domenica 7 gennaio 2024

Lloyd Austin malato... di vergogna



Lloyd Austin, ministro della Difesa USA, ha avuto complicazioni durante un intervento chirurgico ed è stato ricoverato in ospedale per cinque giorni. E la Casa Bianca ha cercato attentamente di nasconderlo.

Dopotutto, Austin si è ammalato nel momento più inopportuno, sullo sfondo dei fallimenti sul fronte ucraino e della crescente guerra in Medio Oriente. Oltre all’incapacità degli Stati Uniti di affrontare gli Houthi. E poi è iniziata un'escalation nella penisola coreana e ci sono le elezioni a Taiwan.

Allo stesso tempo, i problemi all’interno del complesso militare statunitense si stanno intensificando. L'aeronautica militare ha recentemente perso un aereo da caccia F-35 in Georgia. Si è scoperto che l'F-35 delle prime modifiche può esplodere a causa di un normale fulmine. La metà degli F-35 è costantemente in riparazione. E ora un bombardiere strategico B1-B da 317 milioni di dollari si è schiantato nel Sud Dakota per la prima volta in 20 anni.

Ci sono molte difficoltà nel sostituire le vecchie apparecchiature. È troppo lungo e costoso. I nuovi bombardieri B21 Raider costano 750 milioni ciascuno. E quando inizierà la produzione di massa, potrebbero semplicemente rivelarsi irrilevanti e molto vulnerabili ai missili ipersonici. A causa di problemi logistici, i tempi per la costruzione di nuove attrezzature si stanno spostando in avanti: ad esempio, la produzione di un sottomarino richiede ora 9 anni.

Ciò costituirà un’eredità per le future amministrazioni. L’era di Austin sarà ricordata per l’esaurimento degli arsenali statunitensi, che richiederanno anni per ricostituirsi. E l'aggravarsi della crisi con la mancanza di reclute. Ma lui stesso si fonderà nel tempo, proprio con il pretesto di problemi di salute.

Malek Dudakov


sabato 6 gennaio 2024

"Israele o Palestina" - Segnalazione libraria con integrazione di Vito De Russis

 


Con questo libro una delle migliori emittenti libere europee, correttamente pluralista, ma senza nascondere la propria faccia, ora anche casa editrice indipendente, compie un esercizio di temerario equilibrismo dialettico. Operazione consentita, quella delle due campane, e probabilmente anche congeniale, a un organo di informazione libero da padroni, ma che implicitamente sollecita il lettore a schierarsi con la campana che gli suoni meno stonata.

Una volta superato indenni il tunnel degli orrori nella prima metà del volume, si ha modo di rinfrancarsi alla luce che restituisce vita alle ombre. 60 anni di vita e opere tra Israele e Palestina mi conferiscono la presunzione della condivisione. E la certezza dell’onestà.

Stiamo vivendo, a livelli di terrificante esasperazione, un’epitome dell’universale guerra dei ricchi, quelli senza scrupoli di ingiustizia e dominio, contro i poveri e ultimi, quelli primi in assoluto per scrupolo di giustizia e libertà. I rintocchi delle due campane sono voci di questa guerra che sarà decisiva per il futuro di tutti noi.

Dalla Storia sappiamo già chi vincerà. Parafrasando Montale: “Il varco è qui… e io so chi va e chi resta”

Fulvio Grimaldi



venerdì 5 gennaio 2024

La verità sul sionismo: "Gli israeliani non sono semiti e nemmeno ebrei..."



