mercoledì 15 aprile 2026
Il mondo ed anche l'Italia cominciano a vedere le cose per quel che sono...
martedì 14 aprile 2026
Povera Ungheria... povera Europa!
Nota – Da parte russa è stato comunicato "Non inviamo congratulazioni a Paesi non
amichevoli", ha dichiarato Peskov al giornalista di Life, "L'Ungheria è un Paese non amichevole, sostiene le sanzioni contro di noi"...
lunedì 13 aprile 2026
Medio Oriente. Flebili speranze di uscire dal tunnel...
Trump ha pubblicato su Truth Social un'immagine generata dall'intelligenza artificiale che lo ritraeva come un santo. Il presidente degli Stati Uniti non ha commentato il post.
"L'Iran e gli Stati Uniti non hanno firmato l'accordo a Islamabad per l'intransigenza di Washington", ha affermato Araghchi.
Al momento c'è un flusso ininterrotto di aerei da trasporto militari C-17 dalle basi situate in Europa verso le basi americane e israeliane nella regione per rifornirsi di munizioni. Una delle ultime basi aeree americane su cui è atterrato un aereo da trasporto si trova in Arabia Saudita.Nel frattempo, gli aerei da trasporto militari iraniani stanno volando in Cina per alcuni carichi militari.
Gli Stati Uniti minacciano di imporre un blocco navale all'Iran a partire da oggi, 13 aprile 2026, fermando le navi in entrata e in uscita da qualsiasi porto iraniano. Questa è una misura di ritorsione degli Stati Uniti. Lo Stretto di Hormuz potrebbe quindi essere completamente chiuso impedendo il passaggio anche alle navi amiche dell'Iran. Inoltre, non è chiaro cosa comporterebbe, ad esempio, l'intercettazione e il sequestro di una nave cinese.
I negoziati di Islamabad, così come sono stati impostati, non hanno portato alcuna via d'uscita al conflitto. Ci saranno nuovi scontri provocati dagli Stati Uniti, coinvolgendo altre nazioni che volevano starne fuori. Il blocco americano prevede che il carburante iraniano non venga più inviato ai compratori, come l'India e la Cina. Quindi questa scarsità si sommerà a quella ottenuta dall'inizio del conflitto.
Gli statunitensi non sono da sottovalutare, la loro marina è del tutto capace di sequestrare petroliere in arrivo e in uscita dallo Stretto, lontani da potenziali minacce missilistiche. Il problema è che coinvolgeranno nazioni che non staranno a guardare che il loro carburante finisca nelle mani americane. Le potenzialità che questo conflitto si estenda ulteriormente aumentano di giorno in giorno. In risposta al blocco secondario di Hormuz, messo in atto dagli Stati Uniti, gli iraniani e gli Houthi minacciano di bloccare anche il Mar Rosso.
Sicuramente ci saranno ricadute sui prezzi del greggio che inizierà a scarseggiare globalmente, peggiorando una situazione che è già critica. Senza contare il "dettaglio" dei fertilizzanti che verranno bloccati causando ulteriori problemi alla catena alimentare mondiale e carestie.
E mentre il mondo guarda questo gioco perverso dello sblocco e blocco dello Stretto di Hormuz, Israele continua a mettere le mani su territori che non gli appartengono, senza la minima opposizione politica o minaccia di sanzioni. Senza indagini sui massacri perpetrati né interventi delle Nazioni Unite.
Una voce discorde dell'Occidente viene dall'Australia che ha rifiutato di partecipare al blocco americano dello Stretto di Hormuz. Il rifiuto all'appello di Trump è stato espresso dal Primo Ministro australiano Anthony Albanese. "Tali azioni non rappresentano il metodo preferibile per ridurre i prezzi dei carburanti", ha inoltre dichiarato il vice ministro degli Esteri del Paese, Matt Thistlethwaite.
