lunedì 10 ottobre 2011

Vecchie notizie (ancora buone): "Carta stampata e televisioni. La totale scomparsa di Paolo D'Arpini dal settore per dare più spazio al Berlusca"


"La verità su Paolo D'Arpini: ...pensa solo al pane e non al companatico" (Saul Arpino)


Comunicato Stampa del 26 ottobre 2008 - Ripetuto per divertimento il 10 ottobre 2011

Non che Paolo D'Arpini possa essere usato come sinonimo di verità. Ci mancherebbe altro.. Una simile affermazione ridurrebbe le quotazioni dell'alternativo a quota zero. Eppure è divertente notare che da quando il D'Arpini ha iniziato a dedicarsi attivamente alla comunicazione telematica automaticamente è subentrata la sua scomparsa finale dal settore cartaceo e televisivo.... E sapete perché?

Il fatto è che su internet esiste una sorta di democrazia informativa superpartes, se Berlusconi fa girare una "velina" una "altra" velina e sugli stessi canali può essere fatta girare dal droghiere all'angolo. Le due comunicazioni sono "pari" appaiono e occupano lo stesso spazio virtuale, teoricamente possono essere lette dallo stesso numero di persone, anzi... molto probabilmente la notizia del droghiere è persino più letta e condivisa di quella del Berlusca.

Ecco, a questo punto che ci pensano i canali ufficiali, i media riconosciuti, a rimettere le cose nel giusto ordine gerarchico. In primis agiscono le agenzie di notizie che rilanciano solo la velina del Berlusca, in secundis le televisioni che riportano solo il Berlusca ed in terzis i media cartacei che sprecano inchiostro solo per chi li paga (ovvero il Berlusca).

La motivazione è: "Il Berlusca rappresenta un potere reale, è presidente del consiglio, capobanda, magnate, taroccato e truccato, ci ha le ville al sole, è amico di Putin, insomma vale di più del droghiere all'angolo...".

Quindi la sua notizia passa anche se è una emerita cazzata e farebbe ridere i polli se vivessimo in una società in cui si misura l'intelligenza e non l'apparenza.

In una società in cui la sostanza e la "verità intrinseca" della notizia avrebbe più peso, e questo parzialmente avviene su internet, la notizia del droghiere, tra l'altro più condivisa di quella del Berlusca, avrebbe la maggiore evidenza. Una volta quel mezzo sderenato ed impertinente del D'Arpini si è permesso di fare questa cruda analisi su internet, inviando un insolito comunicato stampa in cui si evidenzia la sudditanza dei media cartacei e televisivi al modello d'informazione finta e cadducea (per non dire farisea). Qualche sito ha ripreso l'impertinente testo (oltre alla pubblicazione sul sito squinternato dello stesso D'Arpini ovviamente) ed il risultato qual è? I giornali e le televisioni hanno pensato bene che l'era alternativa dell'informazione D'Arpiniana era definitivamente da accantonare e respingere.

Le "notiziole" che fino ad alcuni anni addietro erano riprese da vari media (negli anni passati da tutti i media, da Ansa, AGI, ADNkronos, da Rai e Mediaset, da Repubblica e Corriere della Sera, da il Manifesto e il Tempo, da il Giornale e l'Unità, etc.) non interessano più, l'accusa avanzata dall'irriconoscente D'Arpini alla stampa ed alle TV di essere solo "informazione embedded" é indigeribile ed inopportuna. Basta così con quello...., censura totale!

Poveri media cartacei e televisivi, come si sono imbarbariti a prendersela con la povera Cassandra D'Arpini, insignificante e meno importante (dal punto di vista economico) di un droghiere!

Aspetta, aspetta... come fa quello scimunito del D'Arpini ad affermare certe cose? Come può essere sicuro che la verità sta solo nel fatto che "davvero" le sue notizie sono irrilevanti dal punto di vista informativo?

Certo questa obiezione è legittima, se non che, non si sa perché le notiziole del D'Arpini tirano su internet, addirittura per alcuni è un'icona e non per la sua bellezza, non per i suoi scaldaletti erotici, non per le sue boutades volgari, non per la scempiaggine dei suoi argomenti, ma forse solo perché dice cose sagge ed alquanto condivisibili... su internet.

