lunedì 25 luglio 2022

UNITI PER LA COSTITUZIONE: LA GRANDE LOTTA PER LA DEMOCRAZIA HA INIZIO...



Alle elezioni del 25 settembre 2022 non soltanto voterò ma farò anche campagna elettorale in favore di Uniti per la Costituzione, una lista di coalizione che segna un mutamento di scenario ovvero la maturazione di una speranza per tutti coloro che comprendono la deriva totalitaria ch’è in atto nei sistemi politici occidentali e in Italia in particolar modo. 

Uniti per la Costituzione nasce dal coalizzarsi dei partiti Ancora Italia, Riconquistare l’Italia e Partito Comunista ma, in queste ore, altre forze vi si stanno unendo. 

Si tratta di una novità per i seguenti motivi:

a) Per la prima volta da decenni, una forza politica esprimente una visione del mondo fino in fondo alternativa all’ideologia neoliberale dominante, ha la concreta possibilità di superare lo sbarramento del 4%.

b) Per la prima volta dagli albori della Repubblica, organizzazioni e persone provenienti da culture politiche diverse, si uniscono accomunate dall’istanza di difendere e rigenerare la democrazia costituzionale. Questo implica un positivo superamento di quella mendace divisione destra/sinistra con cui l’ideologia neoliberale, da decenni, dissimula il proprio dominio incontrastato.

Dopo che Mario Draghi e i giornali di proprietà del ceto finanziario hanno apertamente enunciato di voler eliminare dal quadro politico qualsiasi forma di opposizione, l’operazione golpista-eversiva è proseguita da parte del governo con l’indire elezioni a distanza di due mesi, ovvero cercando di togliere all’opposizione il tempo di raccogliere firme per presentarsi.

Tutto questo avviene mentre si delinea all’orizzonte uno scenario composto da tre diversi stati d’emergenza – bellico, climatico e sanitario – tutti finalizzati a generare uno stato di polizia col quale tenere a freno le proteste che l’aumento della disoccupazione e la chiusura delle piccole imprese inevitabilmente genereranno.

Questa, dunque, è una lotta mortale per la democrazia e contro quei poteri sovranazionali che stanno portando il mondo verso il baratro: si può scegliere di lottare con quello che c’è di disponibile e di sporcarsi le mani, oppure si può fare gli schizzinosi e restare alla finestra a guardare. Pertanto, a quest’ultima e variegata categoria, penso sia il caso di dire parole chiare.

AGLI ASTENSIONISTI dico, da persona che si è astenuta dal voto numerose volte, che in questa circostanza storica l’astensione è un atto irresponsabile. 

Le società capitaliste, oggi, non hanno bisogno del consenso della maggioranza della popolazione. Sono quarant’anni che l’astensionismo aumenta a dismisura in tuti i paesi occidentali, ma questo non ha recato ai governanti alcuna crisi di legittimità, poiché si tratta di un fenomeno da essi previsto e anzi auspicato: se a votare vanno solo i sostenitori del regime in carica, infatti, il regime stesso si fortifica. 

Dunque, è bene che stavolta gli astensionisti comprendano che la loro posizione non ha alcun senso strategico e che, anzi, essa si fonda più su una forma di radicalismo emozionale che su un ragionamento.

AGLI UNITARISTI A OLTRANZA, dico che chi scrive si è impegnato per due anni a sostenere i tentativi di dare vita a una coalizione che mettesse assieme tutte le forze dell’opposizione democratica al regime neoliberale, senza esclusioni. 

Come molti sanno, però, quantunque numerose volte esortate, le forze politiche Italexit e Movimento 3V hanno rifiutato di allearsi con le altre. Mentre il CLN di Ugo Mattei, pochi giorni fa, ha annunciato l’intenzione di non partecipare alla tornata elettorale. 

In queste condizioni, non rimane altro che sostenere quelle forze che un processo coalizionale sono comunque riuscite a innescarlo, ovvero quelle che hanno determinato la maggiore unità che, a oggi, risulta possibile. 