Anche il Wall Street Journal scrive: "i funzionari stimano che, nonostante i risultati inconcludenti dei negoziati a Islamabad, la porta per un secondo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran rimane aperta e potrebbero svolgersi nei prossimi giorni".
Da parte iraniana è stato detto: "Se il governo americano rinuncerà al totalitarismo e rispetterà i diritti della nazione iraniana, i modi per raggiungere un accordo saranno sicuramente trovati". la dichiarazione è del presidente iraniano Masoud Pezeshkian.
Nicolai Lilin. LA GUERRA IN IRAN / LA SITUAZIONE ECONOMICA: https://www.youtube.com/watch?v=Q6bMj4797Os
Seyed M. Marandi. Negoziati Crollati. Ritorno alla Guerra: https://www.youtube.com/watch?v=YUcc8O9Xxg8
domenica 12 aprile 2026
Islamabad. Il mistero s'infittisce...
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno smentito le dichiarazioni rilasciate dai vertici del Pentagono e del CENTCOM. "Smentiamo la dichiarazione rilasciata dal comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti riguardo all'ingresso di navi americane nello Stretto di Hormuz. L'iniziativa per il passaggio di qualsiasi nave spetta alle forze armate iraniane."
"Dopo l'avvertimento da parte del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e il lancio di un drone in direzione delle navi, queste sono state costrette a tornare indietro", ha riferito il comando militare iraniano.
sabato 11 aprile 2026
Allegra disperazione nel mondo virtuale...
"L'UE potrebbe aiutare i Paesi del Golfo nella guerra contro l'Iran, ma non lo farà perché i Paesi del Golfo non hanno aiutato nella guerra contro la Russia" – Kaja Kallas, responsabile della diplomazia dell'Unione Europea.
Il conduttore televisivo e comico americano Jimmy Kimmel, a proposito della proroga della scadenza per l'adesione all'Iran da parte di Trump, ha dichiarato: "Sono sempre due settimane. È come un dipendente coscienzioso. Dà sempre un preavviso di due settimane."
Elezioni in Ungheria. Algoritmo o controllo politico? Il 12 aprile 2026 si vota per il rinnovo dell'Assemblea nazionale. Budapest sostiene che Facebook stia subdolamente appoggiando l'opposizione e minando silenziosamente l'influenza di Viktor Orbán.
L'ironia dell'ex assistente di Obama nei confronti di Trump: "...è difficile perdere completamente una guerra che è durata così poco..."
L'Estonia ha deciso di non fermare più le navi della flotta ombra russa nel Mar Baltico. Il comandante della Marina estone Ivo Vark ha dichiarato: "Il rischio di un'escalation militare è semplicemente troppo elevato".
Perfida Albione perde la nomea di "Forza navale". Un cacciatorpediniere britannico, inviato a Cipro per rafforzare il sistema di difesa aerea, è andato fuori servizio poco dopo l'arrivo.
Donald Trump va in Venezuela? "In Venezuela ho un consenso più alto di chiunque altro. Quindi, dopo aver finito qui (non specificando cosa intende con "qui"), posso andare in Venezuela. Imparerò lo spagnolo in fretta. Non ci vorrà molto. Sono bravo a imparare le lingue e andrò in Venezuela. Mi candiderò alla presidenza".
Nicolai Lilin. USA-IRAN. L’INIZIO DELLE TRATTATIVE: https://www.youtube.com/watch?v=aOEDAQnD_l8
venerdì 10 aprile 2026
I pashtun pakistani pronti a schierarsi con l'Iran...
Le tribù pashtun sono pronte a entrare in guerra con Israele e USA e non vogliono nulla dall'Iran se non un ordine. Per tutto il resto, le unità combattenti pashtun dispongono già di armi, munizioni e viveri.
I leader tribali pashtun del Pakistan hanno espresso sostegno all'Iran durante un incontro ufficiale al consolato iraniano di Peshawar, avvertendo circa il loro potenziale per scatenare squilibri e disordini regionali più ampi in tutta la regione.
