martedì 6 settembre 2016

Dall'ecologia profonda nasce un modello di società spirituale e naturale


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Strettamente parlando, da un punto di vista delle finalità, la
spiritualità laica e l’ecologia profonda affondano il loro esistere
nella coscienza. L’uomo si è interrogato sulle forze della natura e
sulla vita e questo interrogarsi ha prodotto la spiritualità,
l’ecologia profonda è un approfondimento in senso materiale di questa
ricerca. Entrambi gli approcci partono dall’esistente, dal modo di
percepire noi stessi e la realtà che ci circonda, il primo è un
approccio in senso metafisico mentre il secondo prende in esame il
fisico ma non v’è differenza fra i due aspetti se non nel modo
descrittivo.

Nell’ecologia profonda come nella spiritualità naturale si sottintende
un ’quid’ che impregna le trame della vita. Tale ’quid’ è stato
descritto come sorgente di tutte le cose, indipendentemente dal
chiamarlo ’spirito’ o ’forza vitale’. Dall’interrogarsi iniziale siamo
giunti a tutte le filosofie gnostiche, alle religioni d’oriente come
pure alle grandi religioni monoteiste in cui, sia pur con angolazioni
differenti, si inneggia al grande mistero della vita, questa è anche
l’esigenza dell’ecologia che sempre tiene in conto il delicato
equilibrio dell’insieme delle manifestazioni vitali. Spesso mi son
trovato a descrivere l’esigenza di estrinsecazione spirituale
dell’uomo come la nascita della prima virtualizzazione. Attraverso il
pensiero e la speculazione intellettuale è infatti sorta la
virtualità, l’immaginare, il presupporre vero sulla base di un
pensiero (di un credere) e questa proiezione, una ’vis’ umana
specifica, è forse presente anche nel resto dei viventi, chissà? Ad
esempio nelle teorie del karma si descrive la vita individuale degli
esseri come un percorso evolutivo che parte da una scintilla
dell’intelligenza che poi si differenzia in miriadi di forme, a volte
contrapposte, che son però strettamente collegate l’una a l’altra ed
in continua ascesa verso la stessa finalità. Una unità questa che non
è mai venuta meno anche durante il cosiddetto “percorso karmico” ma
per via dell’illusione, ovvero la virtualità del pensiero, appare
disgiunta ed imperfetta (e quindi perfettibile?). L’ecologia profonda,
dal punto di vista materiale, è un aiuto a capire che non c’è nel
contesto generale della vita un dietro od un avanti che non sia
strettamente consequenziale, che non compartecipi della stess a
sostanza di base e che perciò è impossibile scindere, pena
l’estinzione stessa della vita.

Ed ora una domanda: come faremmo a vivere su questa Terra se tutti
decidessimo di ritirarci in eremitaggio, di ritornare alla terra come
si dice in gergo, senza immediatamente sconvolgere, distruggere
definitivamente, il già precario equilibrio di questo pianeta? La
Terra ospita ormai diversi miliardi di persone, perlopiù riunite in
aree urbane, è pur vero che parecchie specie animali sono in netta
diminuzione ma per contro molte di quelle addomesticate dall’uomo
(essenzialmente per scopi voluttuari o di carenza affettiva) superano
in numero gli umani stessi e come gli umani che vivono nelle città
anch’essi son concentrati in grandi allevamenti. Se ognuno di noi
dovesse andare a vivere in campagna, immaginando una società
egualitaria, avremmo forse a disposizione non più di duecento metri di
terreno a testa senza contare le zone desertiche, i ghiacciai, le alte
montagne, se in più volessimo portare con noi anche i nostri “pets”
dovremmo dividere quel piccolo spazio con cani e gatti, se poi
volessimo mangiar carne dovremmo dividere ulteriormente la nostra casa
con pecore, mucche, conigli, maiali, etc. Si fa presto ad immaginare
la calca che si verrebbe a creare nei nostri duecento metri quadrati
di terra, non solo ma come potremmo produrre in quel piccolo orticello
abbastanza cibo per tutti i membri della nostra personale comunità
rurale? Va da sé che questa tipo di scelta è impensabile per la massa
come pure, per altre ragioni persino più serie, è impensabile che la
vita possa continuare a lungo sul pianeta se continuiamo a sfruttare
le risorse per soddisfare le esigenze di consumo parossistico dei
grandi agglomerati urbani.

I lemming, quel popolo di roditori che in caso di sovraffollamento
periodicamente emigrano in massa, avrebbero già intrapreso il loro
viaggio finale (che come tutti sappiamo finisce nelle gelide acque del
mare del nord) per riequilibrare la natura. In parte un tale
comportamento autodistruttivo sta avvenendo anche nella nostra
società, con l’aumento delle guerre, dei suicidi, delle perversioni,
della stupidità. Ma non è ancora sufficiente a trovare
quell’equilibrio naturale di sopravvivenza e questo perché l’uomo ha
l’arroganza di ritenersi un essere “superiore” alle altre specie e
perciò ogni soluzione deve comprendere la continuazione del gioco
attualmente in programma e cioè la fissità della nostra specie come
dominante.

Ma a questo punto re-inserisco il concetto di “spiritualità naturale o
laica”. A dire il vero questa spiritualità non può assomigliare punto
alla precedente spiritualità religiosa ma deve necessariamente tener
conto del contesto vitale in se stesso, ovvero dell’ecologia. Una
spiritualità ecologica in cui non si perseguano scopi immaginari
(paradisi, inferni, etc.) ma in cui ci si occupi esclusivamente del
presente stato dell’esistenza. Una presa di coscienza ’individuale’ di
come è possibile il riequilibrio al contesto della vita senza ritenere
che la nostra sia una funzione di controllo, di dominio (o di
sudditanza ad una ipotetica divinità altra). Ognuno di noi dovrebbe
già da ora affrontare il suo personale corso di sopravvivenza sapendo
che tutto quello che noi rubiamo oggi dovrà sicuramente essere pagato
domani, questo nel caso del sovrappiù, mentre se il nostro respirare,
mangiare, vivere rientra nell’insieme del vivere, respirare, mangiare
di ogni altro essere vivente potremmo finalmente goderci la vita,
senza aver colpe da espiare, senza dover abbandonare il nostro modo di
vita urbanizzato e fortemente sociale che -evidentemente- salvo il
famoso riequilibrio di cui abbiamo detto, ha contribuito alla
fioritura di questa bellissima nostra specie.

