domenica 15 giugno 2025

Le dichiarazioni di Abbas Araghchi sulle responsabilità USA negli attacchi contro l'Iran...



Il Ministro degli esteri dell'Iran, A. Araghchi, ha puntato il dito sulla responsabilità degli USA  nei recenti attacchi terroristici ed immotivati contro l'Iran:  

"L'aggressione del regime israeliano contro la Repubblica Islamica dell'Iran non sarebbe mai potuta avvenire senza il consenso e il sostegno degli Stati Uniti. Abbiamo prove solide e convincenti del sostegno alle forze americane nella regione e alle loro basi, derivanti dagli attacchi militari del regime sionista. Abbiamo monitorato attentamente la questione e disponiamo di abbondanti prove del sostegno fornito alle forze del regime sionista.

 Ma più importanti delle nostre prove sono le dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti. Nei tweet e nelle interviste di ieri, ha chiaramente espresso il suo sostegno, affermando che "questo non sarebbe stato possibile senza le attrezzature americane" e che "ci sono ulteriori passi da compiere". Pertanto, a nostro avviso, gli Stati Uniti sono complici di questi attacchi e devono assumersi la propria responsabilità.

 Naturalmente, in risposta agli attacchi del regime sionista, abbiamo concentrato la nostra attenzione su obiettivi interni al regime stesso. Non vogliamo che la guerra si estenda, a meno che non ci venga imposta. Non volevamo questa guerra per principio e ci siamo impegnati nella diplomazia riguardo al nostro programma nucleare.

"Il regime israeliano non vuole alcun accordo sulla questione nucleare".

 Ci difendiamo; la nostra difesa è del tutto legittima e autorevole. Questa difesa è una risposta all'aggressione. Se l'aggressione cessa, è naturale che anche le nostre reazioni si fermino.

 Con questa logica, abbiamo avviato i negoziati con gli Stati Uniti e ne abbiamo tenuti cinque round. Nel sesto round, avremmo dovuto presentare il nostro piano per un possibile accordo alla parte americana. Nel round precedente, la parte americana ci aveva presentato una proposta che, a nostro avviso, presentava problemi e non era accettabile. Avevamo espresso il nostro punto di vista e preparato una controproposta da presentare alla riunione  che avrebbe dovuto tenersi il 15 giugno 2025. A nostro avviso, la nostra proposta potrebbe aprire la strada a un accordo. (...)

"Il regime sionista farà di tutto per fermare i negoziati".

Negli ultimi anni Israele ha cercato più volte di bloccare i negoziati con omicidi, sabotaggi o altre azioni. Ricordo che, quando stavamo negoziando a Vienna per la riattivazione del JCPOA, Israele ha sabotato l'impianto di arricchimento di Natanz. La centrale elettrica di quell'impianto è esplosa e, a causa dell'interruzione di corrente, un gran numero di centrifughe ha subito problemi. Tutto ciò che cercarono di fare fu bloccare i negoziati.

 Ciò che è stato fatto finora da parte di Israele  è proprio quello di minare la diplomazia e i negoziati. Ci rammarichiamo che anche il governo degli Stati Uniti abbia aderito a questa azione".

(Fonte: Tasnim News)




Video collegato: Alla mercé dei mostri: https://www.youtube.com/watch?v=mctFN9KLrsw

sabato 14 giugno 2025

Intervento della Federazione Russa al Consiglio di Sicurezza dell'ONU sul conflitto Israele/Iran...

 


Il rappresentante russo all'ONU,  Vasilj  Nebenzja, è intervenuto a una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite relazionando sugli attacchi israeliani contro l'Iran:

"Tutto è cominciato la notte del 13 giugno 2025,  allorché Israele ha lanciato una serie di attacchi su larga scala sul territorio della Repubblica Islamica dell'Iran. Gli attacchi hanno preso di mira città, infrastrutture civili e impianti nucleari pacifici, sotto la protezione ed il controllo  dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA). 

La Federazione Russa condanna fermamente questa azione di Z. Jerusalem. Le sue avventure militari stanno spingendo la regione sull'orlo di una guerra su larga scala. La responsabilità di tutte le conseguenze di queste azioni ricade interamente sulla leadership israeliana e su coloro che le incoraggiano. La responsabilità di quanto accaduto non ricade solo sullo Stato di Israele ma anche sui suoi più stretti alleati.

Questa è una conseguenza diretta della connivenza dei paesi occidentali, che per mesi hanno deliberatamente e metodicamente fomentato l'isteria anti-iraniana sia nel Consiglio di sicurezza dell'ONU che nel Consiglio dei governatori dell'AIEA.

