mercoledì 1 aprile 2026

La Cina promuove la Pace tra Pakistan e Afghanistan ... e negli USA il guerrafondaio Graham auspica la pace con l'Iran (Pesce d'Aprile?)



Il Pakistan e l'Afghanistan riprendono i colloqui di pace in Cina, con un primo round di incontri che si terrà a Urumqi con la mediazione cinese.

Secondo fonti diplomatiche, la Cina ha riunito le due parti grazie a sforzi costanti, invitandole con neutralità e buona volontà. La prima sessione esaminerà i precedenti colloqui tenutisi in Qatar, Turchia e Arabia Saudita.

I funzionari cinesi ascolteranno le posizioni di entrambe le parti e lavoreranno per stabilire un meccanismo reciprocamente accettabile e verificabile per allentare le tensioni e risolvere le questioni chiave. Le delegazioni dovrebbero includere rappresentanti dei ministeri della sicurezza, della difesa e degli affari esteri.  La Cina ha ribadito il suo impegno a promuovere il dialogo e a sostenere una soluzione pacifica tra i due Paesi.

Si vede che tira aria buona per la Pace, negli USA il guerrafondaio per eccellenza, il senatore Lindsey Graham, ora chiede a Trump di "calmarsi" sulla guerra con l'Iran e di promuovere gli sforzi di pace, un netto cambio di rotta rispetto alle sue precedenti dichiarazioni, in cui aveva ripetutamente spinto Trump ad intensificare il conflitto. (sembra un pesce d'aprile) 


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.) 

martedì 31 marzo 2026

Leal lancia il “Mese Cruelty Free”: ad aprile la consapevolezza diventa azione quotidiana...

 


In occasione della Giornata Mondiale degli Animali nei Laboratori, che ricorre il 24 aprile, Leal Lega Antivivisezionista annuncia il lancio del progetto “Mese Cruelty Free”.

L’iniziativa, giunta alla sua seconda edizione e pensata per diventare un appuntamento annuale, si propone di accompagnare quante più persone possibile in un percorso informativo e formativo, offrendo anche indicazioni pratiche per adottare uno stile di vita libero dalla sofferenza animale.

Il progetto si sviluppa per tutto il mese di aprile attraverso l’invio di cinque email, una a settimana, ricche di contenuti concreti. I partecipanti riceveranno analisi aggiornate sull’utilizzo degli animali nella sperimentazione, approfondimenti sui metodi sostitutivi già oggi applicati con successo nella ricerca scientifica e industriale, oltre a informazioni utili per intraprendere un percorso cruelty free.
 
Saranno indicati i loghi affidabili, e verrà spiegato come orientarsi tra le aziende etiche e a sperimentare semplici pratiche di autoproduzione domestica, utili a ridurre l’impatto dei propri consumi.

"Il 24 aprile è una data che richiama alla consapevolezza. Dietro ogni prodotto che utilizziamo quotidianamente può esserci la vita di un animale che non ha avuto scelta; noi, invece, quella scelta l’abbiamo – dichiara Giovanna Rossi, responsabile Cruely Free di Leal – e con questa iniziativa  vogliamo dimostrare che il cambiamento non arriva dall’alto, ma nasce da scelte di rispetto quotidiane, capaci di contribuire a un cambiamento più ampio".

L’iniziativa è gratuita e aperta a tutti. Trasformare la consapevolezza in azioni quotidiane significa scoprire che rispettare gli animali è semplice, concreto e alla portata di ciascuno.

Per aderire e ricevere il materiale informativo settimanale inviare un’email a mesecrueltyfree@leal.itinserendo nell’oggetto la parola “ISCRIZIONE”...





lunedì 30 marzo 2026

Notizie dal manicomio medio-orientale...

 


30 aprile 2026 - Il Primo Ministro israeliano Netanyahu ha ordinato all'esercito israeliano di ampliare le incursioni nel Libano meridionale in un contesto di crescente tensione regionale durante la guerra scatenata da Stati Uniti e Israele. Ciononostante, l'esercito israeliano sta affrontando serie difficoltà e subendo pesanti perdite in questa operazione, secondo la rivista Military Watch.

Anche un soldato della Forza di Interposizione delle Nazioni Unite (UNIFIL) è stato ucciso e un altro ferito a causa dell'esplosione di un proiettile in una postazione della missione di pace nella zona di Adshit al-Qusayr, nel Libano meridionale.

E' già trascorso un mese di guerra in Medio Oriente  con nessuna certezza sulle conseguenze. Il Pakistan può provare a fare da mediatore ma il risultato pare scontato. Nessun incontro, nessuna tregua. Dopo le minacce americane e israeliane di distruggere il settore energetico iraniano sono arrivati i fatti. Questo al momento non indebolisce il settore militare iraniano ma sicuramente crea le condizioni per una catastrofe umanitaria.

