sabato 12 settembre 2026

Medio Oriente. Gli Houthi avanzano su vari fronti...

 


Gli ultimi sviluppi della guerra in Yemen, che interessano aree comprese tra l'isola di Mayun e Bab al-Mandab, fino a Taiz e Al-Jawf.  Le forze ribelli Houthi si sono schierate sull'isola di Mayun  -sebbene manchi una conferma ufficiale del controllo effettivo- accompagnando tale mossa con lanci di missili verso Ras al-Ara e attacchi ad Al-Mukha e Dhubab.

Sono in corso scontri su più fronti. Si segnala che le forze governative yemenite hanno iniziato l'evacuazione della regione di Marib a causa dell'avanzata degli Houthi.

Intanto sul fronte arabo il principe ereditario   Mohammed bin Salman  ha chiesto aiuto al Pakistan nella lotta contro "Ansarullah" (Houthi)  nell'ambito dell'  "Accordo della Mecca". Il Pakistan ha rifiutato, affermando che questo accordo non si applica a "problemi esistenti", come la guerra civile in Yemen, e che vengono presi in considerazione solo i "nuovi conflitti" (inoltre c'è da dire che il presente scontro è stato iniziato dall'Arabia Saudita).


Gli Houthi  in risposta hanno lanciato una massiccia offensiva, conquistando territori strategici in Yemen e colpendo direttamente le infrastrutture critiche in Arabia Saudita. La tregua che durava dal 2022 è di fatto crollata, aprendo un secondo fronte.

Le milizie Houthi hanno ottenuto importanti successi lungo la costa del Mar Rosso. Dopo violenti scontri  gli Houthi hanno conquistato la città portuale di Mokha e si sono spinti 50 km più a sud fino a Dhubab. Con questa avanzata, il gruppo ha preso il controllo dell'imboccatura dello stretto di Bab el-Mandeb, uno degli snodi marittimi più importanti al mondo per il transito di merci e petrolio. Le  forze ribelli di  "Ansarullah"  sono sbarcate sulle isole Hanish e sulla strategica isola di Mayyun, situata proprio all'ingresso dello stretto. Il portavoce del gruppo ha dichiarato che la navigazione rimarrà libera per tutti, tranne che per le navi dirette o appartenenti all'Arabia Saudita.

Gli attacchi via terra  hanno superato i confini yemeniti, colpendo direttamente il territorio saudita con droni e missili. Gli Houthi hanno bombardato l'East-West Pipeline, una gigantesca infrastruttura con una capacità di 7 milioni di barili al giorno. L'attacco ha costretto le autorità di Riyad a chiudere temporaneamente l'oleodotto, che rappresentava la principale via alternativa per esportare greggio aggirando il blocco dello Stretto di Hormuz.  Diversi raid hanno preso di mira città e installazioni militari saudite,  spingendo il Paese a dichiarare lo stato di massima allerta in varie regioni.

Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha chiesto un intervento militare immediato nel Mar Rosso agli Stati Uniti. Tuttavia, il presidente americano Donald Trump ha respinto la richiesta, negando un intervento diretto delle forze statunitensi.

(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegato: Trita Parsi. Enorme vittoria Houthi trasforma la guerra USA-Iran: https://www.youtube.com/watch?v=65Qhz6VI1BE


venerdì 11 settembre 2026

Israele gioisce se tra sunniti e sciiti vige un disaccordo...

 


giovedì 10 settembre 2026

Medvedev fa chiarezza sulla situazione in Russia...

 


"L'Occidente, nel suo insieme, sta deliberatamente cercando di portare il mondo sull'orlo di un'apocalisse nucleare" -ha dichiarato Medvedev in un'intervista- la Russia è consapevole della responsabilità per il destino dell'umanità e si impegna a prevenire una catastrofe globale, ma la pazienza ha dei limiti", ha affermato il vice capo del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa.

