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domenica 5 agosto 2012

Default in arrivo per l'Argentin​a in pratica un paese italiano, sudamerica​no solo geografica​mente ...

Cielo dell'Argentina - Foto di Gustavo Piccinini


Dopo il fallimento del 2001, Governo e Banca Centrale cambiarono direzione alla politica monetaria. Ma il conto rischia di rivelarsi salatissimo. Ecco perché

Ricordate la vulgata che all'incirca dice "meglio avere una propria valuta, così ci si può fare quel che si vuole?" Ecco, nel caso dell'Argentina le cose non stanno andando esattamente in questi termini, ed il paese ha deciso di impiccarsi ad un cambio che sempre meno ne riflette i fondamentali economici.

La distanza tra realtà e sogni si misura attraverso il differenziale tra tasso di cambio ufficiale e quello di mercato nero. Nel caso argentino, tale gap è ormai giunto a ridosso del 50 per cento. Da inizio anno il cambio di mercato nero si è svalutato di circa il 30 per cento, in termini nominali, per effetto di controlli valutari sempre più stretti, finalizzati a non perdere riserve in dollari. Ma queste mosse accentuano le aspettative di forti aggiustamenti del cambio ufficiale, cioè di una mega-svalutazione. Il governo ha di recente imposto un divieto di acquisti di dollari per finalità di risparmio e di transazioni immobiliari. Divieto che ha accentuato il nervosismo dei risparmiatori visto che il paese, a causa della propria tradizione di disastri monetari, ha una ormai consolidata tradizione di utilizzo del dollaro per la gestione dei risparmi e l 'acquisto di abitazioni.

La domanda di dollari per finalità di tesaurizzazione è accentuata dall'enorme e crescente liquidità in pesos, pompata dalla banca centrale, oltre che da una crescita in decelerazione e mancanza di opportunità di investimento domestico in un quadro di tassi d'interesse reali fortemente negativi (ma non per scoppio di una bolla finanziaria, non confondetevi ché poi vi impiantate in ragionamenti privi di senso, mi raccomando), e conseguenti aspettative inflazionistiche alle stelle (intorno al 35 per cento). La massa monetaria M2 è cresciuta del 31 per cento annuale in giugno, mentre i depositi in dollari sono diminuiti di un terzo (nel senso che quei dollari sono verosimilmente finiti nelle case degli argentini, in forma di banconote, per timore di conversione forzosa).

Malgrado queste geniali trovate, il deflusso di capitali non si arresta. A questo punto vi chiederete: ma perché sostenere il cambio in questo modo barbaro e non lasciarlo aggiustare fisiologicamente? Semplice: perché il paese, che dal giorno del default è un paria sui mercati internazionali dei capitali, si è finora mantenuto in linea di galleggiamento grazie ad un avanzo di partite correnti che lo sgoverno economico sta progressivamente trasformando in deficit. Quando succederà, game over, di nuovo. Da qui il tentativo disperato di non perdere riserve valutarie pregiate, i controlli sui cambi sempre più folli, la distruzione dell'economia nazionale per mancanza di volontà a dire agli argentini che la festa è finita (mai cominciata, ma è un dettaglio ad uso dei gonzi, soprattutto italiani, che si bevono tutto) e che serve una fortissima compressione della domanda domestica per preservare quell'avanzo commerciale.

Alla fine dei giochi, il paese che si era "liberato" dal giogo di un cambio irrealistico, si sta impiccando sua sponte ad un cambio altrettanto irrealistico. L'eterno ritorno (della stupidità) è servito.

