mercoledì 7 settembre 2011

Vita da emigrante.. in Italia - Esperienze vere vissute

Nell'immagine: "La danza degli spiriti" - Dipinto di Franco Farina


Grazie Paolo per la tua splendida accoglienza verso tutti e tutto! Mi sembrava
bello informare un po' di gente (che ce l'ha a morte con gli immigrati) della
mia esperienza personale di vita con questi meravigliosi ragazzi indiani che ho
avuto la fortuna di conoscere e che mi considerano come la loro mamma (e
infatti così mi chiamano!). Quindi non idee intellettuali, ma realtà
quotidiana, VITA! Ognuno di loro ha una storia incredibile che apre una
finestra anche sulla loro condizione in India che i media e i giornali non
conoscono o fingono di ignorare! Mi sembrava bello raccontarle queste storie.
Tutto ciò che leggerai è realmente accaduto, purtroppo ho dovuto abbreviare perchè altrimenti sarebbe diventato un libro. Un abbraccio Lidia



Cari Amici e lettori, vi racconto una storia accaduta qualche anno fa che mi
ha permesso di avere un contatto ravvicinato con la cultura di quel grande
Paese che è l’India, senza peraltro esservi ancora mai stata!

Dopo esser fuggita da Roma, mi trovai in giro per la Sabina in cerca di una
casa in affitto. Me ne capitò una in un piccolo paesino immerso nell’immenso
verde degli ulivi e ci restai per circa due anni. Sotto di me, abitavano un
gruppo di ragazzi indiani, provenienti soprattutto dal nord dell’India, molti
dal Punjab, venuti chissà come per cercare fortuna o anche un qualsiasi lavoro
che consentisse la sopravvivenza delle loro famiglie rimaste a casa. Avevano
delle enormi difficoltà ad esprimersi in italiano, e quasi tutti per vivere
raccoglievano olive o aiutavano nei lavori agricoli che qualcuno offriva loro,
il tutto naturalmente a prezzi super stracciati!
Non mi ero mai interessata del problema dell’immigrazione, e tramite questa
esperienza ebbi modo di ascoltare molte delle loro storie, racconti che ancora
oggi mi sono rimasti impressi nel cuore e che mi hanno aperto veramente gli
occhi su questo fenomeno che prima vedevo e valutavo esclusivamente attraverso
il filtro dei media (molto diverso dalla realtà!!!)

Tra i ragazzi c’era Bali, un indiano residente in Italia da circa 15 anni,
invalido ad una gamba e ad una mano a causa di un gravissimo incidente in cui
rimase in coma per circa un anno, avvenuto presso un’Azienda italiana dove all’
epoca lavorava. Gli assegnarono la pensione di invalidità permanente. Una
pensione di 240 euro al mese con la quale è molto difficile vivere nel nostro
Paese se non si hanno altri introiti! Ma i ragazzi indiani sono abituati alla
povertà e pertanto riescono a farsela bastare. Purtroppo, per una serie di
disguidi, dovuti soprattutto al fatto che il ragazzo non leggeva l’italiano e
pertanto non era stato in grado di capire qualche lettera proveniente dall’
INPS, il nostro Stato gli tolse la pensione di invalidità e con questa il
permesso di soggiorno. Me lo ricorderò sempre, quando in una gelida sera d’
inverno, bussò alla mia porta per mostrarmi questa lettera dell’INPS, tutta
sgualcita e sporca per quante volte l’aveva mostrata in giro cercando invano un
aiuto! Aveva le lacrime agli occhi mentre mi spiegava, con il poco italiano che
conosceva, che non riusciva a capire il motivo di questa revoca! Il motivo ce
lo disse un avvocato di mia conoscenza, si era trattato di un disguido delle
poste che non avevano permesso al povero Bali di ricevere una convocazione per
una visita medica, un errore del nostro Stato che costò a Bali 2 anni senza
ricevere un minimo aiuto economico, due anni in cui per vivere fu costretto ad
accettare la carità dei suoi compaesani già poverissimi, subendo l’umiliazione
di non sapere perfino dove andare a dormire, perché nessuno era in grado di
ospitarlo! Bali è una persona dotata di una grandissima dignità, seppi soltanto
molto tempo dopo da altri quanto aveva sofferto e così presi ad aiutarlo.
Conoscendo Bali conobbi una caratteristica fondamentale di questo popolo: la
dignità. L’indiano, anche se muore di fame, non tende la mano, non si umilia!
Si comporta sempre come se i suoi problemi economici non esistessero affatto!
Sono persone che camminano sempre guardando avanti e mai in basso! Poi conobbi
Bobby.

Bobby è un ragazzo indiano magrissimo, occhi nerissimi e profondi, capelli
corvini e lucidi. Un ragazzo che purtroppo aveva la sfortuna di pensare un po’
troppo con il suo cervello e che vedeva la realtà circostante con troppa
nitidezza! Purtroppo beveva! Era caduto nella rete dell’alcool non certo per
sua scelta, ma diciamo per un caso! Forse non tutti sanno che il lavoro degli
agricoltori in molte zone del nostro Bel Paese qualche volta è pagato con un
litro di vino e mezza pagnotta. E questo nel migliore dei casi!... perché in
altre circostanze vengono pagati con cibo scaduto o con olio vecchio! Bobby si
trovava in Italia già da molti anni, ma non era ancora riuscito a sistemarsi
come sperava. Come tutti i suoi amici, era partito dall’India pagando un
viaggio che gli era costato un enorme debito da estinguere in lunghi anni di
durissimo lavoro agricolo!