In questa fase della storia millenaria dell’uomo abbiamo privilegiato
il secondario, il superfluo, a scapito del primario, ovvero il cibo,
l’acqua, l’aria. E’ importante per noi esseri umani integrati
analizzare le ragioni di questo sviamento. Uno sviamento che
senz’altro è stato necessario per scoprire il valore di tesi astratte
come l’arte, la scrittura, l’estetica, l’etica, ma che non può
continuare ad occupare tutto lo spazio possibile del nostro esistere.
Ad esempio dobbiamo essere consapevoli dello sforzo e del significato
profondo insito nella ricerca e produzione del nostro cibo quotidiano.

Descrivo ora l’excursus storico sulla nostra evoluzione. La storia
dell’uomo è molto semplice e rispecchia i quattro mutamenti
fondamentali della vita. L’uomo nella sua corsa evolutiva compie
quattro salti stagionali. All’inizio egli succhia il latte, alla base
del latte c’è la verdura e la carne e ciò diviene il suo cibo, poi
ancora oltre c’è la terra ed ecco l’uomo che la divora ma oltre la
terra c’è lo spirito e l’uomo nutrendosi di “spirito” completa un
altro ciclo di spirale nella scala dell’evoluzione. Questa simbologia
può essere tradotta così: il latte rappresenta il momento in cui
l’umanità si pone reverente verso la nutrice, la natura, che lo
accudisce e lo sostiene nel suo grembo (potremmo dire che corrisponde
al momento del “paradiso terrestre”); subentra poi la capacità di
auto-sostenersi e di ricorrere a tecnologie appropriate per ricavare
da se stessi il nutrimento (corrisponde al momento della fondazione
patriarcale); ecco quindi il momento del massimo sviluppo tecnologico
e sociale in cui l’uomo tende a divorare, a consumare, persino la
terra che lo sostiene (il momento della decadenza consumistica e
dell’idolatria scientifico religiosa); infine viene il momento della
coscienza indifferenziata, l’uomo vien toccato dallo “spirito” si
compenetra in esso e ritrova la sua unità primigenia (corrisponde al
quid originario, alla consapevolezza di Sé), il ciclo si ripete passo
dopo passo. E’ evidente che questo momento storico è segnato da un
grande sbalzo fra il massimo del materialismo ideologico o religioso a
quello di un ritorno alla consapevolezza non duale.

Come possiamo affrontare condizioni o contingenze apparentemente
diametralmente opposte? Innanzi tutto c’è da considerare una cosa: la
spinta evolutiva nell’uomo non è indotta da ideologie di massa, il
pensiero di massa serve solo al mantenimento della compattezza
psicofisica della specie, l’indice del cambiamento è sempre e solo
rappresentato da forme pensiero, pseudopodi, che si irradiano verso
possibili sbocchi evolutivi, questi pseudopodi non rappresentano che
una piccolissima percentuale della massa, si tratta di minoranze….. Le
due minoranze attualmente in antitesi, nel “programma” di sviluppo
dell’intelligenza umana, son rappresentate da una parte
dall’accentramento individuale del potere (lobby ideologiche ed
economiche auto-foraggianti) e dall’altra da una rete smagliata di
piccole persone che emanano forme pensiero collegate al tutto (una
sorta di sincretismo universale).

Questi cicli o percorsi storici si manifestano allo stesso tempo sia
nell’arco di una sola vita individuale che in stagioni o onde
storiche, ere cosmiche. Mi sembra che questo momento di transizione,
fra una condizione e l’altra dell’umano, sia dedicato all’aspetto
distruttivo di ogni sovrastruttura di pensiero, un azzeramento dei
canoni precostituiti. Infatti oggi come non mai la pulsione verso
l’uscita dagli schemi fissati provoca uno stato sismico mentale
(scossoni psichici) al corpo-massa dell’umanità. Basterebbe sapere
che, come avviene nel processo realizzativo del sé, ogni singola
cellula del corpo sociale umano deve essere toccata e deve essere in
grado di percepire individualmente la reale possibilità evolutiva in
corso. E mentre la tendenza egocentrica agisce sulla massa con
meccanismi di aggregazione forzata (vedi la massificazione
informativa) al contrario “l’aumento” della coscienza avviene sui
piani emotivi individuali. Dobbiamo essere consapevoli di ciò quando,
come precursori, proponiamo un indirizzo bioregionale che non potrà
certamente usare i mezzi della controparte ma deve comunque
comprenderli organicamente e da lì evolversi. Solo così può
sciogliersi il senso di differenza e la coscienza può ri-trovare il
suo spazio. L’interno dell’uomo è ancora tutto un mondo da esplorare
ma anche l’esterno è altrettanto infinito ed inconoscibile. Per questo
si ripropone sempre la via di mezzo, la moderazione, come unica strada
possibile per la continuità della specie. La consapevolezza non-duale
integra non divide. E’ per questo che nell’ecologia del profondo e
nella spiritualità laica si narra del ritorno alla Terra, ascoltandone
il suo messaggio, pervenendo così a quell’integrazione con essa.
Godendo della silenziosa gioia di vita, qui e d ora. Una gioia che non
ha costrutto, nessuna causa, nessun meccanismo da soddisfare, nessun
possesso, semplicemente è…. Si chiama esistenza.