Mario Seminerio
(Fonte: blog Phastidio.net)

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A commento dell'articolo soprastante scrive Orazio Fergnani: "Caro Paolo, rimango sbalordito dalla caduta di comportamento da te manifestato in questa circostanza..... Penso che tu debba sapere che ... in particolare da circa vent'anni si sta combattendo a livello globale la più feroce guerra da che esiste questa nostra attuale civiltà e che questa guerra si combtte con armi nuove, non convenzionali... in particolare con la finanza, l'economia, la moneta, tutti i mezzi di comunicazione ed attraberso la censura e la mistificazione formativa ed informativa......Ora tu che cosa ci fai??? Metti al centro della nostra comunicazione una delle centrali della "scomunicazione", del controllo finanziaro e culturale sub-accademico di un cialtronaccio che fa parte della peggiore congenie mai partorita dai somarifici di Stato (sovvenzinati ovviamente sempre più con denaro pubblico) e che rispondono ai nomi di Bocconi, Luiss ed università di Torino .... da cui proviene il peggio del peggio da moltissimi lustri.... Tu compiendo una tale mostruosità comportamentale hai dato supporto logistico e cittadinanza a questo infame traditore di tutti i nostri valori e gli hai dato immagine e cittadinanza... Ecco che è (cosa che avresti dovuto fare tu.... prima di pubblicare una porcata assoluta disinformativa che da un imprevedibile ed inaspettato supporto ai nostri nemici più viscerali.) il tanghero, e tutti i suoi pari. Dovresti sapere.... anche solo e semplicemente per partito preso che costoro manipolano la realtà ..... e dove non vi riescono.... manipolano l'informazione .....Cosa che anche tu hai contribuito a fargli riuscire. Insomma tu hai supportato un'azione del nemico..."

Mia rispostina: "Caro Orazio, l'informazione non ha colore... e comunque è utile sapere quel che viene prodotto a vari livelli dall'economia mondiale...
Non ho inneggiato.. ho solo trasmesso"

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Replica di Orazio Fergnani: "Questo che tu affermi vale (non sempre) nel mondo reale .... ma il mondo della comunicazione e dell'informazione... non è il mondo reale ... e dare una data informazione significa comunque affermarne la veridicità e la validità.... Soprattutto in mancanza di adeguata controinformazione sulla stessa tematica... e soprattutto pubblicare una notizia falsa (e questa è assolutamente falsa) .......non è esattamente quel che si dice "dare informazione"......... Insomma ... io penso che pubblicare una precisazione in cui si dice che questa è l'informazione che passa il "POTERE".... sarebbe utile e doveroso... Altrimenti qualcuno più attento, come me ed altri amici.... potrebbe pensare che questo non è un "errore"... qui non si tratta solo e soltanto di essere Voltairiani ma di fare falsa informazione ......E PURA PROPAGANDA DI GUERRA PER IL NEMICO..... è un atteggiamento secondo me abbastanza grave... altrimenti non starei qui a discure di questo... Poi ognuno di noi fa' le sue libere scelte..."

Mia rispostina bis: "Caro Orazio, la possibilità di poter leggere nello stesso post le tue deduzioni (ed anche il tuo parere nei miei confronti..) è -secondo me- prova sufficiente che le opinioni espresse nell'articolo di Seminerio non mi rapprsentano... e che non ho idee preconcette. Il mio modo di comunicare non vuole essere parziale, ciò non toglie che anch'io abbia delle opinioni, e all'occasione le esprimo liberamente, come lascio altrettanta libertà di espressione (almeno nel mio blog) anche agli altri (te compreso).. Ti saluto con il solito affetto"

mercoledì 25 aprile 2012

In Argentina il peronismo ha ancora qualcosa da insegnare

Un momento di contestazione in Argentina - Foto di Gustavo Piccinini

Kirchner, che vuol dire "pinguino", è diventato un esempio "divino"

In pochi ne sono a conoscenza, ma Cristina Fernandez de Kirchner, attuale primo ministro argentino (in vero il titolo è Presidente della Nazione) è con grande "presunzione" uno tra i primi cinque migliori governatori al mondo. L'Argentina sotto la sua guida, emanazione e continuazione di quella del defunto marito Nestor Kirchner, sta sorprendendo il mondo, in tutti i sensi. Il programma di governo, di impronta socialista se non nazionalista, sta consentendo una impensabile recupero e trasformazione per l'economia del paese dei Tango Bond che fino a dieci anni fa veniva denigrato ed odiato da quasi tutto il mondo per il suo salutare default finanziario (salutare per la sua popolazione). Sotto la guida di Cristina, l'Argentina ha in meno di cinque anni dimezzato il tasso di povertà (su base demografica) e raddoppiato al tempo stesso il tasso di istruzione, aumentando la percentuale del PIL (dal 3% al 6%) investito in miglioramenti infrastrutturali per l'educazione scolastica proponendo ad esempio l'accesso al web a tutti.


