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lunedì 14 maggio 2012

Democrazia diretta e stato sociale.. proposte per un nuovo stato



Fin dalla sua comparsa sulla terra l’uomo si è caratterizzato, al pari di molte altre specie animali, come essere sociale. Come persona individuale, ma propensa ad associarsi per condividere e sviluppare con altri i comuni interessi e per meglio tutelare e difendere le proprie conquiste lavorative e sociali.

Escludendo le società collettivistiche dove tutto e messo in comune e l’individualità annullata, possiamo affermare che le associazioni o microcomunità - da quella base rappresentata dalla famiglia unita da vincoli di amore e di sangue a quelle in ambito lavorativo come i sindacati e le associazioni di categoria - rappresentano le cellule del tessuto connettivo di una moderna, pluralista e ordinata società.Questa premessa è necessaria per comprendere lo spirito e le finalità della Democrazia Diretta che si collocano all’interno di un ampio e articolato processo teso al superamento del modello liberal-capitalista e al ridimensionamento del ruolo dei partiti finalmente ricondotti nell’alveolo istituzionale.

Dimentichiamoci, per il momento, dell’attuale sistema e pensiamo ad un qualunque lavoratore, operaio, impiegato o professionista, inserito in un sistema a Democrazia Diretta. Questi è chiamato ad eleggere, su base territoriale, secondo il principio delle primarie e senza il filtro dei partiti, il rappresentante della categoria di appartenenza.Il nostro lavoratore sarà motivato ad andare a votare e lo farà con la massima attenzione e competenza affinché gli interessi della sua categoria siano ampiamente tutelati. Lo stesso vale per le altre espressioni significative della società.

Medici e insegnanti, sindacati e industriali, uomini di scienza e di cultura, casalinghe, sportivi, pensionati e immigrati...ogni realtà importante del Paese avrà il suo rappresentante in Parlamento che, di fatto, sarà lo specchio della società. I parlamentari risponderanno direttamente e senza il filtro dei partiti agli elettori da cui hanno ricevuto il mandato e non avranno bisogno, come avviene ora, di crearsi le clientele per assicurarsi la rielezione. E’ sufficiente lavorare bene, nell’interesse della categoria di appartenenza e di quello supremo della Nazione.

Non ci saranno più le tangenti ai partiti e le mazzette ai politici. Il Parlamento sarà composto da tecnici qualificati e da persone competenti. Non avremo più il tuttologo, il politico che un giorno fa il Ministro della Sanità e il giorno dopo il Ministro dei trasporti, bensì un medico a capo della Sanità, un ingegnere al dicastero dei Trasporti e un magistrato al Ministero della Giustizia.Al vertice dello Stato vedremo, anch’esso eletto direttamente dal Popolo e con il meccanismo delle primarie, un Presidente della Repubblica con funzioni di Primo Ministro svolgere il delicato compito di governo della Nazione e di garante della pace sociale, in grado di intervenire con autorevolezza e senso dello Stato quando interessi di categoria o di parte, pur legittimi, sono in contrasto con quello generale.

I principi guida saranno l’interesse nazionale e l’autosufficienza, soprattutto in campo alimentare ed energetico (basta mortificare la nostra agricoltura per importare le arance dalla Spagna e i pomodori dalla Cina, abbandonare le centrali idroelettriche per importare la corrente da Francia e Svizzera…).A livello locale prevarranno le liste civiche che si confronteranno sulla base di programmi concreti sfrondati da demagogie e interessi di partito.Con l’avvento della Democrazia Diretta i partiti continueranno ad esistere, ma saranno ricondotti nel loro ruolo essenziale d’indirizzo e di garanti delle libertà, senza ingerenze nella società civile e sconfinamenti nella gestione della cosa pubblica. Usufruiranno di finanziamenti statali, ma saranno tenuti alla compilazione della denuncia dei redditi sottoposta al vaglio della Guardia di Finanza. Sarà inoltre introdotta l’incompatibilità tra una qualunque carica di governo o istituzionale e cariche di partito: chi decide di servire la Patria lo deve fare senza alcun condizionamento o interesse di parte.

Il Parlamento sarà, come ora, costituito da due rami, ma con composizione e compiti diversi: la Camera dei Deputati, espressione della società civile, si occuperà delle questioni sociali e il Senato della Repubblica, espressione della politica, avrà compiti di indirizzo e di politica estera. Le leggi dovranno passare al vaglio di entrambe le Camere ed essere approvate dal Capo dello Stato, previa verifica da parte della Corte Costituzionale.Di provenienza politica saranno i presidenti delle Regioni (le provincie saranno soppresse) e il Presidente della Repubblica.