Infine volete sapere una cosa? Volete la prova definitiva di quanto qui affermato? Ecco che alcuni giorni fa un giornale locale "nuovo" di Viterbo, legato alla catena del "nominato" onorevole Ciarrapico, amico del Berlusca "perché ha i giornali..." (affermava il cavaliere dopo la polemica della sua candidatura malgrado il Ciarra si professasse apertamente "fascista") cosa ha scritto al quel disgraziato del D'Arpini:

"In considerazione delle offese da lei rivolte nei confronti del nostro quotidiano, la preghiamo di non inviarci più i suoi comunicati stampa visto che saranno tutti cestinati. Li mandi a chi ha spazio da riempire con notizie insignificanti quali quelle che lei è solito diffondere. Grazie".


Ovviamente quanto scritto dalla redazione del "nuovo" giornale di Viterbo era già condiviso anche dagli altri giornali, nella quasi totalità (salvo qualche stonato fuori coro), tant'è che le notizie "insignificanti" inviate dal D'Arpini sono accuratamente e sistematicamente "dilavate" dalle pagine, con assoluta incongruenza informativa dagli stessi giornali e televisioni che alcuni anni fa dedicavano a quelle stesse notizie pagine e pagine, trasmissioni intere ed invio di corrispondenti e troupes televisive.....

Cos'è tutto ciò? Giudicate voi!

Grazie per aver sopportato sin qui la lettura indigesta ed ignobile!

Vostro affezionato et sempiterno, Paolo D'Arpini
http://www.circolovegetarianocalcata.it/paolo-darpini/

P.S. Son curioso di vedere i necrologi di quando sarò defunto....

domenica 9 ottobre 2011

Il limite del razionale ed il suo inevitabile ricorso nel discorso esplicativo della Spiritualità Laica

"Frammenti d'Infinito" di Franco Farina

In risposta all'articolo sulla libertà dal dualismo nella spiritualità laica (http://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2011/10/liberta-dal-dualismo-nella-spiritualita.html).

Interviene Giuseppe Turrisi, che scrive:

….la necessità di "ridurre e dare delle spiegazioni" sta proprio nel distacco che la lo spirito intelligente ha nel momento del concepimento una parte del tutto si contestualizza un un modulo storico. La singola parate ancestralmente sa di appartenere al tutto e quindi nelle condizioni ristrette dello spazio tempo tende in continuazione (ascesi) a ricongiungersi con lo spirito intelligente infinito di cui fa parte  e cui inevitabilmente tende. la razionalità è un piccolo strumento che la natura umana possiede per non incorrere nella follia della complessità da cui ha origine e a cui tende.

Dall'altra parte la razionalità è lo strumento più alto per governare le cose del mondo, ma di fatto questa razionalità è il suo limite. Il suo limite finché si pone il limite della spiegazione più tosto che quello della descrizione.

Sarebbe incomprensibile alla piccola natura della razionalità  umana  "spiegare" perché mai di una cosa che si dice non esista, per esempio dio, vi siano immense discussioni scritti in ogni era ed ogni popolo. infatti si entra nella sfera della pura descrizione scientifica (e non della spiegazione) per cui certi eventi sono certamente possibile ma razionalmente inspiegabili limite dello strumento  "ragione" che la mente umana possiede per accertare il proprio contesto e generare le proprie rappresentazioni, poiché poi succede che molte singole rappresentazioni coincidano in un ologramma comune  la comunità genera l'idea di una entità superiore a cui loro stessi appartengono ma che lo strumento della razionalità non riesce a misurare e spiegare.

A questo punto poi anche attraverso il linguaggio e la comunicazione,  altra sfera di secondo livello di rappresentazione (il primo è quello ideale il secondo e dare all'idea una immagine e poi un suono per riconoscerla e poi comunicarla) nasce una letteratura (spirituale) che renderà memoria a posteri di queste rappresentazioni soggettive che prenderanno poi la forma del "dio" specifico, nella relazione prima relazione circolare in cui il soggetto cerca la sua provenienza dall'infinito e la comunica al suo simile e quindi alla comunità, a sua a volta la comunità cresce il singolo individuo nella ricerca dell'infinito.

La comunità genera questa rappresentazione come cultura e come rito per affermare la propria ricerca d'infinito (seme dello spirito intelligente) ma allo stesso tempo questa rappresentazione (per millenni) genera la stessa comunità ed i singoli individui. Tutto questo rivestito di un linguaggio appropriato poi diventa ora questa religione  ora questa credenza ora questo culto.

