mercoledì 17 luglio 2019

Tutti i veleni nei mari d'Europa...


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Per decenni, i paesi europei hanno condiviso una visione comune di un ambiente marino vicino a concentrazioni zero di sostanze sintetiche e vicino ai livelli di fondo delle sostanze presenti in natura. Gli sforzi per raggiungere questa visione sono avvenuti in parallelo con la scoperta estremamente rapida di nuove sostanze, seguita da una produzione sempre crescente e conseguente consumo di prodotti chimici.

produzione sostanze chimiche

L'Agenzia Europea per l'Ambiente ha prodotto il rapporto "Contaminants in Europes seas" con il quale compie un primo tentativo di disegnare un quadro della situazione dei mari che bagnano il nostro continente, individuando le "aree problematiche" e quelle che non lo sono, in termini di contaminazione da sostanze chimiche.
Allo stesso tempo, sulla base dei dati disponibili, il rapporto cerca di definire delle tendenze temporali riguardo ad alcune famiglie di contaminanti selezionati.

origine degli inquinanti presenti nei mari

tipologia inquinanti presenti nei mari europei

Fonte: Arpat

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martedì 16 luglio 2019

USA. Mini-droni, uccelli del malaugurio contro le popolazioni urbane

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Il dronino Black Hornet - “calabrone nero” - dell’americana Flir Systems è una sorta di piccolissimo elicottero da combattimento che sta entrando in servizio presso le forze armate di diversi paesi occidentali. L’apparecchio, che pesa circa due etti, non è di per sé un’arma. Il suo ruolo è quello della ricognizione avanzata, soprattutto nel corso di scontri in ambito urbano.
Sulla carta le sue prestazioni non sono particolarmente eccitanti: il raggio d’azione non supera i due chilometri, la velocità di crociera massima è di 20 km all’ora e l’autonomia della batteria è limitata a venticinque minuti. In compenso è silenzioso, quasi invisibile e alle basse velocità così manovrabile da potere essere utilizzato per andare in avanscoperta perfino all’interno di edifici in mano nemica - il tutto mentre trasmette all'operatore immagini in tempo reale di possibili imboscate ed altri pericoli.
Come suggeriscono le sue caratteristiche, il Black Hornet è stato concepito principalmente per assistere truppe da terra durante l’assalto ad obbiettivi cittadini, dove le distanze sono brevi e le costruzioni ostacolano l’operazione di elicotteri convenzionali e di mezzi corazzati. Secondo l’emergente dottrina militare nei paesi avanzati, saranno le metropoli - molto più delle zone perlopiù rurali del recente passato - il teatro dei combattimenti più importanti.
È probabilmente inevitabile che, seguendo l’evoluzione dei droni militari maggiori, i futuri discendenti del calabrone da guerra non saranno unicamente dei ricognitori passivi, ma delle vere e proprio munizioni volanti, capaci non solo di “vedere” il bersaglio ma di rincorrerlo su per le scale o giù in cantina - un motivo in più per acquisire l’abitudine di tenere le porte sempre ben chiuse.
James Hansenredazione@notadesign.net
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lunedì 15 luglio 2019

USA. News piece on PFAS contamination by the military...


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News piece on PFAS contamination by the military. (*)

This is a breakthrough as far as the mainstream media is concerned. There are several things here that have never reached a mass audience:

  • The Navy admitting high levels of releases but refusing to test wells;
  • MD Health Dept saying they trust the military stating there’s no need to test private wells in St. Mary’s as they have done in hundreds of communities across the country; 
  • The Navy saying it is not concerned with such small releases in MD when similar levels are sickening people around the world and have made headline news;
  • Cancer and other illnesses being linked to the military’s release of PFAS into community water systems;
  • The military’s refusal thus far to clean up any of it;
  • The military’s refusal to stop using PFAS;
  • The existence of contamination world-wide;
  • and the Trump administration’s claim of sovereign immunity for the military.

Now, NBC says it will be doing a series.

I think we can and should build on this at US/NATO bases.

Pat Elder

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World BEYOND War
www.worldbeyondwar.org
Civilian Exposure





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martedì 9 luglio 2019

Energie rinnovabili a basso costo...?


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L'energia rinnovabile è la fonte di energia elettrica più economica in molte parti del mondo già oggi, come dimostra l'ultimo rapporto dell'agenzia internazionale per le energie rinnovabili.
Il rapporto Renewable Power Generation Costs in 2018 contribuisce alla discussione internazionale sul rafforzamento dell'azione per il clima in tutto il mondo, in vista della riunione preparatoria globale di Abu Dhabi per il Summit delle Nazioni Unite sul clima a settembre 2019.
Secondo il rapporto, con i prezzi destinati a diminuire, il vantaggio in termini di costi delle energie rinnovabili si estenderà ulteriormente. Ciò rafforzerà il business case e solidificherà il ruolo delle rinnovabili come motore della trasformazione energetica globale.
L'energia rinnovabile è diventata un modo sempre più competitivo per soddisfare le nuove esigenze di generazione di energia.
Il rapporto rileva che i costi di tutte le tecnologie di generazione di energia rinnovabile disponibili sul mercato sono diminuiti nel 2018. Il costo medio ponderato globale dell'elettricità è diminuito del 26% annuo per energia solare concentrata (CSP), seguito da bioenergia (-14%), solare fotovoltaico (PV ) e l'energia eolica (sia -13%), idroelettrica (-12%), geotermica e offshore vento (entrambi -1%).

