che rivestono nell'entourage renziano sia il già citato Gutgeld che Marco Carrai, il principale consulente politico di Matteo Renzi. Due personaggi entrambi molto vicini a Israele (il primo ne ha anche la cittadinanza). Carrai, ha addirittura propri interessi nell'entità sionista, dove si occupa di venture capital e nuove tecnologie. Coetaneo dell'enfant prodige, "l'uomo che sussurra a Renzi", come lo ha definito Marco Damilano su L'Espresso, dopo un esordio in politica con Forza Italia entrò nelle file del Partito Popolare, condividendo con Matteo tutto il percorso politico, tenendosi però al di fuori dei riflettori della ribalta. Personaggio schivo e di poche parole, quando Renzi venne eletto Presidente della Provincia nel 2004 assunse la guida della sua segreteria, divenendo al contempo consigliere comunale per la Margherita, contando sulle preferenze assicurate da Comunione e Liberazione e dalla Compagnia delle Opere, che in Toscana è presieduta da Paolo e da Leonardo Carrai (suoi cugini), quest'ultimo alla guida anche del Banco Alimentare, altra opera ciellina. E traendone indiscussi vantaggi professionali. Oltre ad essere in ottimi rapporti con John Phillips, nuovo ambasciatore USA in Italia, Carrai è Consigliere del Sindaco (a titolo gratuito), amministratore delegato di Firenze Parcheggi (partecipata del Comune) e membro dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze (che è azionista di Banca Intesa), nell'ambito del quale è stato regista della nomina alla presidenza di Jacopo Mazzei. Siede inoltre nel cda del Gabinetto Vieusseux, una tra le più importanti istituzioni culturali cittadine, ed è infine presidente di Aeroporti Firenze, come racconta Duccio Tronci in Chi comanda Firenze. Suo fratello, Stefano Carrai, è in società con l’ex presidente della Fiat Paolo Fresco nella società Chiantishire, che tenta di mettere su un gigantesco piano di appartamenti, resort, beauty farm nella valle di Cintoia, a Greve in Chianti, per ora bloccato dal Comune.
Come racconta sempre Marco Damilano, una delle frasi che più spesso si sente pronunciare da Marco Carrai è: «Ho da fare a Tel Aviv».
Anche il suppoter renziano Marco Bernabè ha forti legami con Tel Aviv, attraverso il fondo speculativo Wadi Ventures. E il di lui padre, Franco, fino a pochi anni fa è stato arcigno custode delle dorsali telefoniche mediterranee che collegano l'Italia al paese mediorientale.
Aveva quindi visto giusto l'ultimo cassiere dei DS, Ugo Sposetti, quando disse: «Dietro i finanziamenti milionari a Renzi ci sono Israele e la destra americana». O perfino Massimo D'Alema, che definì Renzi il terminale di «quei poteri forti che vogliono liquidare la sinistra». Ma D'Alema altro non dice e non può dire, perché dovrebbe altrimenti ammettere pubblicamente quella che ormai è una verità assodata, ovvero che la sinistra italiana, in cambio della conquista del governo del Paese, si è totalmente asservita e prostituita alla grande finanza internazionale, siglando questo "patto col diavolo" già alla vigilia di Tangentopoli.
Dietro Renzi ci sono quindi forti poteri economici, politici e finanziari, a partire dalla Morgan Stanley, una delle banche d'affari responsabile della crisi mondiale. Davide Serra, il principale consulente finanziario di Renzi, nonché suo grande raccoglitore di denaro (attraverso cene organizzate da Algebris e dalla sua fondazione Metropolis) entrò in Morgan Stanley nel 2001, e fece subito carriera, scalando posizioni su posizioni, in un quinquennio che lo condusse a diventare direttore generale e capo degli analisti bancari. Come rileva sempre Franco Fracassi, la carriera del giovane broker italiano venne punteggiata di premi e riconoscimenti per le sue abilità di valutazione dei mercati. In quegli anni trascorsi dentro il gruppo statunitense, Serra iniziò a frequentare anche i grandi nomi del mondo bancario italiano, da Matteo Arpe (che ancora era in Capitalia) ad Alessandro Profumo (Unicredit), passando per l'allora gran capo di Intesa-San Paolo Corrado Passera.
Nel 2006 Serra decise tuttavia che era il momento di spiccare il volo. E con il francese Eric Halet lanciò Algebris Investments, società che già nel primo anno di attività passò da circa settecento milioni a quasi due miliardi di Dollari gestiti. L'anno successivo Serra, con il suo hedge fund, lanciò l'attacco al colosso bancario olandese Abn Amro, compiendo la più importante scalata bancaria d'ogni tempo.
Poi fu il turno del banchiere francese Antoine Bernheim a essere fatto fuori da Serra dalla presidenza di Generali, permettendo al rampante finanziere di mettere un piede in Mediobanca.
Definito dall'ex segretario PD Pier Luigi Bersani «il bandito delle Cayman», Serra oggi ha quarantatre anni e vive nel più lussuoso quartiere di Londra (Mayfair).
E così, nell'ultimo anno - rileva sempre Fracassi - il gotha dell'industria e della finanza italiana si è via via schierato sempre di più dalla parte di Renzi. A cominciare da Fedele Confalonieri che, riferendosi al Sindaco di Firenze, disse: «Non saranno i Fini, i Casini e gli altri leader già presenti sulla scena politica a succedere a Berlusconi, sarà un giovane». È stato poi il turno di Carlo De Benedetti, con il suo potentissimo gruppo editoriale Espresso-Repubblica («I partiti hanno perduto il contatto con la gente, lui invece quel contatto ce l'ha»). E ancora, Diego Della Valle, il numero uno di Vodafone Vittorio Colao, il fondatore di Luxottica Leonardo Del Vecchio e l'amministratore delegato Andrea Guerra, il presidente di Pirelli Marco Tronchetti Provera con la moglie Afef, l'ex direttore di Canale 5 Giorgio Gori, il patron di Eataly Oscar Farinetti, Francesco Gaetano Caltagirone, Cesare Romiti, Martina Mondadori, Barbara Berlusconi, i banchieri Fabrizio Palenzona e Claudio Costamagna, il numero uno di Assolombarda Gianfelice Rocca, il patron di Lega Coop Giuliano Poletti, Patrizio Bertelli di Prada, Fabrizio Palenzona di Unicredit, Il Monte dei Paschi di Siena, attraverso il controllo della Fondazione Montepaschi gestita dal renziano Sindaco di Siena Bruno Valentini, e, soprattutto, l'amministratore delegato di Mediobanca Albert Nagel, erede di Cuccia nell'istituto di credito.
Risulta quantomeno sospetto il fatto che, proprio sul giornale controllato da Mediobanca, Il Corriere della Sera, da sempre schierato dalla parte dei poteri forti, sia arrivato lo scoop su Monti e Napolitano (la questione del golpe del Governo tecnico). Il Corriere ha ripreso alcuni passaggi dell'ultimo libro di Alan Friedman, altro uomo di RCS. Fatti già abbondantemente noti, perché già denunciati lo scorso anno da Bini Smaghi e dall'ex Premier spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero, ma che ripresentati adesso, in versione "scoop", hanno colpito a fondo il Governo Letta e aperto la strada di Palazzo Chigi a Renzi.
Sempre Fracassi ci si ricorda che il defunto segretario del PSI Bettino Craxi soleva dire: «Guarda come si muove il Corriere e capirai dove si va a parare nella politica».
Altro che prosciutto sugli occhi! Il popolo Italiano, se sta permettendo tutto questo, dimostra di essere addirittura lobotomizzato. Ha ragione Alfonso Luigi Marra quando sostiene che viviamo nell'era dell'abiezione e che il vero problema oggi è la gente. La gente che, con il suo ottenebramento, continua a votare quei burattini che predicano la "rivoluzione per non cambiare", permettendo così ai grandi burattinai di consolidare sempre di più il loro dominio.
Il sonno della ragione, si sa, genera i mostri peggiori, mostri molto pericolosi.