AI PERFEZIONISTI E AI MORALISTI dico che, all’interno di qualsiasi coalizione politica, ci saranno sempre organizzazioni e persone che a ciascuno di noi per qualche motivo non aggradano. 

Stare a spaccare il capello in quattro sulle contraddizioni o le colpe passate di questo o quello, è narcisismo moralista fine a se stesso. 

Quello che conta, invece, è la chiarezza della prospettiva e, in questo caso, la prospettiva implica la critica al neoliberalismo, alla globalizzazione, all’Unione Europea, all’emergenzialismo pandemico e alla NATO.  

AI DEPRESSI EX-5 STELLE, ovvero a coloro che dicono “se il M5S ha tradito, perché questi altri dovrebbero essere diversi?”: orbene, nulla può azzerare del tutto la possibilità che il singolo soggetto politico si rimangi gli impegni presi. 

Ma quando il soggetto in questione – come nel caso di Uniti per la Costituzione - reca un’analisi sistemica della fase storica e una visione del mondo almeno a grandi linee definita, questo rischio certamente diminuisce. 

Quando, invece, il soggetto politico rivendica di non avere un pensiero analitico e addirittura enuncia – come nel caso del M5S - che i problemi del mondo basta risolverli tecnicamente caso per caso, allora il tradimento diventa inevitabile. 

Chi non ha un pensiero, cioè, sul medio termine non potrà fare altro che fare proprio il pensiero dominante. 

Questa è stata, appunto, la parabola del M5S e l’errore è stato dei tanti che hanno voluto credere che si potesse attribuire fiducia a una forza politica priva di visione del mondo.

Insomma, la battaglia è appena iniziata e chi ha consapevolezza di tutti questi problemi e dei rischi che la civiltà umana sta correndo, non può restare a guardare. 

Per questo, esorto tutti a sostenere Uniti per la Costituzione con la propaganda online e sul territorio, attraverso la raccolta di firme, nonché partecipando alle numerose iniziative elettorali che saranno indette nei prossimi giorni.

Riccardo Paccosi 






domenica 24 luglio 2022

Milano, 26 luglio 2022 - CONTRO LA GUERRA E PER LA GIUSTIZIA SOCIALE

 


Il rischio di una guerra aperta resta alto, mentre la maggior parte dei Paesi non allineati all'Occidente sta stringendo relazioni diplomatiche sempre più concrete a favore di un mondo multipolare, non più subordinato all'unipolarismo di rapina che Washington e la NATO impongono da decenni.

 

All'interno di questo quadro l'Italia, assieme all'Unione Europea, sta continuando a adottare misure controproducenti e isolazioniste, le quali già dallo scorso autunno hanno cominciato a ripercuotersi con il carovita dell'energia e di tutti i beni di consumo, ricadendo inevitabilmente sulle spalle dei lavoratori.

 

Questo il giusto saluto al nostro compagno e amico Luigi Tranquillino, il quale ci ha lasciati il 19 luglio scorso dopo una vita di lotta contro la guerra imperialista e per la giustizia sociale.

 

Ci ritroviamo martedì 26 luglio 2022, alle ore 18.15, in Piazza dei Mercanti a Milano.

 

Comitato Contro La Guerra Milano
La Casa Rossa

sabato 23 luglio 2022

L'Europa si prepara al "genere neutro"....

 


“L'Europa finirà i suoi giorni come una vecchia civiltà che ne ha resa possibile un'altra e che ha l'obiettivo di porvi fine. Esausta, sopraffatta, minacciata dall'interno e dall'esterno, l'Europa procede dalla civiltà greco-romana-giudaico-cristiana, vale a dire da Omero a Solzhenitsyn, alla ‘civiltà della fine delle civiltà’: il transumanesimo. Non finirà come un piccolo promontorio del continente asiatico, ma sul carro delle scope della carovana americana. L'Europa sta lavorando sodo sulla stessa propaganda, come quando in un documento della Commissione si apprende che è necessario abolire i riferimenti al genere, non dire più ‘signore’ e ‘signora’, bandire la parola ‘Natale’ e i nomi ‘Jean’ e ‘Marie’. Ed eccoci qui…”.