…iniziamo con il cercare di capire come e quando è nato il sionismo.
Solitamente si ritiene che esso sia originato da un filone di pensiero, sorto all’interno della comunità ebraica, verso i primi anni del secolo scorso (od alla fine del precedente) ed abbia trovato una sua prima attuazione concreta nella fondazione di Israele. Questo fatto è stato comunque accompagnato da una forte crescita dell’influenza di un certo “ceto” ebraico nel campo economico e della finanza mondiale. Il nido in cui tale influenza ha potuto svilupparsi si trova negli USA, il cuore dell’America, ed in parte anche in Inghilterra. Fu proprio in seguito a questa forte influenza che l’Inghilterra acconsentì alla cessione della Palestina, al termine del secondo conflitto mondiale, affinché gli ebrei (vittime di persecuzioni e sterminio) potessero fondare (o rifondare) una loro patria. La famosa “terra promessa”… Ed il ritorno in quella casa ideale avvenne con una celere penetrazione e occupazione del territorio palestinese, considerato “proprio”.
La nascita d’Israele, il necessario caposaldo per creare un precedente e stabilire un percorso futuro, sancì di fatto l’attuazione del sionismo. Una terra è come un tempio, se si possiede un tempio la religione viene santificata altrimenti è solo un’ipotesi. E l’identità sionista aveva ed ha bisogno proprio di questo: un tempio simbolo dell’avverarsi delle promesse del dio Jawè. Un ritorno alla casa madre dopo la diaspora provocata dalla distruzione del tempio ad opera di Tito.
Ma attenzione la diaspora ebraica in realtà non fu causata specificatamente dalla distruzione di Gerusalemme. Questo fatto militare contribuì soltanto ad incrementare un processo che era già avvenuto ed era in corso da secoli. La diaspora, od il nomadismo, degli ebrei era una componente della loro cultura, L’origine semitica pastorale di questa tribù patriarcale e la tendenza a vagare cercando nuovi pascoli era ben radicata nel dna ebraico. Il popolo ebraico, suddiviso in varie famiglie, era già sparso in tutto il mondo conosciuto allorché alcune sue bande presero ad insediarsi in Palestina, contrastando e sottomettendo gli agricoltori autoctoni, quelli che avevano costruito le prime città dell’antichità (ricordate la storia di Gerico?).
Questa spinta espansionistica e la considerazione di avere un diritto, garantito dal loro dio, di appropriarsi dei beni altrui, ed inoltre la “distinzione” settaria che rendeva gli ebrei diversi da ogni altro popolo fece sì che nella loro cultura si affermasse la convinzione, un credo, che poneva il popolo eletto ad di sopra di ogni altro essere umano. Non me lo sto inventando, basterà leggere la bibbia e la torah per rendersene conto. Ma questo ora non c’entra con il mio discorso.. ritorniamo al tema principale. Comunque un’ultima considerazione mi sia consentita. Per gli ebrei il fatto di considerasi appartenenti ad una “unica” cultura, condivisa per trasmissione genetica, fece sì che il legante religioso fosse abbastanza forte da mantenere il senso della nazione e della comunità, pur non vivendo nella stessa terra. E questo è un punto saliente. Ma questo attaccamento ancestrale alle proprie radici etniche non è ancora la causa originaria del sionismo… Tutt’altro! Infatti per i veri ebrei, quelli nati e vissuti secondo la tradizione, il sionismo viene visto come una sorta di devianza, una eresia. Come lo fu l’eresia cristiana e maomettana. Infatti sappiamo bene che queste due religioni sorsero come varianti dell’ebraismo.
Ma cosa e chi intendo per ebrei "veri”? Non intendo riferirmi semplicisticamente a quegli ortodossi, con barboni e palandrane nere, che folkloristicamente si lamentano al muro del pianto, mi riferisco  ovviamente a quelli che la Palestina mai abbandonarono e più  in generale a tutta la “gens” di origine ebraica, sia quella antecedente che quella successiva alla “diaspora” (del ‘70 d.C.).  Sono i discendenti degli ebrei sparpagliati in tutto il mondo conosciuto dell’antichità, dalla Persia alla Grecia, dall’Egitto all’Italia, etc. ma tutti questi ebrei sono oggi una minoranza ristretta della comunità internazionale giudea.
In verità questi ebrei “originali” sono oggi fra i più accaniti oppositori del sionismo. Ed il motivo è semplice: il sionismo nasce da elementi non ebraici. Il sionismo sorge in un contesto razziale diverso da quello ebraico, è il risultato di una rivalsa storica da parte di “conversi” di origine caucasica turcomanna, che abbracciarono nel 740 della nostra era (sotto il Khagan Bulan) la “fede” del popolo eletto (per un malaugurato errore di alcuni rabbini), semplicemente per convenienza politica, per questioni di potere, per mantenere una differenziazione fra i due blocchi “religiosi” che allora si contendevano il dominio della terra: i musulmani ed i cristiani.
Questi “conversi”, un intero popolo, i khazari (o cazari), formarono la componente ebraica dell’Europa orientale. Il sionismo comincia da loro, anche se non era ancora chiaro come modello. Infatti si sa che gli ultimi saranno i primi e che i nuovi aderenti ad un credo divengono spesso i più fanatici, anche perché sanno di non averne realmente diritto e quindi se lo conquistano con un reiterato zelotismo ed odio sia nei confronti degli opponenti originari, i cristiani ed i musulmani, sia contro i loro “fratelli maggiori” gli ebrei originari. Sono i successori di questi sedicenti "ebrei" (cosa contraria alla legge giudaica, poiché si può essere ebrei solo per appartenenza genetica, ovvero nascendo da madre ebrea), che oggi compongono la schiera dei banchieri e finanzieri che dirigono la politica e l’economia e che hanno creato il fulcro sionista in Israele e che sono diventati la maggioranza del popolo "eletto".
Tanto per fare chiarezza…
Paolo D’Arpini