Nicola Bizzi



lunedì 17 febbraio 2014

Storie per l'infanzia - La favola della moneta debito e del signoraggio bancario



Immaginate una società in piccolo. Diciamo un paesino composto da un centinaio di abitanti nel quale ognuno abbia un ruolo diverso, ovvero sappia fare qualcosa che gli altri non sanno fare. Ci sarà quindi il calzolaio, il barbiere, il ristoratore, il muratore, il falegname ecc…

Un modellino di società standard in scala ridotta. 

Immaginate ora che il denaro totale posseduto da questa piccola società ammonti a…diciamo… a 100.000 euro. Ogni abitante possiederà in media 1.000 euro in banconote di vario taglio. Immaginiamo che la cultura dominante di questa società sia ilrisparmio a tutti i costi. Se ognuno di loro si tenesse il denaro stretto stretto, senza spenderlo, la società sarebbe destinata a cadere nella miseria più totale nel giro di pochi giorni. Zero scambi commerciali = morte sicura del nostro simpatico paesino di montagna in tempi brevissimi. La cultura dominante, affinchè la società prosperi, deve essere quella dello scambio commerciale continuo, dellavivacità di mercato costante. Avremo così il calzolaio che paga 100 euro il falegname per sistemare una porta; il falegname pagherà 30 Euro al ristoratore per il pranzo; il ristoratore pagherà 15 Euro il barbiere per i capelli, il quale pagherà 60 Euro il sarto per la camicia nuova ecc…Il denaro è sempre quello, ma per il solo fatto di passare di mano in manoquella società è destinata a migliorare il proprio benessere materiale all’infinito.

La società dei consumi si basa su questo semplice principio.

Immaginiamo che questa società sia governata da un capo saggio, buono e che lavori per il bene di tutti: lo so che è difficile da credere ma proviamo a fare questo sforzo di immaginazione (in una favola ci puo’ stare…)! Tale capo deciderà saggiamente quante banconote stampare (in base alla quantità delle merci in circolazione, al comportamento del mercato, all’aumento demografico, agli scopi comuni ecc…) ed in che maniera distribuirle; per esempio sotto forma di compenso per lavori di pubblica utilità. Il costo di produzione di tali banconote sarebbe irrisorio: carta + inchiostri + manodopera. Potrebbe ordinare al tipografo del paese di stampare il denaro, ricompensandolo con la giusta dose di banconote da lui stesso stampate, e a fine stampa potrebbe prendere i cliché e portarli al sicuro affinché nessuno ne abusi. Semplice no?

Tutto troppo bello perché sia vero…

Immaginiamo invece che il capo di questo villaggio sia un tipodisonesto, arrogante, subdolo e che sia molto concentrato sul proprio e personale interesse e che del villaggio e dei suoi abitanti non gliene freghi proprio un bel niente!Immaginiamo che tale capo venga avvicinato da un losco individuo, che chiameremo “Amschel“ il quale gli proponga un sistema per diventare immensamente ricchi entrambi, fregando per bene gli ignari abitanti del villaggio. Il capo accetta di buon grado e si mette ad ascoltare la furbissima proposta del nero cornacchione: “per prima cosa” dice il losco Amschel “devi ritirare tutte le banconote che girano nel tuo villaggio e distruggerle!“. “Sei impazzito?” ribatte il capo: “sarebbe la fine di tutto!”. “No, tranquillo…” sussurra con un diabolico sorriso il sig. Amschel “…sarà l’inizio di tutto! Sostituirai tutte le banconote, che ora sono di proprietà degli abitanti del villaggio, con quelle che ti darò io. Io però non ti regalerò le banconote…eh! eh! eh!…ma te le presterò per un tempo indefinito. In cambio ti chiederò un misero interesse…diciamo…un 2…anzi…un 2,5%! Se metterai in circolazione le mie banconote io ti farò diventare ricchissimo!”. “Mmm….Tutto qui? Accetto , ovviamente! Ma per metterle in circolazione come faremo?”.”Tranquillo capovillaggio. Dovrai concedermi il permesso difondare una banca nel tuo villaggio, per il resto penserò a tutto io! Ih! Ih! Ih!”

L’economia sembra funzionare più o meno come prima ma dopo un anno arriva la prima stangata…Amschel contatta il capovillaggio e gli chiede il pagamento degli interessi: il2,5% di 100.000 Euro ovvero 2.500 Euro! Il primo anno il capovillaggio riesce a pagare, ma già il secondo anno si trova in difficoltà. Dovrebbe pagare altri 2.500 Euro ma la popolazione è aumentata ed il denaro totale è diminuito e così anziché pagare si fa prestare altri 20.000 Euro da quel torvo del sig. Amschel. Il terzo anno gli interessi da pagare diventano 5.500 Euro, ovvero il 2,5% dei 100.000 iniziali + i 2.500 di interesse non pagato l’anno prima + gli interessi sui 20.000 prestati l’anno prima. Il capovillaggio però non ha un euro e così chiede un prestito agli ignari abitanti del villaggio inventando il B.O.T.! In pratica dice: se mi prestate 5.500 Euro io tra sei mesi ve ne restituisco 5.700. Gli abitanti non si fanno pregare (sembra un buon affare) e così prestano il denaro al capovillaggio. Egli salda la rata di 5.500 Euro, ma sei mesi dopo si presenta il problema di pagare i 5.700 euro di B.O.T. agli abitanti. Il capovillaggio taglia la testa al toro e si fa prestare altri 10.000 euro dal cornacchione così può saldare il B.O.T. ed anche pagare la prossima rata di interessi al sig. Amschel. Intanto la massa monetaria nel paesino è aumentata e, di conseguenza, ogni singola banconota perde di valore (inflazione) e quindi la gente si ritrova ad avere bisogno di più denaro (che ora vale meno) per poter svolgere la propria attività. Ed è così che anno dopo anno quel paesino, senza sapere ne perché ne percome, si indebita sempre di più e si avvicina sempre di più al punto di non ritorno. Amschel inizia a sfregarsi le mani…il suo piano sta cominciando a dare i suoi frutti. Amschel, infatti, prestando delle merci di modico valore (il valore reale delle banconote è praticamente nullo, composto solo da carta, inchiostro ed un po’ di manodopera) sta tenendo sotto il suo potere l’intero villaggio senza che gli abitanti abbiano il benché minimo sospetto di cosa stia accadendo….

