Schiaffo di Zelensky a Trump: raid sul diesel di San Pietroburgo... Un massiccio attacco di droni ucraini, avvenuto nella notte del 18 ottobre 2026, ha provocato vasti incendi e gravi disagi nella seconda città della Russia. Il raid condotto dalle forze di Kiev ha preso di mira e colpito diverse infrastrutture chiave di San Pietroburgo. L'attacco ha provocato un enorme rogo presso il Petersburg Oil Terminal (il più grande deposito petrolifero cittadino) e il deposito di carburanti Ruchyi. Dense colonne di fumo nero sono rimaste visibili per ore su tutta l'area.
È stato centrato anche un importante centro dati periferico del social network russo VKontakte. Questo impatto, unito al danneggiamento di una stazione elettrica locale, ha causato interruzioni di rete su larga scala e blackout in diversi distretti. Il governatore Alexander Beglov ha confermato che l'attacco ha causato un morto e cinque feriti.
Questo raid è stato letto dagli analisti occidentali come una forte risposta geopolitica di Volodymyr Zelensky sia a Vladimir Putin sia alle recenti dichiarazioni di Donald Trump sulla gestione del conflitto.
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A)
È stato centrato anche un importante centro dati periferico del social network russo VKontakte. Questo impatto, unito al danneggiamento di una stazione elettrica locale, ha causato interruzioni di rete su larga scala e blackout in diversi distretti. Il governatore Alexander Beglov ha confermato che l'attacco ha causato un morto e cinque feriti.
Questo raid è stato letto dagli analisti occidentali come una forte risposta geopolitica di Volodymyr Zelensky sia a Vladimir Putin sia alle recenti dichiarazioni di Donald Trump sulla gestione del conflitto.
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A)
Integrazione:
No, non intendo sorvolare con indifferenza quanto accaduto nella Venezia del nord come se non fosse accaduto: il colpo dei droni ucraini è stato intenso (sebbene come ha replicato prontamente il ministero degli esteri di Russia si tratta degli "ultimi guizzi prima del decesso" : sprezzante, ma con molto di vero).
Non è tuttavia l'intensità del colpo che deve interessare - che non nego - ma il COME (nel caso non fosse sufficientemente chiaro ?): in breve, il colpo a S.Pietroburgo non sarebbe mai arrivato - intercettato molto prima - senza la complicità di chi offre il proprio spazio aereo lungo il quale l'aeronautica russa non può colpire perchè è area NATO.
Ciascuno osservi la mappa: spiega meglio di mille parole, dice tutto. E sono stanco di postarle perchè sono tutte uguali è una storia ripetuta decine di volte un deja vù che da frustrazione.
Aggiungerei un dettaglio NON indifferente (aprire gli occhi): nella giornata di oggi è emersa dai notiziari anche un'altra notizia analoga - un episodio collaterale e concomitante - ovvero di un paio di droni che si sono schiantati in LITUANIA (intervenuta l'aviazione italiana di stanza lì, sembra). Questi ultimi - come hanno comunicato le autorità lituane - sono entrati nello spazio aereo dalla Polonia......come possibile questo ?
Fermiamoci un attimo e ragioniamo: i droni ucraini non possono sorvolare la Bielorussia che è nemica (questo è chiaro) pertanto possono solo AGGIRARLA, da est o da ovest. O l'uno o l'altro. Orbene, a rigore di logica non avrebbe senso fargli fare la strada che si vede nella locandina di questo post: se si deve raggiungere un obiettivo come San Pietroburgo sarebbe assurdo farli arrivare in Lettonia, bypassando la Bielorussia sul confine con la Russia, per poi farli tornare INDIETRO in Lituania (ma per l'appunto si è accertato che erano arrivati dallo spazio aereo polacco).
Questo giro di parole per dire cosa ? Molto semplice...
Voglio dire più chiaramente che i droni ucraini (o almeno parte di essi) che si dirigono verso San Pietroburgo, NON percorrono esattamente il tragitto tratteggiato nella mappa soprastante (che già di per sé sarebbe grave), ma ne fanno forse un altro, ancora più grave: utilizzano lo spazio aereo POLACCO per la parte tratteggiata in giallo, per centinaia di km, e quindi entrano in Lituania logicamente... da lì proseguono sorvolando Lettonia ed Estonia come si vede nella parte tratteggiata in rosso. E' molto più razionale dal momento che in tal modo non devono entrare in Russia nemmeno di striscio dove potrebbero comunque essere abbattuti.
Sintetizziamo: guardate la mappa e immaginate che la parte tratteggiata in GIALLO, passi sull'altro versante della Bielorussia, cioè non al confine con la Russia, ma al confine con la Polonia (in tale modo i droni fanno un tragitto più lungo sì... ma rimangono intoccabili per le difese russe molto più a lungo, fino alla fine, quando sbucano in prossimità di San Pietroburgo).
Insomma, per metterla in altre parole la mappa - che già di per sè sarebbe grave - costituisce in realtà una attenuazione della gravità delle cose. (...)
La dinamica descritta va oscurata il più possibile perché coinvolgerebbe anche la Polonia oltre gli stati baltici, sarebbe motivo di imbarazzo e di pericolo per la sicurezza nazionale: non si deve sapere quanto ci è dentro la Polonia (si da come per scontata la complicità dei baltici negli attacchi ucraini, come se fosse il segreto di Pulcinella, ma Varsavia invece preferisce per quanto la riguarda un coinvolgimento minore di quanto si sappia). L'amica Lituania comprendendo questo arriva a comunicare tramite il proprio ministero della difesa che il drone UCRAINO (questo l'hanno dovuto ammettere) è arrivato a trovarsi in Lituania per effetto dell'esser stato "respinto" dalle difese elettroniche russe (?!), senza sottolineare troppo che proveniva dalla Polonia.
A parte l'allegra masturbazione mentale di una Russia che è COLPEVOLE di attaccare la Lituania per mezzo dei droni ucraini deviati elettronicamente per impedire che colpiscano le proprie città (i russi devono onorevolmente lasciarsi colpire e non disturbare gli stati che concedono il proprio spazio aereo per colpirla), la solidarietà polacco-baltica che emerge da tutto questo supera la soglia del vomitevole.
Per quanto ancora si dovrà sopportare ?
Daniele Lanza



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