sabato 6 novembre 2010

Treia: "Macrobiotica stagionale e bioregionale. Cosa mangiare nel mese del Cinghiale (Scorpione)?"




Il 7 novembre a Treia (Macerata) si tiene, a cura di Paolo D'Arpini,
la terza sessione di studio sull'I Ching e sullo zodiaco cinese. Occorre dire
che nella medicina cinese, collegata all'I Ching ogni stagione ha il
suo cibo e durante l'incontro verranno descritte le caratteristiche
del cibo adatto al momento presente. Questo mese é il periodo
descritto nell'Esagramma La Frantumazione, relativo anche
all'archetipo del Cinghiale, per noi occidentali é il mese dello
Scorpione.

Una breve premessa è però necessaria, prima di inserire la ricetta
suggerita per questo mese, per spiegare cosa sia la cucina
macrobiotica. Saranno così più chiari i benefici che si possono
ottenere, sguendo questo tipo di alimentazione, per il corpo e per la
mente.

Makros e bios sono due temini che significano letteralmente vita
lunga, vita piena, vita “sana”.
Questa “filosofia alimentare” è stata introdotta nelle cucine
americane ed europee dal medico e filosofo giapponese Nyioti
Sakurazawa. Più noto con il nome di George Ohsawa, ha dedicato molti
anni di studio e svolto molte ricerche scientifiche per dimostrarne i
benefici.

Il modello sul quale ha basato le sue ricerche è il regime alimentare
che seguivano i monaci buddisti. Secondo l’antica filosofia cinese, è
indispensabile l’equilibrio perchè ci sia benessere, quindi le più
frequenti patologie insorgono quando c’è uno squilibrio nel flusso
energetico e la macrobiotica sconsiglia di nutrirsi con alimenti che
presentano un’eccessiva energia yin oppure un’eccessiva energia yang.

Si possono infatti, seguendo questo principio energetico, suddividere
gli alimenti in base all’energia di cui sono portatori. I cibi che
posseggono energia yin sono quelli acidi, come il latte o lo yougurt,
la frutta e le spezie; i cibi alcalini sono invece portatori di
energia yang, come il sale e le uova.

L’equilibrio di un piatto macrobiotico nasce dalla capacità di
bilanciare le energie presenti nel pasto, che sarà così suddiviso: 50%
in cereali integrali, (si suggeriscono il riso, l’orzo, l’avena, il
miglio, il grano saraceno e il mais) 25% in proteine, di cui il 15% di
origine vegetale (le alghe sono comunemente usate perchè contengono
sali minerali e vitamine, come l’Iziki), e il 10% di origine animale,
(al contrario di quello che si potrebbe pensare, la macrobiotica non è
una dieta vegetariana, sebbene sia sconsigliato il consumo della carne
e privilegiato invece il consumo di pesce) e il restante 25% del pasto
in verdure ( sia cotte che crude) e frutta.
I consigli più importanti per seguire una corretta dieta macrobiotica
sono però le seguenti regole, da rispettare scrupolosamente:

1- Consumare frutta e verdura di stagione, evitare dunque il consumo
di verdure surgelate o frutti esotici
2- Non usare il sale comune ma solo quello marino integrale (allo
stato naturale) ed astenersi dal consumo di zucchero, carammelle, e
dolci in eccesso
3- evitare pomodori, patate, melanzane e carne ( eccesso yin per i
primi tre elementi, eccesso yang nella carne)
4- evitare latte e latticini e uova, farne un uso molto moderato
5- eliminare il caffè e sostituirlo con il thè, oppure caffè d’orzo
6- mangiare la frutta lontano dai pasti principali
7- masticare il cibo con molta, molta calma (Ohsawa suggerisce di
masticare ogni boccone almeno 50 volte!)

Un ultimo suggerimento prima di entrare in cucina: bandire le pentole
in alluminio, meglio utilizzare pentole e tegami in accaio
inossidabile e ancora meglio teglie in terracotta e cucchiai di legno!


Di seguito una breve ricetta macrobiotica, in linea dunque con la
natura e la “stagione del momento” ma prima un piccolo promemoria: se
volete, potete fare in casa il gomasio, da usare per insaporire le
pietanze. Si procede così:
fate arrostire semi di sesamo ( circa 15-20 cucchiai) in padella
finchè non scoppiettano. Metterli poi in un mortaio con del sale
marino integrale (1 cucchiaio) e ridurre tutto in polvere. Potete
conservarlo in un barattolo chiuso per 15 giorni e usarlo soprattutto
con il riso bollito, ma va bene anche per le verdure. Il gomasio è
molto energetico, oltre ad avere proprietà fortificanti sul sistema
nervoso.

Risotto di zucca

Gli ingredienti sono: 1 tazza di riso integrale; 2 tazze di zucca
tagliata a dadini; 3 tazze d’acqua; 1 cipolla; 2 cucchiai di tofu; 2
cucchiai di salsa di soia e un pizzico di sale (marino!)

Mettete nel fondo di una padella la cipolla affettata e sopra sdraiate
la zucca tagliata a dadini e in seguito, il riso. Coprite tutto con 3
tazze di acqua fredda e lasciate cuocere tutto ( possibilmente usando
lo spargifiamma) a pentola coperta per circa 45 minuti. Aggiungere il
tofu (precedentemente sbollentato) a metà cottura. Insaporire a fine
cottura con la soia e se piace aggiungere un pò di prezzemolo.