L’impegno è arrivato dopo che gli Houthi dello Yemen hanno dichiarato che si sarebbero schierati dalla parte dell’Iran il 28 marzo u.s. Pashtun e iraniani sono entrambi musulmani sciiti, ma i pashtun hanno anche una considerevole componente musulmano sunnita, questi seguono la versione più antica dell'Islam sunnita che deriva dalla scuola Hanafi, una delle versioni più liberali e aperte dell'Islam.
Secondo i rapporti, i rappresentanti dei gruppi tribali pashtun hanno dichiarato ai funzionari iraniani, che sono ufficialmente pronti a mobilitare i propri combattenti a sostegno di Teheran in caso di ulteriore escalation di USA e Israele.
I rappresentanti tribali hanno dichiarato di essere pronti a intervenire in qualsiasi momento e a combattere ovunque sia necessario e si sono dichiarati pronti a fornire all'Iran tutti i combattenti richiesti.
“ …Siamo un reggimento di tribù e siamo con voi. Con le nostre munizioni, i nostri fucili, le nostre armi e le nostre provviste: prepareremo e forniremo tutto da noi stessi. Se ci date l’ordine, noi, milioni di pashtun tribali siamo pronti a condurre la jihad al fianco dell’Iran contro Israele.
Sulla via di Allah e sulla via del jihad, se Dio vuole, saremo al fianco dell'Iran, spalla a spalla. (...) Ovunque ci manderete, che sia in Israele o in Palestina, o se ce ne sarà bisogno all'interno dello stesso Iran, saremo al vostro fianco, spalla a spalla…”, recita la dichiarazione ufficiale.
Le aree tribali pashtun lungo il confine tra Pakistan e Afghanistan hanno storicamente mantenuto strutture semi-autonome, con i leader locali che esercitano un'influenza indipendente dalle autorità centrali. La mobilitazione di tali gruppi solleva preoccupazioni per i flussi numericamente elevati transfrontalieri di combattenti e il potenziale di ulteriori destabilizzazioni.
L’Iran ha in passato coltivato relazioni con una serie di attori non statali in tutta la regione, come parte della sua più ampia strategia di sicurezza. Ma se avvenisse una saldatura in termini militari di questo tipo è innegabile che segnerebbe una notevole espansione e mutamento di tutte le dinamiche interne all’aggressione contro Teheran.
Le tribù pashtun sono un gruppo etnico di origine iraniana che abita principalmente l'Afghanistan sud-orientale, meridionale e sud-occidentale e il Pakistan nord-occidentale. I pashtun non riconoscono il confine tra Afghanistan e Pakistan, chiamando il loro territorio Pashtunistan. Secondo le stime del 2024, circa 39 milioni di pashtun vivono in Pakistan. La popolazione totale di questo popolo potrebbe raggiungere i 70 milioni.
Essi sono il secondo gruppo etnico più grande del Pakistan, che costituisce circa il 15,4% della popolazione totale pakistana.
A cura di Enrico Vigna
giovedì 9 aprile 2026
La tregua di due settimane non è durata neanche 24 ore...
"Il mistero si infittisce e la trama si ingarbuglia..." Fece dire Jean Tardieu a Dubois Dupont nel suo "C'era folla al Castello".
Vance sostiene che vi sia un "malinteso" tra Stati Uniti e Iran e che Washington non abbia dato a Teheran il consenso a includere il Libano nel cessate il fuoco.
"Non aver coinvolto Israele e non obbligarlo ad adempiere al cessate il fuoco può essere stata una mossa deliberata ma dannatamente stupida. Permettere che gli Stati del Golfo cominciassero a bombardare gli impianti petroliferi iraniani durante il cessate il fuoco è stato un altro errore clamoroso.
