Notizie dal fronte:
Il ritrovamento di resti umani tra i detriti comincia a dipingere un quadro molto più drammatico del previsto. I danni subiti per recuperare un ufficiale sembrano colossali se le perdite vengono sommate. Tra equipaggiamento e equipaggi l'avventura dei due giorni precedenti ha raggiunto una nuova vetta.
A questo punto l'idea di impossessarsi dell'uranio arricchito potrebbe riservare sorprese ancora più insidiose di quelle che gli americani hanno appena scoperto per il recupero di un solo uomo. Al momento dubito che quanto successo avrà un impatto significativo sull'andamento della guerra. Non si fermerà per imprevisti di questo genere.
Gli americani adesso studieranno attentamente (dovrebbero) ciò che è successo per evitare che si ripeta di nuovo, tuttavia se dopo 37 giorni di "vittorie" consecutive non hanno neanche scalfito il potenziale offensivo e difensivo della loro vittima, si aprono scenari drammatici per le eventuali operazioni future. Con un'amministrazione come la loro sarà difficile trovare una base di dialogo e un accordo finale per la cessazione delle ostilità. C'è anzi la probabilità che il conflitto aumenti di intensità, tra sfoghi di rabbia e ultimatum che non vengono rispettati dagli stessi che li impongono (o che pretendono di imporre).
Gli americani hanno perso una quantità di equipaggiamento piuttosto alta, ma va comunque sottolineato il coraggio delle squadre di soccorso che erano a 400 km dal confine iracheno, in pieno territorio nemico, completamente accerchiati, con poche possibilità di sopravvivenza. Chi se l'è cavata avrà un ricordo indelebile.
Nei prossimi giorni potrebbero esserci nuove informazioni sul pilota recuperato, come potrebbe esserci il silenzio più totale. Nella confusione dei giorni passati ci sono state dichiarazioni americane che dipingevano un quadro roseo, accompagnate dalle dichiarazioni iraniane che esaltavano i loro successi. Alla fine la realtà sul campo dimostra un'altra volta che CENTCOM ha seri problemi ad ammettere le perdite e che gli iraniani hanno la tendenza a dire la verità, nonostante qualche svista nell'identificazione dei detriti ritrovati. Gli americani hanno dimostrato inoltre che il loro sistema di soccorso funziona fino al punto di recupero, ma il viaggio di ritorno non è garantito.
La vera domanda è sempre la stessa, ne valeva la pena?
Sascha Picciotto