Angelina Braghin

venerdì 5 novembre 2010

Produzione biologica e diminuzione dei consumi (anche della carne)...




Premessa.
Ricevo questa lettera che amplifica ed in parte supera il discorso “vegetariano” del biologico, inserendovi anche l’aspetto del parziale consumo “carneo”…

Personalmente, come ben sapete, mi considero un frugivoro e non mangio
carne da 37 anni ma non posso non vedere e riconoscere che anche la
carne, parzialmente s’intende, è uno degli alimenti “naturali”
dell’uomo. Infatti anche gli altri animali frugivori, come i
cinghiali, gli orsi e le scimmie antropomorfe fanno un uso sporadico
di carne. Ed anche in ambito spirituale abbiamo l’esempio di Milarepa
o di San Francesco che saltuariamente mangiarono carne. Ecco
leggete voi stessi… (Paolo D’Arpini)

Caro Paolo.
Riguardo ai prodotti biologici ormai è tutto commercio…….. ma è
commercio sia nei negozi specializzati che nei supermercati, solo che
per il consumatore, cambia, e non poco, il prezzo…….

Non conosco i meccanismi di scelta da parte della grande distribuzione
delle aziende da cui rifornirsi, so per certo che nel settore carni
(non biologiche) fanno molti controlli, ma molti controlli li fanno
anche grosse aziende alimentari che hanno l’interesse a risultare
“pulite” e per le quali un eventuale scandalo di natura
igienico-sanitaria potrebbe essere catastrofico (e non voglio fare
nomi). In tempi in cui il consumatore pare non si fidi più di niente e
di nessuno bisogna lavorare (ed in parte è obbligatorio per legge)
secondo sistemi qualità che però purtroppo non garantiscono la qualità
intrinseca del prodotto (cioè, ad esempio se gli animali di un certo
allevamento hanno consumato foraggi buoni o scadenti o se sono stati
tenuti in condizioni di REALE benessere), ma solo che quel certo
prodotto alimentare è stato ottenuto seguendo quel determinato
processo, usando quelle procedure che vengono descritte, rifornendosi
delle materie prime da quei determinati fornitori e a quali controlli
sono stati sottoposti per poter essere scelti e che controlli vengono
effettuati, durante e alla fine della produzione per garantire la
salubrità del prodotto (per un alimento, per un detersivo si
verificheranno altri parametri).

Questi ragionamenti valgono sia per i prodotti tradizionali che per i
biologici. Che i prodotti biologici siano un prodotto di nicchia era
vero forse più 10 anni fa che ora. Oggi c’è il reparto del biologico e
quello dell’”equo e solidale” in tutti i supermercati, è una questione
di marketing. Perchè il supermercato (la C..p sei tu) si deve veder
togliere la fetta di consumatori sempre più attenti all’ambiente e
alla salute che sta progressivamente aumentando? Però, secondo me, c’è
un però e ne ho avuta la conferma leggendo un articolo sull’ultimo
numero di AAM Terra Nuova, che mi è arrivato proprio oggi. Il titolo
dell’articolo è: Cambiare vita e diventare contadini oggi. Ti
tralascio le mille difficoltà in cui 2 coraggiosi ex-professionisti si
devono confrontare quotidianamente nella conduzione della loro azienda
biologica in Toscana, con produzione di olio, vino, marmellate, ecc.
Dice la titolare: “….Dopo che abbiamo vinto questi premi è venuto da
noi anche un grande nome della distribuzione italiana: voleva
acquistare in esclusiva assoluta tutta la nostra produzione. Il
problema qual’è però? Ovviamente volevano una produzione alta. E noi,
nel biologico, non possiamo garantire la quantità per l’anno
successivo. Loro avevano una risposta molto semplice: ci hanno detto
tranquillamente che si poteva aggiungere un altro olio diverso dal
nostro per esempio……”

Per quello che so poi io direttamente da alcuni produttori della mia
zona, la grande distribuzione, avendo ormai una percentuale del
mercato esorbitante, è quella che fa i prezzi, soprattutto in un
periodo di crisi. Il produttore, se non vuole perdere questa grossa
fetta di vendite deve per forza accettare i prezzi della grande
distribuzione. Non parliamo poi delle “offerte”, degli sconti, ecc. Lo
sconto non lo fa il supermercato, o almeno, non interamente, ma molta
parte ricade sul produttore.

Per quello che mi riguarda, io cerco di fare la spesa, per i prodotti
freschi (verdura, frutta, formaggi, uova) o direttamente dagli
agricoltori locali o al mercatino settimanale del biologico che c’è
qui, FIDANDOMI. Non chiedo che mi facciano vedere la certificazione e
sulle cassette non c’è il bollino dell’ente certificatore,
semplicemente mi fido come mi fido della signora dove vado negli altri
giorni della settimana a comprare la roba “verde” e alla quale chiedo
se usa gli antiparassitari e lei mi risponde (ed io mi fido): sulla
frutta proprio non riesco a non darli, ne do il meno possibile, sulla
verdura invece non do niente (ed io le credo). La mia è una zona di
Parmigiano Reggiano e gli animali che producono il latte per il P.R.
non godono di un gran benessere, però di sicuro gli antibiotici non ci
sono, altrimenti il P.R. non viene, la forma si gonfia e non si può
stagionare. Il pecorino lo compro da un amico che ha le pecore e fa il
formaggio e fa la ricotta più buona del mondo, quando la fa e so per
certo che lui ai suoi animali non da niente. La farina per fare il
pane, quando ho tempo la vado a comprare ad un mulino di qua (chissà,
magari il grano lo prende chissà dove….., ma io mi fido!).

