lunedì 14 marzo 2011

Treia, 10 aprile 2011: 9° incontro sull'I Ching e zodiaco cinese - Esagramma Ta Chuang, mese del Drago (Ariete)



Treia, 10 aprile 2011:  9° incontro  sull'I Ching e zodiaco cinese - Esagramma Ta Chuang, mese del Drago (Ariete) 

E' giunta la primavera. Il sole attraversa l’equatore ed i giorni e le notti sono di eguale lunghezza. Sintonizziamo i nostri ritmi con quelli di madre Terra e padre Sole, il periodo è quello dell’Ariete oppure del Drago.

“Tre cose sono necessarie per vincere un avversario:
rallegrarsi quando ha ragione,
intristirsi quando ha torto,
non comportarsi stoltamente nei suoi confronti”
(detto indiano)

Nell'I Ching  viene indicato per questa stagione (21 marzo/ 19 aprile) l'esagramma Ta Chuang. Sotto vi è il Trigramma Chien (il Cielo) che ascende e sopra il trigramma Chen (Il Tuono).

La Sentenza: La Potenza del Grande. Propizia è perseveranza.
Significato. Il segno indica un momento in cui il valore interiore emerge con impeto e giunge al dominio. La forza ha già superato il punto mediano incombe perciò il pericolo che ci si fidi troppo della propria potenza senza chiedersi volta per volta dove sia il giusto, ovvero che si ricerchi il movimento senza curarsi del tempo opportuno. Per questo si consiglia perseveranza poiché vera potenza non degenera in violenza ma resta connessa con i principi del diritto e della giustizia.

L’Immagine: Il Tuono sta in alto nel cielo:
l’immagine della Potenza del Grande. Così il nobile non percorre sentieri Che non corrispondano all’ordine.

Significato. Il tuono, la forza elettrica, in primavera sale verso l’alto. Questo movimento è conforme al moto del cielo, è dunque in armonia col cielo e produce grande potenza. Ma vera grandezza si basa però con la concordanza con ciò che è retto. “Grande e retto così si possono osservare le relazioni del cielo e della terra”.

Questo vale anche per la lotta contro le imperfezioni della propria natura, anche qui non bisogna stancarsi, nonostante le possibili ricadute, ma continuare finché si giunge al successo.

Ed ora qualche parola sull'archetipo dell'Ariete (o Drago)
I nati dell’Ariete (o del Drago) non si negano se devono aiutare una persona cara in momenti di difficoltà o di particolare bisogno, anche perché hanno piacere nell’essere considerati indispensabili ed unici. Non ascoltano né apprezzano i consigli altrui e amano fare di testa loro e le decisioni più importanti le prendono sotto l’onda dell’emozione. Questi nativi sono spesso soggetti a forti emicranie e a improvvise infiammazioni muscolari o ad improvvise febbri.

Paolo D'Arpini

9° incontro per lo studio dell'I Ching e dello zodiaco cinese. Appuntamento a Treia alle h. 10 di domenica 10 aprile 2011. Portare con sé carta e penna per gli appunti e  cibo vegetariano che verrà poi condiviso. Nel tardo pomeriggio è prevista una gita ad Ancona.

Info. 0733/216293 - circolo.vegetariano@libero.it


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Aggiunta di un pensiero ed un'immagine di Franco Farina


“A volte le cose sembrano difficili ma c’è sempre un modo di farle.

La vita vince sul caos.

Anche quando le cose sembrano le peggiori si può sempre fare qualcosa a riguardo.

Dobbiamo vedere da dove possiamo cominciare e, una cosa alla volta, la facciamo;

ed otteniamo il lavoro completato.

Si può sempre fare qualcosa a riguardo.

Fare niente significa dichiararsi già vinti.”


Franco Farina
artefarina@tiscali.it

Sopra l’immagine di un mio recente quadro “Angels” dipinto su tela cm 60x80

domenica 13 marzo 2011

Alessandro Curti: "Il Bioregionalismo in Italia, analizzato senza paraocchi..."



