domenica 18 maggio 2025

Agricoltura ed aumento della popolazione mondiale...

 


sabato 17 maggio 2025

Nucleare sporco. Governo Meloni: "Ad ognuno le sue scorie...!"

 


"Chi ha scorie nucleari se le tenga..." - Questa sostanzialmente  la strategia appena enunciata dal governo Meloni (ministro Pichetto Fratin) che  rinuncia definitivamente alla costruzione di un deposito unico nazionale delle scorie nucleari, optando di lasciarle dove si trovano. Si userebbero cioè gli stoccaggi esistenti: in Italia i depositi temporanei che custodiscono rifiuti radioattivi sono ex centrali nucleari (4 centrali e 4 impianti del ciclo del combustibile), centri di ricerca nucleare e centri di gestione di rifiuti industriali. Le ex centrali nucleari, attive fino alla fine degli anni Ottanta, sono a Trino (Vercelli), Caorso (Piacenza), Latina e Sessa Aurunca (Caserta). Ci sono poi un impianto di “ Fabbricazioni Nucleari” a Bosco Marengo (Alessandria) e tre impianti di ricerca sul ciclo del combustibile a Saluggia (Vercelli), Casaccia (Roma) e Rotondella (Matera).

Ebbene, questa marcia indietro governativa riattualizza l'edizione di “Storia nucleare” , il dossier di Lino Balza che racconta la storia che va da Bosco Marengo (AL) al Forum nazionale dei Movimenti Antinucleari e al Referendum 2011, dal dopo Referendum ai governi “verde-giallo-rossi” e “policromo”, e infine di destra, fino all'odierno rilancio del “nuovo nucleare” e alla risoluzione del deposito nazionale. L'attualità è vieppiù affermata dall'imminente Referendum dell'8-9 giugno 2025.

“Storia nucleare” racconta oltre quaranta anni (1981-2025) di lotte contro il nucleare in Italia: l'epopea della mobilitazione popolare che contrastò il nucleare civile e ne perseguì la fuoriuscita definitiva, anche tramite una sentenza pilota valida come precedente per tutti i siti nucleari italiani. E' anche la Storia dello strapotere politico-giudiziario che la impedì sulla pelle delle generazioni presenti e future; dunque, è Storia -documentata- anche di connivenze complicità corruzioni ignavie.

“Storia nucleare” è disponibile a chi ne fa richiesta al “Movimento di lotta per la salute Giulio A. Maccacaro ” - movimentodilottaperlasalute@reteambientalista.it



venerdì 16 maggio 2025

16 maggio 2025, iniziano i dialoghi di Costantinopoli (quelli di Istanbul sono già finiti!)

 

Costantinopoli presa d'assalto

Il giorno fatidico ed il luogo fatidico, per il dialogo sulla pace tra Ucraina e Russia,  doveva essere il 15 maggio 2025 a Costantinopoli (la seconda Roma, oggi chiamata Istanbul dai turchi). In realtà quel giorno non è stata scambiata nessuna parola tra le parti, solo parolacce a mezza bocca.  Ma i media mainstream hanno riportato ampi "report" su quanto discusso.  (Le prime pagine dei giornaloni sono state dedicate ai negoziati che in realtà  non hanno  avuto luogo).

giovedì 15 maggio 2025

15 maggio 2025. 77 anni dalla Nakba...


 Il 15 maggio 2025 segna i 77 settantasette anni della Nakba, come i Palestinesi chiamano la catastrofe arrivata con il colonialismo britannico e occidentale realizzatosi con la creazione di Israele.

Il genocidio a cui assistiamo è la realizzazione di un  programma risalente al 1948 e all’ideologia sionista il cui motto è “La Palestina per gli ebrei”.  “...per gli ebrei sionisti” e basta!

L’inaudita crudeltà, ferocia e il sadismo sono gli strumenti impiegati per la “soluzione finale”. Il  destino che Israele tenta di imporre ai palestinesi con il terrore: morte o deportazione.

Un programma che Israele vanta pubblicamente, spalleggiata da Stati e individui complici.