Il cibo per gli animali purtroppo devo ancora andarlo a comprare o al
supermercato o in quei negozi specializzati, chissà che prima o poi
non mi attrezzi per macinare, che ne so, carcasse di pollo (sai, c’è
anche un piccolo macello di polli, qui, c’ero anche oggi) per cane e
gatti.

Ecco, mi piacerebbe poter tornare ai tempi in cui le donne stavano a
casa e portavano avanti l’economia familiare facendo le cose partendo
dalle MATERIE PRIME che erano reperite in loco, nel proprio orto o dal
contadino vicino.. Vorrei avere anche solo un ettaro di terra e farmi
il mio grano, il mio granturco, i miei pomodori, le mie mele, i miei
polli (e ci puoi scommettere che imparerei anche ad ucciderli), le
mie uova. Del resto se le mie galline coveranno, come spero, non si
potrà farle riprodurre all’infinito, bisognerò pure dare una limitata
al moltiplicarsi della specie. L’uomo (anche il cacciatore) dovrebbe
essere quel “predatore” che insieme agli altri (che ormai però sono
troppo pochi) regola il numero degli individui delle popolazioni
selvatiche e ovviamente domestiche (visto che ne è stato lui il
“creatore”).

Lettera Firmata

giovedì 4 novembre 2010

Comunicazioni sul nuovo organigramma della Rete Bioregionale Italiana e nominativi di alcuni dei nuovi referenti tematici


Dopo le dimissioni di Giuseppe Moretti da coordinatore nazionale si é tenuto fra i vecchi membri e nuovi aderenti un incontro rifondativo della Rete Bioregionale Italiana, il 30 e 31 ottobre 2010 a San Severino Marche.

L'assise dei partecipanti per evitare di ricadere in forme accentratrici, ha deciso di cambiare la struttura della Rete eliminando la figura del coordinatore nazionale e dei coordinatori locali, ci saranno solo referenti tematici sugli argomenti che interessano per l'approfondimento del discorso ecologico... rispettando così anche le enunciazioni della Carta degli intenti della Rete (con riferimento alla “forma decentrata”).

http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/2006/02/06/manifesto_della_rete_bioregion.html

Qui aggiungo solo due parole sul significato di bioregionalismo, che é la stessa cosa dell'ecologia profonda od ecosofia descritta da Arne Naess. Insomma é il vivere consapevoli di appartenere inscindibilmente all'insieme vitale, l'organismo macro del vivente e del materico. Le bioregioni, dal piccolo ecosistema agli agglomerati galattici, sono come gli organi funzionali del corpo.... (vedi l'esempio classico fatto da Menenio Agrippa...). In fondo il bioregionalismo non é altro che un nome “inventato” per definire la forma più antica di riconoscimento del far parte di un Tutto unito. Il termine é nuovo ma il significato é eterno!

Continuano ad arrivare commenti e proposte di collaborazione dopo l'incontro di San Severino. La prima letterina ricevuta é stata quella di Antonella Pedicelli, che dice: “Ciao Paolo, felice serata, ho letto con piacere il racconto della prima giornata relativa all'incontro di San Severino Marche (http://saul-arpino.blogspot.com/2010/10/il-giornaletto-di-saul-del-31-ottobre.html ); si sente in esso la tua viva partecipazione e una vibrante emozione, credimi, mi sono sentita anche io pienamente avvolta da quelle sensazioni di appagamento che si respirano nelle tue parole! Semplicemente: "è bello"!

In questi giorni successivi all'incontro bioregionale si sta cercando di rimettere in piedi l'organizzazione, già alcuni ecologisti riconosciuti hanno dato la disponibilità ad occuparsi di specifici argomenti ed alla fine pare che il gruppo portante si stia costituendo. Comunque cerchiamo di capire i movimenti in corso leggendo un'altra letterina giunta da Caterina: “Felice del Seminasogni mi ha fatto uno squillo e io l'ho richiamato. Dice che è stato tutto il giorno in giro senza cellulare. Gli ho chiesto se gli fa piacere mettere qualcosa sul sito, tipo poesie, o gli annunci dei mercatini, o inviti a passeggiate.... Credo che ti spedirà i volantini dei mercatini, quando ci saranno (diceva che ne fanno circa uno al mese). Gli ho detto che gli avrei spedito il resoconto dell'incontro e che cosa ci avevamo messo e che sarebbe stato carino metterci la poesia che aveva letto lui stesso quel giorno e ha detto che me la spedisce così la mettiamo sul sito, su qualche sito. Per le passeggiate credo che gli farebbe piacere che si mettesse nome, indirizzo e recapito per accordi di volta in volta, con chi vuole, a piccoli gruppi”.

Pertanto nel prossimo futuro proporremo sul blog della Rete e su altri siti, di tanto in tanto, alcuni interventi e proposte dei referenti tematici e dei simpatizzanti della Rete con annunci vari e proposte di attività ecologiste, di rapporti interpersonali e fra comunità, racconti di spiritualità naturale, etc.