Si tratta di negoziati, nessuno ha ancora firmato alcun accordo, ma durante un cessate il fuoco, tutte le parti in causa dovrebbero terminare le operazioni. Non rispettare queste regole è una responsabilità che ricade interamente sugli Stati Uniti, Israele e gli Stati del Golfo.
L’annuncio di un cessate il fuoco è avvenuto dopo che sono stati lanciati gli ultimi missili, compresi quelli dallo Yemen. L’Iran ha dunque ordinato alle sue milizie e proxy in Iraq di terminare gli attacchi dopo l’annuncio. Una volta in aria, i missili non si possono detonare prematuramente, prima che giungano a bersaglio. Non si può dire che l’Iran non abbia rispettato i piani per i negoziati abbozzati frettolosamente dagli Stati Uniti per eventuali incontri in Pakistan.
A questo punto non si sa che senso abbia incontrarsi a Islamabad. C'è anche la possibilità di assistere a un altro tradimento, magari l'assassinio dei negoziatori iraniani che devono viaggiare, stringere mani e tornare a casa in condizioni di rischio enormi. E' ovvio che la tregua dichiarata l'8 aprile 2026 è stata avventata e che gli scontri continuano. Dopo quanto è successo in Libano in queste settimane ci saranno serie riserve a continuare un dialogo inutile.
Gli Stati Uniti (cioè Israele) vogliono che l’uranio venga consegnato, anche se non si sanno le quantità, l’arricchimento reale e se l’Iran abbia ancora la possibilità di raggiungerlo. L’Iran comunque vuole mantenere le sue capacità civili e non ha intenzione di regalare il suo uranio per poi farselo lanciare in testa alla prima occasione.
Gli Stati Uniti vogliono il controllo su Hormuz ma gli iraniani negano categoricamente che lo cederanno.
Israele vuole continuare a bombardare il Libano, che è un’altra delle condizioni violate nella tregua. Chiedono che l’Iran abbandoni Hezbollah, per poterli sterminare comodamente e senza temere ritorsioni.
E' evidente chi abbia il guinzaglio (Israele) e chi in realtà sia il "cane fedele". Non stupisce più vedere a che livello siano ridotti gli Stati Uniti, che tra corruzione e servilismo si sono trasformati in uno strumento utile solo a garantire la sicurezza di una nazione che rappresenta tutto ciò che il mondo odia. Ed è chiaro ormai chi siano i veri carnefici e chi le vittime. Dopo aver distrutto l’Iraq, la Libia, la Siria, l’Afghanistan, Gaza, il Libano e l’Iran, non c’è più spazio per la compassione nei confronti di Israele e del suo “cane al guinzaglio”.
Senza gli interventi da parte degli Stati Uniti, Israele non avrebbe mai avuto le capacità di organizzare altri massacri. Ed è quindi chiara anche la regia di tutti questi anni di guerra, che hanno beneficiato un solo contendente nell’area medio orientale. E’ sorprendente che nessuno tra gli arabi se ne renda conto e uniscano le forze per terminare questa aggressione una volta per tutte, prima di sparire come è capitato alle altre nazioni musulmane. I Paesi che ho menzionato sono stati ridotti in macerie perché erano una minaccia per i piani israeliani, e gli Stati Uniti, con la coalizione, hanno fatto il lavoro sporco. Ora il meccanismo è visibile, la maschera è caduta, ma la minaccia è tutt’altro che passata. Da notare anche che le nazioni menzionate erano perlopiù laiche e non fanatici religiosi, ora restano solo i più fanatici utili alla politica statunitense ed israeliana per giustificare la loro lotta contro il terrorismo islamico. Come avvenuto in Siria, che dopo aver cacciato Assad ora i veri tagliagole hanno una nuova casa e si dedicano a pulizie etniche quotidianamente. Restano enclavi curde, tradite decine di volte, che farebbero bene a riflettere sul loro futuro senza commettere altri errori.
(Stralcio da un intervento di Sascha Picciotto e da altre fonti)