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mercoledì 23 novembre 2011

Testimonianza sulla prostituzione femminile - Il rinnovamento etico della società deve partire dalle donne




Quando si parla del problema della prostituzione, molti rinnovano la scusa del "mestiere più antico del mondo".

Questa posizione mi provoca una irritazione interna di notevole portata. Infatti, secondo questa logica, molte persone potrebbero continuare ad abusare dei bambini, perché dalla notte dei tempi si è fatto. Oppure potrebbero continuare ad uccidere perché si è sempre fatto. O potrebbero continuare a minacciare, picchiare, umiliare e sottomettere le proprie mogli/compagne/fidanzate perché non solo si è sempre fatto ma in alcune culture è addirittura tuttora legittimato.

Io credo che la prostituzione esista per due motivi principali; esistono donne schiavizzate e brutalizzate da uomini costrette a praticare il "mestiere". E qui c'è bisogno dell'aiuto delle forze dell'ordine e delle istituzioni per sradicare il problema. Il secondo motivo principale è l'assoluta mancanza di etica da parte di giovani donne e ragazze che pensano che la bella vita che procurano i soldi facili venga al primo posto rispetto a tutto il resto.

Qui non c'è primariamente bisogno dell'aiuto delle forze dell'ordine o delle istituzioni. Qui occorre anzitutto un rinnovamento delle coscienze, un rinnovamento spirituale che ribalti i valori delle persone coinvolte. Almeno se vogliamo essere un po' più emotivamente evoluti delle scimmie Bonobo.

Io credo che il rinnovamento etico debba partire proprio dalle donne. Sono le donne, alle quali vengono fatte proposte indecenti, che devono dire no. Perché fino a che ci saranno femmine che ci stanno, ci saranno maschi poco evoluti che ci andranno con nonchalance. Fino a che ci saranno femmine che per denaro e volontariamente la danno, ci saranno sempre maschi che si sentiranno legittimati a trattare le donne come meri oggetti di piacere e non persone, in uno scambio reciproco e perverso di equilibri di potere e mai di amore vero.

Io credo che il mestiere della prostituzione sia il più degradante che ci sia, sia la prostituzione fisica sia la prostituzione mentale.

La scelta della prostituzione - pur fatta nella libertà - è sempre una scelta di schiavitù che degrada la condizione di tutte le donne del pianeta terra.

Credo che coloro che lo fanno per libera scelta rendano il nostro mondo ancora peggiore. Non sto parlando di vittime, sto parlando di persone artefici, padrone e consapevoli della loro vita. Credo che siano queste persone che debbano modificare il proprio sistema di valori.

A chi usa il vessillo della libertà personale per sostenere il diritto a prostituirsi come diritto di autodeterminazione individuale, rispondo che il concetto di libertà personale è diventata il culmine di un parossistico individualismo umano dall'illuminismo in poi, concetto sovra-usato e sovra-applicato che ha sostituito quelle che sono le vere priorità dell'essere umano, il quale non si può esimere in nessun caso dal rispetto di se stesso e degli altri, prima di questa sopravvalutata "libertà di scelta".

Secondo una logica di pura libertà uno può ammazzare e poi pagarne, semplicemente, le conseguenze. Io invece sostengo che non può in nessun caso ammazzare. Lo stesso dicasi della prostituzione.

Il corpo è un dono che riceviamo dai nostri genitori e da Dio, se ci credi. Il fatto che sia un dono non ti permette di disporne come tu vuoi.

Problema non meno importante è che nel momento in cui uno fa una scelta che crede personale, in realtà va ad influenzare sempre, in negativo ed in positivo, tutti gli altri esseri umani.

Una scelta non è mai personale perché non siamo soli. Una scelta nostra influenza sempre la vita delle altre persone.

Se una sola donna legittima la prostituzione, ci rimettono tutte le altre, da quelle che prendono le botte perché schiave a quelle che non fanno carriera perché non la danno.

Siccome la mia libertà finisce dove inizia quella dell'altro e la condiziona, allora questo significa che non è vero che io posso fare tutto quello che voglio a prescindere.

Viviamo in una trama di relazioni, non siamo singole entità. La mia è sicuramente una tesi controcorrente perché nel frattempo i modelli televisivi proposti dai poteri forti, la relativa sottocultura che legittima le più svariate forme di prostituzione, una scuola allo sfascio nonché genitori menefreghisti o, peggio, complici di questo sistema, hanno permesso che venissero tirate su svariate donzelle (che potrebbero essere mie figlie) senza nessun senso etico, nessuna dignità e nessun rispetto di sé, donne o pseudo donne che hanno sostituito tutti gli obiettivi delle nostre mamme - che hanno lottato per la nostra libertà e per i nostri diritti - in diamanti e macerie.