Nel frattempo abbiamo ricevuto anche la comunicazione di Roberto Schellino, coordinatore nazionale della campagna per l'agricoltura contadina, in risposta alla nostra comunicazione sul nuovo referente della Rete Bioregionale per quel settore: “Grazie Paolo, contatterò telefonicamente Benito Castorina nel più breve tempo che mi è possibile..” Ed anche la mail di Sonia Baldoni, che accetta di occuparsi di cure naturali ed erboristiche: “Certamente che metto a disposizione della Rete Bioregionale le mie conoscenze, l'ho già messo in PRATICA con i FATTI dall'incontro che abbiamo fatto assieme, i miei estremi li hai... mi fido di più di ciò che scrivi tu, è la tua specialità!”

Allora riporto qui di seguito i nomi dei primi fra i nuovi referenti tematici della Rete Bioregionale Italiana che a titolo volontario intendono mettere a disposizione di tutti le conoscenze acquisite nel loro percorso di pratica ecologista:

Benito Castorina, docente universitario per l'economia agricola e coltivatore di erba vetiver. Referente per l'agricoltura contadina e produzione energetica ecologica. Recapiti: benito.castorina@fastwebnet.it - Tel. 06.8292612 - 338.4603719

Caterina Regazzi, medico veterinario USL specializzato in allevamento e alimentazione animale. Referente per il rapporto uomo/animali e zootecnia.
Recapiti: caterinareg@gmail.com – Cell. 333.6023090

Manuel Olivares, scrittore e giornalista sociologico esperto in comunità, fondatore della casa editrice “Vivere Altrimenti”. Referente per i rapporti con le comunità, comuni ed ecovillaggi. Recapito: manuel_olivares_71@yahoo.it

Sonia Baldoni, esperta di erbe officinali e cure naturali olistiche. Referente per il rapporto con gli elementi della natura e con lo spiritus loci. Recapiti: Cell. 333.7843462 - sachiel8@virgilio.it

Stefano Panzarasa, geologo, funzionario del Parco Monti Lucretili e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per l'educazione ecologica ed ambientale. Recapiti: bassavalledeltevere@alice.it – Tel. 0774/605084

Lucilla Pavoni, scrittrice e neo contadina. Referente per i rapporti solidali fra esseri umani. Recapiti: lucillapavoni@libero.it – Cell. 338.7073857

Paolo D'Arpini, ricercatore spirituale laico e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per le Pubbliche Relazioni. Recapiti: circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 0733/216293


Altri membri e simpatizzanti stanno ancora meditando sul come offrire la propria collaborazione alla comunità bioregionale, se fra i lettori, che si riconoscono nel messaggio dell'ecologia profonda, c'é qualche volontario.. é benvenuto nel mucchio!

Paolo D'Arpini,
addetto alle Relazioni Pubbliche per la Rete Bioregionale Italiana

Ah, rammento ai lettori che per aderire alla Rete é sufficiente sottoscrivere il manifesto fondativo (o carta degli intenti), vedi sopra, e di inviare una email di conferma allo scrivente.

…............
Resoconto dell'incontro di San Severino Marche:

http://www.google.com/search?client=gmail&rls=gm&q=resoconto%20incontro%20bioregionale%20san%20severino%20marche%2030%2031%20ottobre%202010

......................

Adesione ulteriore appena arrivata:
CI SONO ANCH'IO....

Carissimi,
ci sono anch'io, Teodoro Margarita, seedsaver, già consigliere federale di Civiltà Contadina e collaboratore della Rete.
Per l'area comasca contate su di me, già che stanno nascendo realtà interessanti di cui darò conto. Un ecovillaggio in Val d'Intelvi, per esempio, una realtà di ricerca spirituale tra Como e Lecco ed altre cose che il sottoscritto collega e tiene insieme.
Recapito: 031 683431 ore serali.
Un buon rinascimento alla Rete Bioregionale Italiana.
thermidore@yahoo.com

...........

Mia rispostina:
Ti abbracciamo con profondo rispetto ed affetto... per salvare assieme i semi della antica conoscenza....

mercoledì 3 novembre 2010

4 novembre 2010: Giornata delle Forze Armate Italiane... vista con I Ching



“L’esercito sta nelle pieghe della massa popolare, come l’olio nelle olive ed il burro nel latte…” (Saul Arpino)


“Nel grembo della terra vi è l’acqua: l’immagine dell’Esercito. Così
il nobile magnanimo verso il popolo accresce le sue masse” -
L’immagine dell’esagramma L’Esercito (Shih n. 7) del Libro dei
Mutamenti, è molto chiara nell’indicarne il significato. Infatti
nell’antichità, in virtù della coscrizione obbligatoria, i soldati
erano presenti nel popolo come l’acqua sotto la terra. Ed avendo cura
della prosperità del popolo si ottiene un esercito valoroso.

Ed ancora nella prima linea. “Un esercito deve servire in buon ordine
ed armonia. Se ciò non avviene incombe sciagura”.

…il 4 novembre ricorre il giorno dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate….