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(Fonte: Arpat)

lunedì 8 luglio 2019

“The show must go on…” – Sulla pelle dei “migranti” ci speculano a destra ed a sinistra

…lo scontro fra Rackete, la capitana tedesca, e Salvini, il capataz leghista, è tutto “politico”. Entrambi usano i “boveri” migranti con identico disprezzo. Ormai è evidente senza tema di smentita, o sguardi di orrore da parte dei benpensanti, perché è stata Carola stessa a dichiarare che la sua era una sfida al governo di Salvini. Per questo non ha attraccato in Tunisia o a Malta che erano i porti più vicini e sicuri, che non l’avrebbero rifiutata,  ma è venuta a fare la sua sceneggiata a Lampedusa, sapendo che Salvini avrebbe esibito il suo solito “celodurismo” e lei, rimasta per un paio di giorni in mare con i “suoi” migranti (e con gli ospiti notturni del PD in plancia) avrebbe avuto la possibilità di scaricare la “merce” sotto i riflettori mediatici (poi, un giorno ci spiegheranno come fanno a trovarli tutti loro, queste ong, i disperati nei barconi che partono dalla Libia!). “Boveri” cristi, provati dalle privazioni causate dal Salvini, e atti a commuovere tutta la brava gente che vede le foto sui giornali ed i video sulle tv di stato (e di parastato). “The show must go on”, si dice, oppure in chiave cinese: “guardare il dito che indica la luna”.
La conferma di quanto qui affermato la troviamo nella dichiarazione degli armatori della Sea Watch, rilasciata a ridosso del “fattaccio”: “Continueremo a fare in modo che siano rispettati i diritti umani nel Mediterraneo, se necessario con una nuova nave se la nostra resta ancora sotto sequestro”, ha detto Ruben Neugebauer, uno dei responsabili dell’organizzazione, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta a Berlino. La Sea Watch e le altre organizzazioni non governative hanno raccolto “oltre un milione” di euro per coprire le spese legali di Rackete. “Ora – ha dichiarato Neugebauer – abbiamo l’appoggio finanzario necessario per continuare a lavorare”. In aggiunta va riportato che, comunque, la capitana Carola Rackete è tornata immediatamente libera. Grazie al gip di Agrigento, Alessandra Vella, che non ha convalidato l’arresto della comandante della Sea Watch escludendo il reato di resistenza alla forza pubblica. Mentre, nel frattempo, alcuni dei migranti hanno osato dire che “non avevano nessuna intenzione di migrare ma sono stati obbligati ad imbarcarsi”, la colpa è degli scafisti libici o delle ong (che sulle migrazioni ci speculano)?
La tedesca, furbetta, contava sul fatto che sarebbe diventata una star per un giorno con l’aiuto degli “abbocconi”, buonisti convinti o ipocriti in malefade che siano, sul palcoscenico marittimo lei avrebbe potuto esibire il pietoso episodio per ragioni politiche, ossia contro Salvini. Gli “abbocconi”, in particolare, hanno consentito il gioco, visto che ormai il biglietto dello spettacolo l’avevano pagato! Ma tutta questa manfrina determina due fatti inequivocabili: Salvini può ergersi come salvatore della Patria, mentre i “democratici” ottengono il favore delle istituzioni europee. Ad ognuno il suo, con buona pace dei “boveri” migranti che non si sa nemmeno che fine faranno. Lo sbarco infatti non è garanzia di “accoglienza” e “integrazione”.
Paolo D’Arpini
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domenica 7 luglio 2019

Parma: "Salviamo i macachi dall'accecamento e dalla tortura" - L'appello di LEAL

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Salvare sei macachi dalla cecità, dalla tortura, dalla morte e far destinare interamente i 2 milioni di euro stanziati per questi test disumani dal Consiglio Europeo della Ricerca alla cura delle persone con problemi di vista.

E’ questo il messaggio che decine di associazioni hanno indirizzato da Parma – forti delle oltre 250mila firme raccolte con la petizione change.org/civediamoliberi in poco meno di due settimane – con un corteo convocato dal presidente di Animalisti Onlus Alessandro Mosso che si è tenuto sabato 6 luglio 2019  nel piazzale della Stazione ferroviaria e che è arrivato fino all’Università, con destinatario il Ministro della Salute Giulia Grillo. Proprio nell’Ateneo di Parma infatti, saranno eseguiti questi atroci esperimenti, commissionati dall’Università di Torino.