Così scrive Michel Onfray nel suo secondo volume de La nef des fous, la nave dei folli, appena uscito in Francia per le belle edizioni Robert Laffont. Una sorta di cronaca di un Occidente impazzito. “Raccolta di aneddoti giorno per giorno sulla salute di un vecchio che sta per morire, l'Europa, su cui sputiamo, che deridiamo e prendiamo in giro, sopraffatti dalla patologia dell'odio verso se stessi, segno evidente di decadenza”.

A fine aprile negli Stati Uniti è arrivato il "passaporto genderless". I cittadini americani scelgono di non dichiarare e far comparire il proprio sesso. Al posto di maschio o femmina c’è anche una "X". Antony Blinken, a capo del Dipartimento di Stato, ha salutato il passaporto "gender neutral" come una “pietra miliare”.

E l’Europa ha deciso di sbattere la testa sulla stessa pietra. La Commissione UE di Bruxelles ha appena lanciato l’idea del passaporto neutro, auspicando che tutti gli stati membri lo adottino quanto prima (Austria, Danimarca, Germania, Islanda, Irlanda, Malta e Olanda già li hanno).

In Inghilterra il passaporto neutro è stato bocciato dalla Corte suprema, che ha riconosciuto l’importanza giuridica del sesso.
E pensare che a far compiere all'Europa i primi passi verso l'unità furono Robert Schuman, Konrad Adenauer e Alcide De Gasperi. Resta qualcosa della loro eredità? O non resterà che uscirne?

Le Figaro racconta come Bruxelles stia finanziando massicciamente nelle università europee l’ideologia gender.

La prestigiosa Sciences Po a Parigi ha lanciato il progetto “Egera” con 2,2 milioni di euro di sovvenzioni della UE. “L'idea è quella di promuovere il gender nell'insegnamento”, spiega Hélène Périvier, coordinatrice del progetto. Un documento della Commissione Europea citato da Onfray, oltre a suggerire di evitare di dire “Buon Natale”, prevedeva la lotta contro la “mascolinità”. E la Commissione ha dichiarato una guerra politica e legale contro la legge dell’Ungheria che vieta l’insegnamento del gender a scuola. Non è un caso che un quarto degli eurodeputati siano membri dell'intergruppo LGBT (174 su 766 eletti), che ne fa il più grande intergruppo del Parlamento europeo.

La femminista norvegese Christina Ellingsen rischia intanto tre anni di carcere per “incitamento all’odio” per aver detto in televisione a un uomo, “tu sei un uomo e non puoi essere una madre”.
“Distruggi la libertà, impoverisci la lingua, abolisci la verità, sopprimi la storia, nega la natura, diffondi l'odio” scrive Onfray ne La nef des fous. “Questo è l'impero a cui aspirano i turiferi dell'Europa di Maastricht”.

Ma come ci si arriva? “È l'opera della goccia d'acqua che, attraverso la ripetizione, perfora la pietra più solida” scrive ancora Onfray. “Ogni giorno l'Impero avanza con un esercito di rozzi che si definiscono progressisti: politici, ideologi, attivisti, intellettuali, accademici, registi, giornalisti, sindacalisti, artisti, imprenditori, pubblicisti, editorialisti e persone che lavorano a questa grande impresa di eugenetica della civiltà”.

Joseph Overton mise a punto una straordinaria teoria denominata “finestra di Overton”. Come si fa a trasformare un’idea da inaccettabile a supinamente accettata e poi imposta, fino ad arrivare a pensare tutti nello stesso modo? Manipolazione del linguaggio. Overton previde sei punti:
Impensabile. Quando l’idea appare è inaccettabile. Ma si inizia a parlarne e si apre la finestra successiva.
Radicale. L’idea continua a essere considerata inopportuna e letta come una provocazione.
Accettabile. Ci si chiede se abbia senso vietarla agli altri. In questa fase giornali e tv si aprono ai presunti “esperti”.
Ragionevole. L’idea ha perso il carico eversivo.
Diffuso. Ora l’idea raccoglie consenso.
Legale. L’idea diventa legge.

