venerdì 26 luglio 2019

"Politicamente scorretto" di Alessandro Di Battista


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“E’ proprio quando non si ha più nulla da perdere che si ricomincia a vincere” (Alessandro Di Battista, “Politicamente scorretto”)

Ho letto l’ultimo libro di Alessandro Di Battista, felicemente, eversivamente, titolato “Politicamente scorretto”. A mettere l’uno accanto all’altro, i due dioscuri del MoVimento, con le rispettive facce, parole, non ci si riesce a capacitare che si chiamino vicendevolmente “fratelli”. Per quanto fossero tali anche i figli di Adamo. A me pare che si debba smettere di pensare, come pensa lui, che il M5S sia tutto Di Maio. 

Fin da quando ho condiviso la battaglia, di valle, regione, nazione, Europa, mondo, dei No Tav, dei suoi combattenti, della sua immensa comunità, dei suoi protagonisti come Alberto Perino (vedi il docufilm “Fronte Italia, partigiani del Duemila”), e poi le altre lotte che scorrono come vene per tutto il corpo del paese, gli attivisti, il popolo dei 5 Stelle, i suoi elettori, dimostravano di essere il più forte antidoto ai tumori innestati da fuori e sviluppati da dentro. Non possono tutti essersi spenti. Si diano una mossa.

Se rinnoviamo la salutare pratica costi-benefici del benemerito e mai smentito ingegner Marco Ponti e l’applichiamo al governo detto gialloverde, otteniamo uno zero benefici e costi altissimi per la componente verde e una bilancia in precario equilibrio per quella gialla. Questo, fino a l’altro giorno. Quando Mattarella avrebbe avuto ancora qualche esitazione a proclamare “o UE, o USA, o Nato o niente”. Con il voto a Ursula von der Leyen e il passi al TAV, questo governo e quello che noi tutti abbiamo pensato fossero i 5 Stelle sono diventati incompatibili.

Un saluto ad Alessandro Di Battista, Nicola Morra, Paola Taverna, Alberto Airola, Roberta Lombardi, Gianluigi Paragone, tanti altri e, speriamo bene, Virginia Raggi...

Fulvio Grimaldi

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(Stralcio tratto da: https://fulviogrimaldi.blogspot.com/)

giovedì 25 luglio 2019

Solidarietà al Partito Comunista di Ucraina perseguitato


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Appello urgente dei comunisti ucraini ai comunisti e ai democratici di tutto il mondo

Con un'inaudita sentenza che viola in modo flagrante i diritti umani e le libertà democratiche, la Corte Costituzionale dell'Ucraina ha sancito la validità delle odiose leggi che riscrivono la storia del paese, criminalizzando i comunisti e arrivando persino a sostenere, nel dispositivo, qualcosa che dovrebbe fare rabbrividire qualsiasi antifascista del nostro paese e del resto del mondo: “"Una delle ragioni principali delle enormi perdite umane nell'URSS, in particolare in Ucraina, durante la Seconda Guerra Mondiale risiede nel fatto che il regime nazista e il regime comunista avevano la stessa essenza antiumana".

Sono parole che dovrebbero suscitare l'indignazione di chiunque prova ribrezzo di fronte a uno sfrontato tentativo di riscrivere la storia della Seconda Guerra Mondiale e di distribuire spudoratamente le colpe dei crimini nazisti, equamente tra vittime e carnefici (con lo scopo evidente di rivalutare i carnefici, in particolare quei collaborazionisti ora riabilitati dalle autorità di Kiev che si resero responsabili dello sterminio di centinaia di migliaia di soldati dell'Armata Rossa, partigiani e civili, in particolare di religione ebraica). 