Nel Consiglio Direttivo delle Regioni siederanno, con pari potere, i politici e le rappresentanze sindacali interne e delle associazioni degli utenti. La concertazione tra le parti sociali, che oggi avviene all’esterno delle Istituzione con la saltuaria e pavida intermediazione del Governo, domani avverrà direttamente in Parlamento dove il confronto coinvolgerà non solo le parti in causa, ma anche le altre realtà a cui oggi è negata voce.

Non avranno più senso gli scioperi, il diritto sarà comunque garantito, ed i ricatti tipo Fiat: finanziamenti statali in cambio della promessa del mantenimento dei posti di lavoro.La nuova Costituzione si armonizzerà in un rinnovato Stato Sociale con il ripristino di tutte le conquiste sociali oggi sacrificate sull’altare del libero mercato e della globalizzazione economica e si completerà con la Socializzazione delle Imprese (ingresso nel Consiglio di Amministrazione delle grandi aziende della rappresentanza sindacale interna e suddivisione degli utili d’impresa tra gli azionisti e i lavoratori) e con il diritto alla proprietà della prima casa attraverso l’Istituto del Mutuo Sociale finanziato e gestito direttamente dalle Regioni senza alcuna finalità di lucro.

La sovranità monetaria sarà ristabilita con il ritorno allo Stato della Banca d’Italia, ora in mani private, e conseguente superamento del “signoraggio bancario” causa primaria dell’enorme e inestinguibile debito pubblico(1).Il ridimensionamento del potere bancario, il superamento della dipendenza economica dai mercati internazionali e dei vincoli europei saranno i primi obiettivi del nuovo governo nazionale, come pure la chiusura di tutte le basi NATO e americane presenti sul nostro territorio, fermo restando gli accordi di alleanza che dovranno essere ridefiniti a partire dalla nostra partecipazioni alle guerre “umanitarie”.I settori strategici (energia, sicurezza, sanità, istruzione e trasporti) e i servizi pubblici locali devono essere sottratti alle logiche del mercato e del profitto per essere gestiti direttamente dallo Stato, con uomini dello Stato motivati e ben pagati e non dai partiti come avviene attualmente.

Da questa riorganizzazione anche il nostro disastrato ambiente ne trarrà giovamento.Sono certo che queste proposte faranno saltare sulla sedia (o meglio... sulla poltrona) i politici di mestiere e quanti in questo sistema ci sguazzano. Lotteranno con i denti e con le unghie per mantenere i loro privilegi e le accuse di attentato alla democrazia e di ritorno al Fascismo si sprecheranno, come pure i tentativi di bollare le nostre idee come demagogiche e irrealizzabili.In effetti, come avrete compreso, non si tratta di semplici riforme, bensì di una rivoluzione, prima culturale e di pensiero e poi politica. La spinta deve venire dal basso, da un serrato e approfondito dibattito ed i promotori non possono che essere i circoli culturali, le associazioni di qualunque tipo e persone estranee ai partiti.Le rivoluzioni nascono dal malcontento popolare, ma rimangono sterili o sfociano nel terrorismo se alla loro testa non si pone una Elite costituita da uomini puri che sappiano trovare, forte del consenso popolare, le giuste strategie.Questa è la strada da perseguire.

Senza ricorrere alla violenza o farsi tentare dalle scorciatoie militaristiche, non lo vogliamo e non ne abbiamo bisogno perché la nostra forza è nelle ...idee.

Gianfredo Ruggiero, Presidente Circolo Culturale Excalibur - Varese (Italia) - excaliburitalia@libero.it



Note:

1) La Banca d’Italia, ora filiale della Banca Centrale Europea anch’essa privata, stampa le banconote che poi vengono prestate allo Stato al suo valore nominale a cui sono aggiunti gli interessi e le spese di stampa, pur cui una banconota da 500 euro che a Bankitalia costa solo 30 centesimi noi la paghiamo, attraverso i titoli di debito pubblico, 500 euro + stampa e gli interessi che si moltiplicano ogni anno. Di questo perverso meccanismo, nell’era dell’informazione e a dispetto della tanto decantata democrazia e libertà, in televisione e sui giornali non si fa neppure cenno.

mercoledì 14 dicembre 2011

...dobbiamo sottomettersi allo "stato".. ? Società Totalitaria Apolide Turpe Onnivora ..?