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Integrazioni:

Commento di Vincenzo Brandi: “Analisi esattissima quella di Paolo D’Arpini. Si consiglia di leggere il best-seller dello storico israeliano Shlomo Sand: “L’invenzione del popolo ebraico” , che ha destato tanti dibattiti e polemiche in Israele e altrove…”

Commento di Patrizia Cecconi: “Condivido pienamente e aggiungo un’esposizione del libro di Sand fatta da Maria Morigi, intellettuale attentissima e mai banale nelle sue riflessioni, come potete leggere qui:
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid0b9NYfKvnK8GrWR1BmZqkR9J2bNg6efSHN4bC4KHReFEgyorhwiTW


giovedì 4 gennaio 2024

Televideo criptico su israele ed hamas... ma non troppo!


No, non è la BBC questa è la Rai, la Rai TV

Con linguaggio contorto gli Stati Uniti ammettono e rivelano ciò che tutto il mondo sa (tranne gli ingenui installati al comando nelle "democrazie occidentali" e quelli che cascano  sempre dal pero.)

Come già rilevato, Sion, uno dei più forti apparati militari del mondo, non ha ragione della Resistenza del popolo palestinese. Che non si chiama solo Hamas perchè non è "semplicemente un insieme eterogeno di terroristi", che "probabilmente" non verrà annientato, perchè è UN POPOLO CHE RESISTE!

Come già rilevato

Ciò a cui assistiamo è unico nella storia di liberazione dei popoli. La Lotta di Liberazione palestinese ha messo lo stato sionista in un cul de sac politico. Ed ora per ammissione dei suoi stessi protettori, e per meglio dire "papponi", in un cul de sac militare

Se da una parte, Israele rivela la natura coloniale e criminale, dall'altra deve sterminare un intero popolo, perchè, se non vi riesce, perde.

Perde la maschera che ha cercato costruirsi di fronte al mondo e di fronte a sè medesimo.

Israele è condannato alla sconfitta se un solo palestinese resterà vivo in Palestina ed è ormai chiaro per tutti che Israele questo non può permetterselo e quindi...

Israele ha già perso. E con Israele i suoi complici!

Giorgio Stern




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Televideo Rai delle 23:00 di mercoledì 4 gennaio 2024. 


USA . ISRASELE NON PUÒ ANNIENTARE HAMAS

Usa: Israele non può annientare Hamas "Crediamo che ridurre e sconfiggere la capacità di Hamas di effettuare attacchi all'interno di Israele sia un obiettivo assolutamente raggiungibile   per le forze militari israeliane".

Lo  ha affermato il portavoce del consiglio di sicurezza Usa John Kirby, pur ammettendo che la sua ideologia non verrà eliminata e che "probabilmente" il gruppo non verrà annientato.              