Sebbene gli Stati Uniti abbiano distrutto parte dell'arsenale missilistico iraniano durante la guerra, il problema principale rimane: fortezze sotterranee praticamente invulnerabili. Le truppe di Teheran possono rimanere pronte al combattimento anche dopo attacchi su vasta scala, poiché questi bunker sono in grado di resistere agli urti delle bombe americane più potenti, affermano gli esperti militari.

L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) conferma, tramite immagini satellitari, che l'impianto di acqua pesante di Khondab, parte del complesso nucleare iraniano di Arak, "ha subito gravi danni e non è più operativo". Inoltre le forze aeree statunitensi e israeliane hanno colpito un impianto petrolchimico a Tabriz.

Gli Stati Uniti hanno avviato un ordine di emergenza per l'acquisto di rifugi mobili per le truppe dislocate in Medio Oriente a seguito degli attacchi iraniani. Precedenti notizie di stampa indicavano che la maggior parte delle truppe statunitensi di stanza nella Penisola Arabica e dintorni sono state evacuate e trasferite  in hotel di lusso.


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

domenica 29 marzo 2026

In Iran vale il "sincretismo" religioso...


Ante Scriptum: "In Iran, il panorama religioso è caratterizzato da una complessa interazione tra la fede islamica sciita (seguita dalla maggioranza della popolazione) con l'integrazione di una minoranza sunnita e una stratificazione di tradizioni pre-islamiche. Sebbene l'Islam sciita imamita sia predominante e costituisca la base ideologica della Repubblica Islamica, persistono elementi sincretici e influenze antiche..." (P.D'A.)

LIran ha correttamente e strategicamente compreso una necessità storica e di prospettiva multipolare per il futuro. Infatti è dal 1987 che ha istituito la Conferenza Internazionale sull'Unità Islamica. (...)  Ad essa partecipano migliaia di studiosi islamici, mufti, ministri, studiosi e personalità di spicco provenienti dall'Iran e da tutto il mondo. Tra gli argomenti trattati figurano il confronto tra i movimenti takfiri, la resistenza palestinese, la "Nazione islamica unificata" e la promozione del rispetto reciproco tra le diverse connotazioni, oltre alla cooperazione tra gli stati musulmani.

In questo solco lavora anche il clero sunnita in IranMowlavi Nazir Ahmad Salami, membro del Consiglio supremo del Forum mondiale per la vicinanza delle scuole di pensiero islamiche,   membro dell'Assemblea degli Esperti della Leadership in Iran, rappresentante delle comunità sunnite del Sistan e Baluchistan, ha dichiarato, in un'intervista all’agenzia Iqna dopo l’aggressione israelo statunitense, che la rivoluzione islamica alla fine troverà la dignità della Ummah musulmana e la vittoria completa sui nemici dell'Iran“…L'unità musulmana vanificherà i complotti nemici e neutralizzerà le trame distruttrici pianificate dai nostri nemici…”.

Mawlawi Nazir Ahmad Salami, rappresentante del popolo di Sistan e Baluchestan nell'Assemblea degli Esperti, riferendosi agli sviluppi della regione, ha detto che “…I nostri  nemici stanno usando l'arma della discordia mentre cercano di minare le nazioni islamiche... essi cercano di supervisionare la disgregazione delle nazioni islamiche e stanno cercando di ridisegnare le mappe del Sistan e Baluchestan in linea con un complotto vecchio di decenni… il nostro Paese e popolo, il mondo intero ha attualmente bisogno di unità e giustizia e di eradicazione della discriminazione e della crudeltà più che mai…”, ha dichiarato la guida sunnita iraniana.

Anche le altre minoranze religiose che sono parte del popolo iraniano, si sono schierate fermamente per la difesa della nazione contro l’aggressione.

Dal Mandaeismo, noto anche come nasoreismo o sabianesimo, una religione gnostica, monoteista ed etnica, i cui aderenti, seguono Giovanni Battista noto anche come Yaḥyā ibn Zakarīyā. Il numero dei mandaei iraniani è stimata in circa 65.000 seguaci, essi sono concentrati principalmente nella provincia del Khuzestan, dove la comunità ha le sue radici storiche e dove ha sempre vissuto con la popolazione locale.

Al Buddismo, che è formato da una piccola comunità ma che è molto rispettata anche nella cultura e nelle arti. La sua presenza in Iran risale al II secolo, quando i parti, come An Shigao, erano attivi nella diffusione del buddismo in Cina. Molti dei primi traduttori della letteratura buddhista in cinese provenivano dalla Partia e da altri regni legati all'attuale Iran.