Ma attenzione… tale visione non ipotizza il ritorno al primitivismo
bensì individua nelle attuali condizioni della società avanzata
l’occasione di un riequilibrio. La continuità della nostra società, in
quanto specie umana, richiede una chiave evolutiva, una comprensione
globale, per mezzo della quale aprire la nostra mente alla
consapevolezza di condividere con l’intero pianeta (forse sarebbe
meglio dire con l’universo) l’esperienza vita. Questa è la scienza
dell’inscindibilità della vita. Ne consegue che anche l’economia umana
può e deve tener conto di questa visione per avviare un progresso
tecnologico che non si contrapponga ma che sia in sintonia con i
processi vitali. La scienza e la tecnologia in ogni campo di
applicazione dovranno rispondere alla domanda: “E’ ciò ecologicamente
e spiritualmente compatibile?” I macchinari, le fonti energetiche, lo
smaltimento dei sottoprodotti, come pure la socialità e la cultura,
dovranno essere realizzati in termini di sostenibilità. Se questo
stimolo si manifesta nella mente umana allora sarà necessario un
rapido processo di riconversione e riqualificazione industriale ed
agricola che già di per se stesso sarà in grado di sostenere
l’economia. Infatti la sola “riconversione ecologica” favorirà il
superamento dell’attuale stato di “enpasse” impartendo grande spinta
allo sviluppo economico e sociale. Una grande rivoluzione comprendente
il nostro far pace con il pianeta e con gli esseri viventi che lo
abitano.

Paolo D'Arpini

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lunedì 5 settembre 2016

Le vaccinazioni come arma di controllo di massa


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*Potenti organizzazioni mondiali si stanno coordinando fra loro
per spazzare via ogni barlume di libertà individuale e medica
<http://www.medicalchoice.news/>, obbligando le popolazioni ad un'adesione
vaccinale del 100 % e alla dipendenza farmaceutica, senza minimamente
curarsi delle conseguenze negative. *
 
*L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sta organizzando una task
force globale formata da personalità del mondo accademico, autorità
sanitarie e funzionari pubblici per manipolare psicologicamente le famiglie
e indurle all'indottrinamento e all'adesione vaccinale.*
 
*Alcuni documenti scoperti presso l'Ufficio regionale europeo
dell'Organizzazione Mondiale della Sanità svelano un'operazione psicologica
(PSYOP) per addestrare le autorità sanitarie all'uso dei media al fine di
convincere interi gruppi di popolazione a credere nel dogma dei vaccini e
ad aderire agli obblighi vaccinali. In questo manuale di addestramento
psicologico, Best Practice Guidance 1st Edition: How to Respond to Vocal
Vaccine Deniers in Public
<http://www.euro.who.int/__data/assets/pdf_file/0005/315761/Best-practice-guidance-respond-vocal-vaccine-deniers-public.pdf?ua=1>(Guida
alle migliori prassi 1a edizione: come rispondere verbalmente agli
oppositori dei vaccini in pubblico, ndt), l'OMS cerca di eliminare
qualunque discussione pubblica sui diffusi danni vaccinali
<http://www.vaccinedamage.news/>, inclusi i decessi da vaccino, la
tossicità degli ingredienti vaccinali, l'indebolimento dell'immunità
generale causato dai vaccini combinati e le molte altre ragioni per cui la
gente sta cominciando a svegliarsi e ad opporsi a questo intervento medico
inutile e rischioso.*
 
*Uno sforzo coordinato per costringere all'obbedienza psicologica alla
pratica vaccinale*
 
*Anziché prendere in esame le conseguenze reali e permanenti associate alle
vaccinazioni, l'OMS si sta impegnando in una guerra psicologica che mira a
dare un'immagine stereotipata dei dissidenti
<http://www.naturalnews.com/vaccine.html> come "negazionisti della
scienza". Gli unici veri "negazionisti" sono questi addestrati portavoce
pro-vaccino, i quali non intendono ascoltare le innumerevoli storie di vite
reali rovinate dai vaccini, negando i decessi e i danni permanenti causati
dalle vaccinazioni.*
 
*Il nuovo manuale dell'OMS è così sinistro che tenta di psicoanalizzare,
classificare e stereotipare chiunque faccia domande sui vaccini
<http://www.naturalnews.com/vaccines.html>, ricerche, o preferisca non
introdurre porcherie nel proprio corpo. Chiunque metta in dubbio gli
"esperti" o la "scienza" vaccinale viene classificato in una di queste tre
categorie: un obiettore vaccinale, uno scettico vaccinale o un negazionista
vaccinale. *
 
*In tutti i casi potreste essere stigmatizzati come "complottisti". Il
manuale OMS <http://www.naturalnews.com/WHO.html> vi definisce anche come
"avversari". Il minaccioso manuale di formazione dell'OMS è una
palese trama sociopatica a supporto della sottomissione alla religione
vaccinale. Stanno addestrando i discepoli a predicare un vangelo di
conformità farmaceutica, nascondendo alle persone
<http://www.naturalnews.com/people.html> le vere ragioni per cui continuano
ad ammalarsi (anche se vengono continuamente vaccinate). Gli ingredienti
dei vaccini combinati quali gli adiuvanti a base di alluminio non
dovrebbero essere ignorati in quanto considerati "innocui" o
"scientificamente provati". La discussione dovrebbe invece valutare se le
industrie farmaceutiche stanno commettendo crimini contro l'umanità
introducendo nei vaccini neurotossine come l'alluminio.*
 
*La libertà è vostra: pensate prima di vaccinare*
 
*Questo manuale di formazione è stato creato per supportare i "funzionari"
governativi nel persuadere la maggioranza della gente a vaccinare, in modo
che possano continuare a scrivere leggi restrittive della libertà medica e
sanitaria. *
 
*Mentre questa guerra di propaganda vaccinale
<http://www.propaganda.news/> prosegue, gli individui devono ricordarsi che
il loro corpo appartiene a loro, e i loro bambini non devono essere oggetto
di abusi di potere da parte del governo e vittime dello sfruttamento ad
opera delle aziende farmaceutiche. Non è necessario alcun permesso per
rifiutare le iniezioni. Questa libertà non deriva dalla legge e neppure dai
diritti costituzionali; questa libertà è innata e inalienabile e deve
essere difesa dall'individuo con tutte le forze necessarie. Non esiste
alcuna giustificazione alla spoliazione dei diritti individuali per
realizzare un concetto fiabesco di "immunità di gregge". Un individuo si
ammala come individuo e si ristabilisce come individuo.*
 
*La vera scienza dell'immunità esiste all'interno del corpo umano e viene
attivata tramite l'alimentazione*
 