Questi Stati non hanno nemmeno provato a trovare una soluzione costruttiva alla crisi attorno al Piano d'azione congiunto globale (JCPOA) e alla risoluzione 2231 del Consiglio di sicurezza che lo ha approvato.

Tutti i problemi legati al JCPOA sono iniziati a causa del ritiro unilaterale degli Stati Uniti dall'"accordo sul nucleare" nel 2018, nonché della fondamentale riluttanza di Gran Bretagna, Francia e Germania a rispettare i propri obblighi previsti dal Piano, tra cui la creazione delle condizioni affinché Teheran potesse trarre benefici materiali dalla revoca delle sanzioni unilaterali da parte dell'Unione Europea, in vigore fino al 2015.

E successivamente hanno persino ripreso a esercitare pressioni unilaterali per sanzioni, in violazione dell'articolo 25 della Carta delle Nazioni Unite. L'UE si è unita a queste pressioni, trascurando i suoi doveri di coordinatore imparziale della Commissione congiunta del PACG.

Attacchi immotivati ​​sul territorio dell'Iran sovrano, attacchi mirati contro infrastrutture nucleari pacifiche, non possono avere alcuna giustificazione. La comunità internazionale non può e non deve rimanere indifferente a una simile provocazione.

Tollerare tali azioni significa rischiare una guerra su larga scala nella regione e rappresentare una seria minaccia alla sicurezza globale."



Video collegati: 

Visione TV. Alberto Bradanini: "L'attacco di Israele all'Iran è illegale e pretestuoso": https://www.youtube.com/watch?v=ikw57xgpN7s

Il Vaso di Pandora. Trafelati verso la fine del mondo. Con Armando Savini e Franco Fracassi: https://www.youtube.com/watch?v=XPuT6lb86SI

Il Contesto. Israele colpisce al cuore l’Iran. Con Marco Carnelos e Giacomo Gabellini: https://www.youtube.com/watch?v=umedmp3APV8



venerdì 13 giugno 2025

13 giugno 2025. Israele, lo stato canaglia, colpisce pesantemente l'Iran (ma è solo l'inizio...)



Tanto tuonò che piovve! Israele ha effettuato almeno 300 attacchi aerei contro l'Iran. Lo riporta Al-Arabiya. L'operazione è stata chiamata "Forza del Leone".

Cosa si sa fino a ora:

Prime ore del 13 giugno 2025 - Il ministro della Difesa israeliano ha confermato  l'attacco preventivo contro l'Iran. Gli aerei sionisti  hanno preso di mira un'area in cui risiedono i comandanti di alto rango del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell'Iran;

Le IDF "si preparano  a continuare l'attacco per  diversi giorni di combattimenti". L'obiettivo dell'operazione è "eliminare la minaccia iraniana";

Secondo fonti israeliane gli Stati Uniti erano stati informati in anticipo  degli  attacchi all'Iran;

Il Segretario di Stato americano Rubio ha invitato l'Iran a "porgere l'altra guancia e  non adottare misure ostili contro le forze statunitensi nella regione in seguito all'attacco di Israele";

Teheran ritiene che, data la situazione,  gli Stati Uniti siano complici degli attacchi israeliani contro l'Iran;

L'attacco israeliano ha ucciso il comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica Hossein Salami, e gli scienziati nucleari Azad Mohammad Mehdi Tehranchi, presidente dell'Università Islamica, e l'ex capo dell'Organizzazione per l'energia atomica dell'Iran Fereydoon Abbasi; 

La Guida Suprema dell'Iran nomina Habibollah Sayyari Capo di Stato Maggiore ad interim delle Forze Armate iraniane in sostituzione di Mohammad Bagheri ucciso  dagli attacchi israeliani, inoltre  ha nominato il generale Ahmad Vahidi capo del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (IRGC) in sostituzione del defunto Hossein Salami;

La Guida Suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, ha affermato che Israele subirà "severe punizioni" per aver attaccato il Paese;

Trump ha  confermato di essere stato messo a conoscenza  degli attacchi israeliani contro l'Iran e che per lui non è stata una sorpresa;


L'esercito israeliano conferma di aver ucciso  tre dei più alti comandanti militari iraniani. Mentre l'agenzia di stampa iraniana Nour News riporta che almeno sei scienziati nucleari iraniani sono stati uccisi nell'attacco israeliano.

Nella capitale Teheran, gli attacchi israeliani hanno distrutto molti edifici residenziali. Ci sono state molte vittime civili.  