Iniziate a capire?

Ben presto il capovillaggio si troverà invischiato in una gravosa situazione che non riesce più a controllare. Il debito è inestinguibile; infatti anche ammettendo che quel genialoide del capovillaggio setacci l’ intero paese, raccolga tutti i soldi in circolazione, li metta in un bel saccone e li restituisca in toto all’arcigno e diabolico Amschel non servirebbe a nulla: rimarrebbero sempre gli interessi da pagare!

Comunque lui è ricco, inoltre viene sempre rieletto in quanto il buon Amschel gli paga le campagne elettorali, la gente non sa nulla di nulla e quindi chissenefrega!Inizia ad elaborare teorie astruse ed incomprensibili da dare in pasto al villaggio per giustificare la presenza di questo debito, di cui si inizia a vociferare, che riguarda tutti i cittadini e che si ingrossa sempre di più. La situazione vera è che il villaggio è in debito con il sig. Amschel dell’ intera massa monetaria che circola nel paese+ svariate migliaia di euro di interessi (relativi, per l’appunto, all’intera massa monetaria che il villaggio possiede in prestito, senza saperlo!). 


Il capovillaggio, per sminuire la cosa, fa intendere che il debito sia costituito solo dagli interessi in quanto se i cittadini immaginassero che si stanno scambiando del denaro che non è di loro proprietà probabilmente prenderebbero il capo, gli leverebbero la pelle e lo immergerebbero nel sale grosso ! Ad un certo punto il sig. Amschel inizia a diventare un po’ più severo. Minaccia di ritirare tutti i soldi che circolano nel villaggio (creando una depressione senza precedenti – vedi Argentina) se non vengono pagati regolarmente gli interessi. 

Il capovillaggio non può pagare delle rate così elevate ed inizia a regalare, in cambio del condono degli interessi, dei beni appartenenti alla comunità: regala la fonte di acque potabili, così Amschel inizia a far pagare l’acqua ai cittadini; regala la centrale elettrica, ed i proventi vanno così al sig. Amschel; regala dei bellissimi palazzi pubblici ecc…Ai cittadini racconta di privatizzazioni necessarie per rendere i servizi più efficienti e altre storielle che i poveri villici, immersi nella loro ignoranza, si bevono come camomilla calda ! Il sig. Amschel, uomo-ombra conosciuto solo dal capovillaggio, se la ride pensando a quanto è riuscito ad ottenere senza, praticamente, muovere un dito. Può produrre denaro a piacere a costo zero: paga infatti i costi vivi di carta, inchiostro e manodopera con parte del denaro prodotto. Lo può prestare al valore che c’è scritto sopra e chiedere un interesse relativo alla cifra scritta su ogni banconota. 

Quando il capovillaggio non riesce più a pagare gli interessipuò chiedere delle merci reali, dal valore vero (fonti d’acqua, palazzi, industrie pubbliche ecc…) in cambio … del nulla!! Tutto questo non ha, ovviamente, nessuna utilità per i cittadini. Non serve a nulla e, anzi, li danneggia visto che gran parte delle tasse che pagano servono a pagare parte degli interessi sul debito “pubblico” creato ad arte dai due compari. Le tasse che i cittadini, ben presto si trovano a pagare, raggiungono vette inimmaginabili. Molte tasse sono nascoste, o difficilmente percepibiliper cui essi hanno si la sensazione di pagare molte tasse, ma non così tante come realmente fanno. 

Essi pagano, mediamente, il 37 % di tasse sul reddito che percepiscono. Con i soldi che rimangono acquistano i beni di cui necessitano, sui quali grava una tassa media diretta del 21% (I.V.A.). Inoltre, l’azienda che produce quei beni, riversa su di essi tutte le tasse che ha sostenuto per produrli, che incidono per un ulteriore 40% sul prezzo dei prodotti. Senza saperlo, anche perché sono veramente parecchio ignoranti questi paesani zucconi, si ritrovano a pagare circa un 70% di tasse su ciò che guadagnano. Ovvero lavorano da Gennaio a Settembre inoltrato solo per pagar tasse ed il poco che rimane per acquistare beni!. 

A scuola insegnano loro che, tempo addietro, esisteva una forma di sfruttamento dei villici chiamata mezzadria; il padrone di una gran fetta di terreno consentiva ai contadini di lavorarlo e lui, senza fare niente, si tratteneva metà del raccolto a titolo di affitto del terreno. Questo racconto era talmente convincente che gli abitanti del villaggio, dopo averlo ascoltato, se ne uscivano con commenti del tipo: “poverini…meno male che certe cose non accadono più…viva la democrazia” e altre boiate del genere. Adesso è molto peggio di allora ma i poveri ingenui non lo sanno! Prima dell’avvento del cornacchione l’economia funzionava e le pensioni potevano essere pagate ad un’età decente, nella quale il lavoratore poteva godersi un po’ di vita in condizioni di buona salute e di relativa giovinezza. 

Ma con gli interessi da pagare questo non è più possibile! 

Gli uomini, quindi, devono continuare a produrre e a rendere almeno fino a 65 anni di età, ovvero più della media aritmetica dell’età di decesso! Per convincere i suoi polli a fare ciò, il capovillaggio si inventa di sana pianta un parametro (supportato da astruse ed inverificabili formule matematiche ) per giustificare questa necessaria decisione,nascondendo nel contempo i veri dati sulla vita media dei cittadini. Così facendo crea la famigerata “aspettativa di vita o speranza di vita“…tarandola a casaccio intorno ai79/84 anni…tanto, come per molte altre cose, egli sa che nessuno si permette di verificare o di porsi una benché minima domanda su questo argomento. Con la sua banca, l’oscuro cornacchione, riesce a fare anche di più. I cittadini, strangolati dalle inutili e subdole tasse che stanno pagando, si rivolgono sempre più spesso alla banca del sig. Amschel per dei prestiti di denaro.

Egli, potendosi stampare il denaro a piacimento, non ha bisogno di possedere del denaro onestamente guadagnato per poterlo affittare ai cittadini. Così concede volentieri prestiti a chi li richiede chiedendo a sua volta però delle solide garanzie in cambio del prestito; per esempio chiede di ipotecare la casa, terreni, la macchina o altri beni guadagnati dai cittadini con anni di sacrificio. Loro firmano; spesso non hanno altra scelta. Il sig. Amschel si aggiudica così un’altra vittoria su quei tontoloni dei villici…intanto, per non perdere l’abitudine, si fa restituire i soldi con un po’ di sani interessi. 


Poi, ad ogni prestito, fa aumentare il debito pubblico di tutta la comunità in quanto, prestando denaro, egli fa aumentare la massa monetaria circolante.Massa monetaria che, è bene ricordarlo, gli appartiene in toto e che i cittadini hanno “in prestito” con un interesse del 2,5% annuo. Inoltre se il povero cittadino che ha chiesto un prestito non riesce a restituire quanto dovuto, l’avido cornacchione, col sorriso sulle labbra,gli porta via la casa riducendo sul lastrico il malcapitato di turno.

