"In Francia il municipio della città di Limoges è in fiamme, è crollato il campanile dell'edificio comunale. La torre era lì da quasi un secolo e mezzo.
I manifestanti in Francia hanno saccheggiato un negozio Louis Vuitton a Bordeaux. Appassionati di moda, eh? Il negozio Sephora in Piazza della Repubblica a Lione è stato anch'esso visitato dai manifestanti ed è stato completamente depredato. Tuttavia, si tratta di una rivoluzione culturale..."
La situazione:
La Francia è precipitata in un clima di altissima tensione, con scontri violenti, devastazioni e centinaia di arresti in tutto il Paese. Quella che era nata all'inizio di ottobre come una mobilitazione studentesca focalizzata sul degrado delle scuole pubbliche, si è rapidamente saldata con il ritorno dei Gilet Gialli, dei sindacati e dei movimenti ambientalisti e antifascisti, trasformandosi in una massiccia rivolta nazionale contro il caro-vita e le politiche economiche del governo.
L'ultimo fine settimana ha segnato un drammatico inasprimento della situazione nelle principali città del Paese:
- Parigi: Il cuore della protesta è stato Place de la République, teatro di durissimi scontri. La polizia ha fatto ampio uso di gas lacrimogeni e idranti per contrastare frange di black bloc. Numerose auto sono state incendiate, colonne di fumo hanno avvolto Montmartre e il centro della capitale è stato parzialmente blindato con la chiusura di diverse stazioni della metropolitana.
- Marsiglia: I manifestanti hanno assaltato e sfondato il portone del municipio, intonando cori rivoluzionari prima che il sindaco richiedesse l'intervento urgente di rinforzi di polizia direttamente al Presidente Emmanuel Macron.
- Altre città: Scene di guerriglia urbana, barricate e cassonetti in fiamme si sono registrate anche a Lione, Tolosa, Rennes e Strasburgo.
Le radici della rabbia: dalla scuola pubblica alla crisi economica:
Il movimento ha preso slancio nelle periferie parigine a causa dello stato di abbandono dei licei e delle università: gli studenti denunciano edifici fatiscenti, tagli ai fondi degli enti locali e carenza cronica di insegnanti. Tuttavia, la miccia scolastica ha innescato una bomba sociale molto più grande. L'inflazione e l'impennata dei costi energetici e dei carburanti hanno spinto i cittadini a riversarsi in piazza.
I tentativi del governo di placare gli animi promettendo un piano d'urgenza per l'assunzione di nuovi docenti entro fine mese non sono bastati a fermare i cortei. A esacerbare la rabbia dei manifestanti è stata anche la durissima risposta delle forze dell'ordine: si contano già migliaia di fermi (molti dei quali minorenni) e centinaia di feriti, con denunce di gravi mutilazioni causate dai metodi di contenimento della polizia.
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


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