lunedì 12 gennaio 2026

Palestina. La mattanza continua...

 


Il "piano di pace" di Trump ha avuto l'effetto desiderato di far calare il silenzio sul genocidio dei palestinesi, dimostrandosi più efficace dell'estromissione della stampa da Gaza messa in atto dal governo israeliano. Dietro il ritiro dell'esercito israeliano dal terreno di guerra c'è la continuazione della repressione dei palestinesi di Gaza attraverso molteplici strumenti che vanno dalle uccisioni mirate, ad oggi più di 300 a partire dalla tregua, al dissesto delle strutture sanitarie e abitative e alla fame. Rifornimenti e generi alimentari, medicine arrivano dalla striscia con il contagocce e la loro distribuzione è incerta e problematica e costringe la popolazione a battersi ogni giorno per procurarsi di che vivere. Queste condizioni provocano l'inarrestabile degrado delle condizioni di vita dei superstiti alle bombe e ai proiettili di ogni tipo... (https://www.ainfos.ca/ainfos167564.html)


Gli attacchi aerei israeliani nelle ultime ore hanno ucciso almeno 14 palestinesi in una serie di bombardamenti nella Striscia di Gaza secondo quanto riferito da fonti locali. Nel sud della Striscia, nella zona occidentale di Khan Younis, un raid ha colpito una tenda che ospitava sfollati, uccidendo almeno quattro persone e ferendone altre tre, tra cui alcuni bambini. Poche ore dopo, un altro attacco ha provocato la morte di un uomo a est della città, in un’area dove sono dispiegate forze israeliane. Nel nord di Gaza, a Jabalia, un bombardamento ha colpito una scuola utilizzata come rifugio per famiglie sfollate, causando la morte di una persona. Un episodio simile è avvenuto vicino a Deir al-Balah, nella Striscia centrale, dove una tenda è stata colpita da un attacco che ha ucciso un altro civile. A Gaza City, nel quartiere di Zeitoun, un raid ha infine causato quattro morti, completando un bilancio che testimonia la persistenza di una violenza diffusa e frammentata. I palestinesi riferiscono inoltre di altri tre uccisi da raid aerei.  (PAGINE ESTERI del 9 gennaio 2026)


In Palestina la mattanza  di palestinesi innocenti, donne e bambini e civili inermi, perpetrata dagli occupanti sionisti, continua senza tregua nell'indifferenza dei governi occidentali ed europei. E  di cosa si interessa  la Commissione UE?  "La capo della diplomazia europea, Kaja Kallas, ha dichiarato a Die Welt di essere pronta a proporre nuove misure restrittive nei confronti di Teheran".



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)



domenica 11 gennaio 2026

ASSEMBLEE NAZIONALI DEL COORDINAMENTO NAZIONALE NO NATO

 


Milano, 31 gennaio 2026, ore 14.30: Circolo Familiare di Unità Proletaria, viale Monza n.140

Napoli, 21 febbraio 2026, ore 14.30: Circolo culturale ex Asilo Filangieri, vico G. Maffei n.4

Il 2025 è stato un anno di grandi e significativi passi avanti nella lotta per farla finita con la Terza guerra mondiale. Significativi non significa che i lavoratori sono riusciti ad imprimere a questo paese un indirizzo politico differente, ma che la loro mobilitazione, unita a quella degli studenti e degli altri settori della società, ha segnato un salto di qualità nella mobilitazione popolare, nel rendere di massa, diffuse, parole d’ordine che prima erano appannaggio di alcuni gruppi e reti e ha avuto la capacità di mostrare al resto della società che è possibile costruire un futuro fatto di pace tra i popoli, di solidarietà, di riconquista di diritti. Ha avuto la capacità di mostrare che le scelte politiche del governo Meloni, supino agli imperialisti USA e NATO, leccapiedi dei criminali sionisti e scodinzolante verso l’UE, non sono le scelte politiche della classe lavoratrice di questo Paese.