Tale organizzazione intellettuale e sociale poi è diventato strumento di potere per gestire ogni sorta di cose (la storia è piena). Ma innegabile come indimostrabile rimane la ricerca dell'infinito di cui ne possediamo le caratteristiche ma non ne disponiamo le spiegazioni.
(Giuseppe Turrisi)

…...................................

Mia rispostina: “

Certamente, caro Giuseppe, non puoi fermarne l'odore... che si manifesta da sè.. come una "memoria" di quell'infinito (nel finito apparente...). La ragione cerca di descrivere questo aroma.. ma solo l'intuito può darci "conferma"  della sua reale natura. D'altronde tutto avviene nella Coscienza per mezzo della Coscienza.
In tal modo qualsiasi tentativo di "spiegazione" perde di valore essendo superata dalla successiva sovrimposizione... un'onda continuata, un flusso di pensieri che attirano attenzione ma di cui la vera sostanza è la semplice Consapevolezza.. Perciò non serve preoccuparsene...


Lo vedo..
Quel Giano bifronte
sorride e ghigna
attira l’attenzione con gli opposti.
E’ qui presente
davanti a me
lui in me come io in lui.
Siccome è doppio
bianco e nero
buono e cattivo
mi piace e non mi piace.
Lo vedo..
Come un pensiero
che sorge dagli umori
automaticamente consequenziale,
perché preoccuparsene ?


Paolo D'Arpini

sabato 8 ottobre 2011

Omeopatia poco conosciuta e bistrattata dalla medicina ufficiale – Una lettera di Antonella Pedicelli




Ciao Paolo caro, felice pomeriggio!

Forse stavolta è il caso di dire che anche "il silenzio rompe gli argini".. Perdonami per questi mesi di assenza dai nostri scambi epistolari...tu sai quanto amo scrivere, in quella felice prospettiva di condivisione che è alla base della mia stessa "filosofia" di vita. Ci sono però momenti in cui si sente forte la necessità di stare "lontano" dalla con-fusione, dal gruppo, dalla stessa scrittura e da ogni forma di comunicazione "esterna"..poi però, accadono "eventi" che risvegliano forze ancestrali, ancora non ben conosciute e sperimentate..in primis la rabbia.. sentimento amato e odiato da molti, ignorato da altri... oggi ho fatto spazio alla rabbia, in seguito ad un episodio riportatomi da mia madre in mattinata.

Premetto: mia madre ha 70 anni e, saltuariamente, si reca a quelle famose "visite mediche di controllo", presso la Asl della mia cittadina. Oggi aveva in programma una visita oculistica. Sempre come premessa, ti dico che, lo scorso anno è stata sottoposta ad un piccolo intervento chirurgico all'occhio destro, presso l'oftalmico di Roma. L'intervento è stato possibile (perché mia madre è diabetica), grazie ad una valida (e sono ben convinta di questo) cura omeopatica studiata appositamente per lei da una dottoressa di Roma che approfondisce la conoscenza dei pazienti con grande professionalità e sicuramente dopo valutazioni cliniche ben ponderate.

Siccome l'andare a Roma è, al momento, impresa piuttosto ardua, per una serie di motivi... ecco che la scelta è caduta sul medico oculista che opera presso la struttura pubblica suddetta. Dopo una veloce visita, il medico ha valutato che le cure omeopatiche, prescritte a mia madre, erano una vera e propria buffonata, soprattutto perché, fondamentalmente "ogni" cura omeopatica non "serve a niente"!!

Era piuttosto irritato per questa scelta che, difficile a crederci, dopo anni di tentativi falliti, ha permesso a mia madre di sottoporsi all'intervento in questione (magari fossero così tutte le "buffonate"). Come è intuibile le ha prescritto una nuova terapia, per aiutarla a stare meglio....(nella premessa forse avrei dovuto anche dire che la scelta del medico è stata anche dettata dal fatto che la visita alla Asl è costata molto di meno rispetto alla consulenza specialistica.....).