Stralcio di una lettera - testamento di Alessandro Curti, scritta il 28 settembre 2009, qualche mese prima delle dimissioni "ideologiche" di alcuni membri "storici" della Rete Bioregionale Italiana

...all’interno della Rete si sono manifestate posizioni diverse: da quelle che rifiutano tutta la tecnologia che l’uomo ha saputo produrre a quelle che ne fanno un utilizzo mirato e consapevole, da quelle che auspicherebbero un abbandono in massa delle città a quelle che si adoperano per un bioregionalismo urbano, da quelle che condannano senza appello tutta la tradizione giudaico-cristiana o monoteista e propugnano un puro e semplice ritorno al paganesimo a quelle che sono più rispettose della storia e del bagaglio di conoscenze spirituali prodotte ‘anche’ dal monoteismo, da quelle che credono che il vegetarianesimo sia una scelta eticamente necessaria per l’equilibrio ecologico a quelle che sostengono che una vera etica bioregionale passa per il riconoscimento della sacralità anche cruenta del ‘mangiarsi a vicenda’, da quelle che ritengono che bisognerebbe arrivare all’autoproduzione e all’autoconsumo totali a quelle che pensano sia più realistico un mercato sì locale ma fatto anche di scambi commerciali; tutto questo è vero, ci sono posizioni diverse e articolate all’interno della Rete, così come ci sono sensibilità diverse sui vari temi, ma a me sembra che tutte quante rimangano comunque schierate all’interno di un atteggiamento ‘conflittuale’, anche se a parole si segue quello che dice Peter Berg, cioè che il bioregionalismo debba essere ‘pro-attivo’.

Il pericolo che percepisco è quello di tutti i fondamentalismi: l’intransigenza, la logica del ‘o con noi o contro di noi’, dei ‘buoni e puri’ contro i ‘cattivi e corrotti’, l’atteggiamento di superiorità che porta a rinchiudersi all’interno della propria ‘tribù’ e a guardare con sospetto se non con odio tutti coloro che ‘ancora’ non si sono convertiti alla Verità, l’atteggiamento dell’auto-ghetizzazione, quindi della marginalità a cui ci si condanna, quasi che gli ‘eletti’ che hanno compreso come stanno le cose siano destinati ad essere i nuovi profeti inascoltati e per questo ancora più rinsaldati nelle proprie convinzioni e nella propria lotta contro tutto e tutti, contro gli ‘infedeli’. In questo atteggiamento ho imparato a vedere, prima di tutto in me, la paura che vi si nasconde dietro, l’attaccamento fideistico ai propri ideali e convinzioni come conferma della propria ‘identità’ e contro il rischio di perderla, la voglia di sentirsi nel ‘giusto’, accettati dai propri simili, in ostilità contro gli ‘altri’. In fondo è una grande rimozione e proiezione sugli ‘altri’ (i non-ancora-bioregionalisti) della propria Ombra, dei propri lati oscuri, in realtà comuni a tutti gli esseri umani, e quindi una comprensione limitata e distorta degli elementi basilari della psicologia e della spiritualità umane così come sono stati indicati da tutti i grandi Maestri dell’umanità, spesso frettolosamente rinnegati a causa delle Chiese violente e ipocrite che si sono costruite sui loro insegnamenti, col rischio però di ‘fare di tutta l’erba un fascio’ e di ‘gettare il bambino insieme all’acqua sporca’.

So, mi rendo conto, vivo sulla mia pelle la difficoltà della condizione umana, attuale e di sempre, e il pericolo che stiamo correndo a causa di una visione parziale e anti-ecologica, non sto a mia volta contrapponendo una Verità ad un’altra, soltanto oggi mi sembra molto più importante capire che oltre alla questione ambientale, alla distruzione del pianeta Terra, all’arroganza ‘antropocentrica’, il problema vero sia l’inaridimento dell’animo Umano, la perdita della comprensione e della ‘carità’ verso i propri simili così come verso tutte le creature e forme di Vita, e questo atrofizzarsi del cuore umano può essere curato solo con l’umiltà e l’Amore incondizionato, non con atteggiamenti di superiorità ed arroganza intellettuale o sbandierando le proprie scelte di vita come le uniche possibili e giuste.