La Fernandez è un premier da invidiare: il suo operato di stampo peronista è volto a far crescere il paese ed a proteggerlo al tempo stesso. Con il neocostituito Ministero della Produzione e la detassazione dei capitali provenienti dall'estero, Cristina dimostra di avere le idee molto chiare: la nuova politica industriale argentina deve essere volta a creare occupazione incentivando le grandi multinazionali ad insediarsi per creare nuovi posti di lavoro attraverso benefits fiscali allettanti (noi italiani facciamo il contrario). La politica nazionalista non trova miglior paese al mondo in cui manifestarsi ed esprimersi arrivando persino ai piani di rimpatrio dei ricercatori argentini trasferitisi all'estero: sostanzialmente si richiamano in patria gli argentini che se ne sono andati perchè non remunerati o gratificati in patria (anche qui noi italiani potremmo fare scuola). L'ultima provocazione (da ammirare e copiare) è il piano di nazionalizzazione (per non dire esproprio) della partecipazione detenuta dal gigante petrolifero spagnolo Repsol sulla YPF (Yacimientos Petrolíferos Fiscales), l'azienda petrolifera dello stato argentino.


Quest'ultima, prima privatizzata e dopo acquistata interamente nel 1999 dalla Repsol appunto. In buona sostanza la Kirchner vuole riprendersi con un atto di sovranità popolare una risorsa strategica per la nazione: il petrolio argentino. Vai Cristina facci sognare. Magari anche in Italia ci fossero leader e rappresentanti degli interessi della nazione di questa portata. Sulla scia dell'esempio argentino infatti il nuovo e futuro leader italiano (non Mario Monti che ormai si è trasformato di fatto da tecnico a politico) dovrebbe replicare questo operato, espropriando per motivazioni di interesse nazionale le partecipazioni che detengono le varie fondazioni nelle due grandi banche italiane (Unicredito e IntesaSanPaolo). Nello specifico, il nuovo premier italiano dovrebbe nazionalizzare le quote detenute da Fondazione Cariverona e Fondazione Caritorino in Unicredit Banca rispettivamente del 3,5 % ciascuna, trasformando lo Stato Italiano nel primo azionista assoluto (la Libia sarebbe al 7,5% mettendo insieme Libia Investment Authority e la Banca Centrale Libica).


Uguale operazione si dovrebbe implementare con IntesaSanPaolo nazionalizzando le quote detenute dalle Fondazioni San Paolo (10%), Cariparo (5%), Cariplo (4,7%) e Caribo (2,7%) arrivando a controllare quasi il 25% della banca. A quel punto spingere a una fusione tra i due istituti orchestrata dallo Stato per costituire la più grande banca italiana privata (ma soggetta a controllo e governance pubblico) e la terza in Europa per patrimonio netto tangibile dopo Deutsche Bank e Credit Agricole (stando almeno ai dati di Giugno 2011). La banca così costituita potrebbe migliorare notevolmente la propria redditività complessiva riducendo corposamente i costi operativi, rafforzando il suo patrimonio attraverso dismissioni di immobili (pensate a quante filiali verrebbero smantellate a parità di assets e impieghi complessivi postfusione). A quel punto avendo una banca a controllo statale rafforzata nel patrimonio e più competitiva (che detiene oltre il 60% del mercato dei servizi bancari) si potrebbero intraprendere tutte le nuove riforme che necessita oggi il mercato del credito rivedendo le modalità di supporto ed affiancamento alla piccola e media impresa, certi che la nuova banca diverrebbe uno straordinario strumento di politica economica non convenzionale sotto l'egida dello Stato nell'interesse della nazione.

Eugenio Benetazzo



(Fonte: http://www.eugeniobenetazzo.com/)

venerdì 27 gennaio 2012

Uscire dalla crisi economica senza salassi FMI? - Seguiamo l'esempio dell'Argentina....