Ha mostrato inoltre che la Terza guerra mondiale a pezzi e sempre più estesa, parte da qui: dai porti e aeroporti italiani, dalle fabbriche che producono armi, dalle basi USA e NATO dedite allo stoccaggio di munizionamento, allo spionaggio e al coordinamento delle operazioni militari USA e NATO all’estero e in cui si addestrano gli eserciti NATO.

Oggi si tratta di fare un salto di qualità nella lotta per fermare la Terza guerra mondiale. Questo salto consiste innanzitutto nel fare più precisamente i nomi e i cognomi di chi sono i promotori della guerra mondiale. È sempre più palese agli occhi di larga parte della popolazione del nostro paese la responsabilità dei gruppi imperialisti USA-NATO e UE nella promozione della Terza guerra mondiale, in particolare per quanto riguarda il sostegno al regime di Kiev e ai sionisti d’Israele (in ultimo, non per importanza, l’aggressione al Venezuela e il rapimento del presidente Maduro, in continua e aperta violazione di ogni legge internazionale) e ciò che comporta anche in termini di guerra interna: per mantenere la propria guerra nel mondo c’è bisogno di tagli alle risorse pubbliche destinate a soddisfare i bisogni collettivi e bisogna aumentare le prebende per speculatori e guerrafondai; bisogna aumentare la repressione verso le avanguardie di lotta e i gruppi e organismi che promuovono la lotta contro la guerra, ecc.; bisogna occupare militarmente la società (scuole e università, eventi pubblici, ecc.).

A ciò si affianca l’occupazione militare del Paese: basi, caserme, antenne e radar, poligoni di tiro, depositi di munizioni, ecc. che prosciugano risorse, impoveriscono e inquinano i territori, fanno si che intere porzioni del nostro paese siano appannaggio dei guerrafondai e degli imperialisti e non di chi in quei territori ci vive e ci lavora.

È necessario quindi organizzarsi e ancora organizzarsi, fare rete e coordinare tutte le realtà che già oggi lottano contro la guerra, il riarmo e la NATO e via via animare e sviluppare un’iniziativa sempre più unitaria. Non esiste pace che verrà dalla bontà e dal benestare degli imperialisti e dal buon cuore del governo Meloni, ad essi sempre più sottomesso. L’unica strada percorribile è quella di mettere insieme le forze e sviluppare ad un livello superiore la lotta per liberare il Paese dalla nefasta presenza delle basi USA e NATO, spezzare le catene della collaborazione e partecipazione del nostro paese alle guerre di aggressione USA e NATO.

Facciamo appello ad ogni comitato, rete e organismo, ad ogni gruppo di lavoratori che si organizza e lotta contro guerra, NATO e riarmo a portare la propria esperienza, il proprio contributo, le proprie proposte.

Le assemblee saranno inoltre occasione per presentare il dossier, a cura del Coordinamento Nazionale No Nato, sulle installazioni militari USA e NATO nel nostro Paese.


Coordinamento Nazionale No Nato

Telegramhttps://t.me/CoordNazNoNATO

Contatto mailcoordinamentonazionalenonato@proton.me

Sitohttps://www.noguerranonato.org/coordinamentonazionale



sabato 10 gennaio 2026

Iran. Le proteste eterodirette continuano... ma il governo resiste!

 


venerdì 9 gennaio 2026

Decreto Milleproroghe e l'inutile tortura sugli animali...

 


Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre 2025, il decreto Milleproroghe ha eliminato i divieti, introdotti nel 2014, sui test che impiegano animali per xenotrapianti e per lo studio delle dipendenze da fumo, alcol e altre sostanze d’abuso. Una scelta che rappresenta un duro arretramento per la ricerca etica e per l’adozione di metodi scientificamente avanzati e privi di animali.

LEAL Lega Antivivisezionista annuncia una mobilitazione in tutte le sedi istituzionali per contrastare un provvedimento che ripropone pratiche retrograde, pericolose e irrispettose della vita animale e umana.