Il “padrone” di Bobby (così chiamava il suo “datore di lavoro”), molto spesso
lo pagava con il vino che produceva, così Bobby, che prima di venire in Italia
non aveva mai bevuto neppure una goccia, prese a bere fino a diventare un
alcolizzato!

Non dimenticherò mai ciò che accadde in una freddissima notte di
Natale. Venne su un ragazzo a dirmi che Bobby stava male, molto male! Scesi
subito a vedere, entrai in una specie di garage dove vivevano circa 12 ragazzi,
in un freddo impossibile, senza coperte e senza neppure giacconi con cui
coprirsi. Vicino al muro c’era una brandina con un materassino tutto rotto, di
quelli sottilissimi di gomma piuma, e sopra c’era Bobby che giaceva sdraiato
con gli occhi chiusi, capelli sporchissimi, magro da far paura, con una
bottiglia vuota sotto il letto. Avvicinandomi a Bobby dovetti subito
indietreggiare!... una zaffata fortissima di alcool mi colpì provocandomi
disgusto. Chiesi ai suoi amici come stava.

Mi risposero che da circa un mese non mangiava quasi più nulla e che stava per morire. Ma nessuno lo diceva con tono triste. Anzi, erano tutti molto tranquilli. L’unica persona che aveva il cuore gonfio di lacrime ero io che volevo fare qualcosa per aiutarlo a non morire! Proposi a tutti di portarlo in ospedale, ma nessuno fu d’accordo.

Dicevano che Bobby era destinato a morire e che pertanto nessuno poteva fare
più nulla per lui, perché tutto questo era un fatto normale, un ciclo naturale
della vita! Compresi allora l’enorme differenza che c’è tra la nostra visione
della morte e quella di questo popolo. Loro non si preoccupano se qualcuno
viene a mancare. Semplicemente la morte fa parte del gioco della vita!

Naturalmente portai Bobby in ospedale! Lì trovai un bravissimo dottore che mi
aiutò a farlo entrare in una comunità per il recupero di alcolisti e
tossicodipendenti. In seguito andai a trovarlo molte volte. Bobby stava bene,
si era inserito in questa struttura molto accogliente, non beveva più. Era
ingrassato, aveva imparato quasi bene l’italiano ed anche a fare delle
meravigliose statuette con le radici degli ulivi. Poi un giorno mi dissero che
Bobby se n’era andato. Non lo vidi più e non ne seppi più nulla… ma spero
veramente che abbia trovato quello che cercava…..

Con Bobby ho compreso il senso della vita e della morte per questo popolo, che
al contrario di noi ritiene che il passaggio in questo mondo sia veramente
molto breve, e che pertanto in qualsiasi momento può accadere di andar via!
Loro ritengono che sia assolutamente inutile prendersela o disperarsi!.... Per
me è stata una grande lezione di vita!.....

Anche la storia di Kuki è bellissima, poiché è l’unico tra tutti i ragazzi
indiani che oggi può dire di essersi inserito veramente alla grande nel nostro
Paese…. Ma siccome mi sono prolungata un po’ troppo la sua storia, e forse quella di qualche altro ragazzo, ve la racconterò un’altra volta…..

Lidia

martedì 6 settembre 2011

Italia, Arcore: "Crisi economico/finanziaria e crisi di governo" - Canto le gesta, i cavalier, l'arme e gli amori...



Ante Scriptum

Anni fa sentivo dire dalla gente, quando si obiettava che il riccone Berlusconi saliva al governo solo per farsi gli affari suoi: "Berlusconi è ricco, è vero, e come è ricco lui farà diventare ricchi tutti noi...". Poi pian piano trascorsi i momenti dell'euforia (con le spese pazze che hanno infine consentito la creazione del debito) è giunto anche il momento della presa di coscienza che nemmeno i suoi affari riusciva a portare avanti il Berlusca... Prova ne sia gli spese pazze per escort e parcelle per comprare il silenzio di questo o quel lenone, ricatti e tangenti a gogò, etc. Insomma non solo tanti italiani stanno sul lastrico, anche lui -se continua così- dovrà rivendersi la villa di Arcore (che pagò a suo tempo due lire) e tutte le case e casette sparse per l'Italia per ospitare le compagne di una notte. Se continua così e gli italiani si rompono veramente le p. c'è il rischio che faccia pure la fine dell'amico "onorato" Chebaffi.. in fuga nel deserto.

Povero cavaliere, la ricchezza ottenuta facilmente e con l'inganno con l'inganno e facilmente si perde...

Ma intanto vediamo cosa succede in Italia nel parere "personale" -s'intende- di Adriano Rebecchi... (non condivido diversi punti dell'intervento che segue, ma alcuni sì...)

Paolo D'Arpini

.................

La crisi economico-finanziaria dell’Italia si sta rivelando in tutta la sua drammaticità, all’interno della più complessa crisi mondiale.

Ma faremmo torto a noi stessi e alla nostra intelligenza se credessimo o pensassimo che l’attuale situazione sia stata imprevedibile e senza responsabili.

Non è il caso qui di parlare di quella gigantesca palla al piede dell’Italia che è il debito pubblico, il terzo in assoluto a livello mondiale e che ha avuto un esponenziale aumento dopo la sconfitta nella seconda guerra mondiale.

Ma una cosa è certa: quello che è stato fatto o non fatto negli ultimi anni non solo non ha migliorato la situazione, ma l’ha pesantemente peggiorata.