Il vecchio istinto mi avrebbe fatta precipitare alla Asl, per chiedere quali conoscenze "divine" fossero in possesso di questo guru della medicina, ma, ahimè, forse l'età o forse l'inspiegabile allergia a certi contesti, mi ha trattenuta dal farlo e così gli ho inviato mentalmente una carezza (gesto in uso presso l'essere umano....in un'altra dimensione) con l'augurio di recuperare una condotta di vita che professionista DEVE sempre avere nei confronti del proprio e dell'altrui lavoro. Spero che sia "l'universo" stesso a fornirci le risposte adeguate e a calmare questo stato di grande agitazione egoica nel quale ci troviamo. Con l'affetto di sempre

Ti abbraccio forte, Antonella Pedicelli

…............

Mia rispostina:

Carissima Antonella... Son contento di sentirti... anche se l'argomento non è allegro. Certo sei stata toccata nel vivo... e capisco. Così tua madre ha 70 anni? all'incirca la mia età.. di che anno è esattamente?
La mia esperienza con la medicina, di ogni genere, è pressoché nulla, ho sempre sentito che il corpo si aggiusta da solo basta non esasperarlo, così non conosco medici.. non li frequento proprio.

Quindi non so quale possa essere il calvario di una persona che sente il bisogno, od ha necessità, di frequentarli.... Negli ultimi anni ho avuto una sola esperienza con la medicina ufficiale..

Allorché mi presi un'otite perniciosa e dolorosissima.. ad un certo punto acconsentii a farmi accompagnare da un amico all'ospedale per una visita specialistica, mi ordinarono certe cure che non sortirono effetto, gli anni passavano, poi un altro amico mi portò da un altro specialista, che cambiò cure ma senza risultato, poi un ultimo tentativo in un altro ospedale .. ogni specialista mi diceva cose diverse.. alla fine ricorsi ai sistemi antichi usando olio caldo ed affini.

Dopo tre o quattro anni potei dirmi "guarito", o per lo meno non permanentemente sofferente... Che dire la mia fiducia nella medicina è scomparsa totalmente ora confido solo nella natura .. e nel sistema immunitario, nell'alimentazione ed in quello che si può fare senza badare troppo ai risultati... Finché c'è vita c'è speranza!

Paolo D'Arpini

venerdì 7 ottobre 2011

Cittàducale (Rieti) e tutti i danni dell'incenerimento... secondo Marco Tiberti




Sin dal 1996 ci opponemmo ad un inceneritore che altrimenti sarebbe sorto nel Comune di Cittaducale in un'area di altissimo pregio naturalistico, ci riprovano oggi con la realizzazione di 5 centrali a biomassa, manca solo il V.I.A. (valutazione di impatto ambientale) della Regione Lazio.

Europeanconsumers di Rieti si unisce alla battaglia del movimento civico Rieti Virtuosa: NO all'incenerimento dei rifiuti, SI alla separazione alla fonte, alla raccolta porta a porta, al compostaggio, al riciclaggio, ad un centro di riutilizzo e riparazione e all'abbattimento della frazione residua!!

Gli impianti a biomassa con incenerimento richiedono più energia di quanta ne producano, hanno un impatto negativo sull’ambiente, sono una minaccia per l’agricoltura e l’allevamento, fanno perdere posti di lavoro.Questi impianti se realizzati produrranno una pericolosa ricaduta sul territorio nel raggio di almeno 17km, con immissioni nell'ambiente di polveri sottili (metalli pesanti quali: arsenico, cadmio, cromo, rame, piombo, manganese, mercurio e zinco), ossidi di azoto e carbonio, formaldeide, benzene, idrocarburi policiclici aromatici, butadiene, diossine e furani.

Le polveri sottili respirate (di cui non esistono filtri in grado di bloccare particelle inferiori alla grandezza di 10 micron) penetrano nelle ramificazioni più sottili dei polmoni e raggiungono i vasi linfatici e sanguigni. Le polveri sottili possono provocare: infiammazioni locali delle vie respiratorie, causando tosse, dispnea, bronchiti e attacchi di asma in bambini ed adulti, affezioni del sistema respiratorio e cardiocircolatorio, talvolta con necessità di ricovero in ospedale, morti premature e cancro ai polmoni.

Non trascurabile il progressivo bioaccumulo lungo la catena alimentare dei metalli tossici e dei composti organici persistenti presenti nelle emissioni, nel corso della vita operativa degli impianti: persistenza, bioaccumulo lungo la catena alimentare, effetti genotossici e, con riferimento a policiclici aromatici, diossine e furani, effetti di interferenza sul sistema endocrino.