Rinnegare il passato non ha senso… l’Unità d’Italia è stata raggiunta
con fatica, lotta e sacrificio… Qualcuno potrà obiettare che non
serviva, che si stava meglio con il Regno delle Due Sicilie, con lo
Stato del Vaticano (ma quello c’è ancora..), con la Repubblica di
Venezia, il Regno di Sardegna, etc. Può anche essere vero ma pure in
quei regni esistevano eserciti ed un senso nazionale… ora il senso
nazionale si è ampliata all’intera Italia e forse all’intera Europa e
forse un domani al mondo intero… Staremo a vedere!

Non sono d’accordo con il sistema corrente di prestare servizio alla
patria con forze prezzolate, con l’uso di mercenari (sia pure interni
cittadini) credo che il piacere della difesa (dico “difesa”…)
dell’identità nazionale della nostra terra o dei legittimi interessi
dei suoi abitanti non possa essere delegata ai “volontari” di
professione.

Nell’antica Cina (e pure oggi) si diceva che l’esercito riposa nelle
pieghe della società civile… pronto a sorgere nel momento del bisogno.

La coscrizione obbligatoria può sembrare una sopraffazione, se serve
ad una causa ingiusta, ma è l’unico modo per riconoscersi tutti figli
dello stesso paese. Vediamo che alla fine dell’Impero Romano, allorché
i legionari erano professionisti pagati dallo stato, è stato
sufficiente l’arrivo di una masnada di barbari per sconfiggere
l’Impero… Le famose invasioni barbariche contavano a malapena poche
migliaia di individui (comprese donne e bambini ed armenti) mentre
Roma aveva oltre un milione e mezzo di abitanti e le legioni
comprendevano centinaia di migliaia di militi- ma quei pochi barbari
determinati bastarono per annichilire e distruggere un sistema… forse
marcio, forse indegno di essere mantenuto.. come probabilmente succede
ai giorni nostri…!

Ma… io personalmente amo e rispetto la figura di Cincinnato… forse
perché ho servito nell’esercito non come “mercenario” ma come uomo
d’armi venuto dal popolo.

…….

Memoria personale del mio servizio militare:

…ricordo quando ero bambino ed abitavo a Roma, mio padre mi portava il
4 novembre di ogni anno a vedere la sfilata dei soldati, con le
fanfare, con cannoni, autoblindo, camion, etc. etc. Potete
immaginare l’effetto che faceva su un bambino assistere a quelle
processioni…. e l’effetto che mi fa adesso a raccontarvelo… ma come
possiamo cancellare il mio vissuto? D’altronde anch’io ho fatto il
militare di leva, ho indossato per 15 mesi la divisa, ho imparato a
sparare con il Winchester ed il Garand e la mitraglietta, ho tirate
bombe a mano d’assalto e da difesa, ho sbudellato fantocci con la
baionetta, ho strisciato per terra nel fango e nell’erba con il passo
del leopardo, del serpente, etc. Ho marciato per chilometri e
chilometri con lo zaino in spalla, ho usato radio da campo… ho
costruito radio galene.. ed infine sono stato dentro un centralino
alla Scuola d’Applicazione d’Arma di Torino a passare telefonate
private ed ufficiali… ed ho pure sventato un colpo di Stato… ma che ve
lo racconto a fare, tanto non mi credereste!

Paolo D’Arpini
http://www.circolovegetarianocalcata.it/paolo-darpini/

martedì 2 novembre 2010

Ecologia profonda e spiritualità della natura! Resoconto dell'incontro annuale della Rete Bioregionale Italiana - San Severino Marche 30 e 31 ottobre



L'incontro annuale della Rete Bioregionale Italiana si è tenuto quest'anno a San Severino Marche in provincia di Macerata il 30 e 31 ottobre 2010 nel podere di Lucilla Pavoni, su una bellissima collina.

L’atmosfera è stata serena, amichevole, fraterna direi, e ognuno dei numerosi presenti, ha reso partecipi gli altri della propria esperienza di vita, delle proprie memorie e del percorso che ha portato ognuno di noi, ognuno con i suoi modi e i suoi tempi a fare una scelta ecologista, non so se profonda o meno, anche perché, vivendo in una società “moderna”, in cui certi “fattori di progresso” sono ormai dati per scontati, l’ecologia può essere solo un tendere a una vita il meno impattante possibile sull’ambiente che ci ospita, questo bellissimo mondo, che consumiamo sempre più a piene mani e che, se non cominciamo tutti a interrogarci su quelle che sono le conseguenze delle nostre azioni, lasceremo sempre più misero e inquinato ai nostri figli. (mentre sto scrivendo-sono le 6 e trenta di mattina- sento la caldaia di casa mia che parte perché il termostato ambiente a quest’ora richiede più calore, in vista del prossimo levarsi dal letto per prepararsi per il lavoro per me e per la scuola per Viola, mia figlia, e penso ai fumi che questa caldaia scarica nell’ambiente per dare a me, pigra e viziata ex cittadina di alzarmi dal letto senza rabbrividire in una giornata neanche troppo fredda, ancora, come si preannuncia l’odierna).