Altrimenti si passa facilmente da una giusta e lodevole esigenza di migliorare il rapporto dell’Umanità con la Vita, ad un atteggiamento di nuovo escludente, parziale, che nega gli stessi sacrosanti presupposti da cui è partito, arroccandosi su posizioni integraliste e anti-umane e in definitiva anti-ecologiche. Se ci si identifica con troppo fervore in una ‘parte’ non si riesce più ad abbracciare il ‘tutto’.

A chi ha avuto la pazienza di leggere fino a qui vorrei dire che so benissimo che ciò che ho scritto è fondamentalmente un’autocritica al mio passato ‘integralismo’. La mia intenzione era quella di spiegare a quanti hanno condiviso con me anni di impegno e ricerca comune come mai abbia intrapreso un cammino meno ‘estremo’, meno sicuro di avere le certezze su cui prima mi illudevo di basare la mia vita, più comprensivo delle debolezze umane e più aperto ai ‘mondi’ che prima rifiutavo con tanta arroganza.

Per quanto mi riguarda (ma sappiamo che le storie individuali riflettono sempre qualcosa di universale) in qualche modo tutto ciò è necessario ed è l’avverarsi di un sogno che feci ormai più di vent’anni fa e che mi ha sempre accompagnato, un sogno vero, fatto di notte, un’indicazione del mio ‘destino’ che evidentemente il mio inconscio conosceva già benissimo: sognai che c’era un conflitto tra professori e studenti perché gli studenti trasgredivano a delle regole (mangiavano il formaggio sbriciolandoselo in bocca con le mani alzate) e i professori rispondevano con la repressione e la punizione a quella che consideravano intollerabile indisciplina, facendo diventare enorme quella che era una sciocchezza; si era però ormai creata una lotta, una contrapposizione insanabile e a quel punto io intervenivo cercando di mediare, di far capire ad entrambi che non aveva nessunissimo senso continuare a lottare per tali inezie, che anzi entrambi, professori e alunni, avrebbero dovuto capire di essere creature fragili e inermi sulla stessa identica barca, ovvero su di un pianeta pieno di vita avvolto nell’oscurità dell’universo infinito, avrebbero dovuto mettere da parte le insignificanti ostilità che portavano avanti con tanto cieco accanimento e assumere invece un atteggiamento reverenziale, meravigliato e umile di fronte al Mistero. Quel mio intervento, nel sogno, fu accolto da urla e fischi da parte degli studenti che lo presero come un tradimento (nel sogni io ero uno di loro) e con fastidio da parte dei professori, solo pochi ne sembrarono colpiti e abbassarono gli occhi.

Ora, ironia della sorte, ‘faccio il professore’ e mi trovo spesso nella stessa situazione rappresentata nel sogno, con la stessa difficoltà di far cessare le ostilità che i ragazzi manifestano verso le Autorità e viceversa, oltre alla difficoltà quotidiana di educare all’amore per la Vita, per la Terra, per l’Umanità in un mondo che sembra aver perso la bussola. Ma non ho più la presunzione di essere io, il Bioregionalista o il militante della Controcultura, ad avere il vero ed unico orientamento, le vere e uniche coordinate per ritrovare la strada. Chi fosse interessato a leggere in modo più approfondito le riflessioni che ho sviluppato negli ultimi anni può richiedermi il libro che ho fatto uscire lo scorso maggio, intitolato ‘Estreme ustioni – romanzo in versi’ per la Aletti editrice, o anche ordinarlo in qualsiasi libreria.

Come dice Castaneda, si può seguire qualsiasi Via, basta che sia una Via con il Cuore.