Siccome questi modelli femminili negativi hanno disgregato l'essenza dell'universo femminile con i suoi valori, sono le proprio donne che lo devono rigenerare per prime, dimostrando di avere una forza maggiore di coloro che le vogliono succubi reiterando questi modelli di schiavitù.

Chi corrompe (e la prostituzione è una forma di corruzione) non effettua il male solo come atto in sé ma danneggia tutti i non corrotti, tutti coloro che credono fermamente nella meritocrazia e nel lavoro duro per ottenere risultati.


Ilaria Volpi Kellermann - ilaria.volpi@gmail.com


P.S. E' per questo motivo che io mi sento di ringraziare questa ragazza per avere detto no, anche se questo ha comportato per lei un danno economico. Ringrazio questa ragazza perché con il suo no ha reso l'umanità un poco migliore. Se avete voglia di ascoltare la sua testimonianza andate al video qui sotto:


1) http://video.corriere.it/che-imbarazzo-cena-berlusconi/943accc6-0673-11e1-a74a-dac8530a33df (Ragazza che ha detto no a Fede e a Berlusconi)

2) http://video.repubblica.it/edizione/bari/escort-l-intervista-di-terry-de-nicolo/76235/74600 (Video che riporta una testimonianza che legittima pienamente la prostituzione)

2) http://www.youtube.com/watch?v=EBcLjf4tD4E (Il corpo delle donne: il video che spiega il retroterra culturale che ha creato l'humus adatto alla piena legittimazione della prostituzione)

domenica 17 luglio 2011

Affondamento del rottame Italia e rifondazione di una nuova patria..



Giustamente come ha detto più volte il nostro Super Guru dell’Economia Ministro Tremonti, “se il paese va a fondo, affondiamo tutti”.

Nel pensiero degli Italiani si può leggere: E’ proprio quello che stiamo aspettando per ricostruire un nuovo Paese con gente più seria e più onesta. Ogni tanto la Giustizia arresta qualcuno che ha carpito la nostra fiducia popolare, ma nella penombra ben protetta dall’informazione si possono contare decine o forse molto di più, randagi disonesti che fanno parte dell’onorata società del Potere Politico immensamente corrotto.

Un Francese e un Tedesco: L’Italia sarebbe già estinta se non fosse per la fortuna incalcolabile del Paese con la Sede della Chiesa Cattolica “Città del Vaticano” nel cuore di Roma, di cui con il richiamo di milioni di fedeli stranieri che ogni anno arrivano nel Paese per il Santo Padre, oltre al meraviglioso lavoro delle Chiese con l’insegnamento della Fede, gli Oratori per la formazione sociale dei giovani, le scuole Professionali, gli aiuti ai bisognosi e agli ammalati, l’invito alla pace e alla preghiera, contribuisce ad arricchire le casse dello Stato Italiano con cifre enormi che rappresentano la vera risorsa del Paese.

Per far progredire il Paese, il Potere ha assunto Professori Universitari alla Guida dei Dicasteri più importanti nel Governo, i quali dopo aver distrutto la Scuola, completano il loro cammino distruttivo dell’intero Paese.

L’Italia nel contesto Europeo è la più disinformata, la più oppressiva e industrialmente é il cavallo di coda. La Corte Europea abbonda di ricorsi da parte di Cittadini Italiani che reclamano il rispetto dei diritti umani. (Informazioni rilevate da Statistiche Europee).

I fatti accaduti al G8 di Genova, aventi per oggetto il rifiuto della Globalizzazione, il Signoraggio, la Disoccupazione, tutti imposti dalla Politica di sconcerto – e tanti altri come ad esempio il rigetto del Progetto TAV da parte dei cittadini della Valle di Susa - I centri Sociali che reclamano i loro diritti - I grandi furti compiuti nell’edilizia Sociale da parte della Regione Lombardia - I 200.000 lavoratori Italiani in Svizzera, ai quali lo stato Italiano ha rubato i due terzi della pensione - Le multe ingiuste con telecamere truccate - Il costo della vita - Le Tasse, imposte, Bolli e imposizioni varie sui prodotti di prima necessità, inseriscono l’Italia fra i Paesi della lista nera dei tre mondi.

Difatti, il costo della vita nel nostro Paese è il più alto nel contesto Europeo, calcolato sulla base dello stipendio di un semplice operaio, per sopperire ai costi della Politica con rimunerazioni e benefici aggiuntivi degli Onorevoli, da due a tre volte superiori alla media Europea.