"Dopo il carnevale" - Dipinto di Franco Farina


....e questo è lo stato italiano che dovremmo salvare? Non c'è limite al peggio, e le loro vittime oneste si stanno suicidando ... dovrebbero fare ben altro! E' opportuno dettagliare cosa fanno questi banditi di stato. Prima ti pignorano il conto corrente senza aver alcuna sentenza di un giudice e ti bloccano di fatto l'operatività del conto se non intascano subito il malloppo. Successivamente, una volta avuti i soldi, commettono sempre il solito disguido, ma lo fanno di prassi, perchè ci sono parecchi casi di questo, iscrivono ipoteca legale su tutti i beni posseduti, senza più aver alcun credito da riscuotere. L'ignaro contribuente non lo sa, a meno che non sia affidato da una banca, la quale rileva l'ipoteca legale e chiama il cliente e gli comunica la revoca delle linee di credito. Se il cliente ha un po' di tensione finanziaria è distrutto. Ma chi sono i dirigenti Equitalia? Si tratta di delinquenti messi lì apposta, gente che a Genova confiscava case per riscuotere un credito di 60 euro e mandava gli amici all'asta degli immobili, capito chi è lo Stato che dobbiamo salvare? Avanti comprate i Btp, salviamo lo Stato, forza! Ma non salviamo lo stato salviamo solo le banche.. lo sapete già, immagino, che il professor Monti Mario fa parte del gruppo Bilderberg... ecco gli invitati del 2011 ma era presente anche negli anni precedenti: http://www.bilderbergmeetings.org/participants_2011.html -
Siamo in una botte di ferro (come Attilio Regolo)….

Paolo D'Arpini

Commento di Giuseppe Turrisi: "La democrazia è quel giocattolo guasto fatto dai banchieri per intrattenere il popolo ad esercitarsi a non autogovernarsi (in quanto gioccatolo rotto) mentre i banchieri esercitano candidamente la loro dittatura" . La democrazia è il più grande alibi mai inventato per fare esercitare ai banchieri la loro usura parassita senza essere mai incriminati" Ogni cittadino dovrà crescere capire convincersi e quando ha capito c'è ne sempre un'altro che dovrà crescere capire convincersi.. e poichè la popolazione sul pianeta aumenta, quelli che dovranno crescere capire e convincersi saranno sempre di più di quelli che hanno già capito!!!. Quelli che hanno capito poi dovrebbero aggire.. ma non lo possono fare (democrazia e i suoi tempi) ... perchè devono perdere prezioso tempo a informare e formare quelli che non hanno capito (la famosa massa critica) che sono la maggioranza, perchè se agirebbero subito e direttamente tutti griderebbero aaahhhhhhhhhhhh ecco il dittatore. (invece il banchiere che se ne frega della deocrazia aggisce punto e basta)... e tutto ricomincia nell'esercizio della grande democrazia!!!!!.. (la fattoria di Orwell ci potrebbe insegnare qualcosa....)

Commento di Pino: "E' penoso assistere ancora allo spolveramento dei vecchi forconi e alle altrettanto vergognose esibizioni del Benigni di turno...La storia non ha insegnato ancora nulla...e si ripeterà "sempre" con le stesse modalità di sempre! Caro Jack, come si fa a non essere pessimisti davanti a questa Pippaggine dilagante! Anzi...come si fa ad essere ottimisti e sperare ancora che il Potere cambi con la paura dei forconi? Quante volte l'Umanità li ha branditi e si ritrova ancora al punto di partenza? Eternità di Pippo!"

giovedì 20 gennaio 2011

Anche i D'Arpini, nel loro piccolo, a volte si incazzano.... Comunicato Stampa (indirizzato a chi lo vuole leggere!)


"La ballata del Paolo D'Arpini"

L'Italia arranca, Berlusconi non trova di meglio, per salvarsi dagli scandali, che accusare i PM di “non essersi fatti gli affari loro”... In Liguria aumenta la spinta della camorra ed altre mafie, non parliamo della situazione in Lombardia ed altre regioni del nord... che ormai sono messe peggio della Campania. La crisi energetica ed economica causa disperazione e incertezza sul futuro, un giovane su cinque non ci prova nemmeno a cercare lavoro... e gli altri 4 comunque non lo trovano, se non in squallidi callcenter o come servitorelli dei potenti... Eppure le soluzioni governative sono “demenziali” e l'opposizione non ha migliori idee... Tra l'altro pende sulle nostre teste il rischio “nucleare” che oltre a costare miliardi di euro in progettazione non garantirebbe una costante produzione energetica, in quanto l'uranio sta finendo, come il petrolio, ed inoltre le centrali sarebbero esposte al rischio di incidenti ed attentati disastrosi... Ah, a proposito, sapevate l'ultima? L’ 11 dicembre 2010 oltre 200.000 litri di fanghi radioattivi sono fuoriusciti da tre piscine lesionate presso la miniera d’uranio Somair in Niger, miniera che appartiene al gigante nucleare francese Areva. I fanghi si sono riversati nell’ambiente, causando una vera e propria catastrofe radioattiva.... Dulcis in fundo, ho letto su un quotidiano che si è tenuta una riunione di scienziati sul “rischio” estinzione della specie umana... Beh, pare che le probabilità siano altissime e potrebbe succedere tra breve...

