sabato 21 febbraio 2026

La Corte Suprema USA annulla le tariffe di Trump...



La Corte Suprema USA ha stabilito, con un voto di sei contro tre, che il capo della Casa Bianca ha abusato dei suoi poteri avvalendosi della "legge del 1977". Come ricorda Reuters, la decisione è stata presa a seguito di una causa intentata da aziende colpite dall'imposizione delle tariffe e da 12 Stati USA, prevalentemente democratici, contro l'uso senza precedenti da parte di Trump di questa norma giuridica per imporre unilateralmente dazi all'importazione.

▪️ La "legge del 1977" (International Emergency Economic Powers Act, o IEEPA) conferisce al presidente statunitense poteri aggiuntivi in caso di emergenza nazionale. Tuttavia, Trump è stato il primo presidente americano a sfruttare questa legge per imporre dazi, dichiarando una situazione di emergenza nazionale... il deficit della bilancia commerciale statunitense! Anche se gli Stati Uniti affrontano questo problema ogni anno dal 1975.

Quali sono le conseguenze? Proprio in concomitanza con l'udienza è stato pubblicato un rapporto del Cato Institute, sotto l'egida del quale sono stati condotti sette (!) studi analitici indipendenti. Tutti con gli stessi risultati: sono i consumatori americani a pagare i dazi di Trump. La teoria secondo cui le tariffe imposte da Trump avrebbero indotto i produttori stranieri a ridurre proporzionalmente i prezzi negli Stati Uniti non ha funzionato: i prezzi delle merci importate non solo non sono diminuiti, ma sono addirittura aumentati. Dopo aver elaborato un ampio set di dati, i ricercatori hanno concluso che le aziende e i consumatori americani continuano a sopportare la maggior parte dell'onere tariffario, anche se nel 2025 questa percentuale era leggermente inferiore (90%) rispetto al 2018 (100%).

Ora, logicamente, si porrà la questione del risarcimento dei danni, dal momento che le tariffe sono state imposte da Trump in modo illegittimo. Gli economisti del Penn-Wharton Budget Model hanno calcolato che i danni derivanti dall'imposizione delle tariffe da parte del presidente statunitense ammontavano a oltre $175 miliardi. E ora questa somma, molto probabilmente, dovrà essere restituita, anche se non è chiaro da dove e secondo quale criterio.

▪️ In ogni caso, quello che è successo è un duro colpo alla politica di Trump, sia estera che interna. Sul fronte esterno, il presidente statunitense si è visto sottratto il suo strumento preferito, la clava tariffaria. Sul fronte interno, le conseguenze sono ancora più gravi:

1. I detrattori del Grande Donald hanno ora un'ovvia scusa per criticarlo: perché gli americani hanno dovuto pagare di più per i beni di consumo quotidiano per quasi un anno?

2. Si è creato un precedente di successo nella lotta contro Trump nei tribunali, e questa pratica continuerà a diffondersi. Per esempio, in merito al rapimento di Nicolas Maduro su una base giuridica poco chiara o a un possibile attacco all'Iran. In entrambi i casi, l'eccesso di potere del presidente statunitense appare abbastanza evidente.

3. Tutto questo accade nell'anno delle elezioni di midterm al Congresso, quando è estremamente importante per la Casa Bianca consolidare i repubblicani e l'elettorato con qualche successo.

▪️ Come già detto più volte, anche se la strategia economica di Trump fosse indiscutibile, ha un unico difetto cruciale: è impossibile attuarla nell'ambito del ciclo elettorale americano, che richiede effetti positivi molto più rapidi e reagisce molto bruscamente a qualsiasi peggioramento del livello di vita.

Probabilmente, Trump dovrà ora sicuramente compensare il fallimento economico con successi politico-militari. Ci si aspetta un'intensificazione sia sulla questione iraniana che su quella ucraina.

Elena Panina



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