Queste caratteristiche, in sintesi, comportano il fatto che la pericolosità di questi composti non è dovuta solo alla loro concentrazione nell’aria inalata, ma alla concentrazione, destinata ad aumentare nel tempo, nelle diverse matrici ambientali presenti nella zona di deposizione e lungo la catena alimentare, fino al consumatore finale che, nel caso della specie umana, è la sua prole, nella fase di allattamento al seno.

E nel bilancio ambientale, occorre sommare anche le emissioni prodotte dal traffico pesante indotto dall’entrata in funzione degli impianti e parte integrante delle attività degli impianti stessi, ovvero tutti gli automezzi necessari per i conferimenti di biomasse e per il ritiro e lo smaltimento delle ceneri.

La nostra provincia non ha bisogno di certi "regali" piuttosto pensiamo alla valorizzazione del nostro territorio da un punto di vista ambientale date le enormi potenzialità agricole, forestali e idriche di cui disponiamo: per uno sviluppo ecosostenibile del territorio e di conseguenza del turismo. Pensiamo ad una agricoltura priva di pesticidi, con marchio certificato, biologico al 100% e 100% ogm free.

Cordiali saluti, Marco Tiberti
Responsabile Provinciale di Rieti
Responsabile Regione Lazio Dipartimento Alimentazione e Acque
Membro OTUC Provincia di Roma
www.europeanconsumers.it

giovedì 6 ottobre 2011

Iniziative pacifiste e nonviolente per il 4 novembre 2011, anniversario della fine della prima guerra mondiale

"Viva le piante vive" (Saul Arpino)

Ante Scriptum di Paolo D'Arpini

Il mio auspicio è che l'omaggio floreale, da depositare ai sacrari il 4 novembre, sia composto di piantine vive e da mantenere in vita, almeno in vaso se non è possibile trapiantarle in piena terra. Poichè il commercio di fiori recisi non è ecologista e nemmeno spiritualista. I fiori sono espressione della natura e vivi nella natura debbono restare!

Paolo D'Arpini - Presidente del Circolo Vegetariano VV.TT. e Referente della Rete Bioregionale Italiana

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Premessa di Mao Valpiana

A chi vuole prepararsi adeguatamente alle commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre che saranno celebrate il prossimo 4 novembre, consiglio di leggere, o rileggere, un capolavoro della letteratura italiana: "Un anno sull'altipiano" di Emilio Lussu.

Mao Valpiana, presidente Movimento Nonviolento Italiano


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La proposta che il 4 novembre le persone di volonta' buona impegnate per la pace promuovano iniziative pubbliche di ricordo delle vittime delle guerre, e commemorazioni dinanzi ai sacrari e ai monumenti ai caduti, in cui quegli esseri umani assassinati siano onorati con l'impegno solenne ad opporsi alle guerre ed ai loro strumenti e apparati; e in silenzio reverente e solenne, e severo ed austero, con la mera presenza ed ascolto, si smascheri l'ipocrisia e l'infamia del chiassoso e cialtrone festeggiare le strutture che quelle persone hanno assassinato; e' proposta che chiama quanti hanno orecchie per ascoltare a un gesto limpido e corale, di impegno e di esame di coscienza.

Vorremmo venisse ripresa e riproposta ovunque in Italia l'iniziativa gia' realizzata lo scorso anno a Viterbo di una cerimonia pubblica il 4 novembre di deposizione di un omaggio floreale e di un recarsi e sostare in meditazione composta e silente dinanzi a lapidi e sacelli delle vittime delle guerre, cola' rinnovando un impegno di pace perche' mai piu' nessuno quell'atroce sorte debba subire, celebrazione in tutto alternativa alle fanfare e alle menzogne che connotano le cerimonie in quella data promosse in complicita' alle strutture che quelle vittime hanno assassinato.

Si puo' e si deve uscire dalla subaternita' al potere militare e promuovere una coscienza di pace che si traduca - come peraltro gia' previsto nel corpus legislativo italiano - nella promozione di un modello di difesa - la difesa popolare nonviolenta - che inveri il dettato costituzionale che "ripudia la guerra"; e che si traduca altresi' nella decisione del disarmo e della smilitarizzazione, poiche' le armi servono a uccidere, gli eserciti servono a uccidere, e uccidere esseri umani e' il crimine piu' grande ed occorre che si cessi di commetterlo e di permettere che commesso sia; e che si traduca ancora e infine in aiuto a chi di guerre e violenze e' vittima presente ancora in vita (o potenziale e di gia' nel terrore) - un aiuto necessario e urgente affinche' la morte e la sofferenza non lo divori, e con lui l'umanita' intera.