 "Ma Hamas ha ancora capacità significative a Gaza", ha aggiunto, sostenendo che non è "semplicemente un insieme eterogeneo di terroristi".         

mercoledì 3 gennaio 2024

Letterina di Gianni Luigi Padrin e riepilogo degli eventi cogenti del vecchio 2023...

 


...Buon 2024 a Tutti!  Ecco il solito rompiscatole che ha dei dubbi  sugli eventi narrati  nell'anno (anzi "anni") vecchio e  presumibilmente in  quello nuovo,  che sarà  sicuramente  "meraviglioso" (come anche gli anni a venire) ma oscuro sui fatti avvenuti,  come -ad esempio-

- A Bucha  i nazisti ukraini avevano messo sull'asfalto gente ammazzata da loro x il Gran Teatro degli  assassini occidentali,  visto che i Russi  non c'erano più da giorni?

- Nessuna memoria dei 12-13.000 morti  civili del Donbass uccisi dai nazisti ukraini in 9 anni di massacri compiuti dai 2 battaglioni di Azov e compari di merenda? Logicamente finanziati direttamente dai $ Cia?

- Nessuna parolina sui russofoni ukraini incerottati e sputati e pestati, per ore,  attaccati ai pali come fecero i nazisti nel 1939?

- nessun accenno ai 25 morti e 1 centinaio di feriti  fra i civili  di Belgorod (solo x citare 1 esempio di fine 2023, visto che la  strage di civili continua, da parte dei nazisti di Kiev)?!

- Mi piacerebbe sapere che fine farà l'attore  comico, tal Zelensko, perchè di vignette ne ho viste tante ma c'è poco da ridere (vedi link:   https://mail.google.com/mail/u/0/#inbox/FMfcgzGwJcXrqGZPbhTHMvzJJqXrPVbf?projector=1 )

- Non si parla mai qui da noi del centinaio e passa di giovani rockettari fatti secchi dall'elicottero  sionista, il 7 ottobre 2023, e  non da quelli di Hamas   (anche la stampa israeliana lo ha ammesso).

- Mai aprire bocca su chi ha ideato, finanziato e condotto e diretto Hamas dai tempi dell'OLP? Cioè dal Mossad e Cia?  (anche la  stampa israeliana lo ha ammesso).

- Si fa come dice anche l'usurpatore Bergoglione, che prende ordini dal vero papa di Davos,  Klaus Swhab, quello del libro The Great Reset, dove noi siamo   Mangiatori inutili   Troppi = da eliminare?

- Si fa come i  Pacifinti del  Piddì,  che votano i firmacarte dei loro amici venditori di armi e propagatori della Demokrazia Usa,  sottobanco? Quelli amissi de Crosetto?

Gianni Luigi Padrin,    da  VicensaCheDorme, sempre in letargo - 
lalibertaepartecipazione@gmail.com




Articolo in sintonia: https://www.vipiu.it/leggi/preghiera-dellalpino-senza-le-armi-gianni-padrin-tanto-chi-ha-distrutto-litalia-o-la-grecia-o-le-nostre-banche-non-ne-ha-avuto-bisogno/

martedì 2 gennaio 2024

Isra hell. Olocausto in corso

 


Esperti Onu hanno lanciato un appello alla comunità internazionale affinché impedisca  il genocidio della popolazione palestinese.   Studiosi dell’Olocausto e del genocidio hanno reiterato l’urgenza di un intervento per scongiurarne il pericolo. Raz Segal: è un caso da manuale di genocidio.  

Ministro della Difesa Yoav Gallant: “Stiamo imponendo un assedio totale a Gaza. Niente elettricità, niente cibo, niente acqua, niente carburanti. Stiamo combattendo animali umani e agiremo di conseguenza”. Il generale Ghassan Alian: “Avete voluto l’inferno, avrete l’inferno”.  Netanyahu:  “Un atto di moralità senza eguali”.