E qui non c’entrano la speculazione, la Banca d’Italia o quella Europea (a proposito, quest’ultima acquistando i titoli di Stato italiani “fortemente a rischio e oramai tossici” ci sta tenendo a galla e permette allo Stato di poter pagare gli stipendi agli statali e le forniture estere di materie prime!), come non c’entra l’euro che, anzi, attualmente è l’ombrello che ci salva (immaginate l’Italia con la lira senza protezione alcuna, con un gigantesco debito pubblico e la crescita zero, che bel boccone sarebbe stato per la speculazione ed i mercati!).

Il primo grosso errore è stata la gestione dell’euro, tutta fatta dal Governo Berlusconi, che ha permesso la vergognosa speculazione del fittizio cambio “2.000 lire un euro”, che ha in pratica raddoppiato i prezzi penalizzando la popolazione, ma ha permesso ai ceti produttivi (grandi elettori del centrodestra) di lucrare alla grande, analogamente alle Aziende di Stato, alle Municipalizzate, alle Aziende regionali che, con lo stesso sistema hanno raddoppiato le tariffe tamponando i loro disastrati bilanci, senza avviare nessuna di quelle riforme strutturali necessarie per contenere i costi ed evitare gli sperperi.

Il secondo errore è stato l’avallo e la giustificazione fornita dai Governi Berlusconi all’evasione (una delle più alte al mondo!), quell’evasione che oggi si finge di voler combattere, ma che è stata aiutata e coperta in tutti i modi, con l’abolizione del reato di falso in bilancio, con i condoni e le sanatorie, con le limitazioni alle rogatorie per i reati finanziari, con gli scudi fiscali agevolati, con blande norme contro il lavoro nero.

Il terzo è stata la superficialità e la supponenza con la quale il Presidente del Consiglio ha continuato a dichiarare che “eravamo messi meglio delle altre nazioni” e che “saremmo usciti prima e meglio degli altri dalla crisi”, frasi furbescamente ripetute anche nei consessi internazionali, mentre chiedevamo di sforare dai parametri di stabilità assicurando (e mentendo) che ci saremmo rientrati al più presto.

Il quarto e attuale errore è il pasticcio della manovra finanziaria in elaborazione, già cambiata quattro volte in un mese, in un vergognoso balletto di misure che compaiono e scompaiono non per esigenze di equità nella distribuzione dei sacrifici, ma SOLO per le divisioni nella maggioranza e per la volontà di scontentare meno elettori possibili al fine di mantenere il potere qualunque cosa succeda.

A questo punto non ci possono essere compromessi con chi ci ha portati in questa situazione e la nostra posizione deve essere di dura e intransigente protesta, contro le misure inique e socialmente penalizzanti e contro il vergognoso attacco al mondo del lavoro nascosto tra le pieghe della manovra per consentire alle aziende di licenziare in spregio a tutte le regole.

Il tempo del governo Berlusconi-Scilipoti è scaduto e la pacchia è finita...

lunedì 5 settembre 2011

"Sul ponte sventola bandiera bianca..." - Sirte assediata, bombardata, lasciata senza cibo, acqua, luce e gas...




Mobilitiamoci in piazza almeno ora. Nei prossimi giorni. Se non ci si indigna per la guerra per cosa lo si farà mai?

La Guernica libica sarà forse Sirte, o le altre città “nemiche” non ancora conquistate dalla Nato-Cnt? “In Libia i bombardamenti e la guerra continuano. Ci sono Sirte, Ben Walid, Sebha, Brega” dice dalla capitale della - ex? - Jamahiriya un amico sub-sahariano che adesso aspetta l’evacuazione.

Acqua e viveri tagliati

Alla popolazione di Sirte, la Nato e il Consiglio nazionale di transizione (Cnt) hanno concesso alcuni giorni per la resa, pena l’assalto finale. Secondo il messaggio – certo non verificabile - alla rivista Argumenti.ru, mentre le forze del Cnt assistite da forze speciali estere circondano l’area e respingono dentro le famiglie di civili che cercano di fuggire, dall’alto piovono i bombardamenti dell’operazione Unified Protector, che sotto il mandato dell’Onu che imponeva una no-fly zone “deve continuare la sua missione di proteggere i civili” come ha affermato il 30 agosto la sempre surreale portavoce Nato Oana Longescu.

Secondo la denuncia del superstite portavoce governativo Mussa Ibrahim all’agenzia cinese Xinua, a Sirte una pioggia di razzi piovuti sui fedeli nell’ultimo giorno di ramadan avrebbe ucciso un migliaio di persone. Se anche fossero cento, o cinquanta, sarebbe comunque troppo.

Non solo: i bombardamenti hanno azzerato gli approvvigionamenti in acqua, cibo ed elettricità. Ecco l’analogia con la sorte di Falluja, che nell’ottobre 2004 fu privata di tutto prima dell’assalto finale dei marines che uccise migliaia di persone arrivando a usare il fosforo bianco.

In grado minore anche Tripoli prima dell’attacco del 21 agosto è stata sottoposta a mesi di assedio: bombardamenti a infrastrutture, sabotaggi di condutture, embargo navale hanno causato carenze di gas, cibo, farmaci, benzina, elettricità e acqua, con conseguenti disagi anche pesanti. Come precisa il sito warisacrime.org, l’assedio viola le Convenzioni di Ginevra, così come i bombardamenti su obiettivi civili; che da luglio la nato considera ufficialmente legittimi.

Misurata e Bengasi: casus belli

Gli armati asserragliati a Sirte e nelle altre città saranno accusati di usare i civili come scudi umani. Invece quando a Misrata erano i ribelli a nascondersi nelle case, la colpa dei morti nel fuoco incrociato e sotto le bombe Nato fu tutta addossata all’esercito libico che circondava la città: si veda il rapporto di Amnesty International Misrata under Siege, dello scorso aprile. Eppure, molte famiglie di Misurata avevano scelto di rifugiarsi nelle zone lealiste e non a Bengasi.