O come scrive Gary Lawless:

Nel cuore dove

tutte le strade si incrociano,

si incrociano e continuano,

dove tutto ciò che noi

amiamo si unisce dove

il meglio, dentro di noi,

vola

Ciao a tutti, Alessandro Curti

sabato 12 marzo 2011

Accademia dei Georgofili, agricoltura ed ambiente



Si è svolta una giornata di studio storiografico presso l'Accademia dei Georgofili. Rapporto tra agricoltura e ambiente attraverso l'età romana e l'alto Medioevo

Agricoltura e ambiente attraverso l'età romana e l'alto Medioevo

Una giornata di studio, presso l'Accademia dei Georgofili, per comprendere il rapporto tra agricoltura e ambiente attraverso un bilancio storiografico

Nella giornata di studio su: "Agricoltura e ambiente attraverso l'età romana e l'alto Medioevo", organizzata in occasione del 50° anniversario della «Rivista di Storia dell’Agricoltura» (1961-2011), è stato focalizzato particolarmente il reciproco rapporto tra agricoltura e ambiente.

Attraverso un bilancio storiografico, basato su una pluralità di fonti storiche ed archeologiche, i relatori hanno affrontato il problema delle persistenze e dei cambiamenti del paesaggio, determinati dall’agricoltura. La stessa corretta ricostruzione dei paesaggi agrari storici o tradizionali deve considerare i continui cambiamenti avvenuti nel corso dei secoli. Sul piano storico, inoltre, occorre riflettere sul ruolo avuto dall’agricoltura come tale nei confronti dell’ambiente, soprattutto nello svolgere l’importante funzione di bonifica del terreno.

E’ stata altresì evidenziata l’attualità del binomio agricoltura-ambiente, dal momento che oggi si avverte sempre più una grande sensibilità intorno alla tematica del verde per la difesa e il ripristino ambientale, dunque al ruolo che può svolgere l’agricoltura a riguardo, mediante gli spazi coltivati, le tecniche colturali, l’allevamento, la pastorizia, l’uso del bosco e degli incolti.

C.S.
TEATRO NATURALE Settimanale Telematico del Mondo Rurale, http://www.teatronaturale.it/

giovedì 10 marzo 2011

L'Istituto di Bremologia Applicata ed il riconoscimento professionale secondo le direttive europee..



"Non serve più la medaglietta .. per essere riconosciuti" (Saul Arpino)

Riconoscimento Professionale secondo le Direttive Europee

In tutta Europa non esiste più il concetto del Riconoscimento Professionale:
nasce un concetto nuovo fondato sulla Certificazione Professionale che tenda a dare una valutazione sulla qualità del singolo professionista piuttosto che un’autorizzazione permanente e definitiva procedere.
Quindi non esiste più un potere dall’alto di un’istituzione Nazionale o Europea che autorizza e conferisce concessioni a lavorare, ma un libero sistema di valutazione secondo dei parametri standard della qualità del singolo professionista che si contraddistingue in quattro livelli sequenziali e stadiali.

Come si entra nelle piattaforme Professionali Europee?

Si parte innanzitutto dalla realtà territoriale:

- I singoli professionisti si associano fondando un Ente di Certificazione;
- Le singole associazioni di certificazione si associano a livello Regionale;
- Le regioni istituiscono un Consorzio Regionale a cui afferiscono i rappresentanti di tutte le associazioni, sia ordinistiche che associative;
- Tutte le competenze in esclusiva che prima avevano gli ordini professionale passano al consorzio regionale per le professioni;
- Le varie regioni si associano fino a formare una Piattaforma Professionale Nazionale;
- I vari paesi membri della comunità Europea si associano per costituire una Piattaforma Professionale Europea.


Quali sono le regioni che attualmente hanno promulgato questa legge sulla liberalizzazione professionale?

- Attualmente la Regione Toscana è stata individuata come regione pilota per la sperimentazione;
- Adesso altre sei regioni hanno ottenuto i finanziamenti per iniziare il precorso dell’avvio della Piattaforma Nazionale:


Quante piattaforme nazionali occorrono per costituire la Piattaforma Professionale Europea?