Possibile che dobbiamo dichiarare forfait senza nemmeno tentare di salvare l'uomo dalle bassezze e stupidità in cui è precipitato? Possibile dunque che dobbiamo rassegnarci a diventare topi o scarafaggi sperando che in quella forma l'intelligenza trovi maggiori possibilità di sviluppo? Beh, in difesa della specie umana compiamo uno sforzo, partendo dalla consapevolezza personale di ognuno ed....

è giusto che ognuno operi nel proprio ambito e nella propria comunità... (dice bene il proverbio "ognuno per sè e dio per tutti) in modo che se ognuno risolve i problemi interni del proprio Paese non serviranno più banchieri e finanzieri internazionali nè gendarmi del mondo che vengano a "salvarci" (a spese nostre).

Perciò vediamo cosa accade oggi in Italia e quali potrebbero essere le soluzioni.

Mai, come in questo momento, si può constatare, senza ombra di smentita, che l’Italia sta trasformandosi in una repubblica fondata sul "capitalismo selvaggio": cioè 10 famiglie e loro gestori, in possesso del 50% del patrimonio nazionale e che rappresentano circa il 20% dell’elettorato, quindi minoranza certa.
Questo capitalismo selvaggio sta cancellando la definizione costituzionale di repubblica fondata sul lavoro. Ed è incontestabile che quasi tutti i politici ed i parlamentari nostrani, nominati ma non eletti, di destra e di sinistra, non intendono farsi rottamare e quindi rinunciare ad una poltrona di scandalosi privilegi finanziati dall’80% di contribuenti/consumatori/elettori/lavoratori.

Dunque, ultima ratio, se quell’80% di cittadini, indipendentemente dalla posizione da loro rivestita nella società, intende risolvere i propri problemi, non si faccia più plagiare dal 20% di succhiatori di sangue e..

Soluzioni possibili;
1) Diserti in massa le urne mostrando la nudità del re.
2) Instauri la democrazia diretta attraverso la disubbidenza civile e il rifiuto dell'apparato burocratico
3) Organizzi una forza laica di riconversione ecologica di tutta l'economia e tecnologia che governi attraverso esponenti tecnicamente qualificati che si impegnano a lavorare gratuitamente per il Paese.


Paolo D'Arpini - http://paolodarpini.blogspot.com/

giovedì 6 maggio 2010

Messaggio per Michele Bonatesta, direttore de La Tua Voce, sul destino della Provincia di Viterbo e dell'Italia

"Campa caval.. che l'erba cresce..." E lei, caro direttore, che é nato nell'anno del Cavallo (classe 1942) dovrebbe saperlo... anche lei -mi pare- "per disciplina di partito" votò la "porcata Calderoli". Ma il punto, ovviamente, in Provincia di Viterbo non é questo... il punto é che ai nostri amministratori provinciali non gliene può fregare di meno se diminuiscono i votanti.. anzi ne sono contenti... meno gente vota e meglio é... in tal modo vanno a votare solo "i manutengoli ed i clientes" e quindi i posti e le poltrone sono più sicure... Se alle amministrative andasse a votare anche una minoranza di elettori, quegli elettori eleggono l'amministrazione, l'amministrazione "loro" e dei "parentes".
Forse solo la "democrazia diretta" può salvare questa Italia e questa Tuscia che di democratico hanno solo il nome... Questa "democrazia" e questo governo inesistente fa solo il gioco della mafia e della camorra... che in verità sono queste "lobbyes" a governare, le uniche che decidono veramente... i burocrati stanno lì a far finta ed ad intascar prebende e mance e tangenti... Mi duole doverLe dir tanto... ma non si preoccupi.. il "messaggio" può essere rigettato perché "sovversivo"...
Con simpatia, Paolo D'Arpini

Inviato in risposta all'articolo:
http://www.latuavoce.it/notizie/notizia.asp?id=24856