E' stupefacente che nel nostro paese, mentre imperversa una vergognosa campagna russofoba che si propone esclusivamente di accrescere la tensione per inasprire i rapporti con una Russia che rimane saldamente antifascista nelle parole e nei fatti (come dimostrano le numerose risoluzioni contro il risorgere e la glorificazione del nazi-fascismo presentate all'ONU, su cui i rappresentanti italiani hanno avuto la spudoratezza di astenersi), nessuno, tra i partiti politici presenti nelle aule parlamentari, si accorga di quanto di odioso avviene nella ex repubblica sovietica dell'Ucraina (che nel marzo del 1991, prima del colpo di Stato di Eltsin e dei rinnegati di Kiev e Minsk, aveva votato a stragrande maggioranza per la sua appartenenza all'Unione Sovietica), governata oggi da nostalgici che glorificano come eroi nazionali i suoi collaborazionisti con Hitler. 

Ed è addirittura scandaloso che la politica abbia quasi fatto finta di niente persino nel momento in cui, di fronte alla esemplare condanna a 24 anni di carcere del miliziano nazista della Guardia Nazionale Ucraina considerato responsabile dell'assassinio nel Donbass di un nostro connazionale, il reporter Andrea Rocchelli, le autorità di Kiev hanno solidarizzato con il condannato, definendolo un “eroe di guerra” (!!!). In questo caso, nessuna interrogazione è stata presentata e nessun cartello è stato innalzato nelle aule del parlamento, non un solo striscione è stato esposto sui balconi dei palazzi istituzionali e chi, nel 2014, dagli scranni del governo (e della presidenza della Camera) aveva solidarizzato con il colpo di Stato sostenuto da USA/UE/NATO, ora tace senza alcuna vergogna. 

Per parte nostra, nell'esprimere piena solidarietà al Partito Comunista di Ucraina continuamente perseguitato, ci auguriamo che almeno dalle forze comuniste italiane arrivino parole (e soprattutto fatti) a sostegno della lotta dei nostri coraggiosi compagni ucraini. 

Mauro Gemma 

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martedì 23 luglio 2019

Il silenzio aiuta l'intelligenza e mantiene in buona salute...


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Il silenzio fa bene al cervello e lo conferma un’analisi  che ha voluto utilizzare la quiete come uno strumento di marketing. Alcune persone sono state invogliate a visitare la Finlandia e sperimentare la bellezza di questa terra tranquilla. Dopodiché i partecipanti hanno pubblicato una serie di fotografie della natura, utilizzando lo slogan “Silenzio, per favore”. Questo paese permette di curarsi con una passeggiata nella natura, poiché si potrebbe utilizzare il silenzio come un vero e proprio punto di forza.
 

Mentre il mondo diventa sempre più caotico e confuso, c’è chi è alla
costante ricerca di una tregua che soltanto i luoghi silenziosi
possono offrire. Si tratta di una mossa molto saggia attraverso la
quale gli studi dimostrano che il silenzio è molto più importante per
il cervello di quanto si pensi. Un’analisi condotta nel 2013 e
pubblicata sulla rivista Brain ha monitorato gli effetti del suono e
della quiete sul cervello dei topi. E anche se il silenzio era
l’obiettivo principale dello studio, quello che è emerso è stato
sorprendente. Gli scienziati hanno scoperto che quando i topi sono
stati esposti a due ore di silenzio al giorno, hanno sviluppato nuove
cellule nell’ippocampo.
 
Quest’ultimo è una zona del cervello associata con la memoria,
l’emozione e l’apprendimento. La formazione di nuove cellule nel
cervello non equivale necessariamente a dei benefici per la salute,
tuttavia in questo caso, il ricercatore Imke Kirste afferma che le
cellule sembravano assumere il funzionamento dei neuroni. E’ stato
riscontrato quindi che il silenzio fa bene al cervello e aiuta le
nuove cellule generate a differenziarsi in neuroni e integrarsi nel
sistema. In questo senso, la quiete può letteralmente aumentare le
potenzialità del cervello.
 
Non solo, analizzando a fondo questo sorprendente fenomeno emerge che
il cervello è in grado di interiorizzare e valutare meglio le
informazioni durante i momenti di calma perché anche quando la mente è
a riposo, in realtà resta perennemente vigile. Questo meccanismo viene
messo in atto anche durante il processo di autoriflessione. Inoltre il
silenzio allevia lo stress e la tensione al contrario del rumore che
può avere degli effetti negativi sul nostro cervello con conseguente
aumento di ormoni dello stress. Pertanto, talvolta è indispensabile
fermarsi e godersi la pace offerta da un affascinante luogo
rilassante, al fine di apportare maggiore benessere al proprio stato
psicofisico.