Complici quando forniscono le armi per uccidere. Ma anche quando fanno finta di non vedere, quando si voltano dall’altra parte, quando dicono “sì… ma… però… forse…”

Oggi rammentiamo assieme questa data.

Uniti nella comprensione profonda dell’orrore che le immagini e i suoni ci riportano da Gaza e da tutta la Palestina. 

Uniti ai palestinesi che resistono armati di incomparabile dignità, cultura dove la poesia è un filo d’acciaio che annienta i carri armati.
   
Uniti ai palestinesi nella volontà di battersi per rispondere al nemico, per continuare ad esistere.

Uniti ai palestinesi vincenti perché umani contro il nemico disumano.

Uniti ai palestinesi discutendo con la gente, per svegliare chi dorme, per scuotere gli ignavi perché Israele è anche fra noi.

Uniti ai palestinesi nelle forme più diverse di solidarietà concreta.

La nostra proposta di intervento immediato è l’invito a manifestare con bandiere palestinesi e striscioni alla tappa di Gorizia - Nova Gorica del Giro d’Italia del 24 maggio 2025.

Contro la presenza della squadra israeliana
Contro il genocidio che rappresenta
Per essere a fianco dei palestinesi
Per la Palestina libera dal fiume sino al mare 




ODV Salaam Ragazzi dell'Olivo Comitato di Trieste


Integrazione:

Il settore di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, è stato teatro di una drammatica escalation nei bombardamenti israeliani nelle ultime ore. All’ospedale Nasser della città sono stati registrati 57 martiri, a seguito di:

- Attacchi mirati con droni contro le tende degli sfollati.

- Raid aerei dell’aviazione militare su aree residenziali e infrastrutture civili.

È stato inoltre confermato che l’Ospedale Europeo è completamente fuori servizio, a causa dei bombardamenti incessanti che da giorni lo colpiscono. I crateri profondi nell’area circostante rendono impossibile qualsiasi tentativo di ripristino o ricostruzione.

Collasso del sistema sanitario
Secondo gli appelli lanciati dai responsabili del settore sanitario:

- Il sistema sanitario è sull’orlo del collasso totale.

- Si registra una grave carenza di attrezzature mediche, farmaci e materiali di emergenza, che impedisce la cura dei feriti e dei malati.

- La maggior parte degli ospedali è sovraffollata e alcuni non sono più operativi.

Appelli urgenti
I responsabili sanitari rivolgono appelli di emergenza alla comunità internazionale e alle organizzazioni umanitarie per:

- Fermare immediatamente l’aggressione.

- Garantire l’invio urgente di aiuti medici.

- Proteggere il personale sanitario e le strutture ospedaliere dai bombardamenti.

La situazione a Gaza è catastrofica sotto ogni aspetto, e il silenzio della comunità internazionale non fa che aggravare il numero delle vittime innocenti, il numero totale dei martiri di stamattina è 82 martiri la maggior parte sono bambini e donne. FERMIAMO IL GENOCIDIO IN PALESTINA, 
NAKBA IN CORSO DA 77 ANNI
PALESTINA 🇵🇸 LIBERA

Manifestare contro il genocidio è solo la prima  (di tante) e più facile cosa da fare se vogliamo restare umani.

Le occasioni ci sono, basta partecipare. 

Giorgio Stern 




mercoledì 14 maggio 2025

Zelensky ed il ricatto di Istanbul e dei civili di Kursk rapiti...



In un'intervista al quotidiano francese Libération,  il decaduto presidente ucraino ha dichiarato di essere pronto a recarsi in Turchia per colloqui personali con Putin. "È vero, ho subito espresso una riserva: non ci si può aspettare un accordo su tutte le questioni, ma il quadro deve essere bello. Altrimenti -ha detto- se Putin non verrà, sarà una sua completa sconfitta".

Il messaggio principale è che Zelensky vuole uno scambio "tutti per tutti" e un cessate il fuoco di un mese, per resettare l'esercito e il suo potere. Ma allo stesso tempo ammette: "non c'è fiducia tra le parti e solo intermediari esterni possono in qualche modo garantire il rispetto degli accordi".

