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venerdì 8 aprile 2011

Treia, 7 maggio 2011: Milena Auretta Rosso alla Festa dei Precursori del Circolo Vegetariano VV.TT.

"Alimentazione bioregionale, con il cuore, a Treia".
La prima neurochirurga in Italia, la dottoressa Milena Auretta Rosso, sarà presente alla tavola rotonda su "Cure Naturali, alimentazione bioregionale, agricoltura biologica, arte e spiritualità della natura" che si terrà a Treia (Macerata), presso la sala Consigliare del Comune, in apertura della Festa dei Precursori, il 7 maggio 2011.

La sua presenza darà una garanzia di "scientificità" nella "nuova sperimentazione" dell'incontro essendo Milena Auretta Rosso sia una scienziata che una ricercatrice di cure naturali nonché iridologa e studiosa della psiche umana. Nell'occasione della Tavola Rotonda presenterà anche il suo ultimo libro "Che mi lascino in pace... alle pressioni telepatiche".


Qui di seguito una breve presentazione del testo e dell'autrice, fatta a due mani da Caterina Regazzi e dal sottoscritto:

"Una persona o una personalità eclettica, intelligente, che pare scrivere come sotto dettatura, affrettatamente e senza correzione di bozze (le influenze telepatiche?).
A volte faccio fatica a capire, devo leggere e rileggere anche se la ragione a volte non mi aiuta (intendo la razionalità). Una scrittura parlata, sarebbe da ascoltare, letto da lei, quel che ha fatto stampare su carta. Gli argomenti sono i più vari, si capisce che lei è una viaggiatrice, un’esploratrice dell’universo, umano e non solo, un radar avvezzo a captare le radiazioni cosmiche e trattenerle qui ancora un po’ giù in mezzo a noi e ad utilizzarle per colorare il nostro mondo, così spesso un po’ grigio… nella foto della quarta di copertina del suo libro si intravede come un’ incognita che si nasconde (o si manifesta?) dietro a un gatto, l’animale per eccellenza più misterioso e sensitivo e così deve essere lei, Auretta. Bentrovata!” (Caterina Regazzi)


Milena Auretta Rosso ha scritto un libro.. sì, un libro, magari un compendio di frasi misteriose e criptiche, magari un caleidoscopio di immagini in bianco e nero o variopinte, nitide e taglienti, magari una moviola in cui si alternano fotogrammi pescati da vari film da varie commedie… Cos’è questo libro? Una creatura viva, un ectoplasma, una trance mnemonica karmica, scorre senza sosta nella mente del lettore, poesia… profumo di fiori esotici.. sogni che traboccano dall’inconscio collettivo…

“Ed ecco le telecamere che trasformano il dinamico in statico” Sentenzia Auretta nel bel mezzo delle sue storie raccontate quasi a se stessa.. “La traduzione da dinamico a statico è un’intuizione”.

Non l’ho mai incontrata di persona eppure sento che il suo modo espressivo è ben radicato nella mia stessa coscienza, Auretta è un mio occhio è un mio orecchio, insomma la riconosco come io fossi suo o lei mia.. ed è anche merito della psicostoria.

Cosa c’entra la psicostoria?

Ad esempio una volta scrissi a Caterina una frase che mi sembrava pescata dal libro di Auretta, ed invece non lo era: “..la giornata è limpida, dalla finestra ad ovest si vedono le montagne innevate sullo sfondo ed alcuni campi sono bianchi di ghiaccio. Però già vedere il sole è una gioia…”

Lo stesso giorno scrivevo ad Auretta, a proposito del suo libro: “ Ho trovato alcune idee in esso contenute “stravolgenti” come pure estremamente originale è il tuo modo di evocare la “psicostoria”, di cui io stesso sono appassionato, ho trovato interessante soprattutto i risvolti che pongono la causa del medioevo non nella calata dei barbari (come solitamente si intende) ma nella dominazione cristiana”



Milena Auretta Rosso: prima neurochirurga in Italia, iridologa, vegetariana, viaggiatrice, spiritualista, scrittrice… Sarà possibile fare la sua conoscenza
“diretta” intervenendo all’incontro previsto a Treia il 7 maggio 2011, in quell’occasione potremo guardarla negli occhi e da lei farci guardare.


Paolo D’Arpini


Articoli di Milena Auretta Rosso, pubblicati nel sito del Circolo vegetariano VV.TT.
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=milena+auretta+rosso

venerdì 1 aprile 2011

Bioregionalismo e cure naturali - Uova di coturnice per combattere le allergie di stagione




Oggi sono andata a fare alcuni acquisti al negozio biologico-biodinamico di Spilamberto e ho avuto una interessante notizia: ci sono in vendita prodotti (polvere o pastiglie) a base di uova di coturnice, che pare funzionino contro le allergie stagionali tipo raffreddore da fiemo con quel che eventualmente ne consegue. Ho preso della documentazione e me la sono letta e ho pensato di provare questa profilassi.

L'opuscolo dice, tra l'altro: "Leggendo Plinio il Vecchio, colpisce la sua osservazione relativa alla coturnice, secondo la quale questo uccello non risente alcun danno alimentandosi con semi di piante velenose. Un allevatore francese, certamente amante dei classici, ebbe il merito di tentare un'empirica cura per cercare di sollevare la moglie, assai sensibile a diverse sostanze irritanti con le quali veniva a contatto in campagna. Prese così l'abitudine di farle prendere tuttte le mattine alcune uova di coturnice: le crisi d'asma regredirono in modo spettacolare e la moglie guarì".

Se funziona veramente, anche solo moderando o alleviando i sintomi, questa cura, sarebbe veramente una scoperta molto interessante, considerando le sostanze ed i prodotti, sia naturali, omeopatici che allopatici, che un povero allergico deve quasi per forza prendere, per poter vivere all'aria aperta, ed io sono una di quelli.

Sono andata anche a leggere qualcosa su questa bestiola, che è simile alla pernice, ed ecco: Coturnice - Vive in gruppi, si isola al momento della riproduzione, fa 15-20 uova che poi cova, si ciba di semi e vermetti. Fino al XIX secolo in Italia la si incontrava anche a basse quote, in ambienti incolti e sassosi, ma la caccia e la distruzione degli habitat hanno causato una forte diminuzione della specie, oggi presente solo sulle Alpi, ad eccezione di alcune zone del'Alto Adige, sull'Appennino centro-meridionale e in Sicilia, l’unica regione dove è ancora presente anche al livello del mare. Le maggiori minacce per questa specie sono l' uso della mente umana in maniera casuale : la cacciagione di specie protette e la distruzione degli ambienti naturali.

Che sia che la natura ancora una volta ci dia un aiuto senza dover ricorrere alla chimica?

Caterina Regazzi