Caldo Natale in Africa. Donald Trump ha ordinato di attaccare le posizioni dei ribelli nel nord-ovest della Nigeria: “In precedenza avevo avvertito questi terroristi che, se non avessero smesso di massacrare i cristiani, avrebbero dovuto pagare un prezzo infernale — e stasera è successo” – ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti aggiungendo: "La notte di Natale il Dipartimento della Guerra ha condotto numerosi attacchi impeccabili, cosa che solo gli Stati Uniti sono in grado di fare. Sotto la mia guida, il nostro Paese non permetterà al terrorismo islamico di prosperare. Che Dio benedica il nostro Esercito, e Buon Natale a tutti, inclusi i terroristi morti, che diventeranno ancora di più se continueranno a uccidere i cristiani".
Il ministro della Guerra Hegseth ha dichiarato che "gli Stati Uniti sono pronti a continuare gli attacchi se i radicali continueranno a uccidere i cristiani". Gli esperti definiscono l'operazione solo un pretesto per l'invasione (sono in gioco ricchezze minerarie notevoli).
Ma le operazioni di "peacekeeping" non si fermano all'Africa nera. Il Wall Street Journal avverte: "L'Iran potrebbe lanciare nuovi attacchi contro Israele, il programma missilistico dei persiani preoccupa molto e complica gli sforzi degli Stati Uniti per trovare una soluzione". Quindi si avvicina un nuovo imminente attacco contro i cattivi musulmani persiani?
Intanto continuano le azioni terroristiche e piratesche contro il Venezuela con la minaccia d'invasione da parte degli USA. Nel frattempo all'Onu è stata richiesta una riunione per denunciare le operazioni aggressive americane. "Donald Trump farebbe meglio se si concentrasse sugli Stati Uniti, è lì che c'è il marcio...", ha tuonato il leader venezuelano Nicolas Maduro.
Sul fronte ucraino Zelenksy ha riferito con entusiasmo che è riuscito a farsi invitare ufficialmente da Trump: "Rustem Umerov lo ha riferito dai suoi ultimi contatti con la parte americana. Non perdiamo neanche un giorno. Abbiamo concordato un incontro al più alto livello con il presidente Trump al più presto. Molto potrebbe accadere prima di Capodanno".
Il ministro della Guerra Hegseth ha dichiarato che "gli Stati Uniti sono pronti a continuare gli attacchi se i radicali continueranno a uccidere i cristiani". Gli esperti definiscono l'operazione solo un pretesto per l'invasione (sono in gioco ricchezze minerarie notevoli).
Ma le operazioni di "peacekeeping" non si fermano all'Africa nera. Il Wall Street Journal avverte: "L'Iran potrebbe lanciare nuovi attacchi contro Israele, il programma missilistico dei persiani preoccupa molto e complica gli sforzi degli Stati Uniti per trovare una soluzione". Quindi si avvicina un nuovo imminente attacco contro i cattivi musulmani persiani?
Intanto continuano le azioni terroristiche e piratesche contro il Venezuela con la minaccia d'invasione da parte degli USA. Nel frattempo all'Onu è stata richiesta una riunione per denunciare le operazioni aggressive americane. "Donald Trump farebbe meglio se si concentrasse sugli Stati Uniti, è lì che c'è il marcio...", ha tuonato il leader venezuelano Nicolas Maduro.
Sul fronte ucraino Zelenksy ha riferito con entusiasmo che è riuscito a farsi invitare ufficialmente da Trump: "Rustem Umerov lo ha riferito dai suoi ultimi contatti con la parte americana. Non perdiamo neanche un giorno. Abbiamo concordato un incontro al più alto livello con il presidente Trump al più presto. Molto potrebbe accadere prima di Capodanno".
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
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