La situazione si divide drasticamente tra l'ufficialità della svolta diplomatica e i profondi dubbi sul suo effettivo successo. Il testo preliminare è stato raggiunto grazie ai canali diplomatici e alla mediazione di Pakistan e Qatar.
Il Memento mori (I rischi di un fallimento)
- Equilibri precari: Nonostante la firma ufficiale, l'intesa arriva dopo settimane di fortissima escalation militare, culminata con attacchi a basi strategiche e minacce ai corridoi energetici.
- Fattori di instabilità: Il memorandum congela lo status quo ma non risolve le tensioni strutturali della regione né i nodi geopolitici legati ad altri attori chiave dell'area, come Israele.
- Il rischio concreto: Per molti osservatori, senza una reale volontà politica a lungo termine, l'accordo rischia di essere un "memento mori": un fragile rinvio prima di un nuovo e più violento conflitto, laddove ogni violazione potrebbe far collassare l'intera impalcatura diplomatica.
"Gli Stati Uniti e l'Iran hanno firmato (a distanza) un memorandum d'intesa per avviare trattative dirette per porre fine alla guerra", scrive Axios
Axios sta per "ansia". Poiché da questo momento in poi il mondo resta con il fiato sospeso. Qualcuno pensa che l'Iran si sia fatto fregare dallo zio Sam e dal rabbino Sion e che questi si prendano 60 giorni per preparare il prossimo attacco improvviso. Altri, più speranzosi, già vedono volare colombe bianche sopra le macerie del Medio Oriente, Libano e Palestina comprese.
Intanto le scarne notizie sul memorandum (non accordo, ma semplice pro-memoria) tra Iran e Stati Uniti riportate da Press TV, dicono:
Disposizioni chiave
I due Paesi si impegnano a rispettare la sovranità e l'integrità territoriale dell'altro e ad astenersi dall'interferire negli affari interni dell'altro.
Gli Stati Uniti e i loro alleati in Medio Oriente dovranno predisporre un programma di ricostruzione dell'Iran del valore di almeno 300 miliardi di dollari.
Washington si impegna a revocare le sanzioni contro Teheran entro i termini concordati dalle parti nell'accordo finale.
L'Iran non produrrà né acquisirà armi nucleari.
Le parti risolveranno la questione del materiale nucleare iraniano sotto la supervisione dell'AIEA.
L'Iran si impegna a non imporre tariffe di transito alle navi attraverso lo Stretto di Hormuz per 60 giorni.
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
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