Argentina scherzosa.. "Kirchner" significa pinguino.. Foto di Gustavo Piccinini


La guerra di indipendenza dell’Argentina dalle politiche economiche del FMI (Fondo Monetario Internazionale) e’ costata ”solo” 40 morti (quanti ne muoiono in Italia in un week end di sbronza in incidenti automobilistici che come noto provocano cinquemila morti all’anno) nei moti di Natale del 2001 (19 e 20 dicembre)

Andiamo per ordine.


Negli anni 90, l’Argentina segui pedissequamente le politiche economiche restrittive dettate dal fondo monetario internazionale. – le stesse che stanno propinando a noi e ai greci adesso – chiamate pomposamente ”politiche di aggiustamento”.
Queste politiche compresero lo ”strozzamento” delle classi medie fino al punto di imporre il congelamento dei conti correnti bancari dei cittadini (il famigerato “corralito”) e di assistere agli assalti degli affamati ai supermercati.

Gli incidenti coi morti, provocarono le dimissioni a meta’ mandato del presidente Fernando de la Rua, con la conseguenza di ottenere in due settimane ben quattro presidenti e una discreta confusione politica ed economica, fino al punto che il governo dichiaro il DEFAULT selettivo (in pratica non rimborsabilità dei sottoscrittori stranieri che poi furono liquidati al 25% tranne quelli che stanno ancora facendo causa). Il presidente eletto Eduardo Duhalde svaluto’ ed emano’una legge di convertibilità tra la valuta argentina e il dollaro USA.

DAL 2003……
Con l’elezione di Nestor Kirchner (partito Justicialista, ossia peronista, con un forte sindacato), iniziò assieme ad una politica di svalutazione, il risanamento del debito grazie ad emissioni di titoli di stato a lunga scadenza, rinnovabili, con grandi sconti sul nominale.

Fino ad oggi – con la sola eccezione del 2009 che ebbe lo 0,9 di aumento del PIL a seguito della crisi americana del 2008 – l’ aumento del PIL e’ stato regolarmente tra il 7 e il 10%.

A Nestor Kirchner e’ succeduta la moglie Cristina Fernandez rimasta vedova che ne ha seguito le politiche. La povertà dal 52 % e’ scesa a poco più del 10% che e’ lo stesso livello cui e’ scesa la disoccupazione che era al 24%.

Il nobel per l’economia del 2001, l’americano Joseph Stieglitz ex direttore del FMI, ha suggerito la cura Argentina anche all’Europa, ma i critici gli oppongono due ostacoli
- l’Euro
- la mancanza di materie prime che l’Argentina ha e noi no (agricole specie)

L’Argentina ha accompagnato queste scelte di politica economica con una politica estera ”continentale” di tipo nuovo: superata l’OSA ( organizzazione stati americani), si e’ creata la CELAC (comunità di stati latinoamericani e caraibici) escludendo le due super economie del continente (USA e Canada). La Comunità si riunisce periodicamente, ma senza creare un segretariato o un ente fisso penetrabile da una lobby.

Si decide ”a consenso” .

Se fosse presa una decisione simile in Europa ( una comunità senza Francia e senza Germania) i due ostacoli non sarebbero più tali. Italia, Grecia , Spagna e Croazia avrebbero il turismo nordico, la Romania e Cipro, il petrolio, la Polonia le derrate agricole e la mano d’opera e tutti assieme l’arma della svalutazione che adesso stiamo imparando ad apprezzare al suo giusto valore.

L’idea di non svalutare le monete e’ tipica dei regimi autoritari come il fascismo che raggiunse “quota novanta” a spese del proletariato italiano degli anni trenta. E non gli servi’a nulla.

Antonio de Martini

(Fonte: Il Corriere della collera)

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Commento di Antoniochedice: "Io propongo di adottare la soluzione argentina.
La nostra situazione e' tipica dell'usura. Di punto in bianco, "i mercati" (ossia le banche che fanno il prezzo) hanno iniziato a pretendere interessi raddoppiati mentre la BCE offre i soldi a interessi più bassi.