Dopo due mesi di scontri a terra e guerra dai cieli, Human Rights Watch stimava in alcune centinaia le vittime civili della guerra a Misrata. Proteggere i civili di Misrata era il pretesto fornito dalla Nato per continuare a bombardare la Libia. A Sirte le vittime civili potrebbero già essere molte di più. Ma gli assediati non sono tutti uguali.

Del resto la guerra della Nato è ufficialmente iniziata per rispondere all’assedio di un’altra città: Bengasi. Ricostruisce gli eventi il docente statunitense Maximilian Forte un articolo su Counterpunch proprio richiamando il recente ultimatum: “Tripoli, Sirte e Sabha possono essere sacrificate, e non ci sono proteste nemmeno di fronte ai recenti massacri a Tripoli. Invece Bengasi era per i leader dell’Unione Europa la città sacra”. Obama, Cameron e Sarkozy insieme scrivevano ai giornali: “Con la nostra rapida risposta abbiamo fermato l’avanzata delle forze di Gheddafi.

Abbiamo evitato il bagno di sangue che egli aveva promesso alla città assediata. Abbiamo protetto decine di migliaia di vite umane”.

Però allora, sottolinea Forte, “non solo i jet francesi hanno bombardato una colonna di militari libici che era in ritirata, ma si trattava di una colonna ridotta che comprendeva camion e ambulanze”. E soprattutto, a parte la retorica di Gheddafi, “non c’erano prove che Bengasi sarebbe stata sterminata: lo deduceva molti mesi fa un altro docente statunitense, Alan J. Kuperman, nel suo articolo “False pretense for war in Libya?” pubblicato sul Boston Globe: “Quando le truppe di Gheddafi hanno riconquistato in gennaio in tutto o in parte diverse città – Zawiya, Misurata, Adjabya, con una popolazione totale ben superiore a quella di Bengasi, non sono avvenuti genocidi…malgrado la diffusa presenza di cellulari per fare video e fotografie, non c’è prova di un massacro deliberato”: in effetti i diecimila morti denunciati ni primi giorni di proteste, nelle successive stime della stessa Corte penale erano scesi a circa duecento (più o meno equamente suddivisi fra le due parti).

Proseguiva Kuperman: “E del resto Gheddafi non aveva minacciato di sterminio nemmeno Bengasi. Il suo ‘senza pietà’ del 17 marzo, secondo lo stesso New York Times si riferiva solo ai ribelli armati, mentre per quelli che si disarmavano era promessa una amnistia”.

Conclude Monteforte: per una amara ironia, le prove dei massacri in Libia si riferiscono alle fasi successive all’intervento Nato. E soprattutto agli ultimi giorni. Lo dimostrano gli stessi reportage da Tripoli dei media mainstream che pure avevano appoggiato la rivolta (una sintesi degli stessi in www.mondialisation.ca/index.php?context=va&aid=26334).

Insomma, come sintetizza Peacelink, la guerra iniziata per salvare Bengasi termina con un altro assedio. La guerra iniziata per “proteggere i civili” termina in un bagno di sangue. La guerra iniziata per i diritti umani termina con la violazione generalizzata degli stessi (persecuzione di neri e “sconfitti”). E la guerra iniziata per la “democrazia” termina con il Cnt che non riconosce in Libia l’esistenza di una parte della popolazione non allineata: “Non abbiamo bisogno di forze dell’Onu per la sicurezza. Qui non è in corso una guerra civile, è un tutto un popolo contro un dittatore” ha dichiarato giorni fa il capo dello stesso Cnt Abdel Jalil.

A metà maggio Aisha Mohamed era in transito nella tunisina Djerba. Aveva finito un anno di specializzazione in Gran Bretagna e aveva scelto di andare a condividere la guerra con la sua famiglia, che stava subendo la guerra. A Sirte. Se è ancora là, Aisha è in trappola.

Marinella Correggia (mari.liberazioni@yahoo.it)

domenica 4 settembre 2011

L'altra campana sulle tasse... "A chi ed a cosa servono gli introiti dei salassi iniqui imposti dallo stato?"



……..Appena si parla seriamente di tagliare qualche costo della politica, l’insieme della caste parassitarie e indampienti ha pronto il trucco per distrarre l’attenzione via da se. «Lotta all’evasione! Che bisogno c’è di tagliare la spesa pubblica? Esiste in Italia un tesoro nascosto, 120 miliardi, anzi 180, anzi 200 e passa… Ecco, è nascosto là! No, qua! Basta prenderlo, e siamo salvi!».

«Denunciate gli Evasori! Fate la spia! Chiedete la fattura, lo scontrino! Questi sono i veri colpevoli, i veri delinquenti, i veri ladri! Prendeteli!».

E tutti a cercare i ladri, o almeno – visto che non li troviamo – ad odiarli per spirito civico; tutti a cercare il tesoretto sepolto che ci sarà pure, ma che da 40 anni a questa parte non si trova, e se non si trova è colpa della casta che non sa trovarlo, mica nostra. Di solito, questa è una scusa a cui ricorre la Sinistra; oggi vi ha ricorso anche la destra cosiddetta di Berlusconi e di Calderoli, il che prova in modo definitivo che i parassiti sono parassiti, senza distinzione, trasversalmente. Sono un solo partito.