Anche i Sikh sono presenti nella società iraniana. C'è una comunità di sikh in Iran che conta alcune  migliaia di persone, che vivono principalmente a Teheran come  cittadini iraniani, dove hanno anche quattro gurdwara, tempio e loro luogo di incontro: uno nella capitale e tre fuori, Mashhad, Zahidan e Bushehr. I fedeli sikh sono molto rispettati e hanno dichiarato di non sentire alcuna discriminazione da parte della società iraniana e di sentirsi pienamente parte di essa e di voler condividerne il destino. Fanno anche servizi alla comunità, istituendo scuole e dopo scuola e insegnando ai giovani studenti . Le scuole attaccate alle gurdwaras  sono aperte ai non-Sikh.

Anche i Cristiani sono significativamente presenti nella società iraniana, contando comunità sia armene che cattoliche.

L’ultimo sondaggio Gallup effettuato aveva rivelato che l'83% degli iraniani affermava che la religione è una parte importante della loro vita quotidiana. Un altro sondaggio online del 2020 condotto da GAMAAN, ha rilevato un numero più elevato di iraniani che si sono auto-identificati come atei, l’8,8%. Altri due sondaggi di GAMAAN, condotti a febbraio e dicembre 2022, sono stati testati meglio rispetto ai dati esterni e in confronto alle indagini di probabilità (ad esempio, sui tassi di occupazione, sulle lingue che le persone parlano a casa e sui tipi di assistenza sanitaria). Queste indagini hanno rilevato che rispettivamente il 10% e il 7% si identificavano come atei. Un altro sondaggio, condotto con l'assistenza dei provider VPN Psiphon e Lantern, ha rilevato nel luglio 2023 che il 7% si è identificato come non religioso e che, avendo introdotto l'opzione per la prima volta, il 16% si è identificato come umanista.

Stralcio di un articolo a cura di Enrico Vigna, IniziativaMondoMultipolare/CIVG



Articolo collegato:   

 https://paolodarpini.blogspot.com/2026/03/iran-la-voce-dei-cristiani-iraniani.html

sabato 28 marzo 2026

Soli... nell'infinito universo!?

 


Il dibattito sulla natura del ‘creato’ è antico quanto l’abitudine degli antichi di guardare il cielo stellato notturno e chiedersi che diavolo fossero quei punti di luce. Circa due millenni e mezzo fa, il filosofo greco Aristotele chiuse la questione, asserendo che la Terra fosse il centro — unico — delle ‘sfere celesti’ e che pertanto non esistessero altre ‘Terre’, cioè altri posti nell'universo dove potessero esistere mondi abitati dai figli di Dio, al di fuori della nostra Terra.

La visione aristotelica regnò per circa duemila anni, fino al 1543, quando Copernico dimostrò che la Terra orbita attorno al Sole, spazzando via il pensiero ‘solista’ che asseriva che l’uomo era solo nell’universo. Di conseguenza il pendolo intellettuale si spostò rapidamente verso l’altra versione, cioè che l’universo dovesse pullulare di vita. Tra l’altro, la dottrina medievale della ‘plenitudine’ — ossia, della ‘pienezza’— asseriva piuttosto che tutti i mondi creati da Dio — il Sole, la Luna, i pianeti, le lune di Giove, e tutte le stelle — dovessero per forza essere abitabili e dunque abitati…

Nell’ultimo mezzo millennio però non abbiamo visto tracce affidabili degli 'altri' che dovrebbero provenire da questi mondi lontani. La letteratura popolare invece ne è convintissima e gli organi di stampa abbondano di storie di avvistamenti di UFO e quant’altro. Così, almeno a giudicare dai mezzi di comunicazione, un gran numero di persone sarebbe convinto che i più imponenti monumenti del passato — Stonehenge, le Piramidi, la Grande Muraglia cinese — siano stati costruiti con l’assistenza di ingegneri venuti dalle stelle e il 79% della popolazione americana è convinta che il loro Governo tenga nascoste ai cittadini le prove di contatti avvenuti con gli alieni.

Da dove verrebbero però? Abbiamo una ragionevole certezza che gli altri pianeti del sistema solare non siano abitati. Vediamo tante stelle lassù ma — fino ad ora almeno — non abbiamo avuto la prova che attorno a esse orbitino pianeti in grado di supportare la vita in una forma che potremmo riconoscere come tale. Ora invece, sì. Nel 2013 gli astronomi hanno scoperto tre pianeti di dimensione e massa simili alla Terra che girano attorno alla stella Gliese 667 — a ‘soli’ ventidue anni luce da noi — le cui orbite li mantengono a una distanza dalla propria stella tale da permetterebbe l’esistenza dell’acqua in forma liquida. Il capo dell’équipe di astronomi che ha fatto la scoperta — Guillem Anglada-Escude — ha commentato il risultato, spiegando che la possibilità che uno di questi pianeti possa ospitare forme di vita avrebbe un impatto “tremendo”.