Ognuno dei presenti, parlando a giro, ha raccontato la sua esperienza quotidiana: per molti la scelta è stata quella del ritorno ad una vita immersi nella natura, in campagna, con un interesse notevole per un raggiungimento il più ampio possibile dell’autoproduzione e quindi abbiamo assaggiato e gradito il pane fatto in casa da Lucilla e le sue verdure speciali, coltivate con amore nel suo orto, oltre alle erbe spontanee raccolte durante le passeggiate nei dintorni della sua bella e accogliente casa, il vino di Patrizia, fatto con l’uva della sua vigna, abbiamo sentito parlare (per me era la prima volta) del caffè di ghiande di Felice e della pianta di vetiver di Benito (la pianta miracolosa), abbiamo sentito il profumo dell’olio essenziale di lavanda prodotto da Vera e abbiamo sentito raccontare del grano biologico prodotto da Omero.

La memoria in questi casi ha spesso fatto capolino: alcune di loro sono persone che dopo anni di vita in città, in condizioni soffocanti e spesso poco umane ha sentito il bisogno di ritrovare emozioni, gesti, attività già conosciuti, magari in una lontana infanzia, ma mai dimenticati, solo addormentati nella coscienza e rimasti lì, pronti per decenni a risvegliarsi

Per altre persone il discorso è stato un po’ diverso, in conseguenza di un percorso di vita che comunque, almeno al momento, ci fa rimanere (tra questi ci sono anche io) ancora in un ambiente urbanizzato. Io ad esempio vivo in un paese della provincia di Modena, per me comunque il contatto con la natura, essendo un paese agricolo, è quotidiano, ma altri vivono in città.
Per me, per noi, l’ecologia è un vivere con la consapevolezza (almeno ci si prova) che le nostre azioni, anche le più banali, hanno una conseguenza, sia dal punto di vista ambientale, ma anche sociale, umano.

Siamo un unico organismo che vive, lavora, consuma, produce, ama, si riproduce e muore e sempre si rinnova. E’ una questione di equilibri che bisogna cercare di ripristinare.

Si è parlato anche molto della proposta di legge già presentata con più di 6000 firme sull’agricoltura contadina e sulla necessità di ridare la possibilità al piccolo produttore di poter lavorare con un alleggerimento delle pastoie burocratiche. La cosa faciliterebbe un ritorno a questo tipo di attività e quindi, secondariamente, anche ad un ripopolamento di zone disagiate, da cui molte persone potrebbero ricavare un sostentamento, sempre ammesso di non dover sottostare a normative che sono nate per salvaguardare le produzioni industriali dal punto di vista sanitario e della tutela dell’ambiente.

Bentornati a Casa! Questo, che è lo slogan di apertura della Carta degli intenti della Rete Bioregionale e mi indica proprio qual è il messaggio profondo di questo “movimento” (ma questa parola non mi piace): sentirsi a casa nel luogo che ci ospita, in questo momento della nostra vita, qualunque esso sia e ovunque esso sia ed amarlo e onorarlo rispettandolo.

Caterina Regazzi -caterinareg@gmail.com

…........

Ecco alcuni pensieri lasciati nel quaderno degli appunti da qualche partecipante:

Qualcuno ha detto:" the harder the life, the finer the person", "più dura la vita, più di valore la persona". Ho sempre pensato che fosse meglio dire: "the simpler the life, the finer the person". Poche ore con voi sono bastate per dimostrare che è così. Grazie. Alessandro

Tanta strada per arrivare alla casa di Lucilla, bellissimo posto, bellissime persone. Grazie ai partecipanti per la condivisione delle loro esperienze, storie, del loro sentire. Lara

Felicissima di accogliere nella mia casa e nel mio cuore gli amici che il Cielo mi manda... ...desidero ringraziare gli amici, che numerosi sono intervenuti all' Incontro annuale della Rete Bioregionale Italiana. E' stato un momento di riflessione, di studio e di condivisione, realizzato in un ambiente sereno, in armonia con la natura e con gli esseri che la vivono.... Lucilla

Siamo felici di aver partecipato a questo incontro. Michele, Anna, Luca, Matteo

Bellissima pausa di tranquillità e relax. Anna Rita

Stare qui insieme a voi mi è servito ad arricchire il mio bagaglio di esperienze di vita. Grazie Vera

Interessante esperienza. Da approfondire in futuro. Deanna

..quante volte ho desiderato poter condividere i momenti.. con tanto "ardore", amo molto la partecipazione sentita e lo "stare insieme" "davanti" ad un progetto comune.... Antonella

Grazie per questo incontro che mi ha dato la possibilità di conoscere persone buone e soprattutto ospitali come Lucilla! Beatrice

Da una poesia di Felice: Se posso cerco di evitare il litigio e la discussione furibonda ma ciò non vuol dire che con me non puoi esprimere il tuo pensiero, l'idea tua più profonda...

Un'esperienza interessante. Un passo avanti verso un futuro sostenibile. Benito

Sentirsi a casa: questo è quello che mi importa, qualsiasi sia il luogo che mi ospita in un certo momento della mia vita e questo cerco di perseguirlo conoscendo il mio "paese" dal punto di vista naturale, ambientale e umano, sociale. Caterina P.S. Grazie a mia nonna che ha comprato la casa di Treia, ai miei genitori che l'hanno conservata e a Paolo che la sta abitando, come se io fossi lì con lui.