Gli anni ‘60 erano impensabili, i ‘70 radicali, gli ‘80 accettabili, i ‘90 ragionevoli, i primi Duemila diffusi e questo è il decennio della legalità.

Il primo fu il premier socialista spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero, che nel 2004 vietò i tradizionali riferimenti di genere nei documenti di famiglia. Nei certificati di nascita, “padre” e “madre” vennero rimpiazzati da due neologismi: “Progenitore A” e “Progenitore B”. Poi fu la volta della Francia, dove nel libretto di famiglia i termini “sposo o padre” e “sposa o madre” furono sostituiti da “uno dei genitori”. Poi ci si mise l’America a inventare il neutro, quando l’Università del Vermont è stata la prima a creare un nuovo pronome né femminile né maschile.

Quale sarà l’esito successivo? Far cadere ogni riferimento al sesso sulla carta d’identità, come hanno deciso in Belgio. Niente più maschi, femmine e X.

E così, come scrive sul Journal du dimanche il professor René Frydman, che ha fatto nascere la prima bambina in provetta in Francia nel 1982, per far passare l’utero in affitto si cambia significato alle parole: “Negli anni ‘80 si è cominciato a parlare di ‘madri surrogate’.

Negli anni ‘90 è apparsa l’espressione ‘gestazione per altri’. Da affitto, è diventato regalo. Ora si parla di ‘surrogata etica’”. E così in America l’aborto all’ottavo e nono mese viene chiamato “aborto a nascita parziale” (nel senso che per eseguirlo si deve indurre il parto e far uscire la testa del bambino, l’Illinois lo ha legalizzato due anni fa), la Commissione UE finanzia campagne dove il velo islamico è sinonimo di “libertà” e in Belgio si legalizza l’eutanasia dei neonati quando la loro “qualità della vita” è bassa.

Per dirla ancora con Michel Onfray di La nef des fous, “se uccidi un gattino lanciandolo contro un muro e metti in rete il video del crimine, scatenerai un bronco planetario sul web e manderai in prigione il suo autore. Ma il Parlamento francese vota una legge che consente, per ‘motivi psicosociali’, di abortire un bambino di nove mesi”.
Se “maschio” e “femmina” non esistono più ma sono soltanto costruzioni culturali, anche la “morte” e la “vita” perderanno di significato. E non ci sarà più niente a frapporsi fra l’essere umano, lo stato e un’ideologia.

 Giulio Meotti



venerdì 22 luglio 2022

PFAS - Solvay di Spinetta Marengo

 


Di frequente ci pensano  gli incidenti a ricordare  che lo stabilimento Solvay di Spinetta Marengo è classificato ad alto rischio chimico e di catastrofe industriale, considerando che la vita della città potrebbe annientarsi senza la scalfittura di un muro e che neppure la popolazione è preparata ad un forse inesistente piano  di emergenza di allarme, evacuazione e cura. Talvolta avviene che la popolazione sia scaraventata giù dai letti, come per il boato del 23 maggio scorso.  Più spesso la morte si aggira silenziosa.

L’ultimo incidente, come sempre di notte, è avvenuto al reparto Algofrene dove vengono fatti reagire i gas per produrre i composti fluorurati utilizzati nello stabilimento, tra cui anche i PFAS. “Gli Algofreni sono sempre stati il reparto critico per eccellenza”, testimonia Lino Balza al processo: leggi J’accuse su Ambiente Delitto Perfetto,  “impregnato di veleni e a rischio di sprofondamento (gli sono state fatte iniezioni di cemento per sorreggerlo), quante volte dovemmo protestare come Consiglio di fabbrica per i solventi buttati nottetempo direttamente nel terreno, si è spesso parlato di spostarlo o chiuderlo. Era già famoso a livello nazionale quando fu oggetto di clamorose manifestazioni di Greenpeace tra cui  la scalata che organizzammo alle ciminiere issando striscioni”.