Si puo' e si deve far cessare l'ignobile festeggiamento delle "forze armate" che offende le vittime dalle forze armate assassinate; si puo' e si deve cominciare ad agire, anche con gesti simbolici e memoriali, di coscientizzazione propria ed altrui, di presa in carico e testimonianza personale - come appunto anche la realizzazione da parte dei movimenti di pace, umanitari e per la nonviolenza della commemorazione pubblica delle vittime delle guerre - l'idea che il quattro novembre, ricordo che non cicatrizza della "inutile strage", cessi di essere per i pubblici uffici e nel comune sentire occasione per una vile idolatria dei poteri uccisori e delle ideologie della morte, e diventi piuttosto la cerimonia dell'impegno contro le guerre e contro gli strumenti e apparati alle guerre intesi; la festa dell'abolizione delle forze armate.

Poiche' - come ha scritto una volta Heinrich Boell - ogni vittima ha il volto di Abele; e solo costruendo la pace si ricordano e si onorano in commozione e devozione filiale, fraterna e sororale, le vittime di tutte le guerre; e solo impedendo nuove guerre si adempie al messaggio che dai luoghi al ricordo di quelle vittime deputati promana: la voce del coro degli assassinati, che chiede ancora e ancora pace, e luce, e vita.

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Iniziativa a Viterbo

Una delegazione del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo il 4 novembre, anniversario della conclusione della prima guerra mondiale, si rechera' alle ore 8 a deporre un omaggio floreale ai monumenti che ricordano le vittime di guerra in piazza del Sacrario a Viterbo.

Tale iniziativa, consistente nella deposizione dell'omaggio floreale e in un minuto di meditazione silenziosa, intende essere momento di memoria e pieta' verso le vittime di tutte le guerre e di affermazione del dovere di opporsi a tutte le uccisioni e a tutte le guerre, nell'inveramento di quanto sancito dalla Costituzione della Repubblica Italiana all'art. 11 laddove si afferma nitidamente che "L'Italia ripudia la guerra".

Quanti - istituzioni, associazioni, persone - vorranno associarsi a tale iniziativa saranno i benvenuti purche' si attengano ai seguenti criteri: l'assoluta assenza di simboli di parte e di messaggi estranei all'intento di memoria e pieta' per le vittime, la compostezza e il silenzio piu' rigorosi.

mercoledì 5 ottobre 2011

La Repubblica e lo strano caso della Metro “B1”: dov’è la notizia?

(Pagina de La Repubblica menzionata)


Sostiene La Repubblica di domenica 02 ottobre 2011: “passerà un convoglio ogni otto minuti; dimezzerà i treni da Bologna a Rebibbia; entrerà in funzione a gennaio prossimo; con quattro nuove stazioni”


Riflessioni dell’Associazione diritti dei pedoni – ADP.

Dal novembre 2006 (ufficializzato il 28 dicembre 2006) le stazioni della B1 sono diventate TRE a seguito dell’abbandono della costruzione della stazione Nomentana. Per sei anni è rimasta la struttura stradale del cantiere e, questo, perpetua l’errore sulla esistenza della stazione Nomentana (che è desaparecido).

La frequenza dei treni sulla Metro, per esempio, a Madrid, essendo immutabile dal 1 gennaio al 31 dicembre, viene correttamente pubblicizzata con “la frequenza massima è di tre minuti”.

La frequenza per la Metro di Roma non può essere “sintetizzata”, come sostiene Repubblica, in “passerà un convoglio ogni otto minuti” in quanto sono molte le variabili della sua frequenza: giorni feriali, sabato e festivi; invernale ed estivo; orario di punta e di basso utilizzo. Pertanto, si può solo indicare l’intervallo minimo e massimo. Attualmente sulla B la frequenza minima è di 4’15” e quella massima di 8’30” con 283 treni (pagg. 5 e 11 – Carta servizi Atac 2008). Con l’attivazione della B1, alla stazione Bologna, dopo n. 2 treni che proseguiranno per Rebibbia, quello successivo (1 su 3) verrà dirottato su Conca d’Oro; pertanto, sulla B1 la frequenza minima sarà di 12’45” e quella massima di 25’30”. Se rimangono gli attuali 283 treni. Certo, raddoppiando il numero dei treni attuali (da 283 a 566), quel tempo minimo di 12’45” diventerebbe 6’23”, mentre quel tempo massimo di 25’30” diventerebbe 12’45”. In presenza di questa “supermiracolosissima” ipotesi (del raddoppio dei treni) la frequenza media sarebbe di 9’34”.