Quando si è capaci di raccontare le proprie esperienze e se stessi senza ragionarci sopra allora si è a casa! Paolo

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Ed ora parliamo di aspetti pratici per la continuazione del percorso bioregionale

Durante l'incontro sono stati discussi i modi per continuare a mantenere vivo l'esempio fornito attraverso la pratica del bioregionalismo. Si é sentita durante l'incontro l'esigenza di un approfondimento sui temi specifici dell'ecologia: quello sociale, quello alimentare, quello agricolo, quello tecnologico, etc. senza trascurare i risvolti spirituali connessi alla pratica ecologica soprattutto quelli relativa alla “spiritualità della natura”. Perciò é stato deciso di dare un forte segnale di cambiamento. I partecipanti all'incontro della Rete hanno sentito il bisogno di sviluppare i diversi aspetti della pratica bioregionale, ed indipendentemente dalla presenza nel luogo in cui si vive, questo significa che alcune persone di buona volontà possano sviluppare la loro ricerca in campi di ricerca a loro congeniali, fornendo così un esempio di specializzazione e trasmettendo la loro conoscenza a chi desidera approfondire l'argomento. Ad esempio nel campo della ricerca di erbe commestibili utili alla sopravvivenza l'esperienza fatta sinora da Felice (Rosario Colaci) merita di essere divulgata e portata avanti anche attraverso specifici incontri, la stessa cosa vale per l'esperienza pluriennale nel campo delle cure olistiche e naturali praticate da Sonia Baldoni. Sul tema dell'agricoltura contadina abbiamo poi l'esperienza importante di Benito Castorina (docente di economia dell'agricoltura e coltivatore di vetiver) e della veterinaria Caterina Regazzi che ha una particolare competenza per l'allevamento animale, abbiamo poi la conoscenza tecnica di Lara Ghiotto nella produzione energetica da fonti alternative, etc. Insomma le diverse specialità saranno valorizzate nel tentativo di portare avanti un discorso ecologico che entri sempre più nelle pieghe della società. Mi auguro che anche gli altri membri aderenti, che per motivi personali non sono potuti intervenire all'incontro, come ad esempio Fulvio Di Dio e Stefano Panzarasa, possano e vogliano rendersi utili alla causa rivestendo un ruolo nell'ambito delle loro specifiche competenze tecniche. Per quanto mi riguarda la funzione di addetto alle pubbliche relazioni che di fatto ho sinora rivestito potrà essere da me continuata e cercherò di svolgerla con dedizione e rispetto per tutti...

Infine... mi auguro e prego che anche i membri “dimissionari” della Rete Bioregionale Italiana vogliano rientrare nel novero dei presenti, partecipando e contribuendo alla causa comune.

Cari saluti a tutti, Paolo D'Arpini - paolo.darpini@alice.it


Altri articoli sul bioregionalismo e l'ecologia profonda:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=bioregionalismo+ecologia+profonda


Ah, prossimamente verranno condivise le immagine fotografiche dei vari momenti dell'incontro....

“Roma bioregionale, a piedi nella città verde…” – Appello al sindaco Alemanno per la riscoperta dei sentieri pedonali interni della capitale.



Spesso gli amici mi dicono “beato te che vivi a Calcata” ed ogni volta rispondo loro “ogni luogo è paese, basta saperci vivere”.

Ed è proprio così, infatti se pensassimo che si può essere ecologisti e bioregionalisti solo se stiamo in campagna, od in un paesino alternativo come Calcata, allora non riusciremo mai a cogliere il punto dell’abitare il luogo in cui siamo come se fosse tutta la terra. La Terra è una e non ha cantoni, è una palla rotonda ed omogenea, tutto corrisponde al tutto, il vento spira ovunque, l’acqua scorre ovunque e la vegetazione e gli animali e l’uomo sono presenti ovunque.

Certo, in città abbiamo la sensazione che la natura non esista ma è solo una distrazione, una mancanza di attenzione a quel che ci circonda, tanto siamo avvezzi alla virtualità, impigriti dai percorsi obbligati della civiltà metropolitana: mezzi di trasporto, locali chiusi, atmosfere condizionate, luoghi d’incontro in cui non ci si incontra, luoghi di ascolto in cui non si ascolta, insomma ci siamo viziati nell’assenza di presenza. Ed è solo per questo che non percepiamo la bellezza di una città “bioregionale” come Roma.

Quando abitavo a Roma facevo lunghissime passeggiate, ultimamente abitavo in Via Emanuele Filiberto (Piazza Vittorio) e da lì andavo tutti i giorni a piedi a Trinità dei Monti o Piazza Navona. Dovete sapere che conoscevo così bene i percorsi pedonali che in 30 minuti arrivavo in centro, passando quasi sempre in mezzo al verde di cui Roma è ricca. Infatti Roma è una città verde ma uno se ne rende conto solo se cammina nei posti giusti… Se ti muovi in macchina od in autobus allora stai sempre imbottigliato nel traffico e nello smog. Un giorno vi racconterò meglio di questi miei percorsi, durante i quali trovavo anche frutta e verdura. Sì avete letto bene, proprio frutta e verdura, giacché Roma è ricca di alberi da frutto e di tante erbe che crescono spontanee nei parchi e nei diversi giardinetti. Credetemi è meglio degli “orti di guerra” di mussoliniana memoria!

Alemanno, il sindaco di Roma, dovrebbe incentivare l’uso di questi percorsi pedonali bellissimi, una cosa pubblica ancora misconosciuta. E colgo l’occasione di questa lettera proprio per rivolgergli un appello, affinché mappi e valorizzi i sentieri e le viuzze interne di Roma. A piedi Roma è più bella!