Siamo soli nell’universo oppure no? Forse in uno dei prossimi decenni avremo una risposta al quesito.

James Hansen



venerdì 27 marzo 2026

Toscana. Presentazione del Dossier su Installazioni USA/NATO in Italia...

 


La Terza Guerra Mondiale è in corso e il nostro Paese ne è pienamente coinvolto.
La Toscana esprime tutte le ricadute dell’escalation bellica, a partire dalla crescente militarizzazione del territorio: tra Pisa e Livorno è stata rafforzata la base di Camp Darby e le infrastrutture di collegamento con il porto di Livorno e l’aeroporto militare di Pisa; a Firenze è stato installato il nuovo Comando NATO alla Caserma Predieri, le Larghe Intese spingono per il raddoppio dell’aeroporto di Peretola per disimpegnare Pisa dal civile e poter investire nel militare, oltre alla presenza di industrie della guerra come Leonardo affiliate a università e centri di ricerca.
Accanto al progredire del processo di militarizzazione dei territori e della società, negli ultimi anni si è intensificata l’attività dei comitati, delle associazioni e delle organizzazioni operaie e popolari che si battono contro la guerra e i suoi effetti. Questo ha fatto sì che sia stato prodotto molto materiale di inchiesta e di denuncia da poter utilizzare come strumento per alimentare l’organizzazione e la mobilitazione dal basso per fermare la spirale di guerra.
Il dossier sulle istallazioni USA-NATO prodotto dal Comitato Nazionale No NATO e la rivista HUB ne sono due esempi importanti che vogliamo diffondere e usare per alimentare il dibattito e la convergenza.

FIRENZE: 

PRESENTAZIONE DELL’OPUSCOLO
“INSTALLAZIONI USA/NATO IN ITALIA”

In un contesto caratterizzato dall’escalation bellica, il Comitato presenta l’opuscolo prodotto dal Coordinamento Nazionale No NATO. Oltre sessanta pagine in cui emerge con chiarezza il ruolo strategico dell'Italia nei conflitti promossi dal blocco imperialista USA/NATO, UE e sionista. Il nostro Paese è un tassello fondamentale di questo ingranaggio: proprio per questo, la mobilitazione sul nostro territorio può dare un contributo decisivo per inceppare l'economia di guerra e fermare il conflitto.

Mercoledì 1 Aprile 2026
Al Circolo Ricreativo “il Lippi”
(Firenze), via Pietro Fanfani 16

H 18:30 Discussione
a cura del Comitato No Comando NATO né a Firenze né altrove

Intervengono:

  • Coordinamento Nazionale No NATO
  • La conoscenza non marcia _ Francesco Zanotelli antropologo UniFI
  • Studenti di Sinistra _ Francesco di Stefano
  • Coordinamento fiorentino contro il riarmo

Fuori l’Italia dalla NATO,
fuori la NATO dall’Italia!



LINK DOWNLOAD LOCANDINA E VOLANTINO

Firenze: https://drive.proton.me/urls/011CW1P4HG#T1FqLJGtjlea


giovedì 26 marzo 2026

Festival Russia Today - 11/12 Aprile 2026 in provincia di Bologna...

 


Torna il Festival del cinema documentario di RT. Si svolgerà in provincia di Bologna: concerti, proiezioni di documentari, mostre e dibattiti con ospiti internazionali e italiani.

Saranno presenti: Angelo d'Orsi, Elena Basile, Vauro Senesi, Fiammetta Cucurnia, Davide Rossi, Alexandre Penasse, Pavol Slota, David Cacchione, Acido Enrique Javier Refoyo, Marinella Mondaini, Sena Erkoc, Umut Gultekin, Sara Reginella, Clara Statello, Stefano Orsi, Hala Bou Saab e in videocollegamento Moni Ovadia e Vincenzo Lorusso.

Il programma dei documentari prevede i seguenti docufilm:
Il Medio Oriente non si arrende!
Io accuso il fascismo
Russia-Ucraina, dietro la cortina di fumo
Il Miracolo di Gaza
8 giorni in Donbass
Le marionette sanguinarie dell'Occidente

Ci saranno dei video-collegamenti e video messaggi dalla Russia, semplicemente straordinari

La città e il luogo esatto verranno comunicati esclusivamente ai prenotati la mattina dell'11 Aprile.

Per prenotarsi utilizzare esclusivamente questo form:

https://forms.yandex.com/u/69aef899f47e730c26358328/


mercoledì 25 marzo 2026

Marzo 1999. Non dimentichiamo l'aggressione contro la Jugoslavia...

 


Marzo 1999 - Marzo 2026 -  Nonostante il tempo… e i tempi intorno: NOI NON DIMENTICHIAMO, la guerra di aggressione alla Repubblica Federale di Jugoslavia. 