Anche per l’ultimo incidente si è ripetuto il rituale. L’Arpa interviene quando i buoi sono già scappati: il gas è stato respirato dove il vento l’ha portato. I giornali chiedono senza risposta: “C’è stata fuga di gas? quali sostanze sono state cercate? quali risultati delle misurazioni dei dati  di monitoraggio esterni?”.

Siccità, manca l’acqua e Solvay avvelena le falde.

La multinazionale promette di smettere fra cinque anni. Il candidato sindaco: cittadini pazientate gli  altri morti e ammalati.

l’ExtraTerrestre”, il settimanale ecologista del Manifesto, dedica un intero numero (8 pagine) alla questione della siccità estrema che mette in ginocchio l’Italia. In particolare, nel servizio di Mauro Ravarino, è messa in rilievo “la minaccia alla disponibilità di acqua che deriva dall’inquinamento delle falde, dovuto a scarichi e sversamenti industriali che raggiungono le acque sotterranee”. Le falde sono per natura rinnovabili e di buona qualità ma hanno tempi di ricarica molto lunghi mentre  in Italia  sono sempre più sotto pressione delle attività industriali. E il giornale prende appunto a riferimento l’avvelenamento dei PFAS: sostanze perfluoroalchiliche riconosciute come interferenti endocrini e cancerogeni dalla scienza internazionale.

Due gli scandali evidenziati: quello delle acque di vasti territori del Veneto irrimediabilmente contaminati dalla Miteni di Trissino, contro la quale (dopo chiusura) si è arrivati finalmente a processo. E soprattutto “quello della contaminazione da Pfas in provincia di Alessandria, ad opera della Solvay di Spinetta Marengo, dove –nonostante la presenza di questi inquinanti accertata nella falda esterna della fabbrica e nei fiumi Bormida Tanaro e Po- la multinazionale belga ha ottenuto dalla Provincia di Alessandria l’estensione della AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) per l’uso e la  produzione del Pfas C6O4 (dopo PFOA  e ADV)”.

Il servizio avverte: “Il tempo sta scadendo. O si inverte la rotta oppure andrà peggio”.  Un acquedotto è già bloccato, due Comuni sono già in emergenza idrica. Andrà sicuramente peggio se Solvay non ferma immediatamente le produzioni. Così come è stata costretta a fare negli Stati Uniti. Come sarebbe costretta in Italia se fosse approvato il Disegno di legge presentato dal senatore Mattia Crucioli che mette al bando i Pfas.

Lo specchietto per le allodole

Invece Solvay in questi giorni  ha ribadito lo status quo prendendo tempo. Dunque ha esposto uno specchietto per le allodole impegnandosi, ennesima promessa del marinaio, a sostituire gli attuali Pfas con sostanze innocue. Sostituirli non subito ma dal 2026, morti e ammalati nel frattempo compresi nel prezzo. Sostituire con cosa? con l’ennesimo sostituto peggiore del precedente? Come già fatto per il Pfoa con il C6O4 autorizzato come innocuo dalla Provincia (Lega)? Ebbene, l’allodola Gianfranco  Cuttica, che sta riproponendo la sua candidatura (Lega) a Sindaco, si è subito riflesso entusiasta nello specchietto di Solvay. I due storici complici (gli altri due leghisti sono Provincia e Regione), d’altronde, sono ben consapevoli che i Pfas in aria-acqua-suolo sono solo la punta del’iceberg del disastro ecosanitario di Alessandria, e che le controverse  chiusure dello stabilimento vanno ben oltre i PFAS.

RETE Ambientalista  - movimentodilottaperlasalute@reteambientalista.it 



Post scriptum. Una analisi tecnica (clicca qui) dello scarico dei reflui Solvay nei fiumi Bormida Tanaro Po, di Claudio Lombardi ex assessore all’Ambiente del Comune di Alessandria.

mercoledì 20 luglio 2022

Per fregare l'Italia ci vuole un Draghi...