Questa storia, purtoppo, non ha il lieto fine in quanto i cittadini sono rimasti per 300 anni all’oscuro di tutto e, facilmente, rischiano di sguazzare nell’ignoranza per altri 300 anni. Il cittadino medio non è curioso, non si fa domande, non cerca risposte…èintellettualmente pigro e quindi è il soggetto ideale per una sana e doverosa “truffa monetaria”! Inoltre, si sa, se la TV non parla di un certo argomento, tale argomento, praticamente, non esiste! Talvolta i TG annunciano una variazione del tasso di interesse della Banca Centrale in più o in meno ma il 99% di chi ascolta non è in grado di capire un bel niente di niente e non si pone nessun interrogativo. Il banchiere  Amschel conosce i suoi polli ! Accettando, ripeto senza saperlo, il denaro del sig. Amschel come moneta di scambio i cittadini lavoratori si sono condannati ad un’economia basata sul produrre sempre di più. 


Ogni anno la produzione di beni materiali deve essere superiore a quella dell’anno precedente: non importa di cosa se ne faranno di tutte quelle merci, l’importante è arginare il più possibile il crescere del debito (che comunque, per sua natura, è destinato a crescere all’infinito e a non essere mai saldato). Lavoreremo sempre di più per avere sempre meno. Lo Stato potrà, con trucchi e trucchetti vari, limitare i danni nell’immediato ma in un futuro non lontanissimo ci troveremo strangolati nella impietosa morsa del debito ed il sig. Amschel potrebbe anche decidere di rivolere indietro i “suoi” soldi!

I protagonisti di questo racconto , basato su una storia vera, sono: il capovillaggio=il governo; il villaggio=lo Stato (inteso come “cittadini”); Amschel=la Banca Centrale Europea (oppure la Banca d’Inghilterra o la Federal Reserve…in pratica tutte quelle banche che si arrogano il diritto di stampare e di prestare il denaro agli Stati).

Lo scopo di questa storiella è quello di generare un’ intuizione nel vostro cervello. Di aprirvi la mente, di illuminarvi in maniera da non essere più considerati dei giuggioloni imbecilli facilmente schiavizzabili. Adesso, per esempio, avete capito (spero) il perché del fatto che se andate davanti alla questura, tirate fuori un biglietto da 50 Euro e gli date fuoco vi possono arrestare…state distruggendo una merce che non vi appartiene. E che non appartiene nemmeno allo Stato Italiano. Appartiene alla Banca Centrale Europea (che è un’ entità privata) da cui li avete ricevuti in prestito e a cui li dovrete restituire con gli interessi….

Non sarebbe ora di svegliarci e, finalmente, cacciare a pedate il banchiere usuraio usurpatore della nostra “Sovranità Monetaria” e riservare anche qualche buona pedata nel sedere ai politici corrotti che permettono ai banchieri questo imbroglio del Signoraggio bancario ? La Sovranità appartiene al Popolo (lo afferma anche la nostra Costituzione) i politici e i banchieri l’hanno sottratta al Popolo con la frode e con l’inganno, sfruttando l’ignoranza della gente di cui essi stessi sono responsabili.

Ora è arrivato il momento di ribellarci e riprenderci la nostra libertà e i nostri diritti sulla moneta che appartiene al Popolo Sovrano e non ai banchieri privati

Lucio Sanna


http://sovranidade.org/?p=1157

Grazie al sito www.boorp.com

domenica 16 febbraio 2014

Africa - Cooperanti umanitari, roba da signori




I cooperanti umanitari sono una comunità a parte, ben distinta dalla locale popolazione africana. Se si fa parte del circo umanitario si è bianchi e benestanti e si va sempre accompagnati su queste enormi jeep con il simbolo dell’ONG sulla fiancata con l’autista locale che fa da scorta. 


La vera Africa i bianchi di solito la vedono dal finestrino. Passando da un ufficio all’altro o facendo la spola nei punti sicuri: quartieri generali, bar, alberghi ecc. 

Stanno in case molto belle affittate dalla classe dominante locale. I cooperanti bianchi hanno cuochi, domestiche, giardinieri, tutto ciò ricorda i tempi del colonialismo. Però qui c’è la bella facciata umanitaria. Di sera tra i “volontari” si fanno delle grandi feste dove si mangia si beve, si balla, gira qualche canna, e si trova compagnia o con qualche collega o con qualche locale. Donne e uomini locali sono molto disponibili verso i cooperanti e le cooperanti (gay o etero ce n’è per tutti i gusti) che comunque fanno far loro una vita migliore di quella a cui sono abituati. 

Oppure semplicemente vengono pagati per le loro prestazioni. Dove c’è una missione Onu la prostituzione raggiunge i massimi livelli. Grandi feste tra bianchi e ricchi locali mentre a pochi kilometri si fa la fame o addirittura ci si spara. Una ragazza che ha lasciato disgustata questo “Circo umanitario” falso e cinico, racconta che una sera il suo capo missione annunciava a lei e a una collega che in un villaggio vicino avevano sparato su una loro ambulanza ferendo una donna. Poi concluse sorridendo eccitato -Ehi ragazze una roba del genere fa un grande effetto sui nostri donatori! Una sparatoria sull’ambulanza ci porterà un mucchio di soldi! - - Qualche sera dopo lo stesso capo ballava nudo ubriaco su un tavolo di un nightclub dove si svolgeva una festa.

AIUTI UMANITARI? A CHI? Un cooperante europeo di minimo livello percepisce non meno di 3500 dollari al mese + vitto viaggio e alloggio. Un africano dello stesso livello 250 dollari al mese senza vitto né alloggio. Di recente la Presidente di Amnesty International è andata in pensione e ha incassato una buonuscita di milioni di dollari.   Vi pare giusto? E’ questo sarebbe il Non Profit?
 Prima di fare qualche donazione pensateci bene!