Anche il cardinal Bagnasco ha additato al pubblico odio e sospetto la figura dell’evasore, questo nemico pubblico introvabile. Faceva meglio a tacere, visto che la Conferenza Episcopale si è esentata dall’ICI in base a occulte trattative coi governi precedenti (come del resto sono esenti da imposte le mega-cooperative). O forse no, ha fatto bene, ha tentato di sviare l’attenzione dalla propria elusione.

«Quando anche gli Evasori pagheranno, noi tutti pagheremo meno tasse», ci dicono. E noi, ogni volta ci caschiamo. Eppure dovremmo ormai saperlo: ogni volta il fisco ci strizza, poniamo, 10 miliardi l’anno di maggiori introiti fiscali, eppure noi paghiamo sempre più tasse. Perchè la funzione pubblica, più soldi ci spreme, più ne spreca e spende.

Ve lo dice uno che non ha mai evaso una lira perchè è sempre stato un dipendente con prelievo alla fonte: l’evasione fiscale è la legittima difesa, vorrei poterla fare anch’io.

Maurizio Blondet


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Evadere le tasse è Legittima Difesa

Abbiamo il dovere morale di evadere le tasse, lo dobbiamo a noi stessi, lo dobbiamo ai nostri cari e ai nostri amici, lo dobbiamo alla nostra nazione.

Oggi non esiste nessuna ragione di sperare che la macchina pletorica, inefficiente e corrotta dello stato si emendi spontaneamente, non esiste ragione per sperare che l’intreccio fra corporazioni e politica permetta spontaneamente le riforme strutturali e liberali necessarie per la crescita.

La politica e la società italiana sono interamente arroccate nella difesa di una miriade di interessi particolari e mostruosi privilegi. L’Italia è governata da una fetida gerontocrazia che ha scaricato interamente sulle generazioni future l’onere di pagare i conti. Non è giusto, non è equo ,dunque abbiamo il dovere morale di evadere ogni singolo centesimo di tasse possibile.

Siamo ad un tornante della storia, l’Italia dopo 50 anni non potrà più fare nuovo debito pubblico, la sanzione, ammesso che davvero lo sia, è il default. Significa che lo stato non potrà più traslare sui figli il costo della propria inefficienza. Le scelte e il dibattito pubblico su come debba essere affrontato il problema, ovvero su chi debba pagare e su come e cosa si debba tagliare è uno spettacolo indegno che attraversa trasversalmente la politica, l’imprenditoria confindustriale, il mondo sindacale, e ogni singola categoria sociale ed economica italiana.

Chiunque abbia un minimo di sale in zucca è consapevole che esiste una sola strada per coniugare risparmio e crescita, quella che porta al taglio drastico della spesa improduttiva, tradotto significa innalzamento dell’età pensionabile e revisione di alcune pensioni maturate magari con pochi anni di contributi, tagli draconiani ai “costi della politica”, riorganizzazione e blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione, un taglio drastico ai dirigenti di nomina politica, la vendita di patrimoni pubblici mobiliari e immobiliari.

Non accadrà mai, non spontaneamente.

Sono nato con un debito pubblico di 28.000 sulle spalle, ora ne ho 34.000. La spesa pubblica italiana negli ultimi 10 anni è aumentata di 100 miliardi di euro, anni fa è stata fatta la riforma delle pensioni: un gruppo di vecchi politici consigliati da vecchi economisti si è riunito e ha deciso che il sistema pensionistico italiano dovesse passare dal retributivo al contributivo.Il risultato è che presto andremo in pensione con al massimo il 45% dello stipendio contro l’attuale 70%. Intendiamoci è giusto, mentre è ingiusto pretendere che altri paghino la nostra pensione, ma quel gruppo di vecchi politici, siccome a quel tempo era già abbastanza vicino alla pensione, si è guardato bene da attuare immediatamente la riforma, ha fatto i conti e l’ha fatta partire dopo che loro avessero maturato i requisiti pensionistici.

Oggi, ho la prospettiva di dovere pagare per il resto della mia vita un carico fiscale e tariffe pubbliche a livelli senza precedenti, so che potrò contare sempre meno su servizi pubblici e so che ai miei figli,a sistema invariato toccherà una sorte ancora peggiore. Come se non bastasse, a casa mia, il mio comune mi tratta come fossi una vacca da mungere e inventa sistemi sempre più ingegnosi per togliere a me e ai miei cari il frutto del lavoro.

Ora vi chiedo dovrei essere un buon contribuente? Dovrei pagare le tasse?

No non lo farò, non più, da ora sarò un evasore fiscale, girerò con quanto più contante possibile in tasca, mi rifiuterò di pagare i servizi di professionisti e artigiani se non rigorosamente in nero dietro un congruo sconto. Non pagherò il canone Rai, toglierò tutti i soldi possibili dai conti bancari e li trasformerò in oro. Purtroppo, oggi, il mio reddito da lavoro, è ancora vincolato dall’abominio chiamato “sostituto di imposta”, voglio licenziarmi e diventare autonomo.

Sarò un evasore fiscale, lo farò con forza e convinzione.

Lo farò per me perché sono un uomo e rivendico il diritto di disporre della maggior parte del frutto del mio lavoro e del mio ingegno.

Lo farò per i miei genitori, per mia moglie e i miei figli perché so che con questo sistema lo stato, nel bisogno, per loro non ci sarà.

Lo farò per la nazione di cui vorrei essere cittadino perché sono consapevole che solo il baratro o il suo orlo, mi restituirà un luogo in cui torni a esistere la speranza per un futuro migliore.

