69° giorno di guerra nel Golfo Persico. Gli ultimi sviluppi confermano che questa guerra è tutt'altro che conclusa, o vinta. Ne eravamo sicuri purtroppo. Continueremo a monitorare la situazione, che potrebbe deteriorare rapidamente.
La stessa cura sarà rivolta agli eventi in Russia dei prossimi giorni, dove non si sprecano minacce da parte dell'Ucraina, nonostante il cessate il fuoco russo che è appena iniziato.
Le problematiche geografiche non si limitano al Medio Oriente e all'Est Europa. Negli ultimi 30 giorni le notizie che giungono dall'Africa sono altrettanto preoccupanti. L'avanzata jihadista sostenuta dalla Francia per salvaguardare i suoi interessi in Mali sta creando una nuova area di pericolo, guerra e potenziali vittime. Non è chiaro se la situazione verrà stabilizzata in tempo o se vedremo un'altro "scenario siriano".
L'Armenia si sta mostrando sempre più come uno strumento di destabilizzazione che, a fronte di enormi investimenti di Mosca senza alcun ritorno economico, si sta comunque orientando verso una Europa distante che non può fare altro che interferire con la Russia. Un errore che costerà tantissimo a Yerevan.
E la Cina si sta preparando alla guerra del futuro, sfruttando ogni occasione per perfezionare i suoi armamenti e le sue tecnologie prima di un inevitabile scontro con gli Stati Uniti. Al momento non è possibile prevedere quando accadrà, ma ci stiamo avvicinando rapidamente. Ogni mossa di Washington, anche se assurda, sembra orientata a non permettere alla Cina di diventare la nuova super potenza mondiale, tagliandole i rifornimenti di cui ha bisogno. Ma probabilmente è già tardi. Nonostante le forze cinesi non siano ancora state testate in condizioni di combattimento reale (almeno ufficialmente), la statistica mostra che hanno truppe e mezzi di qualità a sufficienza per cominciare la sfida contro gli Stati Uniti, e potenzialmente vincerla.
Il clima generale non suggerisce affatto che la situazione stia migliorando, anzi. E lo scenario di guerra totale non è poi così lontano dall'avverarsi. Dopotutto la guerra economica è in atto su tutti i fronti menzionati, la guerra cinetica sarà solo il passo successivo e coinvolgerà sempre più partecipanti.
Sascha Picciotto
La stessa cura sarà rivolta agli eventi in Russia dei prossimi giorni, dove non si sprecano minacce da parte dell'Ucraina, nonostante il cessate il fuoco russo che è appena iniziato.
Le problematiche geografiche non si limitano al Medio Oriente e all'Est Europa. Negli ultimi 30 giorni le notizie che giungono dall'Africa sono altrettanto preoccupanti. L'avanzata jihadista sostenuta dalla Francia per salvaguardare i suoi interessi in Mali sta creando una nuova area di pericolo, guerra e potenziali vittime. Non è chiaro se la situazione verrà stabilizzata in tempo o se vedremo un'altro "scenario siriano".
L'Armenia si sta mostrando sempre più come uno strumento di destabilizzazione che, a fronte di enormi investimenti di Mosca senza alcun ritorno economico, si sta comunque orientando verso una Europa distante che non può fare altro che interferire con la Russia. Un errore che costerà tantissimo a Yerevan.
E la Cina si sta preparando alla guerra del futuro, sfruttando ogni occasione per perfezionare i suoi armamenti e le sue tecnologie prima di un inevitabile scontro con gli Stati Uniti. Al momento non è possibile prevedere quando accadrà, ma ci stiamo avvicinando rapidamente. Ogni mossa di Washington, anche se assurda, sembra orientata a non permettere alla Cina di diventare la nuova super potenza mondiale, tagliandole i rifornimenti di cui ha bisogno. Ma probabilmente è già tardi. Nonostante le forze cinesi non siano ancora state testate in condizioni di combattimento reale (almeno ufficialmente), la statistica mostra che hanno truppe e mezzi di qualità a sufficienza per cominciare la sfida contro gli Stati Uniti, e potenzialmente vincerla.
Il clima generale non suggerisce affatto che la situazione stia migliorando, anzi. E lo scenario di guerra totale non è poi così lontano dall'avverarsi. Dopotutto la guerra economica è in atto su tutti i fronti menzionati, la guerra cinetica sarà solo il passo successivo e coinvolgerà sempre più partecipanti.
Sascha Picciotto
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