(Allo stato, non risultano esserci operazioni di acquisto treni per le Metro B e B1.)

La mobilità a Roma è fondata sulla illegalità diffusa e tollerata (ormai acquisita come cultura) che genera paura (oltre a morti, feriti ed un altissimo costo sociale) ed instaura una “convivenza incivile”.

In tale ambito, diffondere la notizia che la B1 entrerà in funzione a gennaio prossimo, senza alcuna precisazione/delucidazione, può generare ulteriore paura.

Cosa succederà a gennaio prossimo?

Sostiene l’ADP che l’opera della costruzione della B1 è stata aggiudicata il 07 ottobre 2004 e che il contratto è stato stipulato il 26 novembre 2004; che il tempo di esecuzione è stato stabilito in 2040 giorni (dall’aggiudicazione sono scaduti il 10 maggio 2010; o dalla stipula sono scaduti il 29 giugno 2010); e che, in questi 2040 giorni, sono compresi 180 giorni di “prove effettuate dopo l’ultimazione dei lavori”. Visto che ad oggi, tutti i cantieri (sia quelli per le tre stazioni, sia quelli per i pozzi di areazione) sono in frenetica attività, dobbiamo presumere che, quanto sostiene Repubblica, si riferisce al tempo di “ultimazione dei lavori”. A questo punto scatteranno i 180 giorni per la effettuazione delle prove che, l'ADP auspica, verranno effettuate interamente.

Per questo, i cittadini di Roma non potranno salire e scendere dai treni della B1 prima di luglio del 2012. Quasi due anni dopo i termini contrattuali. (Da 2040 giorni a quasi 2800 giorni.)



“Siamo entrati nel tempo dei neutrini – sostiene il presidente dell’ADP, Vito De Russis – ma per i 220mila cittadini del IV Municipio di Roma è sempre il tempo della “carota”. Quei cittadini, nel dicembre del 1990, dovevano salire e scendere dalla Metro B a Conca D’Oro se non fosse stata dirottata su Rebibbia (in servizio l’8 dicembre 1990). Invece, pochi giorni dopo, la legge per Roma Capitale (L. 396/1990), con lo stanziamento di circa 10 miliardi di lire (voce d4.2.5 - somma impegnata e versata) materializzava la “carota B1”. Carota agitata per ben 22 anni: il tempo di una generazione”.

Vito De Russis
Uff. Stampa ADP

3393484370

09.10.11 - XXI Giornata del Pedone a Piazza del Popolo - dalle 9,30 alle 13,30


Foto di Gustavo Piccinini

martedì 4 ottobre 2011

Terra, apocalisse sicura con la continuazione di questo sistema. Ancora pochi anni ed il pianeta non sarà più adatto alla vita umana...

"La danza degli spiriti di Franco Farina)


Terra, apocalisse sicura con la continuazione di questo sistema. Ancora pochi anni ed il pianeta non sarà più adatto alla vita umana...

Nel 2.200 l'umanità per sfuggire all'estinzione sarà costretta ad abbandonare la Terra e cercare di colonizzare altri pianeti. Questo sempre se i ritmi di crescita demografica non si arresteranno e se non si bloccherà l'effetto serra.


I disastri climatici da oggi a quella data saranno di un crescendo impressionante sia come forza distruttiva che come frequenza. Tutto questo non è fantascienza!

E' quanto afferma il noto astrofisico britannico Stephen Hawking che ha attentamente analizzato il trend di crescita della temperatura sul pianeta e l'incidenza in progressione quasi aritmetica dei disastri climatici dal 1995 ad oggi.

