Gli Angeli: dal loro manifestarsi “Spiriti Guida”
Caro Paolo D’Arpini, ecco l'articolo di cui ti parlavo su gli angeli come spiriti Guida per l'uomo.
Si dice che il mondo dello spirito guida è molto popolato. Ma da chi e chi sono? Entità spirituali molteplici e di vario tipo. Gli Angeli sono i più vicini a Dio, non sono materia, e non hanno mai avuto “un’esperienza” sulla terra. Se si manifestano prendendo le sembianze di un corpo umano, si dice che abbiano un’immagine fantastica come un ologramma. Ci sono poi essere che hanno vissuto sulla Terra, e poi passati nell’aldilà, decidono di aiutare gli esseri umani, sostenendoli nel loro percorso mistico, inventori, scienziati,… Inviano, a singole persone, o a gruppi, messaggi legati alla spiritualità, alla scienza, a tutta l’evoluzione dell’umanità. Vengono chiamati “ Spiriti Guida “. Altre entità invece scelgono di aiutare amici o familiari: curioso il rapporto tra nonni e nipoti, o coniugi molto legati fra loro, quando uno dei due viene a mancare. Ci sono poi esseri che avendo condotto nella loro esistenza terrena, una vita dedicata totalmente all’aspetto materiale, accumulando soltanto beni terreni alla ricerca di emozioni estreme, continuano a “volare” intorno alla Terra, cercando canali umani che gli diano la possibilità di sperimentare ancora sensazioni terrene.
Dunque come facciamo a sapere se l’Entità che ci sta “vicino” sia un Angelo o uno Spirito Guida? Si tratta in sostanza di un’Entità che vuole realmente aiutarci, o piuttosto di “un’anima in pena” che vaga nell’impossibilità di compiere il suo viaggio nell’aldilà? Una nota psicoterapeuta americana, Katryn Ridall, verso la fine degli anni ‘ 80 cercò di dare una risposta a questo quesito. Utilizzò nelle sue sedute la meditazione per favorire il dialogo interiore nei suoi pazienti, e grazie ai vari casi che la sua professione le metteva a disposizione, individuò i comportamenti sempre presenti nei pazienti che erano in contatto con Entità che si dedicavano, senza ombra di dubbio, al puro aiuto dell’essere umano.
Queste guide rispettano l’integrità e la liberà di scelta della persona, con cui vengono in contatto: riconoscono nella loro umiltà che esistono delle forze “più grandi di loro”; fanno sentire il soggetto prescelto, più amato, rispettato ed ispirato, ci sono varie strade che portano alla verità e l’espansione della coscienza; danno informazioni precise a proposito della situazione reale del soggetto, non lo fanno sentire impotente o dipendente, non affermano” mai che la loro strada è l’unica da seguire” non provocano “negatività” e non sono scortesi, anzi utilizzano “la gentilezza”. Se vi capiterà di imbattervi magari “nel sogno”, in uno “ Spirito Guida” del primo elenco, potete stare certi che la vostra Guida e di grande levatura spirituale e che vi farà solo “del bene” restandovi accanto, ed alla quale potete affidarvi in totale sicurezza.
Rita De Angelis
Programma:
La difesa dei diritti, ma anche dei doveri, dei “consumatori” deve partire da una presa di coscienza individuale. Per questo, avendo aderito alla Rete di Associazioni di European Consumers, sento il dovere di esporre alcune mie considerazioni su quelli che dovrebbero essere i fini da raggiungere come operatori nel sociale e nell’umano.
Un sovvertimento di valori é necessario, sia in forma di emendamento dai vecchi modelli consumistici o di protezione passiva degli utenti sia nell'ambito della comprensione di ciò che realmente é utile e necessario per sviluppare la qualità della vita. Occorre andare oltre il “salto della quaglia” ed avventurarsi sulle cime impervie, imitando il volo dell’aquila che dall’alto osserva il territorio e lo fa proprio.
L’aquila dall’alto tutto scorge mentre la quaglia vola basso, anzi bassissimo, e vede solo la sua piccola porzione di terra. Allo stesso tempo, da un punto di vista dell’ecologia profonda, possiamo dire che entrambe le visioni sono necessarie, non si può trascurare né l’una né l’altra. Ma se trascurassimo la visione dell’aquila sarebbe come se credessimo di conoscere il mondo stando dentro al pozzo, come fece quella piccola rana nella storia zen, la ricordate? Tradotto in termini pratici questo significa che non si può essere maturi nella coscienza ecologica solo se ci si occupa del nostro campiello, della capretta nell’ovile, del pollo nell’aia, del ruscello che scorre dietro casa e delle piantine che crescono attorno… o delle mille noie di mercato, del condominio, di precedenze strutturali, di beghe gerarchiche, etc.