Quale è la realtà del Kosovo Metohija oggi… a ventisette anni dall'inizio dei bombardamenti e dell'aggressione alla  Repubblica Federale di Jugoslavia/Serbia… motivata dalla falsa "necessità di fermare una pulizia etnica” nella provincia. Perché queste furono le tre basi fondanti su cui la cosiddetta Comunità Internazionale: cioè gli otto paesi più ricchi della Terra, cioè il loro braccio armato, la NATO (in quanto i governi dei 2/3 dell'umanità tra voti contrari e astensioni, erano contrari alla guerra), hanno decretato l'aggressione alla RF di Jugoslavia il 24 Marzo 1999.

“…Ho appena dato mandato al comandante supremo delle forze alleate in Europa, il generale Clark, di avviare le operazioni d'aria (ndt: bombardamenti aerei…) sulla Repubblica Federale di Jugoslavia…Tutti gli sforzi per raggiungere una soluzione politica negoziata alla crisi del Kosovo sono falliti e non ci sono alternative all'intraprendere l'azione militare…”.

Così, il 23 marzo 1999, l'allora Segretario generale della NATO J. Solana, davanti ai mass media del mondo, decretava l'inizio della fine della “piccola” Jugoslavia e del popolo serbo in particolare…

Quali erano e sono, le strategie geopolitiche e geostrategiche, che c'erano dietro la “crisi del Kosovo” e Rambouillet, sono sotto gli occhi di tutti ed agli atti; così come le menzogne e la “disinformazione strategica” pianificate, che dopo 27 anni sono di dominio pubblico, pianificate per cancellare la RFJ e annichilire il popolo serbo.

 Qual è oggi la realtà del Kosovo dopo 78 giorni di bombardamenti e dopo 27 anni di “ristabilita” democrazia, di “ristabiliti” diritti umani, “ristabilita” multietnicità,,, di “ritrovata” libertà?

La realtà sul campo è esattamente il contrario delle verità ufficiali raccontate dalla NATO, dall’UNMIK, dall’OSCE o dalla cosiddetta Comunità Internazionale.

 Dopo 27 anni dove sono la cosiddetta “pulizia etnica”, il “genocidio”, “le fosse comuni” con le decine di migliaia di albanesi kosovari dentro?

Quando, secondo i documenti CIA, FBI, OSCE, Unmik, NATO….a tutt’oggi: sono stati ritrovati 2108 corpi di tutte le etnie; quando secondo l’UNCHR i primi profughi sono stati registrati il 27 marzo 1999, cioè 3 giorni dopo l’inizio dei bombardamenti; dal giugno ’99 ad oggi 3.000 serbi, rom, albanesi jugoslavisti, e di altre minoranze; sono stati rapiti 1300 serbi; oggi si sa (tramite le memorie della ex procuratrice del Tribunale dell’Aja per la Jugoslavia, Carla Del Ponte) che loro sapevano dei 300 serbi rapiti dalle forze terroriste dell’UCK portati in Albania per estirpare loro gli organi ad uno – Cos’è la democrazia quando per motivi etnici, le persone (serbi e le altre minoranze) non possono lavorare, studiare, avere l’assistenza sanitaria, camminare fuori dalle enclavi (campi di concentramento a cielo aperto) con il rischio di essere assassinati?

 - Che significato ha il termine “diritti umani”, quando per motivi etnici o religiosi, un uomo, un giovane, un bambino in ogni momento può essere ucciso? Quando oggi nel 2026, tutti i “diritti umani” fondamentali sanciti nella Carta Universale dei Diritti Umani fondante l’ONU…sono ogni giorno negati per tutti i non albanesi ed anche per migliaia di kosovari albanesi?

- Cosa significa la parola multietnicità, quando oggi il Kosovo è una provincia etnicamente pulita, mentre fino al 1999 vivevano lì 14 minoranze diverse, con gli stessi diritti sanciti nella Costituzione jugoslava? Quando 148 monasteri e luoghi sacri ortodossi sono stati distrutti dalle forze terroriste dell’UCK?                 

  - Che significato ha la parola “libertà”, quando ad un popolo per motivi etnici è negata la possibilità di lavorare, studiare, essere curato, privato dei diritti politici, civili o religiosi? Quando in uno stato fantoccio creato dalla forza militare della NATO, la sua leadership è formata da criminali, terroristi, da trafficanti di droga, di armi, di donne, di organi umani, come indicato e documentato da svariati organismi giuridici internazionali e dalla stessa DEA (Agenzia antidroga statunitense), che ha definito il Kosovo un narcostato nel cuore dell’Europa? Un lavoratore e le persone oneste di qualsiasi etnia, sono libere in una realtà simile?  