“Daremo battaglia in ogni sede – afferma Gian Marco Prampolini, presidente LEAL - contro questo provvedimento, che è già in vigore, ma che dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni. Il rischio, infatti, è che il Governo ricorra alla questione di fiducia, blindando il testo e impedendo ai parlamentari di votare emendamenti migliorativi. In tal caso, respingere la norma diventerebbe quasi impossibile”.

La reintroduzione di procedure invasive sugli animali per le dipendenze e il via libera agli xenotrapianti ignorano l’evidenza scientifica: questi modelli non sono predittivi per l’uomo, oltre a essere eticamente inaccettabili e fallimentari. Mentre la comunità internazionale investe con decisione nei metodi animal-free e nella ricerca human-based, l’Italia taglia i fondi destinati alle alternative, condannandosi a un ruolo marginale nel progresso scientifico.

“Uno studio ha dimostrato che circa 195.000 persone ogni anno in Europa muoiono per avere assunto un farmaco. La sperimentazione animale non è un metodo di ricerca in grado di selezionare le sostanze tossiche da quelle innocue per l’uomo. Il rischio quindi è che si continui con questa ecatombe” conclude Prampolini.

LEAL Lega Antivivisezionista



giovedì 8 gennaio 2026

Diritti umani condivisi e democrazia...?



A cosa possiamo comparare la politica internazionale recente degli Stati Uniti, come il sequestro di beni altrui  o la cattura di un presidente straniero? L'uccisione a distanza di politici ritenuti nemici? Rivolte eterodirette in Paesi non allineati?  Occupazioni coloniali di Paesi del Terzo Mondo? Ecc.  


In termini tecnici, potremmo avvicinarla a un atto di pirateria, inteso violenza, sequestro o depredazione compiuto da una nave privata per fini privati (articolo 101 della Convenzione sul diritto del mare). Solo che al posto di una nave all’arrembaggio abbiamo la strapotenza militare dell’America. Marchio del “poliziotto globale”, l’altro nome del pirata internazionale. Segno dei tempi. Siamo in piena rivoluzione geopolitica su scala mondiale. Tutti i potenti si sentono in lotta per la sopravvivenza, dunque autolegittimati a usare qualsiasi mezzo. Già, ma a quale scopo? 
Lucio Caracciolo


Se non è rispettata la giustizia, che cosa sono gli Stati se non delle grandi bande di ladri? Perché anche le bande di briganti che cosa sono se non dei piccoli Stati? È pur sempre un gruppo di individui che è retto dal comando di un capo, è vincolato da un patto sociale e il bottino si divide secondo la legge della convenzione. Se la banda malvagia aumenta con l'aggiungersi di uomini perversi tanto che possiede territori, stabilisce residenze, occupa città, sottomette popoli, assume più apertamente il nome di Stato che gli è accordato ormai nella realtà dei fatti non dalla diminuzione dell'ambizione di possedere ma da una maggiore sicurezza nell'impunità. Con finezza e verità a un tempo rispose in questo senso ad Alessandro il Grande un pirata catturato. Il re gli chiese che idea gli era venuta in testa per infestare il mare. E quegli con franca spavalderia: "La stessa che a te per infestare il mondo intero; ma io sono considerato un pirata perché lo faccio con un piccolo naviglio, tu un condottiero perché lo fai con una grande flotta". (S. Agostino, De civitate Dei, IV). 
Giacomo Greggan