*Sempre più persone si stanno rendendo conto che il numero crescente di
vaccini causa solo tossicità combinate all'interno dei loro corpi. Anziché
sottomettere se stessi e i loro bambini alla "scienza" vaccinale, stanno
invece decidendo di affidarsi alla scienza naturale del loro corpo
attivandone le difese naturali attraverso il nutrimento cellulare. Chi ha
sperimentato un danno vaccinale su di se o sui propri figli ha tutte le
ragioni per astenersi da future vaccinazioni. Se le vaccinazioni non fanno
altro che migliorare l'immunità umana, allora perché terapie nutrizionali
scientificamente comprovate sono state ignorate dalle autorità sanitarie e
liquidate come "ciarlataneria" o "medicina alternativa"?*
 
*Sempre più persone sono ora consapevoli della trama delle industrie
farmaceutiche, che consiste nel creare clienti asserviti per tutta la vita
che non abbiano coscienza del proprio potente e innato sistema
immunitario. *
 
*Sempre più persone si astengono dai vaccini e cercano di nutrire le
proprie cellule con alimenti vivi
<http://superfood.naturalnews.com/superfood.html>, assumendo il controllo
del proprio futuro e prendendo posizione contro uno sforzo manipolativo
coordinato che mira ad indottrinarli e controllarli dalla nascita alla
morte.*
 
*Il nuovo manuale di formazione dell'OMS per l'adesione vaccinale è
indubbiamente un documento illuminante, che permette ai genitori e alle
comunità di capire i metodi manipolatori utilizzati per convincere le
persone che i vaccini siano in qualche modo provati, sicuri ed efficaci.
Questo manuale di propaganda non farà che squarciare le ferite di coloro
che sono stati danneggiati dai vaccini.*
 
*L.J. DEVON*



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*Fonte:<http://www.naturalnews.com/055085_vaccination_compliance_psychological_warfare_brainwashing.html#ixzz4ILpRrzOD>*