Del lontano e del vicino va tenuto conto per un integrazione nel nostro abitare, per il riconoscimento della comune appartenenza alla vita.
Dobbiamo essere consapevoli dell’inscindibilità della vita, partendo dall’ambito sociale in cui viviamo e osservando le cose con l'occhio dell’ecologia profonda, anche nell'ambito istituzionale ed amministrativo. Insomma abbiamo bisogno dell’intelligenza e della ragione, della cultura e delle sue variegate espressioni di pensiero ma anche di sensazioni, percezioni, intuizioni, sentimenti. Altrimenti la nostra società sarà solo una sterile macchinetta funzionale e burocratica, la nostra battaglia sarà solo una continua ricerca di aggiustamenti esteriori con nuove leggi e leggine. Come possiamo far parte di un contesto "umano" e socialmente integro se non consideriamo anche –forse in questo momento storico direi “soprattutto”- le necessità del mantenimento delle dignità umane, della riscoperta dei valori morali e spirituali?
Ci vuole uno scossone intellettuale ed amorevole nella nostra attitudine, occorre avviare un bio-ragionamento all’interno delle Rete. Dobbiamo entrare nelle maglie profonde del pensiero umano e del contesto sociale in cui viviamo ed ottemperare al dovere di manifestare il “bioregionalismo”, "l'ecologia profonda" e la "spiritualità laica" in questa società, sia urbana che rurale, tecnologica e semplicistica, complessa e facile, insomma serve uno scatto di reni e di cervello.
Spero di non aver offeso nessuno con questo discorso e invito tutti i lettori ad una discussione aperta su questo tema.
Paolo D’Arpini
Un sovvertimento di valori é necessario, sia in forma di emendamento dai vecchi modelli consumistici o di protezione passiva degli utenti sia nell'ambito della comprensione di ciò che realmente é utile e necessario per sviluppare la qualità della vita. Occorre andare oltre il “salto della quaglia” ed avventurarsi sulle cime impervie, imitando il volo dell’aquila che dall’alto osserva il territorio e lo fa proprio.
L’aquila dall’alto tutto scorge mentre la quaglia vola basso, anzi bassissimo, e vede solo la sua piccola porzione di terra. Allo stesso tempo, da un punto di vista dell’ecologia profonda, possiamo dire che entrambe le visioni sono necessarie, non si può trascurare né l’una né l’altra. Ma se trascurassimo la visione dell’aquila sarebbe come se credessimo di conoscere il mondo stando dentro al pozzo, come fece quella piccola rana nella storia zen, la ricordate? Tradotto in termini pratici questo significa che non si può essere maturi nella coscienza ecologica solo se ci si occupa del nostro campiello, della capretta nell’ovile, del pollo nell’aia, del ruscello che scorre dietro casa e delle piantine che crescono attorno… o delle mille noie di mercato, del condominio, di precedenze strutturali, di beghe gerarchiche, etc.
Del lontano e del vicino va tenuto conto per un integrazione nel nostro abitare, per il riconoscimento della comune appartenenza alla vita.
Dobbiamo essere consapevoli dell’inscindibilità della vita, partendo dall’ambito sociale in cui viviamo e osservando le cose con l'occhio dell’ecologia profonda, anche nell'ambito istituzionale ed amministrativo. Insomma abbiamo bisogno dell’intelligenza e della ragione, della cultura e delle sue variegate espressioni di pensiero ma anche di sensazioni, percezioni, intuizioni, sentimenti. Altrimenti la nostra società sarà solo una sterile macchinetta funzionale e burocratica, la nostra battaglia sarà solo una continua ricerca di aggiustamenti esteriori con nuove leggi e leggine. Come possiamo far parte di un contesto "umano" e socialmente integro se non consideriamo anche –forse in questo momento storico direi “soprattutto”- le necessità del mantenimento delle dignità umane, della riscoperta dei valori morali e spirituali?
Ci vuole uno scossone intellettuale ed amorevole nella nostra attitudine, occorre avviare un bio-ragionamento all’interno delle Rete. Dobbiamo entrare nelle maglie profonde del pensiero umano e del contesto sociale in cui viviamo ed ottemperare al dovere di manifestare il “bioregionalismo”, "l'ecologia profonda" e la "spiritualità laica" in questa società, sia urbana che rurale, tecnologica e semplicistica, complessa e facile, insomma serve uno scatto di reni e di cervello.
Spero di non aver offeso nessuno con questo discorso e invito tutti i lettori ad una discussione aperta su questo tema.
Paolo D’Arpini
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