"Spogliare la Grecia è stato uno scherzo. 
Aeroporti, qualche isola, industrie zero, terre poche, risparmi privati ridicoli, demanio interessante. 
Comunque la Grecia aveva un Pil inferiore alla sola provincia di Treviso.
È bastato un sol boccone.

PER L’ITALIA È DIVERSO: 
Un capitale assolutamente enorme.
Secondo al mondo in quanto a risparmio privato, primo come abitazioni di proprietà, terre di valore assoluto e coste meravigliose.

Quinta potenza industriale al mondo prima dell'euro, ottava oggi.
Il Made in Italy è ancora oggi il marchio numero uno al mondo, davanti a Coca Cola.
Biodiversità superiore alla somma di tutti gli altri paesi europei.

Come capitale artistico monumentale, non ne parliamo neanche: è superiore a quello di tutto il resto del mondo.
Francia e Germania, più qualche fondo americano, cinese o arabo hanno fatto la spesa da noi a "paghi uno e prendi quattro".

Tutto il lusso e la grande distribuzione sono passati ai francesi insieme ai pozzi libici passati da Eni e Total.
Poi anche Eni è diventata a maggioranza americana.

Anche il sistema bancario è passato ai francesi insieme all'alimentare.
I tedeschi si sono presi la meccanica, e il cemento. 

Gli indiani tutto l'acciaio.

I Cinesi si son presi quote di TERNA, e tutto PIRELLI agricoltura.


Se ne sono andate TIM, TELECOM, GIUGIARO, PININ FARINA, PERNIGOTTI, BUITONI, ALGIDA, GUCCI, VALENTINO, LORO PIANA, AGNESI, DUCATI, MAGNETI MARELLI, ITALCEMENTI, PARMALAT, GALBANI, LOCATELLI, INVERNIZZI, FERRETTI YACHT, KRIZIA, BULGARI, POMELLATO, BRIONI, VALENTINO, FERRE’, LA RINASCENTE, POLTRONA FRAU, EDISON, SARAS, WIND, ANSALDO, FIAT FERROVIARIA, TIBB, ALITALIA, MERLONI, CARTIERE DI FABRIANO, ..... Ma...non hanno finito.

Ci sono rimaste ancora le case e le cose degli italiani.

E I LORO RISPARMI. CIRCA 3.000 MILIARDI DI EURO. 
ORA VOGLIONO QUELLI.

Ecco chi ha chiamato Mattarella e gli ha "intimato " di procedere a sbarrare la strada a chi poteva mettere a rischio la prosecuzione della spoliazione.

I fondi di investimento, i mercati, che, come ricordavo raccolgono i soldi delle mafie, tutte, grandi e piccole, dei traffici di droga, di umani, di truffe internazionali, di salvataggi bancari, del "nero" delle grandi multinazionali, siano esse del commercio, dei telefonini, della cocaina o delle armi, questi fondi di investimenti dicevo, non hanno finito.
Ora tocca alle poche industrie rimaste, ai fondi pensioni, ai conti privati, agli immobili. Ora tocca a noi. 
Ecco perché non serve a nulla mediare, arretrare un po'.

Non si placheranno, l'abbiamo già visto. BISOGNA FERMARLI ORA.
Ogni generazione ha il suo Piave. Questo è il nostro."

Gian Micalessin, giornalista indipendente



Commento di Morena Oro: "Quando Salvini da ministro dell'interno provò a dire che voleva pieni poteri ci fu l'apocalisse. Ora Grisù li vuole da presidente del consiglio, perché lo chiedono gli italiani (...mioddio non ce la faccio più a sentire ste farneticazioni) e quelli che inorridivano per la richiesta di Salvini si spellano le mani dagli applausi!! Ci sono pieni poteri e Pieni Poteri ovvio. Sempre il doppiopesismo che ci contraddistingue. Ad ogni modo...il parlamento serve per evitare i pieni poteri di qualcuno, se ve lo foste dimenticati, che non portano mai bene. Praticamente Mariuccio per non andarsene pretende di fare il cazzo che vuole...e parlamento zitto e mosca, d'ora in avanti. Capite perché quando si vaneggia sul fascismo per poi applaudire sta roba rimpiango che non esistano più i manicomi?..."