  Mauro Veritieri


Se volete saperne di più leggete  “L’industria della Carità - Il volto nascosto della beneficenza” di Valentina Furlanetto Edizioni  “Chiare lettere”


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Commento di Gianni Donaudi: "Sì... ma poveretti... loro "non sono speciali" , loro "non hanno la presunzione di essere più bravi degli altri o i "bianchi buoni", i quali  non esistendo loro devono confermarlo..." , loro "...non sono monaci..." . Approfittare della miseria delle donne indigene? Ma loro " non sono mica froci..."

sabato 15 febbraio 2014

Siria - Meglio la guerra che la pace... Obama ci ripensa e sguaina la spada


us-france-saudi-arabia-intervention-on-syria
Il racconto degli Stati Uniti sulla Siria è cambiato radicalmente negli ultimi quindici giorni. Il presidente Barack Obama ha pubblicamente discusso l'opzione militare contro la Siria. Una mano invisibile sembrerebbe avere furtivamente rimescolato l'ordine nel cumulo dei dossier siriani accatastati sulla sua scrivania, nello Studio Ovale, portando alla ribalta il dossier “tutte le opzioni sono aperte” del 31 agosto scorso, quando Obama bloccò il piano per lanciare un 'limitato' attacco alla Siria e si attardò a chiedere l'approvazione dal Congresso degli Stati Uniti sull'uso della forza militare per “dissuadere, distruggere, prevenire e degradare” la possibilità di attacchi chimici in Siria. In due testimonianze molto pubblicizzate dai capi dello spionaggio degli Stati Uniti nelle audizioni al Senato, nei passati quindici giorni, l'amministrazione Obama ha operato sulla consapevolezza del pubblico statunitense sulla situazione siriana. Allo stesso tempo, ha divulgato anche attraverso fughe sui media che, con l'approvazione del Congresso, gli Stati Uniti forniscono  armi ai ribelli siriani. Tra le due udienze del Senato, l'amministrazione Obama ha aggravato il problema di al-Qaida in Siria. Il direttore della National IntelligenceJames Clapper ha valutato la forza dei combattimenti dell'opposizione siriana in Siria tra 75000 e 115000 combattenti, di cui “circa 20000 e magari 26000 che noi (intelligence degli Stati Uniti) riteniamo estremisti, sproporzionatamente influenti perché tra i combattenti più efficaci sul campo.”
Il messaggio al pubblico statunitense è triplice:
• al-Qaida sta facendo della Siria la sua principale base operativa.
• La “sicurezza nazionale” è minacciata dagli estremisti addestrati in campi in specifici piani per attaccare gli USA e i loro alleati.
• Il conflitto siriano rischia di essere una minaccia seria alla sicurezza internazionale e agli interessi vitali degli Stati Uniti.
Inoltre, certe accuse sono state espresse nelle audizioni al Senato: a) il governo siriano rallenta l'attuazione dell'accordo sulle armi chimiche; b) un “disastro apocalittico” (per usare l'espressione di Clapper) minaccia la Siria, per la crisi umanitaria e lo spaventoso livello di perdite di civili e, c) a “parere professionale” di Clapper, il governo siriano ha commesso atrocità su larga scala. Clapper ha valutato che le eventuali aspettative della conferenza di Ginevra 2 devono essere “piuttosto modeste” e le prospettive di una soluzione politica a lungo termine ai tre anni di conflitto, restano “problematiche”. Ha sottolineato che tra i combattenti stranieri presenti in Siria, ci sono i reduci di al-Qaida di Afghanistan e Pakistan, che aspirano ad attaccare l'Europa e gli Stati Uniti. In sintesi, le audizioni del Senato servono a sbandierare al pubblico nazionale la necessità imperativa che gli Stati Uniti agiscano in Siria. Chiaramente, la sinergia sviluppatasi tra l'amministrazione Obama e il Campidoglio sulla Siria si riflette sulla visita del presidente francese Francois Hollande a Washington, questa settimana. Ciò che emerge è che Obama vedrebbe Hollande come il solo uomo giusto al momento di prendersi quei rischi in Siria (e Libano) che, per esempio, il primo ministro inglese David Cameron e la cancelliera tedesca Angela Merkel vorrebbero evitare. Infatti, Hollande ha accumulato un buon record di interventi militari all'estero, Libia, Mali e Repubblica Centrafricana. Gli interventi francesi sembrano impressionare Obama, riluttante ad impegnarsi militarmente nei conflitti all'estero per via della restrizione del budget e della stanchezza per la guerra nel pubblico statunitense. Riguardo la Siria, Hollande è anche stretto alleato dell'Arabia Saudita, e la Francia dichiara il proprio obbligo storico a svolgere un ruolo guida nel Levante. Inutile dire che gli interessi commerciali francesi sono anche molto consistenti.
In sintesi, la Francia è diventata in una notte il migliore alleato degli Stati Uniti in Europa, “almeno visto con il prisma della gestione delle crisi e della cooperazione militare”, come l'eminente esperto francese Frederic Bozo ha sardonicamente osservato. Infatti, Obama può essere un uomo molto affascinante, se vuole. Ha assicurato tutto ad Hollande sapendo quanto presso i francesi pompi amore, la calda accoglienza con Michelle Obama al suo fianco, sul prato della Casa Bianca (anche se Hollande è un scapolo incallito), la guardia d'onore cerimoniale, una cena di gala con 300 invitati, un eccezionale volo sull'Air Force One, la visita guidata alla piantagione di Thomas Jefferson presso Charlottesville, in Virginia, e un discorso di benvenuto effusivo dove, ha detto Obama, "Credo che l'alleanza USA-Francia non sia mai stata più forte, e la cooperazione che abbiamo su una serie di problemi è molto più profonda di quanto non fosse, credo, 5, 10 o 20 anni fa”. In altre parole, i continui riferimenti al conflitto siriano durante la conferenza stampa congiunta di Obama e Hollande, dopo i colloqui bilaterali, hanno una grande risonanza e devono essere osservati con attenzione.
Obama ha detto quattro cose. In primo luogo, ha segnato la distanza tra Stati Uniti e Russia sul problema siriano. Ha differenziato la posizione degli Stati Uniti scaricando sulla Russia l'onere di garantire il rispetto del governo siriano dell'accordo armi chimiche, implicando che la Russia blocca gli aiuti umanitari alle comunità siriane assediate dal fuoco incrociato. Obama ha usato parole eccezionalmente dure, “la Russia è responsabile. E il segretario (di Stato John) Kerry e altri hanno dato un messaggio assai diretto ai russi”. In secondo luogo, Obama ha espresso scetticismo a che Ginevra 2 porti a qualcosa. Ha ribadito la volontà di Washington di “rafforzare l'opposizione  moderata (siriana)”. In terzo luogo, Obama sostiene l'accordo USA-Francia sulla Siria: “E' un male per la sicurezza globale che estremisti siano nel vuoto di alcune regioni della Siria, minacciandoci a lungo termine. Quindi ciò è una delle nostre massime priorità per la sicurezza nazionale, e so che Francois (Hollande) la pensa allo stesso modo”. Infine, Obama ha discusso la moribonda opzione militare in Siria, sottolineando l'”enorme frustrazione” per lo stallo siriano, dicendo: “Riservo sempre il diritto di esercitare l'azione militare in nome degli interessi della sicurezza nazionale dell'America. Ma deve essere attuato con saggezza... in questo momento non pensiamo che ci sia una soluzione militare, di per sé, al problema. Ma la situazione è fluida, e continuiamo a esplorare ogni possibile via per risolvere il problema”.
Il Washington Post ha riferito, citando funzionari degli Stati Uniti, che vi sono “discussioni interne” nell'amministrazione Obama sulla “portata dei poteri del presidente nell'usare la forza letale contro le organizzazioni terroristiche” in Siria, citando l'addetto stampa del Pentagono contrammiraglio John Kirby insistendo sul fatto che l'esercito statunitense “attualmente non ha l'autorità necessaria, in base al diritto nazionale e internazionale, ad affrontare la minaccia rappresentata da al-Qaida e dalle altre organizzazioni terroristiche”. Tuttavia, sembra improbabile che gli Stati Uniti possano mai avere il mandato del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite d'intraprendere l'intervento militare diretto in Siria. Né è probabile che tale intervento sia tra i pensieri di Obama, per ora. Qual è allora il piano? Una spiegazione potrebbe essere che Washington spera di applicare la massima pressione sul regime siriano affinché si faccia da parte e permetta la transizione a Damasco con il Presidente Bashar al-Assad che semplicemente si incammina verso il tramonto. Secondo Obama, la  minaccia di un attacco limitato sulla Siria ha spinto Mosca e Damasco a sbrigarsi a produrre l'accordo sulle armi chimiche dello scorso anno. Probabilmente spera in una replica. D'altra parte, un passo assai diretto è stato fatto dall'amministrazione Obama nelle due passate settimane presso il pubblico nazionale degli Stati Uniti, che continua ad essere stanco della guerra, secondo cui un qualche intervento in Siria sarà necessario essendo la sicurezza nazionale nel mirino. E' del tutto plausibile che Obama possa ordinare attacchi con i droni statunitensi contro obiettivi in Siria, ad un certo punto. Il che, ovviamente, inizierà contro al-Qaida ma potrebbe estendersi in modo tale da mutare l'equilibrio militare a favore dell'ampia agenda del cambio di regime...
E qui che la recente visita di Hollande in Turchia, la prima di un leader francese in 22 anni, diventa significativa. Per essere sicuri, vi sono tutte le indicazioni che l'amministrazione Obama stia passando di nuovo alla diplomazia muscolare sulla Siria.

