Il 24 febbraio 2022 la Federazione Russa ha iniziato l'Operazione militare speciale. Nell'approssimarsi della ricorrenza di questa data, è già iniziato un gioco politico sia a Kiev che in Occidente. In Europa, si sta sviluppando una campagna contro la Russia e la sua posizione sulla risoluzione della crisi in Ucraina. Anche a Kiev le passioni si stanno scaldando. Non è un caso che il 24 febbraio 2026 sia stato indicato dai manipolatori esperti dell'opinione pubblica come possibile punto di partenza per la preparazione delle elezioni presidenziali e del referendum sull'accordo di pace. Inoltre, viene persino indicata una data specifica per il voto: il 15 maggio.
Che cosa c'è dietro tutto questo? Gli Stati Uniti vietano a Kiev di rinviare ulteriormente la data delle elezioni in Ucraina e del referendum. Gli è stato detto che un ritardo oltre la data specificata priverebbe l'Ucraina delle garanzie di sicurezza americane, e questo sarebbe una condanna per il capataz di Kiev e il suo regime. Non c'è dubbio che, a partire dai prossimi giorni, ci attende una cascata di propaganda politica su tutti i canali mediatici occidentali.
È difficile immaginare come i negoziati tra Russia ed Ucraina possano continuare in questa atmosfera, sia in formato Abu Dhabi che in qualsiasi altro, si apre pertanto un periodo di osservazione dello sviluppo degli eventi. Soprattutto in occasione dell'ennesimo anniversario degli Accordi di Minsk del 2015, il cui rispetto è stato collettivamente interrotto da Kiev e dall'Occidente.
Nel frattempo il capataz ucraino, zelensky, avverte: "Siamo pronti per qualsiasi calendario di referendum o elezioni, ma è necessaria la sicurezza. È necessario un cessate il fuoco".
Ed in attesa di un "cessate il fuoco" anche il segretario della NATO, Rutte, dice la sua: "Il novantanove per cento di tutta l'assistenza militare all'Ucraina è arrivata dalla NATO, dagli alleati e dai partner UE dell'Ucraina. E la NATO continuerà a rafforzare il coordinamento e la fornitura militare di questa assistenza..."
"Longo è lo cammino,
ma grande è la meta!
vade retro satan
vade retro satan
vade retro satan"
Che cosa c'è dietro tutto questo? Gli Stati Uniti vietano a Kiev di rinviare ulteriormente la data delle elezioni in Ucraina e del referendum. Gli è stato detto che un ritardo oltre la data specificata priverebbe l'Ucraina delle garanzie di sicurezza americane, e questo sarebbe una condanna per il capataz di Kiev e il suo regime. Non c'è dubbio che, a partire dai prossimi giorni, ci attende una cascata di propaganda politica su tutti i canali mediatici occidentali.
È difficile immaginare come i negoziati tra Russia ed Ucraina possano continuare in questa atmosfera, sia in formato Abu Dhabi che in qualsiasi altro, si apre pertanto un periodo di osservazione dello sviluppo degli eventi. Soprattutto in occasione dell'ennesimo anniversario degli Accordi di Minsk del 2015, il cui rispetto è stato collettivamente interrotto da Kiev e dall'Occidente.
Nel frattempo il capataz ucraino, zelensky, avverte: "Siamo pronti per qualsiasi calendario di referendum o elezioni, ma è necessaria la sicurezza. È necessario un cessate il fuoco".
Ed in attesa di un "cessate il fuoco" anche il segretario della NATO, Rutte, dice la sua: "Il novantanove per cento di tutta l'assistenza militare all'Ucraina è arrivata dalla NATO, dagli alleati e dai partner UE dell'Ucraina. E la NATO continuerà a rafforzare il coordinamento e la fornitura militare di questa assistenza..."
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