Sul campo petrolifero, invece, il Ministero del Petrolio iraniano ha annunciato che gli attacchi israeliani non hanno causato danni significativi alle raffinerie e ai principali impianti di stoccaggio del petrolio e che tali impianti continuano a funzionare senza interruzioni.

Sul campo diplomatico, dopo le bugie di Trump che aveva promesso che non ci sarebbero stati attacchi da parte di Israele fino alla definizione degli accordi sul nucleare all'incontro tra USA e Iran previsto per  sabato e domenica 15 giugno 2025, l'Iran ha dichiarato che  -a questo punto- non parteciperà ai colloqui con gli Stati Uniti in Oman.

Ma da parte israeliana non è finita qui:  "L'attacco all'Iran durerà almeno due settimane". Lo ha affermato il canale televisivo israeliano Canale 12, citando fonti del governo israeliano. Lo ha confermato indirettamente il Primo Ministro "Stranamore" Netanyahu:  "I primi attacchi contro l'Iran hanno avuto successo.[...]  I cittadini israeliani potrebbero dover rimanere nelle aree protette per un periodo di tempo prolungato, é opportuno prepararsi a risiedere nei rifugi munendosi di cibo, acqua, medicine, armi e quant'altro sia necessario alla sopravvivenza...".



Alcune  reazioni all'attacco dinamitardo sionista:

Il senatore statunitense Lindsey Graham, nel timore di una risposta iraniana, ha sollecitato gli amici d'Israele: "Andiamo! Preghiamo per Israele!".

Cuba e Venezuela hanno condannato fermamente l'attacco del regime sionista in varie parti dell'Iran, definendolo una minaccia alla pace mondiale.

L'Arabia Saudita ha condannato ufficialmente gli attacchi di Tel Aviv a Teheran, affermando che l'attacco viola la sovranità, la sicurezza e il diritto internazionale.

L'Europa ed il mondo nord atlantico "libero e democratico"  tacciono!  Nessuna condanna  da parte occidentale  e nessuna  sanzione contro Israele. Anzi nuove bombe sono pronte per essere consegnate all'esercito sionista, per rimpiazzare quelle consumate contro l'Iran, contro il Libano, contro la Siria, contro lo Yemen e -soprattutto- contro Gaza e la Cisgiordania. Questo è un terrorismo diverso?

(Notizie raccolte e assemblate da P.D'A) 



P.S. I petrolieri statunitensi gongolano. I prezzi del petrolio hanno iniziato a salire rapidamente, favorendo così l'estrazione costosa del carburante americano da fracking.  Il costo del greggio ha superato i 75 dollari al barile per la prima volta in sei mesi.

giovedì 12 giugno 2025

Israele è pronto ad attaccare l'Iran... (costi quel che costi)

 

Sionisti si mettono d'accordo per l'attacco

Israele è deciso a lanciare un'operazione contro l'Iran e i funzionari americani ne sono già stati informati. Lo riporta la CBS News, citando "fonti multiple".

Anche altre fonti rivelano che Israele sta valutando di intraprendere un'azione militare contro l'Iran nei prossimi giorni, probabilmente senza la partecipazione diretta dello Zio Sam  ma non a sua insaputa. Lo riporta Nbc News citando  persone informate sulla situazione.

Israele, secondo la ricostruzione  delle "gole profonde", è determinato a lanciare un attacco unilaterale contro l'Iran, la notizia  giunge mentre i negoziati tra Stati Uniti e Iran sul programma nucleare di Teheran sembrano avvicinarsi a un accordo preliminare che include disposizioni sull'arricchimento dell'uranio per usi civili,  che però  Israele considera inaccettabili, scrive Nbc, secondo cui funzionari di Usa e altri Paesi sono in allerta in attesa dell'attacco israeliano.

Intanto Cbs News, citando diverse fonti, riferisce che Israele, con le armi  già fornite dagli USA e da altri Paesi occidentali,  è pronto a lanciare un'operazione contro l'Iran. Gli Usa  temono che in seguito a ciò Teheran potrebbe reagire prendendo di mira alcuni siti americani nel vicino Iraq ed in altri luoghi del Vicino Oriente, dunque questo - sottolinea Cbs - è uno dei motivi per cui il dipartimento di Stato Usa ha ordinato il ritiro da vari Paesi di tutto il personale non essenziale delle ambasciate Usa.