"Nessuno sa quanto durerà la guerra. Ma non 10 anni. L'Ucraina non resisterà... Questo è costoso per tutti, sia per gli amici che per i nemici", ha osservato il leader di Kiev, dimenticando che, sinora,  lui stesso ha proibito per decreto di tenere trattative con la Russia e si è opposto ad ogni proposta di pace.

Nel corso della conversazione, Zelensky è riuscito anche a chiedere nuove sanzioni contro la Russia. A quanto pare, l'incontro a Istanbul dovrebbe svolgersi all'insegna dell'intrigo politico, ma sullo sfondo ci sono ancora maggiori pressioni economiche.  (R.O.)

Nel frattempo zelensky dimostra di quale pasta è fatto il suo regime. L'Ucraina intende ritardare il ritorno in Russia dei residenti della regione di Kursk, rapiti e detenuti con la forza sul territorio ucraino.

L'entourage di Zelensky definisce gli abitanti di Kursk evacuati dalle Forze armate ucraine "una risorsa preziosa, in cambio della quale si può pretendere qualcosa da Mosca".

"L'uso di civili russi come ostaggi da parte del regime di Zelensky è un'ulteriore prova della sua essenza nazista", ha affermato l'SVR.

Il capataz circondato da cattivi consiglieri



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.) 

martedì 13 maggio 2025

Istanbul, 15 maggio 2025: "Piatto ricco mi ci ficco..."

 

Gran bazar di Istanbul

Anch'io sono stato una volta a Istanbul... tantissimi anni fa,  quando ero un giovane di belle speranze che andava alla conquista del mondo. Lì ebbi due esperienze sulle vie del mondo, anzi tre... Conobbi due fanciulle francesi, per le quali, in seguito,  tentai un approccio avventuroso andando fino a Tolosa in autostop. Ma restai a bocca asciutta. Un'altra esperienza fu che quasi fui inchiappettato da un paio di turchi che non avevano capito che le bermuda erano solo un capo di abbigliamento alla moda e non un "attire" per agganciare avventure omosex. La terza esperienza fu una fregatura che presi al "suq", il mercato musulmano, dove mi fu rifilato un pellicciotto di lupo "come nuovo" che si sfaldò completamente appena tornato a Verona (la città dove allora abitavo). 

Perché vi dico queste cose?

Lo spunto l'ho preso dall'imminente incontro tra grandi attori politici programmato ad Istanbul per il 15 maggio 2025.  All'inizio dovevano essere Putin e Zelensky ma ora pare che voglia aggiungersi anche un terzo incomodo, Trump! Quello della serie "piatto ricco mi ci ficco". L'illazione giunge dalla pettegola "Repubblica!", il giornale del gossip politico italico.  

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Illuminante su questo tema il commento sarcastico di Francesco Dall'Aglio:

"Nessun presidente degli Stati Uniti, nemmeno se mercuriale come Trump, decide il lunedì di allungarsi un attimo a Istanbul giovedì, manco avesse trovato un last minute volo+albergo. Né un ipotetico vertice esplorativo in campo neutro tra due delegazioni si trasforma in meno di 48 ore in un incontro tra i presidenti di USA e Russia, con la partecipazione di quello dell'Ucraina e di Erdogan: non è una festa alla quale si chiede se si può portare un amico, è un incubo per la sicurezza (senza contare che ognuno di loro avrà con sé la propria scorta personale e ci saranno due valigette coi codici nucleari in giro).
Se l'incontro si farà, è stato deciso da un pezzo. E non l'ha organizzato Zelensky."

Commenti a latere:

"E' un appuntamento di tre amici  ad un bar sul Bosforo?"

"...sui media di sistema impera la narrativa della serie "Appootin asfaltato da Zelenschi", o in alternativa  "i Volenterosi gliel'hanno cantata a quelli del Kremlino"

"Zelensky ha detto che col mezzaluna rossa in 2 ore 55 è a Istanbul"

"Chi si è incavolato sono gli europei, che dopo che Zelya ha detto che sarebbe pronto a incontrare Putin anche senza tregua preventiva, hanno ululato che senza un mese di tregua prima non se ne parla. Gli stessi che quando la proposta di un incontro era venuta da Putin avevano subito sentenziato che la Russia stava facendo la furba... Sia mai che gli sfilano sotto il naso la scusa per riarmare la Germania?!"