A margine Medvedev ha definito la protezione delle infrastrutture civili della Federazione Russa dagli attacchi dei droni nemici come una delle attività più importanti. "Le aziende non devono affrontare da sole la macchina delle sanzioni occidentale -ha affermato  durante l'intervista- lo Stato non può rimanere a margine..."

Inoltre Medvedev ha dichiarato: "Il sistema bancario russo è assolutamente stabile, e i risparmi dei cittadini non sono a rischio. Le notizie diffuse dai media stranieri, secondo cui si starebbero presumibilmente sequestrando i depositi dei cittadini russi, sono false e  diffuse "su commissione", ha osservato.

(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.) 

mercoledì 9 settembre 2026

Ucraina in guerra: "Notizie dell'altro mondo!"

 

martedì 8 settembre 2026

La Croazia ridotta a discarica da Italia, Slovenia e Germania...

 


In Croazia è esploso un enorme scandalo ambientale: fino a 50.000 cittadini sono scesi in piazza a Zagabria per chiedere l'immediata eliminazione di una gigantesca discarica illegale a Gospić, capoluogo della regione rurale e montuosa della Lika. Al centro della vicenda c'è il ritrovamento di circa 37.000 tonnellate di rifiuti industriali, tossici e pericolosi accumulati illegalmente nell'area di un ex complesso industriale (l'ex PPK Velebit). Di queste, ben 33.000 tonnellate risultano interrate nel terreno, minacciando direttamente la salute pubblica, la qualità dell'aria e le falde acquifere di una regione finora considerata un'oasi naturale incontaminata... (Varie fonti)

A Zagabria, si è svolta una manifestazione di migliaia di persone intitolata "Fai un passo per la Lika, fai un passo per la Croazia". I cittadini chiedono l'eliminazione di una discarica illegale di rifiuti pericolosi nella zona di Gospić e che i politici coinvolti siano chiamati a rispondere delle loro azioni.

Dal 2021, un gruppo criminale guidato da un imprenditore locale ha importato nel paese rifiuti medici e chimici pericolosi provenienti da Italia, Slovenia e Germania, camuffandoli come plastica da riciclare. In totale, in questi anni, sono state introdotte 37.000 tonnellate di rifiuti tossici.

La protesta è stata sostenuta da attivisti ambientali, dall'opposizione e dal presidente del paese, Zoran Milanović. Si sono sentiti slogan come "Croazia!", "Tradimento!" e richieste di dimissioni del partito al governo HDZ. Le autorità hanno ricevuto un ultimatum: presentare un piano di bonifica entro 20 giorni, rimuovere completamente il veleno entro 3 mesi e introdurre un divieto temporaneo sull'importazione di qualsiasi tipo di rifiuto nel Paese.

Questa crisi ha messo in luce in modo evidente il problema sistemico del "turismo dei rifiuti" all'interno dell'UE, dove i Paesi dell'Europa orientale meno sviluppati vengono trasformati in discariche illegali per i rifiuti tossici dei Paesi vicini occidentali.  (Fonte: @balkanar)


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

lunedì 7 settembre 2026

Il Medio Oriente si prepara all'olocausto in previsione del "Grande Israele"...

 


Israele, nello stile dello Zio Sam, cerca di intimidire l'Iran. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, durante la celebrazione di Rosh Hashanah in una riunione del governo, ha detto: "Se l'Iran commetterà un errore e ci attaccherà, riceverà un colpo che non potrà nemmeno immaginare. Siamo determinati a portare a termine la missione di rovesciare il regime: la sua fine è vicina".

La Turchia, previdente e consapevole di essere, dopo l'Iran, la seconda vittima designata, si prepara ed  ha deciso di aumentare le spese per la difesa del 229% (!).