Per chi non se ne fosse reso conto (a partire da Bruxelles, che sembra dormire in piedi), dopo 45 anni di Bi-polarismo post guerre mondiali (1946-1991, Urss e Usa) e altri 30 di Mono-polarismo post implosione dell’Urss (1992-2022, Usa da solo), siamo entrati nell’era del Multi-polarismo.
Pertanto, stiamo vivendo una serie di azioni di posizionamento:
l’aggressione russa in Ucraina, l’allargamento della Nato, l’allargamento del Brics, gli attacchi degli Houti in Yemen, l’attacco di Hamas del 7 Ottobre per far saltare gli Accordi di Abramo e la dura reazione israeliana a Gaza, la pressione turca per la rinuncia territoriale dell’Armenia nel Nogorno-Karabah, il disarmo degli Hezbollah in Libano, la fuga di Assad dalla Siria, le esercitazioni militari cinesi intorno a Taiwan, il riarmo di Germania e Giappone, i raid statunitensi in Nigeria, il riconoscimento diplomatico del Somaliland, le proteste in Iran, la Corea del Nord che lancia missili sul mar del Giappone, l’arresto del dittatore in Venezuela e la rivendicazione territoriale sulla Groenlandia.
In mezzo, come sempre, il controllo degli approvvigionamenti energetici (gasdotti, pozzi petroliferi, miniere, terre rare, ecc.), delle rotte commerciali (Indomediterraneo, antartica, via della seta, ecc.) e dei dati (satelliti di orbita bassa, sistemi operativi, semiconduttori, ecc.)
È tutto collegato, anche quando sono partite separate, sono mosse di un unico torneo: quello di POSIZIONAMENTO delle potenze e super-potenze in questo nuovo Mondo.
Il problema è che, in queste partite, il Diritto Internazionale è purtroppo moribondo.
Ma il motivo per cui lo sia va cercato nella politica estera occidentale post-‘91, cioè durante quel Monopolarismo americano nel Mondo, con le azioni militari o sovversive delle amministrazioni Clinton (Serbia), Bush (Iraq e Afghanistan) e Obama (Primavere arabe, Euromaidan, Libia e Siria), assieme principalmente alla Gran Bretagna di Blair e Cameron e la Francia di Chirac e Sarkozy, ben prima di Trump (e  di Netanyahu).
Oggi le altre potenze, rivitalizzate come la Russia o emergenti come la Cina, si adeguano alle regole scelte - ahi noi - proprio dall’Occidente. Ed anche Trump, si adegua alle regole che ha ricevuto dai suoi predecessori.
Ora, come fare per avere in futuro un Mondo meno agitato e quindi meno pericoloso?
Bisogna far diventare questo Multi-polarismo, dove ognuno agisce secondo i propri interessi, in Multi-lateralismo, dove ognuno agisce insieme all’altro nell’interesse comune.
E, per questo, ci vogliono sforzi enormi e chissà quanti decenni.
Deve intanto terminare la fase di posizionamento con un equilibrio stabile di compromesso, poi si dovranno riformare gli organismi internazionali (a partire dalla revisione dell’Onu, della composizione del suo Consiglio di Sicurezza e delle regole della sua Assemblea) e, solo a quel punto, si potrà ricostruire un Diritto Internazionale universalmente riconosciuto e possibilmente rispettato.
Giancarlo Paonessa


La Cina reagirà, è costretta a farlo, con i suoi tempi e modi, ma lo farà, pena vedere la propria esistenza strangolata dal tentativo americano di riprendere il controllo mondiale. Il rischio di un confronto diretto aumenta.
Andrea Palazzetti


Basterebbe riconoscere che tutti gli uomini hanno pari dignità e che la nostra casa comune la Terra è ciò che va tutelato più di ogni altra cosa. Invece facciamo esattamente l'opposto dell'utile e del necessario. Tutte queste guerre per le risorse energetiche e le terre rare necessarie a costruire computer sempre più veloci e potenti, telefoni più performanti, robot che sostituiscono l'umano, ma a chi serve tutta 'sta roba? E pure 'sti ricconi pieni di botulino che vivono alla mercé degli Epstein, che rubano persino alle loro madri (vedi la faida Agnelli), che ostentano sicurezza per coprire la loro nullità umana, malati di potere e denaro ma che vita fanno? Boh! 
Ma si fermassero un attimo a riflettere!
Carla Ricci




mercoledì 7 gennaio 2026

Situazioni preoccupanti nel mondo...


martedì 6 gennaio 2026

Il Venezuela si riorganizza... (per far cosa?)