martedì 19 luglio 2022

Per non dimenticare... Paolo Borsellino

 


Queste sono le parole di un vecchio ex magistrato che e’ venuto nello spazio di due mesi due volte a Palermo con il cuore a pezzi a portare l’ultimo saluto ai suoi figli, fratelli e amici con i quali ho diviso anni di lavoro di sacrificio di gioia, anche di amarezza. Soltanto poche parole per un ricordo, per un doveroso atto di contrizione che poi vi diro’ e per una preghiera laica ma fervente.

Il ricordo e’ per l’amico Paolo, per la sua generosita’, per la sua umanita’, per il coraggio con cui ha affrontato la vita e con cui e’ andato incontro alla morte annunciata, per la sua radicata fede cattolica, per il suo amore immenso portato alla famiglia e agli amici tutti. Era un dono naturale che Paolo aveva, di spargere attorno a se’ amore. Mi ricordo ancora il suo appassionato e incessante lavoro, divenuto frenetico negli ultimi tempi, quasi che egli sentisse incombere la fine. Ognuno di noi e non solo lo Stato gli e’ debitore; ad ognuno di noi egli ha donato qualcosa di prezioso e di raro che tutti conserveremo in fondo al cuore, e a me in particolare mancheranno terribilmente quelle sue telefonate che invariabilmente concludeva con le parole: “Ti voglio bene Antonio” ed io replicavo “Anche io ti voglio bene Paolo”.

C’e’ un altro peso che ancora mi opprime ed e’ il rimorso per quell’attimo di sconforto e di debolezza da cui sono stato colto dopo avere posato l’ultimo bacio sul viso ormai gelido, ma ancora sereno, di Paolo. Nessuno di noi, e io meno di chiunque altro, puo’ dire che ormai tutto e’ finito.

Pensavo in quel momento di desistere dalla lotta contro la delinquenza mafiosa, mi sembrava che con la morte dell’amico fraterno tutto fosse finito. Ma in un momento simile, in un momento come questo coltivare un pensiero del genere, e me ne sono subito convinto, equivale a tradire la memoria di Paolo come pure quella di Giovanni e di Francesca.

In questi pochi giorni di dolore trascorsi a Palermo che io vi confesso non vorrei lasciare piu’, ho sentito in gran parte della popolazione la voglia di liberarsi da questa barbara e sanguinosa oppressione che ne cancella i diritti piu’ elementari e ne vanifica la speranza di rinascita. E da qui nasce la mia preghiera dicevo laica ma fervente e la rivolgo a te, presidente, che da tanto tempo mi onori della tua amicizia, che e’ stata sempre ricambiata con ammirazione infinita. La gente di Palermo e dell’intera Sicilia, ti ama presidente, ti rispetta, e soprattutto ha fiducia nella tua saggezza e nella tua fermezza. Paolo e’ morto servendo lo Stato in cui credeva cosi’ come prima di lui Giovanni e Francesca. Ma ora questo stesso Stato che essi hanno servito fino al sacrificio, deve dimostrare di essere veramente presente in tutte le sue articolazioni, sia con la sua forza sia con i suoi servizi. E’ giunto il tempo, mi sembra, delle grandi decisioni e delle scelte di fondo, non e’ piu’ l’ora delle collusioni degli attendismi dei compromessi e delle furberie, e dovranno essere, presidente, dovranno essere uomini credibili, onesti, dai politici ai magistrati, a gestire con le tue illuminate direttive questa fase necessaria di rinascita morale: e’ questo a mio avviso il primo e fondamentale problema preliminare ad una vera e decisa lotta alla barbarie mafiosa. Io ho apprezzato le tue parole, noi tutti le abbiamo apprezzate, le tue parole molto ferme al Csm dove hai parlato di una nuova rinascita che e’ quella che noi tutti aspettiamo, e laddove anche con la fermezza che ti conosco hai giustamente condannato, censurato, quegli errori che hanno condotto martedi’ pomeriggio a disordini che altrimenti non sarebbero accaduti perche’ nessuno voleva che accadessero.