Come può essere libero un popolo o una regione quando sulla sua terra costruiscono una base militare straniera, come Camp Bondsteel, la più grande base militare americana dai tempi del Vietnam? Per cosa un tale investimento di denaro e forze? Per controllare alcune decine di migliaia di serbo kosovari chiusi dentro alcune enclavi? O forse (!) per i loro disegni ed obiettivi geostrategici?

 Menzogne! Menzogne! Menzogne!

Per questo come SOSYugoslavia-SOSKosovoMetohija e come Forum Belgrado per un Mondo di eguali, continuiamo a lavorare caparbiamente per una informazione di verità e per una solidarietà concreta, con ancora molti Progetti sul campo, per il popolo serbo del Kosovo occupato, che resiste sempre più difficoltosamente nelle enclavi assediate dalla violenza e dall’odio.

La battaglia per la verità è battaglia per la giustizia. Senza verità non può esserci giustizia. Senza giustizia non ci può essere pace per nessun popolo.

Come modesta voce delle enclavi resistenti del Kosovo Metohija usurpato, chiediamo a coloro che li possiedono, col cuore e con la coscienza di uomini e donne liberi e consapevoli, di certamente non dimenticare l’aggressione criminale al popolo jugoslavo del 1999, ma altrettanto fortemente di non dimenticare la resistenza del popolo serbo del Kosovo Metohija occupato, OGGI.    

 “…i tempi neri della distruzione sono arrivati. Sono gonfiati la feccia, il vizio, la malvagità.

  Il marcio puzzo del declino si è levato. Tutti gli eroi e i poeti sono morti.

 Le tane, i covi e i canali sono scoperchiati, i sotterranei sono elevati al sole del giorno.

     Tutti subdoli, tutti maledetti, tutti piccoli….”   ( V.P. Dis )

        “…la guerra non è una canzone, che si può dimenticare

 la guerra è una favola funesta, che ogni giorno si manifesta…” (Milena N.  12 anni )

Enrico Vigna – Forum Belgrado Italia e SOS Yugoslavia-SOS Kosovo Metohija



martedì 24 marzo 2026

Iran. La guerra continua... mentre Trump propone nuove trattative fasulle...

 

Trump promette un accordol'Iran risponde: «Fake news per i mercati» 


Pare che sottobanco gli Stati Uniti stiano cercando di trovare un accordo con l'Iran, perché la situazione sta portando molta incertezza all'economia mondiale, anche se l'aumento dei prezzi di gas e petrolio agevola le compagnie americane, la cui estrazione "fracking" ha costi molto alti, una crisi mondiale porterebbe danni globali e comunque colpirebbe anche gli USA. Ma gli iraniani non vogliono farsi fregare per l'ennesima volta, con promesse non mantenute e con  abbandono delle trattative  appena USA e Israele  si sentono pronti a riprendere il conflitto.  
L'Iran ha ingoiato troppi rospi e stavolta detta le sue condizioni: ritiro di tutte le basi americane in Medio Oriente, rimborso dei danni causati dall'aggressione, annullamento definitivo delle sanzioni, ecc.  Intanto  il popolo iraniano  non piega il capo:   «Siamo la nazione di Hussein, non accettiamo compromessi».


Le strade delle principali città iraniane sono gremite di persone che esprimono sostegno all'esercito iraniano e alle Guardie Rivoluzionarie, chiedendo la continua resistenza militare all'aggressione statunitense e israeliana.  Hussein, nipote del profeta Maometto, morto nella battaglia di Karbala, occupa un posto centrale nell'Islam sciita, e la sua sofferenza e la sua morte sono diventate un simbolo di sacrificio nella lotta per il bene contro il male, per la giustizia e la verità contro l'ingiustizia e la menzogna.

Comunque girano voci che i funzionari americani e iraniani si potrebbero incontrare in Pakistan, a Islamabad. L'Iran non ha affatto confermato che l'incontro sia stato programmato. Trump avrà serie difficoltà a negoziare una via d'uscita "vittoriosa". Nel frattempo il suo ultimatum di 48 ore è stato aumentato a 5 giorni. Il tempo che serve per l'arrivo dei Marines e dei paracadutisti americani. Le probabilità di una soluzione rapida sono  distanti, soprattutto perché dietro questo paravento Israele continua a bombardare, espandersi e reclamare territori che non gli appartengono, soprattutto in Libano e Siria.

Intanto le bombe si sprecano: Israele e gli Stati Uniti stanotte hanno lanciato attacchi contro un gasdotto e una stazione di distribuzione in Iran.  Il  Pentagono riferisce che  gli Stati Uniti sinora hanno colpito più di 9.000 obiettivi dall'inizio dell'operazione contro l'Iran. 
Secondo l'UNICEF, più di 2.100 bambini sono stati uccisi o feriti dall'inizio dell'operazione militare israelo-americana contro l'Iran. 