Sugli esperimenti sui macachi, le associazioni fanno propri tre interrogativi formulati dai medici, biologi e veterinari di OSA, l’Organizzazione contro la Sperimentazione sugli Animali:

1) Come è possibile studiare su un modello animale non validato, per di più nell’ottica complessa della riabilitazione dei malati, una condizione così singolare e rara come il blindsight-perdita della vista da danno cerebrale, tale da aver turbato non solo alcuni assunti neurofisiologici, ma anche filosofici, in quanto caratterizzata da presenza di elaborazione in assenza di consapevolezza?

2) Perché perdere 5 anni e spendere più di 2 milioni di euro di soldi pubblici per condannare così brutalmente degli animali, sconvolgendo l’opinione pubblica, quando parallelamente sono già studiati, in maniera più efficace e con maggiori feedback immediati, i casi di persone volontarie affette da blindsight che si sottopongono volontariamente a tecniche non invasive di rilevazione? Non dovrebbe questa ridondanza, completamente anacronistica escludere il ricorso a simili esperimenti?

3) Come mai, proprio la Dr.ssa Grillo, che appartiene al Movimento 5 Stelle che fin dagli albori sosteneva la necessità di superare i modelli animali in favore di tecniche scientifiche più moderne e sicure, non ferma questi esperimenti ordinando controlli terzi sui protocolli di ricerca e il suo Ministero non è trasparente non rendendo note le motivazioni del rilascio dell’autorizzazione agli esperimenti?

Il Ministero della Salute ha pubblicato i numeri degli animali utilizzati nel 2017 a fini sperimentali e si tratta di dati allarmanti: in totale 580.073 animali in un solo anno. Le scimmie sono tra le specie il cui utilizzo e uccisione è in crescita: già raddoppiate, salgono a 586. In aumento anche i cani, 639, e i conigli. Procedure classificate ufficialmente come dolorose per il 46% degli animali. Aumentano a 2.538 gli animali allevati per il solo mantenimento di colonie geneticamente modificate. 1.598 gli animali ancora utilizzati a fini didattici.

La battaglia per salvare i macachi all’Università di Parma è ispirata a criteri di rispetto per ogni creatura vivente e di nonviolenza

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Silvia Premoli
mob. 328 044 0635
animalpress@animalpress.it

lunedì 1 luglio 2019

Vivisezione - L'accecamento dei macachi è disumano ed inutile

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Tony Curcio, attivista vercellese di AVI Associazione Vegani Italiani, continua lo sciopero della fame iniziato domenica 23 giugno per protestare conto la sperimentazione dei macachi che inizierà dopo l’estate presso l'Università di Parma in collaborazione con il Dipartimento della Facoltà di Psicologia dell'Università di Torino.
La coraggiosa decisione di Tony sta interessando i media locali e nazionali, mentre attivisti di ogni città si recano a Parma, vicino a piazza Garibaldi e al Municipio, per sostenerlo.
Il progetto di sperimentazione prevede di effettuare sui primati un'operazione chirurgica atta a provocare una lesione della corteccia visiva primaria, che si trova all'interno della parte posteriore del cranio. L’esperimento sarà protratto nel tempo, sarà invasivo e procurerà un grado di sofferenza grave e quindi non autorizzabile dal Ministero ai sensi della legge italiana (art 15, comma 2 del D.Lgs. n.26/2014) su un gruppo di 6 macachi.
Lo scopo dei ricercatori è quello di sviluppare un protocollo riabilitativo per pazienti affetti da cecità corticale di origine traumatica, ovvero il modello che valideranno sarà utile solamente per persone il cui scotoma (difetto visivo) è di origine traumatica, una percentuale minima rispetto a pazienti ciechi dalla nascita o a seguito di patologie. Come ancora riportato sul modello di richiesta dell'autorizzazione reso pubblico, gli interventi riabilitativi si baseranno su approcci comportamentali e di stimolazione magnetica transcranica (effettuata posizionando dei potenti magneti in prossimità della cute), entrambi procedimenti non invasivi, addirittura quest'ultima viene utilizzata per il trattamento della depressione.
Tony Curcio, che da otto giorni beve solo acqua senza alcuna integrazione, è stato visitato il 29 giugno dal medico che quotidianamente gli misura i parametri vitali: sono ancora nella norma anche se ha riscontrato rapidi cali glicemici. Dopo la visita Tony Curcio ha dichiarato: “Sono determinato a proseguire il mio digiuno severo senza l’integrazione di zuccheri suggeritami dal medico. Per questi primati e per tutti gli animali di ogni specie prigionieri nei laboratori chiedo, come tanti attivisti e antivivisezionisti, di concentrare il progetto su studi con i volontari umani affetti da scotoma di origine traumatica che si sono già resi disponibili. Che senso ha effettuare prima uno studio sui primati, per poi doverlo traslare sull'uomo? Gli attivisti - prosegue Curcio - si domandano anche perché sopprimere gli animali al termine dell'esperimento visto che i ricercatori affermano che i macachi saranno in grado di condurre una vita normale dopo aver procurato loro una lesione. Se queste affermazioni fossero vere la domanda iniziale non trova una spiegazione”.


Per interviste a Tony Curcio contattare Animal Press
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Ufficio Stampa
Silvia Premoli
mob. 328 044 0635
animalpress@animalpress.it