- Ci vogliono diciotto paesi membri: se la professione viene riconosciuta in 18 paesi membri ipso jure entra a fare parte delle Piattaforme Europee.


Cosa devono fare le Associazioni di Categoria Professionale per immettersi nelle leggi regionali?

- Per prima cosa devono costituirsi in sedi periferiche regionali con personalità giuridica e autonomia amministrativa;
- Successivamente devono fare espressa richiesta alle regioni che attualmente hanno disposto la seguente legge:

Legge regionale 30 dicembre 2008, n. 73
Norme in materia di sostegno alla innovazione delle attività professionali intellettuali.
Bollettino Ufficiale n. 46, parte prima, , del 31.12.2008
Art. 1 - Finalità e oggetto della legge
1. La presente legge, nel rispetto del decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 30 (Ricognizione dei principi
fondamentali in materia di professioni, ai sensi dell'articolo 1 della L. 5 giugno 2003, n. 131), definisce le
modalità di raccordo tra la Regione e i soggetti professionali operanti sul territorio regionale al fine di
valorizzare ed incentivare l’innovazione delle attività professionali e di sostenere i diritti degli utenti.
2. La presente legge, in particolare:
a) istituisce e disciplina la Commissione regionale delle professioni, quale sede di raccordo tra la
Regione e le professioni;
b) sostiene finanziariamente la costituzione di un soggetto consortile multidisciplinare a servizio dei
professionisti e degli utenti, promossa congiuntamente dalle professioni ordinistiche e dalle associazioni di
professionisti prestatori d’opera intellettuale;
c) istituisce un apposito fondo di rotazione per il sostegno all’accesso ed all’esercizio delle attività
professionali, con particolare attenzione alle donne ed ai giovani.

Come fa un singolo professionista a verificare se la sua associazione di categoria professionale sta iniziando a percorrere il cammino per accedere alle piattaforme europee?

- Basta chiedere alla propria associazione di categoria professionale se è stata riconosciuta da una regione;
- Oppure ci si può rivolgere al COLAP (coordinamento nazionale delle libere professioni) per chiedere la loro associazione è riconosciuta dalla regione;
- Ad oggi le sola regione che ha emanato la legge sull’innovazione delle attività professionali intellettuali è la regione Pilota cioè la Toscana;
- Quindi basta chiedere in regione per sapere le l’associazione di categoria professionale sta iniziando l’iter per entrare a fare parte delle Piattaforme Europee.

Perché alcune associazioni sono rimaste fuori dal riconoscimento regionale?

- Molte Associazione di Certificazione Professionale hanno difficoltà a chiedere il riconoscimento regionale perché sono articolate in Associazioni Nazionali e non intendono perdere il potere centrale lasciando l’autonomia giuridica alle sedi periferiche.


- per info http://www.siafitalia.it

Istituto di Bremologia Applicata

mercoledì 9 marzo 2011

Roma, 15 maggio 2011: "9^ FESTA NAZIONALE DEI VEGETARIANI 2011"



Carissimi, la prossima Festa Nazionale dei Vegetariani, che giunge quest’anno alla sua 9^ edizione, è prevista per domenica 15 maggio p.v. dalle ore 9,00 alle ore 22,00, come sempre a Roma, in piazza Re di Roma ed avrà come tema “7 MILIARDI DI VEGETARIANI, PER NECESSITA' O PER AMORE”.

Come ogni anno l'Organizzazione si prefigge di dare massima visibilità alle Associazioni aderenti aventi medesime affinità nell’ambito della cultura universalista, del vegetarismo, dell’animalismo, nell’impegno nella protezione degli animali, dell’ambiente, nella lotta ad ogni forma di violenza.

L'evento sarà caratterizzato da un ricco programma che andrà snodandosi durante tutto l’arco della giornata e che vedrà protagonisti artisti di alto livello che si esibiranno in varie discipline: esercizi Yoga e Tai Chi, arti marziali, tecniche di medicina naturale, canti, danze, recitazione di poesie in tema, conferenze ed altro.

