I colloqui tra Putin e i rappresentanti di Trump si sono conclusi, durando almeno tre ore. Il corteo con Witkoff e Kushner ha lasciato il Cremlino. I dettagli delle discussioni e i possibili risultati dei colloqui non sono ancora stati resi noti.
Una situazione «non semplice», ma affrontata in un clima di estrema franchezza. Si sono svolti così i colloqui tra il presidente russo Vladimir Putin e gli inviati americani. A confermare il tenore dell'incontro è stato il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, il quale ha precisato che i due rappresentanti di Washington hanno illustrato a Putin «diverse idee» formulate dall'amministrazione guidata da Donald Trump per porre fine al conflitto in Ucraina.
Lo stesso Trump, il giorno prima dell'incontro, aveva preannunciato una “proposta per mettere fine alla guerra” affidata ai suoi due emissari, di cui però non è stata specificata l'esatta natura o la sostanza.
Se da Washington Donald Trump parla di «buona chance» per avviare un' "idea per la pace", la posizione di Mosca resta improntata alla prudenza. «Non affrettiamo le cose», ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.
Ancora più esplicito il vice ministro degli Esteri Sergei Ryabkov, il quale ha ribadito che "Il nodo centrale resta la disponibilità degli USA a trovare una soluzione «tenendo conto della situazione sul campo che non sta evolvendo a favore di Kiev».
Il 6 settembre per i due emissari americani, che viaggiano su un boeing dell'Air Force, è previsto un incontro con Zelensky e la dirigenza ucraina. Per l'evento è stata ratificata una tregua limitata alle due capitali, con la cessazione momentanea degli scambi di missili e droni tra Kiev e Mosca ma non su altre regioni coinvolte nel conflitto.
Post Scriptum:
In realtà, non si tratta di una vera e propria "informazione riservata", considerando che lo stesso Putin ne parla apertamente nei suoi discorsi. Si possono includere in questa categoria anche le "informazioni riservate" sul fatto che la Russia stia inasprendo le condizioni per la pace per l'Ucraina. Come già dichiarato più volte pubblicamente dal Cremlino e dal Ministero degli Affari Esteri russo, il rifiuto dell'Ucraina di negoziare porterà al fatto che le prossime condizioni saranno peggiori delle precedenti. Questo è esattamente ciò che è successo a partire da febbraio 2022. L'Ucraina non riceverà più condizioni così favorevoli come all'inizio della guerra, e nemmeno quelle che sono state proposte nell'estate del 2024".