*Traduzione per www.comedonchisciotte.org - a cura di EMANUELA LORENZI*
 

domenica 4 settembre 2016

Ebraismo. La sostituzione dei simboli e la devianza sionista

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Durante i vari scambi epistolari avuti con persone di diverso credo, ho notato, a parte alcuni casi rari, che si tende a giudicare e ad esprimere pareri sulla base di una “convinzione” prestabilita, non corroborata cioè da una personale ricerca sui fatti avvenuti. Sulla realtà della nascita del “problema ebraico”, a cominciare dal periodo biblico sino alla fondazione di Israele… ci si lascia guidare da emozioni, da tendenze a voler credere in una verità, già accettata in quanto tale.
Ovvio che questo tipo di atteggiamento non possa essere da me condiviso. Io mi sento una specie di San Tommaso, ho bisogno di mettere il dito nella piaga per credere.. E sono contento che questo mio “sentiero” mi abbia condotto a scoprire alcune verità scomode, sia per una parte che per l’altra, verità che dimostrano come sia importante comprendere gli eventi trattati attraverso il proprio “lume”.
Mi son trovato così in mezzo a due fuochi. A prendere i pesci in faccia da destra e da sinistra.. come si dice in gergo… Eppure ho il piacere e la soddisfazione di potermi osservare senza riscontrare macchie nel mio sentire. Mi guardo allo specchio e mi dico: “Bello o brutto, con i nei o con la pelle liscia, tu sei quel che sei, caro mio Paolo/Saul”
Saul, sì, è il nome recuperato, considerando la mia “lontana” origine ebraica.. vi ho già raccontato la storia.. e quel po’ di sangue “eletto/infetto” rimastomi nelle vene ha fatto sì che io volessi conoscere la verità su quella parte di me,  su quel pezzo di Paolo D’Arpini, nel bene e nel male….
Ricordo un proverbio che mi citavano i vecchi contadini di Calcata: “il meglio è nemico del bene”… Ed è proprio così, arrabattandoci e cercando di migliorarci agli occhi del mondo non riusciamo a percepire il bene che già c’è in noi… Ed in fondo cosa significa essere perfetti? Semplicemente essere quel che si è senza remore né rimpianti, senza cercare l’approvazione di qualcuno, perché se siamo quel che siamo
evidentemente ci compete.. Da ciò nasce spontaneità e naturalezza…
E la società umana, nella sua interezza come specie, va a rotoli, perché non può funzionare come un meccanismo, non è fatta di semplici ingranaggi e di numeri (di razze distinte)…
Allora, si può uscire -ed i miei fatti lo dimostrano- dal concetto di “razza eletta” ma si può entrarvi?
Sul merito delle conversioni all’ebraismo c’è da dire che in passato queste avvenivano, sia nel contesto dei popoli semitici (non ancora distinti) che potevano passare da un credo all’altro e comunque venivano accettati se “tornavano” all’ovile (ne abbiamo evidenze nella stessa bibbia in cui si parla di idolatri che poi tornano alla fede), sia nel periodo del primo cristianesimo, che non essendo altro che una setta ebrea si poneva comunque (diversamente dall’ebraismo ortodosso) come una fede aperta anche ai gentili… Solo più tardi ci fu una separazione netta e sia gli ebrei che i nuovi ebrei -ovvero i cristiani- trovarono più conveniente andare ognuno per la propria strada..
Comunque l’ultima grande conversione fu quella dei Kazari, attorno al 1000, che con il loro numero formarono le fila dei cosiddetti “ebrei orientali”.. che dal punto di vista “tradizionale” del “seme” non sono però dagli ortodossi accettati nel novero degli “eletti”.
Infine ci sono le propagazioni o conversioni per filiazione mista, ovvero i figli di donne ebree e gentili.. e di questi casi se ne contano a migliaia soprattutto per motivi di “economia” e “convenienza politica”.
Restando in tema di “convenienza politica” ma anche di “giustizia umana” -che non guasta- c’è da dire che non si può colpevolizzare tout court un senso di identità..
Anche noi lo abbiamo, magari più debole in quanto la nostra è una identità recente, come “italiani”. Vediamo che diversi popoli nomadi hanno mantenuto una forte identità proprio per salvaguardare la cultura nella quale sono nati e si riconoscono, come ad esempio gli zingari ma ve ne sono altri e non soltanto nomadi, magari stanziali ma rinchiusi in un ristretto ambito territoriale. Insomma voglio dire che chi nasce in una famiglia ebrea si nutre del senso di appartenenza, è un fatto culturale quasi imposto dalle condizioni esterne.. ed obbligatorio, vista la estraneazione di cui essi “soffrono” (pur volendo mantenerla) nelle società “cristiane” o “musulmane” ove la differenza viene fatta percepire più duramente.. Va da sé che dopo generazioni e generazioni il senso di differenza ed estraniamento si acuisce. E si tende a cercare rivalse morali, intellettuali od economiche… Non dimentichiamo che in simili condizioni “di diversità congenita” sono nati i più grandi geni dell’umanità e qui non mi riferisco solo agli ebrei ma a tutti coloro che hanno dovuto, per una ragione o per l’altra, vivere ai margini o addirittura rinnegare la famiglia e la comunità in cui sono nati.
Insomma non vorrei che l’appartenenza alla cultura ebraica fosse considerata di per sé motivo di giudizio negativo. Personalmente ho conosciuto decine di ebrei, in ogni ambito culturale e spirituale, e li ho sempre trovati degni di fiducia e ragionevoli interlocutori. Certo anch’io mi ponevo verso di loro con lo stesso atteggiamento.. Per cui direi che spesso le situazioni di attrito contribuiscono a scatenare divisioni, rancori e vendette di ogni sorta.
Ora parliamo dei sionisti. I sionisti essenzialmente si sono concentrati in Israele, appoggiati però dalla sponda sionista americana. Il sionismo è nato avendo in mente la fondazione di Israele. Siccome la conquista di quel territorio è avvenuta e mantenuta con la forza, nella condizione di continua conflittualità (per conservare le posizioni raggiunte) si tende a indurire il cuore ed a non considerare i diritti dell’altro… Questo avviene in ogni conquista territoriale, guardate la conquista delle Americhe a tutto scapito delle popolazioni autoctone, o guardate ogni altra invasione in cui sempre il conquistatore tende a cancellare la cultura degli sconfitti (nonché le persone fisiche che la incarnano) per sostituirla con la propria..
Questa posizione dal punto di vista psicologico è chiamata “sacralizzazione della colpa”. La colpa viene resa nobile e degna.. insomma si gira la frittata ed in tal modo si cerca di pacificare il proprio animo derelitto, consapevole del male commesso.. giustificando il male e chiamandolo bene (magari per i propri confratelli, non importa…).
Mi sa che sto allontanandomi troppo dal discorso iniziale, comunque ribadisco, come affermato in precedenza, che usare discriminazione ed oculatezza nel giudizio è un esercizio che favorisce la crescita dell’intelligenza….. “Dio non saprà riconoscere i suoi…” saprà riconoscere però il nostro senso di giustizia e di equanimità.
E per equanimità e giustizia riporto di seguito alcuni pareri “parole” “sentimenti” che non avevo riportato prima, li avevo tenuti, come suol dirsi, in un cassetto.. in attesa di trovare il momento giusto per l’esposizione.. Ed ora che non temo più ritorsioni (in quanto la mia posizione mediana si è stabilita).. eccoli a voi, in ordine sparso e senza menzionare gli autori (sono idee provenienti dall’akasha collettiva):
“L’argomento è ed è sempre stato di grande attualità ma la trattazione necessità di forte cognizione, critica e storica. Condivido la posizione di Paolo. Personalmente, non credo che il “fatto dell’olocausto” ed il concetto giuridico-umanistico della “libertà di pensiero” siano unitamente discorribili in termini di connessione e complementarietà. In un contesto culturale e sociale, quale quello attuale, i due concetti restano e dovrebbero rimanere ben distinti. Dacché, a mio modesto avviso, il “dramma dell’olocausto” resta un “fatto” comunque incontrovertibile e, “di fatto”, innegabilmente testimoniato, non vedo come ed in che misura “la libertà”, quale astrazione idealistica del pensiero, possa essere disinteressatamente espressa senza scontrarsi con l’altrui libertà –politica o sociale- di non ricevere il prodotto di un concetto non generalmente ancora condiviso e soprattutto accertato…”
“In prevalenza gli attacchi alla Chiesa vengono da circoli sionisti e mondialisti che hanno interesse, in una prospettiva mondialista futura di Governo mondiale, di far sì che tutte le religioni siano ridimensionate e ridotte a manifestazioni più che altro “folcloristiche”. Il Vaticano in primis, visto che la sua estensione e le sue interessenze lo configurano anche come un “potere” ed una forza economica fastidiosa e da ridimensionare. Che la Chiesa e il Vaticano abbiano il fatto loro mi può anche star bene, ma teniamo anche presente a chi questo fa ancor più comodo…”
Ebrei conversi? Cristo “non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva. Noi qui non scriviamo per suscitare odio verso gli ebrei, ma – nel silenzio mediatico che condona la loro paranoia – per mostrare in piena luce la loro patologia (ben dimostrata dal Muro in Palestina, dalle 300 bombe atomiche accumulate, dall’oppressione ferocissima sui palestinesi), nella speranza che “si convertano”. Se non altro, si convertano alla comune umanità, sentendosi parte corresponsabile della normale famiglia umana, come già fanno alcuni di loro: Uri Avneri, Norman Finkelstein, eccetera….”
“Come ho già scritto più volte, negare la volontà (e la prassi) nazista di sterminio degli ebrei è completamente inane, e rasenta la follia. Si chiedono i “documenti”. CE NE SONO UNA MAREA (NERA) e l’evidenza è impressionante. Certo si può negare anche questa, chiudere gli occhi con un lucchetto. Ma allora, poi, non ci si venga a lamentare della “religione” (e relativa laida industria) dell’”Olocausto”. La quale esiste senz’altro, ma a cui non se ne può contrapporre un’altra di segno contrario. BASTA, a 360°, con l’attitudine fideista. Si studi liberamente e senza pre-giudizi anche questo periodo atroce del secolo scorso. L’”elezione” è un puro delirio, ogni appartenente alla sottospecie Homo sapiens sapiens (congolese, ebreo, palestinese, iracheno, cinese, ucraino, maori…) possiede lo stesso diritto alla vita. Le sofferenze degli uni non hanno meno valore di quelle degli altri. E, soprattutto, non autorizzano nessuno a infliggerne ad altri ancora”
“…ognuno deve seguire la propria “equazione personale”. La verità, nella nostra epoca, NON può trionfare. E’ perciò che mi limito a parlare di testimonianza. Quanto alla morte, quella spetta a tutti, prima o poi.”
“..i sionisti, dopo le atrocità ed i crimini commessi ai danni del popolo palestinese negli ultimi anni, chiederanno al mondo intero il 27 gennaio – in occasione dell’anniversario della “Giornata della Memoria” – di commemorare la Shoah e celebrare quel tanto osannato valore (unilateralmente) condiviso del ricordo di un – sì – terribile genocidio le cui vittime – però – non valgono certamente né più, né meno degli indifesi caduti del recente brutale assassinio che si consuma tuttora nella Striscia di Gaza..”
“..al di là della condivisione sulla descrizione dei concetti, delle strategie e dei fatti citati, ciò su cui non concordo è l’uso dell’aggettivo “ebraico” che, a mio modesto parere, andrebbe (possibilmente OVUNQUE) sostituito con l’aggettivo “sionista” e questo non tanto perché io pensi che l’etica ebraica non abbia responsabilità per non aver chiarito in passato la differenza di posizioni quanto perché oggi esiste un certo numero di organizzazioni di ebrei ortodossi (veri RELIGIOSI), tra cui la Neturei Karta, che affermano con forza che “gli ebrei non sono sionisti ed i sionisti non sono ebrei” e non solo fanno una distinzione teorica ma anche, in pratica, manifestano pubblicamente (a prezzo della loro stessa incolumità fisica) queste posizioni, presso le sedi istituzionali sioniste. Non dimentichiamo che “sion” ha come radice “senà” traducibile come “odio” universale (cioè verso tutto il mondo che non è aderente al Talmud, alla Ghemarà, alla Mishnà, allo Shermonè Ezrè che sono delle successive manipolazioni degenerative del messaggio biblico iniziale, per intenderci il Vecchio Testamento. Se consideriamo che il sionismo è un progetto politico che non ha molto a che fare con l’etica religiosa (con NESSUNA etica religiosa) è logico capire che si è meno attaccabili dai debunker se si indica il VERO responsabile (chi vuole nascondersi dietro la foglia di fico del razzismo diretto contro i semiti e della persecuzione religiosa contro gli ebrei)”
“Il progetto, anche religioso, di dominio mondiale non inizia e non finisce con il sionismo o comunque non è solo sionista. Ora se è pur vero che ci sono tantissimi ebrei che non possono essere catalogati con i loro correligionari “lovercraftiani”, è anche vero che l’esperienza mi dice di andarci molto cauto. Perché ci sono delle costanti, delle attitudini, delle peculiarità particolari e irripetibili nel popolo ebraico che lo distinguono dagli altri. Non è infatti un caso che il concetto di razza eletta è uscito dalla bibbia. Gli ebrei inoltre non tendono alle conversioni, vivono da secoli in una specie di segregazione religiosa, gelosi dei lori dogmi, riti, e leggi. Certo ci sono tanti ebrei che se ne fregano ed escono fuori da queste catene religiose, ma sarà un caso, l’esperienza ha dimostrato, e gli stessi ebrei lo affermano decisamente, che non per questo, costui smette di essere ebreo…”
“..come si può affermare che per un piccolo numero d´uomini, che per breve tempo abitarono quella regione, sia possibile ricostruire la mappa genetica come costoro sostengono per se stessi, così auto definendosi “razza”… e tutto questo proprio quando la moderna biologia dimostra che questo concetto è falso. Allora, reale concetto, i “razzisti” e sostenitori della razza sono proprio loro! Il popolo della kippah vive e si nutre di menzogne che spaccia per culturali, e per questo tenta di distruggere la storia dei palestinesi, oltre che fisicamente massacrarli per farli da quelle latitudini sparire…”
“…Anche se siamo nell’errore, questo non ci vieta di dire quello che sentiamo. Se io penso che tu stai sbagliando e vengo aggredito dal sentimento della giustizia, per evitare di cadere nell’errore dell’arroganza ti devo dire che stai sbagliando, che non sei giusto, che non mi cerchi o che non ami i fratelli. Ma devo esprimere il mio pensiero con calma, dire quello che sento, la sensazione e il sentimento che provo. Posso dirti che secondo me stai sbagliando, che tu non stai facendo una cosa giusta. Però te lo dico con amore e ti bacio…”
Ecco, vedete un po’ se così va bene… baci a voi!
Paolo D’Arpini