Le grandi manifestazioni non servono più a nulla, non abbiamo nemmeno il diritto di sceglierci i rappresentanti al parlamento, evadere le tasse è l’ultimo vero atto rivoluzionario che ci è rimasto, tutto sommato sarebbe molto più semplice emigrare in un altro paese. Rimanere qui e lottare contro lo stato per riformalo, non è solo la legittima difesa è un atto di disobbedienza civile, un percorso difficile e coraggiosa.

Se, come spero, anche voi deciderete di diventare evasori fiscali dovete sapere che avrete quasi tutti contro. Le forze dell’ordine, la magistratura, la pubblica amministrazione e la massa dei cittadini illusi che se tutti pagassero le tasse ne pagheremo meno.

E’ una terribile menzogna.

Se tutti chinassimo il capo alla mostruosa pressione fiscale scritta nelle assurde leggi Italiane lo stato sprecherebbe più soldi e tutti pagheremmo le stesse tasse di prima.

Pensateci e mentre lo fate chiedetevi come mai, improvvisamente, tutti i poteri forti: i politici,i grandi industriali, i sindacati, i media mainstream, tutti chiedono che si instauri in Italia uno stato di polizia tributaria. Davvero credete in un improvviso slancio di lungimiranza. No sono alla ricerca di una soluzione per perpetrare se stessi.

Io Evado Le Tasse.

Paolo Rebuffo (Rischio Calcolato)

sabato 3 settembre 2011

Australia, Rupert Murdoch e la "carbon tax" che deve passare....


Nell'immagine: "Angelo scuro" di Franco Farina

Cari amici,

L'Australia sta per adottare una legge che ridurrebbe le emissioni di CO2 e farebbe pagare gli inquinatori. Questa è una battaglia di primo piano per il futuro del nostro pianeta: se la vinceremo potremo incoraggiare azioni simili in tutto il mondo. Ma Rupert Murdoch e i maggiori inquinatori ce la stanno mettendo tutta per accantonare la legge, diffondendo messaggi di paura in tutto il paese. Possiamo aiutare ad affondare il mantra di Murdoch con messaggi di speranza da tutto il mondo e far adottare la legge.

In questi giorni una battaglia decisiva per il clima scuote l'Australia: il governo sta per adottare una legge che ridurrebbe le emissioni di gas serra e imporrebbe agli inquinatori di pagare. Ma le grandi industrie, appoggiate da Rupert Murdoch, stanno cercando di affossare la legge.

La carbon tax è una misura che avvantaggia tutti: costringe le grandi industrie a produrre in maniera pulita e garantisce più risorse alle famiglie di lavoratori. Se passerà, servirà da stimolo per altri grandi paesi inquinatori a seguire a ruota e potrebbe essere la nostra maggiore speranza contro il cambiamento climatico. Ma Murdoch è molto potente: detiene ben il 70% della stampa australiana, che utilizza come megafono per diffondere la paura fra la gente. Se insieme riusciremo a silenziarlo con messaggi di speranza da tutto il mondo, potremo aiutare a far passare questa legge.

Questa battaglia è combattuta in questi giorni sulle emittenti radio australiane. Firma la petizione urgente per sostenere questa iniziativa coraggiosa e condividila con tutti: non appena raggiungeremo le 250.000 firme manderemo in onda alla radio una serie di pubblicità che diffonderanno i nostri messaggi globali, spiegheranno i benefici della legge e genereranno il sostegno dell'opinione pubblica:

http://www.avaaz.org/it/australian_carbon_price/?vl

...............


Commento di Giovanni Malatesta sulla notizia soprastante: “Non sono un climatologo, ma credo che incentrare tutta l'attenzione sulla CO2 (che non è un veleno e che è alla base della vita sulla terra) rappresenta la "grande distrazione" dei nostri tempi, facendoci dimenticare i veri inquinanti che vengono diffusi nell'ambiente insieme ed oltre alla CO2, migliaia e migliaia di sostanze estranee alla biosfera, tossiche, genotossiche, mutagene, capaci di interferire con i più delicati meccanismi degli organismi viventi con effetti che si propagano di generazione in generazione. La cancerogenicità (solo per fare un esempio) di tante di queste sostanze è scientificamente provata, mentre sugli effetti che l'aumento della CO2 può provocare sul clima non vi è affatto il consenso che si vuol far credere nella comunità scientifica e non esistono quelle prove che, viceversa, vi sono sulla nocività di tutta una serie di inquinanti che l'uomo immette in grande quantità nell'ambiente. Perciò, al di là del fatto che l'aumento della CO2 legata alle attività antropiche abbia o meno un effetto climalterante, oppure che i mutamenti climatici siano determinati da tutt'altre cause (come è già avvenuto nella storia di questo nostro pianeta), l'uso che ne viene fatto è di fatto mistificante, in quanto sposta l'attenzione dai veri problemi che ci affliggono”
(Lista Ecologia Peacelink)

venerdì 2 settembre 2011

Giù le mani dai bambini: "Risultanze sospette indagine NAS su Guanfacina/Shire"

Cari amici e sostenitori, molti di Voi ricorderanno lo scandalo pre-estivo relativo al tentativo di introduzione di un nuovo psicofarmaco per bambini in Italia, dettagliato nel nostro comunicato stampa disponibile all'indirizzo
internet http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__168.pdf

La nostra denuncia venne ampliamente ripresa dai mass-media, e generò un articolata interrogazione Parlamentare. Parallelamente, il Ministro per la Salute On. Ferruccio Fazio incaricò i Carabinieri dei NAS di svolgere indagini, l'esito delle quali è stato assai deludente a causa dell'assoluta inconsistenza degli atti ispettivi svolti dai Carabinieri stessi, i quali - invece che acquisire le evidenze disponibili che comprovavano le illecite azioni di promozione dell'ADHD in Italia, si sono limitati ad affermare - senza portare alcun riscontro alla loro tesi - che non esiste illecito. Abbiamo deciso di replicare per iscritto - per senso di giustizia e di coerenza e per dovere d'informazione.