Anche se la manifestazione ha prevalentemente carattere "culturale" è consentita la vendita di libri, gadget, dispense, magliette ecc. al solo scopo di finanziare specifici progetti che siano affini allo spirito della manifestazione. Il tema del progetto, per il quale si intende raccogliere fondi, dovrà essere indicato su un foglio in ogni singolo stand.

Alle attività a carattere culturale è riservato l'80% della superficie complessiva autorizzata dal Comune e che viene messa a disposizione degli standisti. Il restante 20% dovrà essere così suddiviso:

10% a carattere esclusivamente commerciale (vendita prodotti vari attinenti lo spirito della manifestazione). Gli standisti rientranti in questa categoria dovranno essere muniti di specifica autorizzazione alla vendita ed essere muniti di registratore di cassa;

10% adibito a ristorazione collettiva a carattere di degustazione gratuita o ad offerta libera.

Verrà data priorità in ordine di arrivo delle domande.

IMPORTANTE: l'AVA si farà carico di presentare la DIA (Dichiarazione Inizio Attività) a carattere "collettivo", in modo da sgravare ogni singolo partecipante dall'impegno di presentare singolarmente al Comune questa documentazione obbligatoria, purché i singoli standisti facciano pervenire la loro domanda di partecipazione entro e non oltre il 31 marzo 2011 all'indirizzo e-mail: vegetarianiroma@fastwebnet.it.

Per informazioni e contatti: Franco Libero Manco tel. 09.7022863 – cell. 333-9633050
DOMANDA DI PARTECIPAZIONE

Nome Associazione o Ragione Sociale……………………………………………………………….
Indirizzo …………………………………………..………………..………..CAP….………….…...
Città………………………………………………………….……..Prov………….…………………
Cod. Fiscale …………………………………….……o P. IVA……………….……………..………
N° registrazione (per Ass. ONLUS)………………………………………………………………….
Tel.…………………………………………...………Cell...……………………….…………………
E-mail.................................................……………………....................................................................
□ Attività a carattere culturale
□ Attività a carattere Commerciale con Partita IVA
□ Attività di ristorazione

Metri quadri (indicativi) occupati dal gazebo o dai tavoli che si intende allestire:……………………

Il firmatario si assume la responsabilità della veridicità dei dati sopra riportati

Roma, ____________________

Firma del responsabile richiedente


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ALTRE INFORMAZIONI

Per sostenere le spese organizzative, stampa pubblicitaria, assicurazione, elettricità, intervento AMA per pulizia piazza ecc., sulla base dei metri quadri occupati e della natura dello stand espositivo è previsto un contributo per la partecipazione di:

€ 10,00 / 20,00 per le Associazioni Onlus e a carattere culturale;
€ 30,00 / 50,00 per attività commerciali.

SVOLGIMENTO DELLA MANIFESTAZIONE:

- Inizio montaggio stand ore: 8.00.
- I posti saranno decisi in base all'ordine di arrivo dei partecipanti.
- Gli stand dovranno essere pronti per le ore 10.00.
- Le postazioni degli standisti non potranno essere collocate ad una distanza inferiore a 20 mt dall’uscita della Metropolitana.
- Alla chiusura della manifestazione è necessario lasciare puliti gli spazi occupati.


PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE:

Il programma definitivo della manifestazione e la locandina saranno distribuite una decina di giorni prima dell'evento.

Siete pregati di dare la massima diffusione e di cercare di coinvolgere altre persone che hanno i requisiti per partecipare: artisti, associazioni, standisti con prodotti compatibili, singoli ecc.

Franco Libero Manco

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Alla manifestazione aderisce il Circolo Vegetariano VV.TT.

martedì 8 marzo 2011

Troglodita Tribe e gli appuntamenti antispecisti di Macerata



Il 26 febbraio, intorno alle 15, abbiamo montato un tavolo in via Garibaldi a Macerata. Lo scopo era quello di far sentire una presenza vegan antispecista anche in questa città.