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegati:

L’Iran colpisce Dimona, il piano di Trump e Israele è fallito: https://www.youtube.com/watch?v=gqA8QLwO63Q


Nicolai Lilin. La grande speculazione di Donald Trump vale 3 trilioni di dollari: https://www.youtube.com/watch?v=vgvua8Fwwjw

lunedì 23 marzo 2026

Israele occupa nuovi territori in Libano e Siria e prepara nuovi genocidi...

 


domenica 22 marzo 2026

Cuba sotto assedio resiste...

 


"Il sistema elettrico di Cuba è nuovamente andato completamente in tilt, come riferito dall'azienda elettrica statale cubana", riferisce l'agenzia Tass.

(le petroliere russe dirette a Cuba arriveranno solo a fine mese
. Non è detto che gli americani le lasceranno passare, vista la propensione alla pirateria)

Intanto Messico, Russia, Cina ed i popoli di Europa e America Latina si uniscono per distruggere la politica di soffocamento di Donald Trump contro Cuba.

La strategia di massima pressione di Donald Trump nei confronti di Cuba ha subito un collasso diplomatico e fisico senza precedenti. In una sfida diretta che risuona fino a Mar-a-Lago, le navi della Marina messicana, agli ordini della presidente Claudia Sheinbaum, hanno attraccato all'Avana con 1.100 tonnellate di aiuti, polverizzando il blocco navale imposto da Washington.

Ma la sfida a Trump non finisce qui. L’isolamento degli Stati Uniti è totale: le petroliere russe sono all’orizzonte pronte a scaricare, la Cina ha dato il via libera a 80 milioni di dollari in aiuti, in Brasile è già salpata una nave del governo brasiliano come donazione umanitaria per Cuba con riso, fagioli e latte in polvere, un convoglio proveniente dall’Europa chiamato “European Convoy” è appena sbarcato nella capitale cubana e la Flottilla "Nuestra América" è in arrivo. Il mondo ha scelto da che parte stare e, ignorando le minacce di sanzioni da parte della Casa Bianca, ha deciso di seppellire l'embargo di Donald Trump. La politica estera di Washington nella regione è alle corde.






sabato 21 marzo 2026

Cacciata delle basi USA e NATO dall'Italia...

 

Il  28 marzo 2026 a Roma si tiene la manifestazione “Togheter” promossa dall’assemblea No Kings, al cui interno la forza trainante è l’area Stop Rearm Italia.  Alcuni organismi a capo di questo aggregato, nato per lottare contro l’aumento delle spese militari e la corsa al riarmo della UE.

Gli imperialisti USA e NATO, l’Unione Europea e i sionisti d’Israele occupano e controllano il nostro Paese, lo rendono base operativa per le proprie guerre, devastano i nostri territori, trascinano l’economia del nostro paese nella spirale del carovita, estorcono ai lavoratori risorse per la guerra e il riarmo che devono essere destinate a creare reali posti di lavoro e migliorare sanità e istruzione pubbliche e a curare l’ambiente, riducono le libertà democratiche che sono state conquistate con il sudore, il sangue e la lotta di milioni di lavoratori a partire dalla fine della seconda guerra mondiale. In definitiva, per promuovere la Terza guerra mondiale a tutela dei propri interessi e del mantenimento del proprio dominio nel mondo, conducono anche una guerra contro le masse nel nostro Paese.

Non c’è diritto o libertà che questi guerrafondai non siano disposti a sacrificare sull’altare della Terza guerra mondiale, né nel nostro paese né in altri: è palese a tutti quanto valga il diritto internazionale per lorsignori, ossia come paravento per i propri traffici quando conviene e carta straccia quando intralcia i loro piani.

Ogni posizione politica che contempli in una certa misura la giustificazione delle azioni dei guerrafondai USA-NATO, dell’UE e dei sionisti porge il fianco all’attività del nemico, tiene diviso il fronte di lotta contro di loro ed elude gli obiettivi principali che la mobilitazione popolare deve porsi in questa fase: farla finita con le installazioni militari USA e NATO in Italia, liberare il paese dagli occupanti armati e non, ossia soldati e strutture militari USA, agenti sionisti e faccendieri e affaristi dell’UE che banchettano con i crediti di guerra.