Le parole di Hawking fanno riflettere alla luce di quanto sta succedendo nel mondo. Gli esperti dell'Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change), l'agenzia dell'Onu che si occupa dei cambiamenti climatici, hanno dichiarato che gli eventi catastrofici degli ultimi mesi sono coerenti con le conclusioni raggiunte dai loro studi, sebbene i fatti di una singola annata non siano da soli sufficienti a dimostrare la bontà delle previsioni, tuttavia è da oltre dieci anni che si assiste ad un incremento di fenomeni meteorologici estremi.

Nei prossimi 200 anni, per garantirci un futuro, scampando all'estinzione, potremmo dover lasciare la Terra, emigrando nello spazio verso altri pianeti.

Ad oggi però ciò non sarebbe possibile viste le basse velocità e la poca autonomia dei nostri missili spaziali, ma forse tra qualche decennio potremmo avere motori di astronavi molto più potenti degli attuali e, quindi, invece di raggiungere Marte in circa 8 mesi lo potremmo fare in una settimana.

A quel punto raggiungere la stella a noi più vicina Proxima Centauri con la sua coorte di pianeti, invece di impiegare migliaia di anni ci potremmo arrivare in venti o trent'anni. E' sempre un periodo molto lungo, ma alla fine si tratta di una generazione, come fu per l'esodo degli ebrei dall'Egitto. A loro il viaggio durò 40 anni.

E' inevitabile, dice Hawking, che di questo passo, senza interventi drastici sia nella diminuzione delle nascite, che dello sfruttamento delle ultime risorse naturali del pianeta, da qui a 100 anni la sopravvivenza del genere umano sarà già un problema.

Del resto, gli studi sul riscaldamento globale mettono in guardia su pericoli, come temperature più elevate, siccità e precipitazioni meno frequenti ma molto più violente, che oggi balzano all'attenzione delle cronache in molte parti del globo.

Con danni ingentissimi e diverse migliaia di vittime. Tutto questo mentre i governi manifestano buone intenzioni ma sono ancora lontani dal condividere impegni precisi su questi temi.


Sovrappopolazione
Un rapporto Onu del 2009 stima che per il 2050 la popolazione mondiale supererà i 9 miliardi di persone con un incremento significativo soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Dopo il 2050, tuttavia, la maggior parte dei demografi ipotizzano che le politiche di controllo delle nascite riusciranno a contenere la natalità, determinando addirittura un calo delle presenze sulla Terra nelle decadi successive.

Tuttavia, questa non è che un'ipotesi, poiché, sempre secondo una ricerca Onu, qualora la natalità media dovesse restare sui ritmi attuali nei prossimi 300 anni la popolazione terrestre sarà pari a 134 miliardi.

Si tratta di una cifra assurda, probabilmente irrealistica, che però fa capire il potenziale di rischio legato a tassi di natalità eccessivi e incontrollati. Un altro esempio: qualora il tasso di natalità diminuisse di poco rispetto al 2,73 attuale, fino a quota 2,34, nel giro di 300 anni saremmo ben 36,4 miliardi.

E secondo il rapporto 2009 dell'Unfpa (United nations population fund), il Fondo delle Nazioni Unite che si occupa del diritto alla salute, delle pari opportunità e della riduzione della povertà, contenere le nascite è importante anche per l'equilibrio ambientale: meno nascite significano minori emissioni di anidride carbonica e dunque rischi più ridotti di riscaldamento climatico.

Alla fine di tutto questo c'è da chiederci: siamo giunti al capolinea o abbiamo ancora spazi di manovra? Se siamo giunti al capolinea, allora o si rivedono strategie politiche diverse dalle attuali in cui all'ESSERE prevale ancora l'AVERE, il possedere, lo sfruttare l'ambiente naturale, l'arricchimento facile, ecc., ecc., oppure ci dobbiamo rassegnare ad estinguerci attraverso guerre atomiche per possedere l'ultima goccia di petrolio e di acqua, oppure, ancora, ci estingueremo a causa di una pandemia planetaria di cui l'OMS da anni teme il suo arrivo.

Non credo che a quel punto avremo costruito astronavi in grado di portarci fuori del Sistema Solare, semmai riusciremo a sopravvivere in capsule di vetro sulla Luna e su Marte.

Ma qualcuno ci dice che alla fine prevarrà l'intelligenza umana, al momento però dobbiamo prendere atto che prevale nei potenti della Terra ancora la stupidità....

(Da uno servizio di Luca Vaglio - rielaborato da Filippo Mariani – La Tua Voce)