Il Paese vive in perenne disgrazia, dove i cittadini sono strumentalizzati a vita dalla Politica dei Partiti in lotta continua per le poltrone, ma in piena armonia fra loro nel deliberare gli interessi generali riservati alle varie formazioni di Governo, Opposizioni, Sindacati, Banche e Servizio d’Ordine, quest’ultimo creato a loro completa dipendenza e non alle dipendenze della Giustizia.
I giovani vivono con il buio negli occhi senza un presente e molto peggio per il futuro, i più intelligenti abbandonano il Paese senza ripensamenti, con destinazioni diverse: Australia, Canada, America, Medio e Estremo Oriente. Naturalmente bisogna conoscere almeno l’Inglese, oppure il Cinese, o l’Arabo.

L’Italia nella storia degli ultimi cento anni, ha sperimentato varie forme di oppressione interna, partendo dalla Monarchia che certamente non è stata un esempio da ricordare con i Savoia, seguita da una specie di Socialismo convertito in Fascismo di tipo espansionistico, che ci a condotto a varie guerre incluso la seconda guerra Mondiale, sommando danni economici incalcolabili e la perdita di tantissime vite umane.

Al termine della guerra Mondiale quando il mondo intero brindava alla fine delle ostilità grazie all’intervento e merito del Popolo Americano, il quale ha salvato il nostro Paese e l’Europa intera dagli oppressori, aiutandoci oltretutto a ricomporre la vita e la libertà nel paese, ma per gli Italiani è continuata la guerra interna con un parapiglia Politico generale per la conquista del Potere da parte di formazioni a delinquere che si sono insediate nelle poltrone di comando alla guida del paese.

Una libertà astratta che si è conclusa con la formazione di un Regime definito Democratico Repubblicano, con una realtà ben diversa che rifletteva il proseguo delle imposizioni militaresche precedenti, formate da Demonio Cristiani, Demonio Comunisti, Repubblicani, Liberali, Socialisti, Fascisti, e qualche Partigiano dalle idee confuse, ecc. tutti pronti ad allungare le mani nel grande contenitore degli interessi economici del Paese.

Da allora sono trascorsi tanti anni in un tracciato Politico sempre di rigetto e nonostante alcuni fatti esemplari come il sequestro seguito dall’uccisione del Presidente della DC Aldo Moro, la Politica del nostro Paese prosegue con il tradizionale comportamento fondato sulla pirateria di Stato verso i più deboli.
Il Paese è ricco di ogni grado e livello di cervelli a formare un immenso capitale umano, tecnologico, letterario e artistico, distrutto dalla Politica rappresentata da arrampicatori muniti di tante lodi su pergamena, ma per nulla qualificati a dirigere un Paese.

Molti si chiedono il perché di questa posizione di stallo assunta dai Sindacati, nel fronteggiare le pazzie del Governo, mentre sarebbe opportuno formare un Consiglio Direttivo Popolare prima dell’affondo finale del Paese.

Basterebbe sviluppare tre o quattro progetti importanti già disponibili per ingranare l’operosità del Paese, ma bisognerebbe prima eliminare il marciume che ci circonda, in modo che ritorni nel Paese la volontà alla cooperazione popolare.

Anthony Ceresa

domenica 27 febbraio 2011

Cultura universitaria senza baronie... si renda al popolo quel che è del Popolo!



"Università.. significa di tutti!" (Saul Arpino)

E' ben noto a chiunque che nella Funzione Pubblica la corruzione alligna sempre più.
In magna pompa la stessa casta dei magistrati lo ha confermato proprio in questi giorni.

I buoni osservatori della vita sociale sanno però che non esiste la sola corruzione economica, finanziaria, fatta di mazzette di denaro e vari altri indegni emolumenti, di cui si soffermano a parlare i giudici. Esiste pure un'altra corruzione, perfino più dannosa perché ovunque ed in profondità essa sparge i suoi malefici effetti e silenziosamente apre la strada all'altra. Questa corruzione è quella di una cultura che è rimasta ostaggio di un sistema finto pubblico, un'autentica proprietà privata degli statali, degli assunti a vita in ruoli che appartengono però alla collettività, all'intero popolo italiano, del quale antidemocratico sistema le Università in mano a baroni e baronesse sono tassello centrale e fautrici primarie.