Visto che sulla strada camminavano numerosissimi colli di pelliccia, abbiamo cominciato distribuendo volantini che informavano sui reali proprietari di quegli “indumenti” e su come venivano trattati.

Ma sul tavolo era disponibile materiale di diverso genere. Oltre ai volantini contro caccia, corride, vivisezione, carne, latte, uova ecc. si poteva prendere anche la “Veganzetta” interessante giornale gratuito antispecista con diversi approfondimenti. E poi libri, opuscoli e l’immancabile Santa Vegananda!

La reazione dei passanti si è caratterizzata dai soliti luoghi comuni: “ma la caccia c’è sempre stata!” “...anch’io amo gli animali, ma ai cinghiali bisogna sparare, sono troppi!”.

Molte persone, poi, erano d’accordo sulla crudeltà della caccia e consideravano una follia indossare una pelliccia (anche se spesso non sapevano di indossare un collo di pelliccia vera!), ma di fronte alla realtà dei macelli e degli allevamenti, scuotevano la testa e se ne andavano.

Si sono avvicinati anche diversi vegetariani che hanno preso materiale per approfondire e da diffondere. Inoltre, alcuni iscritti a questa mailing-list sono venuti a trovarci e li ringraziamo di cuore.

Abbiamo anche conosciuto nuove persone realmente interessate all’antispecismo e questo ci fa ben sperare per i prossimi appuntamenti.
Il bilancio, quindi, è più che positivo!

Nonostante il freddo intenso, il vento, i colli di pelliccia e i soliti commenti di chi si reputava un convinto animalista mangiando un panino al prosciutto, siamo molto soddisfatti perché, anche se solo per poche ore, abbiamo portato sulla strada la questione animale, abbiamo messo in dubbio le sacre certezze speciste, abbiamo dato voce a chi non ce l’ha. E l’abbiamo fatto con sorrisi e parole gentili.
Contiamo, per il prossimo appuntamento (26 marzo dalle 16 alle 20), su una partecipazione sempre più ampia.

A presto e un caro abbraccio vegan a tutti e a tutte.

Troglodita Tribe - troglotribe@libero.it,

La biomassa di Benito Castorina


(Energia dalla natura - Nell'immagine di Franco Farina)

Inno alla biomassa

Biomassa, biomassa e fiaschi de vin!

La nella valle c’è la biomasssa

Porca pupassa,

porca pupassa..

La nella valle c’è la biomassa

E c’è chi scassa (la campagna)

Ma ghe piase el vin!



Il sole scarica 1 kw di energia su un mettroquaddro di ssuperficcie

E le piante ne fanno buon uso

s‘io fosse no biologo e me piacesse la biodiversitàs

parlerebbe il biomassese p’applicà li mia studdi

lo fotovortaico converte no centesimo de lenergia solare

nzomma è na sola, ma se l’intendo è de fa ricchi li tedeschi

e recuperà quarche lirozza anzi e-urina facenno li sembrici vennitori…



me dicheno che spremenno er pannello fotovortaico esce er petrollio

e cor petrollio se fano le machine, li farmaci, li mobili, li pesticidi,

li concimi pe le piante, lo GAS SERRA, se fa tutto,

mi padre faceva tutto co le materie prime vegetali e animali,

ma non je arriusciva mai de fa lo gasserra, Esso,

annava a cortivà er grano nel Magreb, pe sfamà la povera gente de laggiù e

ciamo sfamato puro li cinesi durante la rivoluzione cinese appunto

eremo nu paese de inventori

mo semo nu paese de inventati e vennitori de fotovortaico

e come dire che quello che avevamo… semo diventati!



La mia fortuna è che voi sete cervelli e quindi ve ne annate dall’Italia!

Viva l’Italia libbera!

Er sor benito che ve saluta e qua rimane!



La nella valle c’è la biomasssa

Porca pupassa,

porca pupassa..

La nella valle c’è la biomassa

E c’è chi scassa

Ma ghe piase el vin!

Biomassa, biomassa e fiaschi de vin!


Benito Castorina