Stare a lungo in luoghi silenziosi migliora la tua salute mentale
Yoga, benefici sul cervello: più lo pratichi, più aumentano i neuroni
Mangiare poco aiuta la salute del cervello. Lo dice la scienza
Troppo zucchero? Il cervello va in tilt, lo dice uno studio italiano
Cervello: l'alimentazione che fa bene alla mente
 
(Ricevuto da Simonetta Magni)


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lunedì 22 luglio 2019

Ecco perché Facebook censura gli articoli di Paolo D'Arpini



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Qualche amico mi chiede “come mai Facebook ti censura? Non mi sembra che i tuoi articoli siano volgari, tendenziosi o trattino argomenti scabrosi, forse si tratta di un errore, hai provato a scagionarti presso l'ufficio competente?” -  Beh, a riprova dell'inutilità di qualsiasi spiegazione  da parte mia riporto un dialogo relativo ad un argomento “controverso” riportato su Il Giornaletto di Saul di qualche tempo fa  (Articolo oscurato da Facebook del 20 luglio 2018):

Care, cari, mi è accaduta una cosa un po' strana, ma a pensarci bene l’avevo prevista. Ho condiviso in un gruppo chiuso il post: “Il popolo eletto ha la sua terra promessa, finalmente! - Scrive E.G.: “Ve la faccio breve. Il parlamento israeliano ha approvato una legge che definisce lo Stato d'Israele uno Stato esclusivamente ebraico, ecc. ” (...) - Ebbene ho avuto la riprova che i miei pensieri erano fondatamente giusti nel definire le persone. Nel post condiviso, alcuni si sono indispettiti per il post “antisemita”. Cosa c’è di strano Paolo-Saul? Ricordi quando ti dissi che non mi sarebbe mai stato concesso di dire ciò che tu avevi scritto?! Ciò è valso per molto meno… Oggi ho avuto conferma che ciò che noi non percepiamo come buono, travia costantemente i nostri pensieri, s’insinua in ogni piega del nostro essere e cospira con l’aiuto dei sentimenti per screditare il pensiero altrui. Ma ti giuro che mi sto divertendo molto a percepire il cristallo al centro della terra e mi sembra che mi chieda qualcosa…”

Mia rispostina: “...inutile sforzarsi di voler affermare una qualsiasi verità oggettiva in questo mondo. Ogni esperienza ha valore per noi stessi, talvolta può essere riconosciuta o apprezzata da altri che sono con noi in sintonia. Il coraggio di manifestare ciò che si ritiene giusto senza trarne vantaggio personale, anzi magari ricevendone danno, è comunque un aspetto della nostra evoluzione "spirituale", lo scrivo fra virgolette perché in realtà si tratta solo di crescita in intelligenza e coscienza. Noi siamo ciò che siamo sempre stati e sempre saremo, nel momento in cui potremo pienamente manifestarlo in una forma chiamiamo quella manifestazione una espressione della "Coscienza universale" (jnani, realizzato, illuminato, buddha, etc.). Il gioco della coscienza pur non ammettendo sostanziali cambiamenti nel nostro vero stato interiore ci porta ad assumere delle sembianze utili a interpretare parti nella commedia della vita...”