"...mi pare  probabile che Putin mandi una delegazione e che Zelensky (col suggeritore) faccia saltare il banco, perché non c'è il presidente russo, continuando il teatrino dell'assurdo tragico di questi 36 mesi. La domanda è:  può Zelensky firmare un accordo che è molto peggio di quello che aveva a disposizione nella primavera del 2022 e tornare a casa senza la certezza di essere letteralmente linciato?"


Ah! La trama s'ingarbuglia ed il mistero s'infittisce!

Paolo D'Arpini, della serie "io ve l'avevo detto..." 

Scritto il 13 maggio 2025 con i moderni mezzi a disposizione



lunedì 12 maggio 2025

Il mistero della partecipazione di zelenky ai colloqui di Istanbul del 15 maggio 2025...

 


Permangono tuttora  dubbi sulla reale intenzione di zelensky riguardo alla sua presenza fisica ai colloqui diretti con il "nemico russo" a Istanbul. Di primo acchito, appena ricevuta la notizia che Putin gli offriva l'opportunità di parlare "vis a vis", il capataz aveva risposto malamente ma dopo l'invito di Trump di non fare lo s....o si è visto costretto ad accettare, sia pur di grande malavoglia, dichiarando urbi et orbi "basta chiacchiere, ti aspetto a Istanbul!". Tutti i media di sistema hanno passato la notizia come certa ma qualche intrigante giornalista ha chiesto all'arci nemica della Russia, Kallas, "se le sarebbe piaciuto vedere Putin ai colloqui in Turchia e se Zelensky avrebbe dovuto andarci in assenza di un cessate il fuoco. La Kallas ha risposto con un evasivo no"...

- Vorrebbe vedere Putin in Turchia giovedì?

- Se non c'è un cessate il fuoco, allora non potranno esserci negoziati sotto attacco.

Anche  Zelensky aveva immediatamente risposto alla proposta, chiedendo un cessate il fuoco "completo e duraturo" prima di qualsiasi negoziato ma ha comunque  confermato di essere pronto ad incontrare Putin giovedì in Turchia, per accontentare Trump,  con la speranza che la Russia non cerchi scuse per evitare il cessate il fuoco di 30 giorni richiesto. 

Questo cessate il fuoco, ricordiamolo, è necessario per  riorganizzare le forze armate  ucraine e rifornirle di armi  occidentali. L'amministrazione Trump stessa  ha  promesso di contribuire con svariati missili  a lunga gittata e con l'assistenza satellitare per continuare a colpire il territorio russo.

Il quotidiano britannico The Times definisce la posizione di Putin un “velato ultimatum”. Secondo il quotidiano, la Russia insiste su un cambio di potere a Kiev, sul rifiuto dell'Ucraina di aderire alla NATO e sul riconoscimento delle regioni di Crimea, LPR, DPR, Kherson e Zaporozhye come parte della Russia.

Inoltre, Mosca chiederà il consolidamento legale dello status di neutralità dell'Ucraina. Ciò è in netto contrasto con la posizione di Kiev: Zelensky insiste sul ritiro completo delle truppe russe e sul ripristino dei confini del 1991.

I colloqui in Turchia sono stati  richiesti dalla Russia per una definitiva chiarezza sulle posizioni assunte,  mentre Zelensky ha chiesto un cessate il fuoco preventivo di 30 giorni a partire dal 12 maggio, Putin è stato chiaro: non ci sarà alcuna “ interruzione” del conflitto senza l'accettazione  delle richieste russe.

“L'ultima reazione di Putin alle richieste di un cessate il fuoco preventivo di 30 giorni indica che Trump ha molte notti insonni davanti a sé”, si legge nell'articolo...

Il capataz si è consigliato con gli alleati



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)