Di questa corruzione culturale la congrega dei magistrati non tratta, avendovi essa stessa un ruolo importante. Hanno forse mai evidenziato, tali paludati giudici a vita, che con la loro pompa cercano invano di acquistare quella stima che in ben altro modo modeste e capaci persone si guadagnerebbero, il fatto che la popolazione viene metodicamente addomesticata, controllata, giudicata e repressa, oltre che gabellata, da una minoranza chiusa nei suoi privilegi, da un ordine elitario che sessantatrè anni fa non avrebbe dovuto sopravvivere alla caduta dell'apice della dittatura fascista perché proprio di quel regime esso era l'autoritario corpo burocratico, conservandosi tutt'oggi pressoché immutato nella sua concezione, piglio e struttura?

Hanno forse mai messo in discussione, tali ampollosi personaggi, il fatto che noi comuni, noi semplici, insignificanti cittadini qualsiasi, noi che NON siamo statali, noi che non ci siamo appropriati a vita di un ruolo, di un potere, di un reddito pubblico, veniano giudicati da gente che non conosce, che mai esperisce l'impotente, sconsolata sottomessa vita che invece noi ci tocca massivamente quotidianamente vivere?

Come si può ammettere, signore e signori Giudici, che i cittadini siano ancora oggi osservati, pesati, vagliati, criticati e puniti da una confraternita di persone che, accettando un ruolo pubblico a vita, si sono automaticamente trasformate in despoti, visto che proprio nella periodica restituzione al popolo di ciò che è pubblico si configura il carattere essenziale della Democrazia? Non sarebbe forse giusto, logico e dovuto che noi stessi cittadini selezionassimo tra noi periodicamente dei probiviri incaricati di compiere le loro valutazioni su fatti accaduti a loro simili e terminato che fosse un tempo opportuno di attività se ne tornassero ad altre di diversa natura per non fossilizzarsi, irrigidirsi, corrompersi in un ruolo che andrebbe ricoperto da gente sempre fresca, capace di stupirsi ed indignarsi per l'eventuale schifo che vi si fosse accumulato?

Se invece che alla vostra casta di assunti a vita la giustizia fosse affidata a rotazione a cittadini preparati forse non diminuirebbe l'esorbitante numero di leggi, spesso arzigogolate ed ignote perfino a chi ha la spudorata pretesa di applicarle con una dose zero di tolleranza, cui noi donne ed uomini qualunque dobbiamo sottostare sotto la minaccia delle armi di vostri colleghi assunti anch'essi a vita in ruoli che la definizione stessa di pubblico avrebbe dovuto, fin dal primo vagito della nostra Res Publica, far divenire oggetto di condivisione? Che forse, venendo la giustizia gestita da noi coinvolti cittadini, non scomparirebbe immediatamente l'oceano di scartoffie che invece sommerge voi? Non scaricate responsabilità che son innanzitutto vostre su politici che non vi piacciono. I politici tutti sono figli di quella stessa finzione ed incultura che affliggono le Università ed il loro superficiale operato proprio in esse trova la sua genesi.

Le Università divengano allora fucina catalizzatrice di quella continua maturazione umana e sociale, di quella evoluzione, di quel consapevole mutamento che rappresentano il senso stesso della parola cultura. Per tutto ciò ai baroni, ai giudici, agli statali tutti giunga pacificamente, legalmente, civilmente questo messaggio: gradite uscire ordinatamente fuori dai Pubblici Uffici, dai nostri Uffici, dagli Uffici che appartengono al popolo italiano e per questo da esso e non più da una sua minoranza spocchiosa meritano di essere gestiti.

Uscite dai Pubblici Uffici e cercatevi qualcosa di buono da fare. Ma non cercatelo più nel settore pubblico, di certo non per ora. Chi gli altri ha escluso non può che a sua volta venire escluso. Trovatevi invece finalmente un lavoro produttivo nel modo in cui lo fa la gente comune, in cui lo facciamo tutti noi che mai nulla abbiamo contato. Vivete la nostra vita. Così capirete cosa vuol dire essere sudditi. E se non vi piacerà, così come non è piaciuto a noi, affermate anche voi a gran voce i due sacrosanti principi della Democrazia:

1) quanto di pertinenza e proprietà della Collettività va condiviso,
2) quanto di pertinenza e proprietà della Persona va rispettato.

Gridate anche voi:

MAI PIU' STATALI, MAI PIU' ASSUNTI A VITA IN RUOLI PUBBLICI!
LARGO INVECE A SEMPLICI CITTADINI COMPETENTI A ROTAZIONE!

Solo allora guadagnerete quel diritto che a noi avete tolto per 63 anni.

Danilo D'Antonio

all'ombra del Gran Sasso
il giorno 27/02/42

col cuore preso da coloro
che si trovano prigionieri
di carceri inumane solo per esser nati
in una società mantenuta antipartecipativa
e retrograda dagli statali

Tel. 339 5014947