Paolo D'Arpini - spiritolaico@gmail.com

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Commento di J.M.: 

“Del resto era prevedibile vista l’origine…
Controllori e/o padroni di Google: Sergei Brin e Larry Page
Facebook: Mark Zuckerberg
Youtube: Sysan Wojcicki, che si dichiara “fiera delle sue origini..”
New York Times, comprato nel 1895 dalla famiglia Zuckerberg, che è riuscita in breve a sbarazzarsi, con metodi mafiosi, di testate concorrenti non ortodosse (per dettagli leggersi il librino a proposito di Henry Ford, quello delle macchine). Attualmente sotto controllo e padronanza di 8 famiglie iper-sioniste.
Stesso per CNN, ABC, NBC etc. per non parlare di Hollywood.
Sia pure con lentezza da far apparire supersonica la velocità della lumaca, il mondo alla larga sta abbandonando i notiziari di regime per le notizie indipendenti in rete. Il che, tra l’altro, incide sui redditi dei conglomerati che imboccano il popolo con fandonie. Ergo la censura.
Già la maggior parte di videos critici dell’ordocapitalimso e del sionismo sono oscurati in Europa. E quando non censurati in America, sono ostracizzati da Google, quindi praticamente introvabili.
Se, collettivamente, il popolo dell’Occidente avesse il modo di dimostrare che ha le palle, avrebbe da tempo chiesto che le reti di comunicazione sociale fossero temporaneamente nazionalizzate, invece di essere totalmente in mano di sappiam ben chi..."

sabato 20 luglio 2019

Condizionamento USA nei rapporti tra Italia Russia e Cina

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Lo stato delle relazioni tra Italia e Russia è «eccellente»: lo afferma il premier Conte ricevendo a Roma il presidente Putin. Il messaggio è tranquillizzante, anzi soporifero nei confronti dell’opinione pubblica. Ci si limita, fondamentalmente, allo stato delle relazioni economiche.
La Russia, dove operano 500 aziende italiane, è il quinto mercato extra-europeo per il nostro export e fornisce il 35% del fabbisogno italiano di gas naturale.
L’interscambio – precisa Putin – è stato di 27 miliardi di dollari nel 2018, ma nel 2013 ammontava a 54 miliardi. Si è quindi dimezzato a causa di quello che Conte definisce il «deterioramento delle relazioni tra Russia e Unione europea che ha portato alle sanzioni europee» (in realtà decise a Washington). Nonostante ciò vi è tra i due paesi una «intensa relazione a tutti i livelli».
Toni rassicuranti che ricalcano quelli della visita di Conte a Mosca nel 2018 e del premier Renzi a San Pietroburgo nel 2016, quando aveva garantito che «la parola guerra fredda è fuori dalla storia e dalla realtà». Prosegue così la sceneggiata.
Nelle relazioni con la Russia, Conte (come Renzi nel 2016) si presenta unicamente nelle vesti di capo di governo di un paese dell’Unione europea, nascondendo dietro le quinte l’appartenenza dell’Italia alla Nato sotto comando degli Stati uniti, considerati «alleato privilegiato».
Al tavolo Italia-Russia continua quindi a sedere, quale convitato di pietra, l’«alleato privilegiato» sulla cui scia si colloca l’Italia.
Il governo Conte dichiara «eccellente» lo stato delle relazioni con la Russia quando, appena una settimana prima in sede Nato, ha accusato di nuovo la Russia di aver violato il Trattato Inf  (in base alle «prove» fornite da Washington), accodandosi  alla decisione Usa di affossare il Trattato per schierare in Europa nuovi missili nucleari a raggio intermedio puntati sulla Russia.
Il 3 luglio, il giorno prima della visita di Putin in Italia, è stata pubblicata a Mosca la legge da lui firmata che sospende la partecipazione russa al Trattato: una mossa preventiva prima che Washington ne esca definitivamente il 2 agosto.
Lo stesso Putin ha avvertito che, se gli Usa schiereranno nuove armi nucleari in Europa a ridosso della Russia, questa punterà i suoi missili sulle zone in cui sono dislocate.
È così avvertita anche l’Italia, che si prepara a ospitare dal 2020 le nuove bombe nucleari B61-12 a disposizione anche dell’aeronautica italiana sotto comando Usa.
Una settimana prima della conferma dell’«eccellente» stato delle relazioni con la Russia, il governo Conte ha confermato la partecipazione italiana alla forza Nato sotto comando Usa di 30 navi da guerra, 30 battaglioni e 30 squadre aeree dispiegabili entro 30 giorni in Europa contro la Russia a partire dal 2020.
Sempre in funzione anti-Russia navi italiane partecipano a esercitazioni Nato di guerra sottomarina; forze meccanizzate italiane fanno parte del Gruppo di battaglia Nato in Lettonia e la Brigata corazzata Ariete si è esercitata due settimane fa in Polonia, mentre caccia italiani Eurofighter Typhoon vengono schierati in Romania e Lettonia.
Tutto ciò conferma che la politica estera e militare dell’Italia viene decisa non a Roma ma a Washington, in barba al «sovranismo» attribuito all’attuale governo.
Le relazioni economiche con la Russia, e anche quelle con la Cina, poggiano sulle sabbie mobili della dipendenza italiana dalle decisioni strategiche di Washington.
Basta ricordare come nel 2014, per ordine di Washington, venne affossato il gasdotto South Stream Russia-Italia, con perdite di miliardi di euro per le aziende italiane. Con l’assoluto silenzio e consenso del governo italiano.
Manlio Dinucci 
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Comitato promotore della campagna NO GUERRA NO NATO