Infatti l'Iran minaccia di colpire le basi statunitensi nella regione se scoppiasse un conflitto militare. Lo riporta Reuters, citando una dichiarazione del ministro della Difesa iraniano Nasirzadeh.  "Se ci viene imposto un conflitto... tutte le basi statunitensi sono alla nostra portata e le colpiremo coraggiosamente nei Paesi ospitanti", ha dichiarato il ministro della Difesa iraniano durante una conferenza stampa.

L'Iran, comunque, cerca di tranquillizzare il mondo  affermando che il suo programma nucleare è destinato esclusivamente a scopi civili.   "Se riprenderemo i colloqui, il 15 giugno, un accordo in grado di garantire la natura pacifica del programma nucleare iraniano è a portata di mano e può essere raggiunto rapidamente", ha affermato l'11 giugno il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi.

Sin dal maggio 2025 l'Iran era pronto per un accordo sul nucleare,  per ottenere la revoca delle sanzioni economiche. Ma nemmeno questo è stato concesso ed ora si parla di guerra imminente...

L'Iran pronto a rispondere


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

mercoledì 11 giugno 2025

Parma, 14 giugno 2025 - No ai veleni chimici, no OGM, no TEA – NGT – NBT...

 



Cambiare il Campo è un gruppo di attiviste e attivisti, contadine e contadini, di diverse zone d’Italia, provenienti da diverse realtà, gruppi, collettivi e associazioni, rurali e cittadine che lavorano per unire le forze e per difendere e sviluppare i sistemi agroecologici di produzione, distribuzione e consumo del cibo.

Ci rivolgiamo a contadine e contadini, consumatrici e consumatori, associazioni, gruppi d’acquisto, comunità di supporto dell’agricoltura, empori solidali, aziende e cooperative, tecnici agricoli, ricercatrici e ricercatori responsabili, per costruire un’opposizione comune contro l’avanzare dei nuovi OGM (TEA, NBT, NGT).

Diciamo SÌ all’agricoltura contadina agroecologica, diffusa sui territori, di prossimità e svincolata dal capitale finanziario, che produce un cibo sano, non inquina e non distrugge l’ambiente.

Diciamo SÌ al favorire la rigenerazione naturale della biodiversità, alla conservazione del suolo e dell’acqua, vere ricchezze delle comunità ed efficaci difese dalle avversità.

SÌ al fondamentale diritto dei contadini e delle contadine di conservare, riprodurre, selezionare partecipativamente e scambiare liberamente le proprie sementi.

Diciamo SÌ all’autodeterminazione alimentare, alla costruzione di reti di piccola scala basate su relazioni di solidarietà e mutualismo, a sostegno dell’agricoltura contadina, col lavoro della terra in autogestione collettiva, non schiava delle leggi di mercato.

Sosteniamo le realtà contadine, preservandole dalla scomparsa ed incentivando il ritorno alla terra per l’agroecologia in contrapposizione alle multinazionali dell’agricoltura e dell’alimentazione industriale.

Diciamo NO all’agricoltura 4.0 e alle altre soluzioni tecnoindustriali per la sperimentazione, la coltivazione e la deregolamentazione degli organismi geneticamente modificati: TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita), NBT (New Breeding Techniques) o NGT (New Genetic Techniques), tutti nuovi nomi per nascondere quel che già ci fu propinato e contro i quali lottammo con successo 30 anni fa, i vecchi OGM.

Diciamo NO al cibo prodotto in laboratorio, non vogliamo essere le cavie di questa deriva scientista!

Diciamo NO al saccheggio e alla distruzione dei beni ambientali, alla “digitalizzazione” dell’attività agricola, sempre più dispendiosa, inquinante ed energivora.

Non possiamo rimanere indifferenti al perpetrarsi dell’ennesima soluzione tecnologica per risolvere problemi provocati proprio da tecnologie e metodi chimico-industriali.

Forti interessi lobbistici condizionano la politica, l’informazione e i grandi sindacati agricoli, le molteplici agenzie per la sicurezza alimentare, ambientale e per lo sviluppo agricolo, nonché gran parte della ricerca pubblica e privata.

La violenza operata dai sistemi di potere e la loro indifferenza per la salute pubblica è sempre più evidente e opprimente sulle nostre vite.

Ci ritroveremo a Parma, dove ha sede l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA), che sta giocando un ruolo importante nei processi di deregolamentazione dei nuovi OGM e di manipolazione genetica di piante e animali.

A Parma dove ha sede l’azienda biologica Podere Stuard, attualmente al centro dell’allarmante situazione che la vede protagonista della sperimentazione in campo di pomodori geneticamente modificati.