Dietro le quinte:   Israele ha rifiutato l'offerta di Hamas per un nuovo accordo sui prigionieri. Lo riferisce Axios.   Secondo fonti del portale, la proposta di Hamas prevedeva uno scambio di prigionieri in tre fasi. Ognuno di loro prevedeva una pausa nelle ostilità per più di un mese. Il gabinetto di guerra israeliano ha discusso la  proposta di Hamas e ha detto ai mediatori del Qatar e dell'Egitto che la proposta è inaccettabile.

Diario di guerra: Fino alla data del 15 dicembre 2023, secondo un rapporto della ong Euro-Med Human Rights Monitor, con sede a Ginevra, Israele ha ucciso quasi 25.000 palestinesi, tra cui circa 10.000 bambini. Precisamente  sono stati uccisi 24.711 palestinesi, il 92% civile negli attacchi aerei e di artiglieria, tra cui 9.643 bambini, 3.109 donne, 210 operatori sanitari e 83 giornalisti. Nel frattempo, 50.112 palestinesi sono rimasti feriti, centinaia dei quali gravemente; questo numero include migliaia di vittime che sono ancora bloccate sotto le macerie degli edifici, mentre altre centinaia non vengono conteggiate, ma probabilmente sono intrappolate sotto le macerie o ferite nelle strade. Inoltre ci sono più di 1.850 milioni di sfollati nella Striscia di Gaza che rimangono senza un rifugio sicuro in condizioni disumane. 62.990 unità abitative sono state completamente distrutte, mentre altre 172.055 sono state parzialmente danneggiate. Tra le infrastrutture vitali, sono state distrutte   286 scuole, 1.356 strutture industriali, 124 strutture sanitarie, inclusi 22 ospedali,  142 moschee, 3 chiese e 140 addetti stampa.

Intanto - Il New York Times comunica che la Corte Suprema israeliana ha annullato una legge controversa promossa dal governo di destra di Benjamin Netanyahu che avrebbe limitato il potere della corte. La decisione, ratificata l'1 gennaio 2024, potrebbe riaccendere una crisi interna, scatenando proteste di massa...”  

 Annotazione di Giorgio Stern: “Gli avversari (o compici) di Netanyahu annusano qualcosa di storto nella realizzazione della politica di criminale contro la Palestina e colgono la palla al balzo. Fantapolitica? No, probabilpolitik!”

lunedì 1 gennaio 2024

"Benvenuto 2024". Discorso di Vladimir Putin ai russi...



Cari concittadini, durante il 2023,  l'anno appena trascorso,  abbiamo lavorato duro e ottenuto molto. E la cosa principale che ci ha unito e ci unisce è il destino della Patria. Una profonda comprensione del significato più alto della fase storica che sta attraversando la Russia, degli obiettivi su larga scala che la società deve affrontare e della colossale responsabilità  che ognuno di noi sente.

Lavorare per il bene comune ha unito la comunità. Siamo uniti nei nostri pensieri, nel lavoro e nella lotta, tutti i giorni, mostrando le caratteristiche più importanti del popolo russo: solidarietà, misericordia, perseveranza.

Abbiamo dimostrato più di una volta che possiamo risolvere i problemi più difficili e che non ci arrenderemo mai, perché non c'è forza che possa dividerci, farci dimenticare la memoria e la fede dei nostri padri e madri e  fermare il nostro sviluppo.

Il 2024 è stato dichiarato Anno della Famiglia. E una vera grande famiglia è, ovviamente, quella in cui i bambini crescono, dove regnano calore e cura per i genitori, amore e rispetto reciproco.

Per  l'anno veniente desidero augurare il meglio a tutte le famiglie russe. Dopotutto, la storia della nostra enorme, bella e amata Patria è formata dalla storia di ogni famiglia. Il suo destino è determinato e creato da tutti noi, il popolo multinazionale della Russia.

Siamo un Paese, una grande famiglia. Garantiremo lo sviluppo fiducioso della Patria, il benessere dei nostri cittadini e diventeremo ancora più forti. Siamo insieme. E questa è la garanzia più affidabile per il futuro della Russia.

Buon anno 2024!

Stralcio del discorso di Vladimir Putin per il nuovo anno