venerdì 19 luglio 2019

Von der Leyen ringrazia il movimento dei cinque (s)tonni (M5S)



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Asse franco-tedesco

Merkel e Macron sono due pedine dei Rothschild e il M5S è uno strumento politico creato principalmente dai Sassoon che sono anch'essi una famiglia di banchieri sionisti guarda caso imparentati con gli stessi Rothschild, condividendone gli "affari". 

E quando c'è un'emergenza il M5S deve togliere la maschera e mostrarsi per quello che è stato creato (agente di controllo e ripristino della mutazione degli scenari politici) questo è quanto è successo a Bruxelles attraverso l'analisi di Giuseppe Palma:

"Per essere eletta, alla  von der Leyen servivano 376 voti. Non uno di meno. Ne ha ottenuti 383, appena 9 in più della maggioranza richiesta. Senza i 14 voti del  M5S, non sarebbe mai stata eletta. I 5 Stelle hanno determinato l'elezione di una tra le più terribili sostenitrici dell'austerità e dei vincoli di bilancio.


Se fosse saltata la sua elezione, oltre a verificarsi un fatto storico senza precedenti, avrebbe probabilmente avuto fine l'egemonia dell'asse franco-tedesco, che tanto male ha fatto - e fa - al nostro Paese.


Dovevano aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno. Hanno semplicemente fatto la fine del tonno nella scatoletta".



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(Fonte: Sa Defenza)


Articolo d'agenzia collegato:
 http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2019/07/16/voti-m5s-determinanti-per-von-der-leyen_7cd784be-339d-4272-8b71-c7d750105fa7.html

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giovedì 18 luglio 2019

Fine della corsa... La grande contraddizione nel nostro rapporto con gli animali...



Molti di noi inorridiscono al solo pensiero che a tavola ci possano servire carne di cane o di gatto. Il sistema di credenze alla base delle nostre abitudini alimentari si fonda infatti su un paradosso: reagiamo ai diversi tipi di carne perché percepiamo diversamente gli animali da cui essa deriva. In modo inconsapevole abbiamo aderito al carnismo, l'ideologia violenta che ci permette di mangiare la carne solo "perché le cose stanno così". 

Melanie Joy analizza le motivazioni psicologiche e culturali di questa "dittatura della consuetudine" e della sua pervasività; di come, attraverso la rimozione, la negazione e l'occultamento dell'eccidio di miliardi di animali, il sistema in cui siamo immersi mantiene obnubilate le coscienze, fino a persuaderci che mangiare carne più volte al giorno sia naturale, normale e quindi necessario. 

Intervistando i vari protagonisti dell'industria della carne, esaminando le cifre dei suoi profitti e dei suoi disastri ambientali, mette in luce gli effetti collaterali sulle "altre" vittime: chi lavora negli allevamenti intensivi e nell'inferno dei mattatoi industriali di ogni latitudine; i consumatori sempre più esposti ai rischi di contaminazioni e insalubrità; l'ambiente stesso, e il nostro futuro sul pianeta.

Francesco Pullia

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