Un cordiale saluto,

Luca Yuri Toselli

Coordinatore operativo

giovedì 1 settembre 2011

Ultimo avviso agli utenti..... prima della fine del mondo





Il futuro nelle vostre mani
Di Corrado Malanga

Questa nota è l’ultima che scrivo.
Infatti, con queste righe, comunico che le mie due pagine di Facebook verranno eliminate alla fine dell’anno e non potranno più essere utilizzate come punto di riferimento o di scambio dati o per semplice voglia di pubblicare qualche notizia.
Questo spazio, messo a disposizione della gente che si interessava del fenomeno ufologico e di quello alienologico in Italia, è servito per far comprendere che il fenomeno stava prendendo una piega differente. Nessuno credeva più a quello che diceva il telegiornale. Nessuno credeva più a quello che diceva il Centro Ufologico Nazionale. Nessuno credeva più a personaggi buffi e mendaci come il visionario filmofilo di ufo, il madonnaro dell’ultima generazione, l’illuso ufofilo buonista, il povero teleaddotto.

Nessuno credeva più ai diversi interventi televisivi di un patetico CUN (Centro Ufologico Nazionale) e dei suoi amici massoni. Inoltre, tale spazio, mi era servito per tastare il polso della situazione e verificare giornalmente quante persone si stessero svegliando e comprendessero come le religioni sono una truffa, i demoni e gli angeli non erano altro che gli alieni di oggi, la Massoneria, la Chiesa, lo Stato, rappresentavano i poteri del comando e che, al comando di tutta l’umanità, c’erano poche persone ricche, colluse con gli alieni che manipolavano da migliaia di anni l’informazione, la storia, la scienza.

Tutto ciò era stato recepito compreso e digerito.

Questo spazio è stato anche un posto dove molti addotti si sono scambiati le idee e molti non addotti hanno cercato di comprendere l’ampiezza di un fenomeno non mondiale ma universale che, dopo milioni di anni, eravamo perfettamente riusciti ad inquadrare attraverso le nostre ricerche. Nostre ricerche scimmiottate da altri soggetti: a volte ex nostri collaboratori a volte personaggi appartenenti a qualche gruppo ufologico in cerca di visibilità, che scopiazzavano a destra e sinistra le nostre idee.

Nello studiare il fenomeno delle adduzioni ci siamo fatti molti nemici tra: gli ufologi italiani, i massoni italiani, i preti italiani, i governanti italiani, i militari italiani, gli addotti italiani.

Nella mia ricerca, non sono mai sceso a COMPROMESSI.
Ho sempre denunciato a chiare lettere gli intrallazzi di alcuni pietosi personaggi dell’ufologia italiana con le mani in pasto in torbidi affari personali.
Il mio accanimento era giustificato dal fatto che questi personaggi avevano tenuto in mano le redini dell’informazione ufologica per quaranta anni, raccontando fandonie alla popolazione italiana. Siccome il peccato più grande che si può commettere è l’essere bugiardi, ho ritenuto un dovere morale e civile svelare gli altarini di questi soggetti a tutta l’Italia, usando anche queste pagine di Facebook.

Avevo costruito un gruppo che prendeva il nome di Stargate che si stava espandendo in tutto il territorio italiano ma anche in quel caso, alcuni personaggi poco illuminati e decisamente ignoranti nel senso ortodosso del verbo, vollero trasformare il gruppo in una nuova religione, cercando di utilizzare la mia persona, facendomi recitare il ruolo del gran sacerdote. Questi soggetti autoelettisi a futuri santoni di questa religione decisero di utilizzare le tecniche che avevo messo a disposizione della gente (il SIMBAD), per liberarsi dal problema alieno, come strumenti di salvazione mistica, confondendo la presa di coscienza con la realizzazione personale, alla ricerca di una identità mancante e mancata. Dovetti uscire a gambe levate dalla nuova chiesa nascente e fu li che i miei ex collaboratori, ora nuovi santoni della religione del SIMBAD, mi accusarono dell’unica cosa che per me era insopportabile. Mi dissero che ero un bugiardo.

Lasciai la nuova religione a se stessa ed intrapresi daccapo il cammino della ricerca. Il Simbad era decisamente obsoleto e così costruii il sistema FMS (Flash Mental Simulation), che dava risultati nel campo della lotta all’alieno, più immediati e rapidi.

Il gruppo dei miei nuovi collaboratori utilizzava a piene mani questa nuova tecnica implementandola con interessanti varianti auditivo cenestesiche.
In quel contesto implementai una nuova tecnica detta TCT nelle sue due varianti statica e dinamica. La nuova tecnica permetteva di liberare il soggetto dai suoi problemi in una sola applicazione.

Questa mia dichiarazione venne poi recentemente presa ed utilizzata come una feroce critica contro la mia persona, da alcuni miei ex collaboratori, ai quali la mia presenza sulla scena italiana sembrava essere divenuta troppo ingombrante.

Va precisato qui, che la tecnica TCT, invece fa proprio quello che ho dichiarato e libera istantaneamente il soggetto dal problema adduttivo. I miei nuovi detrattori misinterpretavano il significato delle mie parole dicendo che io dichiaravo che la tecnica risolveva il problema PER SEMPRE. Non so, e sarebbe inutile oggi andare ad indagare, se qualcuno avesse strumentalizzato questa cosa per suoi scopi non meglio identificati ma identificabili comunque. Sta di fatto che il TCT elimina il problema in una sola seduta ma non garantisce, almeno fino ad oggi, che il soggetto ne rimarrà fuori.