Melkulangara Bhadrakumar 
Traduzione di Alessandro Lattanzio - SitoAurora

venerdì 14 febbraio 2014

Renzie e la favo/letta della bella addormentata nel bosco - Intelligence Italia


Intelligence su Renzie e compagni – Scrive Mata Hari: “...il Financial Times era critico verso Renzi, prima lo aizzano, poi lo criticano per la spallata a Letta, la sensazione è che siano pronti a bruciarlo (infatti va a Palazzo Chigi senza la volontà popolare) proprio invece per addossargli le colpe che avrebbero dovuto cadere sul vecchio napoletano savoia... che in questo modo rimanda l'abdicazione salvandosi con la faccia di Renzi (a cui toccheranno gli sputi). Gli ebrei di Roma avevano da pacifici ricevuto l'ordine tassativo di votare per Renzi, 'fatelo per israele', avevano detto. Sembra a quanto pare, da fonti interne al PD. che Renzi abbia ricevuto “appoggi” da Israele e da Mitt Romney, l'uomo dei Bush, quindi si capisce l'entusiasmo per lui dell'ambasciatore USA. Però arriva la notizia che Putin ha preso la prima base ad Alessandria d' Egitto, perciò qualcuno sarà lieto di sapere che Suez non è più in mano inglese, inoltre una fonte fidata rivela che la Shell sta lasciando la Nigeria all'Eni, che ormai ha tutto il Delta, mentre russi e cinesi risalgono oltre il Corno d'Africa. Insomma Africa e Mediterraneo sono diventati una zona vietata per anglofranchi, anche se i tedeschi sono in appoggio francese in Mali. A Cipro la EU ha mandato fondi ESM ma i russi sono rientrati e ci sono accordi sul gas. Ovviamente se gli USA iniziano a perdere terreno anche in Europa, prima fra tutte l' Italia, per Putin sarà più semplice... per capire cosa c' è in quelle carte, bisogna guardare i prossimi movimenti di Berlusconi, sappiamo che Renzi l'ha chiamato dicendogli 'Niente politiche aggressive, se la tua opposizione sarà equilibrata', Tradotto in poche parole, sembra che Renzi lascerà stare le controllate di Stato e la CDP in cambio di un armistizio a questo punto la riabilitazione del Cavaliere proprio da parte di Renzi, ha forse a che vedere con quelle carte...” 

(Mata Hari)

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Intervento di Fernando Rossi: 
Farisaicamente spodestato Letta - Renzie, nuovo comandante del Titanic:

- “perché noi siamo molto ambiziosi, sapendo che solo il nostro partito è in grado di fare le riforme che servono al paese”.. (?!) Ma Letta non è più del PD ?
- “da un governo tecnico ad un governo politico” ..(?!) Alfano invece, per quel che contano le sue dichiarazioni, ribadisce che il Nuovo Centro Destra è disponibile solo per governo tecnico: “Non siamo disponibili per un governo di centro-sinistra e tanto meno di sinistra”;
- “il governo Letta appariva logorato” ..(?!) Come se Bruto avesse chiesto di sostituire Cesare perché , dopo le sue “cure” ‘appariva a tutti un po’ logorato’ ! Renzi, e la sua corte, ma anche gli altri partiti in mano a banche e multinazionali, sanno benissimo chi ha quotidianamente lavorato per logorarlo !

Ovviamente non ci passa nemmeno per la testa di sostenere che era meglio tenerci il Governo Letta, ma questo incipit può aiutare tanti ‘ipnotizzati ‘da media e sovrastrutture di questo sistema dittatoriale, a comprendere che i loro capi-clientela o i politici ritenuti “i meno peggio”, li considerano tanto poco da dare per scontato di poter raccontare loro qualsiasi fregnaccia, e ringrazino chi decide quello che deve dire e fare Renzi, se già li considerano meglio dell’elettore medio americano e non gli hanno raccontato che a far cadere Letta è stato Bin Laden.
  

L'incontro che spianò la strada a Renzi per vincere le primarie ..
L'incontro che spianò la strada a Renzi per vincere le primarie

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Commento di Muhammad Nur Al Haqq: ”Il prossimo Presidente del Consiglio italiano imposto dall’America e da Israele sarà Matteo Renzi, il quale come consigliere economico ha “scelto” Itzhak Yoram Gutgeld, cittadino israeliano nativo di Tel Aviv eletto nelle liste del Partito Democratico, lo stesso in cui milita Khalid Chaouki, il marocchino di Casablanca già affiliato ai G.M.I. distintosi per aver presentato una proposta di legge affinché ai single venga data la possibilità di adottare un bambino (atto proibito nell’Islām); l’israeliano Gutgeld non è altro che il tutor di Renzi riguardo alle politiche economiche che egli dovrà mettere in campo e che dovranno soddisfare in primo luogo gli interessi economici e finanziari della grande finanza americana (e israeliana). Auguri al popolo italiano.”

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Commento di V.Z.: “La prima crisi governativa italiana fu decisa da una lettera della Bce. La seconda, da una direzione Pd sotto l'ebetino di Firenze. Secondo lo stile della "offerta che non si può rifiutare", dunque. Questo dovrebbe dire a tutti qualcosa, immagino (nemmeno i democristiani avevano il coraggio di saltare a piè pari il passaggio parlamentare). Detto in breve, il programma di devastazione P2 procede spedito (rileggerlo per credere). Visto che la democrazia non esiste più, bisogna ricominciare tutto da capo.” 