Paolo D’Arpini

lunedì 1 novembre 2010

Treia: 7 novembre 2010, terza sessione di studio dell'I Ching e del sistema zodiacale cinese integrato dal sistema elementale indiano


In occasione della luna nuova nuova, il 7 novembre 2010, ci si incontra a Treia (Macerata) per affrontare la terza sessione di studio dell'I Ching, il libro di antica saggezza cinese. Partendo la questo testo é andato formandosi, nel tempo, anche l'agglomerato degli archetipi zodiacali cinesi.
Durante questa sessione scopriremo gli abbinamenti fra gli esagrammi relativi ai 12 mesi dell'anno e i corrispondenti animali rapprentativi dello zodiaco. Verrà fatta anche una comparazione fra i cinque elementi cinesi e i cinque elementi descritti nella tradizione indiana. Qui si seguito alcune annotazioni sul libro I Ching:

Conoscenza di Sé attraverso il Libro dei Mutamenti.

Confucio andò a trovare Lao Tze e gli chiese: “Cos’è lo Yin e cos’è lo Yang?”
“Lo Yin è lo yin è lo Yang è lo yang” – “Allora cos’è il Tao?” domandò ancora Confucio. “Il Tao entrambi li comprende ed entrambi li supera, altro non si può dire”. E rimasero in silenzio.
In questo breve dialogo immaginato si condensa la saggezza cinese. E’ da queste premesse che dobbiamo partire se si vuol tentare di penetrare nel mondo archetipale del Libro dei Mutamenti. Penetrare non vuol dire “capire” ma “orizzontarsi”. In effetti non c’è una direzione da seguire ma solo un intuito legato alla coscienza del continuo mutamento. Senza mutamento non c’è vita. Aggiustamento alle condizioni presenti è naturale e propizio, reagire contro il contesto in cui ci si muove è sfavorevole. Semplice no? Persino banale, anzi è inevitabile. E’ come coprirsi quando fa freddo e spogliarsi quand’è caldo. Ma è sempre così nella vita individualizzata di ognuno? Di fatto, dicono i saggi Cinesi, sì. Ma come viverlo consapevolmente? Aderendo al Tao, seguendo cioè la via del nobile, nel costante fluire dei mutamenti. Nella coscienza tutto è in movimento nulla è fermo. Sono 64 questi modi espressivi della coscienza, definiti esagrammi, e nascono da 8 trigrammi primordiali che indicano le 8 direzioni e le otto tendenze innate del divenire, essi sono: Kien, il Creativo; Kun, il Ricettivo; Chen, l’Eccitante; Sun, il Penetrante; Kan, il Profondo; Li, il Luminoso; Ken, il Riflessivo; Tui, il Sereno. Ecco da questi trigrammi per moltiplicazione spontanea sorgono (8X8) i 64 esagrammi. Esemplificazioni, immagini, di stati di un mutamento ciclico ed allo stesso tempo evolutivo, in senso elicoidale. Ogni forma vivente nasce con alcuni di questi esagrammi, in evidenza congenita. Come fare a sapere quali sono gli esagrammi correlati alla nostra particolare nascita, o incarnazione, è tuttavia molto semplice. Partendo dall’alternarsi dello Yin e dello Yang ognuno nasce con aspetti diversi sulla base dell’anno, ora e mese. Questi aspetti disegnano un trigramma, se poi si considerano gli stessi aspetti in chiave elicoidale ordinata essi possono cambiar posizione e darci quindi un altro trigramma. Questi due trigrammi sovrapposti, in basso il primo ed in alto il secondo, ci dicono quali sono gli esagrammi archetipali di nascita. Poi occorre vedere gli esagrammi energetici, correlati ai 5 elementi. Anche qui è facile basta continuare a considerare gli aspetti Yin e Yang correlati ad ogni elemento che appare nel quadro della nascita. Primo aspetto è quello dell’anno, seguito dal fisso dell’archetipo incarnato, poi l’ora, il mese, il luogo e la condizione dell’ente (se maschile o femminile) otteniamo così un esagramma rovesciabile (diventano cioè due) che indicano le propensioni “elementali” della nascita. Sapersi orizzontare in questo mondo psichico a cosa serve? Semplicemente a riconoscere ciò che si è già. Non è nelle intenzioni del Libro dei Mutamenti promuove alcunché o fissare delle immagini comparative, da tutto nasce un tutto che segue tutto. Il saggio che incarna questa visione non desidera cambiare nulla in funzione di un ipotetico ottenimento “altro”. In pratica significa: libertà espressiva e gioia di vita.

Paolo D'Arpini

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Post scriptum

La partecipazione alla sessione di studio é gratuita ma chi vuole potrà lasciare un'offerta volontaria. L'incontro inizia alle h. 10 del mattino e termina alle h. 16, seguirà una passeggiata sotto le ripe di Treia alla ricerca di erbe e ultimi fiori. Ognuno é invitato a contribuire al pasto con cibi vegetariani e bevende naturali, che verranno condivisi convivialmente. Confermare la propria partecipazione e presenza telefonando allo 0733/216293 - oppure scrivendo a saul.arpino@gmail.com

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Altri articoli su I Ching:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=I+Ching