Va altresì sottolineato come le mie collaborazioni con numerosi psicologi che adottano il TCT per guarire i loro pazienti e i piennellisti italiani che fanno altrettanto, abbiano effettivamente toccato con mano la realtà funzionale del metodo da me proposto.

Nel frattempo, nel gruppo dei miei collaboratori, avemmo alcune defezioni coatte in quanto scoprimmo che, alcuni di loro, non si erano mostrati all’altezza di svolgere il compito a loro assegnato. Avevano, tra l’altro, passato all’esterno del gruppo, informazioni che dovevano rimanere all’interno della nostra lista.
Fui ritenuto subito responsabile di quanto accaduto da alcuni soggetti all’interno della lista dei collaboratori. Questi, dopo aver ingenuamente ed irresponsabilmente provocato ed alimentato la diatriba tra me e le persone che avevo allontanato dalla nostra ricerca, cambiavano rotta strategica preferendo stabilire con alcuni di questi personaggi, un atteggiamento di COMPROMESSO.

Io, nella mia vita, non sono mai sceso a compromessi. Non ritengo questo un difetto ma lo ritengo a tutt’oggi un pregio. Un pregio che mi permette di definire la politica italiana un cesso, la classe universitaria italiana una massa di incapaci ed ignoranti che nella maggior parte dei casi ha vinto un concorso universitario truccato. Un pregio che mi ha permesso di sputare nel chiasma ottico della televisione italiana rifiutando ormai da anni di essere strumentalizzato anche da loro, al contrario di chi si è fatto e si fa convincere, per manifestare il suo ego dietro uno schermo televisivo.

Per queste ragioni sono, qualche tempo fa, uscito volontariamente dal gruppo di persone definite fino ad allora “i miei collaboratori”, poiché “con alcuni di loro” non condividevo non tanto la scientificità che peraltro hanno preso da me, ma il modo di politicare sul territorio italiano, cedendo all’idea che il compromesso alla Pinotti fosse meglio che la battaglia alla Malanga.
Chiudo queste pagine di Facebook e contestualmente annuncio che ho bloccato tutte le iniziative volte ad effettuare convegni, congressi, e quant’altro riguardi la mia attività seminariale dal primo gennaio del 2012, in Italia, per alcuni sostanziali motivi.

Il primo motivo è legato al fatto che mi sono convinto che tutto quello che potevo dire, scrivere, fare e di cui posso essere capace, ho fatto, detto e scritto.
Dalle mie ricerche sono venute fuori migliaia di pagine scritte, un fumetto, un film, ho ispirato musiche, racconti e disegni.

Nessun altro nel mondo, per far conoscere le problematiche relative alle adduzioni, è mai riuscito a ottenere tutto questo, senza mai scendere ad un solo compromesso e senza mai mettersi in tasca una lira.

Il secondo motivo è legato al fatto che il tempo stringe e non credo di poter essere più di quel tanto utile alla liberazione di un numero sufficiente di addotti che certo non apporterebbero nulla di fattivo di fronte all’imminente fine delle nostre speranze.

Il terzo motivo è che bisogna lasciare anche spazio agli altri. Potrei infatti essere io con il mio pragmatico atteggiamento di non accettazione di patteggiamento con l’alieno e con chi gli regge le fila, a sbagliarmi. E dunque devo lasciare spazio a chi potrà fare o meglio o peggio di me usando politiche differenti dalla mia, tanto comunque, sempre secondo il mio modesto punto di vista, non avremo il tempo di raccoglierne i frutti.

Esiste un quarto motivo che, se per altri non è importante, lo è sicuramente per me.

Il tempo che mi rimane vorrei dedicarlo a me stesso. In fondo sono soddisfatto dei lavori che ho fatto ed i risultati che ho ottenuto come chimico organico. Sono soddisfatto anche di quello che ho fatto come docente e sono molto soddisfatto di quello che ho ottenuto nel campo della ricerca sulla fenomenologia adduttiva.
In tutti questi anni ho parlato poco con me stesso ed ora devo recuperare.
Da qui in poi e per il tempo che rimane, terrò come punto fisso della mia ricerca il sito www.ufomachine.org dove continuerò a scrivere e pubblicare i miei lavori, continuerò a lavorare sui casi di adduzione di cui mi sto già occupando ma non potrò più operare sui nuovi casi che, se lo vorranno, potranno accorparsi a coloro che si rifanno alle mie metodologie.

Sto lavorando ad una nuova metodologia che sperò potrà prendere il posto del TCT appena avrò terminato uno studio piuttosto complicato su alcuni aspetti della interpretazione archetipale del suono.

Lascio lo spazio di Facebook, fra qualche tempo, alla fine dell’anno, per dare il tempo a tutti coloro che qui si incontravano, di potersi dare appuntamento su qualche altra pagina di Facebook, magari tenuta da qualche mio ex collaboratore ufficiale, che potrà così seguire i nuovi casi di adduzione, che prima avrei seguito io.

Con il primo gennaio duemiladodici i miei recapiti telefonici cambieranno così come la mia vecchia casella postale all’università, verrà disabilitata.

Tutti i consigli che potevo dare alla gente credo di averli detti e sparsi su Internet dappertutto e la mia presenza fisica sul territorio credo non serva più.
Un ringraziamento sincero a tutti coloro che ci hanno sostenuto fino ad oggi. Se ci salviamo la pelle sarà un po’ anche per merito loro.

malcor