sabato 3 settembre 2016

Per essere ciò che si è non serve un "metodo" poiché il Sé è lo stato naturale di ognuno

Ramana Maharshi

Le strofe che seguono sono tratte dal Supplemento ai 40 versi di Ramana Maharshi. Le tre strofe rilevate, a loro volta, fanno parte del Vasishta Saram, che tratta degli insegnamenti sulla realizzazione del Sé impartiti al giovinetto Rama (una delle 10 incarnazioni di Vishnu) dal suo Guru Rishi Vasishta.


Da notare come non viene indicato il metodo del raggiungimento, in quanto il “raggiungimento” secondo la filosofia Advaita sta solo nell’eliminazione dell’ignoranza che il  Sé è onnipresente.  

Nelle strofe (sloka) riprese da Ramana viene descritto lo “stato” interiore del realizzato. Ma questo “stato" libero dall’ignoranza non è il risultato di un ragionamento bensì è la diretta esperienza e la piena consapevolezza della propria natura, che non può avere riscontro oggettivo da parte dell’osservatore. 

Allo stesso tempo dalle strofe riportate dal Maharshi (e dalla spiegazione aggiunta del suo discepolo Mahadevam) se ne deduce una implicita descrizione della condizione interiore del Mukta, il liberato vivente.



Questa “condizione” (se così si  può chiamare) è il fine di ogni conoscenza spirituale, compresa –ovviamente- la Spiritualità Laica.



S. 26 – “Avendo investigato in tutti i vari stati (veglia, sogno, sonno profondo) e tenendo costantemente nel tuo Cuore quello che è lo Stato Supremo, libero dall’illusione, gioca la tua parte nel mondo, oh eroe! Tu hai realizzato nel Cuore quello che è il substrato di Realtà, al di là di ogni apparenza. Perciò, senza mai perdere questa consapevolezza, gioca nel mondo come ti piace, oh eroe!”