Vi invitiamo ad una partecipazione popolare: fermare l’avanzata dei nuovi OGM che minacciano ambiente, sistemi alimentari e salute pubblica è cosa urgente !


SABATO 14 GIUGNO 2025, VIENI A PARMA!

Faremo un corteo e ci sarà cibo, musica, teatro e performaces.

Ritrovo alle ore 15:30 davanti alla Stazione FS, piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa, per muoversi attraverso la città fino al Parco Ex Eridania.

CAMBIARE IL CAMPO!

Per la Convergenza Agroecologica e Sociale

Per informazioni, passaggi ed eventuale ospitalità a Parma scrivi a no-ogm@cambiareilcampo.org


Fonte: La Bottega del Barbieri


martedì 10 giugno 2025

La Cina è sempre più vicina!? (ma lo zio Sam l'allontana)

 


Il 2 giugno 2025 si è concluso l’appuntamento annuale dello Shangri-la Dialogue, il vertice asiatico sulla sicurezza dell’Asia-Pacifico (a cui la Cina non è stata invitata), il segretario alla Difesa USA, Pete Hegseth, ha dichiarato che «la minaccia posta dalla Cina è reale. E potrebbe essere imminente». «La dipendenza economica nei confronti della Cina amplia la sua maligna influenza», ha aggiunto Hegseth, ponendo apertamente l’accento sulla necessità di procedere con derisking e decoupling.

Nonostante le rassicurazioni fornite dal capo del Pentagono circa il fatto che «non siamo qui per fare prediche moralistiche sul vostro modello politico o sul cambiamento climatico», il tono paternalistico che ha caratterizzato il suo intervento è apparso evidente a tutti gli ascoltatori. In particolare nel momento in cui Hegseth ha esortato i Paesi asiatici a incrementare considerevolmente le spese militari in quanto «un’alleanza non può essere abbastanza solida se basata soltanto sul contributo di una parte». L’ex conduttore di «Fox News» ha quindi citato esplicitamente la Germania come esempio da seguire per procedere a un’espansione dei bilanci della difesa. Hegseth ha in altri termini rispolverato il manicheismo che innervava la vecchia “Dottrina Bush” («o con noi o contro di noi»), nel tentativo di mettere gran parte dei Paesi asiatici con le spalle al muro costringendoli a scegliere da che parte stare. E lo ha fatto a Singapore, città-Stato che ha elevato il non allineamento a modello di riferimento per gran parte del continente asiatico.

Dal medesimo podio, il predecessore di Hegseth, Lloyd Austin, aveva richiamato l’attenzione generale sul fatto che un conflitto con la Cina «non è imminente, né inevitabile». Anche l’intervento del presidente francese Emmanuel Macron si è concentrato sulla presunta minaccia cinese. Pechino, il cui ministro della Difesa non era presente allo Shangri-la, ha duramente stigmatizzato sia le uscite di Macron, sia le dichiarazioni di Hegseth.

«Hegseth – ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino – ha promosso la mentalità della Guerra Fredda che prevede il confronto tra blocchi, e denigrato la Cina con accuse diffamatorie. Le sue dichiarazioni erano piene di provocazioni e miravano a seminare discordia [...]. Nessun Paese al mondo merita di essere definito una potenza egemonica se non gli stessi Stati Uniti, che sono anche il principale fattore di perturbazione della pace e della stabilità nella regione Asia-Pacifico».

Giacomo Gabellini




Video collegato: 
https://www.youtube.com/watch?v=dxz8WRKSzeY

lunedì 9 giugno 2025

C'era una volta il "Mare Nostrum"...

 


Ieri. "Mare nostrum" in latino significa "nostro mare" e fu il nome usato dagli antichi romani per indicare il Mar Mediterraneo. Questo nome sottolineava il dominio romano su tutte le sponde del Mediterraneo.

Oggi. Il capo di Stato maggiore della Marina Militare italiana, l'ammiraglio Credendino, ha dichiarato in un'intervista di prevedere la creazione di una portaerei in sostituzione della Cavour intorno al 2040.

"Per quasi tre decenni dopo la fine della Guerra Fredda, eravamo soliti pensare in termini di missioni di mantenimento della pace in tutto il mondo. L'idea di base era che l'Europa fosse al sicuro, ma ora non lo è più, abbiamo una guerra in casa." (Ammiraglio Credendino)

Non dimentichiamo che il Mediterraneo è governato dalle marine della NATO e che quella turca è la più forte tra queste. (Fonte infantmilitario)