Intanto proseguono senza sosta violenti attacchi del regime terrorista sionista contro il sud del Libano. Interi villaggi sono rasi al suolo e gli abitanti estromessi. Anche il sud della Siria, a partire dalle alture del Golan da tempo annesse ad Israele,  è minacciato dalle forze armate sioniste che  recentemente sono entrate nella provincia di Daraa e hanno istituito un posto di controllo militare nella zona in cui sono presenti.

Ma soprattutto l'occupazione  militare e politica di Israele si estende pesantemente sui territori palestinesi di Gaza e della Cisgiordania.  Nella Striscia di Gaza l'offensiva militare e il controllo prolungato del territorio hanno provocato una gravissima crisi umanitaria e sanitaria. Come documentato da EMERGENCY, persistono la distruzione delle infrastrutture e la drammatica carenza di farmaci e beni essenziali.  In Cisgiordania aumentano  le incursioni e le violenze legate all'espansione degli insediamenti e alle azioni terroristiche dei coloni e dell'esercito.


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

domenica 6 settembre 2026

Witkoff e Kushner hanno parlato con Putin ed ora tocca a Zelensky...


Il commiato tra Putin e gli ospiti americani

I colloqui tra Putin e i rappresentanti di Trump si sono conclusi, durando almeno tre ore. Il corteo con Witkoff e Kushner ha lasciato il Cremlino.  I dettagli delle discussioni e i possibili risultati dei  colloqui non sono ancora stati resi noti.

Una situazione «non semplice», ma affrontata in un clima di estrema franchezza. Si sono svolti così i colloqui  tra il presidente russo Vladimir Putin e gli inviati americani. A confermare il tenore dell'incontro è stato il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, il quale ha precisato che i due rappresentanti di Washington hanno illustrato a Putin «diverse idee» formulate dall'amministrazione guidata da Donald Trump per porre fine al conflitto in Ucraina.

Lo stesso Trump, il giorno prima dell'incontro, aveva preannunciato una “proposta per mettere fine alla guerra” affidata ai suoi due emissari,  di cui però non è stata specificata l'esatta natura o la sostanza.

Se da Washington Donald Trump parla di «buona chance» per avviare  un' "idea per la pace", la posizione di Mosca resta improntata alla prudenza. «Non affrettiamo le cose», ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

Ancora più esplicito il vice ministro degli Esteri Sergei Ryabkov, il quale ha ribadito che "Il nodo centrale resta la disponibilità degli USA a trovare una soluzione «tenendo conto della situazione sul campo che non sta evolvendo a favore di Kiev».

Il 6 settembre per i due emissari americani, che viaggiano su un boeing dell'Air Force, è previsto un incontro con Zelensky e la dirigenza ucraina. Per l'evento è stata ratificata una  tregua limitata alle due capitali,   con la   cessazione momentanea degli scambi di missili e droni tra Kiev e Mosca ma non su altre regioni coinvolte nel conflitto.

Il capataz in attesa degli inviati di Trump


Post Scriptum:

"I media americani affermano che la Russia ha comunicato agli Stati Uniti che la guerra si concluderà solo alle condizioni della Russia, poiché la Russia ha un vantaggio militare ed è sicura della sua vittoria.
In realtà, non si tratta di una vera e propria "informazione riservata", considerando che lo stesso Putin ne parla apertamente nei suoi discorsi. Si possono includere in questa categoria anche le "informazioni riservate" sul fatto che la Russia stia inasprendo le condizioni per la pace per l'Ucraina. Come già dichiarato più volte pubblicamente dal Cremlino e dal Ministero degli Affari Esteri russo, il rifiuto dell'Ucraina di negoziare porterà al fatto che le prossime condizioni saranno peggiori delle precedenti. Questo è esattamente ciò che è successo a partire da febbraio 2022. L'Ucraina non riceverà più condizioni così favorevoli come all'inizio della guerra, e nemmeno quelle che sono state proposte nell'estate del 2024".


Gli inviati di Trump incontrano i vertici ucraini e si raccontano barzellette



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)