La motivazione e' che alcune istituzioni - di proprietà delle banche che prestavano i fondi - hanno fatto una (irrazionale e indimostrabile) previsione futuribile che l'Italia potrebbe non essere in grado di ripagare i debiti e ci hanno tolto la tripla A.

In più, la Germania, l'unico paese europeo ad aver dichiarato bancarotta per non pagare i debiti del primo dopoguerra, pretende di obbligare tutta Europa a tener conto dei suoi traumi di ottanta anni fa.

Bene, teniamo conto che chi ha fatto fallimento negli anni scorsi era tutta gente con la tripla A, da enron a lehman, a l'ultimo di cui non ricordo il nome che aveva come CEO l'ex DG di GOLDMAN SACHS.

Teniamo conto che noi abbiamo la terza riserva aurea del mondo maggiore di Francia e Inghilterra; che la Germania non mette nel suo bilancio l'equivalente della CDP ( se la mettessero nel bilancio dello stato, il loro debito raggiungerebbe il 93% del PIL).

Teniamo conto che e' la prima volta nella storia dell'umanità che debiti contratti nelle stessa moneta hanno tassi di interesse differenziati perché un gruppetto di protestanti bianchi ha deciso che andiamo in pensione troppo presto (n. b. si e' rivelato falso), abbiamo troppe vacanze (lavoriamo oltre 30 ore l'anno rispetto ai lavoratori ...giapponesi); abbiamo sforato per 5 anni su nove il limite di Maastricht del 3%. Orbene, la Francia ha sforato nove anni su nove). E mi fermo qui.
Di fronte a questa palese ingiusta persecuzione degli italiani - che andrebbe spiegata con la psicoanalisi - mi ribello e indico una via di uscita che peraltro viene suggerita anche da un Nobel dell'economia Made in USA: Joseph Stiglitz.

Pensateci un momento tra un paese e una famiglia che va in fallimento c'e una differenza: una famiglia può morire, uno stato no. Quindi potrà pagare dilazionato, ma il debito non scomparirà mai.
La Russia di Eltsin ha pagato i debiti del governo zarista e quelli dell'Unione Sovietica, finendo di pagare in anticipo rispetto al previsto.
I debiti degli stati si pagano. Gli usurai degli stati, si impiccano

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Commento di Antonio Miclavez: "L'articolo mi spinge a porgevi un problema che non ho risolto: ci sono tassi di usura per le varie categorie. Il predetto “tasso soglia“ secondo quanto prescrive l'articolo 2 della legge 108/96,viene determinato determinato aumentando della metà il tasso effettivo globale “TEG" rilevato trimestralmente dal Ministero del Tesoro, sentiti la Banca d'Italia e l'UIC (Ufficio Italiano dei Cambi) , in relazione ad una classificazione delle operazioni per categorie omogenee N° 11 e per classi di importo variabili per ogni categoria :


1) Apertura di credito in conto corrente (fino a € 5.000,00 ed oltre € 5.000,00)
2) Scoperti senza affidamento ( fino a € 1.500,00 ed oltre € 1.500,00 )
3) Finanziamenti per anticipi su crediti e documenti e sconto di portafoglio commerciale, altri finanziamenti a breve e lungo termine

4) Crediti personali o alla famiglia

5) Credito finalizzato ( acquisto a rate di beni di consumo)

6) Factoring ( acquisto a rate di beni di consumo)

7) Leasing ( locazione finanziaria di beni : strumentale/immobiliare/autoveicoli e aeronavale ) durata sino o oltre 3 anni
8) Mutui ( a tasso fisso e a tasso variabile ) durata superiore a 5 anni

9) Crediti revolving e con utilizzo di carte di credito

10) Prestito contro cessione del quinto dello stipendio e/o della pensione

11) Altri finanziamenti a famiglie (da banche o da intermediari non bancari )


Possibile che non ci sia un tasso soglia usurario per l'interesse chiesto alle Banche commerciali dopo che hanno chiesto soldi in prestito alla BCE? La BCE li presta all'1%, e loro li prestano al 14%: è il 1.400%. Una volta il denaro costava l'8% e le banche lo davano al 12%, col 50% di rincarico; ma ora il margine è da delirio"