Commento – Qui l’istruzione del saggio Vasishta a Rama. Da cui si evince che la realizzazione subentra con l’investigazione sugli stati mentali, di cui il Sé è la sola realtà intrinseca o substrato permanente. Allorché la realizzazione diviene costante o stabile l’illusione della separazione viene cancellata e quindi il liberato vivente può giocare la propria parte nel mondo, senza esserne affetto. Ovviamente tale “persona” (presunta come tale da chi la osserva) non perde mai di vista la Realtà, che sta alla base di ogni apparenza ed è perfettamente consapevole della unitarietà del Sé.

S. 27 – “Con apparenti emozioni e piaceri, con apparenti agitazioni ed asti, e con sforzo apparente nello svolgere ogni attività, ma senza attaccamento, gioca nel mondo, oh eroe! Essendo libero da ogni sorta di schiavitù, avendo raggiunto l’equanimità in tutte le situazioni, compiendo azioni confacenti, secondo la tua parte, gioca nel mondo, oh eroe!”

Commento – Un Jnani (conoscitore della Verità) fa la sua parte nel mondo, come ogni altro. Ma le sue azioni e le sue emozioni che sono aldilà di esse, sono solo apparenti. Egli può esultare o sembrare depresso ma in realtà non è così, si ricordi qui la descrizione data del Cristo come Dio e come uomo allo stesso tempo. Egualmente il saggio sembra preparare e perseguire progetti, sembra fare tutto ciò che compie un uomo del mondo ma egli conosce l’irrealtà di tutto questo. Come in un gioco od in una commedia egli svolge meramente la sua parte e non viene toccato da quel che accade. Questo in conseguenza del suo stato di equanimità ed assenza di desideri.

S. 28 – “Colui che è stabile nella verità della conoscenza è il conoscitore del Sé (Jnani). Attraverso la conoscenza egli ha distrutto le impressioni dei sensi. Veramente egli è Agni (il fuoco sacro) che è il distruttore dell’ignoranza. Egli è Indra (il supremo Deva) che brandisce il Vraja (la saetta della conoscenza). Egli è il Tempo del tempo. Egli è l’eroe che ha sconfitto la morte!”

Commento – Qui il Maharshi include l’apologia del Conoscitore del Sé. Infatti Conoscenza equivale ad auto-realizzazione e per il Jivan-mukta (liberato vivente) le funzioni dei sensi e le loro impressioni non hanno appiglio alcuno. Per lui non ci sono organi di senso, né corpo, né mente, per lui non esiste il mondo della dualità. La sua conoscenza è paragonata ad Agni (il Fuoco Sacro), che brucia ogni rifiuto, ed alla saetta di Indra (il Signore degli Dei), con la quale fu ucciso il demonio. Colui che ha realizzato il Sé non è condizionato dal tempo, egli è la Morte della morte (Shiva stesso), è il vero eroe (dhira) che non ha paura di nulla, perché non c’è un “altro” che lui possa temere.


Conclusione.

Forse si potrebbe tentare ancora di aggiungere parole su parole alla gloria del Conoscitore del Sé, ma come disse un grande saggio cantando le lodi di Shiva “nemmeno se il monte Meru (la montagna centrale dell’Universo) fosse un pennino e l’oceano primordiale inchiostro potrei esaurire la  descrizione delle tue lodi, oh Signore…”



Paolo D'Arpini






“D: What is the path of inquiry for understanding the nature of the mind?
M: That which rises as 'I' in this body is the mind. If one inquires as to where in the body the thought 'I' rises first, one would discover that it rises in the heart. That is the place of the mind's origin. Even if one thinks constantly 'I' 'I', one will be led to that place. Of all the thoughts that arise in the mind, the 'I' thought is the first. It is only after the rise of this that the other thoughts arise. It is after the appearance of the first personal pronoun that the second and third personal pronouns appear; without the first personal pronoun there will not be the second and third.”

(Ramana Maharshi - Nan Yar Who am I?) 

venerdì 2 settembre 2016

La gente li chiama giornalisti... ma son solo "presstituti"


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Riccardo Iacona, già mio collega al TG3 e considerato da allora un raro esempio di giornalismo investigativo onesto e perspicace, o ha fatta la sua lucida savianata erigendosi un piedistallo con alcune trasmissioni eterodosse e fuori dal seminato sistemico per poi, dall'alto della credibilità conseguita, sparare informazione tossica sui fedeli; o ha subito una conversione sulla via del deposito di Paperon de' Paperoni. In particolare le due ultime puntate di Presa Diretta sono con ogni evidenza formale e contenutistica operazioni in linea con interessi e dettami dei servizi e delle multinazionali.

Tanto elementari e scoperte, quanto indecenti nel loro intento propagandistico, tale da marchiare l'autore della nobile qualifica di "presstitute", hanno, la prima, esaltato gli OGM che gli Usa, attraverso il letale e tecnonazistico TTIP vogliono imporre all'Europa e, la seconda, ripercorso tutta la costruzione imperialista di demonizzazione dell'Egitto laico e indipendente di Al Sisi, attraverso la vicenda del collaboratore del genocida John Negroponte (Oxford Analytica), Giulio Regeni, con ogni probabilità sacrificato dai suoi sponsor spioni per preparare l'opinione pubblica all'ennesima aggressione a uno Stato arabo laico, indipendente, nazionale.

Ridottosi a cantore delle virtù degli OGM e delle nequizie del presidente Al Sisi, Jacona non ha nemmeno preso in considerazione il trucco elementare di ogni disinformatore di far parlare anche una voce contro, magari in subordine, minoritaria, debole, ma contro. Due ore di soffietti appassionati per gli OGM e non un controcanto della vastissima schiera di scienziati che ne hanno documentato gli effetti negativi. Idem per Regeni e l'evidentissima manovra di destabilizzazione di un paese arabo che si permette di entrare in campo sul suo vicino arabo che altri vogliono depredare e che, a dispetto di una strategia USraeliana di lungo respiro di frantumazione delle nazioni arabe, via i Fratelli musulmani e Morsi, resta in piedi e non si fa tappare gli occhi da stelle e strisce.