Solo cosi’ attraverso questa rigenerazione collettiva, questa rinascita morale, non resteranno inutili i sacrifici di Giovanni, di Francesca, di Paolo e di otto agenti di servizio. Anche a quegli agenti che hanno seguito i loro protetti fino alla morte va il nostro pensiero, la nostra riconoscenza, il nostro tributo di ammirazione. Tra i tanti fiori che ho visto in questi giorni lasciati da persone che spesso non firmavano nemmeno il biglietto come e’ stato in questo caso, ho visto un bellissimo lilium, splendido fiore il lilium, e sotto c’erano queste poche parole senza firma: “Un solo grande fiore per un solo grande uomo solo”. Mi ha colpito, presidente, questa frase che mi e’ rimasta nel cuore e credo che mi rimarra’ per sempre.

Ma io vorrei dire a questo grande uomo, diletto amico, che non e’ solo, che accanto a lui batte il cuore di tutta Palermo, batte il cuore dei familiari, degli amici, di tutta la Nazione. Caro Paolo, la lotta che hai sostenuto fino al sacrificio dovra’ diventare e diventera’ la lotta di ciascuno di noi, questa e’ una promessa che ti faccio solenne come un giuramento.

“Preghiera laica ma fervente” pronunciata da Antonino Caponnetto ai funerali di Paolo Borsellino il 24 luglio 1992 a Palermo, presente il Presidente della Repubblica Scalfaro.
(Fonte: Nonviolenza in Cammino)




…………………………

Commento di M.R.: “…ho sentito in televisione Mattarella parlare di “sconfiggere la mafia”, detto da lui che è siciliano e presidente di uno stato che non riesce a prendere il capo Matteo Messina Denaro non perché non sa dove è, ma perché ha paura che una volta preso poi parli, mi ha confermato che la mafia non la sconfiggeremo mai perché di fatto la vera mafia è nelle nostre istituzioni”

lunedì 18 luglio 2022

Notizie confuse sottobanco dall'Ucraina....

 


Notizie confuse dall'Ucraina – Scrive Vittorio Nicola Rangeloni: “Zelensky ha silurato il capo 007 e il procuratore generale: troppi traditori. Nel nuovo videomessaggio rivolto ieri agli ucraini, l’ex comico Zelensky ha annunciato a sorpresa la rimozione dagli incarichi di Ivan Bakanov (SBU, Servizio di Sicurezza) e Irina Venediktova (Procuratore generale). Il motivo? Troppe spie, traditori e collaborazionisti. La decisione è stata presa senza passare per il parlamento dove, probabilmente, avrebbe comunque trovato l’appoggio necessario. “Ad oggi sono stati registrati 651 procedimenti penali per alto tradimento e attività di collaborazione di dipendenti della Procura e delle forze dell'ordine. (...) Più di 60 dipendenti dell’SBU sono rimasti nel territorio occupato e stanno lavorando contro il nostro Stato”, ha dichiarato il presidente ucraino...”

Altra notizia - La Gran Bretagna cerca traduttori ucraini – Scrive Sputnik: “Il ministero della Difesa della Gran Bretagna addestrerà 10mila militari ucraini. Ma deve affrontare una difficoltà inaspettata: la carenza di interpreti. Il Ministero ha annunciato l'assunzione immediata di traduttori. Ma i candidati che hanno superato il colloquio parlano dei bassi requisiti di conoscenza della lingua inglese. "A essere onesto, sono rimasto un po' sorpreso da come hanno condotto il colloquio. Hanno affermato di non aver bisogno di professionisti e mi è sembrato strano, perché stiamo parlando di armi, non di giocattoli", ha detto uno dei candidati...”