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Commento di G.V.: “IO RITENGO CHE IL QUADRO POLITICO SI DIMOSTRI DA SE. RITENGO ANCHE UN ERRORE CERCARE TROPPI RETROSCENA. CHE TUTTO QUANTO AVVIANE IN ITALIA HA MATRICI anche ESTERNE E’ OVVIO, MA IL FILO CONDUTTORE DEGLI AVVENIMENTI DI QUESTE ULTIME SETTIMANE è TROPPO DIFFICILE DA DIPANARE E NON NE VALE LA PENA. Mi limito a ricordare un fatto che cito spesso agli amici. A fine anni sessanta c’era nell’aria una guerra nel Pacifico. USA contro CINA, direttamente. Un problema che ci siamo portati dietro fino alla fine del mandato Nixon. Interpellai un amico che aveva fatto parte dei Servizi Segreti prima e durante il secondo conflitto e che aveva fatto parecchi anni di carcere per le sue imprese belliche. All’epoca lavorava (faceva il portiere) presso una Chiesa di Roma. Gli chiesi di informarsi presso i suoi vecchi camerati. Mi chiese qualche tempo. Quando andai a ritrovarlo mi disse che TUTTI i PAESI che avevano una politica estera avevano PROGETTI per attività più o meno cruente nel Mediterraneo. Sono passati decenni e le cose stanno ancora così. Tanto più che assistiamo ad una lenta ma inesorabile penetrazione cinese in Africa.
Da ciò discende con chiarezza il ruolo dell’Italia. Ma proprio per questo ruolo l’Italia NON è solo oggetto delle attenzioni occidentali. C’è la Chiesa che fa il suo giuoco. C’è la Massoneria (vero, Renzi?) C’è la Russia ed altro ancora. Fermo il giudizio su Napolitano che DEVE essere eliminato, IL RESTO è TUTTO un dubbio. Di certo…attenzione! Renzi è una creatura MEDIASET (che NON coincide con Berlusconi).Renzi è un burattino che va dove lo portano i burattinai. In un recente video ho definito Renzi il ritratto invertito di Pinocchio. Mentre Pinocchio da burattino di legno si trasforma in essere umano, Renzi da essere umano si è trasformato in burattino.Cosa farà da grande? Intanto ha (hanno….) distrutto il pateracchio PD senza che una Rosybindi, un dalema, un veltroni etc.. abbiano la possibilità di muovere dito..che dico..unghia. CONCLUSIONE: ritorniamo a quanto dico da svariati decenni. Fare politica è difficile, ma si potrebbe fare!”
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Commento di G.C.: “NELL’ AREA DI MAGGIORANZA, E’ ASSEGNATO IL COMPITO DI:
1) UNA LEGGE ELETTORALE TRUFFA, CHE ETERNIZZI UNA MINORANZA AL POTERE TOTALE, ASSEGNANDO UN PREMIO DI MAGGIORANZA CHE SNATURI I RISULTATI. PEGGIO DELLA ‘LEGGE ACERBO’ DEL 1923.
2) UNA ULTERIORE ACCENTUAZIONE DEL SACCHEGGIO DELLE CASSE PUBBLICHE, ATTRAVERSO LA ‘GARANZIA PUBBLICA’ DEI BILANCI BANCARI IN SOFFERENZA, COME HA SQUITTITO, SU ‘LA REPUBBLIKINA’, IL MICKEY MOUSE DELLA USUROCRAZIA, ‘CHICCO’ FUBINI, DETTO TOPOLINO.
3) L’ APERTURA DEI MERCATI ALLA RAPINA DEL ‘MERCATO UNICO ATLANTICO’, COME NEI PIANI DI WALL-STREET/ ‘ O BOJA, ALLA QUALE HA GIA’ ASSENTITO
‘HOLLANDE’.
4) LE NOZZE DEI FROCI, PER SFASCIARE LE FAMIGLIE E PREDARE PIU’ FACILMENTE I POVERI CRISTI/’SINGOLI INDIVIDUI’.
5) LA DROGA LIBERA, GIA’ PRONTA LA LEGGE B.R.LINGUER-MANCONI, PER LA STESSA RAGIONE.
6) L’ ABOLIZIONE DELLE PENSIONI, COME DETTATO DA YORAM GOTGELD (= ‘DIO DENARO’), PER CONSEGNARE A L’ ORO TUTTA LA LIQUIDITA’ DELL’ INPS.
7) UNA VIOLENTA COMPRESSIONE DEI SALARI, PER ABBASSARE IL COSTO DEL LAVORO, ED INNALZARE ANCOR PIU’ L’ EURO/UNICO, COI PROFITTI FINANZIARI SUL DEBITO IMMORTALE.
8) UNA PATRIMONIALE CHE COLPISCA TUTTI BOVERI CRISTI, PER IMPADRONIRSI DEI RESIDUI BENI DEL POPOLI ITALIANO.
CHE CI RIESCANO, O ANCORA FALLISCANO, DIPENDE ESCLUSIVAMENTE DA NOI”

La meraviglia di venire al mondo... di Silvano Agosti

Un vecchio post mi ricapita tra le mani... Non so se conoscete Silvano Agosti, ma è IL mio mito ! Buona lettura - Massimo Pietrangeli