Iacona si era già accreditato dove conviene quando, poco dopo il genocidio libico per mano del mostro imperialista, aveva mandato in onda un gruppo di gaglioffi di matrice Cia e Soros per giustificare la distruzione di un paese felice e prospero attraverso la solita grossolana satanizzazione del suo leader. Era arrivato a dire che nel paese più avanzato e scolarizzato d'Africa non c'erano nè scuole, nè tribunali.

Non stupisce che gli ascari di Renzi, Campo Dall'Orto, Monica Maggiorni, Irene Bignardi (della cosca Sofri), nella tempesta di epurazioni di gente che non era sufficientemente facinorosa nel sostegno al mafioregime, abbiano risparmiato Jacona. Come Gabanelli, come Formigli, come Santoro...

E c'è chi li chiama giornalisti.

Fulvio Grimaldi

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giovedì 1 settembre 2016

La parola alla difesa: "...il vero problema in Europa non è l'islamismo ma la giudeizzazione sionista..."



L'Islam è vittima più che portatore di problemi. Ed il maggiore problema dell'Europa in verità è la "giudeizzazione"  sionista.    Non fatevi fregare  dagli adoratori del mondo, della materialità, dei soldi… tutte cose che con la loro sepoltura rimangono come letame nelle mani di un demente che crede di mangiare miele.

Il loro scopo principale è rendere la gente cieca rispetto alla loro vera natura, facendogli credere che questo mondo sia una buona cosa per cui combattere… e la gente di fatto rimane schiava degli propri vizi e dell'illusione della propria libertà attraverso il lavoro in fabbrica, la spesa al supermarket, il calcio e il voto "democratico".

Questo è il vero genocidio, non quello che avviene nelle guerre. Distrazione di massa, questo è il loro obbiettivo e devo dire che sono a buon punto.

Volete fargli un dispetto? Donategli tutti i vostri averi (ah se solo capiste che non sono parole ilariche).

Il punto è proprio questo. Se l'umanità in genere fosse più intelligente e meno animalesca di come è nei fatti, se non inseguisse solo sogni vuoti e materialistici, questi cospiratori yankee non avrebbero mai avuto il successo che invece hanno avuto finora, attraverso i secoli della storia umana, sfruttando a loro favore l'abbrutimento delle masse sempre più instupidite e involgarite. Ma proprio la storia umana ci insegna che sono sempre esistiti sfruttati e sfruttatori. I parassiti complottisti, hanno trovato un ottimo humus in cui crescere e sviluppare il loro disegno malato. Verrebbe quasi da dire che i Gentili (Goym) meritano questa fine.

Ma resta il fatto che in natura certi limiti non si possono valicare, ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Alla fine tutto il male, le falsità, i crimini e soprattutto la violenza perpetrata, si ritorceranno contro i colpevoli, chiunque essi siano e da qualsiasi parte arrivino, al di là di ogni razza o etnia. E allora sarà l'apocalisse.
Ognuno faccia i conti con la propria coscienza, se ne ha una, e salvi se stesso, se può.

O.B.

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Integrazione di U.T.: "...ma che ne sapete voi dell'Islam che non ve lo passino i mass media. Per me l'Islam, salvo i quattro fanatici e traditori dell'Islam, che fanno la guerra per le multinazionali, è superiore al cristianesimo cattolico, una religione che assimilò la barbarie degli invasori nordici, divenne banale, cercò di coprire le sue lacune con i dogmi e perse ogni traccia dell'antica cultura greca.  Leggete un po'. La tradizione islamica ha collegato Ermete a Enoch, che è presente nel Corano sotto i tratti del profeta esoterico Idrîs. Idrîs, con l' appellativo di Khidr (il Verde) è l' iniziatore segreto dei grandi maestri sufi. Altro iniziatore alchemico è nel Corano il profeta Salomone. Da Pitagora invece i sufi trassero la scienza dei numeri (abjad) e la "sezione aurea" che applicarono egregiamente nelle loro costruzioni (ne sono esempio in Turchia le costruzioni selciukidi dall' XI° al XIII° secolo). Dirò per inciso che i testi greci di scienza e di esoterismo furono conosciuti in Europa non dagli originali greci ma dalle traduzioni in arabo che ne fecero i sufi. Il Sufismo è costituito in Ordini, o Confraternite. Confraternite ben organizzate sin dal X secolo. Un Maestro venerabile, due luci, un copritore esterno, e gli adepti, che si distinguono in apprendisti (murid), compagni (`arîf: iniziato) e maestri (shaykh). Si riuniscono in una tekké, o zawiyya, o dergah: una Loggia, insomma; per solito il lunedì sera per le discussioni in comune e l' insegnamento evolutivo, spesso sulla lettura di tavole lasciate da grande Maestri del passato; il giovedì sera per il rituale del dhikr: la Rammemorazione di Dio."

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Mie rispostine:

Gentile O.B. comprendo il suo punto di vista ed in parte lo condivido. Ritengo utile dare spazio a vari punti di vista per cercare di farsi un'idea globale di quel che sta avvenendo nella nostra società umana. Personalmente non sono seguace di alcuna religione per cui l'idea di favorire il giudaismo, il cristianesimo o l'islam mi è completamente estranea. Non posso per altro ignorare l'aspetto specifico dell'influenza islamica che sta aumentando qui in Italia dovuta a vari fattori di cui alcuni anche da lei evidenziati.  Pur che sono consapevole dell'ottusità insita in qualsiasi fede e presente anche nell'islam...


Gentile U.T.: Il sufismo merita tutto il nostro rispetto ma è considerato "eretico" all'interno dell'islamismo sunnita e sopportato a malapena in quello sciita. Il problema sono i fondamentalismi... nel cristianesimo ci sono stati anche nel filone "protestante" (vedi il calvinismo, ad esempio) e non solo in quello cattolico.... per non parlare dell'oscurantismo degli adoratori della Torah. 

Paolo D'Arpini



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Articolo collegato:
 http://www.circolovegetarianocalcata.it/2016/04/09/soccombere-al-degrado-sociale-o-preparasi-ad-affrontarlo/