sabato 14 febbraio 2026

ICE come Gestapo?


Gli Stati Uniti, praticamente i soli tra le grandi potenze, non hanno mai avuto una ‘polizia federale’ a livello nazionale; qualcosa di paragonabile alla gendarmerie francese o ai carabinieri italiani. L’FBI — Federal Bureau of Investigation — non è una ‘polizia’ nel senso stretto del termine. È relativamente piccolo e si occupa — come dice il nome stesso — di ‘indagini’ e non si sogna di mandare pattuglie sulle strade.

Il mantenimento dell’ordine pubblico negli Usa è invece di competenza dei singoli Stati — che non sono ‘mere’ province — e non del governo federale; o almeno, così è sempre stato. Tutto questo sta ora cambiando, ed è una rivoluzione. La novità è l’ICE — Immigration and Customs Enforcement — un’agenzia comparsa sulla scena quasi dal nulla e cresciuta rapidamente.

In nuce  l'ICE esisteva dal 2003, nata come una limitata forma di supporto interno all’attività di controllo alle frontiere degli Usa. Invece, da poco — essenzialmente con il decreto di bilancio del 2025, soprannominato da Donald Trump "Gran bel decreto" (Big Beautiful Bill), è diventata l'agenzia federale più finanziata della storia statunitense. Con un’azione a sorpresa del Governo, l'ICE si è trasformata in un’entità ricca e potente che comincia ad allarmare l’opinione pubblica. Gestisce un budget annuo di $85 miliardi — una ‘dote’ che supera la somma degli stanziamenti destinati a tutte le altre agenzie federali preposte alla lotta contro la criminalità – e dispone di una forza di 20mila agenti che ha già mostrato una certa predisposizione alla brutalità.

A parte il fatto che di una nuova ICE non si sentiva davvero la mancanza — gli Usa già brulicano di forze di polizia a vari livelli e, tutto sommato, non sono un paese notoriamente disordinato — e non è neppure così chiaro quale debba essere il suo ruolo. Ormai è soltanto “ICE”, cioè “ghiaccio”. Il nome ha ormai perso il suo significato originario. Il problema, in fondo, è proprio questo: non si capisce bene che cosa dovrebbe fare che non venga già fatto da altri. La sua ‘missione’ è descritta come «salvaguardare la nostra nazione, le comunità, l’immigrazione legittima, il commercio, il viaggiare e i sistemi finanziari», senza scendere in ulteriori dettagli. La frase, come hanno notato i più ‘paranoici’, nella sua vaghezza suona quasi come la ‘mission statement’ della gestapo tedesca, incaricata di investigare e reprimere «tutte le tendenze pericolose per lo stato»...

James Hansen - Nota Diplomatica



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