L’uomo viene al mondo e la prima cosa che fa l’essere umano venendo al mondo ha uno sguardo stupito su questa realtà e la ama da subito, poi quello che accadrà lo saprà purtroppo fin dall’infanzia, 
accadrà che lui verrà negato come questo grande capolavoro della natura, questo imbattibile mistero che è l’essere umano verrà inesorabilmente, ferocemente smantellato e ridotto a un ruolo, diventerà un ragioniere, un alunno, un marito, un impiegato, un Papa, un Presidente etc., nella processione dei ruoli che tengono prigionieri tutti gli esseri umani. Va detto subito che per questo l’essere umano non è ancora riuscito a abitare questo pianeta. E’ fondamentale che tutti sappiano quali sono le gabbie micidiali che ogni forma di potere ha messo in atto per riuscire a demolire questo colosso di mistero che è l’essere umano. La prima gabbia è di allevarlo in un piccolo spazio, in un piccolo carcere che è l’appartamento, la casa. La seconda gabbia è di costringere, pensate quando lui ha solo bisogno di correre, di giocare, di essere sé stesso, di costringerlo a stare seduto per imparare niente meno che a scrivere, perché? Perché uno deve imparare a scrivere a 5/6 anni? Normalmente l’essere umano imparerebbe in modo davvero perfetto a scrivere se lo facesse approdando da solo a queste necessità, con il desiderio verso gli 11/12 anni, ma ciò che conta è di tenerlo bloccato, di non farlo giocare, correre, perché se lui giocasse, corresse fino ai 18 anni, dopo non si fermerebbe più per tutta la vita di giocare, di creare, di dimostrare la propria unicità, perché ogni essere che viene al mondo è unico e irripetibile come si sa, non solo nel Dna, non solo nell’impronta digitale ma in una creatività che se potesse esercitarla darebbe ogni volta una versione nuova, affascinante, immortale della realtà.La terza gabbia, forse la più micidiale, è il lavoro, già comincia l’ossessione del lavoro verso i 13 anni, quando il ragazzetto dice “Ma a me non piace la scuola, non voglio andare…”, allora cominciano a dire “Guarda che se non prendi il diploma dopo non trovi il lavoro, guarda che se dopo non fai l’università è difficile che trovi il lavoro”, ma cosa significa trovare il lavoro? L’essere umano non ha bisogno di lavorare, ha bisogno di buon cibo, di un luogo asciutto dove dormire. Si potrebbe dare in regalo una casa a 7 miliardi di persone con 1/5 di ciò che si spende ogni anno per gli eserciti, le spese militari, per non parlare delle cose magnifiche che si potrebbero fare con tutti gli investimenti che si fanno nella droga, nelle prostitute, negli ospedali, quelli inutili, nelle carceri. Questa gabbia del lavoro pian piano convince purtroppo tutti che se non lavoreranno 8/9 ore al giorno, non potranno stare su questo pianeta e chi lavora 8/9 ore al giorno si sa benissimo può essere esistere, ma certamente non vivere! La cosa interessante è che gli apparati di potere che costringono gli esseri umani a questa convinzione assolutamente demenziale, che sia inevitabile lavorare 8/9 ore al giorno, persino adesso che le macchine stanno sostituendo dappertutto la fatica e l’essere umano potrebbe esprimersi finalmente nel lavoro, tanto più che da sempre chi lavora 3 ore al giorno e ne ha 21 per vivere, produttivamente è molto, molto più forte di uno che è costretto a lavorare 8/9 ore al giorno tutti i giorni, quindi in 3 ore capita che lui produce in modo fantastico ciò che mi compete.
Diciamo produrrebbe perché attualmente lavorare 3 ore al giorno saremmo forse in 5 o 6 in Europa, ma lavorare volentieri 3 ore al giorno, a scoprire che nelle altre 21 si inventano tante cose che rendono ancora più produttive quelle 3 ore lì e poi finalmente si conoscono i propri figli, poi finalmente non si è collegati con la terza micidiale gabbia che è la 3 bis e cioè la convivenza, il fatto che un essere che incontra una persona che ama, è costretto a convivere nella stessa piccola casa o grande casa è uguale, non avendo mai la possibilità di rasserenarsi, stando un po’ con sé stessa e scoprendo, soprattutto da parte delle donne, che il loro stare con il loro partner non nasce da un bisogno di affettività, ma da un bisogno edilizio, non hanno altro scelta, quindi stanno lì e questo spiega perché forse si dice: il 70% degli omicidi e delle violenze avvengono in questa 3 bis che è la convivenza all’interno della stessa casa.

Non scambiate l’esistenza con la vita
L’abbiamo visto poco fa che basterebbe ridurre di 1/5 le spese militari per regalare una casa a 7 miliardi di persone e anche due pranzi caldi al giorno, poi c’è una gabbia ancora più feroce che è quella di svendere senza accorgersi, la propria creatività
e cioè la propria visione del mondo, uno diceva “Ma che se ne fa uno di una visione del mondo?”. Come che se ne fa? L’umanità avrebbe 7 miliardi di diverse visioni della realtà, quindi un’immagine potentissima, straordinaria, qualcuno persino potrebbe osare dire: divina della realtà umana. Detto questo potrei anche non dire più nulla, ma mi interessa far capire che chi lavora due o tre ore è davvero così produttivo che merita uno stipendio maggiore di quello che gli viene dato con le 9 ore, perché si dà il caso che nella stragrande maggioranza il lavoratore percepisce 1/30 di quello che produce, anche se produce male, un lavoratore che prende 1.000 Euro al mese, vuole dire che come minimo ne produce 30.000, allora si tratterebbe semplicemente di capire che il destino di 7 miliardi di persone è nelle mani di un gruppo molto piccolo di persone, un gruppo forse non so, non oso dire il numero ma è sicuramente sotto i 100, i quali investono l’80 % di tutti i beni della Terra solo per difendere i propri privilegi e quali sono i loro privilegi? Quelli di giocare con il mondo, di decidere le guerre, di difendere il commercio delle armi, della droga, delle prostitute, soprattutto di un’informazione falsa, infingarda, nociva. Pensate che un ragazzotto di 21 anni nato a New York, pare che possa avere assistito a 130 mila omicidi alla televisione, la pedagogia della morte, perché voi noterete che dalla scritta sulle sigarette “questo prodotto ti uccide” fino a questa ossessiva narrazione di omicidi alla televisione, l’interesse centrale del piccolo nucleo di mostri che gestiscono il mondo, è regolare la mortalità, non produrre la vitalità, ma regolare la mortalità, allora per esempio si sono costruiti una valvola per cui ogni giorno muoiono 35 mila bambini di fame, naturalmente si potrebbe anche dire, girando un attimo il capo per non sentire il tanfo dello schifo, che in Italia si disturbano 400 mila tonnellate di cibo all’anno, perché scade!
Comunque dal 1960 a oggi sono morti circa 1 miliardo di bambini di fame, questo peso è su tutte le nostre coscienze, anche sulla coscienza di chi non lo sa e si esprime nel disagio profondo, viscerale che quasi tutto il mondo oggi avverte, si è globalizzato soprattutto il disagio e questo disagio dipende dall’obbligo di vivere su un pianeta che è tra i più straordinari che ci siano nell’universo intero. L’unico che appare azzurro dal cosmo, perché dovrebbe ospitare la vita e io auguro a questo pianeta e anche agli amici di Beppe Grillo di rifiutarsi da questo momento in poi per sempre, per qualsiasi ragione di scambiare l’esistenza con la vita, esistere non vuole dire vivere, vivere vuole dire assaporare l’eternità giorno dopo giorno, nascendo al mattino e morendo nel sonno la sera e risorgendo il giorno dopo!
Ecco il mio augurio, questo augurio ha un veicolo fondamentale, senza il quale svanisce, è nella parola forse più pregiudicata della storia del linguaggio umano, è nella parola “amore”. Costruitevi un territorio d’amore a qualsiasi costo, ma non un’aiuoletta piccolina con un alberello e una piccola fronda, ma un territorio che ospiti una foresta di sentimenti e allora sarà molto difficile contrabbandarvi il termine vita seppellendolo nella tomba dell’esistenza.

Grazie a voi

Silvano Agosti(espandi | comprimi)



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Commento ricevuto:

Ma  Silvano Agosti gli schei dove li tiene ??
La sua filosofia può essere applicata solo ai fortunati e a quelli che sanno vaorizzare la propria esistenza con poco e che hanno qualche soldo in più. Giusto Silvano, belle parole le tue, ma valgono per pochi eletti... 
La  gran massa della gente è ancora troppo selvaggia per intraprendere un cammino spirituale che vada oltre al mero materialismo del possesso delle cose. E' bellissimo stare a casa quando tutti fanno la fila in macchina per andare al mare, come è altrettanto bello andare a spasso quando tutti sono al lavoro. Siamo in tropi sullo stesso territorio per godercelo. Ecco a cosa servono gli schiavi ...
G.Q.