Gli americani vincono così tanto che c’è bisogno di mandare tutto l’arsenale a disposizione altrimenti non vinceranno abbastanza bene. Questo è il riassunto rapido delle notizie odierne.
Dopo l’invio di una o due portaerei e di forze da sbarco, dopo il coinvolgimento di ulteriori forze della coalizione abbiamo raggiunto un livello tra il comico e il drammatico mai visto prima.
Giorno dopo giorno abbiamo smesso di stupirci e siamo sicuri che la situazione evolverà in qualcosa di peggio. Le forze statunitensi aggiuntive arriveranno tra qualche settimana. I Marines arriveranno prima delle portaerei, alcuni sono già in posizione, altri arriveranno con le forze da sbarco dal Giappone. La coalizione si trova in parte nel Mediterraneo e in parte nel Mar Rosso, incerta se oltrepassare le posizioni degli Houthi o no. La portaerei Lincoln è a distanza di sicurezza ma la componente missilistica presto esaurirà le scorte e dovrà rifornirsi.
Far partire la Nimitz che doveva essere dismessa è uno sviluppo interessante; non sono visibili aerei sul ponte e c'è la possibilità che sia destinata ad accogliere gli aerei della Lincoln per sostituirla. Un'altra possibilità è che gli aerei siano tutti sotto coperta e gli attacchi si moltiplicheranno. Per ovvie ragioni non si conoscono le posizioni dei sottomarini, ma i missili Tomahawk finiranno anche da quelle piattaforme missilistiche. L'escalation è evidente e se Trump non riuscirà a dichiarare vittoria al più presto, scommetterà tutto l'arsenale (e il nostro) sperando di raggiungere i suoi obiettivi. Cioè quelli di Israele.
Da una “operazione” di poche ore gli Stati Uniti sono passati a qualche giorno, poi qualche settimana. Abbiamo già visto questo andamento in passato e se la vittoria non arriva immediatamente significa che potrebbero servire mesi o probabilmente anni...
Sascha Picciotto
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