Alla luce delle posizioni del Coordinamento Nazionale No Nato qualcuno si chiede come mai quindi parteciperemo alla mobilitazione del 28 marzo. Le motivazioni sono sostanzialmente due

- portare in quella piazza, che sarà partecipata da migliaia di persone di buona volontà desiderose di lottare per fermare la Terza guerra mondiale, parole d’ordine che i suoi promotori non hanno ancora il coraggio o la volontà di promuovere, quindi le parole d’ordine Nessuna base arma e soldato per le guerre di USA, sionisti e UE, fuori le basi USA e NATO dall’Italia, fuori l’Italia dalla NATO e per propagandare la giornata di mobilitazione contro le basi USA e NATO del prossimo 4 aprile, 77° anniversario di fondazione della NATO;

- lottare contro la divisione e la frammentazione delle mobilitazioni e delle piazze, contro gli atteggiamenti settari e concorrenziali che in questa fase alimentano la dispersione delle sane forze popolari (comitati, gruppi, reti, associazioni, sindacati di base, partiti e altri organismi non allineati con i partiti delle Larghe Intese per promuovere la guerra mondiale) e lottare per l’unità attorno ad obiettivi comuni, in primis raccogliere e valorizzare il malcontento e la volontà di protesta e riscossa di larga parte della popolazione del nostro paese per farla finita con il governo Meloni, servo e leccapiedi dei padroni USA, UE e sionisti. Quanto più saremo in grado di far convergere attorno a simili obiettivi unitari la mobilitazione popolare, tanto più opportunisti e agenti nemici nel nostro campo saranno messi all’angolo e costretti o a svelarsi per quello che sono oppure ad accodarsi alla spinta della mobilitazione popolare, e chi ingenuamente promuove posizioni che prestano il fianco ai promotori della guerra mondiale si ricrederà.

In definitiva, le posizioni arretrate e fuorvianti nel movimento di massa sono un nostro problema e una nostra responsabilità, perché abbiamo una responsabilità storica, che non è quella di distinguerci da chi riteniamo abbia posizioni non del tutto concilianti con le nostre, ma quella di farla finita con la partecipazione del nostro Paese alla Terza guerra mondiale e liberare il Paese dalla nefasta presenza USA-NATO e compari.

Il Coordinamento Nazionale No Nato parteciperà quindi alla manifestazione del 28 marzo a Roma pur non condividendo in buona parte la piattaforma su cui è stata convocata, perché può essere una tappa importante per rafforzare la mobilitazione popolare se ci poniamo il problema di dare alla mobilitazione popolare obiettivi e parole d’ordine più coerenti con la fase storica in cui ci troviamo.

Il Coordinamento Nazionale No Nato parteciperà con un proprio spezzone e fa appello a tutte le realtà nazionali e locali che condividono le parole d’ordine Fuori le basi USA e NATO dall’Italia, fuori l’Italia dalla NATO, a condividere lo spezzone con noi, a portare in quella piazza uno spezzone che chiaramente indica i nemici dell’umanità, i responsabili della Terza guerra mondiale in cui trascinano il nostro Paese.



Avanti nella lotta per chiudere le basi USA e NATO in Italia!

Fuori l’Italia dalla NATO, fuori la NATO dall’Italia!

Contatto mailcoordinamentonazionalenonato@proton.me

Sitohttps://www.noguerranonato.org/coordinamentonazionale

venerdì 20 marzo 2026

La Danimarca si prepara a difendere la Groenlandia dagli Stati Uniti...



Da un po' di tempo è passato in secondo piano il prospettato 'assalto' americano alla Groenlandia,  l'attenzione è ora rivolta ad altri teatri di guerra che impediscono a Trump di impegnarsi militarmente su quel fronte. 


Ma il "progetto" resta, tant'è vero che al Congresso un gruppo di senatori repubblicani  sta lavorando per opporsi al piano trumpiano con una azione  bipartisan, assieme ai democratici. L'intento è  fermare questa ennesima prepotenza del presidente e ridurlo a più miti consigli.   

Prima dell'aggressione all'Iran, ordinata da Trump, in combutta con Netanyahu, la Danimarca stava organizzando la resistenza.  Si pianificava di far saltare in aria le piste di atterraggio, secondo quanto riportato dai media danesi. 

Soldati danesi furono inviati d'urgenza in Groenlandia con esplosivi: il piano prevedeva di distruggere le piste di atterraggio di Nuuk e Kangerlussuaq per impedire agli aerei da guerra americani di far atterrare truppe.

Contemporaneamente, furono trasportate scorte di sangue dalle banche danesi per curare eventuali feriti.

Non c'erano informazioni specifiche sui piani statunitensi e molti temevano un attacco da un momento all'altro.

"Non ci trovavamo in una situazione simile dall'aprile del 1940", ha osservato una fonte danese.

In aiuto alla Danimarca, e più specificatamente alla Groenlandia, si sta muovendo anche Greenpeace che sta inviando un suo battello per monitorare la situazione al Polo Nord... (vedasi articolo:   https://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2026/03/viaggiare-senza-meta-e-ritrovarsi-al.html)



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)



Video collegato: 

USA. Il Senato ABBANDONA Trump nel pieno della furia. RIVOLTA TOTALE a Washington: https://www.youtube.com/watch?v=16MxbGOnfiE